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Full text of "Vocabolario universale italiano"

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VOCABOLARIO 



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COMPILATO 



A CURA 




DELLA SOCIETÀ TIPOGRAFICA 

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VOL. III. 



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DaI torchi del tramater 

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Viri docti Lexicis non veìut magisiris, sed tamquam 
minìsiris in memorìae suhsidium ulunlur. 

G. Scioppio. 






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PREFAZIONE 



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A, 



Lvendo hoi termmato di pubblicare col XX. fascicolo i temi di questo Vocabolario universale insino a tutta la 
lettera K, e chiusone con quella il terzo volume, slimiamo convenevol cosa, anzi debita, pone in fronte ad esso un 
nostro ragionamento. Nel quale facendoci a ricapitolare quanto già fu per noi scritto su' cartoni di essi fa co 
come quelli che non vanno serbati , vi agogneremo ancora le nostre risposte a talune critiche osservazioni mosseci 
contro e qualche altra coserella diremo intorno a questo lavoro la quale ci parrà non indegna della cognizione 1 P 1 
bheo. Sostenuti dal suo aggradimento, e confortati a bene congetturare dell'opera nostra dagli elogi* cui lagna- 
rono persone gravissime e parecchi giornali d' Italia, noi vogliamo innanzi tratto dimostrar gratitudine all' altrui corsia 
LtaprX:: ^ ""^ ^ *"-#"» a ™ *•*» ***** «**«™ *««*£ medesimo della preeX* 



E primamente dobbiamo saper grado a crue' Reeìi Ministri rl„> ->i ™ • • i m • 
favor loro: alle LL.EE.il defunta Cav D. Luigfde' Med ci ^ W ano d ., M-" T 1 ^ ^'^ d fur ° n ° del 

chigia della Posta nell'interno del Regno fr»cK 

Marchese Intonti, già Ministro della Pofizia generale pes^W r l °. SUCCesso - * Commendator Caropreso ; il 
Provincie; il Marchese Tommasi, Segretario "di 1^ d g a h ^Zsl a elTT 1 & ^ «P***** ** 
Solario caldamente raccomando ammaestrati e ^^ i^T^^t^n^T^^ 
sonaggio , che ora più non è, proteggeva la nostra onera con un-, «~ ,! i * ^^ ulUm ° P er ~ 

lui si potea dir /famiglia ,' ma cinque conosce 3£3*Z Z^Z^ CTS » ^T ^T ^ 
la bella CW, dtf 2WK, cosi detta dal nome dell'editore che dall'ai! 'T^T.- ^ 

pressione e vi fece le giunte, non debb' essere maravigliato d'intende e cTe 1 "lio dt 1 ? f ^T^^ "* ^ *' ^ 

seconda Crusca di Napoli.(x)Nc finalmente si vuol tacere le obblil n u ? " ad ° perÒ '" ^^ della 

degli Affari interni, k li il Cavalier slntl^ lo ^ 1 Ti ^roT^d^Z ^ teSeg "^° tì Stót0MÌnÌilro 
in commendazione del nostro Vocabolario o/Ln ^ *£, " f l ? SCl ' 1SSe kUere CU ' C ° larÌ a 6 P Inte ^»ti 

Non minori ringraziamenti daremo '1 ^ L,t ot £T' & v" ^ Z* """* * "°" * ^°^ 
tener vivo l'obbligo una volta contratto eh per dLnt ^ l^? * eSS ° 1Ìbr °' "»**•»■"■»«- 

sommano, secondo 1' ultima lista a 2 oV o ne V «™» P«* di quelli di cui pubblicammo i nomi e che 

infedeltà di alcuni nostri <^,lZ'Jtf^ ^ £^ ° ^ ?■**» * infi ^ ^ o pel- 
oni, malgrado ciò, dureremo, detesti ^S^^nT2^ ^ ^ ^ ^^ ÌnC0 " tr °' ed in 
Sebbene in diverso modo, la sovvennero and '" lmin< 7 . CheCchc ? e n ' abbia a costare, l'incominciata compilazione. 
«forti ed all' opera de' quali perdldolbil^ ™W " ? § T 10S1 "* add ° t&inati ™^ della italiana Penisola, 
>e Grassi, immLramenle tolto 7on ZTJT^Ìf ? TT* ^fi*** anim0 nostro manifestare : tali un GiJ 



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tesissime Annotazioni assai della «««,. ; n( //V bClumre diarissimo ; un Marcantonio Parenti per le sue g 
venuto per diverse opere Z grido Jf^SCSS ° J? 5 "" ^S^ ^^ ' bibliote -riodella Parmense , 
èfe&zoa ed a' «uoi vocabolarii ■ un Giuseppe Bra ' WU **"" ^ ** SUC Osservazioni concernenti alla Lingua 

gono messo a stampa in Como. ( 2 ) monta, autore del &^ i0 d' uno Spoglio filologico , due anni or vol- 

Non citeremo gli articoli de' Giornali italiani *A ì ■ i , ,*■ , 
di tutti; ma quello in Ispeziellà rammenteremo in cui uno j!° ?^ 0/ ^ l7 «^'«*» F>Wiè andati già per le mani 
o che andiamo errali, fra essi la palma, rendeva rariotìe nel ^ Val ^ tl i e : tcnsor ; della toscana Antologia, la quale portava, 

ragione nel 1829 dell ultimo volume degli Atti dell'Accademia della Cru- 






( vi ) 

sca ; perciocché ivi disaminando i novelli avvedimenti con cui quegli Anfizioni del bel parlare del Sì intendono condurre 
e migliorare la promessa e sempre indugiata ristampa del Vocabolario, notò essere stali quelli per buona parte mandati ad 
effetto da' compilatori di Napoli. (3) Da ultimo vedemmo il Gazze ttier Milanese caldeggiare la nostra causa al paragone 
del Vocabolario testé impreso dal Passigli in Firenze a guida del eh. Giuseppe Manuzzi , degno amico e iu certo modo 
continuatore del Cesari. Che se non possiamo inchinar 1' animo a parteggiare col giornalista ed entrargli mallevadori 
di tutte le ragioni ch'ei fa, non cesseremo perciò di averne buon merito alla sua benigna intenzione. 

Per venire a conchiusione di questa parte eucaristica , diciam così , del nostro discorso , ci rimane a nominare 
orrevolmenle coloro che gì' inedili spogli da essi fatti donandoci , ne posero in grado di arricchire di oltre a cinque- 
mila articoli la nostra compilazione: generosi edotti uomini , a' quali bua è ragione the noi rendiamo grazia per 
grazia. E fuori e dentro i confini di guestq Regno Li annoveriamo. Tra quelli, oltre i signori Peeaana e Parenti già 
da noi mentovali e le cui giunte dalle loro iniziali lettere vanno distinte , convien ricordare il professor Pietro 
Dal Rio, che imprima da Roma e di recente da Ferrara c'inviò una mano di voci e locuzioni tratte da' classici, seb- 
bene non trecentisti , le quali alle ricerche de' nostri precessori eransi involate. Tra questi, molti sono che crebbe- 
ro la suppellettile de' duemila temi somministratici dal nostro professor Presimi. Ne avemmo dal cav. Francesco 
Carelli, mancato a'vivi due anni or sono, con nome d'insigne fra gli archeologi di questa età; ne a\ emmo -dal- 



l'altro Accademico Ercolancsc, abaie Gaspero Selvaggi, oggi meritevole Segretario della Giunta di Pubblica Istruzione, 
non meno delle greche e latine lettere che delle italiane peritissimo, e presso il quale trovasi una raccolta di Testi di 
lingua, la più doviziosa forse che oggi possegga alcun privato uomo in Italia: preziosi volumi di cui egli, non men 
cortese che dotto , ci fa copia ogni volta che ne vien l'uopo di consultarli ; ne avemmo , e in gran numero, dal cano- 
nico Macrì, coajutator nostro, autore di molte e note opere, e ne' tesori della favella frugator paziente e sottile; avem- 
mo ancora quelle notule che nello studio del Marchese Basilio Puoti ; lume ed ornamento della città nostra ; si van 
facendo sulle più elette scritture de' padri e baili della lingua , secondo che gli alunni suoi leggendole ed egli da maestro 
sponendole, si avvengano in modi o vocaboli non registrali da' fiorentini Accademici ; ottenemmo altresì le copiosegiunte 
del eultissimo giovane signor Emmanuele Rocco , chiamato a dar mano ancor egli alla presente compilazione; cen man- 
darono finalmente in buon dato il Marchese Luigi Dragonetti da Aquila, il sig. Vincenzo de Ambrosio da San Severo, il 
sig. Antonio Fabricalore da Sarno, il sig. Francesco Del Buono da Brindisi. I quali articoli, non avendo eglino i donatori 
chiesto che fossero da particolari note contrassegnati , vanno tutti compresi sotto la comune (N) apposta ad ogni esempio 
o paragrafo novellamente inserito. 

II. 




Passiamo ora a riandare le cose esposte nell'altro nostro discorso, le quali han bisogno o di schiarimento o di ad- 
dizione. Nel primo di que' paragrafi promettevamo una novella gi-ammatica italiana e le tavole delle conjugazioni. E l'una 
eie altre andranno collocate nell'ultimo volume. Se non che, quantunque debbasi trovar nelle tavole prefate la colonna 
per le uscite de' verbi le quali non sono più in uso, pure ci è paruto non dover sopprimere quelle che corredate di esempi ci 
porgeva Antonio Cesari, di sempre cara ed onorata rimembranza; siccome presso che nessun' altra di quelle sue anticaglie della 
lingua ci piacque rigettare, discordando in ciò da' compilatori di Bologna e di Padova, a' quali il Monti die 1' orme. Gri- 
dava e<*li a piena bocca : togliete via questo fracidume , allontanate il lezzo di questo cimitero. Ma è forse un vocabola- 
rio della lingua in corso o un vocabolario della lingua in generale quello che si compila ? Non servono forse tai lessici ad 
apprendere la lingua parlala e la scritta, la vivente e la morta? Siano pure così fatti vecchiumi o sconci di pronunzia 
o strafalcioni di menanti, certo è che s'incontrano ne' libri, furono per lo più nel linguaggio, e servono tante volte a dimo- 
strarci ìa storia delle parole; che queste han pure \e loro vicende, ed arrugginiscono, come da Orazio in qua tulli sanno, ed 
o se ne cancella affano 1' impronta, o torna netta è polita a procacciar loro lo stesso spaccio di prima. Le quali variazioni, 
utilissime alle ricerche etimologiche, tanto maggiormente dovevano trovarsi in ischiera in un Vocabolario come il no- 
stro, che è o vuol essere universale. E ciò risponda ancora alle querimonie di alcuni che non avrebber voluto trovare in 
questi volumi tante di tali ciarpe quante a gran fatica ve ne accogliemmo, correggendo la parsimonia de' citati lessicografi, 
presso i quali non s' inverrà delle giunte veronesi che appena delle dieci le sette. 

Ancora in quel paragrafo parlammo di due specie d'indici ed abbreviature. All'indice degli autori e delle opere 
da noi citate in conferma delle nuove aggiunte, ed a quello de' Dizionarii che servono al nostro per così dire di primo 
strato, fanno ora d'uopo de' supplementi. Comprenderemo nel primo i testi novellamente o in modo diverso dalla Cru- 
sca , dall'Alberti ec. allegali ; nel secondo i Dizionarii ed altri libri di tal natura che o vennero in luce dopo quel tempo, 
ovvero non erano allora da noi conosciuti. Si troveranno pertanto appresso a questa prefazione secondo l'ordine alfa- 
betico delle loro abbreviature. E così troveravvisi eziandio l'elenco de' segni adottati per amore di brevità, ed il quale 
dovemmo di mano in mano impinguare. Il perchè intendiamo replicarlo in ogni volume, anche per non obbligare a 
ricorrere al primo od al terzo chi gli altri consultando intoppi per avventura in alcuna di quelle cifre di cui solo in 
tale elenco può aver la chiave. 

III. 

I fonti da cui andiam desumendo i novelli tra vocaboli e modi che formano il corpo della favella , sono consi- 
derabilmente aumentati di numero dopo il principio di questa impressione. Né poteva altrimenti accadere. Venuti 
in amore agl'Italiani e fatti comuni tra essi gli studii del patrio idioma, de' quali erano pria non curanti, per non dir 



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quasi abborrenti , ogni anno vede melteve in islampa o qualche Testo a penna raccomandato dagli Accademici , o 
qualche novello vocabolario, o qualche libro di osservazioni e giunte a'vocabolarii. E gli scrittori del buon secolo, an- 
corché impressi, vengono ristampati, a miglior lezione ridotti, annotati, spogliati. Anzi di colali spogli di parole e 
significati che la Crusca non registrò, comechè di tanto onore degnissimi , si vaia pure dando separatamente alla luce, e 
quasi non v' ha oggimai studioso del sonante idioma che già non abbia fatto o che non faccia il suo. Le quali pubblicazioni 
ognun comprende se bene vengano in concio de' recenti vocabolaristi. Né v'ha menomo dubbio che sino a quando l'opera 
nostra non tocchi il fine, il loro numero sarà divenuto maggiore. Il perchè profittando per al presente delle cose che già 
si hanno a stampa, serberemo a' Supplementi, di ciascuna lettera dell'alfabeto e quelle che si avranno nel tratto indi- 
cato , e le allre già ottenute di cui ci falli l'opportunità di valerci nelle parli che furono precedentemente assolute. 

Or questo è il luogo di enunciare, come meglio ci torni, le novelle opere venuteci in mano a lavoro incominciato, 
e dalle quali i nostri ajulatori o noi medesimi attignemmo. Diremo prima le citate dalla Crusca, poi crucile degli autori 
nelle sue serie non compresi , ma riputati generalmente degnissimi di addursi in difetto o confermazion degli antichi. 
1. Quel Comenlo di Dante, da molti detto l'Antico , il Buono e più comunemente V Ottimo , testo a penna di cui la 
pi-ima impressione fece in Pisa il sig. Torri , con molla diligenza e gran corredo di note e avvertimenti , sebbene tal- 
volta nella lezione non ben s'apponesse. E però mossegli guerra il sig. Piccioli, aspramente ripigliandolo, e correg- 
gendo anch' egli taluna fiata ciò che bene stava; ma sia che vuoisi di tali censure, vero è che la fatica del Torri non 
gli meritava d' esser trattato con tanla acrimonia. Noi gli abbiamo obbligo dello Spoglio appostovi alla fine e del quale 
sin dal terzo fascicolo, cioè al terminare dell' A, ci fu dato giovarci. 2. Le Prediche di Fra Giordano^ delle quali pa- 
recchi codici adoperarono gli Accademici, e vanno giustamente tra le più caste scritture del secol d'oro della favella. 
Noi guardammo in quelle recitate dall' oralor di Rivallo dal i3o3 al i3o6 , raccolte in due volumi e stampate in Fi- 
renze nel i83i per le cure del sig. can. Moreni , il più zelante promulgalore di Testi di lingua che or ci viva in Italia. 
3. La Leggenda della Beata Umiliana de' Cerchi. Abbenchè del manoscritto di questa Vita abbiano fatto spoglio i Com- 
pilatori della Crusca, pure la stampa proccuratane dallo stesso Moreni somministra qualche buona giunta al nostro professor 
Presuiti. 4. Un'altra antica Leggenda più recentemente mandata in prima luce nellajnedesima città, a studio di Monsignor 
Stefano Rossi, ha pur confortato della sua autorità parecchi modi o vocaboli che ne andiamo allegando. Vogliamo parlare 
della Leggenda della natività di Santo Giovanni Batista scritta in latino dal B.Jacopo da Voragine e volgarizzata nel secolo 
XIV. 11 lesto riccardiano, onde questo volgarizzamento fu tratto, non era stato tocco nella compilazione del Vocabolario, ma 
non è ricca la messe che se ne può raccogliere. 5. Notissima oggimai per due edizioni proccurate la prima in Firenze 
da due Accademici residenti della Crusca signori Fiacchi e Poggi, la seconda in Napoli dal eh. Marchese Puoti , è la 
Relazione d'un Piaggio al Monte Sinai fatto da sei Fiorentini nel i384- Delle tre diverse descrizioni che se ne di- 
stesero, due sono a stampa: quella del Frescobaldi da noi citata nella precedente prefazione, e questa di Simone Sigoli , 
che secondo la fiorentina impressione andiamo adoperando. 6. Le Leltere di Annibal Caro trovansi certamente tra le 
opere citate dalla Crusca; ma non altre allora se ne conoscevano che quelle della stampa de' Giunti del i58i e del- 
la edizion padovana del 1725. Altre in questi ultimi tempi se ne inserirono in parecchie opere periodiche, ed una 
centuria ne mise in luce il conte Giulio Bernardino Tornitane Ma la più ampia e pregiata collezione di tali lettere, i- 
nedite per la più parte, è quella dovuta all'illustre e non mai abbastanza rimpianto Marchese Giovan Giacomo Trivulzio, 
venula fuori in Milano con annotazioni ed indici di quel prefetto dell'Ambrosiana, signor Pietro Mazzucchelli. Conquesti 
volumi il cav.Pezzana e noi andiamo non poco immegliando la napolitana compilazione. 7.L0 slesso parmense bibliotecario di 
belle giunte estrae da altre inedite Lettere; e quelle sono che il can. Moreni per il primo fece di ragion pubblica nel i83o, 
indiritle da Lorenzo il Magnifico ad Innocenzo Vili, e dal Salvini , dal Filicaja ec. ad altri letterali del tempo loro. 8. 
Oltre alle versioni salviniane de' tre poemi e degl' inni omerici , qucll' erudito medesimo ha tra mano parecchi al- 
tri libri o non ancora o non accuratamente ricerchi, massime la Storia del Concilio di Trento scritta dal cardinal 
Pallavicino: non è da dire quanle nuove locuzioni ei vi noli. q. Allre ancora ne cava da quel libro di Carlo Dati 
che va sotto il titolo di Lepidezze di Spiriti bizzarri e curiosi avvenimenti , non prima del 1829 stampato dal 
Magheri. 10. Del Poliziano allegarono gli Accademici le Stanze e l'Orfeo: le Rime non già; e queste sono al dotto Pa- 
renti doviziosa miniera pe' nostri volumi. 11. Egli alcun che toglie pure dalle Poesie di Feo Belcari pubblicate recen- 
tissimamente in Firenze e non mai prima esaminate. 12. Ne toglie dall' Agricoltore del Trinci, non perchè sia quell'a- 
gronomo pislojese del passalo secolo un buono scrittore, ma perchè di voci tecniche abbonda, ed ognun sa quanto 
poveri sono di tal merce italiana gl'italiani dizionarii di quella scienza, infarciti per l'opposto di francesismi e di mu- 
nicipali idiotismi. i3. Ne toglie in fine dalle operetle del P. Daniello Barloli , ingegno maraviglioso, che disse tutto , 
anzi scolpì, ed il quale darebbe egli solo per avventura modo ed opportunità di poter ricomporre , ove fosse perduto, l'in- 
tero vocabolario della prosa italiana, ed anche più ricco che oggi non è. Dall' Ortografia , dal Torto e Diritto , dalle 
Vite , dal Savio , da' trattati di fisica e dalle altre sue opere minori seppero ed egli il eh. Parenti ed i signori Rocco 
e Dal Rio molte preziosità rinvenire non mai prima osservate. 14. Questi due ultimi con egual fruito parimente rovistarono 
le opere di Gaspero Gozzi, specialmente i Sermoni", citati, ma raramente e senza distinzione, dall' Alberti. i5.Sivuole 
aggiignere a questo catalogo la Disfida di Caccia tra i Piacevoli e Piattelli descritta da Giulio Dati né mai com- 
parsa in luce fino al 1824. Il Moreni la corredò d'una lista di vocaboli mancanti o affatto o in qualche nuovo si- 
gnificato nel Vocabolario dell'ultima edizion fiorentina, e di quelli che ivi sono ma privi d'esempio: lavoro di cui 
agevole ne fu trar partito. 16. Meritano parlicolar menzione due libri di Filippo Buonarroti , e sono le sue Osserva- 
zioni sopra alcuni Medaglioni antichi e quelle sopra alcuni frammenti di Fasi antichi di veù-o ornati di figure : 
entrambi di grandissimo pregio , ed i migliori che si abbiano in questo genere. Non erano slati nemmeno avvertili da 
aessun altro compilatore ; e dobbiamo ora al can. Macri lo spoglio delle tante voci archeologiche di buona lega onde 



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»on pieni e le quali non rinverresti altro/'e. Di tutte queste opere, e di talune altre di eguale utilità , per lo più lesti di 
lingua di recente impressione , di cui ne^precedenti indici mancano le abbreviature di poi da' diversi nostri collcghi ed 
aj alatori adottate , si leggerà qui appreso la tavola con tutte le necessarie tipografiche indicazioni. 

Un altro indice eziandio vi si trovtfà : quello delle opere e dizionarii donde son tratti gli articoli aggiunti alla Crusca 
dagli editori padovani, dal Bergami)* e da noi. Fu posto già' nel primo volume; (4) ma ora è convenuto farlo di 
nuovo per accrescerlo delle cose prodotte in questo intervallo di tempo. Toccheremo aldine avvertenze e su taluni de' libri 
quivi notati e su tutti gli aggiunti, seguitando l'ordine delle materie, cioè prima quelli concernenti alla favella e poi quelli 
di arti e scienze: avremo in tal gaisa discorso ad un'ora anche quell'altra parte del Vocabolario Universale che comprende le 
voci, non del comune linguaggio, ma tecniche così dette. 1. Il Dizionario enciclopedico dell'Alberti, secondo il metodo stereo- 
f.-idolipo usalo nella edizion milanese, da più. tempo è compiuto, ma senza l'Appendice de' nuovi vocaboli promessa ad opera 
finita dal signor Ffaurcmeo Antolini che sul principio die mano a quella assai migliorata e correità ristampa. Della quale 
continuando a valerci, abbiam voluto recedere dal primo proposito che ci facca trasandare quelle infilzate di aggiunti' 
che a certi sostantivi si accoppiano; ma proseguiamo a sopprime-.-e le parole che non appartengono da per se alla no- 
stra lingua, gli esempi privi del nome dell'autore, le definizioni scientifiche non consentanee alla scienza. 2. 11 Ber- 
gamini è citato dall' Alberti e dal Bazzarini , ma senza additamenlo de' luoghi degli autori da lui allegati. Noi -gli 
mettiamo , e sovente que' numeri ci danno agio ad apporre i luoghi medesimi dal buon Padre taciuti. Apponiamo inoltre 
le parole di quella raccolta da altri dimenticale. 5. Se leggete le prefazioni di tutti i vocabolaristi che dopo il Cesari ven- 
nero e noi precedettero nelF- uguale bisogna di descrìver fondo per alfabeto a tutta la lingua, vi troverete sempre ci- 
tato, lodato a ciclo, adoperalo il Cinonio. Pare che senza gl'infiniti usi delle particelle e le tante Osservazioni del P. 
Mambclli sulla lìngua italiana non avesser potuto compilare i lessici loro, né in verità potevano. Ma la più leggiera 
investigazione vi farà ciliari che appena è se attennero mezza la promessa. Ed a noi pure si potrà la stessa cosa rinfac- 
ciare pe' primi quaderni, poiché credendo alla buona fede altrui, fummo indolii in errore; ma dal frequente ritorno del- 
l' abbreviatura Gin. che dinota per l'appunto quella preziosa collezione di Osservazioni, anche più impreziosita 
liell' edizion di Milano dal cav. Lamberti, i lettori si accorgeranno che presto entrati in diffidenza facemmo am- 
menda del fallo. 4. Ci pareva, e il dicemmo nell' altro preliminare discorso , poter ricavare dalle compilazioni altrui, 
che già se n'erano abbellite, le giunte ed osservazioni sparse a piene mani in que' libri poco fa citati de' chiaris- 
simi Parenti e Pezzana; ma da gran tempo dovemmo avvederci che gli editori padovani non erano stali, principal- 
mente in rispetto al primo, diligenti raccoglitori degli esempi ed avvertenze sue. Si direbbe che in tutta la lettera L non vi 
abbiano tenuto su nenunen l'occhio. E però, cangiando stile, ci facemmo sì per le Annotazioni dell'uno e sì per le Osservazioni 
dell' altro a bere ai fonti medesimi. 5. Riguardo al Vocabolario veronese, nel precedente paragrafo estrinsecammo 
i nostri sensi; e qui solamente si vuole aggiugnere che sotto la stessa iniziale V, con cui s'indica qualunque articolo 
tolto da quella compilazione, vanno comprese ancora le poche giunte inedite di che il Cesari fece dono a' padovani 
lessicografi. 6. Dal Dizionario di Agricoltura del quale finita è la napolilana ristampa ove solevamo guardare , poco 
o nulla abbiam ricavalo da qualche tempo, trattenuti dalle querele degl' intendenti contro le voci che servono ivi 
di tema agli articoli , come quelle che d' ordinario sembrano più francesi che italiane. 7. Invece del Dizionario eti- 
mologico del Bonavilla col quale incominciammo l'intrapresa, abbiam preferito continuarla col Dizionario tecnico-eli- 
mologico-filologìco dell' ab. Marco Aurelio Marchi. E noto che questi era unito coli 5 altro alla prima compilazione, che 
la continuò da sé solo quando Aquilino Bonavilla morì , e che richiesto di farne una seconda edizione , non solamente 
aumentò quella soprammodo e migliorò, ma la rifece affatlo, e col suo nome la diede al Pubblico. E incredibile la quantità 
di grecismi e latinismi che per tal via acquistammo; bene spesso per altro quelle scientifiche definizioni e quelle etimologie 
han bisogno di ritoccamenli. 8. Sovente il Dizionario geografico di Venezia ci ha fatto errare. Pareva a noi poterlo a sicurtà 
scegliere per guida, non conoscendo in questa maniera di libri altro che andasse fregiato di più alti nomi , o che più 
ampio fosse. Ma erroneo lo sperimentammo, specialmente nella geografìa del Regno, ed incompiuto, massime nella 
geografìa antica. Il meglio che per noi si potè fu emendato, supplito; ma errori e lacune vi sono e vi saranno. Del ri- 
manente , e lai prolesta valga per tutti gli autori di Dizionarii*scienlifici di cui ci dovemmo prevalere, lasciano essi in 
generale mollo a desiderare, né si poteva per noi far riparo a tutte le omissioni, a tutti gli sbagli. Sin dal principio 
chiamammo essi mallevadori delle opere loro : certo sarebbe stato miglior consiglio rifarle da capo ; ma chi oserebbe 
tanto pretendere da noi soli? Abbastanza ci demmo da fare, specialmente nelle cose botaniche, zoologiche, ec. siccome 
or ora esporremo. Per tornare al Dizionario geografico, nelle denominazioni e dichiarazioni de' luoghi delle Due Sicilie ci 
ajutammo del Dizionario del Giustiniani e del sussidio del nostro Macri; pe' nomi antichi, di quello del Dizionario en- 
ciclopedico di Venezia, del mitologico di Milano e dello slesso collega nostro. In somma il Vocabolario di Napoli non è ni 
poteva essere un buon dizionario di geografia, di scienze naturali, di tecnologia, e va discorrendo, tal che coli' uno 
si dovesse far di manco degli altri. Abbiatevi in esso un semplice Nomenclatore da avere in pronto per le difficoltà e 
i desiderii che sorgono talora tra la gente colta ; non mai per appagar gli scienziati. Seguitiamo la nostra rassegna, e. 
Dizionario militare del Grassi. L'autore medesimo n'era scontento, e volle da capo a fondo riformarlo. Condusse preiso 
chea termine il nuovo e il lasciò all'Accademia di Torino che già lo ha comunicato alle stampe, per mezzo di quella 
Società lipografico-libraria, compra trice del manoscritto. Testé sapemmo che tutti quattro i volumi ne sono già infetidita, 
e noi aie profitteremo quando che sia, giacché la morte c'invidiò le correzioni ed aggiunte che l'egregio Piemontese ci 
andava mandando. Alcun poco ne soccorsero le accurate osservazioni del nostro Brigadier_ _Desujets a quella prima .^.. 
edizione , ed altre che da altri ci procurammo. E volevamo ancora giovarci delle gentili offerte del sig. Barone Ferrari, 
ufizial maggiore di Parma, il quale di buone correzioni ci fu cortese alle voci militari del quarto Fascicolo. Ma considerando 
egli che il nostro lavoro trovavasi di già inoltrato, preferì togliere per soprassello a rivedere alla fine dell' opera tutta la 



(IX) 

parte militare di essa, e, dove occorresse , empiere i roti lasciati. Non potremo perciò andar U-tl A>11„ 7 « 
di quel valoroso ( titolo che nella doppia accezion del vocabolo bene gli sta ) se nou auando 'Jt*™* *" 

menti promessi. Frattanto pubbliche grazie della sua benignità gli rendiamo (5) io II VacX&i?*, „ are ' Su PP Ie " 
avrebbe uopo di essere rimaneggiato, come quello della guerra. Venti anni trascorsero dò™ 2 . della marineria 

blico il libro dello Stratico ed in questo sdazio di tem'o tutta la parte ^^^£^13^^ 
meglio conosc.au. Aspettando che qualche altro Italiano, del pari versato nella nautica e nella fu ° ^' " 

tal fatica, noi questa branca dello scibile abbiamo accresciuta di molti articoli tratti dall' A1W.J A I Tr ' " UM 

ciclopedico di Venezia che per lo più li trasse dal Dizionario del Saverien secondo la trad Jl \ £. ^ " daU ' En ~ 

ivi nel 17 6 9 impressa co' torchi dell' Albrizzi. Ma perchè in fatto di diziona, i 21^7^ " ^ dl * ^ 
che l'accumulare, ci rivolgemmo per la parte nautica al cav. Cavalcanti, capitan di fregata nella nostra Wl^^T^T- 
di parecchie correzioni ed anche di addizioni ci fu donatore; se non che gli nessi aTW,n,™ /• Tn KealMarina >edegli 

cose mar.naresche. Vero è che potrà il suo lavoro essere anche altrimenti adoperato eL ,1 ™d * l „ a P enzia nelle 

mento. La .feco/afe, eh' e in corso, cominciammo ad averla poco di poi, e talora pur ci è mancata f „lJ ^ C ° mpi ~ 

altre stampe procedenti di pari passo colla nostra, quali, Je-empio, /Dizionari ^V^ZZ^ZZ^ 
colta delle spedite comunicazioni tra' librai di tutte le varie provincie italiane. Or guest» 6fe«W«pT P i 
Appendici è un abbondevolissimo Dizionario enciclopedico Ille scienze , lettere editili W H ^^ *' 
ionio Bazzarini al quale dobbiamo la Prim,. Certo di grande aiuto ci è ni a Ini ! ? ! ° SleSS ° ***>" 

se poi l'aiuto sia sempre non sospetto e irriprensibile, lo dfranno coC IC^^TJZ^T" * S*^ 
uom creda che sull' innanzi del compilatore veneto vadasi alla cieca copianZùttitli articoli N T- & 1 ^^ f 

ed a metter dall' un de' lati quelli che al pronosito nostro non f, S " C ° ntentl al ■*«*«*»«* 

11 che ci riusci, almeno ab\iam fondllienT Te Z ti elle ^CTr^^T^.^""^ 
Fascicolo in poi , al nostro cav. Michele Tenore, il qual " u ^ „t va l g a „ t l'ila' ^^ ^J 1 ^' ^ *» rt ° 
noi, non v'è chi l'ignori- e fu coadiuvato prima ^^^^^7^ ?"£ *T° ^^ ** 
zoologiche,^ quali dal terzo Fascicolo passarono sotto gli occhi é^^^t^^^^^ '- "^ °° M 
direttore del R. Museo di zoologia , uomo che molto addentro ^^^J^^^^T^ 8 ^^^^ 
vato sig. Giovanni Terrone, anche per le altre scienze naturai, eccttt a btanJa neD ^f^ il ^^ 

dute dal can. Michelangelo Macrì, già più volte col debito onore u^ta.^J^^L^ ecclesiastiche rive- 
nero quasi tutte riformate dall'avvocato Borrelli, uno anch' egli di questa Socie Reale Bob T ^ ì *»' 
. opere , comunque pseudonime, salito in gran fama. * Borbonica, e per le sue ideologiche 
Passiamo ora a favellar de' libri che a guell'indice abbiam d™„.„ • - ,, 
sua pubblicazione. Seguiteremo la stessa disposlone delle LÌTe t S ?ETl T "B^~- dopo la 
foglio filologico del?a6. Giuseppe Brasilia. Noi cominciammo a v^erc ne dalla v'oct^ ™"° f****™ 
mo, citando lui che le fornisce, dovunque sieno veramente sue auelleT , i • 7 f Pt ° ' * C ° SÌ contimiere - 
lologo da altri preceduto. Per le cose anteriori , ne ampZ n 1 "sn^ZT ' P ^V™ Stat ° * ~ fi- 
sua Appendice, ci sia permesso rispondere i„ una «-7^^^^^ ' ^l «V" * ^^ ^ 
ivi da lui per giunta alla derrata. (6) l3 . Ci aifaticavamo già da Te nt ^1 ?"* * ■ ^ ^ ^ «"** 
in mano le O,^^ del professor torinese sig. Giacinto Caien Card ^ ^P^ne «I^do ci capitarono 
cose concernenti alle scienze naturali : defìnizionf adoperate nTlTZ^\Z T'^Ti ' ^^^ ** 
pena incominciato , ei non volle o non potè considerarli. Veramente a una L ' ^ "^ ^ **" 
vazioni ; e volentieri , quando ci vengono a taglio noi U e ^ assennate mollo e aggiustatisi sono colali Osser- 
chè il sistema seconda quale è ZZ^ 

generale ordinamento escludeva altresì l'adottare le altre èon^T A i T " o1 ° MlCedc - Ed ' d SÌStema del suo 

todo di compilazione a quel della cì^t^^^^^^ ?*°*. * ^ ** ~ 
né il desiderio, al certo con tutti gl'Italiani comune d.l t> ■ S ringraziamenti per noi dovutigli, 

bel dono alla s'eienza ed alla lingua. 4 T '^Te Pao JlnoT T° ^ * aS ? COltUr3 ' ^ ^ ale ""* ™ 

del Monti, sono meritamente ri pi ftate 1 mig iori d mT^talSTL ST ' f"? i^^' "^ ' SÌUdÌC1 *° 
sciato di fare altre emendazioni alla Crusca sì di s Ì„TZh " \ ' ™* ' d ° P ° ^ Stampa dÌ GSS °' trala " 

seppe riconoscer per falsi col confron o de'm no e h ^P 1 ' 651 ' ^^ ' 6 SÌ dÌ ^^i vocaboli ch'ei 

raccogliere buon numero dirZ^J^^Z^Lt^^ ? 1^^ VenlÌCÌnqU6 ^ ^ ha ÌOt — d ^ 
citati. Delle quali correzioni e Iute av ndo ZSÌ1 ^ f ^ AcCademid ' ^ —te dagli autori da essi 

periodica chetila sua patria rfTpuIbSndo C ^ meale . dono ai epilatori del Po^a/o , pregiata opera 

r *ua patria si va pubblicando, noi abbiamo cominciato a vederle nel tomo XT di mw>l r- ì 

ma non a profittarne che dal vocabolo Ghignare, notandole colle iniziali P 7 V " . ™° , ' ^K Gl ° rnale » 
ranno luogo nella Sonra-aiunta rr„ a ln,a f ° iana ° le c ° lle iniwa " R Z - Ve ™ e che pur le precedenti trove- 

Ed in effeL, ^JS^iJTl^-^T T '- * T"* ""* C ° n ' eZÌ ° nÌ ' ^ "^ P — te - 

di poter dire che undici già ottano ^nTno^Z-- ^ T™ 9 ™' ^ ^ A ' B ' C ^ D ' E, F, ci gode l'animo 
le voci^W ,^,GzL^ COme o^uno potrà certificarsene riscontrando 

15. Al cadere del passato ann Z ^ Tsig^ PaTT' ' C ^>J>^*<>Iare, Ehi, -Ei, Eziandio, Figura. 

Ungua italiana, nuovamente corZ Z Z^ Zo I S' § ■ T^" 1 "" ^7" * ^^ ^ ° ^««^^ **< 
massimamente dopo le parole, tutte 1 tesia e benil , ^T ^-ta compilazione non appartiene a noi il ragionare, 

toccò dell' opera nostrana qu l e d t n l «a ffS'Z k' 1 ^ ^ n^" 2 " ' CUÌ fU "«»—•««-*, 

^J J;1 ^ bCnandlC e § h ° n0ro che la P rese ™»«n colla Crusca a termine di comparazione 



(*) 

col suo laVora nel Saggiò che anticipatamente ne diede. ( 7 ) Coloro che Volessero alcun che conoscerne, potrebbero consultar 
1' articolo che se ne legge in una delle più riputate opere periodiche di questa città. (8) k noi basti aver veduto la nostra 
maiuscola tra quelle poste in fine delle giunte che il valoroso compilatore cava da' libri onde conforta il suo lavoro perei..- 
debbi anche a noi esser dato introdurre, quando che sia , dalla novissima compilation fiorentina nella napolitana tutla li 
merce veramente nuova e pregiata che saremo per iscoprirvi.Nè andrà perduta per noi nemmeno 1' antecedente, grazie a togli 
i;:;r dunta di che nJSSLm dovrem corredare , come s' è già dichiarato, ogni lettera. ,6. Del nuovo i*„ 
disLntii dovuto al Tommaseo tira luogo a parlare il seguente §. VI 17. Comincia ad incontrarsi nel nostro dalla voce 
Ciotta 3 Nuovo Dizionario universale tecnologico o d'arti e mestieri che pe? tipi dell' Antonelh si sta pubblicando 
in Venezia È la prima versione italiana del Dizionario francese cui diedero opera 1 sigg. Lenormand, Payen, Fran- 
cceur, Langier ed altri, ma con molte aggiunte e correzioni. Se a tal lavoro si fosse dato opera in Firenze , com era 
nostro volo e nell'altra prefazione il manifestammo, l'impresa, o che c'inganniamo, tornata sarebbe in più onore 
d' Italia e in maggior emolumento di sì fatti studii. Ma ad ogni modo vuoisi saper grado e rendere lode ai compilatori ve- 
neziani d'esser accorsi all'uopo che grande era di tal raccolta; della quale, siccome per noi si potrà, ci prevarremo. i8.Presla 
sussidio al Dizionario medico riveduto dall'Omodei, e da noi sin dalle prime linee consultato ,1 Dizionario de medicamenti 
compilato in Modena sopra i migliori trattati di farmacia;, di materia medica e di terapeutica. Per le quali discpline sogliamo 
andare ad aprirlo da qualche tempo , sebbene poco giovamento possa farci a motivo de metodo che serba di prete re 

., 1 ,, ,1 1 , i„,;„-, aitr inlHna io E parimente serve d' aiuto al Dizionario teologico del Jiergiu 

più delle volte la nomenclatura latina ali italiana. 19.^ pa*u»c ; • t? ,„ „ „ j, frt «1 

quello delle scienze sacre e delle profane ausiliari, o affari adesse composto ^^^^J^^^l 
Lino in Pavia; ond'è che di esso eziandio facciam tesoro. *>. Finalmente citiamo il Dizionario delle scienze natura 
che tradotto dal francese, arricchito considerabilmente ed in parte emendato oggi pubblica - ^'^ 
naturanti in Firenze; ma lo citiamo, diciamlo pure , in «speranza; po.che lavoro che F««*-- ^^f^^ 
.ione delle molte «avole in rame di che va fornito , e sino ad ora non v, abb.am visto compiuta nemmen la tei za lettera del- 
f alfabeto. Potremo pertanto tenerlo tutto quanto in serbo pel supplemento , qualora, siccome caldamente il bramiamo, 
que' valenti compilatori non ci raggiungan per via. 

IV. 

m :::;:" g* SSE3& sK.tr ss^t-i --. u *** ^ * ^ *<-*- 

quello potesse concernere; tralasciai panmenie i mura* h „ 11P ll a l a miale eV im- 

ime sono appunto i nomi di parecchi istrumenti riguardanti non meno l'arte la quale gli fa eh e que ^ ^ q- 1 ^ - 
piega; nelle'voci di anatomia distinguere Y interna dall' esterna, dare come anatomiche quelle della p ma -d*"*» 
a seconda e tacere la tecnica denominazione per le parole che sono ovvie in ogni linguaggio, come naso, occhio Un 
^Tritili egeria per quelle derivate dal greco o in uso nella lingua de'dotti >™^^£^^ 
lime ponemmo sotto la rubrica di medicina non solo i termini spettanti a'suoi grandi nomi, ma benanche alle scende 
^r^Z^eZLi^ per la medicina, pure hanno anche un altro scopo ed ^^^T^T 
. r ■ l •■> A,.. ™p> mandi e vani rami sono principalmente la medicina cosi detta, la chirurgia, 1 anatomia, la 
£5SE FfZZ t fisica. Era perciò" neceLrio che le voci pertinenti ad ^e tWro distante e regate 
soli particolari rubriche: e però deliberammo porre sotto la medicina quelle ngua rfanU 1 rnoib * ni 1 m e ig e» 
sotto la chirurgia quelle esprimenti mali esterni, ovvero que' mah interni organici che han mestieri d » opci« om eh 
iOUO la cnuur S ia q uc f . . p anatomia auelle delle parti nterne del corpo vivente, e delle csler- 

rurgiche o di mezzi opportuni ad impedirle ; sotto 1 anatomia quene nei p af W rat i a «marire le ma- 

° -, .• n„ „!,« i^irann le diverse famiglie di medicamenti adoperati a guaruc ie ma 

ne men note ; sotto la terapeutica quelle che indicano le *™* § ^ Hci usale in 

lattie, senza specificarne alcuno, come ^^^^2'SL^ « medicamento, per lo più composto, 

medicina, come eatfo TOj m**c>%fc ec. ; sotto la farmacia quelle cne g firnlmente sotto la fisiologia quelle che 

di cui ci serviamo per medicare, come ^^^^^^%^l^^^ concepii! dividemmo 

visguardano le funzioni, le forze, gli *™ ibat ^ ^J^*^ 

benanche la storia naturale, segregandone specialmente la ^^^^^^^^^(M^m^ 

ed a ciò che a due delle sue branche poteva !«£££ ^Z^IZ l/distLLe sì fatte ripartizioni dello 

di tali nomenclature ed avrà visto per pruova n eg ali x le «ta m ag y farm aceutiche , le zoologiche da 

scibile, e principalmente le parole anatomiche dalle chiiurgicnc, le lerapc 

quelle di Lia naturale, compatirà alle magagne in cui benanche il nostro sarà por 9^^^ 

^ E venia altresì domandiamo per le colpe ove s'inciampa nel dividere ed accentuale 1 p oh lab. ^ ltt a ^° e 

di primo lancio non sembra il partire le parole composte di altre parole. Parve a noi d °^*^ * J^ n °È 

dinario sistema l'analitico diciam così, vale a dire quello di risolver la voce quasi per via di ana ^ S1 >^°^™ * 

difficile ancora è il sillabarle nel modo che meglio conviene quando vi ha dittonghi, ^^^aSnoT^^ 

domandano. In arbitrio è allora staccare o no le vocali ; ed i poeti in fatti ad arbitno tali ^ISSV^ 

tano. Ouando alcun esempio ci addita questo o quell'uso, noi lo mutiamo; quando no, ^jf^."^.^^ 

il capriccio, lasciando altrui pari libertà in libera cosa. Per gli accenti come W^J^KSS ^S-S 

4i vocaboli esotici , greci r , inoipalmente ? Ciò chejwww^ji^^ altri ™rma_, | 

possono tali paiole o lunghe o brevi profferirsi. 



(XI) 









Ma la parte che differenzia il nostro da tutti gli altri italiani vocabolari ella è l'etimologia. Quel nostro compagno 
il quale vi sta sopra sudando, naviga un mare mal noto, burrascoso e di scogli pieno; e doveva esser gran fatto 
l'uscirne a bene e ad onore. Ma s'ei non pervenne ad acquietare tutte le coscienze, e trovò tra noi, com'era da a- 
fpeltarsi , qualche beffardo o schifiltoso, ed al di fuori qualche censore , certo è che i sapienti d'Italia e d' oltremonti gli 
seppero buon grado dell'arduo divisamene, e che esso maravigliosamente lodarono tutti gli eruditi lodatori della nostra 
impresa. Anzi trae già egli nobile frutto della sua fatica , in reggendo volgersi alacremente gli animi a questa parte 
dello scibile troppo in addietro negletta o derisa dagl'Italiani, ed altri etimologisti seguitarlo oggimai nella via che 
primo egli aperse alla inchiesta delle origini degl'italiani vocaboli presso que' popoli barbari che ebbero coli' Italia re- 
lazione, singolarmente presso gl'Illirici, i Turchi, i Persiani. Del rimanente, considerando che il chiarire questa materia era 
per se stesso cotanto grave ed ampio e al certo non ovvio argomento, il trattò egli medesimo con una certa larghezza nella prefa- 
zione al nostro secondo volume. Nella quale svolgendo il metodo da lui escogitato, confortando coli' abbondanza degli esempi 
la novità delle investigazioni, assegnando i motivi del preferire anzi quesìa che quella radice, venne a distendere non 
meno una prolusione alle etimologie del Vocabolario universale } che un Saggio intorno a' principii dell'arte etimolo- 
gica ad esse applicati, il quale divise in due parli: nella prima discorse il modo scientifico di trovar le etimologie in 
generale, ed in ispezieltà nella lingua italiana; nella seconda la utilità e piacevolezza della scienza etimologica. Da' 
cultori della quale con lieta fronte fu quel lavoro accolto , e pubbliche dimostrazioni di plauso ne fecero talune opera 
periodiche di molto nome, riguardandolo come un grande avanzamento della scienza, ridotta a' suoi veri principii e 
dalla filosofia e dalla storia presentala di affatto novelli dogmi ed alla fine sopra salde basi collocata. (9) Ma perchè 
nel fascicolo 22.5.° dell'Antologia , unite a bella lode del libro e dell'autore, comparvero talune osservazioni intorno alle 
teòriche in quello esposte ed all'uso fattone da questo, il Borrclli pose le critiche ad esame, e diedevi congrue risposte, 
aggiugnendo così un foglio di appendice alla sua prefazione. (10) Certo bene e saggiamente ei fece , poiché le censure, 
dotte ed urbane , venivano, da un Niccolò Tommaseo. 

VI. 

Al quale chiarissimo Italiano, di cui tanto nobile e profondo è l'ingegno quanto svariato ed esteso ., va oggi de- 
bitrice la patria letteratura di un Dizionario de' sinonimi della lingua nostra, di gran lunga migliore di quel del Ro- 
mani. In esso aveva egli, ragionando del suo lavoro, commendalo la parte sinonimica del Vocabolario napolitano e di- 
chiarato che delle distinzioni del sig. Gatti talora approfittava. Ma l'infaticabile e dalbene ab. Serafino Gatti, uomo di senno 
e di cuore, per tanti lelterarii frulli del suo versatile ingegno avuto generalmenle in pregio, dal cominciar di quest'anno 
cesse alla lunga e tormentosa malattia che il travagliava. Per cagion della quale avendo sin da più mesi innanzi dovuto 
intermettere questa fatica della sinonimia, il sig. Emmanuele Rocco che allora gii soltentrò, propriamente dalla voce Fracas- 
so continua tuttavia a tenerne le veci. Nel che lo avvalora piìi ch'altro mai 1' encomiato Dizionario del Tommaseo , al quale 
unisce i precedenti lavori del Grassi, del Romani e del Nesi intorno a' sinonimi, .col suo criterio scegliendo e riducendo 
per la migliore. Talune differenze talvolta glie le dà V Alberti medesimo ; più spesso i propri! studii a lui le sommini- 
strano. Le chiamate che mandano da un vocabolo all'altro, e che sovente ne' due primi volumi si desiderano, egli coll'arco 
dell'osso adoperi di non trascurarle. Per le quali diligenze ne giova sperare che nemmeno per questa parte abbiano a do- 
lersi coloro cui cale che la nostra impresa giunga a buon porto. 

VII. 

Qualche cenno in fine vogliamo fare circa gli esempi che servono di corredo alle voci. Parecchi ve n'ha di osceijj 
Cerio sì; ma sono quegli per lo più che pose la Crusca. Gli editori della Minerva fecervi sopra man bassa; e c'in- 
fiammava ad imitarli il professor modonese. (n)Del che se noi compiacemmo , non sia chi a poco rispetto verso di lui 
o a poca sollecitudine del buon costume cel tribuisca. Ma un'opera dove si parla- di nolomia , di fisiologia, di ar- 
cheologia , dove si spiegano tutte le parole usate nelle scritture de' padri della lingua , dove si toglie V assunto di 
nominare e deffinire universalmente i segni delle idee , chi mai potrebbe a buona equità pretendere che fosse poi un'e- 
dizione espurgata del Vocabolario fiorentino? Da' compendi , da' libri elementari destinati solo a' fanciulli ed alle gio- 
vanetti si allontani pure quanto possa offendere menomamente il pudore; ma sino a che non s'interdica agli studiosi 
la lettura del Decamerone, di Ser Giovanni Fiorentino, dell' abate vallombrosano, e di cento altri autori di elegantissime 
quantunque non caste scritture , non si tolga dall' italiano vocabolario tanto capitale di modi e frasi quanto pur ne 
vorrebbero espellere da esso gli schizzinosi. 

Ancora molti esempli vi ha nelle nostre carte di errati o in quanto alla lettera o in quanto alla citazione; molti sono 
semplicemente citali ma non addotti; molli vocaboli e significazioni ne mancano affatto. Queste pecche le portiamo in comune 
con tutti gli altri autori di lessici italiani, ed avremmo tutte voluto cancellarle, siccome per molte ci venne fatto; ma né il tempo 
ci bastóne la lena, premuti come siamo da' pungoli altrui, ed assordati da' lamenti che fanno perchè non ancora si giunse 
aliamela. Eppure sin dalla bella prima noi protestammo che questa certamente non lieve compilazione- non era mica 
lutla, ma da fare. Gli agi della ristampa altri si avranno per avventura, i sudori nostri predando; noi non già , che da 
cinque anni ci trafeliamo a condurre innanzi l'ardito imprendimeli lo; noi, che correndo acqua immensa, mal nota, piena 




«*> v 



(XII) 
di scogli e di sirti , veramente trambasciamo del desiderio di afferrare il lido. Non si erano posti addosso cotanta soma i 
compilatori bolognesi , e nondimeno di nove anni ebber uopo se vollero recare il proposilo a compimento Altrettanto durò 
la quarta impressione della Crusca in Firenze; altrettanto la stampa del Dizionario enciclopedico di Francesco d' Alberti 
Non siano perciò gli altri così avari di tempo con cbi profonde e tempo e sollecitudini e spese per innalzare cmeslo edi 
lìzio. Ove pur la esecuzione pecchi in qualcbe parte , e sicuramente peccherà, nessuno potrà negare che il disegno n' è va' 
sto, e tale da sgomentare i più pazienti ed i più fermi di cuore. (,i 2 ) In fine il poter andare a' versi di tutti è impossibile" 
ed un Dizionario universale non è opera die mai possa aggiugnere alla perfezione, o esser netto di errori Errarono i 
compilatori passali, errano i presenti, erreranno gli avvenire; e se non fosser favola i semidei, dice il Pezzana e ne 
potesse avere alcuno la lingua, errerebbe ancor egli. Dee per conseguenza aversi in buon conio quel Vocabolario che 
più degli altri renda servigio ai bisogni della dottrina e dell'uso, ne rimanga eziandio nel merito indietro a ciucili 
che lo precedo,! di dala. Se il nostro non giugne sin da ora in ogni sua parte ad alto segno , almeno appresta la più 
magnifica imbandigione ai ghiotti di tali cibi, i più ricchi materiali a chi osi far meglio. Oltre a ciò, convien riflettere che 
grandi miglioramenti otterrà, quando sia terminalo , dalle Sopraggiunte e Supplementi onde ogni lettera verrà fornita- per 
ciocché potremo allora e correggere gli sbagli da noi o da altri notativi e profittare di tutte le nuove parole e maniere di dire 
che libri di eguale indole avranno frattanto raccolte, llfervore messo a questi giorni in Italia a pubblicare e spogliare i nostri 
e assici frutterà gran ricchezza al linguaggio nobile e cortigiano, come l' Alighieri il chiamava ; altrettanta ne procacceranno 
al linguaggio dottrinale i dmonarii scientifici che pure vanno migliorando e moltiplicando fra noi. Delle quali cose , ove 
i Vocabolari! posteriori al nostro profittino, e noi potremo anche profittar fino ad un certo segno di essi nel dare l'uliima 
mano a questo lavoro. Possa intanto sorgere qualche ben istruito e coscienzioso critico, indarno sinora da noi invocato 
>1 quale prenda con ogni studio a scrutinarlo in ogni sua parte, ed alla disavvedutezza e parvità dell' intelletto nostro 
soccorra. l 



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(1) ^ rendere un tributo dì riconoscenza alla memoria del biografo del Cavalier Filangieri t anzi per inorarla 
ad un, tempo , trascriviamo qui appresso le parole delle mentovate lettere circolari che abbiamo in ìstamna 

» Ministero e Real Segreteria di Stato di grazia e giustizia. /.° Ripartimento. Segretariato. Napoli to Febbra' 

» i83o. — Signore. Lo studio della nostra favella divenne a' giureconsulti di alto rilievo da che, dettate le leggi nel volgare 
» idioma, si fece questo universale per lutti gli alti del Foro. Perciò ho io accolto con lieto animo il nuovo Vocabola- 
» rio della Lingua Italiana che da qualche mese va pubblicandosi in Napoli dalla Società Tramater e Comp. , e che per 
« tutta Italia è già preposto a' molti da alcuni anni compilati per cura di chiarissimi cultori della nostra bella lingua 
« E se dall' un canto, questo nuovo lessico è di necessario sussidio a chiunque professa giurisprudenza, indispensabile 
« è dall' altro al Magistrato , il quale è nel bisogno di parlare e di scrivere con particolare proprietà di linguaggio per 
» che le sentenze da lui emesse non presentino alcuno addentellalo a' cavilli forensi , e non sieno seme d'interminabili 
» litigi. Queste considerazioni mi fanne, desiderare che il novello Vocabolario sia nella biblioteca di tulli i Magistrati 
» e che per opera loro si faccia cpjlnune a tutte le persone del Foro. E dal Prospello che le invio vedrà Ella avere' 
» gli Editori posto mente a renderne facile l'acquisto, dividendone la spesa in picciolissime frazioni. Io le sarò grato 
» se vorrà Ella secondare h mie mire, ed indicarmi ad un tempo i nomi de' suoi colleghi che saranno seco concorsi 
» a favorire la cornmencjevole impresa.— Il Consigliere Ministro di Slato Ministro Segretario di Stalo di Grazia e Giu- 
» stizia.— Firmato— MARCHESE TOMMASI.» 

» Ministero di Stato e Real Segreteria degli Affari Ecclesiastici. /. Ripartimento. — Napoli . . . Febbraio i83o — 
»» Illuslris. e Reverendis. Signore. — La Società Tramater e Comp. va da alcun tempo stampando un Vocabolario Uni- 
» versale della Lingua Italiana che, comparso appena, è già messo innanzi a quanti in questi ultimi anni ne furono 
» pubblicati per opera di valorosi cultori del volgare idioma. La felice riuscita della vasta ed ardua impresa accresce 
» la gloria che venne a' tipi napoletani con l'edizione della Crusca del Ponzelli , onde si fecero rivivere migliaia di 
» voci e di modi di dire del secol d' oro della Lingua , sfuggiti alle ricerche degli Accademici Fiorentini e non re- 
n gistrati nel codice della nostra favella. Ma tornerebbe a nostra vergogna, se il novello lessico, cerco e lodato a cielo 
» da tutta Italia, rimanesse non curalo fra noi. Aggiungasi che, ad agevolarne l'acquisto, ne hanno gli Editori par- 
\ n tila la spesa, in modo da renderla accomodata al patrimonio per fino de' più poveri studiosi. Con la doppia mira 
v d'incoraggiare il nobile ed utile lavoro e di concorrere, per quanto da me si possa, a richiamare in fiore i buoni 
» studi, per le ingiurie di trista età fra noi miseramente decaduti, io avrò d' assai a grado , se V. S. Illuslris. e Rev 
» vorrà adottare il nuovo Vocabolario per le scuole di cotesto Seminario , e renderlo comune fra gli Ecclesiastici della 
». sua Diocesi. I ministri dell'altare furono in tulli i tempi i depositari ed i maestri d'ogni maniera di sapere, e lo 
» zelo de' Vescovi può far risorgere i giorni antichi, ardentemente desiderati dalla pietà e dalla sapienza del RE No- 
» slro Signore, cui è sommamente a cuore l'onore del Santuario e la buona e cristiana istruzione de' Fedeli suoi sud- 
»> diti. Sono sicuro che Ella vorrà compiere questo mio intendimento, e farmi tenere sua grata risposta, dopoché avrà 
» esaminato il disegno dell'opera nel Manifesto che le farà note le. .discipline della associazione. —Il Consigliere Mi- 
I » nistro di Stato Ministro Segretario di Stato degli Affari Ecclesiastici. — Firmalo — MARCHESE TOMMASI.» 



(2) Belle onorevoli testimonianze di sì chiari letterati crediamo poter dare qui alcun saggio ad acquistar fede alle nostre 
par-ole e riputazione all'opera del Vocabolario nostro. Sono esse tratte presso che tutte da private lettere, alarne delle quali 
se ora pubblichiamo per la prima volta, non a vanità di jattanza preghiamo ci si voglia attribuire, ma parte a desiderio di 

j, significare la nosùa gratitudine verso chi ci mise cuore nella difficile impresa, onorandoci al tempo stesso di critiche e di 
consigli, che certamente noi qui non sopprimeremo, parte a bisogno di confortarla di autorevoli commendazioni, le quali 
ognuno intende quanto persuadano pia de' ragionamenti tutti coloro che non sanno o non vogliono giudicar d'i per se. 
Scrivevaci il Grassi da Torino U 3/ Maggio t83o in questa forma : » Ho dovuto a mal mio grado ritardare la 

4 » risposta alla gentilissima sua del 5 di aprile, perchè era mio pensiero di parlarle ad un tempo dell'opera sua, 
«della quale aspettava i primi quaderni con gran desiderio; ma questi non mi vennero rimessi se non sul finire dello' 
h scorso mese, e la cagionevole mia salute mi tolse il piacere di farne a bell'agio quell'esame che richiede l'impor- 

j >• lanza di un tanto lavoro. Ebbi campo peraltro a scorrerlo , non le dico con quale avidità , ed ho il bene di po- 

fe » terla assicurare francamente , che mi parve il meglio condotto di quanti sieno stati a questi tempi mandati alla 
« luce. La guida dell'analisi seguitala dagli egregi compilatori essendo infallibile, vien rimovendo da sé, e sto per 
» dire naturalmente, quel gran numero d'errori, che erano stali giustamente apposti agli altri Vocabolari: con que- 
>» sta scorta i significali vengono a spiegarsi ed a collocarsi coli' ordine naturale delle idee, e per questo rispello i 
>. Napolitani 1' avranno vinta della mano «opra i loro predecessori. Essi toccano altresì delle origini con molla 
» critica e con buona dottrina ; ma qui si avrebbe forse a considerare se non vada soggetto a qualche carico il di- 
» segno preso di accennare le etimologie dove non .possono essere corredale di pruove , e senza che esse sieno cor- 
» roborate da una piena dichiarazione del sistema abbracciato. Mi muove a questa osservazione amor di verità e 
» brama di fermarmi io medesimo in un pensiero, sul quale pendo da gran tempo dubbioso, però che ho toccato 
>. anch'io nel mio nuovo Dizionario delle etimologie della lingua nostra , ma temo di vedermi chiamato alle pruove, 
» che quantunque raccolte ed ordinate per mio uso, non potrebbero essere poste alla luce colle convenienti spiega- 



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» zioni sema un'immensa fatica, cui por ragion di salute non potrei più sotttentrare. In molte cose mi sono convinto 




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» alla lettura di quei primi quaderni che noi andiamo d' accordo , e che forse combiniamo nei punti più principali 
» del sistema; ma sarà per me di conforto il vederlo più ampiamente dimostralo nei quaderni susseguenti, e di sentir 
» poscia il giudizio che ne farà 1' Italia ancor nuova di silfalli studi. » 

» Io non saprei con parole rispondere degnamente al cortese invilo eh' ella mi fa di accomodarla di quel tanto 
n ch'io potessi aver in pronto, e che tornasse di qualche utilità alla sua grande impresa; e ben lo farei con ala- 
» crità pari alla voglia, se i miei lavori potessero in alcun modo combinarsi co' suoi; ma le massime da me seguite 
» nell' inchiesta delle voci militari mi hanno portato a fermarne i significati sopra altre autorità che le sue non 
» sono , e non potrebbero consonare insieme : queslc autorità saranno da me sostenute con apposito ragionamento , 
» che potrà forse aver qualche forza nella spcziallà della lingua militare italiana , ma che applicato al corpo in- 
» tiero della favella potrebbe incontrare gravi difficoltà. Quindi mi asterrò dal mandarle cose nuove , delle quali 
» assumo io solo ogni carico ed obbligazione col pubblico; ma se mai le tornasse di avere le correzioni agli articoli 
» del primo Dizionario , son pronto a soddisfarnela ad ogni sua richiesta , incominciando dalla lettera B , ove con 
» una piccola nota se ne potrebbero rendere inlesi i lettori. Arrossisco della pochezza di questa offerta , ma essa è 
» tutto quello di che posso, con minor tema di errare, farla padrona; ed aspettando i suoi cenni , passo con sincerità 
» di devozione a protestarmi ora e sempre ec. » 

Za lettera del professor Parenti data di Modena il 2f febbrajo dell' anno medesimo contiene fra le altre queste 
parole: » Ora non potrei ripeterle che le cose già scritte al sig^Emmanuele Rocco, e confessarle che in gene- 
» rale questa loro grandiosa impresa supera , non solo nel materiale ma nel formale , tutte le altre di simil genere. 
» Vero è che in alcuni particolari mi sarei regolalo diversamente; non facendomi ligio alla massima d'abbracciare 
» tutti gli altri Vocabolari , la quale per uomini del loro criterio pecca in eccesso di modestia e di deferenza. E 
)> certamente se a loro senno avesse dovuto procedere l'ammissione di certi vocaboli, non si vedrebbe registrato, a 
» cagion d'esempio, V Angordo , V ingordigia , V Angordità ecc. del Liburnio, né 1' idea d' universale avrebbe com- 
» prese anche le voci tecniche del postribolo. — Quanto ai neologismi, chi è discreto non potrà far loro mal viso, 
» in grazia delle giunte preziose traile dagli scrittori approvali. Già il vocabolario non costringe veruno a valersi 
» di voci di fresca data; e inlanto soccorre con gran vantaggio ai veri studiosi che dir si possono gli eredi della 
» buona lingua , ricuperando loro una sicura parte di legittimo patrimonio. » 

Ed ecco alcuni brani della lettera qui citata, eh' è del Sj Gennajo i83o, ne quali ognuno vedrà miste le crìtiche alle 
lodi ed ai consigli: » Le locuzioni oscene, di cui mi fate cenno, sono appunto quelle che dovrebbero essere, e presto 
» o tardi saranno, sbandile dall'Italiano Vocabolario. Le dichiarino a lor posta gl'illustratori di certi libri infamis- 
» simi , le raccolgano i lessici de' lenoni e delle baldracche; ma viva l'onor dell'Italia! perchè non si cesserà di schie- 
» rarle nel Dizionario comune, e d'attribuirle alla lingua della nazione? Nello stesso trecento, chi le intese per 
» avventura fuor dei trivi e degli angiporti di due o tre città ? fu mi de lla corte d' una s v ergognata Regina ? E chi 
» le intende oggidì fuori delle più sozze brigale, e senza 1' ajuto di comenli vituperosi? Queste sono colpe e vergd- 
» gne incompatibili in qualsivoglia scrittura; sono gli slorpj e gli arcaismi ributtati dalla morale; sono le vere 
» ghiande da lasciare a' porci. Io sto a vedere come procederà l'Accademia, alla quale ho l'onore d' essere ascritto , 
» nella quinta edizione del suo Vocabolario; ma s'ella non si farà debito d'una riforma reclamata dagli uomini one- 
)> sti , e se Dio mi concederà vita e salute , forse mi porrò alla prova di vedere se possa darsi un Dizionario che 
» non rappresenti la gentilezza italiana sotto la pece dell' arabica scostumalezza. Perdonate bene a questi modi enfa- 
» liei: ma tante sono le considerazioni che^prTma"3 T ora ho fatte sopra questo particolare, che propriamente loquor 
» ex abundantia cordis. » 

» Quanto pure alla purità filologica , non sarei difficile nelle transazioni ; massime riflettendo che un dizionario 
» universale deve servire alla moltitudine, la- quale certamente non è composta di soli e pretti scrittori, ed ormai 
h siamo ridotti a tale, che il secolo nostro ha bisogno in molte parli d'un dizionario per intender se stesso. Del re- 
» sto, senza entrare in questione sulla massima del Cesari , non vi parrà strano ch'io mi sottoscriva al Monti quando 
» afferma , la lingua del trecento essere quella nel cui spinto e nella cui forma di fraseggiare sta il vero carattere del 
» perfetto idioma italiano , e quella del secolo decimosesto e dei susseguenti non essere che una felice ristauraz^on 
!) della pròna. Io distinguo ampliazione da perfezionamento di lingua. E questo al giorno d' ogg i lo farei consister* più 
» nel risecare che nell' aggiungere, quando novilà di cose e d'idee non induca necessità di nuovi segni. Ma questa 
» novità e questa necessità quanto spesso non servono di mantello alla pigrizia ed all'ignoranza? — Se mai vi ca- 
,> pi tasse fra mano un mio discorselto stampato in Reggio nostro , davanti alla Grammatica del Corlicelli, e quivi pure 
» ristampato innanzi alle Lettere scelte del Redi , abbiate la sofferenza di leggerlo , e vi troverete le mie idee sopra 
» ogni secolo della nostra letteratura nel particolar della lingua, almeno per ciò che risguarda la prosa. E se voi non 
» consentirete meco, o a meglio dire cogli uomini autorevoli sulle sentenze de' quali mi sono fatto forte, io nem di- 

» minuirò per questo la slima che ho concepita del vostro ingegno » 

» Io vedo che l'impresa è gigantesca, e supera tutte le altre di questo genere. Vi sono delle parti che. anche da 
» se sole raccomanderebbero altamente la nuova compilazione. Tale mi sembra la giunta delle etimologie condotta con 
» molta perspicacia e dottrina. Saranno ben piccole e lievi le osservazioni che si potranno fare su questo particolare. 
» Eccovene per esempio una lievissima. La voce Angheria richiederebbe un rimando diretto ad Angari, perchè dal 
» costume di questa gente, che portava ordinazioni di' tributi e d'altre gravezze, anche i Greci tolsero la loro voce, 
» eccome ha dimostrato il Ciampi, e si può vedere da Quinto Curzio. — Mi pare anche un pregio notevolissimo 1' aver 
» sapule conciliare tanta universalità nel generale con tanta sobrietà ne' particolari , salvo qualche definizione copiata 



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A Ile lungigdnì scientifiche del Dizionario bolognese. Insomma die volere eh' io dica? Quanto più supera per una parie 
\ aspettazione , tanto più mi rincresce dall' altra che gli manchi il pregio dell' onestà » 

Il Cav Pez-ana cui tanto dee il nostw Vocabolario, richiesto d'esserci cortese delle sue giunte ed osservazioni, 
così ci rispondevi da Parma U /• settembre ,8y. » Non doveva io aspettarmi che la povertà del mio nome fosse ac- 
^ colta tanto amorevolmente infra le ricchezze letterarie de' più giudiziosi compilatori d'italiani Vocabolari! che fos- 
. sere Giammai Gran mercè, per ver dire, io debbo rendere alle mie, quali si S1 eno , Osservazioni intorno la divina 
' nostra favella se valsero a procacciarmi tanta indulgenza appo sì eletta manata di sapienti da indurli a presentarmi 
» spontanei d'un esemplare della loro egregia compilazione, accompagnato da lettera che leverebbe in superbia qual si 

■ sfa uomo slesse meno di me in guardia contro questo brutto peccato. Del nobilissimo donativo io rendo a lei , non 

■ che ai dotti Colleghi suoi, le maggiori grazie. E volendo come che sia dar segno efficace di vera riconoscenza, e 

. ivi . A- ™™-c«ftT,rWe secondo il potere, alla onorevole domanda loro di alcuna mia Giunta mio- 

w v ::;Toc bo x%i zzttptiì * ^ - — *r-**««^****«* 

1 vii e ne ho cominciato a trarre qualche modo e vocabolo che porrò qui sotto in ischiera alfabetica per prima 
I Ir, del mio buon volere. Ma ben le raccomando , ove pure ci trovi per entro alcun che da non rifiutarsi , di ven- 
ficl gni cosa con somma diligenza-, poiché, avendo io fatto questo piccolo spoglio in grande pressa , ed in mezzo 
al frastuono di mille svariatissime cure, ci saranno sdrucciolale di molte inavvertenze: forse intromesse eziandio cose 
*, osservate da altri, le quali pregola di sbattere al tulio dal resto. Ben più ampia derrata di voci io avrei potuto 
offerirne' passali mesi, se fessemi giunta avanti la sua domanda. In servigio dell'illustre mio amico Giuseppe Grassi 
avendo io spoglialo nel passato inverno il Cirino Calvaneo , e mandatone a lui le cose pertinenti a milizia, inviai 
le altre ad un'Accademia. E poscia feci ad un modo dell' Iliade volgarizzala dal Salvim; che, toltone le militari , pre- 
sentai di tutte l'altre mie osservazioni i Compilatori Padovani. » 

„ Con diletto e profitto assai ho letta e riletta la sugosa, dotta, modesta, elegante, profonda riguardosa , alla 

condizione de' tempi bene acconcia, e d'Italiano amore ripiena Prefazione del Vocabolario universale Panni, e cosi e 

, "ri a più amici miei che molto addentro sanno del fatto delle lingue ch'essa stia in ama d'ogn ^ 

d me ne' Letti filosofici, e che, ove in ogni sua parte sia mandato ad effetto il disegno , di co esto ^oW,deb- 

ba lo vincere per gran maniera quanti ne videro la luce sino ad ora, non solo per ricchezza di modi e di vocaboli, 

m. 2 ordinamento 8 , e sovratutto'per quel beato e indarno sin qui aspettato corredo delle Mimologie. Non v r- 

re portar nottole ad Atene, nel proposito di queste ricordandole quanto ne fossero caldi dopo il mezzo del brutto 

. Lio Vocabolaristi Redi Dati, ecc., ed altresì il Parmigiano Card. Pallavicino che ne lascio una raccolta di 

. cui par a esso il Redi nelle sue Lettere rimbrottandolo a ragione di alcune storture, in grazia d'esempio di quella dello 

ZuìcZo candito, che il Porporato desume dal candore di esso , ed il Redi, rettamente dallo Zucchero di Candia. 

I Gi" ella avrà vedute le lettere del Dati pubblicate nel i8 3 5, ove molto si parla delle Mimologie del Pallavicino. 

> Converrebbe procacciarsi il MS. di quest' ultimo. Sarebb esso mai in Roma appo i Gesuiti? ,, 

E dono non poche sue giunte ed avvertenze delle quale ci giovammo assai utilmente egli conchiudeva: » A que- 

. sta lunga tiritela che la prego di perdonarmi in grazia della buona volontà che ho di servirla e di mostrare la mia 

on3nz ei non mLfche agli egregi suoi colleghi, faccio fine profferendomele con ogni osservanza ec. » 

7ZZte ^porteremo le paroLaLàominciaiU 

e JegTsoggiunsla quel sue /pregevol lavoro dopo eh' ebbe avuti in mano alcuni fascicoU del t ocabolano di Napoli . 

, Mentrechè procedeva la stampa di questo Saggio , mi vennero alle mani primi selle quaderni del Vocabolario 

*- universale della Ungua italiana, che si compila novellamente nella dotta città di Napoli. Da sola ^P^ - 

„ fomentando la qualità di tutto il lavoro , io sicuramente asserisco , eh' esso riuscirà ,1 più compiuto vocabolai io della 

. no" "favella, che mai vedesse l'Italia. Oltre alle moltissime giunte e correzioni eh ivi so n falle que sapienti com- 

pUaon ne danno il sovranissimo ajuto a imparare la proprietà delle voci e de' modi, ed a prenderne gusto e sapore. 

Vog ò di-, ne vengono con chiarezza indicando le differenze delle parole comunemente appellate sinonimie ; e le 

Ir Svarioni di quelle tant' altre , che , dondediè sia , guadagnammo. Coleste due cose vi son *"™ £*<£ 

• intelletto, e quii direi, con insuperabile perfezione; se 1' amor che ha taluno di filosofare intorno alle dette diffi.- 

l renze sempre con un Metodo generale, e di sottilizzare troppo nel cavarne l'etimologie , non vi si conoscesse pure a 

ti f 1 1 1 1 1 t ì ) ) 

(S\ V. UN. 106 dell' Antologia, fascicolo di ottobre. L'articolo è del sig. Montani. 

(4) Nel primo volume l'incedei compilai veneziano (sig. Baz^nrinij^J^^ 
scorso nel testo ) era separato da quello della Minerva: ora gli abbiamo riuniti. ronslde razioni che 

(5) Non riuscirà discaro né al Barone Ferrari né ai nostri leggitori se qui face uim 'f^^T^.^ 
sulle cose militari del nostro Vocabolario ei ci mandava da Parma il 2» agosto ,83o ; era egli allora Maggiore di Slato 

maggiore ed lutante generale del Comando f^^^^ dei Vocabolai ,i di qualsisia lingua, per- 

» La parte militare stata sempre al disotto di tulle 1 altie neu opeia <w» Mttrn rr> , in c rPri7a ,^1 

. ciocche per sua naturi condizione meno le fosse dato di essere vantaggiata di spositon che VgTJT^J* 
. soggetto non unicZenle nella generalità di letterati, ma nelle speciali e proprie ragioni d, "■4P"/**J"V 
. venne a maggiore scadimento nel Vocabolario nostro a cagione delle straniere signorie onde non d» ava ag la- 
bD .. i, i i • • „ «Miti tr.-nmc coloro che di oeni cosa insegnatoli 

,. liani il proprio linguaggio militare , quale già 1' ebbero innanzi a tutti, siccome co o. b & 

1 r d do ^ r .i ì- • ì- „ jj , tn li7ia- Ne valse che non mai aa quesia 

» altrui, mrono anche primi a detiare precetti nelle arti e discipline della milizia- in e vi lPIM1C ro\tra- 

; cessalo vi facessero dovunque cospicue prove di sapere non meno che di va ore. Con ^^T*^^ 
Z favelle , e nulla mostravano d' italiano , sebbene di genti italiane , quelle mede.mc ,dneie che pies.o > enU 





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» anni sitarono con tónto strepito e varietà di successi le sorti di Francia L' csU.er.™ -s 

- sercuo, dt un Regno, cui veniva data l'appellazione di Esercito e di R«d>I ' ^^ dÌ M E " 

» che non si frenavano agli stretti confini che pure vi erano posti. Quale suonava * J? 1,a ' '"{T™ ar ^ mento * speranze 
». tale rappresentavasi alle ardenti fantasie ampio e possente' il »o^ ^^^SlT^^^^"*^ 
» ci fosse intera l'Italia e indipendente, come se tutte sue proprie le annTt Lt * T"' "^ "« ,tala 

>» d, queste, il maneggio, il governo non venissero restituite allo schietto e' lesi uZ t"***™** ^'insegnamenti 
. bene si accorda questo che dice il Grassi in una sua lettera al vtu L x flSlo T™ ^j** "*> 

» di Faenze).- Io presi le prime mosse dei mio lavoro ( il Dizionario ^lZ^77 n ° Vantunesimo dell'Antologia 
- con™ per questo rispetto quel fervido ingegno del Foscolo e he pik de^uìltn L^ZT ^-T ^ ^^ 
» quel Lampreda quel Lamberti e tutti quei sommi uomini alte ^leÙe^l saledeTkTt' *"* MoH * ' 
» con prodi, guerrieri andavano disputando, e coi quali trattai sovente di t ^ * V ° CÌ ferriere 

» molti che si diedero a trar fuorivia polvere ^^ZT&ST^^T * "* ** ^ 
»> voci, né ciò non pertanto giovarono al Vocabolario i mn ^l , " ben "tennero delle 

» fallirono nelle significazione non si ShSSIE'JZS ^JZ "T '^T™™™ la ""** > * 

». nominate. Chi fossero quei prodi coi quali éj£ Z^LSTi t^T^T^ 'f ^ - 
* Grassi, certo non saprebbesi dire: ben possiamo argomentare da anello che il Ti ° S 1 ™ 3 ™ 1 tt 

». nuovo promessoci , che si avessero essi così a buon diritto meriuta la e til 7"° """* « dal ^S'" dd 

** annodi prodi standosi in Milano a crocchio nelle ^S^Ì^SST^^Z 7 """ ^ 

» insegnamenti di quelle scienze che più propriamente sono dell, ™1 vT,. veram <^ non erano colà nò 

» le artiglierie, né opere di fortificazioni da TirX ne camne J ^eV " SrU • T*' "* *"* ^ ***" 
» quanto è bisogno conosca di esercizio suo ^ chi * c " m P e 8» ,an f» 1 ; » »« «■*• d, guerra, nulla insomma di 
» che già sia fofnito delle lettere n 2 Z Z TZ ortj Z e SS . A" 1 ' " U "/ OCabola - -*™, posto 
». .ioni non essendosi mostrato in atto sin qui p etno dei V cab ," ^T ^ ** * **"• * C ^~ 
» da prima il 4.° fascicolo di quello che ^èZ^ln^^ "" fa « rande P™»«™ venendomi a Ino 
» coli, aciò far ragione seconi mio ^0^^ FlZL^U £ZL* ^~^ •* 
». l'opera già erami conosciuto ogni ottimo divisamene che ci ha ESTt-fL , •* i ^^ ^^ & tUlla 

" Signor ...... e così la ninna partizione di vocaboli lÌcS JvanZ ^ ^7 f "f " .*»* 

». di leuere, d, arte oppure noncupativo geografico o personale ) secondo uZ^^ * j£*T • 
>» fosse questa utilità che qualunque voce dell'universo composto' di nostra favelLv" d'esse 1" , ^ 
»» nnven.ro, e meno che nel risguardo delle singoli sposizioni le quali dalle norme di un Volt. 8 ertissimo 

, volute ristrette e non particolare, pure ^ Vocabolario p^oXSTo di ^^ST^T 
»» specialità de' suoi capi , interamente rifuso. » andasse, quanto alla 

«Che se al proposito non corrispose pienamente 1' effetto sì che pure si avvisi qualche omissione n.ìl 1 
»» voci spettanti al particolare della milizia, ciò non per Unto le 1»^^ "f* **?'» **• 
>» precedenti Vocabolari*. Così tutte fossero convenientf le sposizioni, le qua i rfS in Tuona ede T ," ^ * 
»» ogni parta raccolte , volevano essere prima con diligenza da qualche prat co esaminate II ! § ^^ * 

» 1- fonti a cui ,1 nuovo Lessicografo ebbe ricorso, non lo disgrava TeJ e rori ZZlocl a PT^™ 11 * 

»» studio non solamente di raccogliere «n«a la massa delle voci "con ordinamene %Z!Zl " ZZI 7* "* 
»> gere le dichiarazioni o false o inesatte che furono sin qui. » § ' P * &nche dl cor Fg- 

E andando innanzi ei ci onorava delle sue antiche note particolari cJ-r *»**» /™, * 7 
regioni del Supplemento. Indi cosi concludeva: » Ecco auan^utrfl'alk TI M f ^ *<""* * COr ~ 

»» Vocabolario di Napoli, ed ove per questo Saggio fosse^Xt Z £U « )Tn2 1 ™ ^ ^Tt ^^ ^ 
»» od aggiunta il rivederne per intiero il primo volume, io mi vi adoCei con o-i- ^ "H*™»*, 

»» troppi si avrebbero a ciò migliori di me niuno sarlbbe Ti 1,1 T A § \ rU **? n Studl0 ' perciocché sebbene 

». del Vocabolario universale d § i nostra Wua "opera Ì patJZmÌ W 1 WJ *" — e e volontà. L'op.a 

»» ^.^ /^ - optare liceat _ „• potSìnol Tel» f**™"™ ' ^°^ al ™ P r0 — ^ -ione delle leUere. 

(6) Faremo prima V esposizione testuale delle osservazioni del si? ììmmhWn „ t„i ■ >■ ?■ j 7 „ 
da lui riportati, e poi soggiugneremo adesse le nostre risposti. M ^' BmblSa " **»* art ^ l > ** Vocabolario diNapoli 
» Abbacimento.... Sin. Neol. ^Ittacm 4K*riJtn v-. xr 1 i« -, . , . 

» in Ucno seduce, „è „di,o TZVvtztllt" ?.j™ *<■ ■?«**&) <*«,*. Non ,„i r ie 0r< , a aver letlo 

7 . j "* y uuce,p osto p ervero il vocabolo, non poteva esser migliore E auifìnivr, il n^t™ ■ 

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( XVII ) 

morire Benché 1' Altrieri confessasse egli stesso, che alle volte volgea le parole a dir altro da quello che suona n 
ir^nt a d -± mo do il dar espressione di Galleggiare al verbo daffare ( che propriamente sufica 

X" o« mucosa, Stringerla nella palma della mano, dall'ebraico caph palma da rn.no ), sarebbe eoa 
„ x>fl/ «? marni a slrqnezz a che lo svisccratissimo amene ch'io porto alla Divina Commedia, 

. riverenza al Tassoni , una co* jktt * ««* J^*- ^^ fc & f J. ^ ^^ Q1 , re fi ^ ? 

» m ale mi camperebbe dal non p « egg n ic vaso n 1 ^ ^ ^ ^ ^ ^ 

: f^ltriE £. bollente, lo buttò quindi giuso. Il barauiere attuffossi , e subito emerse ; ma , 
demonii leggendolo 'sorto su, gli gridarono, che in quel lago doveva, nuotar d' altra fog gl a che ne fiumi del no- 
fuTm nd cioè sempre sotto la pegola. E afferratolo pieni di mal talento , gh -D.sscr: coverto convien che qui 
b Hi Sì eh , se puoi "nascosamente accani. - Con le quali parole que' valenti retori de l'inferno trafiggono il cat- 
avello traendo cagione dalla qualità delle colpe di lui , che furono per appunto ncll' accanare; q%asi gh dices- 
1 per istrazio: sta sotto, mal bestiuolo , e quivi imprigionato accaffa pure a tuo senno se ti vien fatto che non 

" crediamo. Ironia non molto diversa da quella che all'entrata di Dite fu scoccala a Dante medesimo: - Sol si nlor- 

» ni ner la folle strada; Provi se sa. » . 

Ibi temperammo con un forse la nostra opinione , dubbiosi per le medesime ragioni che or pone in campo d Si- 
gnor Brambilla. Non cosi il Tassoni che asseveratamele, ed in margine del Vocabolario e nelle sue post, He a Dante, 
"scrisse: - Qui Accaffare è ristesso che Galleggiare. //Caffo è l'opposto del concavo, e l accanare e d proprio de delfini 
c h e coli' arco della schiena vengono al sommo dell' acque. — -— ; 

Dono questa osservatone noi non veggiamo più stranezza nel dare ad Accaffare espressione di Galleggiare, e soltanto ci 
rima» dubbi l'animo in quale de due sensi V adoperasse l'alighieri. Beco il motivo che e' indusse amicare con un forse 
H novella interpretazione. Che poi questa non si accordi col contesto, come il eh. crìtico avvisaci ha fior di senno il decida. 
» Acerbo. 4 - Aspro , fiero ; crudele , bestiale , severo .... Peti: son, 6. Sol per venire al lauro onde s, coglie 
» Acerbo frutto. E son. ±5. Dolce alla fine e nel principio acerba. E son. ,24- Quel sempre acerbo ed onorato giorno 
Osserv. Mi maraviglio, e quasi stupisco , che que' finissimi discernitori napolitani siano stati abbacinati dall automa 
„ della Crusca. Ognun vede che in questi esempi Acerèo Val Disgusta , Che apporta dispiacere o dolore : ciò e chiaro 
ln utti a tre, ma, nel terzo in ispezie , chiarissimo. Il giorno sempre acerbo e sempre onorato , che lamenta il Petrarca, 
è ^ lo in cui egli vide il pianto della sua Venere; e a lui sarà stato senza alcun fallo dispiacevole e do oroso; 
ma non mai aspro, fiero, crudele, bestiale, severo. Anche Enea tornando con la memoria al di della morte del suo 
"i s smo genitore, lo chiamò onorato ed acerbo : - Jamque dies, ni fallar , adest, quem semper acerbum Semper 
ZnoZum (sic ciivoluistis)habebo-i ma questi sono gli accenti di un uomo compunto di dolorosa mestizia. . 
^ÌZe^iad^MpLur.a basta sostituire la voce Aspro senza ricorrere al Disgustoso o Che apporta dispiacere 
o dolora , spiegazione che, a chi volesse alquanto sottilizzai,, non conviene a venuio di quegli esempi. Ma senza en- 
trari "discettazioni nojose, a noi basta il dire a nostra difesa che non abbiamo promesso difarepni di quel che per 
ZI si poteva: non ci si dee adunque apporre a mancanza V aver lasciato tal quale un paragrafo della Crusca quando 
coloro che ci precedettero operarono eziandio alia stessa guisa. Troppo abbiam fatto perche non debba esser giusto incoi- 

vaivi di quello che non facemmo. , . . , 

, ^^^o.Add.da Acquallare.(N) Buon. Fier. 4 -'. **. Stando acquattato in questo abito b,g.e,Non sarò riguardato, 
>, né veduto.» Il Brambilla vorrebbe che in questo esempio si spiegasse Acquattato per Rinvolto; ina Acquattato in un abito 
significa Nascosto , ed essendosi sotto la voce Acquattale apposta la distinzione di questo significato , non accadeva fame 
dì aui bel nuovo. Si sa che i parlicìpii ritengono le significazioni del verbo onde nascono. ; 

1 „ Addi* vnoare.... ( Att. Chiedere. . . ) Lat. interrogare . . . accersire. (N) Osserv. Accersire significa Aver a se uno, Chia- 
>, mafia a sé , e doveva omettersi ; perciocché non consuona punto a veruno degli esempi allegati, ove Addimandare 
» non ha che il senso de' verbi latini petere, postulare. » 

Se il lat. accersire non consuona con veruno degli esempi allegati, conviene generalmente al verbo Add.mandare che 
come sinonimo di Addomandare ne ha tutti i significati, e quindi anche quello di Richiedere uno P"» P ers0 ° a - 

„ toBa a-Metaf. (Sublimità, Eccellenza.) Bocc. nov. , 7 . 3. Saliti all'altezza de' regni ce. (N) Osserv. Questo 
„ esempio conviene al §. susseguente; perchè qui esprime Dignità, Principato, e non ha da far nulla coli altezza del- 
» l'ingegno e della filosofia. » . . . 

Sta bene Sublimità , Eccellenza, poiché è appunto in opposizione del basso stalo dal quale, dice il Boccaccio, altiz 

sono salili all'altezza de' regni. Lignificante riuscirebbe la frase salire al principato de' regni o alla dignità de rogai, 

né più vi sarebbe quel contrapposto che piacque al Certaldese. 

-kt 7 7 • ' 7 ni „c« «Umuia 4m Evi il E i nostri col fiatar par che 

Ambasciare. N. pass, ma nel medesimo senso deW ass. òannaz. Mie. agi. a. ^ »«= r 

n s' ambascino. » 

Oltre che questa giunta è ne' precedenti Vocabolari!, il vederla nel nostro poteva far restare d Signor Bram- 
billa dal darla come sua nell' Appendice. Tanto più che da antichissimi tempi, per le mani del Forcacela , dd 
Volpi e del Bergantini , pervenne tal giunta ah" Alberti. 

» Annidare. 2 — N. pass. Posarsi nel nido. Cr. 9 . 8 7 . 3. Alcune colombe essere, che più volentieri in muro covano, 
» che in cestelle s'annidino. Dant. Par. 29. n8. Ma tale uccel nel becchetto s'annida. (N) Osserv. Per l'amor di Dio, 
„ si scompagnino questi esempi! Ognun s'accorge che l'Alighieri parla dell'uccello infernale, annidatosi nel cappuc- 
» ciò della genia de' frali predicatori ; e che quindi il detto cappuccio non è vero nido, come quello che sì forma nelle 
„ cestelle; che il diavolo è alquanto differente dalle colombe ; e che non si posa nel nido com'esse fanno. 
focali, ìli. c 



( XVill ) 

Annidarsi nel senso proprio vuol dire Posarsi nel nido ora che tal nid v/ ' 
puccio, non toglie né accresce punto del mondo a tale -,/ *mficàto ,, . ,°. '"„ CeSlelle ° nel becchetto di, un cap- 

nell'intero concetto. Senta il Signor Brambilla come g U ^Accademici Sideri 'di T & "^ ' *'*" "**> dirt ' 
§. W. della loro prefazione, di non considerare una voce come metaforica Z *"* ° SServazloni sc ™*«<* »<' 

la metafora non nella parola ma in tulio il concello consiste. ' "* ***** ^^ " cI SCUS0 P ro P ri °> quando 

» Annidiare. (Att. e n. pass.) Lo stesso clic Annidare (J\) Oaserv Coi •/ 

» metaforico V al.ro , due ne ha similmente questo fiorentinismo. Di ciò ne rendono Zn H ^u "°* ' P "** ^^ ' 
>» è posto melaforieamenle. >» i cuciono testimonianza gh esempi allegali, ov' oso 

Quando si è detto che Annidiare é lo stesso che Vnnidarc tornavo »„„■/ ■ i- • . 

chiaro che puossi usare in tutti i signiJicaH del suo sublimo ^ disturne , poiché si compie 

» Aperto. Aggiunto a ramo d'albero vale Sporgente in fuori o Pi;, „i„ - , i ,. , • „ 
» Par. 13. Come l'augello ec. Previene '1 tempo in su l'a ^ LlÌTl 1 **>**«*» ***** ^ant. 
• si vede il drittissimo abete ec. e con più aperti rami la drittissima' rruerX ' ** '' ^^ ^ nodo ™""<> 
Il primo esempio stava già nel Vocabolario Veronese, e noi ne facemmo il ff 3 
» Apparare. _ N. pass, per Pararsi, Vestirsi del paramento Ar Ne«r ? C ■ , , 

>» Quando alle feste solenni s' apparano. ' ' ° y- Lome » sac «doli gli usano ( i manipoli ) 

E 'd nostro §. ?., giunta del sie : Rocco Perché il r>h /?,. 1 -n 
il rwetro Pascicelo 3. che lo contiene? ' Prilla regalarcelo qui, dopo aver letto, cornei d lC /uara , 

_ —..,.», Caperozzolo. Uno de' diminutivi di Cann *'o/,„ v j- 

» cfc no. l a , c api ,„ lum . ero,,. r el , '£ cT^Zl^T^Tt^ "*" '"* ^ " "">"*"™ 
» dinanzi, cioè il caperozzolo, gli si convenne tagliare (B\ m\ O,* rr , TZ era Ul,t0 inna ™, che tutto quello 

■ di cui parla il Velluti nell'esempio citato. „ ° {) {) ^T* Una ,ale **"»*■ -9» eviene al caperozzolo 

// fifóne anzi fatticcia che no-non esclude che possa ewr* ir 
di simil figura , diverse però nella materia , un so/o esemun \ ^ comprendendosi nella diluizione due cose 

esse convenga. ' ° ^"^ «™ P<>teva convenire ad entrambe; basta clic ad una di 

Passiamo ora a rispondere a quelle Osserva zioni del *v r> ì -n 1 
Seguiremo il metodo stesso, ma cedendo la penna al X BorrM,tchT T"^* ****' '"" ******* 
» Abbt, D0L ar E . Mv. propria, uggirli -, /.,..' u^T' 1 ^ ' ** ■*"»*«»*■** 

» voce sia piuttosto dal persiano bend , benda , legame J f L lì bende ' t - Cm0ta ^^^ dl ^es.a 

» le si raggirano intorno: e da questo bendare sembra V en, io 1 r ^ano per fasciare , e fasciando una cosa, 

« aggira uno, lo viene avviluppando con tuUa l'a ^ ^e' ,^0 V - 1C ° t^'* ' ** ^^^ l ^™^ ^ 

La radice sassone, indili suono U lS tbbindl '""'V" ^^ m ° d ° L?i ^^^ chi abhenda. „ 

acquistò con l'Italia relazioni assai strette. PrìjTdZauT^Ht ff^' ^^ <** ^ tem,n non remoti 
me? Non si dee, credo io, ricorrere a trop, aua^^ZV z ", * ?** * -*■**•**> ^ 
*/««« fc^fc derivata { V ^bL^ÌJ^"*^* J^* ^T'° * — *" — 
//aai adoperare dove basti la prossima. «alogica /«^-. /tf^.) , e la lingua pu, remota non vuoisi 

» Accoccare. (Da a superi. , e dal turco incuterne*, impicciolire ì mi o„ p *T : — 

»> questa parola, non pare bisogno dilungarsi dilla Un.,,, j, .1 n 1 '• ( ! " " se 8 nare l'etimologia di 

- m a ^« ^ie^ ; „de Zl^ X^ u"^ ""^ flecA ^'^« » che vale "collo- 

» nuncia, originar dee pure da chioccila 1 :'„ T f ^ Verbo ' P loffe " to idiotamente con corrotta pro- 

» rannicchia e ', accoscia! sembra ^ote Li H'c^T. C cTT"^ ■ ^ *~ h °*™** * " 

Poiché i nostri Italiani han conservata P cT„ CÌÌOCC1 ° l * > <F™do ella si ristngne dentro il suo guscio. ,, 

biano cangiata nell'altra £Z£T2T! tZl^Ll^J^^^ ** * ^^ - ^W-/W^ 

— • ^ « chiocciola. ^ fc tri Lt : 1 1T"T/; ^ fe r' e *■* che Accoccolaré — ■ a — 1- . 

«O^o db piwtóm e* coccola To, LIT ^ ? * * ^ * C ^° 6 k S P° U * > P*r *** rotondi il suo 

cioihé t,wo a PP e i ^t^^Z^e^^tt^jt **> - "»" ^ B ^^ ^ ^ ! 

Vocabolario. Si ve , ga intanto l' e^ogiTZla^ ^^ZT^ 1 ' f ^ *""?"* ^ W ° * - * — 

» Accoktgliare . . . Ritirare i remi in tralea er t ti V , • , 

» scava sotterra : e nell' acconciare avvien^rnad ,t "'■'■■ C ° n ' S """" ° he S '' rÌnt3na in ^cherattole clx' egli 

» *erv. Che i marinai nel '• q " ' mni " nnla "'°« n ^ìe lor bucheratlole o caviglie ) fNÌ 0, 

» dere una LTS^lt^t^^ST*^ ^ "?*/•** « a '^ «*« J^Ilet 

» è disce, per avventura l' ital oIcZ^XT 7' TT" 1 ' "^ qUa,anqUe buchCTa » ola « cava ; e da questo 
// ^4^ «4 JeTZrZ, " ' , " > " nhlcar ^ — ' «h»» ragguardamento. » 

«' ««.' fa»,- «n^Ì LlrSS L ^ e "f ° ^'^ m ' ^ **«*«- r «*« *" « ciò nondimeno 
mina , canal, ? F *' "*"* P ° l avr ™ f a *° P<* privare a cuniculus che vai condotto sotterraneo, 

» sembian. di ^«ZZ'^IZÌ ° * ^"^ ' *?? ^^ ^ "^ ^ rf ^ ' ^ «* 



■( XLX ) 

Accozzare in senso di unire V ho io ricavato dall' ar. choeziu che vale connettere .- nel senso di Cozzare /' } 
vaio dal conissare de' Latini : e nell' uno e ne.IV altro la radice è tanto simile e per idea e per suono alla virola 
derivata , che non è facile incontrarsi in etimologie più verisimili e più rigorose di queste. 

» Arrabattare. . . N pass. Affaticarsi, Sforzarsi , ingegnarsi d'operare.. . . ( Dall' illir. ribotta fatica.V W, Fios 
, 34. - e Vet, var. lez. iG. 16. (N) Ossero. Lo .slesso Vettori deriva queste voce anche dal greco p«jS*?«v;e cosi fatta 
,, originazione tanto più mi aggusta, quanto che questi due verbi si accostan vicinamente l'uno al significato dell'altro » 

Il verbo rhabassin ovvero rhabbattin non altro significa che sursum ac deorsum ire. Non può dunque esser con- 
dotto all'idea di affaticarsi, sforzarsi , ingegnarsi a far qualche cosa , senza l'opera di un tropo , la quale, se si 
può, dee sempm ìispanniarsi. Ma l'illirico rabolta vai propriamente fatica, nove trovare una radice che sia più pro- 
pria di questa? Anche i Tedeschi hanno arbeiton per lavorare , faticare : e l' haii desunto come noi dalla lingua de<>li 
Slavi. Ciò confei~ma c/ie V origine è settentrionale e non greca. ù 

Egli è pur uopo convenire che talvolta più si sottilizza a danno à\M' etimologista di quel che e«li abbia potuto 
per avventura sottilizzare a danno del vero. 

( 7 ) Ecco quali sono queste parole , siccome si leggono nella lettera del Manuzzi al tipografo Passigli che la stampò nel 
suo Manifesto. » Alla quarta impressione del Vocabolario degli Accademici della Crusca , eh' io piglio a fondamento del mi 

» lavoro verrò aggiugnendo non solo quanto si trova di meglio nelle varie edizioni che se ne fecero da poi in Venezia in 
« Bologna, in Padova , ed in quella assai ricca, che al presente si sta facendo in Napoli, per opera di uomini dottissima 
., ma ancora ec. » E così indi a poco ripiglia. » Quanto al Saggio, a viemeglio far noto la qualità e natura del mio 
» lavoro, l'ho distribuito in tre colonne. Nella prima ho trascritto alcuni articoli della quarta impressione del V 
i) cabolario della Crusca. Nella seconda ho preso gli articoli medesimi , tolti ad luterani dall' edizione che al pulente 
» si sta facendo in Napoli , come l'ultima e la più ricca di quante ne uscirono in luce. Nella terza ec. » 

(8) V. il Fascicolo XJ^I. del notissimo Giornale napolitano intitolato II Progresso. 

(e,) Noi lo publicammo col Fase. XI., avvertendo che volevasi riunire tal foglio agli alt/i della prefazione del to?no II 

(10) f. Annali civili , i833, fascicolo 6. 

(\\) T^. la lettera del eli. Parenti al sig. Rocco ?iella nota 2. 

(12) Correggevamo testé sulle bozze queste parole quando ci è capitato il primo fascicolo del Dizionarip univer- 
sale di scienze ed arti. .. compilalo da Erasmo Pistoiesi, Napoli, tipografia di Giacomo Testa. 1834, in 8. Tutte le encicloned' 
passate, presenti e future saran vinte da quest'ima, se viti vedrà il. fine ; ed il signor Pistoleri può dirsi veramente 7 " 
fermo di cuore e il pazientissimo de' lessicografi. La sola lettera A prende t3p paragrafi , né questo primo c/uad 
compie la combinazione di essa lettera con se medesima. Noi vi abùiam trovato qualche pagina del nostro 7" / 
lario (grazie dell'onore) , della Biografa universale e di tutti gli altri Dizionarii che il compilatole intende rinser- 
rare nel suo. Né mancheranno per le Belle Arti rami a contorno, a mezza macchia, a finito bolino a fumo • 
litografati, colorati, acquarellati. Il coraggio del sig. Erasmo davvero è tale da sgomentare qualunque più agguerriti 
compilatore ; e noi lo ammiriamo principalmente per non aver voluto consultar nessuno; e^li scelse chiamar tutto • '■ 
e ben fece; altrimenti , pel dice egli stesso nella sua Introduzione, e noi lo sappiamo per jpruova , avrebbe perduto la' 
Leila pace! 






\ 



Soft 



A WMM àllllflIàTOll 



ADOPERATE IN QUEST'OPERA PER LE NOVELLE EDIZIONI E GLI AUTORI NON COMPRÈSI 

]v; EGL > INDICI DEGLI ALTRI VOCABOLARI!, 



. o-*-o«"« 



Accad.Cr.Conq. 
Messic. 

Agri. Pand. 

Art. Veli: Ner. 
Avv. Cic 



Bari. As. 

Bait- Ciapp. 

fiori. Ghiacc. 
Bari. Coag. 

Buri. Mcg. 



Bari, Quiet. 



X storia della Conquista del Messico cc.Citasi l'edi- 
zione di Firenze in 4» presso Giovan Filippo 
Cecchi 1G69. 
Trattato del Governo delia famiglia di Agnolo 
Pandoljini. Verona 1818 , in 8. Si cita a carie. 
Arte vetraria di Antonio Neri. V . Ner. Art. Ve Ir. 
U Avventuroso Ciciliano di Elisone da Gubbio. 
Romanzo storico scritto nel *i3n «1 ora perla 
prima volta pubblicato da G. F. Nc.lt Socio del- 
l' Accademia d' Arltic. di Londra. Firenze all' in- 
segna di Dante i832, in 8. Si cita a carte. 
la Nautica, ed altre j'Pesie di Bernardino Baldi. 
fili uno, Gal inetto tfptograficOj all'insegna di Meri, 
i83i, in 13. Si cita il libro e la pagina. 
L' Istoria dellAsia del P. Dannilo Ballali. Si cita 
a pai ti, libri e capitoli ; e così la Storia dd Giap- 
pone dello stesso, citasi a libri e capitoli. 
Del Cinaccio e della Coagulazione elei P ■ Daniello 
"" Éarioti. Roma, "Varese 1681, in 4. Si cita a pagine. 
La Missione del Gran Mogol ed alcune desi 



Dal. Lepid. 

Davil. Guer. Civ. 
D. Gio. Celi. 



Esp. P. N. 

Fav. Esop, 

Feo Belc. Rim. 
Fior. Viri. 



Bemb. Leti. 



Bcmb. rim. 
Bemb. st. 
fienv. Celi. Vii. 
Btbt. Enc. 11. 



Buon. Med. Ani. 
Buon. Vas. Ani. 

Cai: Leu. ined. 



Cas. Op. 
Cas. lett. ec. 
Cavale. Att.Apost 



Ceff. Dicer. 



Com. Dant. Inf. 
Com.Dnnt.Par. 
Com. Dant.Purg 

Dant. Conv. 



Dani. Saint. 



zicni geografiche e storiche del P. Daniello B 

Ioli. Napoli dalla Stamperia Francese, l83o , in 

12. Si cita a (acce. 

Esame della risposta ad una scrittura il citi titolo 

è : Che orazione sia quella che chiamano di quiete, 

del padre Daniello Beinoli della Compagnia di 

Gesù. Parma, presso Giuseppe Paganino i832, in 

16. Si cita a carte. 

1.n tensione e la pressiope disputargli guai di loro 

sostenga l' argentovivo ne' cannelli dopo fanone 

il vuoto, Discorso del P. Daniello Barloli della 

Compagnia di Gesù. Venezia, appresso Gio.Franc. 

Valvasense, 1G78, in 12. Si cita per capitoli. 

Lettere volgari del Cardinale Pietro Bembo. Verona, 

presso Pietro Antonio Beino, 1743. Voi. 5, in 8. 

Si cita il volume , il libro, e la pagina. _ _ 

Le rime di M esser Pietro Bembo , aggiuntevi in 

fine le stanze. Venezia, i552, in 8. 
Vita, di Benvenuto Cellini.V. Vit. Benv. Celi. 
Biblioteca enciclopedica italiana. Milano, per Nic- 
colò Bettoni,i8a9 e seguenti in 4. Di questa raccolta 
si citano tutte le classiche scritture col numero del 
volume e della pagina, premesse le abbreviature del 
nome dell' autore e dell'opera, le quali sono per lo 
più quelle stesse adoperate dagli alti i vocabolaristi. 
Osservazioni isloriche sopra alcuni medaglioni an- 
tichi di Filippo Buonarroti. Domenico Antonio 
Ercole. Roma, 1698 in 4. Si cita a carte. 
Osservazioni sopra alcuni frammenti di vasi antichi 
di vetro ornati di figure , trovati ne cimilern di 
Berna. Firenze, Stamperia di S. A. R. per Jacopo 
~~Guiducci e Sahii.Francbi, 1716, in foglio piccolo. 

Si cita a pagine. ^ s v^^ . . 

Lettere medile di Annibat Caro, con annotazioni di 
Pietro Mazzucchelli. Milanò^alla tipografia Po- 
gliani , 1827 — i83o. Voi. 3. in 8, Il primo nu- 
mero indica il tomo, il secondo la pagina. 
Opere di Monsignor Giovanni della Casa- Napoli, 
1733. Voi. 6, in 4. Si cita il volume e la pagina* 
Volgarizzamento degli Atti Apostolici di Fra Do- 
menico Cavalca. Milano (senza data) in 8. Si 
cita a carte. 
Dicerie di Ser Filippo Ceffi , ora per {a prima 
volta pubblicate. Torino, Ghirio e Mina, 1826, 
in 8. Si citano a carte. 
L' ottimo Comento della Divina Comedia.Tcslo me- 
dito di un contemporaneo di Dante citato dagli 
Accademici della Crusca. Pisa, presso Niccolò Ca- 
purro, 1827. Voi. 3 in 8. Si cita il Canto. 
Il Convito di Dante Alighieri con note critiche e 
dichiarative di Formulilo Cavazzoni Pederzani 
modenese e d'altri. Modena, dalla Tipografia came- 
rale,i83i, in8.Sicila a pagine e talvolta a trattati. 
1 selle salmi penitenziali trasportali alta volgar poe- 
sia da Dante Alighieri , ed altre sue rime spi- 
rituali , illustrale con annotazioni dall' Ab. Fr. 
Sav. Quadrio. Bologna , presso i fratelli Masi e 
comp. 1821 , in 8. Si cita il numero del salmo, 
e la pagina per l'altre rime. 



Frese. Viag. 

Fr. Giord.Pred.M, 



Fr. Jac. T. poes. 

F. V. 

Gozz. Osserv. 



G. V. 

Leggend. B. Umil. 

Leggend.S.Gio.Bal 



Lor. Med. Lett. 



Magai. LeLl. 



Mann. Lcz. Ling. 
Tose. 



Menz. Art. poti. 
Man. Eleg. 
Menz.lSiQV. 
Menz, PcirXerr, 
Menz. Rim. 
Menz. Tren, 

Mor. S. Greg. 



M. V. 



Ner. Ari. Veli: o 
Art. Vilr. Ner. 
Nov. Ani. 

Onici. S. Greg. 



Lepidezze di Spiriti bizzarri e curiosi avvenimenti 
raccolti e descritti da Carlo Dati. Firenze nella 
Stamperia Magbcri 1829,. in 8. Si cita a carie. 

Storia delle guerre civili di Francia di Enrico Ca- 
terino Cavila. Si cita a libri. 

Volgarizzamento inedito di alcune scritture di Lice- 
rene e di Seneca, fatto per D. Gio. Dalie-Celle 
ed alcune lettere, dello slesso. Testo di lingua pub- 
blicato dall'Ab. Giuseppe Olivieri. Genova presso 
A. Pendola, 1825, in 8. Si cita a carte. 

Esposizione del Pater Nostcr , di Ser Zucchero 
Bcncivenni. Firenze. Edizione del Iligoli. Si cita 

Esopo volgarizzalo. Padova, 181 1. Talora si fa uso 
anche della Stampa di Firenze, 1818. Si cita per 
numero di favole. . 

Rune di Feo Belcari. Firenze. . . . Si cita a carte. 

Libro intitolato Fior di virtù. Verona, 1810, in». 
Si cita a carte. ,. 

Viaggio in Egitto e in Terra Santa di Lionardo di 
Niccolò Frescobaldi. Roma, 1818, in 8. Si cita a 

, Prediche del Beato Fra Giordano da Bivalto reci- 
tate in Firenze dal i3o3 al i3o6, per la prima 
volta pubblicate dal can. Moreni.Firenze per il Ma- 
Sberi i83i. Voi. 2 in 8. Si cita il tomo e la pagina. 
Poesie di Fra Jaeopone da Todi. Si cita il libro ed 

il cantico. 
Cronaca di Filippo Villani. V. M. K, 
V osservatore di Gaspero Gozzi. Napoli , presso 
R. Marolla e Vanspandoch, 1829. Voi. 7, in 12. 
Si cita il volume e la carta. 
Cronaca di Giovanni Villani. Firenze i8a3 , Voi. 

8 , in 8. Si cita il libro e il capitelo. 
Leggenda della Beala Umiliana de'Cerchi. Testo 
inedito pubblicato dal can. Moreni, Firenze, 1827, 
in 8. Si cita a pagine. , . 

.Della Natività di San Giovanni Batlisla,leggcnda 
Ialina del B. Jacopo da Voragine, volgarizzata 
nell' aureo secolo XIV. e mandata in prima luce 
per le cure dell' Abate Stefano Rossi Ligure. Fi- 
renze, i833 , in 8. Si cita a pagine. _ 
Lettere di Lorenzo il Magnifico ad hmocenzio VM. 
e di altri, pubblicate dal can. Moreni, Firenze, 
,83o,in 8. Si citaa pagine; e si aggiugne per £ 
lettere che non sono del Mediceo, il nome dello 
scrittore della Lettera , come Salvini, Filicaja ec. 
Delle lettere famigliari del conte Lorenzo Maga- 
lotti ec. Si citano per parti e lettere 1 edizioni di 
Venezia presso il Cokli e di Firenze presso il 
Cambiaci. _ . n/f • 
Lezioni di lingua toscana , di Domenico Mai la 
Marmi. Citasi a pagine ora l'edizione di lurenze, 
173-7 , presso Pietro Gaelani Viviaui ,• ora quella 
di Venezia , 1768 presso Pietro Valvasense, loino 
primo, e tomo secondo 1759 in cui sono quindic. 
lezioni aggiunte; ed ora l'ediz. di Lucca i 77 3 , 
presso Giuseppe Rocchi , dedicata dall autore al 
Marchese Filippo Ponticelli. 
Onere di Benedetto Mcnzini. Venezia , appresso 
Simone Occhi, i 7 5o, Voi. 4, in la. Il primo omo 
contiene le Rime liriche che s. citano per libro 
e composizioni. Del secondo tomo 1 Etopedia si 
cita per libri, il Terrestre Paradiso per libri a, 
stanze , e l'Arte poetica per libri , dello.,Ele S ie 
Ve delle Trenodie si cita il numero. _ 
Volgarizzamento dei moralidi S. Gregorio 3Iagno 
faftCNda Zanobi da Straìa. Napoli , i 7 45. Voi. /„ 
in 4. Si cita a volumi e a carte. 
Cronaca dt Matteo Villani in continuazione a quella 
di Giovanni mio fratello, colle aggiunte fatta da 
Filippo ViUahiMio figlio. Firenze i8a5- i8ab. 
Voi G , in 8. Si cita il libro e il capitolo. 
Arte vetraria di Antonio Neri. Milano 1817 , m 
8. Si cita a libri e a capitoli. ; — _,_, — 
// Novellino o sia Cento novelle antiche. Tona» 

1802, in 8. Si cita il numero della novella. 
Volaarizzamento deli Omelie di S. Gregorio. Brescia 
1811, Voi. 2, in 8. Si cita per volume e per carie. 



V 






Pallav. Li. Conc. 
Pataff. Tesorett. 

Polii. Rini. 
Red. Leti. 
Red. Opp. 

Rie. Malesp. 

Salitisi. Catil. 
Sallust. Giug. 



Salvin.Annot. F. B. 
o T. B. 



Salvili. Annoi, perf. 
poes. Murai. 

Salvin.Iliad. o Odis, 
o Batrac. o Imi. 
Om. 

Saldili. Opp. Caco. 

Salvia. Opp. Pese. 
Ann. ec. 



Istoria del Conciliodi Trenta del Cardinale Sforza 
Pallavicino. Si cita a volume e a carie 

Messer Brunetto Laùni, il Patrio , il Tesorctio. 
Napoli, a spese d. Tommaso Chiappaci, 1788 in 
12. S. cita il capitolo. " ' '' O0,ln 

Urne di Messo; Angelo Poliziano. Venezia, 18, q. 
si cita a pagine. •' 

Lettere di Francesco Redi. Si cita talvolta qualche 
lettera che trovasi medita presso il Canonico Macrì. 

Opere di Francesco Redi. Napoli i 77 8. Voi. 7 , i„ 
8. Si cita il volume e ia faccia, o il titolo dell'ope- 
ra e la faccia. ' 

lst( "^/ ore " l '" e * Ricordano Malasplna. Firenze, 
1816, in 4. Si cita per capitolo. 

Il ^animano ed il Giugunino. Libri due di C. 
C rtspoS allusilo y \^ nllàiì per Fra Bartolomeo 
da San Concordi?. In questa seconda impressione 
nuovamente conferiti col testo latino ed a miglior 

Na'„°óii Ti'.' T '' aÌ '"°; iÌ due COtl,ci fiorel1t '™- 
rsapoli, dalla Stamperia francese 1827, in 8 

La lUera Commedia di Mici, etanolo Buonar- 
ruoti il giovane e la Tancia Commedia ruslicale 
de. medesimo colf annotazioni dell'Abate An- 
ton Maria S alvini. Firenze per liTariini e Fiau- 

de!l'7nn ' '"A"* C " a " m, "- ,ci '° d ^a giornata, 
dell atto, e della scena per le Annotazioni alla 
pi ima , e I atto e la scena per quelle della seconda. 

Della perfetta poesia ec. di Lodovico Muratori 
con annotazioni di A. M. Salvini, Venezia, l7 < 8 ' 

T'ir'j** l rJJ l ci,a 8 vo,ume c ^ pagina. 



( XXII ) 



Salvin. Senqf. 

Sav. Piai. Univ. 
Segner. mal. prob. 
Segr. Fior. Op. 

Sen. Deelam. 



T' II- J ri»?.. vuiuiue v la p 

*À e ' LOdlsse ^ '" Batracomiomachia e gl'Inni 
d Omero tradotti da A.M. Salvati. Firenze, Tar- 
imi e Franchi l?2 3 , in 8. Si cita a carte. 
Oppiano della Pesca e della Caccia, tradotto dal 
gì eco e il tu« ml o con varie annotazioni da Anton 
Marat Salvmi Firenze , appresso il Tartin, e 'I 
Franchi , , 7 ,8, in , 2 . Si cita il numero dei li- 
bri di ciascun poema e la pagina. 
Senofonte Efesio degli amoti di Abrocomc e An- 
zia, libri cuiqne tratti dal greco da A. M. Salvini 
Firenze, , 79 3 ,n ,6. Si cita il libro e la pagina. 
Fianca universale del Savelli. Firenze, ,68^ Si 
cita a faccia. 

J%?Jf£- Pa ° l ° Se * neri su,la m ^eria del 
Pobabile. Benevento, i 7 36, in 1-2. Si cita a pagine. 

Opere complete di Niccolò Machiavelli cittadino 
e segretario fiorentino. Firenze, presso Passigli e 
comp. ,83i, in 4. Si cita a pagine. ° raSS ' 8 " e 

" volgarizzamento delle Declamazioni di M. An- 



Tac. D tv. Ann. 
Tue. Dav. Stor. 

Tans. Bai. 



Tans. Fendetti. 



Tesi. Leti. ined. 

TariJ. Tose. 
T'tlom. Leu. 

Trine. Agric. 
Varch. Ereol. 

Viag. Moni. Sin. 



Vit. Benv. Celi, o 
Benv. Celi, Fil 

Va. Più. 



Volg. Tit. Liv. 
Liv. M. 



neo Seneca. Testo del buon scoilo ,i„m, r 
bri e capitoli. • ... 01 citano per li- 

stampatore. S. cita a stanze ' d ' ,U ° S ° ° dl 

Opere scelte di Fulvio Tesli.Moàea» R„„; ,• .■ 
gralica, ,817. Voi 9 |„ « T ' So «<-'<a tipo- 

m .2. Si cita il volume e 1» '" ■ 8l9 ' XoL 2 » 
numero de' libri e Zh ieUeM^'^ ° n * W * 

cita il volume fi! ?£jfaj* VoiUUU 2 > ,n 8 " Si 
faggio al Monte Sinai di Simone Sisoli Testo 
«li lingua «tato nel Vocabolario cclZrla 
ma volta pubblicato con due lezioni soS | n ," 
desi ino , una di Luigi Fiarrhf „ v,u',i 
cesco Poggi accademfei rSt i..la r c':I raD : 
co,, note ed i.lustrazion, di quest'ul Lo F retè 

ttttSS a,l,nsegna dd DaQte > >»>9, ET 

^lat^xr^iT^t^^s^^ 

la pagina. ' 8> S ' C,ta ll vo,u ™ « 

A„< ni ■ ■ w. "-"".""J > uana Società tmocrafica 

de Classici Ita iani, i8ofi in S e; ■. "f "*>""«" 

Le Decite di Tito LÌ^^%Jl£$£ 

capitolo cheVio quell rde.Ka 8 ;" a a , d 'ca r °n " 
arendo progredito t^&g%j3L'j™ 



- 






\ 



fHlICI 



Belle abbreviata^ che dichiarano le Opere e Dizionari^ da cui son tratti gli articoli a 
al Vocabolario della Crusca dagli editori della Minerva dal Ba. 
e dd Compilatori Napolitani (i). 



gguinti 



izzarim 



Ani. * 
A.O. * 

A. Pasta. * 



Aq. 



A. II. Fr. 

Az. * 



Dizionario universale critico enciclopedico della lingua italiana dell' ab. d'Alberti di Villanova riveduto 
e corretto. Seconda edizione e prima milanese. Milano per Luigi, Cairo col metodo stereo feidotipo di Carro 
Gaetano , iò35 e seg. in 8. grande, Voi. 6. 

Dizionario ragionalo ed universale di agricoltura teorica e pratica ec. Opera compilala da' membri della 
sezione di agricoltura dell'Istituto di Francia. Prima edizione napoletana eseguila su quella di Padova e- 
mendata e migliorala. JSlapoli pe' tipi della Minerva , ,827 — i833. Voi. 3 2 in 8. 

Manuale della lingua italiana compilato da Francesco Ambrosoli. Milano per Antonio Fontana, 1828 in ,2. 

Dizionario determini di medicina, chirurgia, veterinaria , farmacia , storia naturale, botanica, fisica, 
chimica ec. di Begin , Boisseau , Sourdau ec. ridotto ad uso degl' Italiani con molle aggiunte da G. B. Fan- 
tonetli ed A Leone, e riveduto da Annibale Omodei. Milano presso gli editori degli ornali Universali delle 
scienze e dell industria _, 1821 — 1820. Voi. 2 in 8. 

Voci, Maniere di dire, e Osservazioni di Toscani scrittori e per la maggior parte del Redi , raccolte e 
corrette da Andrea Pasta, che possono servire d'istruzione ai giovani nell'arte del medicare, e di materiali 
per comporre con proprietà e pulizia di lingua italiana i consulti di medicina e di cirusia. Brescia, Ma. 
Dalle stampe di Giammaria Rizzardi. Voi. 2 in 12. 

Dizionario Etimologico di lutti 1 vocaboli usati nelle scienze, arti e mestieri che traggono origine dal 
Greco compilato da Bonavilla Aquilino. Milano Pjrola. t 8,o-,Ro, gw g ; r * _n;,;^.,„ t ecnico _ 
eumoìog.co-hlologico compilato dall' ab. Marco Aurelio Marchi, professore di lingua e filologia greca di 
letteratura classica latina ec. Milano ,828. Dalla tipografia di Giacomo Pirola. Voi. 2 in fot. 

Dizionario italiano francese dell' ab. Francesco d'Alberti di Villanova. Bassano , ,8n. Voi. 2 in fol. 

Dizionario universale ragionalo delia giumpwdansa mercantile, del sig. senator Don D A Asnni. Se- 
conda edizione arricchita di nuovi articoli e corretta dall'autore. Livorno, dai torchi di Glauco Masi,, 8 22. 
Voi. 4 in 4. 



Bai. 



f 



Gran Dizionario della lingua italiana. Bologna, ,8, 9 — ,8&. Voi 7 in 4. 

Dizionario ragionato di giurisprudenza marittima e di commercio , compilato da Ascanio Baldasscroni. 

Livorno-, -Mwsi r8r37 -Vo-l."4~Tn~4. r — - — ■ •— --' 



Baruff.Diz.* Dizio 



Ber. 



Berg. 



Bern. 



Dizionario nuovo e copioso di mite le rime sdrucciole tratte dall'autorità d'approvati scrittori. Opera 
data in luce da GnoTàffio-BaTuìraldi. Venezia, appresso Pietro Valvasmse ~ ,1?W, In 4. 

Dizionario enciclopedico dèlia teologia, della storia della Chiesa , de' concili! , eresie, ec. del sig. can. Ber- 
gier, tradotto in italiano , corretto ed accresciuto dal P. D. Clemente Biagi , ed in questa nuova edizione 
aumentato di moli, nuovi articoli da vari, professori di teologia e di storia ecclesiastica. Firenze, ,820 - 
,823 , presso Giuseppe di Giovanni Pagani. Voi. t 7 in 8. 

Voci italiane d'autori approvati dalla Crusca nel Vocabolario di essa non registrate, con altre molte 
appartenenti per lo p,u ad art, e scienze che ci sono somministrate similmente da buoni autori. Venezia 
per Pietro Bassaglia , ,746 in 4 . Opera del celebre P. Giovan Pietro bergamini. 

eneo 1 a cune parole, oggidì frequentemente in uso, le quali non sono ne' vocabolarii italiani, colle 
corrioni ed aggiunte a lo stesso, di Giuseppe BernardonL fc, ,8,2-,3. Si sono altresì opportuna- 
men.e consultate le giudiziose osservazioni dell'anonimo autore (sig. Giovanni Gherardin, ) dell'opuscolo 
intitolalo Voci italiane ammissibili , benché proscritte dall'elenco del sig. Bernardo*. Milano, ,8,2. 



(1) L'asterisco * indica le opere e le ululoni clic non si (, 



ovaiio iteli 'Indice de' Compilatori Padovani, uè in quello de! Bazz«iui. 






• • 



V 



;>*v«' 



\ 



Boss. 



Br.* 

Car. * 
Càren." 

Cin. 

Diz. Chini. 



( XXIV ) 
D izionario di ycteriaarìaj sarjgfr-pratica ed erudita del eonte Francesco Bonsi , 1794 e sqgg. Voi. 5 
senza indicazione ili luogo né <li stampatore. 

Spiegazione di alcuni vocaboli geologici, litologici e mineralogici per ordine d'alfabeto, del dolt. Luigi 
SósIIT Milano , Sonsogno , 1817 in 8. 

' Saggio di uno spoglio filologico dell' ab. Giuseppe Brambilla. In Como , dalla stamperia di C. Pietro 
Ostinelli , i83i , in 8. 

Dizionario portatile della lingua italiana compilalo da Francesco Cardinali. Napoli , 1827, in 4- 

Osservazioni intorno ai Vocabolari! della Lingua italiana specialmente per quella parte che ragguarda 
alle definizioni delle cose concernenti alle scienze naturali del professor Giacinto Carena. Torino presso Giu- 
seppe Pomba , i83i in 8. 

Osservazioni della lingua italiana raccolte dal Cinonio, illustrale ed accresciute da Luigi Lamberti. 
Milano, Tipografia de' classici , 1809— iSi3. Voi. 4 in 8. 

Dizionario di chimica de' sig. Rlaprolh e Wolff ; traduzione con annotazioni di Giuseppe Morelli. Milano, 



Sonsogno, 181.1. Voi. ~f in S. 



Dizionario enciclopedico di chirurgia tradotto dal francese ed accresciuto di aggiunte e note da Cesare 
"Ruggieri. Padova , Seminano , 1810 e segg. Voi. G in 4, 



Diz. Mat. 



Diz. Med. * 



D.S. 



D. T. 



F.* 



Fac. 



G* 



Garz. * 

c 



Dizionario enciclopedico delle matematiche delli sig. Bussut, La Lande ec. Traduzione dal francese ar- 
rechilo d'annotazioni ed aggiunte dal traduttore italiano. Padova, Seminario, 1800. Voi. 6 in 4. 

Dizionario de' medicamenti ad uso de' medici e de' farmacisti , ossia Trattalo di farmacia , materia medica, 
e della pa -te di terapeutica che insegna la giusta applicazione de' rimedi! alle diverse umane infermità. O- 
pera compilata sui migliori trattati di simili materie, e ricca di tulle le scoperle, che ragguardano alla 
medicina, fatte di recente nelle scienze fisico-chimiche. Modena, i8a8,perG. Vincenzi e Compagno. Voi. 3 in 8. 

Dizionario delle Scienze naturali nel curale si Ualla melodicamente dei differenti esseri della nanna , 
considerali o in loro stessi , secondo lo stato attuale delle nostre cognizioni , o relati vanite, all' utilità che 
ne può risultare per^a medicina ,Jl^ricoituxa , il commercio e le arti. Accompagnato da una biografia de' 
più celebri naturalisti. Opera utile a' medici , agli agrif oltònTlTmercanti , agli artisti, ai malfattori , e a 

-fettr^oìoTT clie desiderano c onoscere le produzioni della natura , i loro caratteri generici e specifici , il loio 
luogo natale, le loro proprietà ed usi. Redatta da varii professori del giarffiiio del Re, e delle principali 
scuole di Parigi. Prima traduzione dal francese eoa jtgyua^a^aaeaop uJ g VV^ Rf, 1? l $P fi seg g>-P$^- Bat- 
telli e figli in 8. Opera in corso. 

uovo dizionario univ ersale tecnologico di arti e m estieri e della economia industriale e commerciante, 

" compilato dai signori Lenorma nS, Payen, Molarci Jeune, Laugier, Francoeur, Robiquel,Dufresnoy ec.cc.Pnma 
traduzione italiana falla da una società di dotti ed artisti, con l'aggiunta della spiegazione di tutte le voci pro- 
prie delle arti e dei mestieri italiani, di molte correzioni, scoperle e invenzioni estratle dalle m.glion opere 
pubblicate recentemente su queste materie; con in fine un nuovo Vocabolario francese dei termini di arti e 
mestieri corrispondenti con la lingua italiana , e coi principali dialetti d'Italia, Venezia, 1802 e segg. presso 
Giuseppe Antonelli Ed. tip. premiato della Medaglia d' oro. In 8. Opera in corso. 

Enciclopedia domestica ^Raccolta di ricette, istruzioni , e metodi concernenti le arti, i mestieri, l'eco. 

Tomia rurale e domestica ec. estralli dalle opere speciali de' sigg. Appert,Berthollet, Bouillon-Lagrange , 
Chaptal, Fourcroy, Olivier de Serre, Parmenlier, Rozier , Sennini , Thenard, Virey ce. ce. Tradurne 
dal francese. Milano, per P. E. Giusti. V. 6 in 12. 

Vocabolario della lingua italiana già compilato dagli Accademici della Crusca ed ora nuovamente cor- 
retto ed accresciuto da Giuseppe Manuzzi. Fimize, David Passigli e sodi, 1 833 , in 8 grande. Opera in corso. 

^ r j 'Um a^ Timnn Facciolali colle giunto del Costa. Venezia 1196. Colle giunte 

Ortografia moderna compilata da Jacopo ratumau & y_^ o 

e Sopraggiunta dell'ultima edizione di Padova, 1822. 

Nuovo Dizionario geografico universale statistico commerciale compilalo sulle grandi opere di Arrow- 
smith , Busching, Balbi , d' Anville ec. ec. Opera originale italiana d una società di dotti. Venezuc, dea Upi 
di Giuseppe Antonelli, 181 y e seg. , in 8. Edizione in corso. 

Vocabolario agronomico italiano compilato da G. B. Gagliardi. Napoli } presso A. Trani, ,8,3 in 8. 
'^^^^^IIyì^^ botanico - agrari! del dolt. Filippo Gallizioli. Firenze, Daddi,<8o 9 - 
1812. Voi. 4 in 4. 

La piazza universale di tutte le professioni del mondo, nuovamente ristampata e posta in luce da Tom - 
ma* Gommi da Bagnacayallo. In S cavalle di Venezia , ad istanza de RobeHo MaghelU , ,6o> in 4. 








Gra*. 
L. 

M 

Mil.* 

Min. 

Mit.* 



Muz. 

N:* 

Ne,* 

N.Sp. 
O. * 

P. 

Pas. 

Pe. 

Pr.* 
P. Z. * 

R. 

Rab. 
Ren. 

Rom. * 



( XXV ) 
Nuovo dizionario enciclopedico delk scienze sacre e deile profane ausiliarie o affini ad esse, «ompilato 
dal canonico Giovanni Fontana. Pavia nella stamperia Bizzonì, i83i. Voi. 3 in 8. 

Dizionario di fisica e chimica applicata alle arti ec. di Giovanni Pozza. Milano presso Ranieri Man- 
fani, 1820 e seg. Opera in corsar~~~~ 

Dizionario militare italiano di Giuseppe Grassi. Torino , Pomha, 181 j. Voi. 2 in 8. — Edizione seconda 
ampliala dall' autore. Torino. Presso la Società tipografico -libraria , 1834. Voi. 4 in 8. 

Saggio intorno ai sinonimi della lingua italiana di Giuseppe Grassi. Torino, 1821. — Milano, 1822 in 12. 



Dizionario, e Bibliografi^ della Musica, del dottore Pietro Lichtenthal.J*z7£z/zo, per Antonio Fontana, 
1826. Voi. 2 in 8. 

Proposta di alcune correzioni ed aggiunte al Vocabolario della Crusca. Milano , Imp. Regia Stam- 
peria, 1817-26. Voi. 3 in <?. (autore di quest' opera è il cav. Vincenzo Monti.) — Appendice alla Proposta 
di alcune correzioni ed aggiunte al Vocabolario della Crusca. Milano, dall' Imp. Regia Stamperia, 1826, in 8. 

Dizionario delle belle arti del disegno di F. Milizia. Edizione corretta ed arricchita di moltissimi vo- 
caboli. Bologna, dalla stamperia Cardinali e Frutti , 1827. Voi. 2 in 8. 

Articoli aggiunti dagli editori padovani della Minerva 7 tratti da spogli di varie opere. 

Dizionario storico mitologico di tutti i popoli del mondo compilato da' sigg. Giovanni Pozzoli Felice 
Romani e Antonio Peracchi sulle tracce di Noci, Millin , La Porte, Dupuis ec. Milano, presso Ranieri 
Fan/ani, 1820-1825. Voi. ò~ in 8. — Dizionario d'ogni mitologia ed antichità. Volume di supplemento 
compilato dal prof. Felice Romani e dal Dottor Antonio Peracchi. Milano , pj-esso Ranieri Fan/ani, 1826- 
182J. Voi. 2 ìli 8. 

Spogli varii di vocaboli di Luigi Muzzi , tratti dalle seguenti opere , cioè da' Fioretti di S. Francesco 
Bologna 1817- 18; dalla Città di Dio di S. Agostino, ivi, 1818 - iq ; dal Demetrio Falereo , della Locuzio- 
ne , tanto della traduzione dell'Adriani, quaftto di quella del Segni , ivi, 1821; dal Longino, Trattalo 

del sublime , tradotta dal Gori , ivi, 1821. \ 
/ 1 

Articoli aggiungi da' compilatori napolitani, confermati da esempi di scrittori approvali , ovvero estratti 
da dizionarii scientijfici non italiani. Si appone ancora tal sigla ad indicare talvolta o cangiamenlo di defi- 
nizione , o mutamento e correzione di articolo, o aggiunzione d'esempio ovvero di qualche nuova osservazione. 

Dizionario ortologico pralico della lingua italiana, premessivi brevi insegnamenti della pronunzia e della 
ortografia] ed aggiuntovi un saggio sull'uso de' sinonimi. Opera elementare utile a chi si proponga d' appren- 
dere o d'insegnare la detta lingua, dell' ab. Lorenzo Kesi. Pavia e Milano, 1825, in 8. 

Nuovo spoglio di vocaboli tratti da autori citati dagli Accademici della Crusca, compilato dal signor 
Luigi Muzzi. Bologna, 18 13 , in 8. 

Ortografia enciclopedica universale della lingua italiana. Parte prima. .Venezia co' tipi di Giivlamo Tasso, 
1824 — 1826. Voi, 4 in 8. — Parte seconda. Dizionario enciclopedico delle scienze, lettere ed arti , compilalo per 
la prima volta da Antonio Bazzarini. Venezia, co' tipi di Francesco Andreola, 1828 e segg. in 8. Opera in corso. 

Annotazioni al Dizionario della lingua italiana che si stampa in Bologna. Modena , Vincenzi , 1820- 
1826. Fase. 12 òhe fanno 3 Parti o Voi in 8. — (Opera del prof. Marcantonio Parenti.) 

Vocabolario italiano latino, compilato dall' ab. Giuseppe Pasini ad uso delle Regie scuole di Torino. Si sono 
consultate le più accurate e copiose edizioni d' Italia. 

Osservazioni concernenti alla tfngua italiana ed a' suoi Vocabolari!. Parma , Paganino , 1822 in 8. 
(Autore di quest'opera è il cav. Angiolo Pezzana. ) 

Giunte inedite del sig. professore Domenico Presutti. 

Nuove emendazioni e giunte al Vocabolario della Crusca dell' ab. Paolo Zanotti. ( Estratte dal Poligrafo 
di Verona del i83a e seg. ) 

Dizionario d' antichità sa^re e profane , pubbliche e private , d' Andrea Rubbi. Venezia , Stella , iy^3 e se<r. 
Voi. 15 in 8. ( Opera non compiuta. ) 

Sinonimi ed aggiunti italiani, raccolti dal P. Carlo Costanzo Rab-»i, bolognese. Vemzia , 1818. 

Opere di zoologia del professore Stefano Andrea Renier. Padova, 1827. 

Osservazioni sopra Viwie voci del Vocabolario della Crusca compilate dall' ab. Giovanni Renani di Cttsal- 
maggiore. Napoli , 182&, dai tjrthi del Tramater, in 8. 



f'ocab. IH. 



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Ros. 
S. 
"STC.-*- 



T. 



V. 

Van. * 

E* 



( XXVI ) 
Rimario di Girolamo Rosasco. Terza edizione. Padova nella tipografia del Seminano. i8o6 in 4. 

Vocabolario di marina del professore Simone Slralico. Milano, Stamperia reale, i8i3. Voi. 3 in 4. 

Dizionario di chirurgia pratica che conliene tutti i miglioramenti più utili da' primi tempi della chi- 
rurgia sino al presente ec. Opera di Samuele Cooper, traduzione dall'inglese eseguila sulla quarta edizione 
di Londra del 1822. Firenze , itì^o — 1833. Voi. 14 in 8. 

IN uovo Dizionario dc ^sinonimi/della lingua italiana. Firenze,, i83o t dalla tipografia di Luigi Pezzati t 



in 8. (Autore di quest'opera è il sig. Wiccolò Tommaseo.) 



« 



Vocabolario degli Accademici della Crusca colle aggiunte del P. Antonio Cesari. Verona , Ramanzina , 
/8o6~. Voi. y in 4. 

Dizionario compendiato universale della lingua italiana di Carlo Antonio Vanzon. Livorno , dalla ti- 
pografia di G. P. Pozzolini ,, 1827 e seg. in 8. Edizione in corso. 

Nuovo dizionario portatile della lingua italiana compendiato da Giovanni Zanobelti. Livorno , 1827 e 
seg. in /6[ Edizione in corso. 



IT & 1 © IL A 

Z?i j<?gw e</ abbreviature di cui si fu uso in questo Vocabolario. 



Tiene luogo della parola pre- 
cedente o principale d'un 
articolo. 

=c Significa equivale a , vale 

per , ec. 
Dentro questi segni sono con- 
tenute le giunte altrui e 
nostre alle definizioni e di- 
chiarazioni della Crusca. 

( ) Dentro questi segni van rac- 

chiuse tutte le note elimo- 
logiche. E vi stanno pure 
lespiegazioni ditaluniluo- 
ghi degli esempi apposte 
sì dagli Accademici e sì 
dagli altri compilatori. 

» Servono a contraddistingue- 

re gli esempi aggiunti a 
quei della Crusca. 
Ìndica gli articoli da'eompi- 
lalori napolitani aggiunti 
al Dizionario di Padova 

Abbr. Abbreviatura. 

Abit. Abitante. 

Accoro. Accori iativo. 

Acer. Accrescitivo. 

Add. Addictlivo. 

Add.pr.m. Add ietti vo proprio mascoli 
of. o com. no o femminino o comune 

Add. pr. Addictlivo pronominale pos- 
pos. sesìivo. 

Afr. Àfrica, Africano 

A 8S- Aggiunte. 

Agr. Termine di agricoltura. 

Agrim. Termine degli agrimensori. 

Al. Aleinagna. 

Akbim. Termine di alchimia. 

Alg. Termine dell'algebra. 

Alleg. Allegoria, Allegorico, ec. 

Ani. America, Americano. 

Anora. Anomalo. 

Anat. Termine di anatomia. 

Ant. Antico, Antica, Anticamen- 

te , Amicato , ec. 

Àppart. Appartiene, Appartenente. 

Appen. Appendice. 

Arai. Termine di araldica. 

Are. Arcipelago, arciducato, ar- 

civescovile , ec. 

Arche. Termine di archeologia. 

Archi. Termine di architettura. 

Arit. Termine dell'aritmetica. 

Ar. Mes. Termine delie arti e mestieri. 

Art. Articolo. 

As. Asia , Asiatico , ec. 

Assol. Assoluto , Assolutamente. 

Ast. Astrailo. 

Aslr. Termine di astronomia. 

Àstrol- Termine di astrologia. 

Alt. Verbo attivo. 

A-U. Àlta-Ungheria. 

Avv. Avverbio. 

Àvv. sf. Avverbio affermativo. 



Avv. di 1. 

Avv. di t. 

Avverb. 

Avv. neg. 

Avvil. 

B. A. 

Bav. 

Blas. 

Bot. 

Bran. 

B.-R. 

B.-S. 

B.-TJ. 

Buri. 

Cancel. 

Cap. 

Car. 

Cast. 

Chim. 

Chir. 

Chirom. 

Circ. 

Cit. 

Co. 

Coli. 

Com. 

Co in m. 

t'pmp. 

Com par. 

Compos. 

Cong. 

Consid. 

Conj. 

Contr. 

Coslr. 

Cr. alla v. 

Crist. 
Cr. pref. 

Cron. 

D. 

Dan. 

Desin. 

Didasc. 

Dif. 

Ditf. 

Dim. 

Dioc. 

Dip. 

Dis. 

Disprez. 

Distr. 

Disus. 

Ebr. 

Eccez. 

Eccl.. 

Ediz. 

Epigr. 

Epis. 

Err, 

Es, 



Avverbio di luogo* 

Avverbio di tempo. 

Avverbiale, avverbialmente. 

Avverbio negativo. 

Avvililivo. 

Termine di Belle Arti. 

Baviera. 

Termine de' blasonisti. 

Termine botanico. 

Brandeburgo. 

Basso-Reno. 

Buona-Speranza. 

Bassa-Ungheria. 

Termine burlesco. 

Termine cancelleresco. 

Capitale, Capo, Capitolo. 

Caratteristico. 

Castello. 

Termine di chimica. 

Termine di chirurgia. 

Termine di chiromanzia. 

Circolo. 

Ciltà. 

Contea. 

Collettivo. 

Comune , Comunemente. 

Termine di commercio. 

Composto. 

Comparativo. 

Composizione. 

Congiunzione. 

Con siderali il mente. 

Conjugazione. 

Contrario. 

Costruzione. 

Vocabolario dellaCrusca alla 
voce che si cita. 

Termine di cristallografia. 

Prefazione del Vocabolario 
della Crusca. 

Termine di cronologia. 

Ducalo. 

Danimarca. 

Desinenza. 

Termine didascalico. 

Difettivo. 

Differisce. 

Diminutivo. 

Diocesi. 

Dipartimento. 

Termine dell'arie del dise- 
gno. 

Disprezzativo. 

Distretto. 

Disusato. 

Ebraico. 

Eccezione. 

Termine ecclesiastico. 

Edizione. 

Termine d'epigrafia. 

Episcopale. 

Erroneo, Erroneamente. 

Esempio. 



Eter. 

Eur. 

F. 

Fani. 

Farm. 

Fi. 

Fig. 

Fig. rett. 

Fìlol. 

Filos. 

Fior. 

Fis. 

Fisiol. 

Forlif. 

Fr. 

Frane. 

Gen. 

Geneal. 

Gener. 

Geog. 

Geol. 

Geom. 

Ger. 

Gerun. 

G. M. 

Gnomon. 

Gov. 

Gr. 

Gram. 

Gre e. 

Iion. 

idiot. 

IHrauL 

Illat. 

Imp. 

Ini per. 

Imperf. 

Impr. 

Indecl. 

f ndos. 

h.f. 

log. 

Ingl. 

Inter. 

Iperb. 

li J. 

Iron. 

Irr. 

Is. 

It. 

[tal. 

L. 

Lat. 

Latin. 

Leg. 

Lett. 

Lib. 

Lin. 

L. V. 

vr. 

Mar.Marin. 



Eteroclito. 

Europa, Europeo, Europea. 

Femminino. 

Famigliare. 

Termine l'ermaceutico. 

Fiume , Fiumi. 

Figura , Figurato , Figura- 
tivo , Figuratamente, ec. 

Figura reliorica. 

Termine filologico. 

Termine filosofico. 

Fiorentinismo. 

Termine di fisica. 

Termine di fisiologìa. 

Termine di fortificazione. 

Francia. 

Francesismo. 

Genere. 

Termine genealogico. 

Generale , Generalmente. 

Termine geografico. 

Termine geologico. 

Termine geometrico. 

Germania. 

Gerundio. 

Termine di giurisprudenza 
mercantile. 

Termine di gnomonica. 

Governo. 

Greco , Grecamente. 

Termine gramalicale. 

Grecismo. 

Termine dell' iconografia. 

Idiotismo. 

Termine idraulico. 

Illativo. 

Impero , Imperatore. 

Impersonale. 

Imperfetto. 

Impropriamente. 

Indeclinabile. 

Indosian. 

Infinito , Inferiore. 

Inghilterra. 

Inglese. 

Intel jezione. 

Iperbole, Iperbolicamente. 

Irlanda. 

Ironicamente , Ironia. 

Irregolare , lrregolarmenle- 

Isola. 

Italia. 

Italiano. 

Lago. 

Latino , Latinamente, 

Latinismo. 

Termine legale. 

Termine di letteratura. 

Libro. 

Linneo. 

Lombardo-Veneto. 

Mascolino. 

Termine di marineria. 



\ 



Marg. 
Marti. 

Maio. 
Mat. 

Me ce. 

Mcd. 

Medit. 

Mere. 

Merid. 

Mess. 

Metaf. 

Metal. 

Meteor. 

M. f. 

Milit. 

Min. 

Mit. 

Mit.Germ. 

Mit. Gr. 

Mit. Irwl. 

Mit. Maona. 

Mit. Rab. 

Mit.Scand. 

M-M. 

Mod. b. 

Modem. 

Mon. 

Ms. 

Muj. 

N. 

Nap. 

N. ass. 

ast. 

ast. v. 

car. 

car. v. 
N. collet. 
N-M. 
N-O. 
N. pass. 
Neolog. 
Neu. 
Nor. 
Nor'm. 
N. pr. 
N. pr. 
Num. 
Numis. 
Occid. 
Ol. 

o PP . 

Or. 

Ord. 
Ornit. 
Osserv 
Ott. 



N. 
N. 
N. 
N. 



f. 

rn. 



P. o 
Pa. 

Pag. 

Par. 

Part. 

Part. < 

Partic. 

Pass. 



pas3. 



Margravio, Margraviato. 
Marittimo , Marittima. 
Termine tri mascalcia. 

Matematica, termine male*- 

matico. 
Termine di meccanica. 
Termine di medicina. 

Mediterraneo. 

Termine mei cani ile. 

Meridionale. 

Messico. 

Metafora , Metaforico, Me- 
taforicamente, 

Termine di metallurgia. 

Termine di meteorologia. 

Mascolino e femminino. 

Termine militare. 

Termine mineralogico. 

Term. mitologico, mitologia. 

Mitologia Germanica. 

Mitologia Greca. 

Mitologia Indiana. 

Mitologia Maomettana. 

Mitologia Rabbinica. 

Mitologia Scandinava. 

Media-Marca. 

Modo basso. 

Modernamente. 

Monte , Montagna. 

Manoscritto, Manoscritti. 

Termine musicale. 

Nome. 

Napoli. 

Neutro assoluto. 

Nome astratto. 

Nome astratto verbale. 

Nome caratteristico. 

Nome caratteristico verbale. 

Nome collettivo. 

Nuova-Marca. 

Nuova-Olanda. 

Neutro passivo. 

Neologismo. 

Neutro. 

Norvegia. 

Normandia. 

Nome proprio femminile. 

Nome proprio mascolino. 

Numero, Numerale. 

Termine della numismatica. 

Occidente, Occidentale. 

Olanda. 

Opposto. 

Oriente, Orientale. 

Ordine. 

Termine ornitologico. 

Osservazione. 

Termine dell'ottica. 

Passivo. 

Paese. 

Pagina. 

Parmigiano. 

Participio. 

Particella congiuntiva. 

Particolarmente. 

Passato, Passivo. 



P-B. 

p egg- 

Pen. 
j Per simil. 
1 Per tras. 

Pers. 

Pie. 

Piem. 

Pilt. 

PI. 

Poet. 

Poi. 

Pom. 

PopoJ. 

Por. 

Pr. 

PrcC 

Prcp. 

Pres. 

Primit. 

Prin. 

Prorn. 

Promon. 

Pron. 

Pron.pcrs. 

Propr. 

Prospet. 

Prov. 

Proverb. 

Prus. 
R. 
Ree. 
Reg. 

Re gg- 

Regol. 

Relat. 

Rep. 

Rett. 

Rus. 

S. 

Sass. 

Scber. 

Scherz. 

Scient. 

Seg. 

Sempl. 

Sent. 

Settentr. 

Sf. 

Sign. 



Sign. met. 

Simil. 

Similm. 

Sin. 

Sinc. 



Sing. 
SI. 
Sm. 
Sm. o ì 

àopran. 



f. 



( XXVIII ) 

Paesi- Bassi. 

Peggiorativo. 

Penisola. 

Per similitudine. 

Per traslato. 

Persiano. 

Piccolo , Piccola. 

Piemonte. 

Termine pittorico. 

Plurale. 

Poetico, Poelicamentt. 

Polonia. 

Poni era n ia. 

Popolare , Popolarmente. 

Portogallo. 

Prussia. 

Prefettura. 

Preposizione. 

Presente. 

Primitivo. 

Principato , Principe , ec. 

Promiscuo. 

Promontorio. 

Pronome. 

Pronome personale. 

Propriamente. 

Termine di prospettiva. 

Provincia. 

Proverbio, Proverbiale , o 

Proverbiai mente. 
Prussia. 
Regno. 
Retipe. 

Regola , Regno. 
Reggenza. 

Regolare , Regolarmente. 
Relativo. 
Repubblica. 
Termine rettoria). 
Russia. 
Sostantivo. 
Sassonia. 

Termine di scherma. 
Scherzevole , Scherzevol- 
mente. 
Termine scientifico. 
Seguente , Seguenti. 
Semplicemente. 
Sentimento. 

Settentrione, Settentrionale. 
Sostantivo femminile. 
Significato, e talora , signi- 
fica o significano o signi- 
ficativo. 
Significalo metaforico. 
Similitudine. 
Similmente. 
Sinonimo. 
Sincope, o Sincopatamente, 

cioè per sincope. 
Singolare. 
Slesia. 

Sostantivo mascolino. 
Sostantivo mascolino, o fem- 
minino plurale. 
Soprannome. \ 



Sp. 

S-Pr, 

S-R. 

S-S. 

St. 

St. eccl. 

St. Gr. 

St. Mod 

Si.N.o Na 

St. Ott 

St. Rom. 

S-U. 

Superfl. 

Superi. 

Svizz. 

T. 

Tarr. 

Term. 

Terr. 

Teut. 

Tir. 

Tose. 

Tran. 

T. St. 

Tur. 

Uff. 

Ung. 

Univ. 

V. 

V. A. 

V. Alein. 

Var. 

V. Ar. Gr 

V. Aret. 

V. bas. 

V. dif. 

V. di rcg. 

V. ditir. 

V. Ebr. 

Ver,. 

Verb. 

Vesc. 

Veter. 

Vezz. 

V. Frane. 

V. G. 

Vili. 

V. imp. 

V. L. 

V. Lomb. 

V-M. 

V. Mod. 

Volg. 

Volga rm. 

V. Poet. 

V. Port. 

Prov. 

San. 

Sir. 

Spag. 
V. tr. ir. 
V. tr. r. 
V. Ture. 
V. Ven. 
Zoo!. 



.Spagna. 
Stati-Prussia ni. 

Spftlo-Romano. 
Slati-Sardi. 
Storia , storico. 
Storia ecclesiastica. 
Storia Greca. 
Storia moderna, 
t. Termine di storia naturale. 
Storia Ottomana. 
Storia Romana. 
Stati-Uniti. 

Superfluo o Superflua. 
Superlativo , Superlativa- 
mente. 
Svizzera. 

Termine, Testo, ec. 
Tartari a. 
Terminazione. 
Territorio. 
Teutonico, ec. 
Tiralo. 
Toscana. 
Transilvania. 
Termine storico. 
Turchia. 

Ultimo, Uli imamente. 
Ungheria. 
Università. 

Vedi, Voce, Vocabolo, Verbo. 

Voce antica , amicala. 

Voce Alemanna. 

Variazione. 

Voce- Arabo-Greca. 

Voce Aretina. 

Voce bassa. 

Verbo difettivo. 

Voce di regola. 

Voce ditirambica. 

Voce Ebraica. 

Venezia , Veneziano. 

Verbale. 

Vescovile. 

Termine di veterinaria.. 

Vezzeggiativo. 

Voce Francese. 

Voce Greca. 

Villaggio. 

Verbo impersonale. 

Voce latina. 

Voce Lombarda. 

Vecchia-Marca. 

Voce modenese. 

Volgarizzamento. 

Volgarmente. 

Voce poetica. 

Voce Portoghese. 

Voce provenzale. 

Voce Sanese. 

Voce Siriaca. 

Voce Spagnuola. 

Verbo transitivo irregolare. 

Verbo transitivo regolare. 

Voce Tiirchesca. 

Voce Veneta. 

Termine di zoologia. 









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VOCABOLARIO 



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PS* 



<]UtJiCéÌu~^èL'iuna per l'altra, coinè Desiderio e Disiderio, Peggiore e 
Piugiore. Così nel Greco Z'Epsilon e /'Iota , e l'Ita o Età. Appo i 



* Ti- A,,.»*, b» tfirmio . fu qjrnh Ice rx>lut tiì jovc/vft/u taciuta , 

in particolare tra due addiellivi , per addolcir la pronunzia , talché 
il primo addiettivo par die stia come avv. ; e pero nelle nostre prose 
non s' usa. Peti: p. 1. i5'3. E 'J tacito focile D'Amor tragge indi un 
liquido sottile Foco, che m'arde a la più algente bruma. E p. 2. 
canz. 4$- Quell'antico mio dolce empio signore Fatto citar, mi rap- 
presento. (Cin) 
8 — Talvolta serve per Maniera d' interrogare , [ora con isdegno, ora 
con maraviglia, ed or con una or con un' altra passion dell'animo ] 
Bocc. nov. 68. 16. La donna , rivolta ad Arriguccio, disse : e quan- 
do foslù questa notte più in questa casa ? Capr. Boll. 3. jg. Il can- 
tar del gallo non ha servito stamane a destarti e ? » ( Qui è interie- 
zione. V. e di' Eh.) (Pe) Fumi. I. 5. Alla qual domanda egli così rispose : 
Madonna , ed a che fare tornerebbe qua Paniilo ? Peli: p. 1. g8. Oimé 
lasso e quando fia quel giorno, Che mirando il fuggir degli anni miei, 
Esca del foco e di si lunghe pene ? (Cin) 

* Si suole frapporre dopo la voce Tatto , e principalmente se a 



*H 



iggior 

Toscani ha due suoni: l'uno più aperto, come Mensa , Remo ; l'altro 

più chiuso, e assai Jreq,uentato da noi, come Refe, Cena: onde, per 

tor via gli errori , si richiederebhono varii caratteri [ o accenti. ] 

Colai suono però appresso i poeti non fa noja alla rima. Pelr. canz. 

24. 5. Fa subito sparire ogni altra stella , Cosi pare or men bella ; 

dove nel primo verso la e di stella ha il suon chiuso , e net secondo 

in bella aperto. 
a — Copula, [ che innanzi a consonante si scrive. ] Lat. et , atqne, 

ac. Gr. x-a-i. Bocc. pr. 1. Essendo acceso stato d'altissimo e nobile a- 

ujorc E nwn. 2. Quantunque appo coloro che discreti erano, e alla 

cui notizia pervenne , io ne fossi lodato, e da molto più riputato. G. 

V. 7. g'ò. 4- Onde lo re Carlo si diede gran dolore, sì per la presura 

del figliuolo, e si perchè la fortuna gli era fatta sì contraria. 
3 — * Usalo anche innanzi a vocale , così nel verso , come pur nella f> 

prosa, quando torna più agevole la pronunzia e più dolce. Peli: p. 3. questa vengono appresso vocaboli dinotanti numero. V. Tutto. Salv. 

7. Riconobbila al volto e a la favella. E p. 2.^9. Fra gli anni dell'età Avveri. I. 3. 3. Il tutto e quattro sarà forse il migliore; e potrem 

matura, onesta, Che i vizii spoglia e virtù veste e onore, E p.'ó. g, dire che la e non per copula semplicemente, ma vi stia per cioè; nel 

Ne l'altro, Ajace , Diomede e Ulisse. (Cin) qual significato in tutte le favelle si adopera spesse volte. (Cin) 

lt — Talora per fuggire lo'nconlro delle vocali, dagli scrittori più re- 10 — Tal particella similmente appunto come in quelle lingue {greca 

palali vi si aggiuqne il D , [ siccome fu adoperato pur da' più an- e latina] , anche nella nostra s' adopera in significanza di diverse 

liciti. ] Vedi i Dtp. cor. g5 , e il Salv. Avveri. 1. 3. 4. +*■ [V. il particelle , come Ancora , Che , Così , Nondimeno , Oltre a ciò , 

§. seguente. ] Bocc. nov. i4' 4- Ed ivi presso correva, un fiumicel di Quando , Ecco , Allora e simili; di che vedi il Cinonio. 

vernaccia. Dant. Inf. 4- *<?• Ed egli a me : L' angoscia delle genti , il — *Per- Acciocché. Lat. ut. (Dal lat. ut.) Bocc. g. 2. n. 5. Deliberarono 

Che son quaggiù, nel viso mi dipigne Quella pietà che tu per tenia di legarlo alla fune, e di collarlo nel pozzo, ed egli là giù si lavasse. (Cin)' 

senti. G. V- 6. 29. 1. Le dette nazioni ebbono dure ed aspre battaglie.» 12 — Per A condizione che, A patto che. Fr. Giord. ig8. I paesani 

Pelr. p. ->.5g. S'avesse dato all'opera gentile Con la figura voce ed hanno voluto dare ai santi . . . oro e argento, e farli signori, e im- 
promesso loro grandi cose ; ed eglino lascino la lede. Ambr. Euri. 
2. 7. M' ha voluto mettere in mano cento cinquanta scudi, ed io gli 
ne facessi copia (gli concedessi la fanciulla.) Fi: Giord. 220. Pochi 
omcni vengono a confessione; ed ecc : di quelli che n'andrebbono vo- 
lentieri di qui a S. Jacopo, ed e'non fossero tenuti di confessarsi. (V) 
i3- — Per Allora. [ Lat. tunc. ] Vit. Bari. E quando era compiuto 
l'anno, e gli cittadini si levavano a romore contro di lui. » Bocc. g. 
5. n. 8. Essendo adunque già venuta V ultima vivanda , ed il romore 
disperato della cacciata giovane di tutti fu cominciato ad udire. E 
g. 8. n. 8. Poi quando questo fatto avrai, ed io ti dirà il rimanente 
che a fare avrai. (Cin) 

1 — E nota uso quasi simile. Vit. S. Zen. 6. 3o5. Entrò egli solo 
nella cucina ; e per giudizio di Dio , credendo abbracciare e baciare 
loro, ed e' baciava ed abbracciava le pentole e'Iavegai. (V) 

3 — E più frequentemente dopo le particelle Come, Poiché, Quando 
e simili quasi nel senso de' Latini Item, Simul. Dani. Inf. 2i.C0m' io 
tenea levale in lor le ciglia , Ed un serpente con sei pie si lancia ec. 
Fior. S. Frane. 124. Così conformemente andava la detta croce di- 
nanzi alia faccia di santo Francesco ,• chs quando egli restava, ed ella< 

~ restava ; e quando egli andava , ed ella andava. (V) 

4 — * Ed alquanto diverso. Bocc. g. l.n.2. Il giudeo rispose: io 
son del tutto disposto d' andarvi. Giannotto vedendo il voler suo , 
disse : e tu va con la buona ventusa. E g. 8. n. 2. Se voi non gli 
avete , e voi andate per essi. (Cin) 

i4 — Per Ancora , Anche. Lat. etiam. Bocc. g. 5. n. 3. Se pure 
questo v' è all'animo ec. , ed a me. ( Lat. idem placet et mihi. ) 
E g. 2. n. 8. *45. Si dispose del tutto e quella cacciar via ( il- 
luni quoque. ) Fior. S. Frane. 12H E pregandolo che pregasse Dio 
per lui , e santo Francesco si pose primo in orazione ec. Fr, Giord. 
tc8. Se tu di' e' hai fede mostrato per opera : che se tu non hai l'o- 
pera , e le demonia hanno Fede.. E 2vj. Onde gli uomini che sono ratti 
( in estasi) , e sono mortificati ai sensi. E 3o8. Se Cristo risuscitoe , 
e noi risusciteremo. Frane. Siiceli, nov. 5i. Venuta che fu tutta la 
brigata, e detto loro che passino su, e set Ciolo no va su per le sca. 



intelletto. (Cin) Fr. Gititi. Leti. 25. Piacentero molto ed ulil poco. 
E altrove : Amor m' ha preso , ed incarnato tutto. (N) 

5 — Pure vi fu. chi dell' Et invece dell' Ed si servi; e ne son pieni 
gli antichi testi. » Salv. Avveri. '1. 3. 2. 24. Oggi alla latina guisa son 
ritornati i Toscani, Et scrivendo sempre, quando sì fatta voce espo- 
sta davanti a vocale. Il quale uso è a «oi, tutto strano, e, per mio 
credere , da non lasciar per lui il nostro proprio e natio ; posciaché 
Et per E ne' libri di quel buon secolo, che scritti furono da semplici 
persone , quasi mai non si vede. (V) 

6 — Talora si replica ove anche forse necessaria non sarebbe. Pelr. 
son. ì3g. L'acque parlan d'amore e l'ora e i rami E gli augelletti 
e i pesci e i fiori e l'erba. Arrigh. 5o. La notte piango e ripiango-, 
e raddoppio i gemiti, e la moltitudine de' dolori cresce in me.»Bocc. 
g. 2. n. 6. Ed essi, avanti che a mangiar si ponessero da parte d'Ar- 
righetto e salutarci e ringraziarono Currado. E g. 4- n - <?• I' 1 Pro- 
venza furon, già due nobili cavalieri; ogni uno de' quali e castella 
e vassalli aveva sotto di se. (Cin) 

1 — Talvolta sebbene paja soverchia, non è così, anzi serve a dinotare 
con più forza ed e v i denza il tempo o la prontezza dell'atto; siccome Z'at- 
que de' Lalinf. F.\. i'3,3. (P) Bocc. g. 2. n. g. Poiché tn vnogli che"To 
più avanti ancora dica, e io il dico. E g. 3. n.4-E quando ella si sarebbe 
voluta dormire ec. , ed egli le raccontava la vita di Cristo. (V) 

} — * Ed anche abbonda in modo vizioso. Corbac. i3. Il falso 
piacere delle caduche cose il quale più savio eh' io non sono già tra- 
sviò molte volte , e forse e a non minore pericolo condusse. (Ben- 
c.liè qui può stare in faoflQ , (^ Lanche. ) (Cin) 

7 — Talora si tace e si so'.lìniende , coni' è pure nella greca e nella 
latina lingua. « Pelr. p. 2. 35. Fior, fronde, erbe, ombre, antri, 
onde, aure soavi , Valli chiuse, alti colli e piagge apriche. (Cin) 
Amm. Ant. Dislinz. So. Rub. 2. §. 9. La parte sovrana del mondo 
più ordinata e prossimana al cielo non si turba di nebbia, non si scom- 
muove di tempesta, non si rivolge in turbinio, senza ogni nitnoreè; 
queste di giù tempestano. E Ar. Far. 27.. <2/. Temerarie, crudeli , 
inique , ingrate , Per pcstilenzia eterna al mondo Datti. (P), 

Focili. 111. 







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le con loro. (V) Morg. n. 4 9 . Diceva Orlando: io per me son di- 
sposto Insieme con Astolfo ire a moine; Disse Rinaldo: ed io • fac- 
ciali! pur tosto. (Gin) ' 
i5 — Per Anzi o Allora usato per una contrapposizione. Fr. Giord. 
67. L' uomo santo, quando si parte di questa vita , allorachc tu credi 
cu e muoja,cd e' nasce. l'ranc. Sacch. nov. 1 12. Quando io credo che 
tu ingrassi , e tu dimaglieri. (V) 

16 — * f> ' 7 ;.4 ss ' li ' Molto - Bocc - S- 2 - «• 8. Avvenne che per soverchio 

al noja egli in termo e gravemente, (Cin) 
j 7 '—Per Benché. Dep. Dee. ?3. Quando in più libri troveremo due 

più lezioni , e sian tutte buone, ci appiglieremo sempre ec. a quel- 
la de' pai antichi. (V) 

18 — Per Bene, E bene. Vit. SS. Pad. 2 .io5. L'abate mi disse ch'io 
il giltassi ; e 'I monaco cosse .• E l'abate manda a dire per me, che 
tu noi getti. {Cioè bene, ora, ec.) Bocc. nov. 1 7 . 1. Se cosi ha di- 
sposto Iddio, che 10 debba alla presente giornata colla mia novella dar 
coimnciamcnto , ed el mi piace. {Cioè e bene, io il farò.) (V) 

»9 — * Per Certamente, In vero. Lat. sane, profeclo. Bocc. s.f.n.3. 
La donna rispose: e suo parente mio marito. E voi dite il vero, disse 
il medico. E g. S. n. 7. Il sol di sopra , ed il ftrvor del battuto di 
sotto , e le trafitture delle mosche e de' tafani da lato, e si per tutto 

1 avean concia , che ec. (Cin) 

2» — * Per Che o Perciocché. Lat. quoniam , quia. Bocc. e. a. n. 8. 
Disse Ciacco: va pure,' e come tu hai questo detto, torna qui a me 
col. basco, ed 10 ti pagherò. E conci, lo non doveva scrivere se non 
le raccontale; e pereto esse , che le dissero, le dovevau dir belle, ed 
10 le avrei scritte belle. Pelr. p. 2. g5. Non posso , e non ho più si 
dolce lima , Rime aspre e fosche far soavi e chiare. (Cin) 

» — E in forza di Che, ma in altri costruiti. Fior. S. Frane. 
187. Bealo quello uomo che per tale modo invita gli altri a correre 
ed ejjli medesimo non resta di correre ... ; che per tale modo aiuta 
gli altri B.guMtegaw* • . ., ed villi per sé meàtjhaa.ma* , r .i*.J',r, 
iiccliire. Bocc. g. 7. n. 2. Ad elletto recò il giovami desiderio, il 
quale quasi in un medesimo punto ebbe perfezione; e fu raso il doglio. (V) 

ai — * Per Cioè. Pelr. p. 2. :>.S. La qoal tu poi tornando al tuo fattore 
Lasciasti in terra, e quel .soave velo Che per alto destili ti venne in 
sorte. (Cin) 

2 5 _ * p PV Cosi. Lai. ita, sic. Amet. E come gli altri giovani le 
chiare bellezze delle donne di questa terra andavano riguardando, ed 
io ; tra le quali una mi tenne nel suo amore non poco t*sipo. (Gin) 

23 — "- Per Ma, Lat. sed. Fiam. lib. 2. Dunque la pietà del vecchio 
padre preposta a quella , che di me dèi avere , mi sarà di morte ca- 
gione ? E tu non se' amatore, mi nemico s<5 cosi fai. Pelr. p. 1. 16. 
Tacito vo', che le parole morte Farian pianger la gente. Ed i' desio, 
Che le lagrime mie si .spargali sole. E p. 2. 54 Di mie tenere fion- 
di altro lavoro Credea mostrarti ; e qual fero pianeta Ne ilvidiò insie- 
me, o mio nobil tesoro ? (Cin) 

24 — * Per Né o E non. Pelr. p. 1. canz. 3g. Né con altra saprei 
Viver, e sosterrei, Quando! ciel ne 1 appella, Girmeli' con ella in 
sul carro d' Elia. (Gin) 

25 — * Per Nondimeno , Quantunque. Lat. tamen , nihilominus. Pelr. 
p. 1. 03. Era ben forte la nemica mia, E lei vidi io ferita in mez- 
zo 'I core. (Gin) 

a6 — * Per Oltre a ciò. Lat. praeterea. Bocc. g. 3. n. 3. Il che ho 
io avuto , ed ho si forte per male , che io credo , se io non avessi 
guardato al peccato, e poscia per vostro amore, io avrei-fatto il 
diavolo. (Cin) 

aj — Per Perciò , Pertanto. Lat ideirco , ideo. Bocc. g. 6. n. 4, Poi- 
ché tu di' di farmelo vedere ne' vivi ec. , ed io il voglio veder 
domattina. E g. 7. n. 1. Ma poiché egli v'aggrada ec. , ed io il fa- 
lò volentieri. (V) E g. 10. n. 6. Essendogli nel pensier caduto di do- 
ver le giovanelle al padre torre; ed il suo amore, e la sua intenzio- 
ne fé' manifesta ,aj Conte Gujdo. Pelr. p, 2. cenz. 46^ Farmi- più 
lieto , in una o '11 poche notti. E in aspro stile e in angosciose ri- 
ine Prego che il pianto mio finisca morte. (Cin) 

28 — * Per Quando, Ecco, e por lo più dimostra cosa subita ed 
improvvisa ; nel qwile significato s' accompagna alle volte con la 
medesima particella ecco. Lat. ecce. Bocc. g. 10. n. 6. Mangian- 
do il re lietamente , e del h-:ogo solitario giovandogli , e nel giardino 
entrarono due giovanetto. Dani. Inf. 25. Coni' io- tenea levate in lor 
le ciglia , Ed un serpente con sci pie' si lancia. G. F~. 11. 3. Venne 
il dì che Iddio avea minacciato, ed ecco di verso al levante una nu- 
vola eoa un pozzo di zolfo, e stette sopra la città. Pelr. p. 3. 6. -Cosi 
rispose : ed ecco da traversa Piena di morti tutta la campagna. Bocc. 
g. 9. ». 7. E mentre in questa gi»isa stava senza sospetto, ed ecco vi- 
cino a lei uscir d' una macchia alta un lupo. Dani. Purg. 14. Come 
da lei l'udir nostro ebbe Iregua, Ed ecco l'altra con si gran fracasso, 
Che somigliò tonar che tosto segua. (Cin) 

39 — * Nota uso vario. G. V. io. 104. N'ebbe grandi rammarichìi e 
dolori per gli cittadini per la soverchia gravezza e il loro male stato, 
e macerati dalle guerre. ( Quasi dica : E di più , e per giunta , ma- 
cerati ec. Se già non fosse da sottintendere , Essendo o Per essere , 
la quale ellissi non sarebbe nuova in. quel secolo : lo che toma 'sot- 
tosopra allo slesso. ) (Pi) 

3o — Prov. Chi dice E , ha 



EATO 

tinta , lasciandovi in suo luogo V apostrofo. V. Egli, Ei.] Lai. ipse, 
le Gr. « vros Ur. Bocc. nov. 99 . 8. Laonde e' gli pensò di vokre 
U seguente mattina .ristorare. Dani. Inf 3. 9 o. Ma poi eh' e' vide ch'io 
non m. partiva, Disse.- ec. E *5. 4 o. Io non gli éonoscea ; ma e'se" 
guette, Come suol seguitar per alcun caso, ec. 
a — [ Detto anche nel maggior numero. ] Bocc. nov. 00. a. Menati i 
gentiluomini nel giardino , cortesemente gli domandò chi e' fossero 
r.fìrTì n in r . é '£i ^ M" 1 ^ 1 ™ /"'• Essi medesimi. Amm. Ani. 
C1G61.J Quelli che falsamente sono lodati, egli è bisogno clic e' me- 
desimo si vergognino delle lor lode. (V) 

3 — * Usato anche come femminino in luoeo di Ella : ma nnn i J„ 
mutare Fu S . M. Madd. o. Ma quasi i & A ? g* M arT) », ■ g 
spero di potere avere copia di lui a quella volta. Borgh. Col. Lai 
386. Non ,„, parendo che questa ( voce J ci rappresemi bene in o 
gm sua parte a voce romana; oltreché ci è Casirum alla quale e' 
( ella ) risponde molto meglio. (V) 4 

4 7 V sat0 in luogo dell' articolo I o Li. Guilt. lettor 3± A r „; 
s alla.tan lutti e' minori vostri. Arrigh. 56. Il ravaìlerelrsaM tavìrtT 
lo ec, il poeta e'vers.. Grad. S. Gir. i3. Egli lavò e' piedi a^ Hi 
scepol, SU0Ì-/7*. S G|> , 9 TantQ t - ìe J 2, VIS occhi 
quasi abbagliavano LiV.AA A. E' Consoli non poteano a quello £ 
sogno intendere. Taf Bit g. 5. E' cavalieri , in'dendendo /e parole 
furo assai dolenti. Salv. Avveri. ,. 2. io. El per il, e' buoni Z l 
Cornee , eziandio del miglior secolo, non che nella favella, alcuna 
volta trascorsero nelle scritture. Fav. Esop. 1o5 . Sappi di' e' noi fatti 
o parole m, possono poco far danno. Teseid. 9 . 54. Sol che sa Pro 
dezza Mostrar potesse, siccome e' buon fanno. Kit. SS Pad 2^ 
E lavo loro e' piedi, rù. S. GiolBat. 2i5. Ragionava Zacdicria con luì 
di Giovanni, e di tutti e'modi ch'egh aveva tenuti intino piccolino (\\ 

o — Usalo più frequentemente in cambio dell' articolo pi. 1 con la co. 

r ;?'JrZ%; A}u°T l ^: m0 d,e U,Ua la b " 0,la §<^e "' è ita Té 
isfet'te guari a fe'varai'iì'reT'e i gmlb/Ti iMì M^SSmfb e g?OTS<»A NflU 
parimente levare. Dani- Inf. 3o. Gridò: tendiam le reti, si ch'io pigli 
La leonessa e' leoncini al varco. (Gin) ° 

6 — Usalo anche talora per particella riempitiva , siccome Egli a 
ornamento e- acconcio della pronunzia. Bocc. nov. 6 9 . 20. E'mi par 
eh' egli stea in maniera , che ec. io medesima tei trarrò ottimamente. 
E nov. 85. i3- E' mi par pur vederti morderle con cotesti tuoi denti 
fatti a bischeri quella sua bocca verinigliuzza. Dani. rirn. 27. E' m' in- 
cresce di me si malamente , Ch' altrettanto di doglia Mi reca la pie- 
tà , quanto '1 martire. » Petr. p. 1. 3o. Orso, e' non furon mai fiumi né 

5 stagni, Né altro impedimento ond' io mi lagni Quanto d'un vel. (Cin) 
E, Terza persona del numero del meno del m&do dimostrativo del verbo 

Essere. Lat. est, Gr. tari.\ Bocc. nov. i3. 11. Questi che 
cavalca , è un govanetto nostro parente. Red. cons. 1. 107. 
ben vero che è necessario modificare, se lia possibile, ec. 
4, * iV. pr. f Lat, Aea. ( Ea pressoi Greci è interjezion i 
sorpresa. ) — Ninfa amata , secondo i mitologi , dal Fiume Fasi. 

Città capitale della Colchide, -» 



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_ . _ __ „ «... ,. *, , uw J/UJIIUHI, , ti,. 

Ea, * IV. pr. f Lat, Aea. ( Ea pressoi Greci é interjezion di dolore, o C » 
sorpresa. ) — Ninfa amala , secondo i mitologi , dal Fiume Fasi e *i 
trasfi >rinata in penisola. (B) (Mit) 



raezso inteso. » ( Ma qui si allude a 
quell' E con che si dà s"gno di aver udito , a di essere pronto a rispon- 
dere , quando alcuno ci chiama a nome , e vuol interrogarci.) (B) 

3 1 — * * (Lett.) Lettera numerale presso i Latini de' secoli barbari, colla 
quale dinotavano il numero 25o. (0) 

3» 7- * (Mus.) Terza corda della scala diatonica, e quinta della scala 
diatomco-cromalica , che nel solfeggio chiamasi Mi , o E la mi. (L) 

E'. Pronunziala stretta invece di Égli, [ formata dagli antichi con torta 
le due consonanti dd mezzo; onde propriamente dissero Ei, restrin- 
gendolo ad una sillaba , e poscia E' con levarle ancor la vocale ul- 






ti — * (Geog.) Lai. Aea, Àetopolis. Città 
Lat. Aea , Aeas, Fiume dell' Epiro. (G) 

E*- ! •* Foce popolare e bassa , profferita invece di Oibò. (Vari) 

Eace , * É-a-ce. N. pr. m..(Dal gr. ei'aca perf. di eao io concedo.) 

Figlio di Nauplio , e fratello di Palamede. (Mit) 

Eaceb. * (Arche.) E-à ? ce-e. Acid, e sf Feste in Egina ed in Alene in 
onore di Eaco re d' Egina. (Mit) 

Eacete , * E-a-cé-te. N, pr. m, Lat. Eacctes. ( N. patr. di Eaco. ) (B) 

Eacide-, * E-à-ci-de. N, pr. m. Lat. Aeacides. ( Vale figlio d Eaco.) 

Padre di Pirro re di Epiro. (Mit) 

2 — * Nome patron, di Peleo , Achille , Pirro ec. come discendenti 
da Eaco. (Mit) 

Eaco, * È-a-co. JY. pr. m. Lai. Eacus. (V. Eace.) — Figlio di Gio-, 
ve , re di Egina, ed Uno de' tre giudici dell' Infèrno. (B) (Mit) 

Eadburga , * E-ad-bùr-ga. N. pr. f (Dal sass. heard , in ingl. head 
capo, e da borhoe-, in ingl. borough città : Cupo della città. Può an- 
che trarsi da eud felicità , e da borhoe.) — Figliuola di Offa re della 
Merda , moglie di B Urico , re de Sassoni stabiliti in una par te del.' In- 
ghilterra. (Van) 

Eadbeuto , *• E-ad-bèr-to. N. pr. m. Lo stesso che Edberto. V. ( Dal 
sass. eadht felicità , e beor illustre. ) (B) 

Eadmabo,* E-ad-mà-ro. A 7 , pr. m. Lo stesso che Edinaro. (F.Edmaro.) (B) 

Eao mero , * E-adrinè-ro. iV, pr. m. La slesso che Edmaro. F~. (B) 

Eao-mondo , * E-ad-món-do. JN. pr. ni. Lo stesso che Edmondo. F~. ( V. 
Edmondo. ) (B) 

Eagro , * E-à-gro. IV, pr. m. Lai. Oeagrus. (Dal gr. oia sorbo, ed 
agrias agreste. ) — Padre di Orfeo e di Lino. (B) (Mit) 

Eano. * (Mit) E-à-no. Soprannome di Giano , perchè egli va sempre} 
essendo preso^jj^ mond o_c}ie ^djaiaiUiuua^gii:a 1 ^E da lui i Sileni fu- 
rono delti- anc/ìe EUhi. (Dai lat. eo io vo. ) (Mit) 

Eastea. * (Geog.) E-an-tè-a. Città della Focide Locrese. (G) 

Eantide, * E-àn ti-de. IV. pr. m. ( N. patronimico di Eanto.)— Tiran- 
no di Lampsaco, marito della figlia d'ippia tiranno di Alene. (Mit) 

2 — * (Mit.) Soprannome di Aiinerva. (Mit) 

3 — * (St Ant.) Nome di Una tribù d' Alene. (Mit) 

Eanto, * E-àn-to. I\. pr. f ( Dal gr. e cinque , ed anlhos fiore : Cin- 
que fiori.) — Ninfa che diede il nome alla città di Eantea. (Mit) 
Easbale. * (Geog.) E-a-sbà-lc, Una delle isole. Ebridi, (li) 
Easter. * (Mit. Celt.) E-à-ster. Dea de' Sassoni , da alcuni credula la 

stessa che Astartea. F~. (Mit) 
Eateo , * ,E-a-lè-o. IV. pr. m. Lat. Eateus. ( Di Eato. ) (B) 
Eato , * È-a-to. IV. pr. m. ( Dal gr. eateon verh. di eao io concedo : 
Facile a concedere.) — Discendente di Ercole , fratello e marito di 
Policlca , padre di Tessalo. (Mit) 






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Eausb. * (Geog.) E-à-ii-sc. Città c(Y Francia nel clip, del Gers. (G) 

E^tognosia. * (Filos.) E-a-u-to-goo-si-a. ó'/: f. G. £u«. eautoguosia. 
(DVe^u di se stesso, e guosis conoscenza.) Conoscenza di se stesso. (A.O.) 

Eba. * (Arche.) Nome die gli antichi davano sovente alle cagne da 
caccia. (f£4>a per hebe in. gr. vai gioventù. ) (Mit) ' •* 

Ebaci. * (St. AntrMS-ba-ci. Denominazione che i Galli di certe pro- 
vinate davano ai loro^Druidi. (Mit) / 

Ebal. * JV. pi: m. Lai. Ebal , T Iebal. (la ebr. ghuebat da glint cuinu- 
lol tumulo, consuinaraentb^ e beli vetustà. In gr. (Melos ebano , ed 
heiiylliao io vengo adatto. ) (B) _ 

Esali|. * (Geog.) E-bà-li-a- Lat. Osbalia. Antico nome del paese de La- 
cedemoni. — di Taranto. (Mit) N. 

Ebalide\, * E-bà-li-de» N. pr. m. Lai. Ocbalis. (V. Ebal.) (B) 

2 _"(Mit.)^oyj;Y(«/ionie di Giacinto, perchè figlio o discendente di Ebaio; 
di Llei\a , di Castore e di J£j}Uu<:e, perdile, spa rtani. F. E'oaha.(Mit) 

Ee A TòT lrJ È^iaTòriVr^7r^r2fl<rOcbaliis. M.^Ebal. ) — /?e c/< i>Orta, 
- mu/re <fc Tindaro. — Re de' Telebeni , altbqloji Turno. (R) (Mit) 

Ebanacee. * (Bot) E-ba-nà-ce-e. ^<W. e i/T Famiglia di piante di cui 
l' ebano è\l tipo. (Aq) \.- . 

Ebanista. (AkMes.) E-ba-nl-sta. [J/nO Chi lavora di ebano. [Uggì nell 
uso, Arleficè\il quale, con ebano e con altri legni preziosi, od anche 
con legni contuni, fa lavori più. minuti e più gentili eira non farebbe 
il falegname.'] Lat. eboni liiber. G>. sptuoiroio;. » MagalrQperet. /ftl. 




il cui legno e clenhro nero , e fuori aei coior nei uussuiu , ouu. 
maniera pesante, che non galleggia nell' acqua. — , Ebeno, sin 
ebenus, ebenum, [dioVpyrum ebenuin Lin.] Gr. é'|3<«o;. (In e.hr.hol 
Guid. G. OrdinaronoSuna chiusura di legni d'ebano, la quale 



'. falegname.'] Li 
Gli ebanisti non\avcr maggior lavora che di cassette 
di legni preziosi «Jer conservarli ec. (B) N. 

Ebv.no. (Bot.) È-ba-no. [Sm.] Albero che nasce nell'Indie, ed alCKDve, 
il cui legno è deiàro nero , e fuori del color del bossolo , sodo,e\di 

Ebeno, sin. Lai. 
.àbrami) 
le si po- 
teva chiudere e aprire. jGal. Dia/. Mot. 52. Pesa l'e bano mille volte 

Ebanomlo. * (Bot) E-ba nò-si-lo. Sm. F. G. Lai. ebanoxylnm. (Da e- 
uenos cibano, e xylon legno.) Genere non ricevuto da' moderni , fon- 
dalo da Loureiro pel grande albero della Cochinchina ( dyospyrum 
ebenum Lin. ) , che somministra il vero ebano nero. La sua decozione 
viene reptUata attenuanti e diaforelica,e si adopera ne ' reumatismi. (/{^(N) 

Ebaro , * È-ba-ro. A r . pi: m. — Scudiere di Dario , che col suo ar- 
tificio della giumenta gli procaccio la sorona di Persia. (Mit) 

Ebbio. (Bot.) Èb-bi o. [Sm. Pianta della penlandria Iriginia, famiglia 
delle capri f >gliacee, simile al sambuco di cui è una specie, ma erbacea, 
i cui fiori hanno presso a poco le proprietà d'I sambuco arboreo , e la 
cui radice è purgante. — , Ebulo , Nebbio , Sambuco salvatico , Sam- 
buchello, sin'. Lai. ebulum , ebulus, sambucus ebulus Lin. ] Gr. x u ' 
pa.iiv.T-n. Pali ad. Produce di queste, generazioni d' erbe per sé mede- 
simo, come ebbio, giunco, cannucce, ec. Cr. 1. 4l- *• L'ebbio è cal- 
do e secco nel terzo grado, e le cortecce delle sue radici , e le cime 
spezialmente, sono medicinali. Alani. Colt. 5. log. lu essa spanda Ora 
i suoi rozzi fior l'ebbio e 'I sambuco. 

Ebbrezza , Eh-bréz-za. [Sf] Ojf use amento dello 'nlelletto cagionalo da 
soperchio ber vino, o da simile cagione. [Briachezza, Avvinazza/nenia. 
— ,E briezza, «Vi.] Lat. ebrietas, temulenlia. Gr. piàri, o'wo$'kvyiz. Bocc. 
b'4.4. fc tanto di fidanza nella costui ebbrezza prese, che ec. Coni 



ebbro la séra a casa, s'addormenta per le taverne. E nov. 84- 6. 
Avvisò 1' Angiuliari , lui in alcun luogo ebbro dormirsi. Sen. Ben. 
Farch. 7. 22. Alcuni si truovano, i quali ec, quando non hanno bevu- 
to , favellano di questo lor benefizio ; quando sono ebbri , non posso- 
no tenersi di non dillo. Lib. cui: malati. Chi mangia il pane di lo- 
glio , viene facilmente ebbro, anzi talvolta ebbrissimo. 

2 — Per metaf [ Trasportato , Commosso , e come Fuor di sé per so- 
verchia passione. Onde Ebbro d' amore == Innamorati.? sima ; Ebbro di 
stizzo = Adiralissimo , Arrnbbialissima; Ebbro di sua fortuna =: In- 
superbito , Invaghilo , Gonfio ec. Non che di persona , dicesi anche 
di cosa. ] Guid. G. Il quale non consentirebbe di renderlaci sanza, 
baratto di grave battaglia, [(croccile egli è ebbro del suo amocc.Dant. 
Inf. 27. gg. Domandoinmi consiglio , ed io tacetti ; Pcr i che le su a 
parole parver ebbre. Bui. Ebbre, cioè piène di riezza e di nialvagi- 
tà. Beni. Ori. 1. 16. 25. Ebbro di stizza', e cieco di furore, Travol- 
ge gli occhi, e strigne ben la spada.» Farcii. Slor. Il quale ebbro di 
sua fortuna, e sicuro per l' indulgenza del padre , ec. (A) 

2 — * E così anche. Ebbro di dolore = Addoloralissimn. Vit. 
SS. Pad. 2.3Ì2. Allora lo vescovo Nonno, come ebbro di dolore, in- 
cominciò a sospirare fortemente. (Pr) 

3 — Desiderosa, Acceso di voglia. O.nel. Orig. 3g2. Ella vi va pur 
cercando , come ebbra di vedervi , e non vi può trovare. ( Nota 
coli' infinito. ) (V) 

Ebbro dilf. da Iuebbrialo, da Ubriacato, da Ebriaco e da Ebrioso. 
Ebbro per Briaco è meramente poetico, del pari che Ebbrezza per Ubria- 
chezza. Inebbiiato o Ubriacato esprime meglio che Ebbro lo stato attuale; 
Ebriaco o Briaco . lo stato abituale. Si può esser Ebbro e non perciò me- 
ritarsi nome di Ebriaco. Ebrioso finalmente difesi solo di chi è inclinalo 
all'ebrietà o facile ad inebbriarsi , come la sua desinenza lo indica. 
Ebdomada , Eb-dò-ma-da. Sf. F. L- S ettimana. In q u esto significata 
*eo/2 si suole usare, ma bensì parlando di numero settenario , ~cò'if 
cspi-esso nelle profezie , o dagli antichi scrittori. — , Eddo- . 
in. Lai , hebdomas , hebdom ada. Gr. Jfitio/toLs. Cocch. As cj^ 
Nellà\gua curiosa opera , che s' è perduta , delle immagini , o delle 
lomadi , o settimane. (A) 

Eb-do-ma-dà-ri-o. [Add. m. Che si rinnova ogni selli- 



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Ebdomada 

mano; e stisa specialmente in forza di sin. dagli ecclesiastici parlando 
di ] Colui che in quella settimana debbe celebrare , e far I altre fun- 
zioni sacre. — , Eddomadario, sin.LaL hebdomadarius. G-riS&^z-^ipiof. 

Ebdomagene. * (MÌ1\^ Eb-do-ma-gè-ne. Soprannome di Apollo , perchè 
nato il settimo giorno del mese Busione. (Dal gr. hebdomos settimo, 
6 genos generazione.) (Mit) 

Ebdomea. * (Arche.) Eb-do\e-a.Sf.P r .G.Lo stesso che Ebdomora. P'.(Mit) 

Eooomecontacometi. * (Geog.) Eh-do-me-con-ta-co-mè-ti. Antichi popoli 
d'Etiopia, al disotto dell' Egiho, che abitavano insellanla villaggi. (Aq) 

Ebdo.mera. * (Arche.) Eb-dò-mèVa. Sf. V- G. Lai. hebdomera. (Dal gr. 
hebdome settimana, ed hemera giornata d'ogni mese.) Il settimo giorno 
d' ogni mese eli era sacro ad Apollo , e si celebrava in Alene , sin- 
golarmente dai giovani. —, Ebdhmea , Eddomea , sin. (Mit) 

Ere. * (Mit.) Ebe. Dea della gioveitiiì , figlia di Giunone , che mi- 
nistrava il nettare agli Dei, e fu d'ala per moglie ad A Ioide. (In 
gr. hebe vale gioventù. ) (Mit) 

Ehenfortb. * (Geog.) E-ben-for-t.e. Città dell' Arciducato d'Austria. (G) 
Purgai. L'ebbrezza toglie la memoria, dissipa il sonso, confonde lo 'a- Eoeso , È-be-no. [Sm.] F. A. V. e di' Ebano. Lat. ebenus. Gr: tfact. 
telleito. Albert.cap. 3S. E perciò dèi osservare lo detto di Cassiodoro, Peti: canz. 42. 2. Indi per alto mar vidi una nave ec. Tutta d'avo- 
lo qual disse: anzi si lamenti di te la sete , che l'ebbrezza ti disdegni. rio e d' ebeno contesta. È son. 12//. La testa òr fino , e calda neve il 

— [ Propensione abituale all' inebriarsi , Abito di chi bee volentieri volto , Ebeno i cigli , e gli occhi eran due sVlle. 

soperchio vino o altro liquore atto a inebriare ; contrario di Tempe- Ebenstrezia. * (Bot.) E-ben-strè-zi-a. Sf. Genere di piante esotiche della 
ranza. ] Tralt. cons. Dove regna l'ebbrezza, niuna cosa è segreta, e didinamia angiospermia, famiglia Aelle verbenacèe, col calice bifido, la 
consuina il corpo, e menoma il vedere. corolla unilabiale quatrifìda, ed una capsola membranacea, 1 — locu- 

— Per metaf. [ Offuscamento cagionato da veemente passione , Per- lare, 2 — valve 2 — sperma, che comprende diverse specie, di figura ele- 
gante, e proprie all'adornamento de'giardini. Lai. he'bcnstreitia.(0)(N) 

Eber. * N. pr. m. Lat. Heber. ( Heber e Ghueber sonoXn ebr. due no- 
mi, di cui l' uno vieti da hhaber socio, partecipe, e l' aFkro da ghueber 
passaggio.) — Figlio di Sale e padre di Faleg. (B) (0)^ 

Eberardo , * E-be-ràr-do , Everardo , Evrardo. N. pr. m. Lat. Ebe- 
rhardus. (Dal sass. aevre , in ingl. ever sempre , ed hearci, in ingl. 
hard duro, difficile.) — Duca del Friuli, padre di Berengario. — 
Primo duca di Firlemberga. (B) (0) \ 

Eberbac, * (Geog.) E-ber-bàc. Città del Gran Ducato di Badai. (G) 

Ebere, È-be-re. [N.ass. difelt. impeis. di cui non trovasi malo c/iè,la 
terza persona singolare del presente indicai ']F.L. [edàppenà~t^llèrab7Te 
nella poesia.] Indebolirsi, Fenir meno. Lat. hebere. Gì: xp&Xow.Petr. 
cap. 8. E, se non che '1 suo lume all' estremo ebe , Fors'cra il primo. 
Ar. Fui: 18. 178. La spada di Medoro anco non ebe ; Ma si sdegna 
ferir l'ignobil plebe. Boez. Farcii. 1. 2. La propria luce Nelle te- 
nebre va dove ebe e muore. ____^— 

Ebersten. * (Geog.) E-bèr-sten. Antica contea della Germania , che 
ora appartiene alla Casa di Baden. (G) 

Ebesintia. * (Geog.) E-be-sin-ti-a. Aulica città della Palestina. (G) 

Ebeso, * E-bèso.'iV. pi: m. ( Dal gr. hebeso fot di hebao vengo adul- 
to.) — Capitano Ialino ucciso da E urtalo. (Mit) 

Ebetazions, E-be-ta-zió-ne. Sf. F. L. Ottusità, Grossezza e Debolez- 
za d'intelletto. Lat. liebetatio. Gr. £p.&\*ms. (A) De Lue. Berg.(0) 

Ebete , È-be-te. [Add. com.] F. L. Fiacco. Dgbole. T ( at. hebps- Gr. 
àix$\is. Buon. Fier. 1. 2. 2. Il sonno amico agli ebeti , ai vinosi , 
Fumosi, e ben pasciuti , e lonzi , e grulli. 

Ebincen. * (Geog.) Ebin-gen. Città del Regno di Firtemberga. (G) 










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En- 



tnrbamento , Cecità. ] Dant. Par. 27. 5* Perchè mia ebbrezza 
trava per l'udire e per lo viso. But. Perchè mia ebbrezza , cioè, per 
la qual cosa la cagione del mio cscimento di me. » Fit. SS. Pad. 
4. 2o3. E per adempiere lo desiderio suo andava in tanta fretta, che 
bene mostra l' ebbrezza dello spirito suo. (V) 

(s — * (Icon.) Fanciullo che ha un corno in mano e il capo cinto di 
una corona di vetro. (Mit) 

Ebbrezza diff. da Ebrietà e da Ubriachezza. La prima nell' uso 
comune ha il solo senso traslato.- Ebbrezza del piacere, Ebbrezza del- 
l'amore ec. Ubriachezza, Ebbriachezza, Briachezza, ec. al contrario non 
lian d'ordinario che il senso proprio. Ebrietà si usa nell' uno e nell'alito 
signif. Nel proprio però esprime meglio l'abito della Ubriachezza, corae- 
cbè questa sia voce più comune. 

Ebbriachezza , Eb-bii-a-cliéc-ia. [ Sf Lo slesso che. ] Briachezza. F. 
[ e F. Ebbrezza. ] Lat. ebrietas. Gr. /*:'>/]. Bui. imperocché ninno 
segreto è , ove regna ebbriachezza. 

Ebbriaco , Eb-bri-à-co. [Add. in. Lo stesso che] Briaco. F. [f. Ebbro.] 
Lai- ebrius. Gr. jksSiW. But. Inf. 27. 2. Questa fu la cagione, per eh' 
Ì3 tacciti, parendomi che le sue parole venissono da animo pieno d'ira 
e di superbia , come è l' ebbriaco di vino. 

Ebbrietà , Eh-bri-c-tà. [Sf] Lo slesso che Ebrietà. [F. Ebbrezza.] Ciro. 
Geli, ditti. 6. i44- fasino che nou son posati que' fumi del vino ec. , 
non conoscono l' ebbrietà loro. 

Ebbrioso, Eb-bri-ó-so. Add. [m. Lo stesso che] Ebrioso. F. [F. Ebbro.] 
Lat. ebriosus,teraulentus , ebrius. Gr.'ft&vuv. Folg. Ras. Uomo stolto, 
sciocco , pessimo , e molto ebbrioso significa. 

Ebbrissimo, Eb-bris-si-mo. [ Add. m. ] superi, di Ebbro. Lat. ebriosissi- 
raus. Or. jx-lXirrrx /x: h' v. Lib. cui: malati. Chi mangia il pane di 
loglio , viene facilmente ebbio, anzi talvolta ebbrissimo. E appi-esso : 
"In tal maniera vengono a farsi ebbrissime ancora le femmine. 

Ebbro, Èb-bro. Add.m- Che ha la metile turbata, e lo intelletto alterato 
dall'ebbrezza. — ,Ebrio , Ehm , sin. Lat. ebrius, vinnlenlns. Gr. oiko- 
pafTif, Bocc. noe. ( 4. 10. Ep,li è questo reo uomo, il quale ini torna 






Ebione , * È-hi-ò-ne. JV. pr. m. (Dal gr. ebeos , a , 011 piccolo.) 
scepolo di Cerinto , ed amplificatore de' suoi errori. (0) 

Ebiomti. * (St. Eccl.) E-bi-onì-ti. Settatori di Ebione, che negavano la 
divinità di G. C„ si bagnavano frequentemente , non si lasciavano 
toccare da nessuno e si davano a mille pratiche superstiziose. (Ber) 

Eìisdia. * (Geog.) E bì-sma. Amica cktà dell'Arabia Felice. (G) 



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EblAna. * (Geog.) E-Hà-na. Antico nome di Dublino. (G) 

Eblis. * (Mit. Maom.) Nome che i Musulmani danno al diat>oln.(Mii) 

Ebob. * (Gcog.) Antica città della Palestina. (G) 

Eboli. * (Geog.) È bo-li, Evoli e Jevoli, come scrisse il Rocc.Lat.Ekiivi. 
Piccola città del Régno di Napoli nel Principato Citeriore. (G) 

Ebollente , * Ebollente. Puri, di Ebollire. Lo stesso che Bollen- 
te. F. (0) . , 
' Ebollente,* E-bol-li-èn-te. Pari, di Ebollire. F. di rea. Lo stesso che 
Bollente F. (0) 

Ebollimento , E-bol-li-mén-to. [ Sm. Il bollire. Detto anche] Bollimento. 
Lat. ebullilio, fervOi- Gr. geVis, «vàgems, ' 

3 — [Per metaf. detto del Sangue.] Folg. Mes. Quando per soverchio 
suo riscaldamento si fa ebollimento nel sangue. 

Ebollire , E-bol-lì-re. N. ass. Lo slesso che Bollire. F. L. Lai. cbul- 
)iie. Gr. avocati*. 

2 Per metaf. Mandar fuori a guisa di schiume per bollimento in- 
terno o simile. Cavale. Pungil. 25j. La bocca dello stolto ebollisce 
stoltizia ; ciò vuol dire, che per la vanita del cuore proferisce la lin- 
gua cose vane e stolte, come la pentola, che ha troppo fuoco, versa 
bollendo quel che avea dentro. (V) (B) 

Ebollizione , E-bol-li-zio-ne. [Sf] F.L. [Lo stesso che Ebollizione. F.~\ 

2 — [E per metaf. dello del Sangue] Folg. Mes. Alcuna fiata adi- 
viene per ebollizione fatta nel sangue. 

Ebone, * E-bó-ne. N. pr. m. — Nome di due famosi vescovi di Beirns 
noli' ottavo e nel decimo secolo. ( Dal tcd. heben elevare.) (Vari) 

2 — * (Mit.) Dio adoralo nella Campania, credulo lo stesso che Bacco, 
o piuttosto il Sole, ovvero Nettuno , e simboleggialo con lesta di loro 
e faccia umana. ( Molti cavan questo nome dal gr. hebe gioventù. 
In ebr. o fenicio ebe vai desiderio, volontà, concupiscenza-) (Mit) 

Eboba. * (Geog.) È-bo?ra. Antico nome di Evora. (G) 

Eboraco. * (Geog.) E-bo rà-co , Eborace. Antico nome di Torck. (fi) 

Ebota,* E-bò-ta. N. pr. m. (Dal gr. hebetes adolescente.) — Atleta, 
primo tra gli Achei che vinse in Olimpia. (Mit)' 

Ebraica, * È-brà-ì-ca- Add. e sf. di Ebraico. (N) 

2 — (Zool.) Conchiglia detta anche L'ebrea, e con più proprietà Mu- 
rice mucronato , appartenente ai gasteropodi pettinibranchi. E una 
chiocciola bianchissima punteggiata di nero , à foggia de' caratteri 
— .. della lineila ebrea . Lat. ebraeus. Gab. Fis.(A) (N) 

Ebraicamente, F-brai-ca-mén-te. Avv. F. dell' uso. In modo ebraico , 
All' uso e maniera degli Ebrei, Lat. hebraice., Gr. ìfyd'urrl, (A) 

Ebraico, E-brà-i-co. Add. pr- m. Lo stesso che Ebreo, Giudaico, Giu- 
deo, ma Ebraico dicesi meglio di cosa, e vale propriamente Appartenen- 
te agli Ebrei. Lat- hebraicus. Gr. Ippaìo?. (B) (Min) 

2 — * Da Ebreo , Al modo degli Ebrei. Fag. Rim. E accoppia Cri- 
stian detto a fatto ebraico. (A) 

3 _ A modo di sm.' La lingua ebraica. Berti, rim. 1- 27. Dice le cose, 
che norr par suo fatto ; Sa greco , sa ebraico : ma io So che la cono- 
scete, e sono un matto. (B) Salvin. Disc. 1. 220. Pajono tratti dal 
greco e non dall'ebraico. (N) 

4 — Dotto in ljngua ebraica, ma non è da usarsi. Dav. Scism. S2. 
Fra Riginaldo èc. , gran maestro in divinità , greco ed ebraico, raro 
in que' tempi. (V) (Se pur non sia nel significato del § 3-, quasi dica 
dotto in ebraico. ) (N) 

Ebraismo, E-bra-i-smo. Sm. Credenza, Costume, e Setta degli Ebrei. 
Altrimenti Giudaismo. Lat. judaismus. Gr. Ioi>Sai<r/*os. Segn. Paneg. 
S. Filip. 8. Tante anime per suo ( di S. Filippo J mezzo ridotte a 
Dio , quali dalla perfidia più dura dell' ebraismo , quali dalla cecità 
più perversa dell' eresia. (A) 

2 — * La maniera propria e particolare della lingua ebrea, neltistesso 
modo che dicesi Grecismo , Latinismo, Gallicismo e simili. In questo 
sàjn. non potrebbe dirsi Giudaismo. (A) Dal. L.ett. 44- ^' uso con- 
tinuo della S'aera Scrittura la quale , benché latina , conserva anche 
nella Volgata molto ebraismo , per quanto dicono i professori di lin- 
gua santa. '(B) Salviti.' Pros. Tose. 1. 549- La parola res ec. vien^ 
dalla Greca rhesis, che vale parola. Non erit impossibile apud Deum 
omne verbum. Ebraismo : ninna cosa fia appo Dio impossibile. MS) 

Ebraizzare , E-bra-iz-zà-re. N. ass. Imitare i riti degli Ebrei. Lo staso 
che Giudaizzare. V. Lat. judaizare, hebraice vivere. Gr. hv$a'Z,m<. (A) 

Ebbe a , Erbrè-a. Sf. Donna della nazione e religione ebrea. Emicesi anche 
di cosa in forza di add.f, ma in tal sign. , parlando di cosa , dicesi 
meglio Ebraica. (A) (N) / 

2 — (Zool.) Sorta di conchiglia. F. Ebraica, §, *"• (A) 

>J£breo , E-brè-o, Add. e sm. Nome di nazione \4 dicesi di Chiunque se- 
guita la legge di 3Iosè. Propriamente vale Discendente di Abramo , 
il quale fu il primo ad essere così chiamalo, perchè fu il primo a 
passar l' Eufrate e slabi/ir la sua sede nella Cananea. Dicesi anche 
Israelita , Giudeo. Lat. hebraeus, J&r. Ifrpaìos. ( V. Ebri. ) (A) (N) 

2 — * Fig. Usurajo o Chi vende a prezzo esorbitante viveri o merra- 
tanzie./^. dell'uso, dall' esser ^(i Ebrei soliti a cosi praticare. (A)(N) 

3 — Usato anche come adftfm. parlando di cosa ; ma dicesi meglio 
Ebraico. Fag. Rim. Quéste sono convenzioni ebree. Sper. Dial. Lin- 
gua ebrea ; voce ebrea ; testo ebreo. (A) 

4 — '' Ed agg. r/j^Topolo , «eZ primo sign.Segner.Crisl. inslr. 3. 4- 
i3. Le chiese txJHano con immenso vantaggio al popolo cristiano quel 
bene, che recava già l'Arca al popolo ebreo. (N) 

5 — * A/nodo di sm. per Lingua ebraica. Salvin. Disc. i.ìig.Allretva- 
du/ioni dall' Ebreo nel Greco. (N) 

E^rfzA, E-bréz-za. [ Sf. Lo stesso che ] Ebbrezza. F. Galat. 83. Né 
Crederò ìq mai elio la temperanza si debba apprendere da sì fatto 
maestro , quale è il vino e V ebrezza. 

3 — r * Atto di passion veemente, per similitudine d' un ubbriaco. Fi: 
Giord. 436. Volìeci (Dio) ricomperare, e dare per prezzo il sangue 
del suo Figliuolo. Or perchè fece Iddio questa ebrezza? (V) 

Ebri, * JG-bii, N. pr. ni. Lai. Hobri. (In ebr. gimibrì ebreo da girne- 



EDULLIZIONE ^- 

ber paesaggio, per aver Abramo, capo del popolo che da lui prese 
il nomXdi Ebreo, passato l'Eufrate.) (B) 

EbriaciiezSa , * E-bri-a-chéz-za. Sf. Lo stesso che Ebbri achezza , Bria- 
.fibez^a. ^f. (V. Ebbrezza.) Salviti. Seno/'. 3i. Pigrizia de' naviganti è 
bere in questo , ed ebriachesza è coininciamcntO delle cose vaticina 
te. E 'Ò2. Tutti giacevano quei della nave, per la C-briachezza e pi- 
grizia , par\ dormendo , parte abbattuti. (B) 

EbriacO , E-bi%à-có. iAdd. m. usato anche inforza di sm. Lo slesso 
che Ebbriaccf, Briaco. V. e f. Ebbro.] Bocc. nov. 2,-g. Universal- 
mente golosi, bevitori , ebriachi ce. gli conobbe apertamente. 

a — * Inclinato all' ebrietà, Ebrioso. Senec. Pisl.y'à. Gran differenza 
è tra ebbro ed ebriaco ; perchè l'ebbro può essere ebbro ora nuova- 
mente, sanz' essere magagnato di questo vizio ; -e 1' «briaco può essere 
spesse volle fuori d'ebbrezza. (N) 

3 _ * Per metaf. S. Ag. C. D. 1. 32. Se la mente ebriaca di tanti 
gi'à bevuti errori , vi lascia però vedere verun vero. (V) 

Ebri are", E-bri-à-re. N. pass. V.A. [F. e di "Itiehbriarc] , Imbriacare. 
Lilt. cbi'ium fieri, Gr. p.&itTx.w§au. » Slor. Bai. 81. Baccus , che 
tutta la sua vita usò in oltraggi e in ebriarsi. (V) 

3 — [Usato anche alla maniera din.ass.~i Tesarett.Br. Ben dèi corteseggia- 
re, Guardando d'ogni lato Di ciascun luogo e stato : Mangia, non ebriarc. 

Eiihia'io , E-bi i-à-to. Add. m. da Ebriare. F. A. F. e di' Inebriato. 
[ F. Ebbro- ] Lat. ebrius. Gr. ftsS-uVv 

2 — Per metaf. [Satollo, Interamente appagato. ] Fr. Jac. T. 5» ag. 
8- Ebrialo ed onusto Di manna salutare. 

3 — [ E talvolta Fuor di se per soverchia passione. ] Fr. Jac. T. 6. 
43. 4. Ebriatì d' amor gridin gli amanti. 

Eiìriatore , E-bri-a-tó-re. [Ferb. m. di Ebriare. Che si ebria.} F. A. 
Lai. vino se ingurgitata. Gr. /asSuBWo'ffaTO*. E$p. Fang. Le ricchezze 
fanno molti mangiatori , dissoluti , divoratori, ebriatori, salvo quelli 
che son ritenuti dall'avarizia. 

Ebridi. * (Geog) È-bridi, Ebridi. Lat. Ebudes, Hebrides. Isole sparse 
dietro la costa occidentale della Scozia neU' Oceano atlantico. — 
Nuove Ebridi. Gruppo d' isole del grande Oceano all' oriente della 
Nuova Olanda, (fi) 

Ebrietà , E-bri-e-tà. [ Sf. Quasi lo stesso che Briachezza , ] Ebrezza. 
[ma più propriam. prmdesi per l'Aiuto di ubbriacarsi. F. Ebbrezza.] 
Ebrietade, Ebrietate, Ebbrietà, sin. M. F.y.jo.hn mattina vegnente il 
Signore mandò per certi cittadini, i quali come usciti d' ebrietà e as- 
sicurati v' andarono.' Tes. Br. 7. /5. Baiamone dice , che dove regna 
ebrietà, non v' è occulto nulla. Maestruzz. 2. 12. 2. Ed ee 111 que- 
sto modo l'ebrietà peccato mortale. Lib. cur. febbr. L' ebrietade è cu- 
rata in questo modo : che primierameute sia provocato il vomito , e 
sia fatto dormire. 

2 _ Per metaf. [ Offuscamento « cecità di mente per passione o per 
vizio.] Cavale, med. cuor. Oimè , oimè , che male è questo, che la 
furia ed ebrietà del peccato dia tanta forza a' rei ? _ 

Ebb.ezza , E-bri-éz-za. [J/T] V. A. F. e di' Ebbrezza, Ebrietà, [Bria- 
chezza ] » Sen. Pisi. 83. Ebrkzza non fa 1 vizn , ma ella gli mette 
innanzi, e piuvicagli. (B) Espos. Patera, f. 104. Di quella ebriczza 
parla David nel salterio. (Pr) •• «-_,.. 

3 _ Per metaf. Pr. Jac. T. 6. g. 5. Ebriezza ben d amore Cora potè 
mai sofferirc ? •, ■ ' ,, ,. . .,-,, . ,- c , „ 

Ebr.festoso, E-bri-fe-stó-so. [Add. m. compi F. ditir. Ebrio di festeg- 
giamento , Festevolissimo. Lat. exultans. Gr. «yrflrwos. Aed.^i- 
tir n E altri cigni ebrifestosi , Che di lauro s incoronino, Ne or 
canti armoniosi Ù mio nome ognor risuonino. >»££««• Poetic lib. 
3 A te quesf inno , o buon Leneo , e' innalza Ebnfestoso, altier , 

EaSÉf^-S-- cM Ebbro, [Briaco. F,lat. ^ 

Qr. %&*. Albert, cap. 38, Eb rjo tanto è da dire , quanto fuorj fr 

yljria. cioè fuor di misura» . . 

Erfioso , É-bri-ó-so- Add. im. F. A.' Inclinato aWcbrteta- , Ebbri- 
oso sin [ F. Ebbro.] Sai. ebriosus. Gr. n&uirrix.os. Espos. òalm. 
Perchè sono lussuriosi , (frriosi , alle cose deliziose dati. 

Ebro, * È-bro. IV. pr. «/(Nella lingua slava che vuoisi attinente al- 
la Tracia, hrabarval forte, valoroso.) -Figliuolo A Ca»«f°, 
re di Tràcia, che si pfecipitò nel fiume Rombo. - Piglio di Doli- 
caone , compagno di Ènea , ed ucciso da Mezenzio (Mit) 

2 -? (Gcog.) Fiume di Tracia , prima detto Rombo. - Fumt di 
Spagna detto da' Latini Ihcrus. (G) 

E*™ Add [«. Lo stesso che Ebb, io e] Ebbro. F. Lib. cur.jnakit. 
Perchè chi allarga li mano, il vino facilmente lo fa venire ebro 

2 -Per metaf. Cas> », 4. 2. Nova m. nacque in prima al cor 
vaghezza ec. , Cheftosto ogni mìo senso ebro ne fue.» Cavale. Med 
cuor 140 Uominjf ebri delle mondane consolazioni. Omel. Ong. 
^Imperocché Maria era tutta ebra di te ec , da ogni persona 

En^to^Geo $ E-br^dlno. Antico nome di Embrun. (G) 
E«o«o?* E-brofno. N. pr. m. ( Dallo slavo hrùbèn animoso. ) - 

Maestro del lìalazzo sotto dotano ILI. (U) 
Ebrol™ • E-bll-fo. N. P , m. /.^.Ebrulphu,(Dal ted. euer vostro, 

e hiilfa'wto.r) Lo stesso che Everolto. y. (V) , 

Ebriu * W- Maom.) E-bru-à-ri. Religiosi maomettani , considerati 

fra 'Turchi/come eretici, perchè non » credono obbligali al pelle- 

Srin^siol^M'^^l Lo stMS0 che lbsambuT . V . (G) 

EgsAMBUL. /(<jCOg.; l^DSdllluui. *sv Fhrùli V (VA 

Ebuoe. * (Qeng.) E-bù-de. Antico nome delle isole E W, ^. (^ 
Emolliente, E-bul-lièn-te. Add. com F. L. Che bolle, r e ai coi 
lente. ^.^ulTiens. Fag. Rim. (A) y agitazione d' un 

Ebull.z.o/e, E-bul-l.-z.ó-ne. Sf ' F L. Jggfi «f* Q aiv aaon9 

fuido 'che manda bolle e go^g^orctteJZ e violento di 




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nandosi insieme, ribollono , e mandano bolle d aria «. "Malor 
superficie. — , Ebollizione, Bollizione, sin. Lai. ebull.tto. Del l ap. 
JS al. Seco. (A) Ner. Art. Fetr. 6. go. Questa calcina ce. si può tor- 
nare a calcinare per cavarne le paste più sottili per ebultizione a a 
equa connine ec. (N) _ „ r>vu,iì 

Ebullizionediff. da Effervescenza, Fermentazione, Bollore ec. L 6MK 
iizione o Ebollizione , o Bollinone è il movimento del liquido riscalda 
i i i _„ _„• _„i:j: „u„ ^,o« f.ici T,' Effervescenza e ì 



ECCEDENTE 5 

ulla lor Ecato. * (Mit.) È-ca-to. Soprannome delSole,che vibra da lungi ì suoi 
"''ggi. ( Dal gr. ecathen da lontano. ) (Mit) 



Ecatombe , E-ca-tóm-bc. [Sf. 'PI, Ecatombe.] f. G. {Sacrificio di cento 
buoi, ed appi-esso"] Sacrificio di cento animali della medesima spezie. — y 
Ecatombe, sin. Lai. hecatombe. Gr. tKxró/j.fa. ( Da hecalon cento, e 
bus bue.) » Salfin. Odiss. ij. 65. Nelle stanze di sopra rimontando, 
Colle femmine ancelle, a tutti i Dei ecatombe perfette di far votati. 
E v. 77. Si votò a tutti i Dei D' ecatombe immolar perfette e intiere , 
Se Giove fesse ec. (B) ' Bartol. Uom. leu. pari. 2. Avrebbe ringra« 
ziata la fortuna coli' ecatombe di Pitagora. (N) 

Ecatombee. * (Arche.) E-ca-tom-bè-e. Add. e sf. pi. Feste in Argo ed in 
Esina istituite in onore di Giunone, alla quale nel primo giorno offe- 
gono o si alterano nelle loro proporzioni per formare nuovi compost,. g 

Nel traslato P o. Effervescenza *t«*^?*£"?& T^to^ degli Ecatombe • (Mit.) E-ca-tom-bè-o. Soprannome di Giove e di Apollo 

S&WpS tìss WSSfWw 3 ^ tifi » Creta ■ **? loro si offerivmo pa " llC0la " mente le 

ni , ai movimenti dell'individue. Cosi f;»£fcj«^ . Ec S?eow. • Arche.) E-ca-tora-be-ó-ne. Sm. V. G. Lai. haecatombae- 
Gioventà bollente ec Quanto alle d.ff. di Ebollizione da Bollimento , fcCi.^ ( ^ ^colombe ecatombe.) Primo mese dell' anno attico, che 

corrispondeva a parte di agosto e di settembre; così detto dal gran 



JXat. Secc. (A) Ner. Art. Fetr. 6. go. Questa calcina ec. si p 
nare a calcinare per cavarne le paste più sottili per ebullizione a 
equa comune ec.JN)_ -~-^J*.»L'IW 

iel liquido rise ' 
3 , ed ha luogo ancora ne' solidi che sien fusi. V Effervescenza 
movimento che eccita in due sostanze una nuova az.one chimica che 
in esse si operi. La Fermentazione è il movimento interno che si desta 
in un corpo da sé medesimo, onde gli elementi di quello siscompon- 



Bollilura , Bollore , V. Bollimento. 
Ebulo. (Boi) È-btMa [|^ •] F. L. Lo stesso che Ebbio. F.Lal. ebu- 
lum. Gr. wxtiHTT. Tes. Pov. P. S. cap. J5. L' impiastro del 
succo della radice d' ebulo e d' ermodattilo , pesta con song.a di por- 
co aiuta incontinente alla gotta fredda. Lib. cur- malati. Cògli le 
coccole dell' ebulo nere e mature, e spremile e cavane il vino. òan- 
nazz. Arcad. EgU 10. Che tal più pule, ch'ebuli è abrotano. Ar. 
Fur. 23. i35. È svelse dopo il primo altri parecchi , Come tussei 
finocchi , ebuli e aneti. 
Eburaici. * (Geog.) E-bu-rà-i-ci. Antichi popoli della Gallio. (G) 
Ebure , È-bu-re. Sm. F. L. A. e poetica. Lo stesso che Avorio. Lat. 
ebur. Baldin. Foc Dis. (A) . 

Eburini. * (Geog.) E-bu-rini. Ant. popoli della Lucania. (fi) 

Eburneo, E-bùr-ne-o. Add. m. D'avorio [o Bianco a somiglianza del- 
l' avorio.-] — , Eburno , Burno,si». Lat. eburneus. Gr. eX^iwwos. 
B0cc.Lelt.Pin.R0ss.273. Serrano, dal seminare menato al consolato di 
Roma, ottimamente colle mani use a rompere le dure zolle della 
terra sostenne la verga eburnea. Amet. ff. Con non tumorose lab- 
bra , di naturai vermiglio micanti , cuoprono gli eburnei denti, pic- 
cioli , in ordine grazioso disposti. Tass. Ger. 17. 10. Egli in sublime 
sodio, a cui per cento Gradi eburnei s'ascende, altero siede. 

B _ * (Anat.) Epiteto dato alle cartilagini che , per i accumulazio- 
ne del fosfato calcare diventano come d' avorio. (A. O.) 

Eburnificazione. * (Anat.) E-bur-ni-fi-ca-zió-ne. Sf. Denominazione data 
alla trasformazione eburnea cui soggiacciono le cartilagini. If-U-) 

E.urno, É-bùr-no. {Add. m. F. poet. Lo stesso che] Eburneo. FPetr 
son. 108. Di che dogliose urne li bagna Amor con quelle mani eburne .' 

Eburosi. * (Geog.) E-bu-ró-ni. Antichi popoli della Gallia belgica o 
della seconda Germania. (G) . 

Eburonia. * (Geog.) E-bu-rò-nì-a. Antica alta della Gallia belgica nel 
paese di Liegi, (G) 

FbusA. * (Geog.) E-bù-sa. Antico nome dell' isola d Ivica. (fi) 

Éboso, * E-bù-so. N. pr. m. (Dal gr. hebe gioventù, ed us orecchio : 
Orecchio della gioventù. ) —Capitano latino ucciso da Corineo. (Mit) 

Ebczio , * E-bù-zi-o. N. pr. m. ( Dal gr. hebe gioventù , ed usia essen- 
za : EsseDza della gioventù. V. Ebuso.)— Tito Elva. Generale roma- 
no vincitore de Latini. — Generale di Vespasiano ucciso all' assedio 
di Jotapat. (Van) 



numero di ecatombe , che si sacrificavano nel corso de'suoi trenta 
giorni. (Mit) Salvili. Gas. So. Le Panatenee nel mese di ecatombeone, o 
delle cento vittime , che corrisponde a agosto, si celebravano. (N) 
Ecatompedone. * (Arche.) E-ca-tom-pe-dó-ne. Sm. Lo stesso che il Par- 
tenone- V. Detto così perchè avea cento piedi di lunghezza da ogni 
lato. (Dal gr. hecaton cento, e pedon suolo o piano d' un edi.fizio.)(Mif) 
Ecatompila. * (Geog.) E-ca-tòm-pi-la. — Soprannome di Tebe dalle 

cento porle. (G) , 

Ecatomfoli.* (Geog.) E-ca-tòra-po-li. Nome che i Greci davano all' isola 
di Creta ed alla Laconia, perchè conteneva ciascuna cento ci «à.(Mit) 
Ecatoncefalo. * (Mit.) E-ca-tou-cè-fa-Io. Aggiunto del gigante Tifeo. (Da 

hecaton cento , e cephale capo. ) (Mit) 
Ecatonchiro. * (Mit.) E-ca-ton-chì-ro. Agg. dato al gigante Briareo, 

cioè Centiinano. (Dal gr. hecalon cento, e chir mano. ) (Mit) 
Ecatonfoneumo. * (Arche.) E-ca-ton-fo-nè-u-mo. Sm. F- G. Sacrifizio 
nel quale erano immolate cento vilume. Gli Ateniesi ne facevano uno 
in onore di Marie. (Dal gr. hecaton cento , e phonevo io uccido.) (Mit) 
Ecatonfonia. * (Arche.) E-ca-ton-fo-ni-a. Sf. F. G. Lat. hecatonphonia 
(Da hecalon cento, e phone strage.) Sacrificio de' Messemi a Giove, 
qualora alcun di loro avesse ucciso in battaglia cento nemici. (Mit) 
Ecatonia. * (Bot.) E-ca-to-ni-a. Sf. F. G. Lat. heca tenia. ( Da hecalon 
cento o qualsiasi numero indeterminato.) Genere di piante esotiche, 
stabilito da Loureiro , e da' moderni riunito al Ranuncolo, e così de- 
nominalo dalla quantità considerevole de'suoi semi. (Aq) (N) 
Ecatonnesi. * (Geog.) E-ca-ton-nè-si. JSome di alcune isole situalenello 
stretto eh' è tra l'isola di Lesbo ed il continente dell' Asia Minore. (Van) 
Ecatonho , * E-ca-tón-no. ZV. pr. m. Lat. Hecatomnus. ( Dal gr. hecas 

da lungi , e temno io taglio. ) (B) 
Ecatontarchia. * (Milit.)' E-ca-ton-tar-chi-a. Sf. V. G. Lat. hecaton. 
tarchia. (Da hecaton cento, ed arche comando.) Corpo di cento 
soldati di grave armatura. (Aq) 
Ecatomtarco. * (Milit.) E-ca-ton-tàr-co. Sm- Capodiuna ecalontarchia, 

cioè Centurione. (Mit) 
Ecatontoco. * (Lett.) E-ca-tòn-to-co. Sm. V. G.Lal. hccatontocus. (Da 
hecaton cento, e tocos usura.) Usurajo che impresta il danajo col- 
V interesse del cento per cento. (Aq) 

(Archi.) E-ca-tòn-sti-lo. Add. m. V. G. Lat. hecatonsty- 



Danaidi, sposa d. .- 
Ecapemo , * È-ca-dé-mo. IV. pr. m. Lo stesso che Accademo. y. (B) 
Ecaerce , * E ca-èr-ge. N. pr. f ( V. Ecaergo. ) — Figliuola di Bo- 
rea e di Orizia. (Mit) 
Eca'erc.ó. * (Mit.) E-ca-èr-go. Epiteto di Apollo o del Sole deificato, per- 
chè da lontano fa sentire la sua influenza. Detto anche di Diana e 
di altre divinità armate di frecce. ( Dal gr. hecas lontano, ed ergon 
opera : Chi opera , Chi colpisce da lungi. )_(A) 



e « È-ca-le , Ecalene. N. pr.f Lat. Ecale. ( Dal gr. ecalos adula- Ecberto , * Ec-ber-to. N. pr. m. Lo si 
■e' ovvero da eclaleo io ciarlo.)— Figlia di Minosse e di Pasifae. Ecbirsoma. (Chir.) Ec-bir-so-ma. òm 



Ecal 

tot. 

— Buona vecchia in casa di cui albergò_ Teseo. (B) (Mit) 
Ecalesib. 



Lo stesso che Egberto. V. (B) 



V. . G. Lat. 
ec di fuori" , e bfrsa pelle. ) Si dice di un osso 
uscito fuori delta cute. (Aq) 






Vv 
\ 



* v 






di 



X 



v- 



* É-ca-be N. pr. f. (Dal gr. he cabe il cibo.) - Una delle Ecatostilo (Archi.) E-ca-ton-sti-Io. Aa 

vnlJi X.-.n b 1- lum. ( Da hecalon cento , e sirlos colonna.) Agg. di Portico formalo 

\iMMiite.- troni,) . — v „,,„„„ „„„, f„ £„„>/„ j a i , 



da cento colonne, quale fu quello del teatro di Pompeo in Roma. (Aq) 
Ecatumbe, E-ca-tùm-be. iSfi] V. G. [e A. V.e di]Y.ea.\nxrìae.Gal.Sist. 
43. Pitagora gran tempo avanti che e' ritrovasse la dimostraziona per 
la quale fece la ecatombe , si era assicurato che ec. 
Ecbasio. * (Mit.) Ec-bà-si-o. Soprannome che davano i Greci ad Apol- 
lo , quando approdando felicemente gli sacrificavano. ( Dal gr- ec- 
basis uscita.) (O) 



IV. pr. m. Lat. Edu£ (Dall' ebr. ahk ovvero ach Ec B ATA N A.*(Geog ) Ec-ba-tà-na Apobatana Ant.capitate della Meda, oggi 
fratello, e %h signóre: S.gnore del fratello, o Fratello del Signore.)^) Amadan. - Città della Siria. - della Perside, todeMagi.(G) 



ccbyrsoma. ( Da 
slogalo o rotto , 



C Arche.") E-ca-lè-si-e. Add. e sf. pi. Feste istituite da Teseo 

'in onore di cSe, < * che si celebravano nel borgo dell'Attica detto Ecbolè. (Mus.) Ec-bo-lè. Sm. F G. Lat. projectio. (Da ec da, e 60fet.ro, 

Ec le .MiÓ g ettit0 » onde ecbole USC,ta - 5 Era anucamente un accidente che ac- 

Ecaua '* E-cili-a N. pr. f. ( Dal gr. eclyo io sciolgo.) — Moglie di cresceva di cinque quarti di tuono la nota cui precedeva. (L) 

Menelao Mit) Ecbol.co. (Chir.) Ec-bò-li-co. Add. m. Dices ideile medicine che acce- 

9 — * (Geog.) Ant. città della Grecia distrutta da Ercole. — Antico lerano il parlo o provocano V aborto. ( Dal gr. jcjuon^j^ bole 10 

nome di una regione della Messenia. (fi) getto.) (A) (A. O.) , , *"_,. 

Ecal.o * (Miti E cà-li-o. Soprannome di Giove detto anche Ecaleo ed Eccaeittrocarpa.* (Bot.) Ec-ca-lit-tro-car-pa. Sm. F. G. Lai. eccaliptro- 

Ecalesio da Teseo, in memoria dell'ospitalità ricevuta in Ecale o dalla carpa. (Da ec da , calipter copr.mento , coperchio e carpos trutte. ) 

vecchia Ecale (Miti Ordine o divisione della classe crittogamia ; la quale comprende 1 

Ecamboe . * E-ca-mè-de. N. pr. f. (Dal gr. icos casa , e medos cura.) vegetabili di varia fronda e di frutti provveduti di cuffia , che ca- 

- FÌglia di A™Lo re d! TLdo , schiava di Nestore. (Mit) dono prima della maturità deUa cassala, la quale st apre per mezzo 

Ecate. * (Mit.) È-ca-te. Deità delta Triforme, perchè si credeva regnare di valvule. (Aq) r„, «.«ntliK (mlsr pr 

incielo col nome di Luna , in terra con quello di Diana ,nell' inferno Eccantis. * (Chir.) Ec-can-t.s .Sm. F. G. Lai «« n J. ,s - <£ aI ,6; ; ' = c - 

con quello di Proserpina. ( Alcuni credono formato questo nome da fuori, e canlhos angolo dell'occhio.) Escrescenza di carne dati an- 

hccalos aggiunto di Apollo : ed hecalos da hecas che vai da lungi; poiché golo dell' occhio. (Van) rU ««uiu',: 

. ra«i del sole feriscon da lungi. Il Pitiche deriva Ecaie dall' ebr. Eccatartico. * (Tcrap.) Ec-ca-tai-ti-co. Add. e sm.V.G. Lat. eccathart - 

athoY sorella; poiché la Luna si riguarda come sorella del Solc.)(Mit) cus. (Da ec fuori , e catharticos purgativo. ) Rimedio aperitivo, espet- 

Écatesie.* (Arche.) E-ca-té-si-e.^oW. e sf.pl. Feste in onore di Ecate.(Xq) tarante e purgativo. (Aq) , ri. .^.J. f»/ nim.V, 

Ecateo * E-ca-té-o. N- pr. m. Lai. Ecatheus. (Dal gr. ecathen da lontano: Eccedente , Ec-ce-dèn-te. [Pari, di Eccedere^ Che eccede. Lat. nimius, 

Venuto da' lontano. )— Padre delle Oreadi. — Storico §reco.(B)(Mit) imtnodicus. Gr- ««p/tirpof. Fi: Giord. Pred. Lo perseguitava eoa 

Eca T1 c-o * (Arche.) E-cà-ti-co. Add. in. Agg. di Circolo od anello au- malvagia ed eccedente perfidia.» Segner. Mann. Lugl. 20. 0. & vwo 

reo sacro ad beate, che aveva nel mezzo un zaffiro, e nella rima- che una corona eccedente il merito; ma pure eli e meritata. (V) 

«ente super/irle varii caratteri e figure, intorno al quale girando fa- Buon. Fier. 3. 2. 17. Similmente vedete . . . Armi eccedenti subli- 

cevansi delle invocazioni. (Aq) Aiate al mondo , Come moli' altre ce. (B) 



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6 ECCEDENTEMENTE 

Eccedentemente , Ec-ce-dcn-te-mcn-tc. Aw. [ A dismisura , Oltre mi- 
sura.] — , Eccessivamente, sin. Lat. praetcr tnodum, Gr. -KÌpx toù 
IMTpov. Lili. cui: maiali. Quando lo dolore eccedentemente si f'ae sen- 
tire. » Magai, leu- 1- 5o. Tu mi onori eccedentemente a mandarmi 
le tue composizioni Ialine. (N) 

Eccedentissimamente, Ec.cc-dcii-tis-si-ma-nién-te. [Aw.] superi, di Ecce- 
dentemente. Lat. sopra modum. Gr. inrtpt!>z.\xóvTa>s. Lib. Pred. Ecce- 
dentissimamente si danno in preda a" mondani divertimenti. 

Eccedjsntissimo, Ec-cc-dcn-tis-si-mo. [Acid, ni.] superi, di Eccedente. Lat. 
maxime cxubcrans. Gr. ay.irpórxrof. Tran. segr. cos. domi. Appe- 
tiscono i riniedii con cccedentissimo desiderio. 

Eccedenza , Ec-ce-dèn-za. [Sf] Eccesso. Lat. superflnilas, niminm. Gr. 
vTt!(<(,o\n. Fi: Giord. Pred. R. Vi si considera grande eccedenza di 
vanagloria. Lib. cur. malati. Avca mangiato di quel cibo con ecce- 
denza di quantità soverchia. 

Eccedere, Ec-cé-de-re. [A ti. anom. e n. ass.] Sopravanzare, Superare, 
Passare i dovuti termini; e si usa anche per Uscire del convenevole. 
Lat. excedet-e , cxc-ellere , praestare, superare, transgredi. Gr. hta.$i- 
f-.iv.. Lab. i(nf Valido argomento sia a dimostrare quanto la nobiltà 
dell' uomo ecceda quella della femmina, Vit. SS. Pad. Io ho veduto 
in lui opere , le quali eccedono ogni facilità umana. Cavale. Frutt. 
hng. L' eccellenza .della divina misericordia ec eccede ogni uma- 
na miseria. Dani. Inf. 2. 77. L' umana spezie eccede ogni contento. 
Maestruzz. 2. 1. I maggiori più agevolmente possono- resistere al pec- 
cato , csnciossiacosachè egli eccedano in iscenzia e in virtudc. E 2. 
7. 3. Ninno non va cercando i precipui vestimenti e preziosi, ecce- 
dendo lo stato propio , se non se per vanagloria. E 2. <?,- 1. Invidia 
propriamente è- una tristizia del bene altrui , in quanto Y altro lo ec- 
cedo. E 2. 36. Che sarà se 'l Prelato nella chiesa confermato , o 'I 
maestro, o 'I signore .della casa sua, ovvero parenti, eccedono il mo- 
do in correggere? Non credo che sieno iscotnunicati ,- se già non per- 
cuotessono con animo irato, e con alcuno proponimento- molto ecce- 
dessono. Slot: Eur. i. i'3. Il che non potendo comodamente farsi da 
persona che non ecceda e di gran lunga non sopravanzi tutti gli altri 
grandi del Regno, non hanno i principi nostri ec. » E Ar. Fur. 26. 
43. Alla fiera crudele {parla dell' avarizia ) il più molesto Non sarà 
di Francesco , il re de' Franchi ; E ben convien che molti ecceda in 
questo , E nessun prima , e pochi n' ubbia ai fianchi. (M) 

2 — * E col 3.° caso. Frane. Suedi, nov. i3. Per la sua nobiltà 
■ecceda tanto agli altri. (P) 

2 — Peccare. Lat. peccare. Gr.rtxpxfixlvsiv. Amm. Ani. 3o.5. 6. Quan- 
do noi vediamo gli altrui eccessi , noi pensiamo i nostri , per li quali 
eccedemmo coutro altrui. 

Ecce homo. * Sin. P~. pretta latina , ed è nome che si dà alt intanine 
di G. C. dipinta o sco'pva, avente in testa una corona di spine. (Van) 

EcceitÀ. (Filos.) Ec-ce-i-tà. Sf'.-T. de logici. Partieolarizzazione-, In. 
dividuazione. ( Da ecce ecco.) (A) 

Eccelino , * Ec-ce-li-no. N. pr. ni. Lo stessa che Ezzelino , d'un, di 
Azzo. r. (B) (0) 

Eccellente , Ec cel-lèn-te. Add. com. Che ha eccellenza , Che nel suo 
essere è in grado di perfezione ; e si piglia propriamente in buona parte. 
— , Accedente, «Vi. Lat. excellens, egregius. Gr.'i%oy^os. Lab. i65. Sola- 
mente ad alcuni eccellenti uomini cosi ampio privilegio di nobiltà sia 
conceduto. Dani. Par. g-4 1 - Ve.di se far si dee l' uomo eccellente. Cas. 
leu. 4$. Si suol ricorrere ne' mali pericolosi non solo a' medici eccel- 
lenti, raa eziandio a' voti ec. di quei gloriosi Santi, ec.» Peli: Uom. ili. 
2ig. Uomo in sapienza e santità di vita, ed in religione cristiana eccel- 
lente. E 220. Il quale sendo in ogni virtù eccellente, fu battezzato. (V) 

2 — Titolo onorifico di chi ha alcuna particolar dignità. Lat. excel- 
lens. G. y. io. 6g. 2. Fatta al tempo dell'eccellente e magnifico do- 
mino nostro Lodovico Imperador de' Romani. 

3 — * Usalo anche in mala parte. Comm. Dani. Inf. i5. Intendono alcuni, 
perchè fu eccellente in questo peccato, del cardinale Ottaviano ec. (N) 

Eccellentemente, Ec-cel-len-te-me'n-te. Avv.Con eccellenza, Ottimamente. 
Lat. exccllenter, egregie. Gr. i'^xipirm ,' SixQtpóvTws. Teol. Mist. Impe- 
rocché la mente tanto più divinamente e più eccellentemente aggiugne 
alle cose sopraccelestiali , quanto ad essa più s'appressa. Amm. Ani. 3g. 
4- 8. L' eccellentemente virtuoso cura della verità più che dell'opinione. 

Eccellentissimamente , Ec-cel-len-tis-si-ma-mén-te. [Aw.] superi, di Ec- 
cellentemente. Lat. excellcntissime. Gr. ì^ox^tcctz. Pass. 258. Le fu 
infusa dallo Spirito Santo eccellentissimamente la virtù di perfetta 
umiltà. » Vasai: vit. pari. 2. proem. Avendo essi dipinto non solo 
le forme e gli atti de' corpi eccellentissimameute , ma ancora ec. (N) 

Eccellentissimo , Ec-cel-len-tìs-si-mo. [ Add. m. ] superi, d' Eccellente. 
Lat. excellentissimiis , praestantissimns. Gr. s£ox" Taro5, **• f-9> 21 &- 
1. Fu canonizzato per Santo frate Tommaso d' Aquino ec. , maestro 
in divinità e in filosofia , uomo eccellentissimo di tutte scienze. Petr. 
Uom. ili. Non perchè l'eccellentissimo capitano abbisognasse dell' aju- 
torio d' alcuno , ma perché come io penso , disponendo Dio degli er- 
rori di colui, elio trovasse materia di nuova gloria. Volg. Mes. Tutti 
1 fieli purgano l' occhio , e sono di eccellentissimo frutto in rischiarare 
lo vedere. Red. Leu. Occh. Fra Giordano fu uomo di santa vita , 
predicatore eccellentissimo, e gran maestro in divinità. » Peli: Uom. 
ili. 240. Maestro in scienzia eccellentissimo. (V) 

a —[Qualità o] Titolo di [onore di ] Principi, o Signori grandi , e an- 
che de' Dottori. Ga/at. 32. Diciamo loro : lo illustrissimo signor tale, 
e lo eccellentissimo signor cotale. Varch. Ercol. 2"/4- Vi rimetto a 
quello che ne disse dottissimamente l' eccellentissimo raesser Vincen- 
zio Maggio da Brescia. Red. cons. 1. gn. La relazione pervenutaci 
intorno a' mali che presentemente infestano l'eccellentissima signora 
Principessa ec. 

Eccellenza, Ec-cel-lén-za. [Sfa ast. di Eccellente. [ // maggior grado 
di bontà o perfezione. V. Squisitezza , Eminenza , Maggioranza , Fi- 
nezza , Singolarità ec. ] — , Eccellenzia , sin. Lat. praestantin. Gr. 



v_4 



ECCENTRICO 



i^X'ó- Bocc. nov. 10. 5. Per eccellenza di costumi separate dall'altre 
vi dimostriate. Lab. 22. Tanto d' eccellenza trapassano gl'intelletti 
de' mortali. Cr. 2. 14. 4- L'acqua piovana , avvegnaché sia fredda , \^ 
impei tinto non ha eccellenza di i'r< ddo. Dani. Purg. 11. ó'j. Per lo 
gran disio Dell'eccellenza, ove mio core intese. E 1-. liti. E chi , 
per esser suo vicin soppresso, Spera eccellenza- Cas. rim. bufi. 1. 22. 
Che sete solo il callo e i' eccellenza Di quante donne son presso e lontano. 

2 — [Detcrminata qualità eccellente, , Dole rara e singolare.] Peli: 
canz. 28. Ci. Con Ire belle eccellenze in lui raccolte. 

3 — Parlando per terza persiana, dicimn'i Eccellenza a tutti quei gran 
signori a' quali per lettere diamo titolo di Illustrissimo e ^'Eccellen- 
tissimo. Red. cons. 1. (jò. Alla cura di Sua Eccellenza assiste un pro- 
fessore cosi prudente. . , 

4 — Per eccellenza, pijsto avverb.rzz: Ottimamente , A maraviglia. Lai. 
mirum in modum , aluber. Gr. Sauoa.7Jais.Lasc. Pinz. 2. 4- Vin bianco 
e vermiglio per eccellenza, e un buon fuoco. Mail. Franz, rim. buri. 
2. 116. Vedrò di farvi star per eccellenza. E i35. Disse : il vin no- 
stro é buon per eccellenza. iMalm. 1* 22. Un presente Le fi d' un pan. 
ccron che, ancorché usato, Ripara i colpi ben per eccellenza. 

1 — Ed anche Per antonomasia. Ar. J\egr. 2. 1. Benché si faccia 
nominar lo Astrol.-go Per eccellenza, si come Vergilio 1[ Poeta, e 
Aristotile il" Filosofo. (B) 

5 — * In eccellenza, vak'fo stesso. Stttv'iftT'Opp. Pese. TV *7<?. Ben 
corredata Nave e ben latta , in eccellenza lieve. (N) 

Eccellenzia, Ec-ccl-.lèu-zi-a. [Si'. V.A.V. e di'] Eccellenza. Maestruzz. 
2- 7. 5. Due sono le eccellenzie. : I' una nelle temporali , l'altra nelle " 
spirituali, ec' E per questo intendono di dimostrare alcuna eccellenzia 
spirituale. Beni. Ori. 3. 1. 29. Ettor di Troja , il tanto nominalo, 
Fu I' eccellenzia di cavalleria. 

2 — {E nel fign. di Eccellenza, §. 3. ] Bern. rim. ioy. Un dirmi eh' io 
vi torno troppo spesso, Un' eccellenzia del signor Marchese, Eterno 
onore del femmineo sesso ec. , Son le- cagion ch'io ini meno la rilla. 

Eccellere, Ec cèlle-re. N.. ass. anom. F. L. Essere eccellente. Lat. 
excel lere. (A) (B) 

2 — Alzarsi, Sollevarsi sopragli altri. Sannazz. Egl. 10. Tagliate tosto 
le radici all' ellere ; Che se col tempo e col podcr s'aggravano, Non 
lasceranno i pini in alto eccellere. (A) 

3 — Alt. Sorpassare in altezza. P>. Pn-lc. Egl. Fillida i cordi ama, « 
mentre eh' ella Quelli -amerà , non .(ìeu lauri scorti, Né mirto mai, 
che corileti eccella. (A) 

l\ — Eccedere. Bern. rim. 2. 2. Or questa nobil senza fiu lodata, Poiché 
ella tutte l'eccellenze eccelle, Oggi in rima da me (ia celebrata. (B) 

Eccelsamente , Ec-cel-sa-méii-te. Aw. Altamente , Con eccetsiludine. 
Lat. excelse , subliiniter. Gr. ùxU,vI's. Cavale. Tran. Pazienz. Poiché 
i Santi ne parlano cosi eccelsamente. » Segner. Pred. 1. 3. Polca dirsi 
più eccelsamente ? (V) 

Eccelsissimo, Ec-cel-sis-si-mo. [Add. ni.] superi, di 'Eccelso. Lat. ex- 
celsissimus, celsissimus , altissimus. Gr ity«riros. Sega. Pred. 21. 4- 
Noi sappiamo essere di presente arrivati ad eccel-issinii gradi di per- 
fezione. E 26. g. Dell'acque nate sopra ccceLissimi gioghi. » Segn. 
Mann. Ott. g. 1. Si sono trovati talora de' personaggi ancora ecccl- 
sissimi , i quali han servito a diversi barbari Re inlin di sgabello. E 
ig. 2. Solleviamo più vivamente lo spirito da quella bassa parte di 
mondo, ove noi viviamo, e lo portiamo di subito, quasi a volo, alla 
più sublime , che sono i cieli cccelsissimi. (V) 

Eccelsitene , Ec-cel-si-tù-di-nc. [Sf. P~. A.] Grandezza, Altezza ; [ed 
era] Titolo di principi. —, Celsitudine, sin. Lat. cxcelsitas , celsitu- 
do. G. V. 12. 108. 2. I Fiorentini ce. la tua eccelsitudine amantissi- 
mamente destano. w 

Eccelso , Ec-cèl-so. Add. m. Allo, Sopreminente. — , Celso , sin. Lnt. 
cxcelsus, sublimis. Gr. fohAas- Bocc. g. 4. p.ig. Sopra gli alti palagi 
e sopra 1' eccelse torri 1 1 lascia. Beni. Ori. 1. i3. 4. Se le mie rozze 
e mal composte rime , Se V umil canto ne sarà mai degno ; Che salir» 
a sì alte eccelse cime , A dir il ver , non è mortai disegno. 

2 _ p er meta/. [Grande, Magnifico, Egregio. ] Dani. Purg. 33. 6J. 
Per singular cagione essere eccelsa. Peti: son. 2jy. Spargendo a terra 
le sue spoglie eccelse. Lab. 22. Intorno a così alti e cosi eccelsi e cosi 
nobili ragionamenti il rimanente di quel di consumammo. 

3 — J n fòrza di sm. Dani. Par. 29. /22. Vedi l'eccelso ornai, e la lar- 
ghezza Dell' eterno valor. ( Che 1" altezza.) 

4 _ E per antonomasia detto di Dio. Fu. SS. Pad, 4- S2. Io ho detto 
che voi siete Iddìi, e tutti figliuoli dell'Eccelso. (V) 

Eccentricamente , Ec-cen-tri-ca-mén-te. Aw. Sopra diverso centro. Lat. 
extra centrimi. Gr. è'£w toì> xwrpov. Gal. Leu, Mar. Guid. 61. Ch« 
eccentricamente si rivolgeva. 

EccentiìIcitÀ. (Geom.) Ec-centri-ci-là. [ Sf. La distanza o differenza 
che passa tra centro e centro di due cerchi eccentrici. ] Lat. excen- 
tricitas. Gr. mx.ivrfiiy.ov. 

2 (Astr.) Cosi nell' antica Astronomia dicevasi la distanza del cen- 
tro dell' orbita di un pianeta dal centro della Terra. (A) 

Eccentrìco , Ec-cén-trico. Add. m. Che non è intorno al medesimo 

centro. , Discentrato , sin. Lat. excentricus. Gì: ix.wrpix.os. Com. 

Par. 7. Il circolo del pianeto è quello , il cui centro si muove sopra 
la circonferenza del cielo , detto eccentrico. Morg.^ 27. igti. Il quale 
non va per l' orbite sue gobbe Per 1' eccentrico il dì , come far suole. 
Gal. Sist. 45. Neil' orbe eccentrico del Sole vi è co stit u ita unanuasi 
cipolla, composta di molte grossezze 7"una~dentro all' altra, — ' 

2 — Ed in forza di sm. Spazio di figura eccentrica. Lai. figurae e\; 
centricae spatium, seu area. Gal. Sagg. 3i. Con ingenuità confes> 
sando non ni' esser venuti in mente i movimenti per eccentrici , o pef 
lineer ovali , o per altre irregolari. E appresso : E la medesima im- 
possibilità cade nell'eccentrico che sia per la minor parte sotto il Sole. 
E dopo: Lo preghi poi, che per nostro ammaestramento egli descriva 
l'eccentrico o l'ovaio nominati da hn. (B) 



">'r%, !V i * 'r*^\ * "\ i'-i* 1 



^ COS'- 



ECCEPIRE 

Eccepire, * Ec-ce^pi.-re. Au. V. dell' uso per Eccettuare, Escludere. (0) 

Eccessivamente , Ec-ces-si-va-mén-te. Avv. Con eccesso , Smoderatamen- 
te, Fuor di misurìCJ Lo stesso che Eccedentemente. V. ] Lat. im- 
mòdice , immodorateSNSr. àpirpus. Esp. Salm. Chi eccessivamente 
troppo prende allegrezza, comunemente il fine si e con pianto. La- 
vale Med. cuor. 3oi. Icariano cosi eccessivamente, senza determi- 
nare al tutto quel ebe è\ee v iWor. S. Grog. La loro abbondanza 
medesima diventa a loro eccessivamente gravosa. 

2 — [ Parlare eccessivamente vàie talvolta? adare per aggrandì mento, 
Amplificare, Esagerare.} Bui. L'f. 7. Parla qui l'autore eccessiva- 
mente ; ed è color retlorico , quando per magmnear la cosa si passa 
il termine della verità. V ., 

Eccessività, Ec-ces-si-vi-tà. Sf. Eccess\Sommo grado di ciò che ec- 
cede II' ordinario. Baldin. Dee. 11 suo cauWro conlraiìatto . . . per 1 ec- 
cessività di quel malore che ave-vaio consonato. (A) 

Eccessivo , Ec-ces-si-vo. Jdd. m. Che ecced\Lat. immodicus , immo- 
deratus. Gr. Ofurpoi. Pass. 79 . La terza condizione , che dee avere 
questo dolore , si è, che dee essere eccessiva; cioè a dire , «e dee 
essere grandissimo. Fu: As. 119. Indarno adYnque quel pastore, la 
giustizia e la fede del quale approvò quel sommo Giove, perla mia 
eccessiva beltade mi prepose a tante Dee. Varc\Stor. 19. Nel quale 
era una reale ed eccessiva bontà. Tac. Dav. Ann. A #7.. 1 benefica rat- 
leccano, in quanto si possono rendere; gli eccessi vi, si pagano d'iti- 
erat?hwkne e d'odio. Slor. tur. 3. 7 3. CadcTeegli appresso 111 tanto 
dolore, e m*>«reogna tanto eccessiva , che, aggravalo nella mala dispo- 
sizione , fu costrWkL fermarsi nel letto. 

2 __ * j m odo di sittrSmUoL Tran. Ghiacc. 24. Egli distingue il mez- 
zo dall'estremo, e separa iil>*mturale dall'eccessivo. (N) 

Eccessivo dirli da Soverchio!!^ Troppo. Troppo è men di So- 
verchio. Neil' oflerirmisi checchessia afc^, dopo averne accettata parte, 
è. Troppo per me , benché questo Troppir^pn sarebbe Snvcivhio. Il 
Soverchio è al di sopra della giusta misura, «fjla idea di Troppo 

7 m ;„ r r Caldo eccessivo. Eccessiva allegr7*KM ce. 

; d 5'S [Ì« Propriamente quella parìe plS^una quan- 
^SVSS^i un'altra", sMene u dica di Q**ffi*Ìgg: 
ZZ~£ t trayassam^ digrado misura oquaU -f^g 

?rrit;asr-2ift t, sarò*. ** 7 . <*. 

a ^5^?*"= °^:"S^^ànza,^prav 
parte d'cesi di Lio 2^3/^. p ar . ,* p . No n potrò s.» va- 

ese in infinito eccesso. ^«ou- ^^"e» nVitbi. consiglio col 
pl m £ , ; o -ondo modo è detto presunzione intorno a se 
5SÌ «, della quale Tommaso dice, che dk e «JUj» al a 

anatro .«^«f «ir-Ae -, ( buoua pa ne Eccesso d. amore, di bontà, 

, dÌ 11l!Ì^ amplificano exagera.io. 

E-XTto. GrisosU Acciocché ninno pensi che io queste 
£a\c\ ner eccesso o sia troppo credulo m mia opinione.» Ca- 
ffi J4W i^r^ ^ ne pVrl.no in eccesso e indeterminata- 
mente ( Ciò , con parole d' condimento , e sema determinar li- 
tui Parla della gloria celeste ; e pero a pag. 3oi. soggiugne : Pe- 
nna. rWtojMtpsi p ai -lano cosi eccessivamente , senza deler- 
^inte^ tuttVq'è" che è P , mostrasi che quella gloria è inerbile ed 

A^cIfZeSl mente per Elevazione di mente, Estasi. Lat. 

4 ec^tSs Gr ™«, Cavai. Frult. ling. San Pietro , orando in sur 
una to .accia , fu rapito in un eccesso d. mente. » Va. SS. Pad. a. 
,66 Esondo quasi in eccesso di mente vide ir , visione ec. (V) 

5 _ Defitto, Misfatto. Lat. flagit.um, delirium. Gr. *«p«^«r« .Jocc 
novi). 33. E de' commettitori di cosi grande eccesso investigando 
Tr estimarono , cosi come era , lui dovere aver fatto questo. G V. 
7i \J T Per alquanti eccessi fatti per alcun, tutti i nobili ec. 
có'ì aspramente fossono puniti. Fr. Jac. T. 5. 1. 5. Non può veder 
eh ecce P ss", Perocché é insanito. Amet. 43. In voce aperta chiamando 

6 *Sift 2l£ CompereTec;:—^ di Chi fa o dice 

Tt ^^^i-^:z:rnar]oi. m os . caPr , h^^. 

in recesso , e di pari iracondo. (N) . 

,n eccesso , espre>s ivo di reticenza , usato per ab- 

E S^^™-« d** ' h da chi parla oda chi scriverai 
Se/» ri £»* Cr. nella voce OA^pCavalc. PungU 
/fi 7 Ire, sette, brighe, contenzioni , eccetera. Moral. S Cieg. 2. 
iV Come adunque dice la Scrittura : Un giorno eccetera ? (V) 
"; _ JcrL« ? fl nc/ W E celerà. Mar. S. Greg. 6. 2,. A questi tali 
dice la Verità : Se l'occhio diritto si scandalezza , tratto, e celerà, 

«nasi dica • ec. ( Così m modi te/»'. ) (V) 

quasi ica ^v (&tf . rfe „ a] ^^ merfMH#ia A tofe aWrewafitra 

E tu solo ne sia è che tu non se' eccetto dal numero 

S£C£ A/-^; .?& E 3 pria» * u' ecc«U l battesimo 



ECCETTUARE j 

e la confermazione ec, item eccettasi anche la penitenzia ec; e ancora 
se n'eccettauo coloro, per lo cui capo e peccalo si pose lo interdetto. 
Eccettato , Ec-cet-tà-to. Add. m. da Eccettare. \.V. A. F. e (//'Eccet- 
tuato.] G. F". g. 3iy. 4- Salvo quelli delle case eccettate per Ghibel- 
lini o Bianchi rubelli. Albert, cap. 6. E vogliendo far la limosina della 
sustanza da se creata , pascette cinquemilia poveri , eccettatine li pic- 
cali e le femmine , di sette pani e pochi pesci. 
Eccettato. Avv. V. A. V. e di' Eccetto. Kit. Plut. E accordarono 
quelli di Rodi , che fossnno sempre ili ajuto di Dimitrio e di Antigo- 
no , eccettato quando avessono guerra con Tolomeo. 
Eccetto, Ec-cét-to. Preposizione che si usa [innanzi a' nomi di ogni genere 
e numero, ma non mollo accetta agli scrittori, usando essi m sua 
vece Fuori, Fuorché, Salvo ec. — , Eccettato, sin. ] Lat. praeter. 
Gr. x w f' s - M- P. 9- 85- Il paese fuor di Parigi, eccetto città e terre 
di guardia, ubbidieno gì' Inghilesi. È, F. ti. o'g. Contra il volere e 
consiglio di messer Rinuccio capitano, e di messer Ainerigoue Tede- 
tco, e di tutti gli altri buoni uomini d'arme che v'erano , eccetto il 
conte Arlimanno, il quale si scoperse traditore. E appresso: La- 
sciando al capitano ragazzaglia e vile gente, eccetto alquanti Italiani. 
E cap. ioo. E in quello inviluppaiBentO il capitano con tulta la gente 
dtllaime, eccetto gì' Ingliilesi ec. , cavalcarono iti su quello di Luc- 
ca- Cas. leti. j5. In questo consiste la palma degli scritturi, eccetto l 
didascalici. Fuimm. 1 . gì . Eccetto colili che eoa! , come io , lesa , es- 
sendo di tulle cagione , ninno altro ec. potrebbe ehi io mi l'issi co- 
noacere. M. F. 10. 2ì. Gli altri nomati , eccitto indetto Bartolom- 
meo , furono per lo Podestà ec. condannati nella persona. 
a — i/i /Ò7Zrt di Olire al ec, ma è iimc/o da n n imitarsi. Vii. SS. 
Pad. 1. 1ÌS3. Era [il Nilo ) ribeccato , sicché occupava , eccetto lo 
letto suo, ben un miglio jli terra. E 1. i-'ó. Nella quale [città) an- 
cora , eccetto li predetti mouaslcrii , dodici solenni ecclesie erano be- 
ne olliciate. (V) 

3 _ [Usalo assolutamente come] aiv.Fuorchf',Salyo, Se non. Za'.praeter- 

to ai due guerrieri, è capitale. » c p 

4 _ [Adiamovi Se: Eccetto se per Fuorché «•\F iamm -\*1'™ 
* questo vedessi a colei avvenire, che m'ha tolto il mio Panfilo , ec- 
cetto se io non fossi già colei che gliele togliessi. 

5 - i Aggiuntovi Che: ] Eccettochè per Fuorché, Se non che. MV 
a. 85. E che tutte le cose ec. gli erano procedute prosperamente, ce- 

^Lto che presure di ville o di fortezze noUb.h. Cavale. FnM. Img. 
£f^L santo Agostino , che quella pena , eccetto che non e eterna, 
fccedVrrTkabilmente ogni pena. Ar. Fui: 1 7 .85. Pe, giuoco insomma 
uni Iacea,.? sfondo Fan li nemici capitali , eccetto Che potea il Re 
Jartlrg.i a'sueXetto. Blorg. ,8 .<<* Io ti WJ* *%?&£. 
avere Ad ogni cosa>>eccelto ch'ai tagliere, hrd. lete. z. 1Ó2. 1 popò 
„? ono stati tutti bu^Jn.onissimi , eccetto che tre , . qo.il |tg«- 
cora vanno campando , ^^edo che vogliati durare molti e molti al- 

tr '\ S ™ n Ì- E seguito da caso. S^ Fior, isl.l. ,. Accrebbe Ravenna 
istaurò Roma , ed eccetto che la 'dis^a militare, rende a. Romani 

6 ^2 ZZ; i?U di nome addale quel,, che noi di- 
remmo Tratto, M o- [accordandosi anche coZ^ che jUngn 
dopo.l Lat. exceptus. Gr. , 6 «i>.r«. » S allusi. Cì ^'.f '""JX* 
d' una eh' avea nome Aurelia 0£ertiUa^..quaJe J ^c£eI^Ja^ 
za non fu unque di ninna cosala alcuno buono uomo lodata. L ^o. 
Ordina ouo cJa uno certo dì s. potesse partire, e I^aTi^esen- 
za i "uno pencolo , eccelli quegli che fossono stati condannane sb*u- 
dit. deUa persona. '(V) Pallad. Ouob. cap 1, Acciocché i pomi non 



^a^'t.'aad.re-càggentr de." susino, vo.l.onsi divellere ; d' attorno i 
polloni, eccelli quegli che per piante si lasciano p, , di Ut.. ( i) 

come ,o favellava', cosi fu eccella. E i4l- A questo modo sia eccetto 
quello che noi diciamo. (Pr) , «centìn Gr. 

- 1 Usalo come s,n. V. A. V. e di' Eccezione. Lai. ^^hò 
1 hJZZ tesorelt. Br. 7- Mantenente fu W»*<&?*>* A ca uno 
nove era ogni diletto, Sauza niuoo eccetto. M. V. 4- 8 . 2 - A CJtu, '° 
Ere fare un sindaco, con pieno mandato a sottomettersi da capo h- 
tece taic un suiuac. , v ,. ^ , o,- nn i fl ,hì,P vero facilmente credere 

KS»"—S ^T^Sd frasi cornspon- 
fiSJ?ffll*Jto exeepto, nemme «ce^o -g a PI HU*> 
lo stesso che senza ninno o senza alcuno cccHtuM £inj 

TmmmssBsm 

Eccei iUARE , r^e eei «. ic. L rt ,* ta in cui sembra che 

tnnq ho trovati i suddetti vermicciuoli nel gozzo del colon. 

Ecrèuuàre d Sf da Escludere, Esentare, Esimere. 11 primo si 
riferisce alla qatità numerica, è vaje Non comprendere alcuni indi- 
vidSft un falche aggregatf Cos, diciamo *"£*££&*£ 

d% dl lZàZt Ambrogio ecT.Uo^ pe,o -P«g-"3ÌS 
£aettualo, Noa compio; TutC i soldati fu, ono p, tamii , *»*u* 



•v »\\W "> V 



ì*r 



\ 



8 



ECCETTUATIVO 



(/*£ 



i deteriori. Esentare o Far esente e Liberare alcuno da qualche peso, 
carico , obbbligo , dovere ec. Nondimeno riell' ordinano linguaggio si 
prende talvolta per Eccettuare. Esimere può ritenersi per sin. di E- 
scntare. Nel traslato ottenne anche in lingua lat. le significazioni di 
Liberare , Sottrarre , Privare , Escludere. 
Eccettuativo, Ec-cet tua-ti-vo. Add. m. Atto ad eccettuare. [ Che ha 
itjjicio di eccettuare.] Lat.cxccptorius.Gr.£x.ì)oTntós.Cr.alla foce Se non. 

2 — * (Grani.) Agg. di Particella o Congiunzione esprimente eccezio- 
ne , quali sono Fuori, Infuori , Eccetto, In poi, o simili. Buommat. 
Le congiunzioni si dividono principalmente in condizionali , sospen- 
sive ec, elettive, dichiarative , eccettuative ce. (A) 

Eccettuato, Ec-ccttu-à-lo. Add. m. da Eccettuare. —, Eccettato, Eccet- 
to, Escetto , «Vi. Lat. Cxceptus , praeter , praeterquam. Gr. egai'ptros, 
ici.%0 ri. Amet. 16. In quelli gli eccettuati nobili colla moltitudine ple- 
bea raccolti. 

3 — Inforza d ' avv. o di prep. per lo slesso che Eccetto. Lat. praeter, 
praeterquam. Gr. irTaicrf. Bocc. Test. 1. Voglio che gl'infrascritti miei 
esecutori ogni mio panno, masserizia , grano e biada e vino, e qualun- 
que altra cosa mobile, eccettuati i libri' e le scritture mie, possano e 



ECCLESA 

Catio, incilatio. Gr. ty/jt.ri<n< , irxpópii-rttrt*: Dcclam. Quinti!. C. Vol- 
gari eccitamenti di cupiditadc sono la bellezza e 1' ctade. Fr. Giord. 
Pred. Questa memoria sarà a noi grande eccitamento al bene operare. 

2 _* (Med. e Filos.) Riudlamento dell eccitabilità .messa in azione 
dallo Stimolo , o sia azione pivdotta dalla eccitabilità e dallo slimolo. 
Borrel. Zoogn. (N) 

Eccitante , Ec-ci-tàn-te. Pari, di Eccitare. Che eccita. Lai. excitans. 
Gr. ìyùpuv, Se^,n. Mann. Giugn. 26. 3. Considera di qual genere è 
questa grazia , che i tuoi discorsi recheranno a chi t' ode , se proce- 
derai! nella forma pur ora detta. E di ogni genere : eccitante, coad- 
iuvante e coronante , o in qualunque altro modo a te piacciati di 
chiamarla. E Lugl. 61. Ripensa che fia di te, se questo gran Signore, 
per entrare dentro il cuor tuo, ha piai dovuto aspettare con la sua 
grazia eccitante in si brutta guisa. (V) 

2 — (Med.) Agente che ha per effetto di aumentare l' azione vitale 
degli organi , di stimolarli in modo die le funzioni della vita si ese- 
guano con maggior forza. — Brown , considerò come eccitanti 
tutti i corpi della natura , i quali messi in contatto co' corpi orga- 
nici viventi modificano più o meno il movimento vitale. (fi) (A. O.) 



debbano vendere. Amet. go. Ogni di di bene in meglio crescendo, Roma Eccitare, Ec-cità-re. [Alt. Destare, Svegliare. Lat. excitare.] Cavale 
e la gran Capova eccettuate, già tra l'altre cittadi italiche la mi- Fruii, ling- L'Angelo d'Iddio mi eccitò, che era gravato di grave 
gliore si potea raccontare. Liv. Dee. 3. Eccettuati quelli che perno- sonno, cioè di pigrizia. 

biltà ragguardevoli erano. Buon. Fier. 1. 2. 4. Che vuol dir che nes- 2 — Cagionare, Suscitar^. Far nascere, Muovere , Provocare , Svegliare 

checchessia ; come Eccitare il dolore , la sete , l' appetito ec. MaU. 



suno , Se non se eccettuatone uno o due, Medico non ci veggo? Red. 
Ins. 27'. I pesefrdi fiume ec. , eccettuate le lasche , erano tutti con- 
vertiti in acqua. 

Eccettuazione, Ec-cet-tua-zió-ne. [Sf.] L'eccettuare. [/^.Eccezione.] Fr. 
Giord. Pred.Parhndo sempre con sincera eccettuazione dè'buoni uomini. 

Eccezionabilb, * Ec-ce-zio-iià-bi-lc. Add.com. Da eccettuarsi, Soggetto 
ad eccezione. V. dell' uso. (0) 

Eccv7,iouARv,*Ec-ce-zìo-nà-vc.Au.Fareccezione,Eccelluare.P r .deiruso.(Q) 4 — * '$• P ass - Sorgere, Destarsi nella fantasia. Magai, i 

gcndo ec' certi punti della Luna , e altre eccezioni. Cron ' Mnvoi) *, — TìfitèP? *v n ?'^ A '-. "«e tumultuosi che sulle prime ort 
Che sanza ninna P rr f »in„. »„i; a «.cenoni. <^ron. juoiell. D — (Med-) Eccitare e anrh P presso 1 irretnci 1 accrescer, 

uè sanza mima eccezione egli e da presamele gran fermezza , gran 
»otteata&neec.Maeslru2z.i.54.Mà questo ancora riceve molte eccezioni. 
— Condizione, Patto. Limitazione. ìV,i,. P,V/ '•{„ T, „:i.„ .: 1 

prop 



, Limitazione. Sen. Pisi. 3o. La vita ci 
inoi a te C 7pe>' tSta eCC( "' Z '° ne ' dle ci convel ^ di necessità venire alla 

3 7 C A' L * Dar -' Da ì' e ecce '"'°ne= Criticare, ed anche Eccettuare 
y. Dare eccezione. Lipp. Per me non saprei darle eccezione. (V)(N) 

4 7; . /• FarC; Fa,C eccezi °ne = Eccettuare. ] Amet. dì. Con 
dritta lista a 1 cfascun sua ragione Di dar gii piace ; e fasi cheAstrea 
«j insta non ta d alcuno eccezione- 

5 — [Col v. Patire.} lied. Vip. 1. 71 . Questo insegnamento ha patito 
eccezione in un virtuoso e nobilissimo gentiluomo, di abito di corno 
graede piuttosto che no. ' 

6 — * Prov. Non si dà regola senza eccezione = È impossibile com- 
prendere tulli 1 casi particolari sotto una slessa massima- (A) 

7 — ( L(, g-) Esclusione di pruot>ao d'altro alto infra i litiganti. Lat 
praesciiplio , exceptio. Gr. irxoocypcap*. Maeslruzz. 1. 58. Quando 
ella addimanda che 'l suo marito le sia renduto, avvegnaché '{ ma- 
nto opponga -lo 'mpedimento del parentado , in prima si dee rendvre 
il manto alla donna , che si cognosca della eccezione del marito. E 2. 
4. Alcuna volta non si procede direcle contro al criminale peccato 
ma per modo di eccezione. E 2. 24. L' uno {caso) si è, se quella che 
raddomanda cadde in fornicazione, ed egli visse castamente, sicché 
quella non abbia alcuna eccezione. 

Eccezione diff. da Eccettuazione. Nel senso legale e ne' modi che 
si formano da Eccezione testé registrati, non potrebbe sostituirsi 
tLccettuazione. 

EccHECGiANTE , Ec-chcg-giàn-te. Pari, di Eccheggiare. V. e di' Eche-- 
giante. Uden. JSts. 3. i5u Tesaur. Cann. q. Berti. (Min) 

Ecchegghre Ec-cheg-già-re. JV. ass. V. e ^'Echeggiare. Chìabv.canz. 
sacr. 10 .Alle sue nobil note Tutto del Vaticano ecchegeia il colle 
E rendemm 7. E sol di Bacco ogni spelonca eceheggi. (A) 

Eccheo, Ec-che-o. Sm. F. e di' Echeo. (O) 



Franz.rim.2.64.'J)» loro del mangiar vieneccitata La voglia.(Min) (N) 
3 — Far venir voglia e disposizione, Risvegliare, Stimolale , Instigare, 
[Incitare, Invogliare, Invaghire,. Accendere, ec. ] Lat. instigare, in- 
citare. Gr. iyeipito. Cavale. Med. spir, Sostenendo noi valorosamente 
le tribolazioni , poiché elle ci purgano e pruovano, e ci tolgono al 
male , ed eccitano al bene. 

Lett. Sogijp 
e della notte 
jrresso < tutu tei 1 accrescere lo stimolo 
e in generale il vigore , la forza de' solidi, ec. (B) 

Eccitare dilf. da. Incitare , Slimolare, Instigare, Singnere, Aizzare 
Provocare, Impellere, Urlare. Eccitare nel proprio vale Far muo- 



vere qualche cosa dall' interno di un corpo : Eccitare il fuoco dalle 
pietre ; Eccitaìv il calore dal corpo ec. Incitare significa propria- 
mente Muovere una cosa a qualche oggetto: Licitare i cavalli al cor- 
so ec. L' affinità di queste voci indusse alcuni scrittori ad usar I' una 
per l'altra. Nel traslato divieti quasi Io stesso: Incitar le memi; Ec- 
citare i sensi ec. Stimolare ntl prozio vale più d' Eccitare e d' Li- 
citare : è Pungere con lo stimolo , ed anche semplicemente Pungere. 
V. , onde include la idea di maggior impulsione. Instigare è Muovere 
con instanza , con insistenza a qualche cosa. Nel fìg. é imito affine a 
Stimolare , benclié sembri di maggior forza. Aizzare o Adizzare si 
usa nel proprio per Istigare i cani al morso. Nel fig. si avvicina molto 
nd Instigare, ma lo viuee nella forza d'impulsione. Spignere è Far* 
impulsione contro qualche oggetto; è Far .forza di rimover s« o di cac- 
ciar oltre checchessia. Applicato al morale o al fraslato significa E- 
speUcre,Impellere, Dsprimere ce. V.P/wocare: i Latini lo usarono in senso 
di Chiamar fuori. Nella nostra lingua però gode ta nozione generica 
di Commuovere a checchessia ; e tanto nel tìsico quanto nel morale è 
impiegato con le nozioni affini a quelle di Eccitare , Incitare In- 
stigare ec. Impellere è. voce tutta lat. e vale Muover contro a chec- 
chessia. Urtare è Spignere incontro con impeto e violenza , od anche 
Imbattere in un corpo con violenza e con scossa. Per simil. vale Far 
impeto , Stimolare , Scagliarsi contro ec. Nel metal', poi ha senso di 
Contrastare, Contraddire. V. 
Eccitatissimo , £c-ci-ta-tìs si-mo. [Add. m,] superi, di Eccitato. Lat. 
[excitatissimus. Gr. à-Kcff<Ti'To'rxros.'] Troll, segr. cos. donn.Per cagione 
de' dolori si truovano eccitatissime al continuo pianto. 
Eccitativo , Ec-ei-ta-tì-vo. Add. m. Allo ad eccitare. Lat. excitans. 
Gr- ùiicyiipkiv. Pallav. Tratt. stil. cap. tj. Anzi in essi (scherzi) ri- 
cercasi qualche sconcio , perché sieno eccitativi del riso, che sol dallo 
sconcio é prodotto. (B) 



ce ?Bru, Ftl ^ a ^>«>-4dd. m. r. A. r. e ^'Ecclesiasti- Eccitato-, Ec-ci-tà-to. Add. m. da Eccitare. Lai. excitatus, experrectus. 

rarhto e nrin^f 4 JtXP -^ ^ PT"^ fa ' C asscn *'' a ' ,c »" G* *V'^- Fivmm. 1. i 9 . Io adunque eccitata alzai il sonnacchioso 

Fcc H iom'a * ffl F . CC Jj h ' CS ' aS, ' Cl % sec r ola ' 1 - W capo, e per picciolo buco vidi entrare 4 nella mia camera il nuovo sole. 

E i££tr^'^r° ^;»oc/ ;e Ecchimosi, ^".(Aq) Buon. Fier. 5. t. *. Ma so Che non dee altrui, muovere ardore Di 

fno t )v } Lc - ch, ' m0il - Sf-JZ G - Lat - ccchymos.s. ( Da ec eccitalo pensier. 

f7lr;»Z'^-"f° ' umorc -) Musone di sangue da vasi cutanei EccirATOBE , Ec-ci-ta-tó-re. {Terb-m. di Eccitare.] Che eccita. Lat. ex 
J a Si mterslizu di questi e la pelle, per cui si forma un tumore 
livido o ,uro , molle , che cede a toccarlo e che ordinariamente non 
cagiona dolore. Dicesi anche Effusione di sangue, Infiltrazione e *e- 
condo alcuni anche Ecchisi «/Ecchimoma.(Aq)(A.O ) 
Ecchisi. * (Chir.) Ec-ehì-si. Sm. Lo stesso che Ecchimosi. V. (ha) 
fl'T' E(>c ^ di T - rSm -\^l r ?^J ^"V"»-, Bovina. Lat. excidium, 
TTailtol. Gr. y&rrcun. MTF. & ^TE^Tvero grande pietà fu a 
vedere 1 eccìdio dì cotanti Cristiani. Fiamnn 4. ify. Del quale non 
si crede che altro più ornato all' eccidio di Tebe venisse. Stor. Eur. 
s. 5o. I Britanni , che avanzarono a tanto eccidio , rifuggili nel paese 
che oggi e Vaglia ec. , sono restati pur finalmente imo de' tre popoli 
di tutta risola. ' 

Eccitabilità. » (Fis. e Med.) Ec-ci-ta-bi-li-tà. Sf. Proprietà, per cui la 
materia organica , mediante V impressione delle votenze esterne o sia 
sitinoli , concepisce un'azione. Borre/. Zoogn. (N) 
2 — * (Filos.) Ad imitazione della Eccitabilità corporea il Lallebasque 
ne ammette un' altra nello spirito, die a differenza della prima egli 
dirama Cogitativa , e che consiste pure in una proprietà , la quale 
mediante un occasione esterna , produce un pensiero. (N) 
Eccitamento, Ec-ci-ta-mén-to. [Sm.} L'eccitare, Provocammo, In- 
uigamento , òumdo, Aizzamento. Lai. in^tigalio, stinmlus , 



preyo- 



citator, incitator. Gr. tTpyvrnp. Bocc. nov. 41- ■>'■ Come eccitatore 
degli addormentati ingegni. Tass. Ger. 11. 77. Conosce il popol suo 
l'altera voce , E il grido eccitator della battaglia. 

2 — * (Fis.) Sin. Istromento di fisica, di ad si fa uso per iscaricare 
un apparecchio elettrico, senz' esporsi a riceverne la scossa. (A. 0.)« 

Eccitatrice, Ec-ci-ta-tri-ce. [ferb.f. di Eccitare. Lai. quae excitat. Gr. 
ìytlpovtra.] Lib. cur. maiali. Cagione veramente sempre eccitatrice der 
dolore. | 

2 — * (Med.) Facoltà eccitatrice dicesi quella che possiede la sostanza 
nervosa. (A. O) 

Eccitazione, Ec-ci-ta-zió-ne. [Sf] L'eccitare, Eccitamento. Lat. exci- 
tatio 1 , iucitainentum , irritamentuia. Gr. è'yipirn. Fir. Ditd.bell.donn-, 
3^8. Bisognando che per ta eccitazione della bellezza universale tutti: 
le membra nella separazione sieno perfette. Buon. Fier. 5. 1. 8. lo 
son cosi invescalo Della bontà di questi sauti padri, Dall'opre loro, 
eccitazioni e cure. 

2 — * (Med.) Azione degli eccitanti sopra il corpo vivente. — Innal- 
zamento parziale , o generale del movimento vita/e. (A. 0.)' 

Ecclatismo. * (Med.) Ec-cla-ti-snio. Sm, Lo stesso che E(i\uijpsia./^.(Van) 

Ecclesa , * E'-clé-sa. Sf. F~. L. e A. Lo shssa che Ecclesia. V, e di' 
Chiesa. Fi: Gioi\!. yjt)_. Per l'orazioni della Eoslesa-, che prega ^er 






\N-- 






..> 



k 




ECCLESIA 

li peccatori. E »5f.Ed è questo tutto tempo santo e solenne nella Ec- 
desia di Cristo (V) A chg ■ mi Greci si- 

EC ^cà*V^>^^Lni dal bandire chiamati a Re- 
tate sulle cose pubbliche. Fu poi applicato ad esprimere ^ La 
coniazione de> fedeli uniti dalla Hessa credenza , ed <*»*£* 
™pfi! sommo Pontefice; */> I principali ministri deUii fii^o 
la loro autorità; 3° I fedeli di un Regno o di una citta, 4- ll tem P*? 
odi luoTdo»e\i adunano i Cristiani p%r ascoltare la divina P^a } n- 
eterei sacramenti ed assistere alle funzioni renose : in quesl u , u no 
sfoggi comunemente dicesi ] Chiesa.^.-, Eccres.a, ««./£ l. ecc es a 
GritxwU. Albert. i83. Udite, popoli, e tutte genti, e rettori- delle 
ec deioTallo figliuolo , alla femmina al frate e ali amico non darà, 
nodes a sopra le nella vita tua. Fit. SS. Pad.l. 12 Ascoltando d.l.gen- 
CS^Sb che si dicea nella «**^™£»^&^ 

^^tdunarrza ^ ^^^TPr^&^de^^Znza 'die 
Teneva *J™e\ Indico' su ffLgi ammettere o rigettare una legge, 

e ^^-jg^Sa, di una chiesa, o quello che nelle 
Mese h1uÌ anticamente s'intendeva gerjgjtm/ Stffr.no^./c». 
,' i-I era di aver cura della chiesa^ VTnivocarvi t parrocchiani, ac 
•*'A ~'i . / ^„...i/i nflì*/tT ~ cnnlnre ec. IV 



ECCO 9 

dicono gli **^'g^^&ì£2£& 
^S^^SSa^^iìS^ L stsso che Edi,- 
EcSÌ. ^(f^fìc^l^s, co.. Lo stesso che Eclissi. T (O) 
p. 2 : Girarsi la terra «Jpe^-^f^^Klffi 



11 il l'io v a al " KC1 m"- -"- 1 -- j 

fendelTTlumi peTalvtn7rrrfftzÌb~rc^nlare ec. (Vari) 

Ecclesiaste. (Eccl ) Eccle-si-à-ste. [.Sm.] Ittofo ci'imo » Affa *«««. 

E S>» AJata».,;. ce»! Atto P «t*e ilcpntenutodi 
esso libro »ien diretto ad una moltitudine adunata, o piuttosto pei - 
che in esso l'autore pudica contro la vanità e la fragilità delle co- 
t umane -, Ecclesiastes , «n.J Lai. Ecclesiastes. Gr. «^««TO 

ItoSSi».* &n±L) Ec-cle-si-a-stè-ri-o.^m. ^ G. £a*. ecclemste- 
S (Da «*lLi adunanza , ed ,W io sto ) Nome di un piccolo 
tZo fabbricato dall' archile ilo Apalurio, e di cui sappiamo da f* 

Amm À Ut .22. I 5. Ecclesiaste*: Non è uomo n terra che faccia 
bene? e non pecchi. E 26. i. 7 . Ecclcsiastes: Chi ama le ricchezze 
non Drenderà fruito di loro. . ,. , 

EcclÈXica^te , Eccle-sia-sti-ca-mén-le Avv ,A ^£%*^ 
clastica Da ecclesiastico. Lat. more ecclesiastico. Gr.e^««im*M. 
F, Giord Pred. R. Vivono ecclesiasticamente e con grande esemplarità. 
Fc£esust.co Ec-cle-sià-sli-co. [*«.«•» /*3 tìko */ r„— «- 
E XSTÌ corneo «fa G«i Jfein di Sirack a 'tempo di Antioco 
EpiCanè, ed è una raccolta di precetti per la pratica di ogni "trtU-Cosi 
detto perchè leegevasi nelle adunanze di religione Detto dagli antichi 
PanaK ] Lat Eccle,ia>ticus. GrJ^^n,ó,Pass.g. Onde il s..v ,0 
Ecce'asucodiceec: se noi non faremo pendenza, cadremo nelle 
mani di Dio. ( Qui pare che sia posto come se fosse il nome MI au- 
Z\ » Ca»l Med. cuor. 26. E cosi, come dice l'Ecclesiastico, ec. 
È appresso: Onde nel predetto libro Ecclesiastico s. d.ce : ec. E ifi. 
Onde dice l' Ecclesiastico : ec. (V) . , ' 

o -Domo dedicato alla chiesa; l ed in questo sign nel pi. ha Ec- 
clesiastici ed Ecclesiasticbi. 3 Lat. dicatus , addio tas ecclesie Gr 
Stó AWra». 2. 36. Se sono convers., che hanno dato al 
Sonore sé e le sue cose, e al tutto hanno passato alla religione , son 
falli ccclesiastichi , o sia la Chiesa regolare, o secolare. 
3 _ * Chiericato. Bemb. Leti. 2. 3. 86. Io sono assai nuoto ec. e per 
volontà mia , che dato mi sono agli studi», e per lo ecclesiastico che 
da loro ( da quelle azioni pubbliche ) vi separa. (IN) 
Ecclesiastico. Add. m. Di chiesa , Appartenente a chiesa : [ opposto a 
Secolare o a Laico.] -, Ecchiesiastico , Eccres.asfco, sin. Lat. ec- 
clesiastTc "s. Gr. .W„«r.«*r.*o'.. G. F. 10. 7 5. 3. Rimosse e diede 
molti benefica ecclesiastici , come Papa. Maeslruzz. 1. ^•Nons. può 
ordinare colui che pigliò moglie vile ec e non può avere oflmo ne 
benefizio ecclesiastico. £ 1. 2 4 . Coloro che noi fanno ma vacano 
nei ddelti mondani, ninna ragione hanno nelle cose ecclesiastiche. E 
1 57 Ma s' celi vuole accusare innanzi al guid.ee ecclesiastico a 
snartimento di letto, dee iscrivere, ed ènne tenuto, e dare il libello 
eli' accusa E 2. Si. I privilegi ce. concessi a singolari persone ec- 
clesiastiche ', secolari , non si stendono alle sentenzio de' Vescovi. 
Pass 106 Io ti darò le chiavi del reame del Celo , le quali signi- 
ficano l'ecclesiastica podestà e giurisdizione. Amm Ani. 11. 10. 5. 
L'ecclesiastica scrittura eziandio, se ha grande bellezza di parlare , si 
la dee disinfianere e fuggire. „..,., 

a 1 E variamente. Cavale. Pungil. 7. S. nehiede santità e nettezza 
nella lingua per prendere il Corpo ed il Sangue d. Cristo, e molto mag- 
giore che non si richiede nel calice e nell'altre yasella ecclesiastiche. 
Petr. Uom. ili. 87. Molte cose della religione ecclesiastica scrivendo, 
compose questi due versi , ec. 00 
3 _ • Pio Divoto , Che frequenta le chiese. Passa». Intendono di lo- 
darsi e giustificarsi , ed esser tenuti buoni ed ecclesiastici. (A) 
A — ' Dritto ecclesiastico. V- Dritto, sm. «. ?■("),. ,. ,. 

Icclesiazuse. * (Astr.) Ec-cle-sia-zù-se. Sf. Titolo di una comedia di 

vdlT^Tóf^t:2t Sflv% Lat. declinatio. (Da ec fuori , 
EC e CL ;» StL decHuazio^e.) Lo stesso che Ec.isi F. (A. O) 
Ecclissamento , * Ec-clis-sa-mén-to. Sm. Lo stesso che Echssamento ed 

Eccl f S^^'* C Ec-clis.sàn-te. Part. di Ecclissare. V. di reg. Lo slesso 

v ^«i^cli^àS? iMt. e n. Lo stesso che ] Eclissare. V. 

fcc ,'sato' Ice i-stto. {Add. m. da Ecclissare. Lo stesso c/,e] Eclis- 

s^r Gal Sist. 60. La luna ce. per l' interposizion della Terra 

1'.., U p' il SMe vien privata di luce ed ecclissata. 
V , fr " AstrS iS* Sost. com. Lo stesso che Eclissi. V. (A) (0) 

Cai Leu 2. 1Ì8. Non allramcntc che'l Sole da una cccliisn , come 
yocub.lll. 



BoSV» ■Jg'S f^ficadiZ7truZnTrcor a Tiinpen S ata o^ 
E ^2r^lT4^ • s usa frequentemente. ^«-g^Ti 
,, Fd che eli preceda.] Lat. ecce , en. Gr. tòov. Dani. fwg. 2. u. 
Ed ecco qLCsl\ presso del mattino, Per li grossi vapor Marte ros- 
seseia ec Colai m' apparve ec. Un lume. Bocc. no». 5o 12. Ed es- 
posi k'donna co. g^vane posti a tavola per cenare H******* 
chiamò aU'uscio.Pemc WS . 5. ..Ecco novellamente alla t uà baica ec 
D' un vento occidental dolce conforto. » Bocc. g. 2. n. 5. E salendo 
sa òer le scale (avendo la fanticella già la sua donna chiamata e detto 
'^Andreuccio) la vide in capo della scala farsi ad aspettarlo. (Cn) 
a -T^ZmplLmcnte dimostL checchessia] senza cb<m 
Dani Pur- 2L4. Ecco qui Stazio ; ed io lui chiamo e piego, fitc, yt. 
Lcvat'evi s°uTccco colui che in, dee tradire, ed è già presse, di qui. 

, -*In questo significalo si dà non meno al primo che al quinto 
caso. Bocci Teseid° l 9 . p.oo- Ecco lei qui al tuo comandamento 
Con cui vivendo, ancor t'allegrerai. Ar. tur. e. uh. E r volto .a 
Marfi'à, ecco Impronto A. rendervi di.se disse fc-gfj^ 

3 — r Costrutto con l'infinito.] Bocc. introd. 42. Mentrecne tra le 
6 — L costruito con . / j entrare nella chiesa Ire 

donne erano cosi latti ragionamela. , eu cn,u 

Giovani » E g. 9. n. 3. Ed ecco Bruno sopravvenne. Dani. InJ à. 
Ed ecco verso noi venir per nave Un vecchio bianco per anUco pelo. 
Frane Sacci, no». 66. In questa cosi fatta furia stando il detto Cop- 
po ed ecco venire li mastri e manovali. Fedi Depu, Decorni 2?,i 2^ (V) 

4 *-' Parcella dinotante irrisione per quello che noi **^*j> 
* Considera. Lai. eccum , ellum , Piata. Bocc. no». 2% 2* Ecco . od^ 

sto uomo , eh' è diventato andato.- di notte , aprilo, d già d mi, 
no» 85 22. Ecco bello innamorato: or non t. conosci tu Insto 

5 -Pardcki riempitiva per dar forza al parlare , che ta'oram^r 
prontezza all'operazione, ed affetto. Lai. ecce en. G, :Jo v Bo « 
no». 2. 5. Ecco, Giannotto, a te piace eh io divenga crfet.a: no, ed 
io son disposto a farlo. E no». 2 3 ». Ecco, disse to don, a per 
questa volta io non vi voglio turbare, ne disubbidire • ma s, adope 
rate ohe esli si guardi di più no armi , che 10 vi prometto di non 
tornar più perUS cagione a voi. E no». „. 52. Ecco , N Doa so 
ora dir di no, per tal donna me n'hai pregato. 

6 -Particella 'r!sponsi»a , quasi Eccomi , ,per dinotare una gran 
prestezza nelV ubbidire. Lat. adsum, Gr.«W>. ^'Vf^'^L 
Disse Morgante: piglia del fien secco , Vienne qua meco ,e Margutte 

3 - S * : in»?ce di Ora , Orsù , Dimmi , e simili. L*t*& , .agrfnm tea 

vero. j5occ. e. 9. n. *0- Gianni d.sse , ecco , poiché voi pur volete, 

domattina vi astrerò come si fa. Fianan. I. 5 Ecco adunque morrò, 

e questa crudeltà conviene usare a me m ine stessa. (Un) 

r ^ .-.._.„...• ni, a i„1 n ..r. Un In forza del semplice] td 



e ques-ta crudeltà conviene u*pe <• *m* "', .. * -~r > „ 

8 -aggiuntovi Che tó/o«i &a la forza del semplice] Ecco Jocc. 
m^rf.^3. Ecco che la fortuna a. nostri cornine, a menti e ^vple. 

. _ Per Posto che , Dato che. Lat. esto. Gr. aXK far*. ««££ 
5<?. Ecco che quello che tu divisi venisse interamente fatto, che avi e- 
mo noi adoperato? niente. E 6. 66. Or ecco che pur la racqu st che 
avrai tu racquistato? E 7. 3//. Ecco che Flor.o a mie. pr.egh, vi 
venisse, e, dì quella vago', oltre alla sua intenzione vi dimorasse, 
non direbb' egli : Biancofiore , per te questo m e avvenuto , che .n. 
tìrasti a Rom!? M or. S. Greg\ 9 5 Ma ecco che P «?»«»« 
sufficiente a render testimonianza dell' mnocenzia sua , non può- esso 
sapere questo tanto , cioè che egli sia innocente. 

3 - Per Dappoiché. Moda poco usato. Fu. SS Pad. ó. 253. 
Ecco che costei ebbe fatto un pezzo, ed ella si s. ferirò u.nanz. al Re. V) 

9 - Si congiugne colle particelle Mi , Ti, C. , Lo, La, Le ec. e 
J vale Ecco me, Ecco ale, Ecco noi, Ecco quello ec. Bo cCjA». 

23. 17. Eccole , che ella medesima piangendo me 1 ha recate. £ no». 
77. 15. Lo scolare ec, accostatosi all'userò, disse: eccomi qu.,madonna.„ 
Ambr. Cofan. 5. 10. Ma oh oh eccolo Ch' esce d. casa ; vo che qui 

aspettiamolo. (N) ' i ■ e \„„ „,i ni 

a- E dicesi anche Eccoti per Ecco, senza che si riferisca ad al- 
cuna persona. Fed. i Dep. Decam. a e. 81. Lat. ecce Ubi. Fil.CrisU 
E, dicendo queste parole, eccoti quel malvagio Giuda, e pessimo 
patente. .^ rf . sì ^ificando cosa 

improvvisa. Petr? son. 5$. M'andava sconosciuto e pellegrino, Quand 
ecco i tuoi ministri i' non so donde ec. (N) 

11 _ * Orato a Già, e s» co/Zocò ih mezeo del periodo. ^■JS^-C. 
D. 3. 14. Certo sì che s'erano partiti, ecco già la terza volta s.c- 
chò alta quarta fosse loro commessa prudentissimamente Roma. (Cm) 

12 _ r Unito a Se] invece di Adunque. Lai. ergo. Gr. epa. Hetr. 
X \a F . \l. Ecco s'un uom famoso in Krra visse E d. sua gp , per 

morir non esce, Che sarà della legge che'l Col fisse? » Bocc. g. 8. 
Tò. Fece maravigliosa festa, e d.sse: Ecco se tu fossi crucciato me- 
co /perciocché io non ti rendere' cosi al temine 1 tuo. denari. (Qu t 
in luoso del lat. vah , hui.) (Cui) , ,"__J 

13 _ *^e P //c^o per esprimere il progressivo succedersi de tempo. 
Firenz. Asin. I. 2. Strofinandomi gli occhi, per armargli alla veglia , 
e trastullandomi con alcuna canzonetta, eccoti la notte eccole due 
ore ecco le quattro, e la paura tuttavia cresceva. (Un) 

^ C o:SolcolF.A.F. e h Èco.] Cr.99^- Varroned.ce che presso 
alla villa del signore si deono porre {le api) dove non rimbombi voce 
dell' ecco , imperocché si stima che questo le faccia fuggire. » òegner. 
Crisi. Instr. i. 12. iq. La colpa vico rassom.ghala ad un ecco, che 
risponde pronta a Bovina di chi la provoca. (N) 



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IO ECCO CHE 

ECCO CH8. V. ÈCCO, 5' 8. 

Eccope. (Chir.) Èc-co-pc. Sf V. G. Lat. eccopc. ( Da ec da , e cope ta 

glio.) Ferita delle ossa del cranio falla con islromento che opero in Ecfoiia. 
modo obliquo alla loro superfìcie, e senza perdita di sostanza. Esci- 
sione. (Aq) (A. O.) 

Eccopeo. (Chir.) Ec-co-pè-o. Sm. V. G. Lat. 6CaIpd excisorius. (V. 
eccope. ) Specie di scalpello di cui si servivano gli antichi per to- 
gliere qualche parte inutile o nocevole delle ossa, principalmente di 
quelle del cranio. Il coltello lenticolare è una varietà di questo stru- 
mento. (A. O.) 

Eccoprotici. (Mcd) Ec-coprò-tici. Add. e sm. pi. V. G. Lat. ec- 
coprotica. (Da ec fuori, e copros escremento.) Rimedii che purgano 



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ECHIDNA 

'tephoneso fot. di eephoneo io pronunzio , io parlo con voce chiara.) 
figura conosciuta sotto il nome di Esclamazione, V. (Aq) 
:foba. (Archi.) Ecfo-ra. Sf V. G. La,, ecfora. ( Uà ec di fuori, 
e plicro io porto.) Projettura o sporto', e ordinariamente la linea 
o la distanza tra l estremità di un membro ed il vivo o nudo della 




esterna superficie di un membro. (Aq) 



Ecfrassi. * (Mal.) Ec-fràs-si. Sf. indecl. V. 



. G. Lat. ecphraxis. (Da 

cciuon, e phrasso io cingo di siepe, onde eephrasso io apro, io 

libero da ostruzione. ) Apertura o Dilatamento de' pori della cute. (Aq) 

blandamente, la cut azione non si estende più m la del canale inte- Sfrattici. * (Farm.) Ecfràt-ti-ei. Add. e sm. pi. V, G. ( V. ecfrassi.) 

slinale , ma si limita alla sua evacuazione. Gli eccoprotici sono ri- Dicesi de' rimedii atti ad aprire i vasi e levar,- le ostruzioni. (Aq) 

medii lassativi, o che purgano dolcemente , con mollificare od atte- Echea.* (Mus.) E-chè-a. Sf P. G Lai. eebca. (Da echo eco ovvero 

da eche suono. ) Vocabolo esprimente i diversi suoni e figure che 
congiunti /ormano una cosonanza grata all'orecchio. (Aq" 



Settimo imperatore del Mogol che 



Ecfi-EhAit , * "E-cbe-bàr. N. pr. m. 
salì sul trono nel i55ì. (Van) 

Echechiria, * E-che-chi-ri-a. N. pr. f. ( Dat gr. eche suono, e chir ma- 
no : Suon di mano.) — Moglie d' Jfiio. (Mit) 

3 — * (Mit.) Lo stesso che Ecechiria. V. (Mil) 

Echecleo, * E-che-clé-o. N. pr. m. ( Dal gr. eche suono , e cleos glo- 
i: Suon della gloria) — Figlio di Attore e sposo di Polimela.(Mit) 



Echea 
nuore gli umori e gli escrementi , e renderli atti all' espulsione. — , 
Ectoprotico , sin. (Aq) (N) 

Eccortatico. (Mcd.) Ec-cor-tà-ti-co. Add. e sm. V. G. ( Da ec fuori , 
e corlhyo io ammasso.) Si dice de' rimedii contro le ostruzioni , o di 
quelli che , applicati sopra la pelle , aprono i pori. (Aq) 

Eccremocarpo. * (Bot.) Ec-cre-mo-càr-po. Sm. f. G. Lat. eccremocar- 
pus. (Da ec da , cremao appendo, e carpos frutto.) Genere di piante 
esotiche, della didinamia angiosperma , famiglia delle bignoniacee , 
col calice diviso in ^-5 parti, la corolla tubo/osa col lembo cinquefido 

rivolto infuori, ed il quinto fi lamento sterile; il cui frutto èunaca- Echeclo , * E-chè-clo. N. pr. ni. ( V. Echecleo.)'— -Capitano troiano' 

sella bislunga, uniloculare e bivalve, sostenuta da un pedicciuolo fi- ucciso da Patroclo. — Figlio di Agenore ucciso da Achille. (Miti 

lijbrme e pendente, la quale contiene molti semi lenticolari, imbricali, Echecrate , * E-chè-cra-te. ZV". pr. m. Lat. Echeciates. (Dal gr.' hecho 

e membranosi al loro piede. (Aq) (N) " io posseggo , io ho , e cratos robustezza , imperio.) — Giovane tes- 

Eicbesia, * Ec-crè-si-a. Sf V. A. Lo stesso che Ecclesia. V- e di salo, il quale rapì una sacerdotessa di Delfo.— Sacerdote di Apollo 

Chiesa. Gr. S- Gir. 2J. Signori , tutti state nell' eccresia e battetevi Tegireo , durante la guerra de' Medi. — Filosofo pitagorico di Lo- 

il petto e mettetevi in ginocchia , e dite le vostre orazioni. E 6-;. cri, coetaneo di Platone. (B) (Mit) 

La vecchia legge e la novella, che è innascosa nella santa Eccresia.(V) Echedamia. * (Geog.) E-che-da-mi-a. Ant. cit. della Grecia nella Focide.(Q) 

Eccresiastico, Ec-cre-sià-sji-co. [Add. m. P '. A. V. e di'} Ecclesiastico.» Echedoro.* (Geog.) E-chedò-ro. Lat. Echidorus. Fi. della Macedonia.lG) 

Cavale. Pungil. 260. È grande offesa di Dio, quando queste cose Echefrone , * E-che-fró-ne. N.pr.m. (Dal gr. echeo io suono, e phro- 

(i balli) si fanno in luoghi eccresiastici , e a Dio consecrati e depu- neo io penso: Chi risuona , Chi è celebre per li suoi pensieri. Può 

tati. (Ivi, per esempio di lai luoghi, porla il cimitetio della chiesa.) (V) anche trarsi da hecho io ho, e phren mente.) Uno de' figliuoli di 

Eccrinolocia. (Med.) Ec-cri-no-lo-gi-a. Sf V. G. Lai. ecciinologia. (Da Nestore. — di Priamo. — Figlio di Ercole e di Psofi. (Mit) 

eccrino io separo , e logos discorso.) Parte della medicina, che trai- Echeggiante , E-cheg-giàn-te. [Pari, di Echeggiare.] Che fa eco Che 

ta delle escrezioni, o dell' espulsione degli escrementi fuori del rende suono. — , Echeggiante, sin. Lai. resonans. Gr. riX'^'s- Salvin. 

corpo. (Aq) < . . , Pros - T° sc - *■ 208. Esiodo sonore, echeggiane le appella (le cicale.) 

EccRisi. * (Med:) Ec-cri-si. Sf. indecl. V. G. Lat. ecèrisis. (Da ce da, e Echeggiare, E-cheg-già-re. N. ass. Risuonar per eco, Far eco. , Ec- 

crùis separazione, discernimento, onde eccrisis escrezione.) iSecrezi'o- cheggiare , sin. Lat. resonare. Gr. ùwjj^tì^. Chiabr. canz. 82. Per cui 

ne od Escrezione degli umori. (Aq) fatte gioconde , Echcggeran del Tebro ambe le sponde. (M) 

Eccrito, * Ec-cri-to. N. pr. m. (Dal gr. eccritos scelto, esimio.) — Re Echelia , * E-chè-li-a. N.pr.m. Lat. Hechelias. (Dall' ebr- hhacha aspet- 
ti Ecalia , padre di Onfale. (Mit) tare, ed el Signore: Che aspetta il Signore. Può anche trarsi da hhoq 

Ecdala. * (Geog.) Ec-dà-la. Città dell' Indostan inglese. (G) statuto , ed el Signore: Statuto del Signore.) (B) 

Ecdamca- * (Geog.) Ec-dà-mu-a. Ant. città dell'Asia nella Galazia.(G) Echelide. * (Geog.) E-chè-li-de. Borgo dell'Attica. (G) 

Ecdarsi. * (Chir.) Ec-dàr-si. Sf. indecl. V. G. Lai. ecdarsis. ( Da ec Echelo , * E-chè-lo. N. pr. m. ( Dal gr. eche io suono, ed eleos miseri- 

da , e darsis scoriazione. ) Escoriazione. (Aq) cordia : Suono, cioè Fama di misericordia, ovvero Misericordia so- 

Ecdice,* Ec-dì ce, Ecdicio. N. pr. m. Lat. Hecdicius. (V. Ecdicio. ) — - nota.) — Ateniese che diede il nome al borgo di Echelide. (Mit) 

Padre dell'imperatore Avito. — Figlio di dello imperatore, patrizio Echemo , * E-chè-mo. N. pr. m. Lat. Echemus. ( Dall' ebr. ahhim , ov- 

e generale romano. (Mit) vero achim fratelli.) — Figliuolo di Eropo re di Tessaglia, che uc- 

Ecdicio , * Ec-di-ci-o. N. pr. m. Lat. Ecdicius. (Dal gr. ec da, e dice cise in duello Ilio figlio di Ercole. (B) (Mit) 

giustizia, vendetta ; onde ecdicia vendetta, cession di dritto.) Lo stesso Echemone, * E-che-mó-ne. N. pr. m. ( Dal gr. eche suono , e mone dì- 

che Ecdice. V. (B) _ mora: Dimora risuonante.)— Figlio diPriamo, ucciso da Diomede.(Mit) 

JEcdico. * (Arche.) Ec-dì-co. Sm, V. G. JmL ecdicns. (Da ec da , e Echenaide , * E-cbe-nà-i-de. N. pr. f. ( Dal gr. eche suono, e naio o 

dice giustizia , onde ecdicos vendicatore. Può trarsi anche da ec fuori, neo io abito 



e dice giustizia, onde ecdicos ingiusto.) Magistrato dell' impero gre- 
co che decideva su cause di poca importanza , le quali non conveni- 
va portare ai tribunali superiori. (Aq) 

Ecdisie. * (Arche.) Ec-dì-si-e. Add. e sf. pi. L.o slesso che Ecdusie. V. 
(In gr. ecdysis spogliamento , uscita.) (Mit) 

Ecdoka. * (Chir.) Ec-dò-ra. Sf. V. G. Lai. excorialio. (Da ec fuori, 
e deras pelle.) Propriamente l'azione di scorticare, e fu usata per 
esprimere in generale un' escoriazione , ed in particolare quella del 
canale dell'uretra. (A. O.) 

tcDonii. * (Farm.) Ec-dò-ri-i. Add. e sm. pi. V. G, ( Da ec fuori , e 
dero io scortico, ) Rimedii topici, escarolici , caustici, ed acconci in 
genere ad escoriare le parti a cui vengono applicati. (Aq) 

Ecdtjsie. * (Arche.) Ec-du-si-e. Add, e sf pi. V. G, Lat. ecdusia. ( In 
gr. ecdysis, o come altri legge, ecdusis spogliamento.) Religiose ce- 
rimonie solile praticarsi in Jttene, il giorno in cui la nuova sposa de- 
ponea il velo — Feste in Creta in onore di Lalona. — , Ecdisie, sin. (A q) 

Ecechiria. * (Mit.) E-ce-chì-ri-a , Echecheria. Dea che presiedeva alle 
Vegue- (Da hecho io tengo, e chir mano.) (Mit) 

Ecestide , * E-cè-sti-dc. N. pr. ni. Lat. Ecestidcs. ( Dal gr. ec da , e 
hestias , hestiados vestale. ) (B) 

Ecfantide , * Ec-fàn4i-de. N. pr. m. Lo stesso che Ecfanto. V, Sal- 
via. Cas. (N) 

Ecfakto. * Ec-fàn-to , Ecfantide. N. pr. m. Lat. Ecphantus. ( Dal gr. 
ec fuori , e phnntos visibile.) (B) 

Ecfias. .* (Anat.) Ec-fi-as. Sm. K. G. e vale Cosa attaccata ad un' al- 



Abitante fra i suoni.) — Ninfa amala da Dafni. (Mit) 

Echeneide. * (Zool.) E-che-nè-i-de. Sm. V. G. (Da echo io tengo, io 
sono unito e legato, e nevs per navs nave.) Nome dato ad un genere 
di pesci , chiamali volgarmente Remore, perchè, secondo la credenza 
quasi universale degli antichi naturalisti , avevano la forza di poter 
fermare o ritardare il corso delle navi. (Bufi) (O) 

Echekeo , * E-che-nè-o. ZV. pr. m. ( Dal gr. eche snono , e neo io tor- 
no : Chi ritorna con suono , con fama.) — // più vecchio ed eloquente 
de'Feaci, secondo Omero. (Mit) 

Echeo. (Archi.) E-chè-o. [ Sm. V. G- ] Sorta di vaso di rame che si 
metteva ne' teatri per far risonare la voce. — , Eccheo , sin. Lat, 
echea- Gr. r'x««. ( Dal gr. echeo io risuono.) Salvia. Pia. Tose. 1. 
280. In somma, è un echeo, un salvavoce, un serbatojo, una dispensa, 
una conserva del canto. » Salvin. Buon. Tane. Cassetta con un fosso 
nel mezzo, che si vede nelle antiche statue d' Apollo, come una giunta 
a pie della cetera , per far rigettare e moltiplicare il suono quivi den- 
tro echeggiando ; nell' ufizio del quale echeo , o sonatoio, è succeduta 
la Posa. (A) 

Echepolo, * É-chè-po-lo. N. pr. m. (Dal gr. echo io posseggo, e po- 
lis città. ) — Figlio di Anchise. (Mit) 

Echete. * (Zool.) E-chè-te. Sf Così diconsi da alcuni i maschi delle cica~ 
le, e son quelle che cantano. (Da echeteon verb. di echeo io suono.)(Van) 

Echetla. * (Geog.) E che-Ila , Echetra. Antica città di Sicilia. (G) 

Echetleo , * E-clie-tlè-o. N. pr. m. (Dal gr. echo io ho, ed ethelo io 
voglio : Chi vuol avere , Chi brama di acquistare. ) — Eroe onorato 
dagli Ateniesi. (Mit) 









ira. Nome dato da' Greci all'appendice vermicolare del cieco. ( Da Echeto, * E-chè-to. N. pr. m. (Dal gr. echthos odio, inimicizia.) — 
ec in , e phya genero , e vai Cosa generata con altra.) (A. O.) Re di Epiro , contemporaneo di Ulisse. (Mit) 

Ecfisa. * (Mcd.) Èc-fi-sa. Sf V. G. Lat. ecpbysa. (Da ec di fuori , e Echetra. * (Geog.) E-chè-tra. Città d' Italia capitale de' Volsci (G) 
^ ghfsa fla to. ) Emissione di flato ver Lurctra o per la vagina . (A.Ó.) Echi.* N.pr.m. Lat. Echi. (Dall'ebr. ach fratello, ed i mio: Mio fratello.) (B) 
EcfÌsEsJL ""'{Meel.) lic-n-se'-si. Sf. indecl. V. G. Lat. ecphysesjs. ( Da ec Echidna, * E-chid-na. TV. pr- f Lat. Echidna. (Dal gr. echidna vi- 
da , e physao io «ili;.: ) Grande e subitanea ispirazione, nella quale pera. ) — Figlia di CrUaare e di Calhroe , che i mitologi descri- 
vono come un mostro , mela ninfa , mela serpente , e che ebbe da 
Tifone V Idra , l' Orco , il Cerbero , la Sfinge ec. — Principessa 
iperborea deforme come la precedente , e che Ercole rese madre di 
Agatirso , Gelone e Scita. (Mit) 
Echidna. * (Zool.) Sm. Genere di mammiferi dell' ordine degli sdentati 
che comprende due specie, uiui delle quali è /'echidna histrix quadra- 



tino gran ctTrtqnna d' aria esce ad un tempo dal polmone ; l'espira- 
zione di persolo andante. (A. 0-) 

Ecsisi.* (Anat.) Ec-fisi. Sf. V. G. Lai. ecpl^sis. ( Da ec da, e physis 
generazione.) Lo ste^ò che Apofisi. V. Ecfisi del ventricolo fu da 
qualóhe autore chiamato il Duodeno. (A O.) 

KcrosBsi. * (Kett ) Ec-fo-nè-si. Sf. indecl. V. G. Lat. eephonesis. (Da 



^cjMV^V t. (Lcfifl 



ECHINA 



ECHIONIDI 



1 1 



pede , quasi grosso come il riccio, e lutto quanto coperto di fòrti spi- danti. Vivono numerosi nella parete interna di una vescica semplice 

ne coniche lunghe un pollice e mezzo. Probabilmente, ancorché non o doppia , somiglianti a granella di arena. Renier. (Min) (N) 

si conoscano chiaramente le sue abitudini, si nutre degl'insetti che Echinodermi. (Zool.) E-chi-no-dcr-ini. Sm. pi. V. G. Lai. eehinoderma 



raccoglie colla lunga sua lingua , ed abita nella Nuova Olanda. 
L' altra è V Echidna setosa , che è coverta di peli che coprono per 
metà le sue spine. Lai. Tachyglossos Illig. ( Dal lat. echinus , in gr. 
echinos riccio.) (Aq) (N) 

— * Specie di pesce del genere murenofìde , ordine de' malacopterigii 
apodi, a motivo della sua rassomiglianza con un serpente, e special- 
mente della sua lesta piccola e depressa , somigliante a quella d'una 
vipera. (In gr. echidna ovvero echis , ios vai vipera. ) (Aq) (N) 
Echina. * (Anat.) E-chì-na. Sm. V. G. Lai. spina dorsali*. (Uà echinos 



(Da echinos riccio, e derma pelle.) Nome della prima classe di zoofili* 
Sono animali di complicatissima struttura e rivestiti di una pelle ben 
organizzala, spesso sostenuta da una specie di scheletro, eri armata 
di punte o di spine articolale e mobili ; hanno una cavità interna , 
ove ondeggiano visceri distinti , un sistema vascolare che non si e- 
stende in tutto il corpo, ma ha comunicazione con diverse .parti del' 
V intestino e con gli organi respiratorii che sono distintissimi. In moke 
specie vi sono de' filetti nervosi che , quantunque distribuiti senza or' 
dine , possono fare le funzioni neiv >se. Renier. (Min) (N) 



riccio.) Nome volgare dalla Spina dorsale desunto dalle apofìsi spi- Echinofora. * (Bot.) E-clii-nò-fo-ra. Sf. V. G. Lat. echinophora. (Da e 



nose di cui abbonda. (Aq) 

Echinadi,.* (Mit. e Geog.) E-cbì-na-di. Ninfe sommerse in mare dall'ira 
di Acheloo, e cangiate in isole da Nettuno : sono le moderne Carzo- 
lari. (Dal gr. hechsis risuonante, e sia da naos domicilio, sia da nao 
io scaturisco. ) (Mit) 

Eciìikaxdo , * E-chi-nàl-do. ZV". pr. m. Lat. Lo slesso che Aginaldo./^.(B) 

Eciiinalopece.* (Geog.) E-chi-na-lo-pè-ce. Regione d'Arcadia , che prima 
chiamavasi Azania. (Mit) 

Ecmnanto. * (Zool.) E-chi-nàn-to. Sin. V. G. Lat. echinanthus. ( Da 
echinos riccio , ed anlhos fiore. ) Nome dato ad un genere di zoo- 
fili dell'ordine degli echinodermi pedicellati , chiamati ancora Uo- 
se di mare , perchè il loro nicchio è coperto di piccoli pungoli seto- 
lala , ora rialzati , ora coricati : nella circonferenza ora è rotondo , 
ora ad angoli ottusi , ora ovale , ora ritaglialo. I dieci viali sono 
citivi, due a due rappresentano una figlia allungata, e tulli insieme 
una rosa. Pino. Clipeastri Lara. (Aq) (N) 

Echinaria. * (Bot.) E-chi-nà-ri-a. Sf. V. G. Lat. echinar&L ( Da echi- 
nos riccio. ) Genere di piante unilobee, della poligamia monoecia, fa 



chinos riccio, e phero io porto.) Genere di piante, a fiori polipetali, 
della pentandria diginia, famiglia delle ombrellifere, le quali per ca- 
raltere presentano un' ombrella universale composta al più di quindici 
raggi, un collaretto di cinque foglioline acuminate , e delle oinhrelle^ 
parziali con collaretti della stessa forma. Il loro frutto è formato di 
due sementi riunite ed involte in una tonaca fungosa , ricoperta dot 
piccolissime punte. (Aq) 

Echinoi/talmia. * (Clùr.) E-chi-no-flal-mi-a. Sf. V.G. Lat. cchinophtal- 
mia. ( Da echinos riccio, ed ophlhalmos occhio.) Infiammazione delle 
palpebre , nella quale le cig lia sono ritte e arriccial e. — , Echinot- 
talmia , sin. (A. 0.) ~ 

Echinomelocatto, * (Bot.) E-chi-no-me-lo-càt-to. Sin. V. G. Lat. echi- 
nomelocactos. ( Da echinos riccio , melea melo , e cactos cardo.) Cu- 
riosissima ed ammirabile specie di Cactus delle Indie occidentali , 
che per la forma della sua lesta e delle sue spine sembra una naturale 
unione del cocomero e del cardo. (Aq) (N) 

Echinometra. * (St. JNat.) E-chi-nò-me-lra. Sm. Lo stesso che Echino. 
V. Mattici. Berg. (N) 



miglia delle graminee, da Desfontaines stabilito col cenchrus capitatus Echinometre. (B. A.) E-chi-nò-me-tre. Sf. pi. V. G. Lai. cchinometrae 



Lin.j così delle, perchè i loro fiori hanno una gluma membranosa a 
due valve arricciate alla maniera del riccio. (Aq) 

Echinato. (Zool.) E-chi-nà-to. Add. in. V. G. Aggiunto delle conchi- 
glie , che sono armate di punte, simili agli spuntoni degli echini , 
o ricci marini. Bonanni. ( Dal lat. echinus in gr. echinos riccio.) (A) 

2 — (Bot.) Semi echinati.- Quelli che sono esteriormente spinosi, ocon 
pelo ruvido , a guisa degli echini. (A) 



( Da echinos riccio , e melra utero. ) Cos'i dagli artefici di plastica 
si nominano le forme di cera , di gesso, di creta , o di altra somi- 
gliante materia scavala in varie guise , con cui con ispeditezza ed 
eleganza si fanno degli orci, od altri vasi per le mense. (Aq) 
EcniNOMiE. * (Zool.) E-chi-no mi-e. Sm. pi. Lat. echinomiae. (Da echi- 
nos riccio marino , e mfa mosca : Mosche arricciate. ) Mosche che 
hanno sopra il corpo de' peli molto ruvidi. (Aq) 
» — * Pericarpio echinato : Quello che da per tutto è guarnito di Echinope. (Bot.) E-chì-no-pe. Sm. V. G. Lat. echinops. ( Da echinos 
piccole punte, per mezzo delle quali si attacca e s' infilza a' corpi riccio, ed ops, opos aspetto.) Genere di piante a fiori composti , della 
che gli si avvicinano. Bertoloni. (0) singcnesia segregata, famiglia delle cinaracefale , a figlie spinose e 

3 — "(Archi.) Tetto echinato : Il tetto composto di tegole spesse, scabre e pinnatifidc ; così chiamate perche i capolini rotondi e ruvidi di varie 
spinose, quasi a fòggia di riccio marino, o piuttosto, come altri voglio- specie di questo genere somigliano ad un riccio. (Aq) (N) 
no, dello così dalla cornice arricciata in cui termina. ( V. echinaria.) Ecmr\0P0RA. (Zool.) Echi-nò-pa-ra. Sm. V. G. Nome di un genere 
Diz. Mal. (Aq) 
Echinei. * (Zool.) E-chi-nè-i. Sin. pi. V. G. Lat. echinei. (V. echina- 
ria. ) Famiglia di animali quadrupedi , che hanno il corpo coperto 



di spini colli e forti, o di pei mollo ruvidi. (Aq) 

Echini. * (Bot.) E-chì-ni. Sm. pi. Lat. echini. ( Dal lat. echinus , in gr. 
echinos uccio ; e ciò a ìuotivo dalla sua figura scabrosa.) Nome col quale 
i crittogamisti dinotano quelle protuberanze acute di alcuni funghi, le 
quali tengono nascoste le parti della fruttificazione. Bertoloni. (Aq) (0) 

Jìcjimoi. * (Zool.) E-chi-ni-di. Sm. pi. V. G. Nome dato ad una se- 
zione di zoofili, perchè quasi tulli i generi compresi sotto questa 
sezione hanno il corpo guernilo di piccoli spini , di modo che rasso- 
migliano ad un liccio. (V. echinaria. ) (Aq) 

Echimi- * (Zool.) E-chì-ni-i. Sni.pl. V. G. Denominazione di una fa- 
miglia di animali quadrupedi, perchè comprende tutte le specie de' 
ricci od animati guerniti di spine. (V. echinaria. ) (Bufi) (O) 

Echiniti. (St. Nat.) E-chi-ni-ti. Sm. pi. Echini fossili, de' quali molti si 
trovano convertiti in selce. (Boss) 

Echino. (St. Nat.) E-chi-no. Sin. Lai. echinus. ( Da echinos riccio. ) 
Riccio terrestre o marmo , e Scorza esterna della castagna. — , Echino- 
metra, sin. (Aq) 
— * (Zool.) Genere di zoofiti marini dell' ordine degli echinodermi 



di anima/i deli ordine degli atlinieformì soprabitanti : Polipnjo pie- 
troso stabilmente attaccato, disteso in espansione fogli torme e ro- 
tondala , striato leggermente in ciascuna parte , colla superficie su- 
periore echinala da piccole papille e da cerchielli rosacei,convessi,echina- 
tissimi , da un foro pertugiati , e che cuoprono le stelle circolari spar- 
sevi , fornite di lamelle ineguali, quasi confuse , dal fondo delle pa- 
reli innalzanlesi , e che ne otturano in parte la cavità. (Dal gr. echi- 
nos riccio , e poros passaggio, meato. ) Renier. (Min) 
Echinorinco. (Zool.) E-chi-no-rm-co. Sm. V. G. Lat. echinorynchiis. 
(Da echinos riccio, e rhrnchos muso, rostro, proboscide.) Nome di 
un genere di vermi intestinali parenc himalosì della famiglia degli 
acaiitoafili : Corpo allungalo rotondato , otricoloso , elastico , od i- 
iiTme o armato, con collo brevissimo o imito, oppur longicollo ; pro- 
boscide ritirabile con uncini in serie disposti, subglobosa , od ovale 
od allungata , e nel mezzo ingrossata , o clavata , o conica , o cilin- 
drica , o lineare. Gl'individui alcuni sono maschi, ed altri fémmine. 
Si attaccano alle intestina per la loro tromba e spesso le pei forano ; 
se ne trovano perciò nella spessezza delle tuniche e nella, cavità ad- 
dominale o aderenti agi' intestini all' esterno. La più grande specie 
che suol trovarsi abbondantemente nelle intestine de' porci e de'cignaU 
è T echinorhynchus gigas. Renier. (Min) (N) 



pedicellati, volgarmente detti Ricci di mare, il cui nicchio sferico od Echinottalmia. * (ClnV.) E-chi-not-tàl-mì-ar Sf. Lo stesso che Echino 

ovale come l'involucro della castagna è coperto di folti spini. Si ciba- ftalmia. V. (A. 0.) 

no di picciole conchiglie che si sollirano con i piedi ; i loro movi- Echio , * È-chi-o. N. pr. m. ( Dal gr. echis , echios vipera. ) — Padre 

menti sono lentissimi) nell' interno son pieni di acqua salala. Comprende di Mccislea , ucciso da Polite. — Capitano trojano, trucidalo da 

molte specie fra quali la più comune è /'echinus esculentns Lin.(Aq)(N) Patroclo. (Mit) 

* (Bot.) Albero della Cochmchina , di cui Loureiro uvea formato Echio. (Bot.) Sm. V. G. Lai. echium. ( Da echis, echios vipera , cioè 



Un genere nella dioecia poliandria, da' moderni riunito al genere Mappa 
distìnto da foglie ovali ed acute, e da un calice mono) dio ed ovale, 
terminalo da dentature lineari ed ineguali. (Aq) (N) 

2 — * T. usato pure da alcuni botanici per dinotare la testa o la ci- 
ma spinosa di qualche pianta , per la somiglianza di questa parte 
con un riccio od involucro d' una castagna. (0) 

£ — (Archi.) Ornamento di architettura , chiamalo ancora Uovolo , 
perchè net mezzo di questo guscio si rappresenta una specie d' uovo. 
Questo ornamento si colloca nelle cornici foniche , corintie e com- 
posite. (Aq) 

Echino. *(Mit.) N.pr.m. — Celebre indovino, uno di quelli che nacquero 
da' d,nlidel_drago , e che diede il suo nome ad una colonia leba- 



na. ( \"!èchino , sm. ) (Mit) 
2 — * (Geog.) Antica città della Grecia nella Fliolide , in fondo del 

golfo Maliaco. (G) 
Echinocarpo. * (Bot.) E-chi-no-càr-po. Sm. V. G. Lai. echiuocarpus. 

(Da echinos riccio, e carpos frutto.) Specie di piante del genere 

Cimbio, la cui casella o frutto è spinoso. (Aq) 
Echinococco. (Zool.)-E-chi-no-còc-co. Sin. V. G. Lat. echinococcus.(Da 

echinos riccio , e coccos specie di grano rotondo.) Nome di un genere 

di vermi intestinali dell'ordine de' Cistici: corpo subovato , testa di 

tenia armata , fornita di una corona di uncini, e di boccucce suc- 



viperiua.) Genere di pi aite a fiori monopetali, della pentandria mona- 
ginia, famiglia delle borraginee, col calice diviso in cinque lacinie e 
la corolla imbutiforme col lembo ineguale , il cui frullo consiste in 
quattro grani così stretti insieme e rugosi, che somigliano alla testa 
delle vipere ; le loro foglie, non meno che il fusto , sono sparse sen- 
z'ordine di macchie nere e rosse. (Aq) (N) 
2 — * (Zool.) Genere di molluschi dell' ordine de' testacei , da Poli 
stabilito con una specie delle Anomie di Lui., i cui caratteri sonot 
privazione di sifoni e di piedi , branche separate ec. Si trovano at- 
taccali alle ostriche e ad altri corpi; ve ne sono in tulli i mari. (Aq)(N) 
Eciuoide. * (Bot.) E-chi-ò-i-de. Sm. F- G. Lui. echioides. (Da echis vi- 
pera , ed idos forma, rassomiglianza.) Nome dato dagli antichi a*ft- 
verse piante , le cui sementi hanno qualche rassomiglianza con la 
testa di una vipera. (Aq) (N) 
Echione , * Echi ó-ne. ZV. pr. m. Lai. Echion. (V. Echio.)— Figliuolo 
di Mercurio e dì Antfanira , uno degli Argonauti. — Uno de' com- 
pagni di Cadmo, che lo ajutarono a. edificare Tebe. — Re di Tebe, 

padre di Panie o Uno de giganti che scalarono il cielo, ec.(B)(Mit) 

EcHiONinE, * E-chiòni-dc, Echiouiq. N- pr. m. Nome patronimico di Pan- 

teo , figliuolo di Echione. (Mit) 
Echionidi , * E-chi-ò-ni-di. Add. pr. m. pi. Nome con cui chiamavansi 
talora i Tebani, da Echione , uno de' fondatori di Tebe. (Mit) 



1 2 

ElHIONIO , 



ECIIIONIO 



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E-chi-ònì-o. N. pi: m. Lo stesso che Echionide. V. (Mil) 

Ecbitb. (Boi.) E-chi-to. Sf. v. G. Lai. ecliites. (Da echi» vipera.} Ge- 
nere di piante della pentandria monoginia , famiglia delle A'pocinee , 
col calice diviso in cinque lacinie, la corolla ipocraleriforme, cinque 
squame nettari fere , due follicoli ed i semi cliioirluli ; la maggior parte 
dette sue specie hanno gli steli serpeggianti. (Aq) (N) 

3 — (Min.) Sorla di pietra preziosa di color verde. Lai. echites. Gr. 
sjj/rjjs, Lib.cur. malati. La ecliitc fu nominata da Plinio nella sua Storia- 

Ecmio. * (Boi.) E-cì-di-o. Sm. P. G. Lai. acidiura. Genere di piante 
crittogame, della famiglia de' funghi, costituito da una polvere bian- 
ca , gialla , rossa o nera , che nasce sono /' epidermide delle foglie 
viventi , e che si diffonde nella sua maturità con tracce circolari e 
dentale , formate nell'epidermide stessa. Le diverse specie, che lo com- 
pongo soìio della pentandria monoginia , hanno il calice diviso in 
cinque lacinie , la cor-olla ipocra tei forme , cinque squame nettari- 
fere , due follicoli ed i semi chiomati; mtocnno spesso moltissimo alle 
piume, sopra le quali si trovano, distruggendo l'organizzazione delle loro 
foglie, ed opponendosi quindi all' esecuzione delle loro funzioni, tanto 
importanti al crescimene» e perfino alta vita de' vegetala! i. (Aq) (N) 

Ecij». * (Geog.) E-ei-ja. Lai. Astigis , Colonia Augusta Firma. Città di 
Spaglia net Regno di Siviglia. — nella prov. di Cordova. (G) 

Ecla. * '(Geog.) È-cla. 'Vulcano dell' Islanda. (G) 

Eclampsie. * ( Med. ) E-clàm-psi-de. Sf V. G. Lat. eclampsis. '(Da 
eclampso fut. di eclampo io splendo.) Malattia convulsiva cronica o 
acuta , colla perdita de' sensi durante il parosismò , che attacca i 
fanciulli o con punture o con dolori che affettano le membrane del 
Cervello , onde loro sembra di veder brillare agli occhi una luce pus- 
saggiera che dal volgo dicesi veder le stelle. (Aq) 

Eclano. * (Geog.) E-clà-no , Quintodecimo. Lat. Eclanùm , Aeculanum. 
antica città d'Italia nella Campania, distrutta nel settimo secolo. (G) 

Eclemma. (Farm.) E-clèm-raa. Sm.F. G. (Da e e da , e lycho io lecco , 
onde eclìcho che ha lo slesso senso , ed ecligma , sorta di cleltuario. ) 
Sorla di medicina che gli Arabi chiamano Locclii, e ì Latini Lindi, 
perchè si pigliano in bocca a modo di lambire e leccare. Lat- Lin- 
ctus, Eclegmata. Pasta. (B) Ricetl. Fior. 10S. Quella sorta di me- 
dicina che gli Arabi chiamano rocchi , i Greci gli chiamano eclem- 
roi . . . perchè si pigliano in bocca a modo di lambire, e dissolversi 
a poco a poco ,' e si lasciano scendere. (Pr) 

Ect.EO , * E-clè-o. N- pr. m. Lat. Oecleus. (Dal gr. he cleis, o sia he- 
clis la chiave.) (B) 

Ebetismo. * (Litt) E-cIe-li-smo. Sm. V. G. (V. ecclettici.) Metodo 
di filosofare e di medicare. V. Eclettici. (0) 

Eclettici. (Lett.) E-clèt-ti-ci. Add. e sm. pi V. G. Lat. ecletici. (Da 
ectecteon verb. di eclego io scelgo.) Denominazione data anticamente ad 
alcuni filosofi , ed anche ad alcuni medici, a motivo eli essi sceglievano 
dalle altre Sette quello che vi era di migliore e più ragionevole. (Aq) (N) 

Eclide , " È-cli-de. N. pr. m. Lat. Oeclides. — Nome patron, di An- 
fiarao figlio di Ecleo. (B) (Mit) 

Eclipta , * E-clì-pta. Sf.'V. G. V. e eff' Edith». V. (Aq) 

Ecl^e. * (Mus.) E-clì-se. Sost. com. V. G. Lat. eclysis. (Da ec da, e 
lysis scioglimento. Per altro sarebbe meglio dire eclisse da eclipsis 
viianc.imcrito. V. eclisse.) Neil' antica musica era un' alterazione nel 
genere armonico, allorché una corda veniva accidentalmente abbas- 
sata di tre diesis' al di sotto del suo accordo ordinario. (Aq) 

Eclisi. * (Med.) E-cli-si. Sf indecl. V. G. Lat. eclisis. (Da ec da, e 
lysis sciogliménto, onde eclysis che pur significa scioglimento, libe- 
razione ec.) Dissoluzione, Deliquio dell'animo e delle forze , onde 
provengono l'asfissia, la sincope, e la tipotimia.— , Ecclisi, «'/(.(Aq) 

Eclissamento, * E-clis-sa-mén-to. Sm. V. e ch'Eclissi. (A) 

Eclissantk , * E-clis-sàn-te. Pari, di Eclissare. Che eclissa. —, Ecclis- 
«ante , sin. V. di reg. (0) 

Eclissare, E-clis-sà-re. Alt. e n. ass. L'oscurare propriamente del So- 
le e della Luna. Impedire , per interposizione d'un altro corpo , che 
essi tramandino a noi la loro luce ; e si dice anche d' altri corpi si- 
mili. — , Ecclissare , sin. Lat. deficere. Gr. ix-Kuirav. Dant. Par. 25. 
Di veder eclissar lo Sole un poco. 

2 _ p er simil. Oscurare. Lat. obscurare , tegere. GrAiturmiluv. Dant. 
Par. io. 6o. E si tutto 'l mio amore in lui si mise , Che Beatrice 
eclissò nell' obblio. Tac. Dav. Stor. 1. 255. Cecina , per eclissare la 
vergogna sua ne' danni pubblici, deliberò ingarbugliare ogni cosa. E 
Va- Agi: 3g2. Le guerre civili sopraggiunte eclissarono le sue dap- 
pocaggini. Buon. Fier. 4. 4. 1J- Ed è sol colpa Di chi gli usa eclis- 
sare i rai del vero. _ 

J — E li, pass, [nel primo sigli.] » Segner. Crist. instr. 1.13.7. La più 
dannosa di tutte (le ecclissi)è quando il sole s'eclissa di buon mattino.(N) 
Eclissare dìff, da Oscurare. Considerali soltanto nel senso fig. il 
primo dill'. dall'altro per maggiore intensità. Oscurare vale semplice- 
mente Deprimere una cosa al paragone d' un'altra; Eclissare significa 
Renderla afiàtto nulla al paragone "di un'altra- Così diciamo Che il 
falso merito è oscurato dal merito reale , ed ccclissato da un me- 
rito eminente. Queste voci nel proprio differiscono da Adombrare , 
Ottenebrare , Offuscare ec. V. Adombrare. 

Eclissato , E-clis-sà-to. Add. m. da Eclissare. — , Ecclissato , sin. Lat. 
obscuratus. Gr. ùQuthttos. t m 

Eclisse. (Astr.) E-clìs-se. [ Sost. com. Lo stesso che ] Eclissi. V. Gal. 
Sist. Og. Si costuma chiamare eclisse del Sole questo , che voi volete 
chiamare eclisse della Terra. » Salviti. Disc. 1. 5o. Un'eclisse solare 
grandissima. (N) 

Eclissetta , E-clissét-là. Sf. dim. di Eclisse. Piccola eclisse. — , Ec- 
clissetla , sin. Ghedin. Lett. Berg- (Min) 

Eclissi. (Astr.) E-clìs-si. [Sost. com. indecl. Dicesi propriamente dell'Oscu- 
razioni del sole riguardo a noi per l'interposizione della Luna, o del- 
l'oscurazione della Luna per l'inlerposizion della Terra;] e si dice anche 
a" altri corpi celesti; [ma si prende talora per simtlit. in senso di Oscu- 



FXO 

ramento, o simile.— , EccIisse,Ecclissi, Eclisse , Eclissamento , Ecclissa- 
menUvirt.] Lai. defectio, defectus, eclipsis. Gr.'ix.\er\,if. (Da ec da, e Itpso 
fut. di lipo io manco, onde eclipsis mancanza.) G.Y. 11. 2.2. A' di 14 dèi 
Maggio passato fu eclissi , o vuogli scurazioue di gran parte del Sole. E 
appresso: Significava gran secco nella presente state vegnente, e poi nella 
opposizione di quello eclissi gran soperchio d' acque, tiloc. Ne si patisco 
l'eclissi , come la Luna fa. E altrove: La dorata casa del Sole dise- 
gnò tutta, non tacendo de' suoi eclissi. Dant. Par. 2. So. Se 'I primo 
fosse, fora manifesto Nell'eclissi del Sol, per trasparcre Lo lume , 
come in altro raro ingesto. Bui- Par. 2. 2. Nell'eclissi del Sole, cioè 
nell'oscurazione del Soie. Eclissi è vocabulo di Grammatica, e viene 
a dire defetlo c'mancamento ; e quando lo Sole. oscura, ha difetto e 
mancamento. Dani. Par. 27. 35. Cosi Beatrice trasmutò sembianza ; 
E tale eclissi credo che in ciel fuc , Quando pati la suprema Possanza. 

2 _ E di genere firn. Filic. Rim. pag. 36. ( Canz. O grande ec. ) E 
dell' Odrisia luna L'orrenda eclissi. E pag. 281. ( San. Langma ec.) 
Languia Cristina ; e qua! se discolora Torbida eclissi al gran pianeta 
il volto, Langue Natura, ce. (B) Segner. Crisi, intr. 1. i3. 7.Tutte 
l'eclissi sono noccvoli ec. La più dannosa di tutte , è quando il sole 
s' eclissa di buon mattino ... Oh che eclissi luttuosa ! Salvili. Disc. 
1. 4). Il quale si osserva nell'ordinarie eclissi. (N) 

Eclitta. * (Bot.) E-clìt-ta. Sf. V. G. Lat- eclipta. (Da eclipsis eclisse.) 
Genere di piante esotiche a fiori composti , di Rumpluus stabilito 
nella singenesia superflua , famiglia delle corimbi/ere con fiori rag- 
giati, ì' antodio doppio , il ricettacolo paleaceo , ed 1 semi angolosi 
colV apice mucronato; così chiamate per la fórma e per la formazione 
e disposizione del loro fiore radiato che si paragono al disco del sole 
eclissalo. — , Eclipta , sin. (Aq) (N) , . ,, . , . , 

Eclittica. (Astr.) E-clit-ti-ca. [Sfl Linea o Cerchio eh e nel mezzo del 
zodiaco [ e per la quale si supponeva che il Sole facesse il suo corso. 
_,Ecclittica,s;n.]£at,ecliptica.Gr.6*XsMrrj»«.(Cosi detta d.» ecclusi; 
poiché l'ecclissi non avvengono se non quando la luna è in questo cer- 
chio, o gli è mollo prossima.) Gal. Sist- 9 i. Che tanto importano le mas- 
sime latitudini del dragone di qua e di la dell'eclittica. (N) 

2 - [ Usato anche come add. f. Via eclittica vale lo stesso che Eclit- 
tica 1 Bor-h. Rip. 60. Sotto questo cerchio per la via eclittica senza 
mai fallar? passando il Sole, ne forma l'anno in dodici mesi òistinto 

Eclo * (Mil.) Centauro ucciso da Ampice nelle nozze di Ptriloo.( Dal 
cr. eca'oo mite, placido, ovvero da cclos vespertino.) (Mit) _ 

Eclooa. * (Lelf.) K-clo-ga. Sf. P. G. Cos'i cluamavansi da Greci , 
passi scelti nelle opere degli amichi autori. K. Egloga. ( Uà ec 
da , e lego io scelgo, onde ecloge elezione.) Salvai. Cas. l5i. Ne 
quali (sermoni) non cosi per fretta troverai alcuna ecloga (con gli 
antichi parliamo, i quali a torto sono ripresi da' moderni critici, ) 
la tinaie sia per oeni parte priva di satirico aceto. (N) 

EcLOCAiui. " (Lett.) E-clo-gà-ri-i. Sm. pi- Coloro che raccoglievano 
le ecloghe. (0) , , , _ « , 

Eclopb. * (Bot.) È-clo-pe. Sf. V. G. Lai. eclopes. (Da ec fuori, e lepo 
io scortico, onde ecìepo io tolgo la scorza.) Genere di piante esotiche 
a fiori composti, della singenesia superflua famiglia del.e raggiate, 
da BancU stabilito , e così denominato dal calne ovale ^oblungo, 
ed imbricato di scaglie cartilaginose con appendici scarificate nella 
cima; lesue specie da' moderni sono state riferite a generi Relnaiua e 

EcSr?oa° g f" SSà^-ra. N. pr. m. ( Dal gr. acme fior delPetà ed- 
agoreo io aringo nel foro : Chi aringa' nel fior dclk eta.)- Figliuolo^ 
di Ercole, e di Filona- (Mit) ' — "~ ~\ 

Ecmalotabca. * (Arche.) Ec-ma-lo-tàr-ca. Sm. V. G. Lai. aecmalotar- 
cba. ( Da ecmalotos prigioniero, ed archos principe capo. ) - Nome 
dato al conduttore o capo degli schiavi ebrei in Babilonia. (Aq) 

Ecmea. * (Bot.) Ec-mè-a. Sf. F. G- Lai aechmea. ( Da acme punta ) 
Genere di piante del Perà, dell' esandna monoginia , famiglia delle 
hromeliacee, la cui unica specie è parasitica, con foglie ensiformi acu- 
leale e fiori pannocchiali giallastri ; cosi chiamale perche uno d*- 
Hi' intagli del calice esterno del loro fiore termina in punta. (Aq) (N) 

Ecmel.a: (Mus.) Ecmè-li-a. Sf. V G. Lat ecmeha. ( Da ec fuor, e 
melos canto.) Suono senza melodia, ossia la voce parlante, a diffe- 
renza di Emmclia , che significa il suono del canto. (L) 

Ec tlE LO. * (Mus.) Ec-mè-lo. Add. m. V. G. (Da ec fuori e melos can- 
to.) Aggiunto di suono presso i Greci, cioè quello della voce inap. 
prezzatale o parlante, che non pub sommnastiare melodia , per op- 
posizione al suono emmelo o m.isicale. (Aq) (Van) 

Ecnepia. (Fis.) Ec-nè-f-a. Sf. F. G. Lai. ecnephia. Da ec da e ne- 
phns nube.) Impetuoso arrotamento dell aria , sodissimo al Tifone, 
P da cui differiste in ciò , eh' egli è formato di aria nubilosa ed opa- 
ca onde è visibile da lontano , ed inoltre ha in se qualche pinci- 
pio di abbruciarne mo ; ma il Tifone e fatto d aria trasparente , e non 
apporta calore. Del Papa. (A.) -,,„/,„., _„ 

EcZante. * (Mit.) Ec-no-bàn-te. Uno de cani di Alleo,/. ( Dal gr, 
eclLo io nuoto , e bas , hanlos a. 2. part. att. d, belio io- v 

Eco fFiO^È-ca'^o^. com. V.G.Tulto ciò che V ore/hio sente per ri- 
flessione dopo averlo sentito direttamente. Sichiama/ncora Eco il luogo 
che è cagione del ripetere della voce o del suono.] -, Ecco, sin. Lai. 
echo Grf i%». Teseid. 1 u 3o. Tale, che di lontan' ben altrettanto Nelle 
vani" eco trista risonava. » Cur. Long. Sof/io 7 . ( Firenze 18,1 ) 
O e'tfe molli altri simili inganni d'eco, di/Éui non aveva la semplice 
f^nc Ila notizia, le persuasero ec. Segner/ Incr . i. 20 ,2. Ch, però 
non vede a, resi a slolidità di quell' impr/vvido zelo, 1 quale amereb- 
be che la pena rispondesse subito al deh/io , conforme 1 eco risponde 

^EpTinet^tgne, Man.LiJl 3, 3. Lode tale che non fa al- 

-.• - ?& s;"co s pzx:z d ^si*<, m, 



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ECOFORA 



ECTASI 



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3 _ * (Bot.) Botanici economici furori detti da Linneo quegli autori 
che scrivono degli usi economici delle piante ; e Flora economica la 
parie della botanica che- solo di ciò tratta. Bertolom. (O) 

3 — * (Chini.) Chimica economica. F. Chimica , §. 2. (O) 



«ni leti far». 1. 61. Quando si parla sottf eco , si trova un invilo- 
AS^TL [procione comande «he a parlar alto parrebbe 
ch'e's' avesse a sentir dagli antipodi ec (1\; . . j- u j t t me : . ... 

2 _ (Leti.) Nome di un componimento poetico, ne iquaie Ecoxomco.\L e lU)Strt.TilolodiuriopemdiSenofoiite.Salvin.Disc.3. 9 W) 
sillabe donni verso formano parole che fanno . r isposta aa Economista, * E-co-no-mi-sta. Sost. com. Che scrive su l'economia o 

precedente, interrogazione, come nell'esempio seguente . yuale 
fin sì duro scempiai Empio rispondi. (A) 



3 Z-VJS Si applica tal nome a quella sorte A arie o«j;»ffl 
3 ad impone Z' eco si ripetono certi passi, diminuendone ,l_men- 



!U 



t 



ad imitazione dell eco si -w«u ^. » r ^" , - , an0 po . 

sita del suono. - Veltro dorgano, awero unse co "dolgano po 

sto in una distanza maggiore , o nascosto onde suono p 

4 ^U.f^lZ >M%X2FtJZ SSA freisa, a jj 

«■£? So ^rs^wsi ■ " *» ci - *« **■ Da> 

.avi sassi rispondea sovente (N) ^ , 

Ecofora. (Zool.) E cò to ra. o; , ^ ^ ; . rf 

EctÌT'*Vlo^E-co: ra ( e A t q rla. */ * G. L«t echometria. (Da ec/ ; o 

E eco m'o^o io misuro.)^ cAe *»W>- «/«r? S'< «*' flrtl ^ 

£«' £££ la durar Je o /a lunghezza de suoni >££^»~C^ 

che serve a misurare la datazione o la lunghezza de suoni, ed a 

'— » tl^N'ìr T( 7S7. e*hHs suono , e mina a. ,. 
EC Z°k irroT^ofbWrUe! Chi soggiorna fra' suoni ) - 
SS rfe' «W«««<« figliuoli d'Egitto, sposo di Acamantide. (Mit) 

ja^-V^SS^^Jfffa-SE^ gU affari 
^pT^^icf/téZ distintesi in Economi^politica e 
domestica ] Lat. oeconomia, dispensano. Gr. oi*o«A"«. ( Dal gr. i«w 
JasT, e «ome distribuzione : Distribuzione delle cose domestiche^ Se- 
condò altri , è da icos , e da »o™, legge. ) » ffrtfaw. Annoi. BF 
p A % Uno de' segreti di buona economia, pone nello economico suo 
dialogò Senofonte , il mettere le cose sempre a suoi luoghi determi- 
nati,* pei ^ non V a'vere a cercare. E Disc £«. Chi le leggi prescrive 
alti politica .'all'economia , alla morale .' (IN) 
3 -Carico dato dal pubblico o dal superiore a. chicchessia d' ammini- 
strare V altrui entrate. Lat. administratio. 6r. Iieutuff». 

3 _ 7Vora ri diW* per Risparmio. » Saton.Duo-t- *99- Chi cono- 
scerà questo tempo saprà far buon uso della favella, e maneggiare con 
economia il silenzio. {Qui fi g.) (B) tua™- Ip 

4 - » Ufizio, Lavorio , Uso. R.d. nel Diz.di A. Pasta. Ridune le 
viscere a ruicliore economia e temperie. (N) _ 

5 -* (Med.) Economia animale: Termine vago che si adopera per e- 
sprimere il sistema de fenomeni che si osservano negli animai, , od 
complesso delle hggi che governano il loro organismo. Dicesi anche 
A^.e n dajita^(A^O.)^(l t ^ iie _ QucU> armonia od ordine costante, 
secondo il quale i vegetabili nascono, crescono, vivono e sinproau- 
cono. Bertoloni. (O) \ „ 

1 - (Pitti Quella virtù del pittore, per la quale esso mette nelle opere 
sue le partì necessarie, tralasciando le inutili [, trascura le accessorie^ 
per far risaltare le. principali ; e nel distribuire la luce, l ombra e i 
colori, evita quel troppo, onde si perde di veduta l unita della com- 

posizione. (B) , . ■ 

8 _ * (Icon.) Donna che involge il cornucopia entro la propria veste, 
non lasciandone scoperta che una piccola parte. (Mi*) 

Economia diff. da Risparmio e da Parsimonia. U ternane Eco- 
nomia e più generale : essa regola gli affan domestici, le fortune pub- 
bliche , gl'interessi dello Stato. Essa riguarda qualunque spesa con- 
ciliata saggiamente col maggiore godimento possale, con la conser- 
vazione e col miglioramento della cosa. Il Risparmio e un ramo di 
Economia che consiste nel l stringere le spese, o nell astenersene , 
rei cercare in tutto il minor prezzo, di modo che la spesa non passi 
r entrate , anzi ne rimanga un di più. La Parsimonia e una Eco- 
nomia più minuta e insieme più rigida e più virtuosa. L Economia 
conviene soprattutto alle grandi fortune ; il Risparmio alle fortune 
variabili ; la Parsimonia alle meschine. La voce Economia s' usa 
inoltre in senso più ristretto , ed allora diventa affine a Risparmio. 
Così diciamo : Par economia , Mettersi in economia, Uomo economo, 
Vestire economico ec. »•'_». 

Economica , E-co-nò-mi-ca. \.Sf] Scienza [per la quale si apprende a be- 
ne amministrare gli affari pubblici e i domestici.— , Iconomica, sin.-] 
Lai. oeconoinice. Gr. oly.ovopix.-h. (V. economìa.) Salviti, disc. a. 466. 
Dietro alla quale ne vengono e l'economica e la politica , umanissime 
facultadi , contribuenti alla felicità delle case e degli Stati. » Tolom. 
leu. 4. i53. Voi sapete molto ben quel che sopra di ciò comanda l'e- 
conomica. (N) . 
EcoKOMicAMENTE.E-co-no-mi-ca.men-te. Avv.Con economia. F.dell uso.{A) 

Baltagl. Berg. (O) . '. 

Economico , E-co-nò- mi-co. Add. m. Di economia, Che serve a econo- 
mia , o Ealto con risparmio. Lat. oeconomicus. Gr. olx.ovoiMx.oi. Fiv. 
Disc. Ani. 17. Soprantendente generale all'economica e fedele esecu- 
zione di tutti i lavori da me proposti. » Salviti. Disc. 3. 3. D'jme- 
ì,liclic obbligazioni e buone osservante economiche^ (a) 



V 



la conosce. V. dell' uso. (0) 

Economizzabe , * E-co-no-miz-zà-re. Alt. Amministrare con economia , 
cioè con risparmio, Risparmiare, Astenersi da gravi spese ec. K. 
dell'uso. (0) . ... 

Economo, E-cò-no-mo. iSm. V. G.] Chi ha economia, {Quegli che 
regola ed amministra gli affari domestici di una famiglia^ | — , lcono- 
mo , sin. Lai. adminhlialot. Gr. oì*ovo>os. Segn. Pred.36.5. terraa, 
eli direste : che fai sconsieliatissimo economo de' tuoi beni . 

2 — * Ejig. Salvin. Pros. Tose. 1. 555. Chi 11' è la dispensier-a , 
1' amministratrice e 1' economa , se non la lingua ? (N) _ •' 

3 — Chi amministra o ha cura de' beni o delle rendite ccclesiasticne. 
Borgh. Vesc. Fior. 5oo. Erano tirati di mano in mano innanw ai 
maggiori {carichi) di lettori, di economi e di diaconi. 

4 — Colui che risparmia. „ 

5 _ * (Zool.) Nuova specie di ghiro o quadrupede del genere l opo 
campagnuolo , della quinta famiglia dell' ordine de' Roditori , casi 
denominato dalla sua previdenza ed attività nel raccogliere durante 
la buona stagione le provvisioni per l'inverno. (Aq) 

E converso. V. L. Posto avverb. ss Per l' opposito. Lat. contra. ur. 
àvTtxpv. G. V. 8. 6g. 1. Avevano volontà di ben vivere, e amavano 
la pace e la concordia , ed e converso per gli altri. Maestruzz. l.Mf. 
til. Come si dee procedere quando la donna richiede il marito per 
suo, ed e converso. E appresso: In tutti gli altri casi credo chela 
donna dee essere restituita , s' ella addoraanda il manto suo , ed e 
converso. Com. lnf. 20. Vero è, eh' e' sono uccelli che sentono ai 
parecchi di innanzi la mutazione del tempo di, buono «n reo , ed e 
converso. Bui. Significa che la dottrina dell' uno è stata dichwramen- 
to della dottrina dell'altro, ed e converso. Diliam. 1. ig> Ne miei 
prim' anni ec. Multiplicava in me , di giorno in giorno , benno .va- 
lore , bellezza e potere , Ed e converso ; ma qui lasso , e torno Alia 

2 n — Seguito da Da capo rende pia viva e più forte l'espressione.Boez. 
142. Che se alcun segga , l' opinione , che lui sedere stima , esser ve- 
ra è di necessitade. E converso da capo, se d' alcuno vera sia 1 opi- 
nione , che lui sedere stima , esser vera è di necessitade. (V) 

3 _ Preceduto da Per , vale lo stesso che E converso. Frane, faceti. 
nov. 176. Così per e converso niuno è che tanto distrugga 11 corpo 
umano , quanto questo. (V) _ _ 

Ecpetame'no! (Ch.rO Ec-pe-ta-mè-no. Add. m. V. . G. LaU «petam «« 
(Da ecpetannymi estendo , apro, dilato.) Dicesi delle ferite che sono 
mollo aperte. (Aq) _ j, " 

Ecpiema. (Chir.) Ec-pi-èma. Sm. V. G. Lat. ecpyema. CD» «ed», e 
pyon pus.) Suppurazione, Ascesso. —, Ecpiesi , sm. JAq) t A ;«^. 

Ecpiesi. ' (Chir.) Ec-pi-ó-si. Sf.F.G. Lo stesso che Ecpiema. r. (A.O) 

Ecp.esma. * (Chi,-.) Ec-pi-è-sma. Sf. V. G. Lai. ecp.esma. (Da ecpiezo 
io comprimo.) trattura del cranio nella quale le schegge ossee depres- 
se comprimono il cervello od i suoi involucri. — , Empiesma , sin. 
Spargimento dell' occhio od uscita di quest'organo attraverso l aper- 
tura delle palpebre , per effetto di qualche causa straniera al globo , 
e senza aumento del volume reale di questa parte. (A. U.) 

Ecpìreleo. (Chim.) Ec-pi-re-lè-o. Sm. F- G. Lat. ecpyrelaeum. (Da ec 
da , pyr fuoco, ed eleon olio: Olio cavato dal fuoco.] Y. Acqua ai 
luce. (A) (A. O.) „ , , / n , „ 

Ecplbeoma. * (Clur.) Ec-plc-rò-ma. Sf. V. G. Lat. ecpleroma. (Da ec 
in , e pieno io riempio.) Cuscinetto, Riempimento di cui si fa uu, 
per togliere le ineguaglianze duna parte a fin di rendere più uniforme 
l'applicazione delle fasciature. (A. O.) . 

Ecpless.a. * (Med.) Ec-ples-si-a. Sf V. G. Lai. ecplexya. (Da con. 






'XV 



B 



""daTp^oNopc'rcuolSi ^onde cepìesso empio di stupore/) Stupate.^ 

Ecpnoe^ (Fisiol.) Ec-pnòe. Sm. F. G. Lai. ecpnoe. ( ?» « f» " ' « 
pnoe soffio.) Espirazione o molo del torace, per cui l a, la viene 
espulsa dal polmone. (A) - ■ 

Ecptosi. (Chir.) Ec-ptò-si. Sf. F. G. Lat. prolapsus (Da ce fi ori , e 
ptosis caduta.) Smovimento delle ossa lussale o dei f'™™'*'* 
una frattura. - Erma delle parti molli. - Eliminazione, e caduta 
delle parti gans-renate. (A) (A. O.) . . 

Ecr E gma P * (Med.) E-crèg-ma. Sm. V. G. Lai. ecregma. (Da ec^ £«, 
e rhegma rottura.) Vocabolo usalo nell'antica mediana pei dinotate 
lascila della materia da un ascesso fatta nat ™*^rSM> , . . 

Ecret.ce. * (Geog.) E-crè-ti-ce. Antico paese dell'Asia, che credesi la 
parte settentrionale della Mingreha. (G) . . . 

Ecbisi * (Med.) E-crì-si. Sf. indecl. V. G. Lai. ecrysis. (Da ec fuon, 

r hevsc I fut .di rio io colo.) Nome dato da Ippocrate allo scolo di 

«|U»S*, che, non essendo rimasto nell'utero, non potè 

EctE a "TMed A ) q E.crò.e. Sf. F. G. Lat. echroe. (Da ec fuori , e rheo 
fewhySiwùfl.o Scolo di umori per qualche parte del 

Ec C sToMÌ A (Chir.) Ec-sar-cò-ma. Sm. F. G. Lat. ecsarcoma. ( Da yc 

fuoriTe S, sircos carne.) Escrescenza carnea o vegetazione Jw, 

gasa, di qualunque siasi natura. -, , Ipersarcosi , «i«. (Aq) 

Fctasi * (Graui.) E-ctà-si. Sf. indecl. F. G. Lat. ectasis. (Da ec ni, da, 

LC I1asis ££3L) Figura che consiste .^^XStóll'So 

breve , con altro nome detta diastole , ed e opposta alla butole. (Aqj 



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ECTELINSI 



EDEMATICO 







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2 — * (Med.) Genere di malattia in cui il paziente è privo dì senti- 
mento e di molo delle membra che rimangono nella situazione in cui 
si trovano al principio dell' accesso. ( Dal gr. ec fuori , e tasis di- 
stensione. ) (Aq) 
Ectelins.i. * (Med.) E-cte-lin-si. ójfi indeci, F. G. Lai. ectelinsis. (.Da 
ec da, e thelfs fémineo , e perù delicato , molle.) Mollezza della pelle 
e delle carni. (Aq) 

2 — * (Chir.) Rilasciamento d' una fasciatura. (Aq) 

Ecteni. * (Geog.) E-Cté-ni. Lai. Eclcnaei. antichi popoli della Grecia, 
primi abitatori della Beozia. Da essi Tebe aveva il nome di Ectenia. (fi) 

BcTasu * (St. Eccl.) E-cté-si. Sf. F. G. Lat. ecthesis, (In gr. significa 
esposizione , spiegazione , da e e da , in , e diesis posizione.) Confes- 
sione di fede , pubblicata da Eraclio nel 6'3g ad istigazione di Sergio 
patriarca di Costantinopoli, e la quale favoriva l'errore de' Monoteliti, 
.stabilendo una sola volontà in G. C, ma poi rivucata e rigettata. (Aq) 

EcriLOTico. (Farm.) E-cfi-iò-ti-co. Add. e sin. F. G. Lat. cctyloticus. 
(Da.ec da,. e tylos durezza, callo.) Epitelo dato a' rimedii buoni per 
consumare i calli , le verruche o porri, ed altre escrescenze forma- 
te sulla carng. (Aq) 

Ectillotico. * (Chir.) E-ctiUò-ti-co. Add. e sm. F. G. Lat. depilalo- 
rius. ( Da ectilleon verb. di ectillo io strappo. ) Epiteto dato a rime- 

. dn , i quali servono per isposliare una parte da' peli su perflui che la 
cuoprono; altrimenti Depilatorio. (Aq) "" " 1 — 

Ectima. * (Cliir.) E-cti-ma. Sf F. G. Lat. ecthyma, (Da ecthjo io fo 
eruzione , onde ecthyma pustula , tutto ciò che erompe dalla cute .) 
Esantema leggiero che comparisce improvvisamente e dura poco.(Aq) 

Ectimata. * (Med.) E-clì-ma-ta. Sf. F. G. Lat. ectliimatum. (Da eethf- 
ma pullula.) Nome dato da Folgcl ai tumori duri ed ineguali che 
si formano alla pelle, e che indi scompajono. (A. 0.) 

Ectimosi. (Fisiol.) E-cti-mò-si. Sf. indeci, F. G. Lat. ecthymosis. ( Da 
ec fuori , e thymos animo.) É un' agitazione veemente , ed una di- 
latazione, del sangue e degli spirili , la quale succede nelle emozioni 
straordinarie d allegrezza. (Aq) 

Ectipo. (Arche.) Erdi-po. Sm. F. G. Lat. cctipus. (Da eelypoo io .espri- 
mo un dato modello , io firmo un margine in rilievo.) Appresso i 
Medaglisti è una figura di rilievo, od un' impronta disigillo, d'anel- 
lo o di medaglia, ovvero una copia figurata di un' iscrizione, o d al- 
tro antico monumento. (Aq) 

Ectitbotico. (Farm.) E-cti-trò- li-co. Add. e sm. F. G. Lat. ediiroticus, 
•iT\^ ecturosco io fo abortirei Fpiipn. che si dà alle droghe che fanno 
abortire. — , Ectrotico 

Ectijji.* (Geog.) E-cli-ù-i. Antichi popoh^drfle Alpi marittime, nella valle 
di Barcellonelta, (G) 

Ectlihma. * (Chir.) Ec-tlim-ma. Sm. P~. G. £ote««e£tUiaim.?. ( Da ec 
fuori, e ihlimma succo spremuto co'l tritare, ovvero ihUmTnos^cam pressio- 
ne. ) Ulcera superficiale della pelle, prodotta da forle compi-essìTTrperl&Ù 

Ectlipsi. * (Grana.) Ec-tlì-psi. Sf. indecl. F. G. Lai. ccthlipsis. ( Dà 
eclhlipso fui. di ectlipo io elido, e vale lo .stesso che Elisione.) Figurai 
per cui si toglie o si elide un m , principalmente nel Jine di utta 
parola , .quando la parola seguente comincia da una vocale o da/un 

. JB. Coù in multum ille etc, nello scandire il verso si spegne A' M 
nel fine di multum,. e .sì fanno solamente tre sillabe in due jarole 
mult-il-le. (Aq) 



EcmosMO. (Clur.)^c-trò-smo..y w .^.G. Lo slesso che Ectrosi. F. (Aa) 
EcTftOTico. (Med.) Ectrò-ti-co. Add. e sm. F. G. Lat. cctroticus. ( V. 

Eclrosi.J Lo stesso che Ectilrotico. F. (Aq) (A. O ) 
Ecuba,* E-cu-ba. JV. pr.f Lat. Hccuba. (Dal gr. hecas lungi, e " 
io yo : Clu va lungi.) — Figlui di Dimante, re di Tracia, e t 
di 1 riamo, re di Troia , a cui partorì diciassette, figliarti. (Mi 



i due pai 
;i anima, i 



Ectogramma. (Mat.} E-cto-gràm-ma. .Sm. F..G. Lai. eclhogram/ia. (Da 
hecton pur hecaton cento, e grammo sorta di peso. ) Peso multiplo del- 
la grammo, che consta di cento gromme- F. Granulia. (Aj) 

Ectolitro. (Mal.) E-ctò-li-tro. Sm.FG. Lai. hectolitrum. (ita. hecaton 
cento, e litra sorta di misura di capacità. ) Misura multipla del li- 
tro , che consta di cento litri. F. Litro. (Aq) 

Ectoma. * (Chir.) E-ctó-ma. Sf. F. G. Lat. cetonie. (Da' ec fuori , e 
tome taglio. ) Escisione , Ablazione , Amputazione ; ditta anche Ec- 
cope. F. (A. 0.) 

Ectojietiìo. (Mat.) E-ctò-inctro. Sm. F. G. Lat. bec/>metrum. ( Da 
hecaton cento , e meti'on misura , metro. ) Misura multipla del me- 
tro , che consta di cento metri. F. Metro. (Aq) / 

Ectonstero. (Mat.) Ecton-stè-ro. Sm. F. G. Lat. Mectnnstcrum. ( Da 
hecton cento , e slereos solido.) Misura multipla Hello stero, che con- 
sta di cento steri; perché questa misura serve particolarmente per mi- 
surare i corpi solidi. — , Ertostero , sin. F. Stèro. (Aq) 

Ectopia. (Chir.) E-cto-pi-a. Sf. F. G. Lai. ecto/ia. (Da ec fuori, e 
topos luogo.) Smovimeuto delle ossa, Lussazione. (Aq) (A. 0.) 

Ectopisia. * (Med.) E-clo-pi-sì-a. Sf. F. G. Lai ectopisia. (V. ectopia.) 
Situazione anomala e permanente di visceri!, di vasi , dell' orifizio 
di qualunque canale escretore ec. (Aq) 

Ectopocisti. * (Med.) E-cto-po-cì-sti. Sf F.fit. Lat. vesicae situs muta- 
tio. (Da ec fuori , topos luogo , e cystis Vescica.) Slogamento, Rimo- 
vimento della vescica. (Aq) / 

2 — * Usalo anche come add. Diconsi, i mali che provengono da si- 
mile rimovimento della vescica. (Aq/ 

Ectoprotico. * (Farm.) E-cto-prò li-ca Aa 
.Eccoprotico. F. (Aq) 

Ectostero. * (Mat.) E-cto-stè-ro. Sm. Lo slesso che Ectonstero. ^.(Aq) 
Ectrapelogastro. * (Med.) Ec-tra-'pe-lo-gà-stro. Add. e sm. F. G. Lat. 
ecfrapelogasirus. (Da ectrapelos degno di avversione, e gaster ventre) 
Chi è di ventre eccessivamente grande , mostruoso. (Aq) 
Ectrimma. * (Med.) Ec-trinu&a. Sf F. G. Lat. ectrimma. Ulcerazione 
della pelle nelle parli del/corpo a contano col letto. Altrimenti De- 
cubito. ( Da ec da , e tnfmma tutto ciò eh' è tritato. ) (A. 0.) 
Ec^opio. (Chir.) Ec-tròjpi-o. Sm. F. G. Lat. ectropium. (Da ec da , 
e trope volgimento.) ^Wsc/ame^o della palpebra inferiore, che impe- 
disce la superiore di coprire l'occhio, in conseguenza d'una escrescenza 
carnosa, di una piaga, di un'ulcera,o di una cicatrice malfatta, (Aq) 
Ectrosi. (Chir.) Ec-tró-si. Sf. indecl F.G.Lat. ectrosis. (Da ectit/oso fut. 
diectitrosco abortisco.) Lo stesso che Aborto Altrimenti Ectro%mo. (Aq) 



bao 
sposa 
.... figliuoli.' (Mil) 
ECULEO, E-cu-le-o. [.Sm.) S orla di tormento [ fatto di legn/fa similitudine 
di cavallo, sopra, il quale anticamente si distendeva^ coloro dalla cu?~- 
bocca si voleva trarre a forza la confessione delle/tipe ond erano accu- 
sati o altn per tormentarsi. Anticamente AcuU6./^§.5.] Lat.eqaalem. 
Gr. rpo X os. Fu. S. Ani. Li tormentavano s/gli cculei, li grattugiavano 
sulle grattugie. Segn.Pred.io. io. I mart/ii più (ieri, le croci, le.ca- 

lati al diletto che poi segui. 
_. m. F. G- Universale j ed 
e per lo più aggiunto di Concilio. /Mi. ad totum orbem pertinens, 
accumenicus. Gr. otxov/Minxas. (Da Jumene terra abitabile.) 
2 — Per simil. Magai. Leti. In concilio ecumenico d'Atei. (A) 
Ecumeni©, * Ecu-mè-ni-o. JV. pr.f. (Dal gr. icumene terra abitabile.) 
—Autore greco del secolo X. , è compendiatola di S. Giovali Griso- 
stomo. (Ber) 
Eczema. (Chir.) Ec-zè-ma. Sm, F. G. Lat. eczema. "(Da eczeo io bollo, 
io scaturisco , onde eczesisÀd eczes/na eruzione fervida , bollimento , 
pustole.) Specie di pustoldche tramanda una materia molto ardente. 
— , Eezesma , sin. (Aq.y(A. 0.) 

EczEsi.XMed.)Ec-zè-si.^0ÌK.G./.a<.cxesis.(V.eczsOTa)£^'?veicen2a.(Aq) 

Eczesma. * (Chir.) Ec-jrfe-sma. Sm. Lo slesso che Eczema. F. (Aq) ' 

Ed. Congiunzione, fy. E , S. 4- 

Eda. * (Geog.) EiuirJ del Poloponneso nella ,Messenia. — Una delle 
isole Orcadi. — fiume dell'Arabia t'elice.— Città della Svezia. (G) 

Edace, E-da-ce. Add. coni. F. L. Che divora , Che consuma; [ma 
oggi non s usd-ebbe fuorché per traslato e nello stile poetico o gra- 
ve.) Lai. vorftx , edax. Gr. ■Ko\v$ó.yos, fopós. » Rice. Antilucr. Re- 
gni io nonAo'di cure edaci a prezzo. (A) 

Edacissimo , Mla-cis-si-ino. [Add. m.] superi, di Edace. Lai. edacissi- 
ma. Gr.Jfbpura.Tos. Tratt. Segr. cos. da/m. Sembrano astinenti, ma 
sono edawssiine. 

Edam. * y»eog.) Città del Regno di Olanda, 
della fonda. (G) 

Edbert/* Ed-bèr-to , Eadberto. JV. pr. m. Lai. Eadbertus. ( Dal sass. 
eat/yfelicità , e beorl illustre.: Illustre per felicità d' imprese. ) (B) 

Edeu, * (Gcog.) Lago^del Basso Egitto. (G) 

Edd^T. (Mit. Scand.) Edda. Sf Libro che contiene i dogmi, la refi- 

ione ec.degli Scardinavi^ degl altri popoli del Settentrione. (A)(Mil) 

>ai, * Ed-dà-i. JV. pr. m. Lat. Heddai. ( Dall' ebr. hed gloria, e ja/i 

signore: Gloria del signore.) (B) 

ddana. * (Geog.) Ed-dà-na. Amica città dell'Asia fondata da' Fenicii 

•^sulle rive dell'Eufrate. (G) 

EDD*iHt/ (Gcog.) Ed-dà-ra. Antica città dell'Arabia deserta. (G) 

EDDOMADÌ^Kd^dò-ma-da.J^ Lo slesso che Ebdomada. F.Boez.5. il qi 
( libro J deileecttkimnde intitola. (V) 

Eddomadario. * (St. Ecxjl^Ed-do-ma-dà-ri-o. Add. e sm. Lo stesso che 
Ebdomadario. F. (0) 

Eddomea, * (Arche.) Ed-do-mè-a>S£ F. G. Lo stesso che Ebdomea , 
Ebdomera. F. (0) "^^<«> 

Eddone , * Ed-dó-ne- JV. pr. m. Lai. Eddo. (DX-Rebr^ec/ vapore, ed on 
tristezza: Vapor di tristezza.) (B) 



Isola dell'Arcipelago 



quale 



.a. (Da 
'ett' A- 



Add. m. F. G. Lo stesso che 



Eoeagrafia. (Anat.) E-dea-gra-fi-a. Sf. F. G. Lai. aedaegi 
edia parti della generazione , e graphe descrizione. ) Parie 
natomia , che ha per oggetto la descrizione delle parli della genera- 
zione. — , Ediagratìa , Aidojagrafìa, sin. (Aq) ' 
Edealogia. (Anat.) E-dea-lo-gi-a. Sf. F. G. Lat. aedealogia. ( Da edia 
parti della generazione , e logos discorso. ) Parie dell'anatomia , che 
tratta delle parti della generazione. — , Edialogia, Ediologia, Aidojalo- 
gia , sin. (Aq) 
Edeati. * (Geog.) E-de-à-ti. Antichi popoli dell' Illiria. (G) 
Edeatomia. (Anat.) E-dea-to-mì-a. Sf F. G. Lai. aedaeatomia. ( Da 
edia parti della generazione, e tome incisione.) Parte dell'anatomia, 
che ha per oggetto la dissezione delle parti della generazione. — , 
Ediatomia, Aidojalomia , sin. (Aq) 
Edeja , * E-dè-ja. JV. pr. m. Lat. Edeia. ( Dall' ebr. hed gloria , strepi- 
to , fama, e jaah l'esser bello, elegante, decoroso.) (B) 
Edel. * (Geog.) Fasta contrada della LVuova Olanda. (G) 
Edema. (Med.) E-dè-ma. [ Sm. F. G. In generale s'intende d' ogni 
sorta di tumore , ma particolarmente di un tumore acquoso , mol- 
le e freddo, che cede all' impressione del dito , e la ritiene per 
qualche tempo senza essere accompagnato da alcun dolore. Qwsta 
malattia attacca indistintamente tulle le parli del corpo, ma più sovente 
te estremità inferiori.} Lat.atAema.Gr. r j"tòr,iJ.a.. (Da ideo son gonfio.) Red. 
cons. 1. 5o. Quii tumore che edema comunemente si chiama da' me- 
dici , fu dagli antichi creduto ec. esser cagionato ec. E 52. Stagnando 
abbia enfiato le gambe, e generatovi un tumore floscio ec, che è quello 
che edema ho (inora chiamato. 

2 — del cervello : * Denominazione data da Ippocrate allo stalo 
morboso dell' encefalo, che si riconobbe essere il rammollimento della 
sostanza cerebrale per effetto d infiammazione. (A. 0.) 

3 — della glottide: * JVome dato da Bayle all' inspessamenlo ede- 
matoso della membrana mucosa che riveste l' apertura superiore della 
laringe , in seguito ad una varietà di laringite che si osserva negli 
adulti, e che in breve ti fa perire per l'otturamento della glottide .{A. (J.) 

4 — del polmone : * Inzuppamento sieroso del polmone » che lo rende 
meno permeabile all'aria, e promuove la dispnea. (A. 0.) 

Edema. * (Geog.) Antica città della Palestina. (G) 
Edematico. (Med. ) E-de-mà-ti-co.[^W. e sm.~}Quegli che patisce di edema, 
[ed Edematico delle gambe ec quegli che quivi ha l'edema.) Red.conr* 



LP* 




\f #*ff***7L 



tifiti 



EDEMATOBLEFARO 



EDIFICARE 



l5 



i 52. Stanti tutte queste cose , nel caso che si propone d' ano ede- 
matico delle gambe , io sono di parere che ce. 

toblepharum. ( Da idema edema , e blepharon palpebra. ) Edema 



delle palpebre. (Aq) - . 77 • 

(Med.)E-ae-ma-tó-so.[^</./n.];/gs<U7ito di tumore molle e sie- 
martencnte a edema. (la gr. idematois ovvero idemalodes ; vai 



Edematoso 

roso. Appartenent 



Ed esseno. * Add. pr. m. Di Edessa. (Van) 

Edetani. * (Geog.) E-de-tà-ni. Ant. popoli della Spagna , che abita- 
vano l' Edelania , cioè la parte- settentrionale del Regno di Valenza 
della quale Edela era la, capitale. (G) 
EdfÙ. * (Geog.) Lat. ApoUinopolis magna. Città dell'Alto Egitto nella 

provincia di Tebe. (G) 
Edgaro , * Ed gà-ro. ÌV. pr. m. Lat. Edgarus. ( Dal sass. eadig felice, 
ed ar onore.) — Re d' Ing hilterra detto il Pacifico nel secolo X- — 
Re di Scozia nella fine del secolo XI. (B) (Vati) 
Edhemi. * (St. Ott.) E-dhè-mi. Ordine di monaci musulmani, cosi chia- 
mati dal nome del loro istitutore Edhem. (Mit) 
Edia. * (Bot.) È-di-a. Sm. F~.G. Lat. aidia. ( Da aidos eterno.) Genere dì 
piante della pe mandria monoginia, famiglia delle capri'ògliacee, distinto 
per un calice tubuloso a cinque denti e per la corolla a sottocoppa col- 
la gola lanata , e le antere attaccate alle incisioni del lembo. La sola 
speda aidÌ3 cochinchinensis è un albero di allo fusto con foglie op- 
poste lanicolate e fiori bianchi a pannocchia ; così denominato dal 
suo legno durissimo che difficilissimamente marcisce , anche stando 
jiell' acqua. (Aq) (N) 
rodo'tta da umore marcioso o linfàtico. Lo stesso Ediagrafia. * (Araat.) E-dia-gra-ri-a.Sf. Lo stesso che Edeagrafia. V. (A.O.) 
y /&„) EniALOGiA. *(Auat.)E-dia-lo-gi-a.iSy^. G.Lostesso che Edealogia./^. (A.O.) 

tr ,!?• 7Geo<OE-dem-bùr-ao.£a«.Siranroriium. Cit. d'Ungheria. (G) EDiATOMiA.*(Anat.)E-dia-to-ini-a.^/:/^.G./>05<essoc/!eEdeatuinia./^.(A.O.) 
tDEMBURGo. ^^ X E-dù-me-rafSm. F~. G. Lat. oedemera. (Da ideo io Eoiapalmo. * (Med.) E-dia-pàl-mo. Sm. F~. G. Lo stesso che Edeopalmo. 
son gonfio, e meros coscia.) Genere d'insetti della seamda :«aone 



mido,' enfiato. ) Red. cons. 1. 5o. Tramandata ( la pituita J 
da" vasi maggiori a ra.nori e più deboli, fin tanto che arrivato ne 
debolissimi, ivi stagnando, cagiona il tumore edematoso. E 200. Mon 
vi è accompagnamento veruno d^palpiUz.one e 
more edematoso nelle gi 



ne ec. , che sia 



e nel' ventre inferiore. E lelt. i. i3o.\o 
'atti tumori ed< 

indeboliti 
mpre 
cosa dannosissima lo applicare medicamenti 



per me credo che questi cosi fatti tumori edematos. nelle gambe yen 
eano per cagione de vasi linfatici «lassati e- indebo, 
a - Infetto di edema. Red. Leti. 1. i3u Sono sempre stato d.l opimo- 



alle eambe di coloro i quali le hanno edematose 
EdemX (Chir.) E-de-maVa. Sf. F. G. Lat. oedematia. (Da idema , 
ideLtos tumore, gonfiamento. ) Tumidezza o S^fiezzaJ^qua^ 
parte del corpo , pn 



dèìfordinè de.' coleotteri , famiglia delle cisleleiue , da Olivier stabi- 
le con alcune specie di Geoffroy , da tabricio e da Linneo di- 
sperse in altri generi, e caratterizzati dalle rigonfie loro casce.(Aq) 

Edemo , * E-dè-mo. N. pr. m. (Dal gr. edeome io riverisco : Uoni de- 
gno di riverenza, ovvero Riverente.) — Cittadino di Citnos adorato 
come un dio dopo la sua morte. (Mit) _ 

Edemosarca. (Chir.) E-de-mo-sàr-ca. Sm. V . G. Lat. oedemosarca. (Da 
idema gonfiezza , e sarx, sarcos carne. ) Tumore che partecipa del- 
l' edema e del sarcoma. (Aq) 

Eden- * N. pr. m. Lat. Eden. (Dall'ebr. ghueden voluttà ; onde il gr. 
hedone che vale il medesimo.) (B) 

2 _ * (Geog.) Luogo celebre dell'Asia , verso le sorgenti 
e dell Eufrate, altrimenti dello II Paradiso terrestre. _- 
l'Asia sul Monte Libano.— Fiume d'Inghilterra.— della òcozia.— t, il. 
desìi Stati Uniti et America. (G) . . 

Edenati. * (Geog.) E-de-nà-ti. Antichi popoli Galli che abitavano le Alpi 

marittime. (G) ... 1 e „ rn\ 

Edeneida * (Geog.) E-de-ne-i-da. Antica isola del mare Egeo. (O) 
Edeopalmo.* (Med.) E-de-o-pal-mo. Srn.K. G. La<. oedcopahmis. (Dal gr. 

edion genitale, e palmos vibrazione.) Lo stesso che Satinasi, Pnapismo. 



del Tigri 
Città ciel- 



y _ & AÌdoiàpal'mo, Aedeopalmo, Édiapalmo, Ediopalmo, sin. (A.O) 
Edeops .fia.* (Chir.) E-de-o-pso-f i-a. Sf F. G Lo stesso Edop< 
Eder 'N pr.m. Lat. Eder ,Heder.(In eh.ghueder da ghueder gregge.)(b) 
2 _ • (Geo?.) Antica città della Palestina. — fiume degli Stati 1 rus- 

siani nella. Vestfalia. — Città deli Indo stan. (G) 
Edera. (Bot.) È-de-ra. [Sf. Genere di piante della pentandna monogi- 
nia , famiglia delle caprifogtiacee , che porta i pelali alterni cogli 
stami, ed una bacca a cinque logge con cinque semi : contiene al- 
cune specie tulle rampicanti, o repenti. Dall'edera comune, hedera 
helix cola wm gomma-resina della Gomma di edera, le foglie servo- 
no a medicare i caulerii. —, EUera, Edera arborea, Lellera,««. Lat. 
hedera Lin.] Gr. mcitós. Lib. cut: maiali. Lodavano le corone intrec- 
ciate delle foglie dell'edera. Sannaz. Are. pros. 9 . Preso un legno di 
edera , e uno di alloro , e quelli insieme per buono spazio fregando , 
cacciò del fuoco. Red. Didr. 45. D' edere e di corimbi il crine ador- 
ne, Alternavano i canti Le festose Baccanti. 
3 — L' Edera terrestre , comune ne' fossi e che fiorisce un poco prima 
della primavera è una pianta /abbiala che si usa in medicina come 
lievemente tonica e stimolante. Lat. glechoma hederacea Lin. (Aq) (N) 
3 — L Edera del Canada fiorisce dal giugno al luglio ; e indigena 



r. (a. o.) 

Edicaria. * (Bot.) E-di-cà-ri-a. Sf. V. G. Lat. hedycarya. (Da hedys 
dolce , e da caryon noce. ) Arboscello della Nuova Zelanda , da 
Forster osservalo e da La march fi gufato, che forma un genere nella ico- 
sandria poliginia, famiglia prossima alle orticacee, con fiori dioici ed 
antere sessili, barbale nell'apice; così denominato dal suo fruito che con- 
siste in sei o dodici noci con un seme d'uno squisitissimo sapore.(Aq) JS) 
Edichio. * (Bot.) Edi chi-o. Sm. F. G. Lai. hedychium. ( Da hedfs 
soave, e da chio io diffóndo. ) Genere di piante esotiche della mo- 
nandria monoginia, famiglia delle scitaminee, col calice monofillo, la^ 
corolla rovesciala , e l' antere terminali col filamento articolato ,* t 
fiori spandono un soavissimo odore. (Aq) (N) 
Edicnemo. * (Zool.) E-di-cnè-mo. Sm. P~. G. Lai. oedicnemus, ( Da i- 
deo io gonfio , e da cneme gamba. ) Genere d'uccelli dell' ordine de' 
trampolierio gra/lf di Lin.; cosi da Belon denominati per la conforma- 
zione particolare delle grosse loro gambe, le quali al di sotto d'I ginoc- 
chio hanno una tanto notabile elevazione che sembrano gonfie. La 
punta del becco è vigni fiata sopra e sotto, la fòssa delle narici si 
estende sino alla metà della sua lunghezza. Le specie più grandi vi- 
vono soprululto nelle terre secche e petrose , si cibano di lumache , 
d' insetti ec, assomigliano a delle piccole specie di celtarda, edhan- 
piecli reticolali. (Bufi) (N) 



no 
) ÌEde-o-pso-f i-a. Sf V'G. Lo' stesso Edopsofia. /^. (Aq) Edicola, E-di-co-la. Sf. f. L. Casetta o Tempietto picciolo. Lat. ae- 

dicula. Sannaz. Arcad. eel. 12. Poggiamo or su ver quella sacra e- 
dicola. (V) ° 

Edicomo. * (Arche.) E-di-co-mo. Sm. Nome di una specie di danza ac- 
compagnata dal canto presso i Greci. ( Dal gr. hado io canto, e co- 
mos convito lascivo.) (Van) 
Edicrea. * (Bot.) E-di-crè-a. Sf. V. G. Lai. hcdycrea.(Da hedfs grato , 
e creas carne.) Genere di piante esotiche della pentand 'ria monoginia, 
da Schreber e da Wildenow così denoniinal^^perchè la loro bacca 
ovale contiene una bianca carne che fornace agli abitanti delta Guja- 
na un piacevole nutrimento, da' moderni botanici riportalo al gene- 
re Licania. (Aq) (N) ^^^ 
Edicro. * (Zool.) E-di-cro. Sfa V- G. Za£. hedycrum. (Da hedys grato, 
e chroa colore.) Gengnd' insetti fleti' ordine degi imenotteri , della 
famiglia delle Crisìdiane difalreille, da Fabricio formato colle chry- 
sis Lin , il quale comprenda alcune poche specie , ma tutto con un e- 
slemo ornalo dei più brillanti colori. (Aq) (N) 
EpiCRop^XFarm.) E-di-crò-o. Sm. Medicamento composto di varii ingre- 
dienti, che desume tal nome dal suo bel colore giallo. (V. edicro.) (Aq) 



della Virginia, della Siberia ec. Lat. vitis hederacea Lin. (Aq) (N) Ediepe. * (Mit.) E-di-c-pe. Soprannome di Apollo, dal dolce parlare. 



Ederaceo. (Bot.) E-de-rà-ce-o. Add. m. Di edera. Lat. ederaceus. Gf. 
xiVwos. Salvili. Pros. Tose. i. 162. Nella stessa guisa chex-Jacco 
ederacei tirsi la natura di Dio dimoj 



co suoi pampinosi e 



euz. 
tesser mi 




dicesi quella 
felice , e che si adopera 



Art. Po'et. Ub. 3. D' ederacea fronde Serto straniero 
giova. (Min) 

2 * Resina ederacea , e comunemente Gommajiredera 

gomma-resina che cola dal tronco dell' eder 
nelle farmacie. (A. O.) iJ ^^ 

Ederato , * E-do-rà-to. Add. ni. D^edera , Sparso di edera ec. ; e tro- 
vasi detto di Veste, Patera y e^simili ornate di foglie di edera. (Mil) 

Ederifero , * E-de-rì-fe-rqS&dd. m. V. G. e L. Che porta edera, 



( Dal gr. hedys dolce, e hrpo io dico.) (Mit) 

Edificamento, E-di-fì ca-mén-to. [Sm.] L' edificare, [Edificazione , 

Diticamento, sin.'] Lat. atdificatio. Gr. oìx-ohó/j.ric'ii'. Coni. Inf. '02. Le 
quali diedero ajutorio ad A nfione neh' edificaroenlo della città di Tebe. 
But. Par. 6. 1. Dall' edificatnento di Roma fino a' suoi tempi. 

2 — Per metaf. [ Cagione e stabilimento di checchessia. ] Gmd. G. 
La ragunanza di tanti mali fosse edificamento del bene che seguir doveva. 

Edificakte, E-di-fi-càn-te. [Part. di Edificare.] Che edifica. — , Dih'cante, 
sin. Lat. aedificans. Gr. ol^ohoi^ùv. Salvin. Pros. Tose. 1. 2</. Le 
parole edificanti , pronto e sano lo spirito ec , ogni cosa spirava l'abi- 
tuata sua devozione. 



Ch' è cinto d' edera, jpah'in. Cas. 3g. 1 versi adunque d'Orfeo sopra Edificare, E-di-fì-cà-re. [Alt.] Fabbricare; e dicesi propriamente degli 



fileno così raccoMr*dicono: Evasta , cantatore d' Evoè , Amico di 
vegghiar , capo/ai Sileni Giovani , e a Najadi , e Bacche tue ederi- 
fere. BaruS/Baccan. La gran turba pampiuifera, Ederifera, Baccife- 
ra , Solb^zevole e baccante. (N) 

EDEROs^(Bot.) E-de-ró-so. Add. m. Pieno d'edera. Ederaceo. Chiabr. 
Éìjncl. 7- D'ederosi corimbi ogni uom verdeggi. (A) 

Edesia. * (Mit.) E-dè-si-a. Dea che priesedeva al mangiare. (Dal gr. 
edo , in lat. edo io mangio.) (Mit) 

Edesio, * E-dé-sio. N- pi. m. Lat. Aedesius. (Dal gr. hedfs soave, 
giocondo, lieto, o da eides oscuro, deforme, o da idesis scienza.) — 
Filosofo eccleltico del secolo IV., nemico de Cristiani. (Van) 

Edessa. * (Geog.) E-dès-sa. Antica città della Grecia oggi Vadena. — 
Antica città d' Asia nella Mesopotamia. K- Calliroe , Giustinopoli, 
Antiochia , Orfa. (G) 

Edesseno. * (Farm.) E-des-sè-no. Sm. Nome dato altre volte ad un col- 
lirio composto di gomma adragante , gomma arabica, sugo d'acacia, 
amido , sarcocolla , o]>pio , cerussa , cadmia e acqua. (A. 0.) 



edifizii di muraglie. [ — , Deficare, Dificare, Dificiare, Additìcare, Ad- 
ficare , sin. P~. Costruire] Lat. aedifieare , construere. Gr. oi*o&o/*e7".' 
G. F~.g.256.2. Si ha una torre a'ia 60 braccia, fondata sopra una pila di 
ponte ordinalo a ivi edificare. Pass. ig$- Santo Agostino dice che l'amor 
proprio, per lo quale si spregia Iddio, edifica la città dell'Inferno. 

ì — Per metaf. Indur buona opinione , Far restare altrui bene im- 
pressionalo , Dar buono esempio ; e propriamente si usa parlando di 
costumi e di bontà di vita. Lat. aedificare, exemplo esse. Gr. -xa.. 
fà.ìtiyna. x.ocrairrocra.1. Lib. Pred. Vedessono gli esempli suoi della sua 
santitade e vita , e per questo fossono bene edificati. Mor. S. Grcg. 
Ogni cosa m' è lecita, ma non ogni cosa m'edifica. Maestruzz. 2. 7. 
11. Quando alcuno buono Religioso dimostra dinanzi agli strani mag- 
giore componimento , acciocché eglino più sieno ;ditìcati , costui non 
pecca , ma merita. 

3 — Disporre l'animo d' alcuno all' altrui favore ; ma forse oggidì non 
passerebbe senza taccia d' affettazione. Cai: Lelt- negoz. 6- Questo 
no voluto che sappiate per un particolare , perchè possiate da qui in- 



«. 

*; 



Ol 






i6 



EDIFICATA 









nanzi edificar ben Sua Maestà verso la sua persona. E altrove : Edi- 
ficatela bene della qualità del caso , che tutti gli altri' innanzi a me 
l'hanno conferita, ed k> medesime la conferii. (Min) 

4 — * Dicesi Edificare edificii. Bocc. Pùt. Pr- SS. Ap. p. 4°- ( Ed. 
moderna.') Stando ancora in piedi molti edificii, certamente molto ma- 
gnificili, e' (eglino) nel suo ragguardarc rendono testimonio della gran- 
dezza dell'animo di colui che gli edificò; ma i nomi di quelli sono 
mescolati con alcuna confusione della sdrucciolevol memoria ; sicché 
tu non puoi conoscere chi quelli più che questi abbia edificato. (N) 

5 — {ZV. pass. Prendere edificazione, Tor buon esempio.] Fi: Jac. T.4. 
35. i3. Dèi esser ben composto Nelli tuoi portamenti , Che ogni uom, 
che ti vede , Si possa edificare. 

6 — * IV. ass. nel primo sign. Tass. Ger. 1. 25. Non edifica quei che 
vuol gì' imperi Su fondamenti fabbricar mondani. (N) 

Edificata, E-di-tì-cà-ta. Sf F. A. F. e <tf Edilizio. Fr. Jac. T. Uomo 

che nella rena Fa grande edificata. 
Edificativo, E-di-fi-ca-tì-vo. Add. m. Atto ad edificare. Buanaccors. 

Pros. e Rim. iyg. , Baltagl. ann. 1688. 11. Berg. (Min) Test. ined. 

35 L' architettura edificativa di mura , case , torri , propugnacoli, ed 

edificii , la regola ec. (B) 
EDiFicATo,E-di-tì-cà-to.^fiW./w.rfn Edificare. — ,Dificiato,M/i.£a«. aedificatus. 

Gr. oìkoSo/miS-s/s. M. F. 3. i5. Per onorare la sua reliquia nella nobile 

chiesa cattedrale della nostra città , edificate a suo nome. E 7. ^5. 

E innanzichè la terra fosse murata , fu ripiena di molte caie nuove , 

edificate pe' cittadini di Firenze. Pecor. g. 16. nov. 2. Diedero ancora 

questo scudo vermiglio, ma puro, ad alcune città da loro edificate; 

e queste furono Perugia , Fiorenza , Viterbo e Pisa. 

— Fatto. Zibald. Andr. Nettuno fu figliuolo di Saturno , il quale 



EDISMA 

2 — [Ingegno , Macchina artificiosa per alzare gran pesi e simili.i 
Malm. o. i5. A stampar capitelli e frontespizii Per. aria diluviavan 
gli edifizii. 

Edifizio difl*. da Fabbrica , Fabbricalo , Costruzione . Educazio- 
ne , Fabbricazione. Edi/izio è voce più nobile , e si applica ai .tem- 
pli , alle case, ai palagi, alle torri ce. Fabbrica ha doppio senso: 
il luogo dove si lavorano oggetti d'arte; come Fabbrica di panni , 
di sapone , di caria e simili ; e la costruzione d' una casa , d' un 
muro ce. Fabbricalo è voce -d' uso assai recente , ed include la .idea 
di più grandiosa costruzione. La Fabbrica può esser meschina ; il 
Fabbricato è sempre di qualche rilievo ; non ha senso però cosi largo 
e cosi nobile come Edifizio. Costruzione , alla lettera, è unione di 
varii oggetti , di materiali in ordine e forma atta a qualche uso. La 
costruzion d'una nave, d'un ponte ce. si ha da' materiali , dagli 
arnesi fabbricati da altre arti. Edificazione e Fabbricazione sono 
l'atto dell' Edificare e del Fabbricare. Fabbrica ha un traslato tutto 
suo. Cosi diciamo: La gran fabbrica dell'universo; la mirabil fab- 
brica del corpo umano ec. V. Costruire. 

Edileerto, * E-dil-bér-to. IS.pr.m. Lo stesso che Adalberto. f. (B) 

Edilbubga, * E-dil-bùr-gs , Burga. ZV. pr. f. Lai. Edilhurga. (Dal ted. 
ade! nobiltà , e burg castello , fortezza : Fortezza della nobiltà.) — 
Figliuola di Etelberto , moglie di Edvino 1. (B) (Van) 

Edile , E-dì-le. [Sm.] Colui che esercitava I' edilità. Lai. aedilis. Gr. 
iyofa.v6p.ot.' Tac. Dav. Ann. 2. 55. Veduto che Vistilia , di famiglia 
pretoria , s' era matricolata agli edili. E 3, 72. Prima C. Bibulo , e 
poi gli altri edili sclamando, ec. Red. Vip. 1. 3o. Come nel tempo 
che fu edile Pompeo Rufo avvenne in Roma ad un ciurmadore. Fu. 
Plut. Era edile, ovvero uficiale di .grascia. 



dopo la sua morte fu edificato Iddio del mare » f Qui forse per errore Edile. Add. com. Appartenente all' edilità. Buon. Ffer. 5. 4- 6. E ri 



di copista sta scritto edificato invece di deificato ; e ad ogni modo è 
brutta parola.) (M)> 

3 — Per metaf. [ Bene impressionato ; contrario di Scandolezzato.] Fr. 
Jac. T. 2. 5. Jfo. E non resta edificato Chi uom vede si fastoso? » Fior. 
S. Frane. T. 3. e. 20. (Bologna 1818J Frate Ginepro si parti , la- 
sciando tutto il popolo bene edificato. (Min) 

Edificatore, E-di-fì-ca-té-re.[ V~e.rb.rn. rfi Edificare.] Che edifica. — , Difica- 
tore, Defica torc,iiVi. Lat. aediRcatnr.Gr.olx.oh6/jios.G. V.i .g.2-E fu il pri- 
mo edificatore de'la grande città di Troja. Guid.G. Onde egli mandò e in 



storo e vaghezza all' opere edili Nostre , ec. 
Edilità, E-di-li-tà. [Sf] Magistrato appresso i Romani, che uvea fu 
cura degli edificii pubblici , e d'altre cose. — , Edilitadc , Edilitate, 
sin. Lat. aedilitas. Gr. iyopavopta. Tac. Dav. Ann. 1. 2. Augusto 
per suoi rinforzi nello Stato alzò Claudio Marcello , nipote di sorel- 
la , giovanetto , al pontificato e alla curule edilità. Borgh. Orig. 
Fir. l-]5. Mi sovviene di quel piacevol tratto di Cicerone col suo 
Celio-, che per l'edilità l' infestava a provvedergli di Cilicia ec. 
delle pantere. 



ogni lato .per li maestri e per li saputi edificatori dell'arti marmoree. Edilizio, E-di-lì-si-o. Add. m. Appartenente a edile. Lai. aedilitius. 



Filoc.-i. 7. Sentìa che di lui doveva discendere l' edificato!' di questo 
luogo pontificale. Serm. S. Agost. Guastetor della sinagoga, e editìcator 
delle chiese cattoliche. 
Edificatorio , E-di-fi-ca-tò-ri-o. Add.m.Atlo ad edificare nel significato 
(Iti §. 2. Lat. bonum exemplum praebens. Gr. olx.ohop.riTix.6t. Fit. 
SS. Pad. Essendo pregato da quelli menaci , che dicesse loro al- 
cuna cosa edificatoria del prossimo. Mor. S. Greg. 2. i5. Saviamente 
saettano parole edificatorie contro a' cuori degl' infedeli. Serm. S. 



Gr. iyopa.vofj.ix.et. Buon. Fier. 5. 1. 3. O edilizio editto mal corretto. 
E 5. 4. 6. E per cui si richiede Della verga edilizia aspro rigore. 

Ediltrude , * E-dil-trù-de. N. pr. fi (Dal ted. adel nobiltà , e iraut fe- 
dele ; Fedele alla nobiltà.) (Vali) , 

Edilvico, * E-dil-vì-co. IV. pr. m. (Dal ted. adel nobiltà, e wiege cuna: 
Cuna della nobiltà.) Lo stesso che Adalvico. F. (B) 

Edimburgo. * (Geog.) E-dim-bùr-go. Lai. Alata Castra, Adena, Edcnbur- 
gum. Città capitale della Scozia. (G) 



Agost. i3. Perocché é cosa pericolosa ogni parola che non è edifica- Euicdinia. * (Mcd.) E-di-o-di-ni-a. Sf. F.G.Lat.acdio&yma. (Da edia pai ti 

toria del prossimo. • padenti , e da odfne dolore.) Dolore ag li organi della generazione. (A t\) 

Edificatrice , E-di-fi-ca-trì-ce. [ Verb. f., di Edificare. ] Che edifica. Ediogargalismo. * (Chir.) E-dio-gar-ga-lì-smo. Sm. F. G. Lat. aedio- 

L,at. quae aedifìcat. Gr. olxohopovux. Bui. Nella seconda nomina una gargalismus. (Da edia parti pudenti, ,c, da gargalismos. gargarismo. ) 

femmina che fu edificatrice della patria di Vergilio. E altrove : Dido Gargarismo agli organi della generazione. (Aq) 

figliuola del re Belo , e moglie di Sicheo di Sidonia , che fu in Siria, Edioit'e. * (Chir.) E-di-o-ì-tc. Sf. F. G. Lo stesso che Edoite. V. (Aq) 

edificatrice di Cartagine. Ediologia. * (Anat.) E-dio-lo-gi-a. Sf. V. G. Lat. aediologia. ( Da 

Edificazione, E di-tì-ca-zió-ne. WSj. Costruzione, Muramento, Fabbrica,} edia parti pudenti , e logos discorso. ) Trattato degli organi della 

Edificamene. [ — , Di Reazione, sin. V. Edifizio.] Lat. aedificatio, con- generazione. (Aq) 

ihuclio. Gr. olx.ooop.ii. G.F. 10. 233.4. Acciocché la Sl,a edificazione fosse Ediopalmo. * (Med.) E-dio-pàI-mo.<y/n.£o stesso che Ed. opaImo.^.(A.O.) 
-più ferma e forte e stabile- Eg. 256. «.Si faremo menzione ordinatamente Ediopsofia. * (Chir.) E-dio-pso-fi-a. Sf. F. G. Lo stesso che Edo- 
delia edificazione delle dette mura. But. Della grandezza della prima psofia. F. (Aq) • _ 
edificazione {di Firenze) non si truova certezza, ma si di questa seconda. Ediosmo. * (Bot.) E-di-ò-smo. Sm. F. G. Lat. edyosmon. ( Da hedys 

a — Per metaf. [ Buona impressione di oirtù fatta in altrui; ed anche grato , e osme odore. ) Genere di piante da Svartz stabilito nella 
Buon esempio. ] Lai. exemplum. Gr. moaTarwew. Mor. S. Greg. monoecia poliandria, coli' amento nudo, i fiori feminei, col perianzio 
Lett. Come vede che sia di bisogno a edificazion di virtù. Fit. SS. mono/ilio tridentato, lo stilo semplice ed una drupa trigona mono- 
Pad. Grande edificazione prenderono della sua profonda umiltadc. sperma ; così dette perchè rendono grato odore. (Aq) (N) 

Ediotide- * (Bot.) E-di-ò-ti-de. Sf. F. G. Lat. hcdyctis. (Da hedys grafo, 



fit. Crist. Imperciocché faceano li miracoli per edificazion della gente. 
G. F. 8- 55. 4- La cagione , per che Cassano si fece Cristiano , non 
è da tacere ec. , ad edificazione della nostra Fede. 

3 — Onde Dare edificazione , Dare buona edificazione =3 Dar buon 
esempio. Segner. Mann. Seti. i3. 2. Animar tutti a dar buona edifi- 
cazione non si dia per molivo di gloria propria. (V) (N) 

Edificale. * (Mit) E-di-fi-ci-à-le. Soprannome di Giove , come protet- 
tore degli edificii. (Mit) 

Edificio, E-di-fìci-o. [Sm. Lo stesso che Edifizio. fi] G. F. 1. 38. 2. 
E qualunque di loro soprastesse al lavorio , cioè facesse più tosto il 
suo edificio, appellasse la città di suo nome. Tass. Ger. ig. 56. In 
tanto noi signoreggiar co' sassi Potrem della città gli alti edifìci. 

2 — [Tutte le opere di murato necessarie per l'intero corpo di una fab- 
brica.] Tes. Br. 3. g. Quando la tua magione é compiuta , e fornita 
delli suoi edificii secondo lo stato del luogo e del tempo , tu dèi far 
camera e sala. 

3 — Macchina da guerra. Lo stesso che Dificio, §. 2. F.Din.Comp. Lt.3. 
E così con edificii e balestre dentro e di fuori guerreggiavano forte 



ed us otos orecchio. ) Genere di piante esotiche a fiori monopeta- 
li , della Iriandria triginia , famiglia delle rubiacee, col calice diviso 
in quattro lacinie , la corolla tubolosa quadrifida , e la capsola di- 
dima polisperma ; così denominale dalla forma d'occhio che hanno 
le loro foglie. (Aq) (N) 

Edipnoide. * (Bot.) E-di-pnò-ide. Sf. F. G. Lat. hedypnois. (Da hedys 
grato , e pneo io spiro. ) Genere di piante a fiori composti delta sin- 
eenesia eguale , famiglia delle cicoracee , da Jussieu stabilito cotte 
specie crepidi , lampsane e ioseridiMi Linneo , distinte dall' antodio 
semplice polifillo , il ricettacolo nudo , ed il pappo nel disco doppio, 
cioè paleaceo e setoloso e nel raggio quasi paleaceo. (Aq) (N) 

Edipo , * È-di-po , Edippo. IV. pr. m. Lai. Oedipus. (Dal gr. ideo io 
son gonfio, e pus piede : Piede gonfio. ) — Re di Tebe. — Figlio di 
Laio e di Giocasta , della quale fu pure , senza saperlo , incestuoso 
marito. (B) (Mit) .... ... 

Edipo. (Filoì.) Sm. Dichiaratore degli emmmi ; e deriva da ciò che la fa- 
vola dice di Edipo. (A) 
uno r altro. (P) Salitisi. Gius. <4g. Molti ne fediano li dardi gittati Edipote. * (Mit.) E-di-po-te. Soprannome di Bacco , che si diletti ih 

dolce bevanda. (Dal gr. hedys dolce , e poton bevanda.) (Mit) 

Edisaro. (Boi.) E di-sà-ro. Sm. F.G.Lat. hedysarum. (Da hedys grato, 
ed aros utilità'. Olile e grato.) Genere di piante della diadelfia decandria, 

I famiglia delle leguminose , col calice cinque fido , la carena trasver- 
salmente ottusa ed un lomento schiacciato colle articolazioni roton- 
date nel margine; tra le cui specie vi è il Trifoglio di Spagna, Hedy- 
■ salimi coronarium Lin. e quello de' prati, Onobrychis saliva Will, che 
hanno i fiori di grato odore, somministrano pascolo eccellente al be- 
stiame e sono coltivale in grande. (Aq) (N) 

Edisma. * (Farm.) E-di-sma. Sm. F. G. hedvsma. ( Da hedys soave. ) 
Diconsi coù i rimedii calmanti e mitiganti. (Aq) 



dagli edificii a ciò. (Pr) 

4 — [ Per metaf. del 1. 9 sign.] Petr. cup. g. Perdusse al sommo l'edi- 
ficio santo. 

5 — E del 2. Frode , Ingegno , Stratagemma. Fit. SS. Pad. 1. 20. 
E , quasi fosse presente il nemico , garrìa con lui , e diceva : Que- 
sto edificio , o diavolo , è tuo ; ma non potrai però impedire la mia 
volontà , ec. (V) 

Edifizio, E-di-fi-z.i-o. [Sm. La fabbrica o La cosa edificala. ] — , 
Edificio, Edificata, Dificio, sin. Lat. aediticium, construefio. Gr.olxolopri, 
oixoho'pripa. Tac. Dav. Ann. 4- io3. Stayasi allora Tiberio intorno 
agli edifizii e a' nomi di dodici ville. 



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EDISSA 







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Ft>i«;a * E-dìs-sa. IV. pr. £ Z,a«. Edissa. ( Dall' ebr. hadas mirto. ) (B) 
££>', * Edlsti-o. j£ F Ì m. Lat. EdisU. (Dal ,r.U.rt,F» 

ccvole, ed ùteon verb. di ido io so : Clu sa cose piacevoli.) (B) 

Eoisto * (Gcog.)E-dì-sto.Fi. degli Siati Uniti d'Am. nella Carohna.lfi) 

Edita » E-dì-ta. JV. pr. /: Lat. Editha. (Dallo slavo Aorf-a passeggiare, 

clmminare; ovvero dal sass, «,rf felicità , ed Vito» ridondare ) - 

Jtyfe diÈdgaro re d'Inghilterra e di VUfrida , la quale preferi il 

E^tatt^m^V. L. Fumicato, Divulgato Lat. edita, 
Gràor^But. Qui finisce lo «mio XXXIII. del a terza cantica 
della Commedia di Dante Alighieri , ovvero Alighieri , e _a sua 
lettura edita e compiuta per me Francesco di Bartolo da Buyti , cit- 

EoÌtob" eSo-S Sm. Chi fa V edizione di alcuna opera CIu la 
metteva stampa. (A) Adi. Pref Dem. Fai. (0) Mann. Lez.^.dihng 
Tosc.p. f3o.il cui nome però ne' dmonaru fu posto gratis dalla astuta 
industria di alcuni editor! , affine di accreditare ec. Gocch. Disc. 2. 
19. Ornate delle giuste lodi del dotto editore. (N) 
Fi-itmce * E-di-tri-ce. Sf. di Editore. V. di reg. (0) 
EdtrÒo * (Mit) E-di-trò-o. Soprannome di Bacco e di Apollo che 
sparge grato mormorio, che fa sentire una dolce armonia. (Dal gr. 
hedvs dolce, e throos clamore.) (Mit) 

ditto E-dìt-to. iSm.ì Bando, Legge pubblicata. Lat. edictum. Gr. 
«pivlw- ^at. Mere. Non si potesse altrimenti provvedere ec, ne 
alcune leggi, statuti, ovvero editti , che sieno di man valore. Tac. 
Dav Stor. I. 287. Manda in Roma un editto, nel quale differiva il 

9 ^s£?Sm Dant. Purg. 1: 7 6. Non son gli editti eterni per 

Edhto, U E l -di-ta.o. Sm. Il custode del tempio. Templicustode. Lat. ae-j 
dituus. Gr. Upfìov\ou Del Bosso Svet. 3q 9 ., Uden. ISis. 1. 1 9 ., Tej 
saur. FU. mor. 16. 4- Berg. (Min) 
Edizione , E-di-zi-ó-ne. {.Sfi Pubblicazione d' alcun opera per via d 
scampa. Lat. editio. Gr. bSonc. Red. Oss. an. 25. Ne portai la <L| 
sarà a carte iqo della prima edizion fiorentina. / 

Edmaro , * Ed-mà-ro , Edmero , Eadmaro , Eadmero. JV. pr. m.LH 
" Eadmarus. ( Dal sass. ead felicità , e mere confine ! Co.iunc della 
licita.) — Monaco inglese , arcivescovo di Cantorben, scrittore eosi 
siastìco del secolo XII. (B) (Vari) 
Edmero , * Ed-mè-ro. JV. pr. m. Lo stesso che Edraaro. V . ( 
Edmo * JV. pr. m. Lo slesso che Edmondo. V. (Van) / 

Edmondo, * Edmondo, Eadmondo , Emondo, Edmo. LaC- *f lmu " 
dus. ( Dal sass. ead felicità , e mund pace , ovvero dfl ted/ ««*? 
schietto, e mund hocca.) -Santo e dotto ecclesiastico liiglese del \IU. 
secolo, — Nome di tre re d Inghilterra, il primo djfìuali detto II san- 
to, il terzo Costa di ferro. (B) (Van) / / , 

Enni. * JV. pr. w. La*. Edna , Ednas. (In ehr/gftuatf«a/da ghuedna 
voluttà, piacere.) (B) / / 

; D oardo, * E-do-àr-do. 2V. pr. w. Lo sle ss/che Odoar/o. f. (Dal sass. 
e<u* felicità, e wearrfara guardare, cusjduire : Chi rf custodire la sua 
felicità.) (Van) / ..'.«, /■ j j \ 

Edoite.* (Cliir.) E-do-i-tc. Sf. V- GAat. aedoit.s. (Da «fai. pudende.) 

Infiammazione delle parti genitafi esterne. — , Edioite , sin (Aq) 
Edoiorrea. * (Chir.) E-do-jorW. Sf. V. G. Lai. aedoiorrhoea. (Da 
edia le pudende , e rheo incorro.) Specie rft blenorrea , ossia scoto 

dì frìr"*" rfflffr VUdfitìdf'é^^'O . . , 

Edom. * (St. Sacr.) Sopran.di Esaù. (Dall' ebr. arfo/w rubicondo , rosso; e 
ciò a motivo della polla rossa per cui vendè la primogenitura.) (\an) 

a _ * (Geog.) Paese di Edom. V. Idumea. (Van) . 

Ei.omu. * (GeóV.)E-dò-mi-a, Edumia, Eduma.^.cit. della Palestina.(G) 

Edone, * E-dó-ne, Edon , Edonide. JV pi', f. (Dal zt.hedone voluttà, 
o dall' ebr. adon signore , padrone. ) — Moglie di Zelo , madre ed 
uccidilrice di Itilo. (Mit) 

o. — • (Mit.) Soprannome di Bacco. V. (Mit) 

Edom. * (Geog.) E-dó-ni. Amichi popoli della Tracia o della Macedo- 
nia, abitatori dell' Edonide. . (G) - l 

Edonide , * E-dò-ni-de. IV. pr. / £a*. Edonide. Lo slesso che Edone. 

a _l * (Geog.) £/: Paese abitato dagli Edoni. V. (G) 

Edonici. * (Mit.) È-dò-ni-di. Soprannome delle Baccanti, dal monte Edon 

nella Tracia, ove si celebravano le orgie. (Mit) 
Edonio, * E-dò-ni-o. JV. pr. m. — Fratello di Migdone , cAe diede il 

nome ali Edonide ed agli Edor.i. (Mit) 
2 _ * (Mit.) Soprannome di Bacco , dal monte Edon. (Mit) 
■Edopsoi-ia.. * (Chir.) E-Jo-pso-fi-a. Sf. r. G. Lai. aedopsophia. (Da 
"SféTparti genitali, e psophos sibilo, strepito.) Emissione di flati dalla 
vescica per mezzo dell' uretra , o dall' utej'o per la vagina. — , Edio- 
psofia , sin. (Aq) 
Edra. (Bot.) E-dra. [Sf. V. poet. accoro, rfi] Edera. V.Pelr. son.uG. 
Non edra, abete, pin , faggio o ginebro Poria'l foco allentar cbe'l cor 
tristo ange. Alain. Colt. 1. 21. Che di tutte peggior mal si cono- 
sce, Se mille erbe noccnti , e'I nasso e Y edra Non ne fan_testimon 
coli' ombre loro. E 5. 125. Non aggia il lauro, Non più l' uliva ornai, 
non più la palma, Non più l'edra seguace i primi onori De' carri 
trionfai , de' sacri vati. 

3 (Mat.) V. G. Lat. hedra. ( Da hedra base. ) Così suole da' geo- 

metri nominarsi una superficie semplicemente piana , considerala in 
un corpo solido } onde da' diversi e molliplici piani che trovami in 
un corpo ricevono la denominazione di tetraedri , esaedri ec. , ed as- 
solutamente dicesi poliedro quel corpo che consta di più piani. (Aq) 
3 * (Chir.) Incisione semplice delle ossa del cranio. ( Ippocrate chia- 
ma hedre una specie di frattura dell'osso, fatta in modo ebe riman- 
ga nell'osso rotto il vestigio dell' isti amento lesivo, e mostri in qual 
punto telimi insederà ; da hedra sede. ) (A. 0.) 
Vocab. HI. 



EDVINO 2 7 

Edredo, * E-drè-do. JV. pr. m. Lat. Edredus. (Dal gr. hedra sede, ed 
cdo io mangio : Chi mangia seduto. ) — Decimo re d'Inghilterra de 
lignaggio sassone, successore di Edmondo II. (B) (Van) 

Edrenech. * (Geog.) E-dre-nèch, Edrenc. JVome con cui i Turchi chia:- 
mano Adrianopoli. (G) 

Edrico. (Farm.) È-dri-co. Add. m. V. G. Lat. hedricum. ( Da hedra 
podice. ) Epiteto che si dà a' rimedii che servono per le malattie_ delr 

podice. XA*lX--~-~~ "" -~~ " " 

Edrico, * E-dri-co. JV. pr. m. (Dal sass. ead felicita, e nea ricco. 
Ricco di felicità.) — Genero di Elelredo II. , uccisore di Edmondo 
III. re d' Inghilterra. (Van) 

Edris. * ( Mit. Maoin. ) Nome che i Musulmani danno ad Enoc. — 
Pronipote di Ali , fondatore della Casa degli Edrisiii che regna- 
rono in Africa. (Van) , 

Edrocele. * (Chir.) E-drocè-le. Sf. V. G. Lat. l.edrocele. (Da hedra, 
sede, e cele tumore.) Ernia che viene sulle natiche pel foroova^ 

Edoardo , * E-du-àr-do. ZV. pr. m. Lo stesso che Odoaido. f^> 
f Eduardus , Oduardus. ( V. Edoardo. ) (B) 

4duca. * (Mit.) E-dù-ca, Edalia, Edafica, Ed^fiilfSiua protettrice 
> de fanciulli , e che presedeva alla loro educiixfrne,. (Mit) 

Bducamento , E-du-ca-mén-to. Sm. F. e «^Educazione. Frachett. Sem 




Stai. Guer. 3. 2. Berg. (Min) , 

Educanda, E-du-càn-da. Sf. DonzfiKa. che e in serbo nel monatto o , 
per educarsi. Eustach. ManMdi. (A) (N) 

Educante , E-du-càn-te. Pa^Tdi Educare. Che educa, Che alleva. 
| Lat. educans. Gr. irìfOi. Salvin. Cas.3 7 .l ministeri degli educanti ^o 

/ balii,garbatamente>trbene descrive Fenice appresso il Poeta ,» APj 

Educare, E-du-c^re. lAtl.} Allevare , Istruire. E V t Allevare.] lf-*% 
care, institiiere, formare. Gr. iiiyi», *««S*r««y»». f r - Ol0rd - * % a ' 
EducategU>nel santo servigio d' Iddio. E appresso : Se bene gli eduche- 
rete , bine a voi e a loro ne avvenira. ' 

Educatj/T* E-du-cà-to. Add. m. da Educare. Salviti. Oraz. lod. Ac- 
colt/Qaclh ( distanza, ec. ) eh' egli mostrò nel par troppo a Boi d* 
lofoso passaggio dell'avvocato Francesco suo figliuolo da lu* tenens- 
?mamente amato, siccome tutta la sua ben educata figliolanza, 

e£S£?%S2»*« ™ m. di Educare ^ Che educa. Fit.Pitt. 
■òo. Parla di Chirone, educatore di Achille. (V) .Salvia. Imi. Orf. 0- 
dimi , o molto grave educatore Di Bacco, balio ec. (N) 

Educatrice , E-du'ca-trì-ce. Verb f di Educare. Che educa^Lat. eda- 
catrix Gr. iudyo^oc. Oliv. Pai Ap. Pred. io/,. Berg. (Min) 

Educazione, E-du-ca-zió-ne. {Sf Governo de finciulli intorno agi eser- 
chii del corpo, e specialmente a ciò che s'appartiene a e fumi ed 
alla lustrarne. - EdoQamento, ««.] Lat. educano , institutio. Gr. 
l.ihU, *«àw*Sil Fr. Giord. Fred. Renderanno conto ^a Dio .bla 
negligente educazion de loro figlinoli. Segr. Fior. Art guerr Non 
sia r alcuno che creda, nelf educazione disonesta e ncll' amino brutto 
possa capir alcuna v'irti, Capi: Boa. 3. 55. Oh da che v.ene ec. 
StaS pochi uomini si danno agli studii? A Dalla mala educa- 
zione e mal governo de' padri. Tac. Dav. Vii. Agi: j 7 7- *-> l "a 
Procilla fu sua madre, donna castissima , sotto la cui piacevole edu- 
cazione passò la prima sua età. . 

3 — * (Icon ) Donna di matura età , illuminata da un raggio celeste; 
le sue nude mammelle stillano latte ; ha iti mano una verga, * 
abbraccia colla sinistra un tenero arboscello;, le sta a piedi un Jan- 

Ch EÌ^o: e dtfdà elione. L' Istruzione riguarda propriamente 
la mente , lo spirito -, la Educazione abbraccia tutto 1 uomo. L* 
prima ha' per fine .1 vero ; l'altra e .1 vero e il buono e 1 ut e e. 
conveniente. Può darsi Istruzione senza Educazione, ma non vice- 
ve sa Quanti dotti non sono educati! Una sola idea che si acquisto. 
una Istruzione. L' Educazione è una sene d' atti od eserc.zii. 

Educere ^ E 'cK ce-re. Ali. V L. Condurre, Menar fuori. Lat. edace, 
Zs Caler, leti. 43- La virtù ec. dagli .sicurtà e tolleg , confusio- 
ne, ed educelo nella vita durabile. ( Qu* per introdurre.) (V) (N) 

EdUenl * (Geog.) E-du-è-ni. Lat. Aedui. Antichi popoli delta Gallia 

1 che occupavano gg -WjJjWg- ^'^JPche 
^irTerSo^lttr^tsZf/H suo sapore acre e dis- 

gJoso J almeno 'di nasconderlo ; ed anche adizione d un cor- 
% zuccherino ad una sostanza di cui si vuole addolcire il sapore. 
Lat. ednlcoratio. (A) (A. 0.) . ,..„;.>„,„ cozioni al- 

2 _ (Chini.) Operazione , colla quale per via di f*™ff< ^Tcfc 
cune sostanze ridotte in polvere vengono spegnate de loro sali. (A) 

Edulia. * (Mit.) E-dù-li-a. Lo stesso che ldp*T. ^ 
Edulica * (Mit.) E-dù-li-ca. Lo stesso che Educa. V. (Mit) 
FdulÌo E-dù 1 -o. Sm. V.L. Cibo , e propriamente Companatico Lat, 
JduKÙm Gf%*P- Sannaz. egì. 10.70. Le qua. per povertà dogai 
amo ellio" No/già per aurea'elà, ghiande pascevano. (V) Guarm. 

E^t^tlddm^V. L. Esculento; e sono ambedue voci lati- 

Tusate da alcuni scrittori moderni, e specialmente botanici, per 

fa SS ci Sii amichi dicevano Camaiigiare fiW . Buono a, man- 

eiarsi (Dal lat. e gr. edo 10 mangio.) (A) .. . ^ 

Ed^umu! * (Geog.) E-dù.mi-a, Eduma. Lo stesso che . Edom.a. V. (G) 

Edusa * (Mit - ) E-dù-sa. Lo slesso che Educa. V (.Mit) 

Edv. * JV pr. m. (V. Edàm.) - Undecima Re d'Inghilterra del li- 

E$S ÌO * EdTge. C y NÌr. f. Lat. Hedivigis. (Dal sass. e^ felicità, e 
w e abitare* ci abita nella M^.) - Santa duchessa di Poloni 
Zi Secolo XlII.-Regina di Polonia , moglie di Jageìlone. (B)(Van). 

FnviKn * Ed-vì-no J». Pi% im. (Rai sass. e a rf felicità , e win guerra r 
cJ^iero felice ) - fc- degli EUarchi d'ingliilKrr* . — I * 
Edelburga.da cui fa convertito al Cristianesimo. (\ an) 






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l8 EEA 

Era. *^(Mit.) E-è-a. Soprannome di Circe. (Mit) 

R^ K' Ind ') E -«-«- W« * un Dìo indiano. (Mit) 
Escioo . • (Geog.) Ee-clò-o. Città de' Paesi Bassi. (G) 

InUneuone che serve per modificare il sentimento, e denota 
ocriia : ma e vare rial ricino.. - j.ii.. ..:< • /- 



IMJNAtKZZA ' • '" 



■EFFEMINATEZZA 



mediocrità ; 



ma è voce del dialogo e dello stil mezzano o in fi mo 





V" ri, /xr' \ ai ^ "V" w O" * <*«™w jcit mezzano o inumo. 

Eri, //' nf n) R T, r £?f a "- 5 ' A PercLé raria sua lo dimostra. Bar. 
lieh. //. Odi , Bartolo. (N) 

E* ? * E T rÌbéa - A^ * < Dal1 ' ebr - «** »«d« » e vale Inai- 
d.osaO — <SWiyi di Oto e di E fiotto. (Mit) 

lt,l I ' 0c!e * N - '"'• nu ( Dall' ebr. Ao part. vocat. , ed e/Aon 

tel/nri.r Sr , ° & J a T S vale a 1 uiIa -) - *« della Colchide, fra- 

£at!!' * M ^T t N - me pr,tro "- di Medea.fìgliq diEete\w il) 

</e//a 6*/i«a , e padre di Andromaca. (Mit) 

da ,&f *fi£} (fif " ( h ** «*■»»■ da «W** la "°> ° 

Efatt,™ ./^ fT^* *7 /a P arte «Wteianale dell' Abissini*. (G) 
io Ir^J ' rCie ° ? fat - ll : de - *» * C £«f- ephatis. (Da aphapto 

rJ lJZ,\fl faCCV Z\H pa, ' Le dun ««««»» o d'u/i guerriero, 
invotgevansi la mano. (Aq) • 

Efbe. * (Geog.) £/«a c/elfe ,/o/e Molacene. (G) 

Z't.Z l ?'"""■"■ "/^ Ma/e «' ««^'Wa/w privata! "giovanetti 
Wf*™ ht .S*!>na8noì. In generale, Luogo destinato per l esercizio 
É*l„ /ff' ^ B--'5P**« »doJe*cnte, pubere.) (A) 

p" 'e fa£ noi ?' : ■/ ^ C P hebuS - GrriW« t \h*\pi in, so- 

SunLnnoìn V ^T^ «>«*rfK de' ^e sessi quando 

giungevano alta pubertà. (Aq) 

™ wu\'p r ;,b^ / ) a tB) phebu '" (DaI gr ^°* 8lov,neUo dl p ri - 

E /w;; * S B f>Mdra. ^ f. G. £«. ephedra. ( Da +Ì sopra , e 
ned, a sede.) genere di l>umle a fiori incompleti delta diaccia mona- 
tr£»n famlSa deUe C T fere ' dlSlÌnte da f lori caschi disposti so- 

tonde S ,CC0 ° P e "'l af i chi0 c °P erl ° di sca S lie embricate, morbide, ro- 
lonae e concave. (Aq) 

E X R T' A (A T L 2 E - fe - drà - na - «*/ ^ G. Lai. ephedrana. (Da «Ae- 
a'-a il sedere. ) Natica. (A. O.) v ^ 

S,l (M ; l,t}E -l- dr V/' W -^ Soldat; che **™> ^' quartieri 
ti còni 3T?" deìl V 0rte dell'accampamento o della città o 
aLcXL V t!l R T a , l °- < Dal S r - 'PMros chi è iu una 

Ewoao. » (Arche.) È-fe-dro. ^dà e m . r. G. Lat. ephedn-s ( Da 

E ?A e C colrS'ì Efélce ^^G-(Da 9» sopra, e Uba, ulcera.) Ch»ia 

Tvleofìolì E - fe ff e - S f\ P J- p lldl «rf Efelide. ^. G. Lat. ephelis 
pelle Tarsi Jì % f™ ^ ^ W8Cctó » c/ie «o^amj a«//a 
Salvia Ni F ftl lanata da infiammatone, ec,-, Efelia, sin. 
biaSh^eihde (A) S ' reV011 P ^' C Soao ^ biauche macche, e 

Efsua. • (CWK) E-fé-Ii-a. Sf. r. G. Lo slesso che Efelide" V (Van) 

K^'/r '• ^- M andaterai ec - due altri assortimenti ec. cou 
due teoriche della nuova (cometa) , dico di quelle in un foglio solo 

avS'dal™^ 1 ' SebbC,le h ° dCtt ° te0,khe - * & Io ^„h°o ancora' 
ZTJ f r P rmcl P e Ie efemerid . ^ a ^/«. Aie 2. f 3$. A guisa 
dell efemei-Mi, o giwnali, o atti àiurai ec. (N) 6 

*3ì£ù- i" ì^ -^^"^ ^ ^ ^«' «^ "P-* «vn» 

a.sirwuilf 1 saceraoii ebrei. (Miì) 

Ì«t^, ;^ S " (<(M ciocché r uffizio fosse conialo, -ego- 

rcZor/r - l£ <la S TT COr ; Stt • e ?0S! ' ^'""^ *« '«"o "oa« dovuta 

cAe «««,te„„ JQ , ^tr^A,- erf ,- WC0Wj erf - ^ a// nQn J. abba/i '° 

navwo „ e ètatHO ne nafte ; ma erano testimoni assidui decloro costumi 

easuatoro condotta, e ne rendevano testimonianza abbisognando — 

3FW»J ""• ( Dal 6 r - epkemerevo io di continuo ini occupo inau'al- 
%'fj.e cosa. ) (Vau) r *H uat 

^««W"*' * C, 8 :'-) E-fe-rac-ri-na. ^ ^. Q. Lai. ephemerina. (Da «/ 

m, circa, ed A.v/iem giorno) iVowe d'una pianta d'America ' i cui 

/"-ri non uurano che un giorno. —, Effimeri na , sin. (Van) ' 

Efbmero ' E-feine-rQ. Add.ru Lo slesso che Elìmero.^. Cocth.Baen ( \\ 

Ecm,* Efroae. A. /,,-. «. -. £<«. Ephgr, Ephron. ( In ebr. gkuepÙl 

da ghuaphar polvere. ) (B) ' 6't ue P(* e > 

!i m"-l$M? > & C ""/i' ada deiUl Tnbà ^ Giada, posseduta da Efer 
figlio di Assur. (G) ■' 

Bfbs* t » R.fe. sa a:. r . /? _ n, irfr;ffl ^. rff .i f d nome ad 
^ ( Kconoo Erachde de Polrtus , fu Efeso nominata in tal modo da 
ephesn pcrmissjoue ; poiché Ercole dette alle Amazzoni la permis- 
#:oo di «JiBcarl:». Ma ephesh vai piuttosto desiderio, appetito ', dai 
lemc.o hhyheh d^idnarej e par cl,e dinoti un s i t o dcsideiabile In- 
noitie 1 ebr. ,pkes vai coufsue ; e può dinotare una terra sul con- 
ti . ~sT Xm %: { Ì ° Sla 3ul maie » c01,le appuuto era ii/w.j 1 (Miti 
Ef.*u. ' (M,t.) Efè-si-a, .S'o^^o,^ di Diana, da E feto M ti , 
Etsuo, ' E-fe-si-o. Add. pr. m. Di Efeso. (B) 7 ^ °* } 
3 J p* (Arche.) Efesie ,/ rf,- wwv alcune feste notturne, celebrale nel fora 
V i&fttFl S K J U WV? ulb, ^ h ^, m onore di Diana.QAa) 
E.eso , Efeso A pr. m.(V. Efisa .)- Figliuolo dj fiume C««,.(Mit) 



i' 



rf/ rj^ 60 ?) ft 5*„ AB ^«a ^««o« nella Jonia , .ov'sra il tempio 
F. wW.": a ^if fe ' tó marawgfc del mondo. (G) P 

EmxL • (MU. .De. Efesti, Dei domestici, presso i Greci- simili « 

tfi e i" R T amcA ' a '"'"' a " ^««o >«»«»; (i™«:Xcio. 

vai domestico, da em sopra, e W a focolare.) (Mit) 8 'Z" 1 "" * 

Efest.e. • (Arche.) E-le-st.-e. Add. e sf. pi. Feste in onore di Fulco 

mio trZd 11 cA " Lampad0f ° r ' e Un cui si colZdet pere- 
nno correndo con fiaccole accese. ( V. E fattone. ) (Aq) 

EF f" T cu, A lia ) l^'^l ^ 4-^4 gf - **«*« « df ^no , ed ^ 
laiiciuiia. ; — t/« a ^//e mogli di Lguto. (Mit) 

^pestio , • E-fè-sti-o. Soprannome di Giove. ( V. Efestione "> CMilt 

Efestioooro, ' E-fe-stio.do.ro. A. pr. m. Lat. Hepfifódor.'.s ( Dal.r 
A V A Mto , Vulcano, e don,„ dono: Dono di V ) ? l ° d ' g "' 

Efesine ,» E ; fe-st,.6-ne. iV. pr. m. Lai. Hepboestion (Dal V r hepkMos 
Vulcano o fuoco.) _ Amico e generale di Alessandro .. - '■ GramaTco 
greco, precettore di Elio Fero (8) (Mit) <*ro«a«ico 

Epest.te. • (Min.) E.fe-slì.te. Sf. V. G. Pietra rossiccia, con cui gli 
a tck< face-ano specchi concavi che „^„, r H ^^2^ * 

speccm ustorTi de' moderni. (Dal gr. nephestos f l UO co ) W- --^- 

Efesto. (Mit.) E-fè-sto. ^«i/inowe rfr ^ w fc«„ , ^o i/ Leo (Dal 
fenico od ebr. «A« cuocere. AUndal gr. A^to' io toc co{ e A« £ o 
o iia Aestoo 10 distruggo.) (Mit) ' " a,st0 ° 

EF S^l A ; Che ' )E " f t S,rÌ ' e /^^f -^^ F "' e ' >l " ^ dell'indovino 
Jiesia, che aveva due volle cambiato sesso. Quando portavano la sta- 
tua di quest uomo in processione perla città con vesti muliebri, al ri. 

EfetT {ZTTTrV 1 "e " "1HH % r - e P hesl ><° clamide, S ajo.)(M,t) 

&FETI. (Alche.) E-fe-u. Sm.pl. f. G. lat. ephetae. 'Giudici d' uno 

dei munirò tribunali d'Atene, fra i dieci stabiliti da Demostene fìstio 

SnmTn^t^ ^ecr^i,iaA.(I.,gr.dicean s i v /, et< ..)(Aq) 

ÌIfet.co. (Leti.) E-fe-U-co. ^oV. e ««. ^.G./^. ephetics. 'coai cAi2- 

™™ a, ™fiW filosofi , 1 quali sospendevano il loro giudizio a affi, 

renza di quelli che dicevansi Dubitanti. (A) M 

r F ^./ LE }. Ef "n" bÌ ì le - Ì dd -r r "- DÌCm *> Cke "P** esprimere; con* 
Vano d Ineffabile. Magai. Lett. o.Evvi egli alcuna effebile propor-* 
z ione ra le bagattelle che queste bestie fanno ec. , e tra le gran cose 
cne tutte tecero , ec. (A) °, 

2 "^•i Che r?- Ì dee esaltare »' magnificare. Salvia. Inn. Orf. Beata Dea 

enabite , Di grandi nomi , in antri soggiornante (A) 
Effascwamohe,* Et-fasci-na-zió-ne. ó'/: Lo slesso che Affascinazione. F. 
Aonnop. ^m Pr.g . Coutra le perverse efrascinazioni di invidiosi oc- 
chi. ^ Così leggono te migliori edizioni.) (N) 
Effaottb. (Mus.) lEf-fe-ùt-te. o'»,.-/ia settima nota della scala di musi. 

ca , ed una delle chiavi del canto. (A) 
Effe. [Sf] Una delle lettere del nostro alfabeto , che è la sesta del 
iiumei-o-, e si dice anche il carattere che l'esprime. Mora 18 i2 Q 
Ciò eh 10 ti dico , non va insino all'effe. » ( Avea detto prima Ed 
ho per alfabeto ogni partita.) Min/ Malm. Costumarono (1 Romani) 
dimostrare questa pienezza di grazia consegnare i memoriali consolo 
due ette -, onde quello che conseguiva tal grazia, diceva: io ho avuto 
la graz.a a bis elle. (A) Dittam. 2. 27. Se 'I sai, noi so , dico dal 
p ali effe, Tra 1 qua di Faltcrona un serpe corre, Che par che '1 cor- 
po di ciascuna accede: (N) 
Effbmebidb , Ef-fe-mè-ri-de. [Sf Libro net qumle dì per di si nolano 
alcune partite di nesozu delle botteghe o case per comodo di scrit- 
ture , o 1 fatti pubblici ; e più particolarmente quel] libro, dove si re- 
giurano 1 calcoli contenenti i moti e / e apparenze de' corpi superiori, 
e le congiunzioni, opposizioni, e altri aspetti de' pianeti. [— , Eferae- 
ride, sin. K. Almanacco.] Lai. ephemeris. Gr. tyvwh. (Dal gr. 
ephemeros diurno ,- poiché son tavole nelle quali per ciascun giorno 
si determina il luogo di ciascun pianeta nel zodiaco e le circostanze 
de moti celesti. V. effimero. ) Gal. Macch. Sol. ;<,. Bastando la sola 
diltcrenza ec. presa dall' islesse effemeridi- 
Effeminamelo, Ef-fe-mi-na-mdu-to. [Sm.] Effeminatezza.—, Effemmina- 

mento, sin. [ ^.'Effeminatezza. ] 
Effeminare, Ef-fè-mi-nà-re. iAa.1 Far divenir effeminato, {Distempe- 
rare , Rilassare il vigor dell' animo.} — Effemminare , sin. Lat, effe- 
minatimi reddere. Gr. xvo$7,\l,nvj> Borgh. Mpn. ,55. Abboniva cor- 
dialmente le delicatezze , e cosi fette delizie, che potevano snervale 
col tempo ed effeminare quegli animi marziali. Castig. Cortig A 
<q5. Perche queste attillature , imprese , moti ec. spesso non fauno 
altro che effeminar gli :mimi. (V) 
a — • * E n. pass. Divenire effeminato , Infemminirsi. Tagl. leti, seelt. 
Vivevano assai guardinghe a non iscialaequare il tempo ,'cd clìcminarsi 
con certe morbidezze. (A) 

Effeminare diff da Ammollire e da Snervare. Parlando dell' animo 
^. d|l carattere, Ammollire è meno di Snervare , e Snervare è meno 
a b -ff"'"" lare - Questo indica il grado di debolezza quasi femminile, 
Ammollire e Snervare sono più indeterminati , ed esprimono soltanto 
diminuzione di forze e di attività: / piaceri abusati ammolliscono 
l animo ; La voluttà eccedente lo snerva ; L'amor cieco lo effemina, 
Ammollire ha spesso un senso buono : Un cuor duro si ammollisce 
per compassione o per tenerezza. 
Effbmiwjtàgoise, Effemina tàg-gi-ne. Sf Effeminatezza. — , Effemini- 

nataggine , si t i. f. Effeminatezza. (A) 
Effeminatamente , Ef-fe-mi-na-ta-méute. Aw. Da femmina, A guisa 

di femmina , Femminilmente ; e si prende in mala parte. , Elìém- 

rainatamente, sin. Lat. effeminate, muliebriter, Gr. fnx.Kan.ws, ,,„,. 
»o*tèZs Bocc. Leti. Pia. Ross. 270. Quelli ec. , come allevati' erano, 
cosi etìeminatamente morirono. 
Effeminatezza, Ef-fe-mi-na-téz-za- [Sf] ast. di Effeminato. [Qualità 
di chi e effeminalo. —, Effeaimiuatezza , sin. ] Lat. ajiuii moilities, 



faéidr*" 



(sSl;< jV** U /*«3^ ^ { : il''> Ù (elici /U ftcU 



*^c 



•* «* 















EFFEMINATISS1M0 



EFFETTO 



l 9 



mulierositas. Gr. V+« . ****»*»**; f irc - Geìl 6 - * 55 ' NaSCC 
j, effeminatezza di animo ec. , non da tortezza. 
*4JK2£* diff- da Effeminatasene e ^^ T «— ^> ; 
do U comune intelligenza per Effeminataggine ■ indica Una prava a 
£.,aziordi femmineo commercio ; e per Effeminatezza s. d.nct .Una 
maniera di vivere molle all'uso delle femmine: cosicché questa seconda 
™z"òneè meno peggiorativa della prima. Inaltre se I 'Effemina «*a si 
oSera « togato , l'abito gii formato J*f#~- «£ ' °' 

Fffemin itissimo, Ef-fe-mi-na-tis-si-mo. [^</. mj superi, di JUtcìmnato. 

EF I E 7E emminat^simo, .,, i*. .nullissimi,, . G, ^^T'^ 
Giord Pred RUomo eife.ninatissimo, e m ogni tempo dedito a piacer.. 

F „'!'„ Èf-fe-minà-to. JdU «.. </« Effeminare. Di costumi Di 
„ n dTo Di ani™ femminile, ducato, morbido; [contrario di Virile. 
GelL]- Eliminato ,' Affato, sin. Lai. *«--»>.-£ 
vii, Hplicaìus mollis. Gr. «yw! , yw«'*«»»f- £occ - ^ eU - "f" 
Ras U S dV u» crede , riguardi 'ali, re Assiri! e ali, re Egizia- 
■ .Jl H,.lintfzzt e eli odori arabici effeminati. Tac. Dav. Ann. 
?5.' r 2 5. Senecione poscia Quinzio e Scevino , vissuti effeminati , 

fcSSSJj^SU»-^ Fi*-, di Effeminare. CAe e#e- 

e£[£a££ ^mi-na-lri-ce J**/ A" Effeminare. * A reg. 

EF r™ M E feminal«za.]t.*.c«r.««Z«/«.L-ozioè lacagionedegl.eflemminamen t. 

EtPMMisARB , Ef-fem-mi-nà-re. [ ^H. e «. p«*. £o stesso che: Effemi- 
nare V>> s'ahÙLDÙc. 3. 17. A guisa di Sirena effeminando gli animi(N) 

E™, ,«««».« , Ef-fem-mi-na-tàg-gi-ne. [Jgfl Effeminatezza- [ Lo 
sr"so che Eiteminataggine. ^. Effeminatezza.] fejL animi moll.ties.Gr 
Sci*. Agn. Elie 7- 364 Chi manca in quelle .ose , dove 1, più 
Sono e prevalgono , costui è effeminato e delizioso; e già non e al- 
troia delizia, che una certa elfemmincitaggine , ec. , ,-„• • 

EffemminatamÈiste , Ef-fem-mi-na-te-mén-te. lAvv. Lo stesso cfte]Effemi- 

E^S^tlwzzAiEf-fem-mi-na-tóz-za: {Sf Lo slesso che] Effeminatezza.^. 
F^emm.nat.ss.mÒ , Ef-fem-mi-na-tìssi-mo. [Add. ut] supeH- de Effemi- 
nato. Lo stesso che] Eiìeminatissimo. f. 



nat. 66. Ed effettivamente pochi giorni appresso gliele feci vedere 
(/e pietre) in molli e molti ventrigli di differenti generazioni di volatili, 
Effetiivamenle diff. da In effetto , In Jatto , In fatti , Di/atto, 
Realmente , Propriamente. Effettivamente indica la esistenza posi- 
tiva della cosa , riguarda la realità in generale. In affetto indica 
lo stato della cosa esistente, il compimento di un fatto. Cosi diremo : 
Quel bugiardo è un uomo effettivamente cattilo ; e lo vedrete in ef- 
fetto. In fallo si usa meglio trattandosi di un' esperienza, d' una sosa 
pratica, o d' una osservazione di fenomeno naturale. Di fallo ha un 
uso suo proprio. Quando diciamo; È di fallo che . ... a quoeia frase non 
si può sostituire l' In fatto. Così pure dirò: Quell'uomo è di fitto debole; 
ed userò lo stesso modo dove si tratta di esprimere cosa priva di effetto, 
inefficace , come : // tale ha pinato via quello strumento ; e di fatto 
non gli valeva. In fatti è particella che lega V uno all'altro periodo, 
indicando che la proposizione seguente è la prova dell» cosa detta 
dianzi. Realmente è meno positivo di Effettivamente. Quando diciamo 
Realmente, supponiamo per 1' ordinario che alcuno neghi o sospetti la 
realità della cosa. L' Effettivamente la conferma. Veramente e più 
generale, ma dice un po' meno di Realmente', poiché la verità può 
essere metafìsica, logica, ideale } laddove la realità è nella cosa sussi- 
stente. Propriamente si usa più nello stile familiare , ed esprime me- 
glio una verità parti<-ol3ie La tal cosa, diciamo, è ita propruciente 
così; È propriamente un vile colui che si è vendicato di un debole ec. 

Effettività , Effet-ti-vi-tà. Sf ast, di Effettivo. Realtà, (A) Pam- 
aar. Bern,. (0) ,__, , . 

Effettivo,' Ef-fettì-vo. Add. m. Che ha effetto, Che in suslanza o 
in e ff em . — , Effettuale . sin. Lat. re ipsa talis- Gr. tf>Y9 roi 0V ra. 
Segner. Crisi instr. 3. s5. i3. Massimamente se tra loro vi tosse corsa 
anteriormente una promessa effettiva. 

2 - Efficiente , cioè Che fa , Che produce. Lat. efficiens Gr *£*«- 
xo't, Dif. Pac. Appresso queste cose, convien dire della causa effettiva 
della parie principiante , e questo sarà mostrato per dimostrazione. 
Teol. Misi. Si dice cosi per 1 union dell' amore , la quale e effettiva 
della vera cognizione. , , , 

Effettivo diff. da Efficiente. Il primo e assoluto e 1 altro è rela- 
tivo; il primo significa ciò che ha efletto, ed il secondo vale ciò 
che fa l'effetto. 



^r»££^ i JSrfis. fc jrj2 ra&£^43i»'s?&£3£ 



' Effeminato. V. Bocc. Leti. Pr. SS. Ap. *<$. io non sono uomo goloso 
né trangugiatore, né ancora per troppa mollezza eflèmminato. 7W. Ger. 
16. 3p. E 'l fèrro , il ferro aver , non eh' altro , mira Dal troppo 
lusso effemrainato a canto. „,-,.-,«, • /->; n 

Effeimisatiuce, Ef-fem-mi-na-trì-cc r«*./rfi Encmm.nare. Che effem- 
inimi , Che fa divenire effem.minato.~-, Elferainatrice , sin. lesaur- 
Lett. Miss. '2. Berg. (Min) , 

Effendi. (St. Ott.) Ef-fèn-di. Sm. Dottor di legge presso , Turchi. (A) 

Effmatamektb, Ef-fe-ra-ta-mcn-te.^w. Con efferatezza. Lat.eltevate.Gr. 
5»pi*Ms Er. Giorcl. Pred- R. Efferatamente se le avventò alla vita. 

Efferatezza, Ef-fe-ra-téVza. [Sf] ast. di Efferato. [ Qualità di chi è 
efferato fierezza , Crudeltà, Inumanità — , Efferazjone , Eilenta , 
Un. Mal. ìmmanitas. Gr. iyptérw. Er. Giord Fred. M. Straboc- 
chevole he l'efferatezza di Busiri, ma più grande quclladi Diocleziano. 

Efferatissimo , Ef-fe-ra-tìs-si-mo. [ Add. m.) superi, di Efferato. Lat. 
immanissirmis , immaniler efferatus. Gr. «.ypiùraros. tir. As. 



dicesi'] Casione.'/.a cosa stessa cagionata. Lat. eftecUis, Gr ""fT^ , 
&■* arbitra*. Bocc. inlrod.5. Orribilmente cooi.nciò 1 suoi dolorosi ertati 
ec. a dimostrare. Enov.yj.41. Ma presupposto che 10 .pur ; magnanimo 
non se' tu di quelle, in cui la magnanimità debba 1 suo. effetti 
_ . „ n Vi_^.._ e „„„A,. i' , in pffci a r.h uscir 



fossi 



mostr'are. Dant. Inf. i. ,7. Cortese fu, pensando . 1' alto effetto Ch usar 
dovea di lui, e '1 ehi e 'l quale, E Purg. 6. i3S. b' .0 dico ver, 1 ef- 
fetto noi nasconde. , n 
- Successo. Lat. eventi», success»». Or, cv^^oyvu^r,^. Bocc. 
nov. A. 10. Estimò il suo avviso dovere avere effetto, t. nov. a. 2. 
Perché l'effetto della passata somigli, non vi dovrà perciò esser meri 
cara. E nov. 66. 3. Rade volte è senza effetto quello che mole cia- 
scuna delle parti. , T ,-, r. _ 
_ * Fitto; onde L'effetto è che vale II fatto e, Fatto sta .Fw. Esop. 
L'effetto è , che non m'è tanto caro empiermi 1! ventre. (\ ) Morg. 1. 
il. Ma la fortuna attenta sta nascosa Per guastar sempre ciacuu no- 
stro effetto. (N) 



immanisshmis , immaniler efferatus. Gr. bypiàraròs. Eir. As. àio. str % c " e J i , . rip ^/, omniraento r 0nde Trarre, Menare, Recsre, Ridurre 

Né potendo il buon fratello sopportare il gr.eve dolore, che egli s. 4 - Termine, ^^^J^'J t i^% „ ÌTV Compi,* ec] Lat- 

... j..n~ „n-o.... ( , ce ; m , mm'iP Ap 1 novera Piovane sorel a ec. ec. ad effetto, Pone in eneuo e ™"" - "' . » ,. r ..• . 



avea preso , della efl'eratissima morte della povera giovane sorella ec. 
cadde in una grandissima malattia. 
Efferato, Ef-fe-rà-to. Add. m. D'animo o maniere di fiera, Crii- 
d,l" Inumano. Lnt. efferatus, immanis. Gr. Svpiùhs- Eir. As. 2o5. 
Cosi' mi ricordava d' aver letto nelle storie del re di Tracia , il quale 
dava el' infelici ospiti a divorare agli efferati cavalli. E 221. Né si 
era pentito il fedele amico, per la vista di sì gran crudeltà , dei suoi 
inlquitosi pensieri , o aveva sanata la sua efferata voglia. E 227. Con 
maschio animo ed efferato impeto ingiuriosamente se le mise intorno. 
Tac. Dav. Ann. 1. 10. Essi , quando giravan l'occhio alla loro mol- 



Tac Dav Ann. 1. io. Essi , quando giravan l'occhio alla loro mol- Alessandro ; Ma quei uè. wu "-»VT ZìJìt Fur 10 22 
illudine levavano mugghio efferato. ESlor.4. 35 1. Non s'afferma 5 - Virtù , Efficacia. Lat. VirtU^ Gr. «^y«*. Ar. Fur. «^. 
llu , ■"«' . „ °™ ^f^nntó rAenpri- Mi e&rlti (Germani.-) Alam. cordossi che, passando, avea Veduto un erba niMMU 



tuuaine, iev<iv«i"u m^j.™ « r . — ~,r ~ -1f -. -■• ., 

s' egli fìnse , o pure non potè ritenere gli efferati {Germani.) Alam. 
Gir. it. 57. Mi chiama ingannatore e disleale, Efferato e malvagio 

ed inumano. . ,-,,./»■ r» j 

2 pia, d e uo anche degli Umori, vale Maligno, Che infierisce. Aerf. 

Co;u. S Rendono gli umori più efferati. (A) 
Efferazione, Ef-fe-ra-ziò-ne. <?/.' Lo stesso che Efferatezza. K. Davil. 

Guerr. Civ. 10. Berg. (Min) _ 

Efferdinco. * (Geog.) Ef-fer-din-go. P/c.ciZ. nell Arciducato d A lisina. tf.) 
Efferente.* (Anat.) Ef-k-rèn-\e.Add.com.P r .L.Che trasporta, Che con- 
duce. Chiamansi Vasi efferenti queUi che riconducono i liquidi verso 
il cuore , come le vene e i linfatici. Si die pure questo nome a' con- 
dotti escretori!. Lat. efferens. (A. 0.) 
EfferitX , Ef-fe-ri-tà. Sf. Lo slesso che Efferatezza. V. (A) 
Effervescenza, Ef-fer-ve-scèn-za. [Sf Bollore.} herv ore, [simile a quello 
1 prodotto dal fuoco. ] Lai. fervor , ebnllitio. Gr. %ìmt , £'*<;<o-k. Lib. 
cui: malati. Rintuzza e attuta la effervescenza del sangue. » Red. 
cons. 1. 55. Se non fossero in mozione di effervescenza (i fluidi). Ed 
un poco più sotto : Ma perchè in queste mozioni di effervescenza , 
ec. E 1. 136. E tutti facili (i fluidi) ec. a mettersi in impeto di ef- 
fervescenza , ec. (V) 

a (Cium.) Fenomeno in cut si sviluppano dati interno di un liquido 

de' fluidi elastici, le cui bolle traversando il liquido lo agitano, lo 
sollevano , lo coprono di bollicine o di schiuma. (B) (G. P.) 
Effestide. * (Min.) Ef-fè-sti-de. Sf. Sorta di Gemma. Dole. Berg. (N) 
Effettivamente, Effet-ti-va-mcn-te. Avv. [Con effetto, In fatti , Real- 
mente. ] —, Effettualmente , sin. Lat. re ipsa. Gr. ifpyw , ò'„rw;. But. 
Par. 2. 1. Con loro sapere, che è effettivamente nel corpo lunare. 
Rei/. Ins. 16. Come mille volte effettivamente ho veduto. Ed E*p. 



— rermine , «..ouiuiuicniu. 1 v..«* -■ -, » . , 

ec. ad effetto, Porre in effetto e simili = Finire Compi,* ec] Lat- 
finis, exitus. Gr. rixcs , fefJat™. Fitoo. 6.10. Sisifo disse allora : per 
me niun tuo piacere sia senza effetto 

5 - Fine , [Scopo, Intenzione.] Ar. Fur. 5. fa Venni al veron nell abito 
che ho detto, Siccome già venuta era più d' una E più di due nate a 
buon effetto. E 14. 118. L'elmo e lo scudo fece far perfetto, E l 
brando insieme, e solo a questo effetto. E 15. 56. La fé il geloso, e 
non ad altro effetto , Che per pigliarli insieme ambi nel ««0. 

6 - [Merito, Mercede.] Petr. cap. 1. L uno é Dionisio, e i altro e 
Alessandro; Ma quel del suo temere ha degno effetto. 
_ Virtù, Efficacia. Lat. virtus. Gr. wpyeia. Ar. Fur. 19. 22. E ri- 
cordossi che, passando, avea Veduto un'erba in una piaggia amena 
Fosse dittamo, o fosse panacea, non so qual di tal effetto piena, 

8 ^So^r^neneiu^Gr. M^- «J* *■ *™**°» di 

Erazie a rendere a tanti e si alti effetti mi sentiva. , 

9 ^Sostanza, Avere, [Facilita. ] Lat facultates , substantia. Gr. 0,- 

j'-Z ÌÌ™come sijm ^Er^3 U antichi. Lat. ^^ Gr.^oc. 
W DmtCn^^É^T^rdi ir rr\^f.^ che si chiama 

misericordia è passione. »? Fior. S. Frane. 63. Desiderava con grande 

SS. al Guido Novelli. E deiettar zenh quanto e l eflètto. 

Adorno del piacer che nel cor sende (cioè scende). Borgh. Fi,, Ub. 

3 2J "n lui fi vide quel che possano negli effetti umani l animosità e 

•l sospetto delle parti. (V) -pa^nn^i V Avere affetto e 

,, _ r Col v. Avere:] Avere effetto = Effettuarsi. ( . Avere anello, e 
V. $■ *] Bocc. vov. fÒ. 3. Si mise in cuore, se alla giovane piacesse, 
di far che questa cosa avrebbe effetto. 
ia 1 r Col v. Dare 1 Dare effetto, [ quasi affetto = ]Abb a dare, Dare 
retta Attendere. lV. Dare effetto, §. 2. e Darsi effetto.] 
rf T- [ Dare effetto, ne/ sign. del t 3. ] Bocc. So. 5. Per dare se- 
gretamente a ciò effetto, si dimesticò con una vecchia. 

3 - [E parlando di Pregh.era o simile == Esaudirla.] ArneL So. 
Né fia bisogno eh' io a voi dispieghi Quanti nimicx vostri abbiate uditi 
Con diligenza dando effetto a' preghi. 
i3 — r Col H Fare : Fare effetto, V effetto, gli effetti = Operare. J 
Pe/r caros. 20. 5. I* non porla giammai Immaginar , non che narrar, 
M, effetti Che nel mio cor gli occhi soavi fanno Tac Dav Ann. 14.200. 
I mandati a far l'effetto non furo» tanti, né v atdaron di buone gambe. 







S».J 









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20 



EFFETTORE 



-i 



3 ~ *E dicesi per lo più delle medicine. V. Fare effetto. Red. Leti. 
1. 121. Due cucebiajate di pizzicata di sena e di mecoacan , prese 
avanti pasto, fàuno un buon effetto. (N) 
»4 — * C°t "• Esse/e: Epere una cosa con o senza effetto = Avere 
o Non avere compimento, f. J. 2. e 4- (N) 

15 — * Col v. Mandare: Mandare ad edòtto == Effettuare. V. Man- 
dare ad effetto. (N) 

16 — [ Col v. Menare : Menare ad effetto V. §. 3. ] Bocc. 
a/. Tutte le sue operazioni mena ad effetto. 



nov. %j, 

utili ed effetluose. ( Il testo ha cflicacihii« ^ fT$\ 
17 - tCvl V . Mettere:] Mettere ad efletto = Effettuare. Bocc. g. 1. Effettuo, * Ef-fetWzo. Sm. dim j Effètto , Af- 
fetto il s rdi'io. 081 CC ' S P ° lCSSC VCmr fatt ° ^ " Jettere ^ Cf ' E*™^*'"*^ 



EFFICIENZA 

stabilimento e I' effettuazione del negozio, per venirmene . poi subito.(B) 
Magai. Leu. fam. 1. 1. Riconobbi impossibile e disperata l'effettua- 
zione de' miei negoziati. (N) 
Effetti/oso, Ef-fet-lu-ó-so. Add. m. Efficace. Senec. Pitt. 83. (V) 
Ceff. Dicer. f. 41. Onore nel reggimento si acquista per fare giu- 
stizia. .Alla quale si richieggono tre cose: cioè il buon volere, il suf- 
ficiente potere e 1' effèttuoso operare. E lo stesso nel Volg. Pisi. Sen 
E non gli si convengono dire molte parole , ma poche , e che sieno 

Bocc. g. 3. n. 4. (0) 



18 — * Col v. Porre : Porre in effetto. V. §. 4. Pallai: lst. Cono. 

225. Confidarsi Sua Maestà che gli ordini dell' imperio avessero posto 

in elìètto il bando suo. (Fé) 
*9 — {Col v. Recare: Recare ad effetto. V. §. 4. ] J5occ. nov. 62. 12. 

Ad effetto recò il giovenil desiderio. E nov. g8. 35. Non usa ora la 

foitnna di nuovo verie vie ed istrumenti nuovi a recare le cose a<>li 

eliciti determinati, 
ao — * Col v. Ridurre : Ridurre ad effetto. V. §. 4. Pallav. Ist. Conc, 



mpywx. o K. 12. nò. 3. Acciocché alcuna malvagia conce- 
zione, o rea effezione di quelli soldati, .non potesse a voi generare 
alcun nocimento. » {Forse è traduzione del lai, effectionem.) (P) 
Efficace, Ef-fi-cà-cc. Add. com. Che ha gran forza, Che fa potente- 
mente il suo effetto nell' operare. Lai. efficax. Gr. e«py»ìri*ds. G. V. 
11. 3. 11. Noi prendiamo efficace argomento dell' amor d' Iddio. Volg. 
Mes. Lo collirio d'Alessandro è assai efficace a rischiarare lo vedere , 
ed a rimuovere la caligine dell'occhio- Tass. Ger. 1. ig. Tutto par 
che ritrovi , e in efficace Modo l adorna si, che sforza e piace. Red. 



'-^èoTv Iri™ r Tr, r l 3 % H ffe "° 'r ntle a ' de \ a ^ 8Um D a - Ì> PC) Fip - '' ** Sc il suo ,ncdico non lo scorresse con buone cavate di 
/ n « « C: Tra ^ e C ' f , etl ° = Lisere <*>nckiudente. Pallav. sangue , e con altri efficaci rimedii. 

^t " C ,\ 2 !^ l LE uml0 , 1 \ 9 ua ,! e doveva per w.viso di molti, interne- 2 - * Risoluto, Con asseveranza, Vii. S. Gir. n5. Il savio monaco, 

ita tale risposta e si efficace , tacctte e partissi da lui. (Pr) 
Agg. di Grazia , presso i teologi , vale La grazia che [ effettual- 
mente determina la volontà ad operare , elee sempre produce il sua 
effetto.] Sega. Pred. li. g. Ci vuol quella grazia che fu da santo 
Agostino chiamata trionfàtrice ce, ci vuol la grazia efficace. 

piange 



trai- certe voci ambigue, che nulla traevan d'effetto, nel senso più sa- ud 

no e più favorevole. ..cominciò a sottilizzar siile parole, ec. (P) 3 

! — Col v. Venire : A/;nire ad effetto di aleuti desiderio o simile =z me 

Conseguirlo , Ottenerlo. Vit. S. Gii: 102. Gli promette molta pecunia, eff 

s'egli fa che e' venga ad effetto del suo inlicito volere. (V) Ag 

Y~/?J dÌ r T'' l " 6ffet >? "T In s ?l tan r l a > I"fi>™, In conclusione , 4 _ Inforza di w. ÉfficacOTente'.'ir. ArT&Tft Cosi bea 

In Mi'. Lai. re ipsa. &vlW M. V. g. 5. E in effetto gli fu ogni e cosi ben si duole, E cosi bene ed efficace parla, ce. (V) 

cosa promesso, ed egli rende la rocca.» Beni. Run. 1.41. E facciati in Efficace diff. da Efficiente. Questo è termine scolastico , e diecsi 

elicilo un ,01 dabbene. (N) della causa . Ej f lcace M é d< un ^ iu |e ed esteso ' si dice di 

I L 7„ cllc ' t0 /'x'' e lo . 5te ' so - Bocca. 3.n. 6. Quando per effetto tutto ciò che ha la potenza, la virtù di produrre un effetto ; mentre 

( "i filli in effetto ) vedrete esser quello che 10 vi conterò. E g. 10. Efficiente significa 1' effetto attualmente prodotto. Inoltre 1' Effi- 

nov. S. Siccome per efletto s. conosce al presente. (V) cucia può essere anche nelle parole ; l' Efficienza è sempre nell'atto. 

Con effetto. Lat. re. Gr. gpy». Amet. 38. Sicché l'enfiata Efficacemente, Ef-fi-ca-ce-mén-te. ' ' 



3 _ 
ira di noi dimostriam con effetto A chi contrario è suto a nostra entrala. 

Effetto diff. da Conseguenza. Chi dice Effetto, dice il risultamene) 
da una causa; chi dice Conseguenza, enuncia il risultamento da un 
principio. Effetto della guerra è la distruzione degli uomini; Conse- 
guenza n' è d' ordinario la desolazione delle famiglie , e il pericolo 
dello stato. Nella voce Effetto è quasi indicata la forza ordinaria , na- 
turale, intrinseca della causa efficiente: nella voce Conseguenza la 
possibilità delle cause occasionali. La discordia domestica sarà l' ef- 



Avv. Con efficacia , Con forza, Po- 
tentemente. J^at. efficaciter , vehementer. Gr. ivepyùs, Spao-rixws. Bocc. 
nov. j3. 4- Delle quali Maso cosi efficacemente parlava , come sc stato 
fosse un solenne e gran lapidario. Coli. SS. Pad. Per le quali cose 
esaminare e cercare siamo informati più efficacemente. Maeslruzz. 1. 
5g. La donna il dee isvolgere con priegbi e ammonizioni, non perciò 
sì efficacemente che egli potesse cadere in altra dannabile corruzione 
per questo negamento. Pass. 3^3. Quando altri ragionasse molto ef- 
ficacemente dell' •— 



,_ ... _ — , , „^^.„„»„. ^^ M ^. U u/tt,<. «""«jucu wu 1 kj- ncacemente dell acqua. 

fello d un matrimonio; le spese, le cure della educazione ec. ne sono Efficacia, Ef-fi-cà-ci-a [Sf.l ast di Edi 
le conseguenze. Il guasto d'una vigna sarà l'Effetto della gragnuola ; di una cagione nel produrre iì suo ti 



la Conseguenza 11' è il danno del colono , del proprietario. 
Effètto diff'..anchc da Effezione. Il primo oltre agli altri significati, 
indica cosa già fatta; il secondo involge nozionedi azione ed esecuzione. 
Effettore, Ef-fet-tó-re. t^erb. m. ^'Effettuare, quasi sinc. di Eflìt- 
tuatore. Che cagiona. Autore, Inventore. Lai. auctor. Gr. aèrovpfós. 
Gal. Dif. Capr. ijg. Dalla pubblicazione di questa sua opera sarà 
fatto jialcse che ne sia il vero e legittimo effettore. E ivi: Rileggasi 
mille volte tutto il suo libro, non si troverà che sia fatto palese che 
altri ne sia il vero e legittimo effettore. (V). 
Effettmcb , Ef-fet-tri-ce. Veri. f. [ di Effettuare , quasi sinc. di Effet- 
tualrice,] Che cagiona. Lat. quae efficit. Gr. iroicvcra.. Gal. Gallegg. 3o. 
Sì perchè le figure prodotte dagli avversarli per eliciti ici della quiete, ec. 
Effettuale , Ef-fet-tu-à-le. Add. com. Lo slesso che Effettivo. V. (A) 
Se^r. Fior. Princ. cap. i5. Essendo l' intento mio scrivere cosa utile 
a chi l' intende , m'è parso più conveniente andare dietro alla verità 
effettuai della cosa che all'immaginazione di essa. (B) 
Effettualmente , Ef-fct-tual-mén-te. Avv. [ Lo stesso che Effettivamen- 
te. K. ] Lai. re ipsa. Gr. rf à\yfìùa. Petr. Uom. ili. E se elio non 
poteva avere effettualmente la cosa , aveva la immaginazione. Slat. 
Mere. Possa essere astretto, e debbia effettualmente, farcii, lez. 220. 
Essendo le medesime effettualmente, e variando negli accidenti, ec. 
Effettuare , Ef-fet-tu-à-re. [Att.] Mandare ad effetto , Eseguire. Lat. 
eìficere , perficerc , exequi. Gr. x«rspyag«r3«t , »ìfe^epyd%iir^iu. Fr. 
Giord. Pred. Effettuano allegramente le malvagie cupiditadi , e dopo 
averle effettuate se ne gloriano , e tornano di nuovo ad effettuarle. 
Tac. Dqv. Ann 2. 62. Non è pro prio ufici o dell' amico il piagnerlo 
senza prò , ma 1' avere in memòria ed effettuare le sue volontari. E 
12. 148. Ma aggiunse aver mali pensieri contro allo Stato; esser bene, 
primachè ella gli effettui , confiscarle i beni , e scacciarla d' Italia. 
Curz. Maring. E credo effettuarlo a Pasqua d' uovo. 
Effettuare diff. da Eseguire , Porre iu effetto , e Mandare ad ef 
fello. Effettuare propriamente è Porre in atto ciò che è dovere o con- 
venienza di fare per promessa o per altra ragione. Eseguire è Com- 
piere una cosa secondo il conceputo disegno o proprio o d' altrui. 
Inoltre Eseguire suppone una maggiore difficoltà. D' un disegno fa- 
cile , d' una impresa lieve non si dirà Effettuare. Finalmente Ese- 
guire dicesi delle opere della mente o dell'arte; Effettuare non mai. 
Porre in effetto si applica alla operazione dell'uomo, non mai agli 
avvenimenti, ai casi. Lo stesso dicesi di Mandare ad effetto: se non 
che questo meglio s'usa trattandosi di cosa più grave, o di cosa che 
non possa farsi su l'atto. Il disegno di un piccolo viaggio si pone in 
effetto: quello d'una riforma, d'una grand' opera si manda ad effetto. 
Effettuato , Ef-fet-tu-à-to. Add. m. da Effettuare. Lat. perfectus. Gr. 

Mrcgcpyaa&stf. Cr. alla voce Annodato. 
Effettuazione, Ef-fel-tua-zió-ne. Sf. L'effettuare. Lat. effectio. Gr. 
favini. J\am Star. Ven. i„ Bentiv. Gueri 



- 1,, Jientiv. Guerr. Fiand. 1. 2., De Luì; 
noti. Volg. 1. 1. 7. Casin. Pred. 2. 45. 10. Berg. (Min) Galil. Leti. 
Uom, ili 27 istarò attendendo da V. S. dlustriss. quanto prima lo Efficienza , Ef-fi-ciéu-za. Sf L'effetto sicuro, Il fallo stesso. — , Edi 



ìcace. [ Forza, flirta , Energia 
._ effetto. ] Lat. efficientia , vis. Gr. 
Ovuocfits , wibpytiet. Mor. S. Greg. Iddio pertanto era detto che, stando 
dentro alla mente , gli dava efficacia di parlare. Cavale. Fruii, ling. 
La quale orazione - fu di tanta efficacia , che ec. Bocc. nov. 79. 4- E 
intra gli altri , li quali con più efficacia gli vennero gli occhi addosso 
posti , furono due dipintori. Maeslruzz. 2. 32. 3. La discordia de'te- 
stimonii in alquante cose, principali circostanzie ec. , toglie l'efficacia 
della testimonianza. Cas. leu. 27. Mi ha riscritto che io ricordi a V. 
E., e che la preghi , com'io fo , con molta efficacia , che sia contenta 
che la grazia ec. sortisca il suo effetto. 

Efficacia diff. da Energia , Forza , Potenza. Tutte esprimono 
Forza, tal che questa è la voce generica. Però se è Forza di rilievo, 
Forza attiva, si dirà Potenza ; se è Potenza disposta a produrre un 
effetto , si chiamerà Energia ; se è atta a produrlo immediatamente 
e visibilmente , si dirà Efficacia. Le corporee , le vitali si dicono 
Forze, quelle dell'intelletto, dell'anima, Potenze. Forza è men di 
Energia e men di Potenza. Efficacia include la idea d' un effetto 
particolare avuto di mira ; ed ha sempre buon senso. Noi diciamo 
Veleno potente , e Rimedio efficace. 
Efficacissimamente , LT-fi-ca-cis-si-ma-mén-te. [Avv.] superi, di Efficace- 
mente. Lat. efficacissime, validissime, vehementissime. Gr. hipyiura.rx. 
Peli; Uom. ili. La q;:a! cosa come il savissimo capitano intese , effi- 
cacissimamente a riconciliare e a raumiliare gli animi ec. Varch.lez. 
36i. Egli si persuadeva d' avere efficacissimamente provato che ec. 
Efficacissimo , Ef-fi-ca-cis-si-mo. [Add. m.] superi, di Efficace. Lat. ef- 
fìcacissimus, validissimi^. Gr. ivipyzffTXTos. Volg. Mes. Unzione ef- 
ficacissima ed utile a dolore d' orecchia , ed è provata. Fr. Giord. 
Pred. Le vostre efficacissime preci sieno in ajuto di noi miseri pec- 
catori. Sior. Pisi. 110. Con belle ed efficacissime parole e ragioni 
tanto gli disse , che ec. 
Efficiente , Ef-fi-ci-én-te. [Add. com.] Che fa, Che opera, [Che produce 
un effetto, e per lo più non s' usa che come aggiunto di Causa o Cagio- 
ne. K. Efficace.] Zaf.efficiens. Gr. Snftiovpyós. Guid. G. Lo smisurato 
amore di Polissena è la cagione efficiente del suo affanno. S. Agost. 
CD. Nulla si fa, se non precede la causa efficiente. E appresso: E 
per questo si connhiude , che non sono cause efficienti di tutte le cose 
che si fanno , se non le volontarie. But. pr. Le cagioni che sono da 
investigar ne'principii degli autori, son quattro; cioè cagione mate- 
riale , formale, efficiente e finale. Dani. Conv. j3. Onde il fuoco e 'l 
martello sono cagioni efficienti del coltello. Red. cons. 1. 126. Per 
quanto arriva 1' umano intendimento , voglia considerare la cagione 
efficiente de' venti ; la qual cagione in gran parte fu nascosa da Dio 
ne' tesori della sua sapienza. 
2 — * (Med.) Causa efficiente : Quella che determina l' apparizione di 

una malattia. (A. 0.) 
Efficientissimo , Ef-tì-cien-tis-si-mo. [Add. m.] superi, di Efficiente. Lat, 
maxime effìciens. Gr. lvtpyór«.ros. Tran. segr. cos. domi. La malin- 
conia si è cagione efficientissima d'ogni malore. 






V , 



**. 



EFFIC1ENZIA 

• -, „■„ Tnt efficicntia. Gr. moyuoc.Tas.Dial. (A) Segner. Incred. 
tti?jZ£f££ d, P endf da alcuna qualità «jj-J^ 
£lo può^tendcni l' efficienza de ddl. *<^^*j£jgS\l 

«a si fonderà il voler misurare l' efficienza delle stelle dal pun.o 

bambin nasce ec (N) «fc- Efficienza, floe*. #00. 

■STd W-i^.-* ,à deb "°°' 

pinta nella nostra effige, ec. (Min) Formazione di e/fi- 

E«Lia«b H to , Ef-fi-gia-mén-to. [M ,£ #^« . f~T ^ 

Emoim, Lf-n-gi-à-re.^UJ tm lf ffiS^J . L ' £ e ffingerc,eflòrmare. 

SrSSAStS "™-. itsas & uV*, dove 

Effigiato , Ef-fi-gi-a-to. ^«W-, «• £" ^"S!"* g Di CO ntra effi- 

««ni '• ,- *~i /** V *>.«/. .'sivtrrsi l rumi 



EFIEL1DE 



21 



:. [*£] Sembianza,, Immagine, Aspetto ; e « <#«; 

S eS r Si ; m c,fi°-e g f foÌ e'dove^ed^to- fte2 mi ricordai. 
5L f S n Anticristo apparirà l'effigie e V apparenza umana. 
Effie'ie affida immagine, Atr a «to, Simulacro A tatua, Figuia 
L'ffiie tiene il luogo della persona istessa ; 1' Immagine ne iap- 
prcSa S un!camente la* idea ; >a Figura ne mostra P-Jg-^ 
Ritratto la somiglianza. Un delinquente ^ S^ÀlES^S- 
* r;iii«mne furono immagini di Gr. C, un rame ui ìuuife'". 1 

S k VfìJura di un Cesare-, nella Galleria medicea si veggono 
[rTm«i debitori più celebri. Nel linguaggio comune .. usano m- 

.FY-are di G. C , le //«magmi della B. \ergine, de banli ec. ^JJigie 
ilUiratto sono applicabili 6 alle sole persone; Immagine e ^"™ a 
tJxoStatùTè propriamente un'Effigie scolp.ta nel marmo e nel 
legno ovv^ocLta dal metallo fuso , o composta di qualunque 
Sera soda Onde diciamo Statua di alabastro , di ebano, dar- 
™ntoe, ^ Simulacro, di origine latina , è P°Pg»*> una fin a 
immagine, di qualche oggetto ; è un nome generico che compren 
Te lEffa'e ^Immagini, i Rimatile. Statua : e Simulacro .sono ap- 
Sicabifi f Uè persone Id alle eose. Nel metaf- Immagme e Simulacro 
S notano anch P e sogno , somiglianza ec I Latini dicevano '"gfi 
legum, simulacra virlulum, ec. E diciamo anche noi. Simulacro di 
guerra . Immaeine di morte, «e. „ . 

E»™1 Ef-tì-me-ra. [Add. è sf. F. Effimero, $ : *]- J E6mera, «n. 
E f meri.* (Zool.) Ef-fi-mc-ri.^m. pZ. Genere d' insetti dell ordine de 
neulZeritcoì denominati perchè non vivono che cinque ore , 
orfTmù un giorno solo , entro il quale essi nascono , cresco- 
no fendono le loro membra, depongono le uova , pittano il seme 
in^ecchiaTo e muoiono. Si deve osservare tuttavolta che avana 
Messi assumano questa figura , hanno già vissuto due anni sotto 
JZeìladun verme, in una cella o capsula di creta. Compariscono 
^tramontar del sole e nelle belle giornate di state e di autunno, lungo 
le rivi™ 'laghi ec.esono talmente abbondanti che il terreno ne rimane 
copeTo'dopo la loro mar*. Lati gemeva. ( Dal gr ■ «P» «-«» 
diurna che vien da cpi sopra , e hemera giorno. ) (Aqj K.*) 
Er «A. * (Bot.) Ef-ime-Vi-na. Sf V. G. Lo slesso che Efemen- 

E^iamo/^EcS) Ef-fi-mè-ri-o. Sm: F. G. Quegli che nella chiesa 
Tvcaprsiedeoz li giorno alcoro, o ch'era compagno e ■testimonio con- 
tinuo della condotta de eescovi.Lo stesso che Efemeno. ^.Efemer.^Aq 
Effimero, Ef-fi-me-ro. Add. m. F. G. Lo stesso che Efimcro. V .(A) 
a - l Usata come add. e sf. dicesi di Febbre che finisce in un giorno ] 
Iibcur febbr. Dice Isaac, che febbre effimera è detta, a similitudine 
d'una tetta di mare, che' solamente vive un die; e cosi effimera 
non dee durare se non un die , avvegnaché Gal.eno dica che egli la 
vedde durare per quattro dì. E Avicenna dice che sono vent.due le 
cagioni per lequali viene febbre effimera, Te*Pov.Pf.cap*8Ma 
-alfa "ftbb're effimera, al principio sia tatto Kiropoo di rose secche^ ec. 
FrnNfEB - E EPfìn-ge-rc. Att. anom. Far V effigie,- Effigiare, ì<igui ai e. 
ir cffiùgcw ■ Gr. Lr^oi, Cattali. Lib. d' Jm. 9 5.Berg ^n) 
Beniv ■ Cam. (Amor delle cui man ce.) Sf. 6 Più bella a div.n rai 
Di sua virtù l'effinge, e di qui nasce Ch'amando il cor d un dolce 

Ef"loL«» P te?* Ef-flo-re-scèn-te. Add. com. Che ha la proprietà di 
cadere in efflorescenza : (A- ©•) ^ ^ 

Efflorescenza, (ris) Jb-t-llo-re-scen-za. o/. r • ** v j . 

ha luogo quando la superficie de' sali naturali o art.ficiali restate 
P ermolto\empo esposte all'aria, si copre di polvere. Strato salmo 
P che Riforma su i muri degli edifizii , le terre salmlrate gli schisti 
alluminosi ec. L'ossidazione che si forma alla superficie delle miniere, 
come ve. sulle miniere di cobalto. Targ. ec Efflorescenza .nego- 
tare df certa materia friabile, che, accostata alla lingua , m parte si 

^TmTìstlwJl di spesse e minuU : botticelle sopra la cute, 
2 — U ntu -^ Macai. Leti. Una bassa superficiale efflorescen- 

PdrXW^arP* di un elefante & E Leu. seleni. 
tumori "cri e mordaci , i quali vi faranno pullulare una 5l maligna 
effloiesceuza alla cute ..-. che ec. (N) 



Effluì. * (Geog.) Èf-flu-i. Amichi popoli della Germania. (G) 

Efflusione. * (Chir.) EMlu-si-ó-ne. Sf. V. L. Espressione us.jla da 
qualche ostetricante per indicare l'uscita dell' embrione^ocpjiogoil 
concepimento, e prima del terzo mese della gestione ; epoca alla 
quale solamente questo accidente dee, secondo essi, prendere il nome 
di aborto. Lai. effluxio- (A. 0-) 

Efflusso, Ef-flùs-so. iSm.] Effusione, Effondimene, Flusso. Lai. et- 
iluvium. Gr. ix.po-h, S.appo*. Volg. Mes. Impiastro che si puote usare 
sulle tempie e sulla fronte, e stagna e ferma lo efflusso del sangue. 
E altrove: Lo s terco deU'_asiiio . secco e ^frescp » soffiato nelle nari , 
è potente molto ; ed anche l'odorarlo strigne lo efflusso del sangue eoa 
grande virtude. . . . ,, , 

Effluvio, Ef-flù-vi-o. [_Sm.^Evaporazione di minutissime particelle che 
traspirino da' corpi. Lai. effluvium. Gr. Ufotrn. Salvin. disc 1. 2ib. 
Che se alcuno effluvio o influenza dagli un. agli altri si tramanda , 
ella è placida e benefica. » MagalLelt. il. A quell altro onuolo di 
carne fa ufìzio di chiave un effluvio d' alcune particelle che muovono 
dalle carni del padrone. (N) , , _ 

Effondere, Effón-de-re. Alt. anom. Spander fuori. Lai. eflundere. G-r. 

sjcye'eip. (A) . _ * tj 

3 — N. pass. Spandersi. Lat. effundi. Gr. Uyp*$*i. Sann, Are. Pr. 
12. Mi menò verso la uscita, ove quella picciola acqua in due parti 
si divide : V una eflbndendosi per le campagne 5 l altra , per occulta 
via , andandone a' comodi ed ornamenti della citta. (B) • 

Effond.mento , Effon-di-mén-to. \_Srn. Lo stesso che] Elfusione.^Xat. 
effluvium. Gr. è'^pv^. TralL segr. cos. donn. Alquante fermarne so- 
no, che hanno grande effondiraento di sangue da. poi che hanno par» 
tarilo. Lib. cur malati. Utile e profittevole per ristorare le forze dopo 
eli strabocchevoli eftondimenti di sangue. ,..„..„ n . 

Efforeru. (St. Gr.) Ef-fu-ie-ri-a. Sf. V. e A'Eforeria. Segr. Gov.A- 

EF"oR M C ATO, ( E a f n for-mà-to. Add. m. Deforme; ima nelV unico esempio 
riportato sembra errore.^ Lat. deformatus, deformi?. Gr. cc^oi , 
àtrYwuv. G.r. 4. 2. 3. Quivi trovando uomini neri efformati, che in 
luogo di ferro parea che tormentassono con fuoco e con martello uo- 
mini. (Lo stampato dice e formati, in due edizioni; ma la copia che 
estrasse Matteo Villani figliuolo di Giovanni, l anno l3 7 J dati 0- 
riginale, dice efibrmati; e un altro buon manoscritto dice e sforma- 
ti?) » (E sformati ha il codice Recanati ; sformati Udizione del Mu- 
ratori, la più corretta di tutte ; e sformati grida 1 1 infallibile codice 
della sana Critica , che è quello della ragione.) (M) 
Efforo. * (St. Gr.) Èf-fo-ro. Sm. F. e di Eforo. (Van) 
Effrattura. * (Chir.) Ef-frat-tù-ra. Sf. Frattura del cranio con de- 

pressione, e conficcamento de' frammenti. (A. O.) 
Effrenatamente , Ef-fre-na-ta-radn-te. Avv. Lo stessa cfeeSfrenatamente. 
F. Lat. effraenate: Gr. àx.xtov<ir»s. Albert. 2. is. Se la libidine della 
mala dilettazione mattamente e erfrenatamente e incitata. 
Effrenato , Ef-fre-nà-to. Add. [m. Lo stesso che] Sfrenato. F. Lat. cf- 
fraenis. Gr. à x «.^°u Folg. Mes. Fa in pregiudizio d essa natura 
operazioni eflrcnatc. , ... 

Effomaziohb. (Fis.) Ef-fu-raazió-ne. Sf. Esalamento naturale di vapori 
o di fumo dalla superficie di alcune acque, o dal dorso e dalla sommi- 
tà di alcuni monti, ec. Targ. Fiagg. Non fu possibile arrampicarsi per 
quei rovinosi precipizii per ritrovar la sorgente di tali efli.maziom.(A) 
Effusjomcella , Ef-fu-sion-cèl-la. iSfì din. di Effusione. Lai, modica ef- 
fusio. Gr. fiuxpi. hiw<nt. Tralt. segr. cos. donn. Ogni effusionceilu 
di sangue dal naso. • : , T 

Effus.onp., Ef-fo-si-ó-ne. {.Sf F. £•] Fersamento, Spargimento Lai. 
effusio. Gr. b^ra. Bui. Avvezzògl. a crudeltà e ad eflus.on d. san- 
cue. M. F. 6. 80. Ma cosi fu per la grazia d Iddio, che non assenti 
tra loro maggiore effusion di sangue. Tes Rr 3. 7. Ma nelle parti 
di Settentrione abbondano l'acque in grande effiis.one, e sono più sane. 
Rem. Ori. 2. 8. 14. E già l'aveva in tre parti impiagato, Nel ven- 
tre , nella testa e nel gallone, Con di sangue infinita effusione.»Pctrv 
Uom. Ul.86. Dopo molte guerre, di subita efiusione di sangue s, mon.(V) 

2 _ * E fa. Abbondanza , detto dell'affetto. Gori Long. sez. 27. hi 
è sì fatta maniera di dire una certa effusione d affetto , come quella 
d' Omero , quando dice ec. (B) . . , . , , , , ■ 

3 _ * (Med.) Spandimene di un liquido W qualcheparte del corpo. 
Evacuazione subitanea, e quasi sempre notabile di qualcliejimore 
sì per vomito come per secesso. (A. O.) p 

Fffuso Ef-fù-so. Add. in. F. L. Sparso, Fersalo di fuori. Lai. èffu- 
^llt GVX°J Marchet. 2. E fece effuse ,, E privo d'ogni senso 

il grave corpo. (M) E Parin. ^P^h^rTZì^^rt 

si Effuso rivelossi agli occhi tuoi. (Min; D. Gio. Ceti. nati. nrt. 

mor 6, Riso é riprensibile se fia sanza modo, e fanciullescamente 

effuso , ovvero femminile. (N) . 

Efi * (Arche.) Sm. Misura ebraica pe grani. (Van) 
EmL^ed.)&fi.al.te..W^ 

e halteon verb. d. hallome io salto.) Lostessochelnc^o.F.WJ^ 
Ef.alte , * Efialto. N. pr. m. (Dal gr. .f P h,akes "^X^f^J" 

eieanù , fratello di Oto, figliuolo di Nettuno e di Ifimedia. (Mil) 
bSSH ,* ^E-fidàu-zU. K pr.f (Dal gr. m *mi he %*J™*> 

ed anthos fiore : Fiore sopra-soave, o sia soavissimo.) - JSajade a- 

mante di Ila. (Mit) ■, . ,. „„.,„. j„,,- 

Ef.dr.au,.* (Mit.) E-fi-drì-a-di. Ninfe che presedevano a le acque , delle 

anche Idriadi. (Da gr. tpi sopra eàhfdor acqua.) (M.t) 
Ef.dros.. * (Med.) E-fì-dro-si. Sf F. G. Lat. epb.d.os.s. ( D iept so- 

pra , e hidroso fut. di hidroo sudo. ) Sudore critico incompleto, oòu- 

EFt"r" C (Bo;.)E q> fi-U-de. Sm.F. G. Lai ephie.i, ( Da j*ÙA 
calino, calicetto.) Genere di piante dell' /*™™Xs"™fc? 
dell' ollàndrianxonogHva. famiglia de sapindi, stabilito da Ackreb* , 
che ha per carattere un calve etnaueparmo , ed t pelalt della co- 









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9 \ 



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3 v^ 









22 EFIMERA 

ro//a c/le porgano ciascuno due glandole alla base, ed una capsula 
bivalva con due semi. La specie Ephielis fraxinca è un albero alio 
5o a 6o piedi. (Aq) (N) 

Ef.mera. (Mcd.) E/i-mc-ra. [//<W. « ,/T f. G. £o stesso che] Efimera. W 

Ef.mero, Efime-ro Add.m.Lat. ephimerus. Gr.i<tf^po<. Che dura unsoh 
Oh—, Effimero Elem.ro, sin. (Dal gr. eoi sopra, ed hemera giorno.) (A) 
.Sa/wi. C«s. 6o. I doni che Nerone dava , i più di quelli , che «ti 
ncevevano, spesi aveano e logorati; uomini efimeri o giornalieri , e 
satirici o satireschi nelle lor vite. (N) 

3 7 (^ ,J ,) [ Fehb , lc cGmera, ed anche assolutamente Efimera in forza 
tu- , tebbre ™e dura per lo ,Jiuun solo giorno o poco oltre.Iat. 
iebns diana. Gr. iQwtpos. M.Aldobr. Sono tre generaziom di fehbre, 
efimera, etica e putrida. » Magai. Leu. fam. 1. 54. Mi rallegro 
che la tua febbre sia ehmera. (N) 

3 — t (Bot.) Si applica a qualunque parte di una pianta che duri 
pochissimo tempo. Diconsi Efimeri diurni 1 fiori c J le Sl aprono f m 
le olio e le nove ore del mattino , e cadono fra le due e le tre no 

mpvidirìììp • h (impri iiniinrni «.,_;».* _/._ » .._. * r 



EGESTIONE 



•j- rr . : — . " » " »-"«""" /fu ie une e te ire pò- 

meridiane- Efimeri notturni,, quelli che s'aprono la sera alle ore sette 
e st chiudono prima del finir della notte. - Così parimente chia- 

vZT^m'UT^ 1 Pe % he n0n dum "° al di là *«" giomo.(Van) 

Ef.ppa. (M,t) E-fip-pa. Soprannome di genere, datole 5 da Enea, 
dopo che eliaci era mostrala loro a cavallo sulle spiagge dell'Afri 
ca. E lo stesso che Equestre. (Dalgr. epi sopra, e fo^w Cavallo.) (Mit) 

Efipparch.a.» (Milit.) E-fip.par-cbi,i. Sf. V. ' G. £«1. ephipparchia. (Da' 
epi sopra, hippos cavallo, ed arche comando.) Squadrone composto 
di due ipparchie , ossia di millevenliquatlvo cavalieri. (Ani 

Efippio. (Anat.) E-fip-pi-o. Sm. V. G. Lai. ephippium. (Da epi sopra, 
e hippos cavallo: onde ephippion sella da cavallo.) Nome doto cinti, 
camente ad una parte dell'osso sfenoide , altrimenti della Sella equi- 
na o Sella turcica. (Aq) ^ 

3 X \ ^°]:\?' neTed ' in ^tti dell'ordine de'ditteri,e della famiglia de^li 
strateomidi di Lalreille; la seconda delle sue due specie è nerissima, còlla 
T?Z n 6 .yr'° re Ìf° scor ? alnl ° d '™ Crosso e liscia come il rasò. (Aq) 
Ef,«a ' , E F f, P-P a ^^ r, "^ a /-Ephip P us, (Dalgr. ephippos cavaliere.) (B 
sonrUf, £ N - ^'A ( Da j.8 r - <& sopra, e hira cose sacre: Ch 

ùnrunn ,r "" Z"? } TJ^ ** ° CM "° « * ™t <*« diede 
u pruno nome a Corinto. (Mit) 

3 7//* X Ge0gl) La '- , E ji h y ra - A,U ' co " ome di Corinto. — Antica città 
dell tpiro. — del Peloponneso ec. (G) 

dtdftrV ¥\. Nome cli . un S en "-e di polipi a polipaio, dell'ordine 
degli Ombrellai,, con più a P erlu, V , corpo emisferico /sènza pedun- 
colo ne braccane tentacoli; aperture quattro, e più inferiormente; 
del genere Aureha. Renici: (Min) J 

F™^'« fr' è ' -^ dd - Pr - ^ Di Efira -^ stesso che Corintio. (Mit) 
^MÙ-micf. ^' ^ ^ ( V ' E ^' ) ~ F '^ fo di E P^o\ À 

E S:*F?r ( Smo.H^ * ^ Eph;SÌ " S ' ( Da ' ^ " "«? ' 6 ** 

EFCD.(St.Sacr.)E-fòd. Sm.VesU del Sommo Sacerdote presso gli Ebrei, 
formata di due parti in quadro, tessuta e ricamala d' oro, di bisso, 

t, P W P Z¥ ri 9emme -^V e ^ eph0d é da a P had ci "g^ rópray! 
VnTOr^'l Lt ™™ t -J A > l i* l f'*«»t ì 4- 4 io vesto l'efod. (N 
Tln^ C tl E ' TÒ ' dl ',°- *?■?■ Q tal e P hr ' dlon - (» a ep\ "sopra 
vììw, "'V Ve "° va &}*«. Viciniori latini chiamata commeatus , 

J« w«m-« (A " VJf '" ""'"'' d,striòui ' l ' as ' at soldu ^ durame 

Epodo. * (Anat.) È-fb-do. J» ^. G. £«,. ephodus. (Da ^ sopra, ed 
hodos camra.no) iVcme che davasi anticamente ad ogni vaso o con- 
? -gggg_gg£^^«^ f , tra rre,* b mate rie ncremontiziA fH 0.) 
Efoeo-T- E-fote-o. N. pr. m , ( Dal gr. e^vTr^fìWrXo. ) - Fi- 
gliuolo di Nettuno e di Alcione. (Mit) & 

prewo gh Spartani. — , EfForeria , sin. (Van) X 

Eforo, _ £-fo-ro. W. pr. m. Lat. Ephorus. (Dal gr. ephoroj inspctf^ 
e questo da v , sopra, e horao ,0 osservo.) - Oratore e storico gre- 
co, discepolo di Socrate. (B) (Van) g 

EF ° R °: , ( ^ Gr | [ f'" ] ^S**fO supremo presso gli Spartani, destina- 
io a .frenare la potenza del re e del senato. -, Efforo , sin. Lai. 
ephorus. Gr. ^opo<. (V . Eforo n. pr.) ^!„„. rf^.' ,. ,^. A nnacqua . 
vano loro m si fa ta g.nsa quella potenza coll'aggiugnervi sopraccapi e 
inquisitori di Stato q „a 1 erano gli efori , che ben facevano stare a 
segno quei re ; onde d alcun di loro si legge che fusse dal Parlamento 
degli efori processato. 
Efra.* (Gcog.) Cit. della Palestina nella tribù di Manasse. Lat. Ephra.(G) 
Efraimita E^ca-irm-ta Add.pr. com. Della tribù di Efra.m. (Van) 
Efra.mo, E-fra-i-mo, Efrem, Efraim. IV. pr. m. Lat. Ephraim. ( Se- 
condo 1 più, nen da parah fruttificare, crescere; ma può trarsi me- 
glio da epher fragilità , calamità. ) - Secondo figlio di Giuseppe e 
di Aveneta , da cui prese nome una delle tribù d' Israele. (B) (Van) 
a — (Geog.) Citta, monte e foresta della Palestina. (G) 
Efrata,* È-fra-ta. N.pr.f. Lat. Ephrata. ( Dall' ebr. epher lutto, ed 

^progredire: Ch! progredisce, s'innoltra alle calamità.) (B) 
2 — (Geog ) Citta della Palestina nella Tribù di Giuda. Lai. Epbrata.(G) 
Efrem. N.prm. Lo stesso che Efraimo. Lat. Ephrem. - Santo 
diacono di Edessa, scrittore ecclesiastico del IV. secolo (B) (Ber) 
Efron. (Gcog.) Lat Ephron. Nome di due cita della Giudea. (G) 
Efrone , E-fi óne. N. pr. m. Lo stesso che Efer. V. (B) 
Efrontati. * (St. Eccl.) E fron-tà-ti. Eretici dell'anno i534, che pre- 
tendevano essere cristiani senza aver ricevuto il battesimo, invece del 
quale, si radevano la fronte con un ferro, sino a spargere il sangue, 
e la medicavano coli olio -per questo furono appellati £frontat,.(Bcr) 
Eoa* iV. P rm. Lai. Aegas. (Da! gr. ex , ef?os cap ra.)- Ninfa figliuola 
d, Oleno e nudnee di Giove, che, dicono i mitologi , fa trasportò in 
cielo e ne fece la costellazione della capra. (B) (Mit) 



a — * (Geog.) Fiume della Spagna che si unisce all' Ebro. — Antica 
citta della Macedonia. (G) 

Egadra. * (Geog.) E-gà-bià , Egabro. Lat. Egabrura. Antica città della 
Spagna nella lietica. (G) 

Egadi." (Gcog.) È-ga-di.Z,a*. Acgatcs. Sf.Nome che gli antichi davano a ire 
isolette innanzi Trapani, oggi delle Favi>r Xqn a, Maretimo eLevanzo. (G) 

Ecagro. * (Zool.) E-ga-gro. Sm. K. G.Z«f.aegagrus.(Da ex, egos capra, 
e agrios salvatico.) Con questo nome intendesi la camozza od altro 
simile animale. (Aq) 

Egacropilo. (St. Nat.) E-ga-gròpi-lo. Sm. V.G. Lat. aegagrophilus.(Da 
ex, egos capra, agrios salvatico, e pihs palla.) Specie di pallottola che 
si genera nel ventricolo di alcuni quadrupedi, la quale sembrafbrmata di 
peli o crini aggomitolali.—, Aegagropilo,j/n. fallisn.,Ginanm ,ée.(A )(A q) 

Egano , * E-gà-no. N. pr. m. Lat. Eganus. ( Dal ted. eieen bizzarro . 
singolare. ) (B) 

Egbehto, * Eg-bèr-to, Ecberto. N. pr. m. Lat. Egbertus. (Dal sass. 

ece eterno, e heorht florido: Eternamente florido. Bailey. ) Primo 

re di tutta V Inghilterra , dopo l' ettarchia. (B) (Van) 

Egedunio, * E ge-dù-ni-o. N.pr. m. Lat. Egdunius. ( Dal ted. eigmihum 
dominio.) (B) 

Ege. * (Geog.) GAlà della Cilicio-. (G) 

Egea,* E-gè-a. N.pr. f. (Dal gr. egeos caprino.) — Regina delle Amazzo- 
ni, che si dice aver dato il nome al Mar Egeo ove si annegò. (Mil) 

2 — * (Mit.) Soprannome di -Venere, onorala parlicolarmenle nede 
isole del Mare Egeo. (Mit) 

Egeirino. * (Farm.) E-ge-i-rì-no. Sm. V. G. Lat. aegeirinum. (Dal gr. 
egiros , pioppo nero.) Unguento detto volgarmente del pioppo. (A.U.) 

Egel. * (Geog.) Lai. Bolcbaia. Fiume della Russia europea. (G) 

Egelesta. * (Geog.) Ege-lè-sta.v4/i«.cv«à della Spagna Turiagonese. (G) 

Egeloco , * E-gè-lo-co. N. pr. m. Lai. Egelocus. ( Dal gr. ex , egos ca- 
pra , e lochos insidia : Insidiator di capre. Può anche trarsi da ago io 
conduco, e lochos truppa. ) (B) 

Egemaca. * (Mit.) E-gé-ma-ca. Soprannome di Diana in Ispana , che 
guida alla battaglia. (Dal gr. ago io conduco, e mache battaglia. )(Mit) 

Egemone, * E-gè-mo-ne. N. pr. f. Lai. Egemon- (Dal gr. ago io con- 
duco, e mone domicilio: Chi conduce al domicilio.) — Nome ch* 
diedero gli Ateniesi ad una delle Grazie. (Mil) 

2 — * (Mit.) Soprannome che davasi a Diana in Arcadia, cioè con- 
duttrice, poiché portava fiaccole accese in mano 5 come per additare 
il cammino. (Mit) "" ■ 1 — ; ; — „ w — 

Egemonie. * (Arche.) E-gc-mò-ni-e.^oW. e sf. pi. Feste arcadiche, cele- 
brale in onore di Diana Egemone. (Mit) 
Egenburgo. * (Geo?.) E-gen-bùr.-go. Città dell' Arciducato d'Austria, (fi) 
Egenete. * (Mit.) E ge-nè-te. Soprannome d' Apollo , siccome dio che 

sempre rinasce. ( Dal gr. ei sempre, e gennetes generatore.) (Mit) 
EcENOTiso.*(Geog.) E-ge-no-ti-so. Una delle Isole della Sonda, (fi) 
Ecente, E-gèn-te. [Add. com.] V. L. Bisognoso. Lai. egens, egenus. 
Gr. it><> -i\i. Frane. Barb. 216. i4- Ed infinita gente , Ch' é, non ch« 
d' altro , ma di pane egente. 
Egeo, * E-gè-o. ZV. pr. m. Lat. Aegoeus. (Dal gr. egeos caprino, ovyero 
dall' att. evgeos- fertile. ) — Nono re di Atene , padre di Teseo, e 
che gittandosi nel mare per la creduta morte del Jiglio,dipeasi aver 
date a quello il proprio nome. (B) (Mit) 

3 — * (Mit.) Soprannome di Giove, preso dalla capra che l'avea nu- 
trito. (Dal gr. ex , egos capra.) — Soprannome di Nettuno dalla città 
di Ege, presso la quale aveva un tempio. (Mit) 

3 — * (Geog.) Mare Egeo. Antica nome dell' Arcipelago. V. (G)^w^ 

Egeone , * E-ge-ó-ne. N. pr. m. Lat. Aegeon. ( Dal gr. egeos caprino, 
ovvero da ei sempre, e geo io mi glorio.) — Lo stesso che Briareo. V. 
— Uno de' cinquanta figli di Licaone re d'Arcadia. (B1 (Mit) 

Eceoneo, * E-ge-o-nè-o. N. pr. m. (N. patr. di Egeone. ) '— £7 ( jo He' 
figliuoli naturali di Priamo. (Mit) 

Eger. * (Gcog.) Lo stesso che Egra. V. (fi) 

Egeri. * (Geog.) Ege ri. Lago della Svizzera. (G) 

Egeria , * E-gè-ri-a. N. pr. f. Lat. Aeg-eria. ( Dal gr. ex , egos ca- 

\pra , ed etao io amo: Amante delle capre. ) — Ninfa della foresta 
S^ricinia, da Diana cangiata in fontana, e da' Romani adorala (Mit) 

EceW. * (Bot.) E-ge-ri-ta. Sf. V. G. Lat. aegerita. (Da egiros pioppo 
nero\Genere di piante crittogame, della famiglia de funghi ; da Per- 
soon stabilito e da' moderni riportato al genere lubercu'/aria le cui 
specie cr^cono singolarmente sul pioppo per lo più morto. (Aq) (N) 

Egesia , * E^gè-si-a. N. pr. m. Lat. Hegesias. (Dal gr. hegesis princi- 
pato , il concorre.) — Filosofò greco , della sruota Cirenaica , fon- 
datore di una ìmova setta, e detto il Pisitanata , cioèchepexuutde 
a.morire. (B) (Vanì 

Egesifile, * E-ge-si-rW. N.pr.f. Lai. Haegesiphile. ( Dal gr. hegesis 
principato , e phile arnica : Amica del principato. ) (B) 

Egesiloco, * E-ge-si-Io-co/SV. pr. m. (Dal gr. hegesis il condurre, e 
lochos truppa:Conduttor di tftopa.)— Magistrato dell'isola diRodi.(\an) 
Egesimado , * E-ge-si-ma-do. iV?><\ m. Lat. Hegesimadus. (Dal gr. he- 
gesis principato , il condurre , eSfmthon chi apprende : Chi appreu- 



^ 



j, , ._., , .. „„ .„ , v. 

de a condurre, a comandare. ) (B) 
Egesippo, * E-ge-sip-po. N. pi: m. £^.^eg C sippus. (Dal gr. hegesis 
il condurre, e hippos cavallo: Reggitor d^yvalli.) — Autore ecclesia- 
stico del II. secolo. — Storico greco del ÌP^i^secolo. (B) (Ber) 
EgesistrATO, * E ge-sì-stra-to. iV. pr. m. (Dal gr/Ttegesis il condurre, 
e stratos esercito.) — Cittadino di Efeso, fondalorfsli Elea. (Mit) 
Egesta , * E gé-sta. N. pr. f. ( Dal gr. 'ei sempre , e gevìkìs gustabi- 
Je.) — Figliuola d' Ippote, principe Trojano, e madre di AceSte-XMil) 
a — * (G?og.) Lo stesso che Segcsfe e Acesta. V. (G) 
EGESTAM.*(Geog.) E-ge-stà-ni. Antichi popoli della Sicilia, (fi) 
Ecestione, E-ge-stió-ne. iSf] V.L.(e non mollo usatagli mandar fuori 
desili escrementi. Lat. egestio. Gr. ìxxófj.'0'S,t*<popx. Cr. 5- 7. 7. Non. 
sono da mangiare ( le cotogne n'pre ) colla sua carne ce. , ma- òijia- 



V 












* 












EGESTO 

> ! ,.,o Iiauore, imperciocché conforta Io stomaco , e provoca 
r Dt „ e a è co £ 'egestione e '1 vomito. E cap. 8-8. Mitiga (la 
1 3%'J.» «Arno ) 1' egestione, cioè uscita, e'1 vomito collerico. 
a ^Lo s £cc • I? escremento medesimo ; [ onoe Collenca egesUone 
3 sTe^alestione e ** 1 j£ -««^ -flgJJfciA 

e s:'S"^ì:'X' - ***■ trojano ehe 

.'•^.^vS^ciSflOL Jfafa (G) 

Ecsta. (Geog.) ^b?»-™ ^ (Da i gr . Anemia conduttrice, regi- 

^S^ìf!^ ^*^ -hnfJdelHsola di Rodi, ma- 
drl di Cidippe. (Mit) . Fanciulle o donne greche , le quali 

Egghitrbe. * ^ rche -] E fS,n' funerali , e ne facevano delle libazioni 
jQg2 '("-l"? K'ju Jg^duttrice. ) (Mit) 
*°P 7a Tf$ \ l Ciak Illa Turchia asiatica. (G) . 

« .acr./Fcano *<«""* ""!« Eeida K .SWwn. «»«</. 65 9 . E tutto il rico- 
Ec * Sf. V. poet.sinc AE «da. ^ ^^ chi ^ tl . asciuava . (Pe) 

jfjf.Vi (Dal'gr '4* pelle di capra.) - Jcutor» greco , 

'em'ufo fl ##<»■ C, Mit > F • le jy. pr . f. Lat. Aegiale. (V. Egialeo.) 
Eoiale*, * E-g.-a-le-a, Egyale.^v p J p.^ (B) (MU) 



EGITTO 



23 



Genere d' insetti 

eterno , e W» dito , con?g ^ rf . ^ pW|0 , p fl . 

^^iSÌFKÌK** c^re. (Dal gr. ex, <go> cap.a , e 

fcoros edace.) (Mit) * Sf. f G Lat. aegicera. ( Da ex capra , 
Egicera. * (Boi.) M»-^ j. \ anle ' eso tich e della pentandfiamonogmia, 

s cerni corno.) Gene 1 e ai p Gaerlner stabilito con due 

famiglia delle contorta** 1 ««*£ ^ Lin co „ lm M ,fa c«- 

i^cie «V *«•«•' C ° a ,° C èorol/a a ,o«oco^a rtff* stami riuniti per 
quepartao obbkquo U corotó ^ ^ PP^ 

/a 6a«, ed f n J? lUCO f f T n scudo di Giove , e rfi ata Pei , ™ 
Ec IDA ..(Mit.) È-gi-da Sf Lo scudo ^ g rf . 

portfco/aiwriM A Ffl« «* La( / ae gis. Gr. *2yfc. ( Dal gr. eg», 
«ta «Zea- -, kg. . Eg'd > , ™" £« f Ama , tea era c0 . 

9 I. MI»™ ». con regd. g» -*. .TO 
Egida. (GeogO . ■* nl LC ° ' ,, ^ cow „. c aV/r. ^r/naio de/- 

^»ir trS^T) lei UZ 3, Già Gradivo e- 

gidarniato ec (N) 



molto pm bianche pai *g<V>JJ™ & Wrtpetto «/Za /.«pitti , «Vf 
.ofclte, A "ZTodd tutto [passaggio della luce. Il nonie di Maghe 
ducono ™P£»°£! ZZte sulla %er/icie di queste macchie veg- 
hro e ^TZl/^Xiateche 4 intersecano , le quali essendo o più 

p er »^ ai rEgidSortfl^o%te, Giglio. K R .. £j 
Egidio , E-gi aw» , Bg w u 1 , _ flfrate rfj Lw g Uadoca 

A ?pr-se?:io ^tìr*2ss ««««- ^ ^. r > r - 



</a Minerva , 



- ./r Pn „i E-ei-è-o. 6't£(A A//a Lacoma. (G) 

Embkabii. * (Arche.) E-g -e-ia-ni 1. w / • orname nti archi- 



'antiche, ne' frégi ed in altri ornamenti 



E— 

Er.iERABll. * (Arci 

f^^r'Si rer^'c^ra^d'e^-i'monumento; po.ché 1 mo- 
fftto/uci. ( Dal gr- ex , e , 

nument, adon.vansi con ^^12%^. (Da «,, ^ 

E «T« , e {SS? amfca.) ftir; * ?*-»• *«? ^^1^3^^ 



capra , e pft«e a |UI « •> ' /■,-,„ ,, er un calice campaniforme a 
Atf. *« ^'^^S47a, e per la bacJa adaec.a- 
quattro denti , P er ' ac . c } uama L dagli abitanti della Marame- 



pra , e gea terra : 



Della terra ia cui si fan vesti delle pelli di capra.) — Una delle 
figlie di ISiobe. (Mit) ,_. 

Egille. * (Geog.) E-gii-le. Piccola isola nel mar 2 escano. (G) 
Egiloberto, * E-gi-k-bèr-to, Agliberto. N. pr. m. Ut. Egilbertus. (Dal 

sass. agild immune da dazio , e beorl illustre.) (B) 
Egilose. * (Geog.) E-gi-ló-ne. Antico nome della Capraja. (^) 
Egilope. (Ch.r.) E-gì-lo-pe. iSf. V. G Ulcera al grand angoh .d* 
V occhio , la quale appoggia , secondo alcuni , sopra il sacco lacri- 
male, e secondo altri vi penetra dentro.—, Aegdope, Ai^lope, sw.j 
Lat. aegilops. Gr. o.\yth»A>. (Da ex, egos capra , ed ops o<* hlo ;,P el - 
Ghè questa malattia conferisce all' occhio 1' apparenza di quel.Q .di 
una capra.) Red. cons. 1. , 7 8. Riconobbe subito .1 Redi, che «go 
che d/Greci e da' Latini fu detto egilope, ec. E appressp : C^n 
ciato il medicamento con esattiss.ma diligenza , si e ottenuto uno a 
qui, che l'cgilope a poco a poco ed insensibilmente e svanita , senza 
venire a suppurazioue. ..... ■„ f„ 

2 1* (Boi) Genere di piante unilobee della poligamia monodia, fa- 
miglia delle graminee , col calice cartilagineo di tre ^ molu^on 
i foretti muniti di lunghe reste, e le spighe con asse articolato, <- le 
contiene parecchie specie , tutte annue , corte , poco proprie a l/iu 
trimento de bestiami, parecchie delle quali crescono ne • compia ndl£ 
t uh montagne sassose dell'Europa meridionale Le Più comuni sono 
/•Etiope ovale e /' Egilope incurvata. (Aq) (Ag) (IN) . . 
Eg,na° • E-g^-na. N. pr.f.Lat. Aegina. (Dal gr. ae«, osu« sempre 
e&né donna: Sempre "donna. ) - Figliuola di Asopo , amata da 
Giove , che la rese madre di Eaco. (UH) 
2 - * (Geog.) Isola della Greca, nel golfo a cui da il nome. 

Piccola càti della Grecia neli isola dello stesso nome (G) 
Eg.naldo, * E-ginàl-do. N. pr. m. Lo stesso che . Aginaldo . r (, uai 
E Zs agen contro, ed „W «echio. Contrarie , a' vecchi. (B 
Frtwinno * E-ei-nàr-do , Echinardo, Einardo. $.pr.m. £at. JÌC n ? l T 4 " 
E °(M~i «r» g contro, è WdorO, difficile : Non du~.No» di fio. .)- 
L^.jwm. di Carlo Magno, stanco dell rM.***>. W ^ -» 

EoikIa. * (Mit.) ^.ftFW- rf i?S fiS, *<«*■ 
Egwbti. * (Geog.) E-gi-ne-ti. ^6*tai«* dell u»U d Zgma , 

a «c/ie Mirmidoni. (Mit) , - - detto propria- 

Discendente di Eaco, celebrato da Pindaro. 

eTT^Ì- K »"Tm P*«. «P«»»-> - P »° d « "'"'"""'" 
/ S tt rf £sn;o. (Ma) t c , Criob»!»- 

E T^i ^gSe^pra^ilìpo. 

fl /g« #A^±&. G . ^^«o che Apologia. r.(Aq) 

Eg,ologia # M dO Ecologi a ^/ Pa ne , perchè era rap- 

Egipane. * (Mit) t-gi-pa ne. d ."/"." . n , x e „ 0J capra, 

presentalo colle gambe e t piedi di capra. ( Dal gr. ex , g 1 

e p a « Iddio di questo nome.) (MU) rf . 

Eg.pa-1. (Mit.) E-gì-pam. Uomini favolo si, che tonno >j ^ 

faccio: Chi fa degli arnesi con peli, di capia.) ^'° rf g.^ - /t 

«o^/w cfce per incesto ai-uto co«a madre Ju cangialo 

Avollojo. (Mit) , , .,•„,,, /j c ,, Fusa, e della 

/?ir/ia a"» Owi'/o. (Mit) aeeirinum; (Da «rnt»» 

pioppo.) Sorta d'«nffuento,cftwmflK « 'o *«*• - u "| lhus f Da 'i l „,.. « x , 

*IJo\ - } E-gi-sto, 1 pr. m. «g Aeg^t AjJ*» { & £ 

egos ^P' a ^ e VT;y^Wea a'.-i^re di Atreo,drudo di Cliten- 

fafct^S E^-U-na. */ Genere d'uccelli della famiglia degli 
^a\i,Lcu\hl Zr ^ r p T a.^ fiocc> 

Egitiico, E-g.t-ti-co. Add. pr. m. ,r. A, 

Amet. 4 8 1 «IU« -Rito. (A) (N Garson . Be (N) 

Egittiia. * f.M.n.) E-git-ti-la. òj. «■"« ca 

Eomo, * «È** feS^ Siti fcàp^rSta .d dorso. 5 - 

doi/e Z)artai'di. (B) (Mit) 






I 






^a^ 



^X 



\f. £^*<A v ^*u#v 









^4 EGIZIACO 

3 — * (Geog.) Lat. AtgyptuV.J/ra. Vasia contrada d 'Africa, irrigata dal 
Nilo , bagnata dal Mediterraneo e dal Golfo Arabico , confinante 
colla Nutria e colla Libia. (G) J 

Egiziaco , E-gi-zì-a-co. Add. pr. m. Dell' Egitto. Quanto a persona si 
usa solamente agg. al nome di una santa, cioè Santa Maria Egiziaca; 
del resto si dice delle cose. (B) Ma Re egiziaci disse il Bocc. f. 
Effeminato. (N) 

2 — * Agg. di Giorno, vale Infausto. Cr. alla v. Oziaco. V. (N) 

* ~ : (Farm.) iUngutntO composto d' aceto ,' mele e solfilo od ossilo 
di rame utile alle ulcerazioni puzzolenti.] Votg.Mes. Abitandolo con 
qualche medicina leggiermente acuta , come è 1' unguento egiziaco. E 
altrove : Unguento egiziaco di Giovanni figliuolo di Serapione , utile 
alle ulcerazioni puzzolenti. ' 

4 — . [Ed usato anche come sm. ] Lib. cut: malc-'t. Applicavi sopra lo 
egiziaco. Ricelt. Fior. 272. Egiziaco di Giovanni di Vico , della se- 
conda descrizione. 

Eciziano , E-gi-zi-à-no. Add. pr. m. Dell'Egitto. —, Egizio, Egiziaco, 
Egittico , «ih. Lai. Eegyptius. Gr. eùyvvrtas. Sper. Diul. (A) 

Egizio , * E-gì-zi-o. Add. pr. m- Lo stesso che Egiziano. V~. Metast. 
■Fin dalle egizie arene La rondinella viene ec. (A) 

3 — * (Mit.) Soprannome d' Apollo , figlio d'Iside e d'Osiride. So- 
prannome di Giove presso i Greci, che lo confondevano con Osiride. 
— Soprannome di Ercole. (Mit) 

Egla. * N. pr. fi- Lat. Egla. (Dall' ebr. ghuagol rotondo, da shuasala 
carro, o da ghuegla vitella.) (B) 

Eg £ E ';- N ' pr 'f' ^ Dal sr " e§le fu, g°'" e -) — Un <* del l e tre Esperidi— 
Figlia di Esculapio e sorella di Macaone. — Figlia d'Apollo e di 
Climene. — Una delle Grazie. — Najadc, figlia del Sole e di Ne- 
rea. — Ninfa, figlia di Panopea, amala da T,seo. (Mit) 

Egle * '««» < v *° -*■• - -— -■ -» ■ 



(Bot.) Sf. Genere di piante esotiche a fiori polipetali della do- Eglisavia. 



EGOPITECO 

Burb 233. 7. Ma guardati da egli , Che soglion esser fcgli. E 3ou 
■là. E se tu se' con egli , Non seguitar tu quegli. E 3d5. in. E non 
conoscon perche stanno quegli, C'han faticalo in egli , Lassù nel 
grembo d' Amor , com' vedete. » Kit. S. Gio. Gualb. 202. e. n. ti(. 
Come il servo di Dio , tra egli e il compagno avendo solo un pane [ 
e il fece dare a uno povero. (V) 

7 — Non che di persona , ma anche si dice di altre cose. Filoc. Egli 
avea l'anello assai caro, né mai da se il dipartiva , per alcuna virtù 
ohe stato gli era dato ad intendere che egli avea. Sen. [Ben. farcii. 
6. 12. Io conosco di quello che tu vuoi domandarmi: non ti fa me- 
stiero il dirlo ; il viso tuo favella egli.Din. Comp. 1. 1-1. Assolvca e 
condannavasanza ragione, come a loro parea; e tanta baldanza prese, 
cje palesemente €c. vendevano la giustizia, e non ne schifarono prez- 
zo , per piccolo o grande che egli fusse. 

8 — E messo innanzi al nome proprio. Kit. S. Gio. Gualb. 33t.Qut- 
sia e anche quella virtù, la quale egli Iddio comandando insiememente 
a tutti gli Apostoli, la- propuose sopra tutti i suoi comandamenti. (V) 

9 — ; A 8S- a Femminile. Bocc. g. 7. /,. 1. tit. Ode di notte toccar 1' u- 
scio suo, desta la moglie; ed ella gli fa a credere che egli è la fanta- 
sima. Pass. 261. Egli è una umiltà falsa e fitta , eh' è solo nella vi- 
sta di fuori. (V) 

Egli diff. da Esso. Egli è proprio di persona , .Emo di cosa. Non- 
dimeno lal.volta se ne invcrte l' uso. Quando al pronome si vuol dare 
la lorza del lat. ipse , allora Esso sta bene in luogo di Egli. Quando 
la cosa, di cui si tratta, si considera come personificata , Egli ci 
cade bene in vece di Esso. Quando Egli e riempi tivo preposto al 
verbo, non può essere soslituito da Esso. Noi diciamo: Egli è vero t 
Egli è chiaro , non già Esso. Così non .può scambiarsi Esso quando 
e riempitivo posposto a con o a lungo. 



Mandria m~Msfi^ì*Z5tt;3^3ZZ2EZ S^U^fg^^^^ 

in Una snecìR tipi srpnprp C.ratapva: «ti A Mm ,n»i. J,.l 1 /-...,„„!„ ■ V j, '. ft ■ b ' i • . ftc«era«e 



con una specie del genere Crataeva; così denominale dal loro fusto glo- 
boso e simile all'arancio. (Dall' ebr. ghuagol rotondo.) (Aq) 
Egleioe , * E-glè-i-de. N. pr.f.f^. patr. di Egle. ) Una delle figlie 
df Giacinto . che gli Ateniesi sacr ificarono sopra la tomba del Ciclope 
Ceresto. "( Mltj ' r , „ | .. , , —. r 

£oleo_, ^E^lè^r-Nrf*^xa^Y. Egle.) — Atleta di Samo, muto dalla 
(Mit) 



nascita 
Egleteo. * (Mit.) E-gle-tè-o. Sopran. d'apollo, perchè salvò gli Argonauti 

da_una tempesta, ed ajmaeve-ioxajba lampi. ( Dal gr. egle lulgore.)(Mit) EG*o«^"(LettO E-glo-ghi-sta. Sm. 
•k^ 1 1 xvgii. irritHo Catti del pronóme, corrispondente al lai. die e vale Algar. Neulon. (A) 

Quegli , Colui , Esso ; e si dice propriamente in caso retto, nel num. ' 

del meno. Sono suoi derivali o sin. E', El , Elli , Elio; nel pi. ha 

Egli ed Eglino ; nel firn. Ella.] Lat. ille. Gr. ÌkÙvos. ( Dall' ital. 

antiq. elli, e questo dal lat. ille. ) Albert, cap. So. E colui che teme 

Dio, temono tutte le cose lui; e colui che non teme Dio, teme tolte 

le cose egli. Bocc nov. 17. 41. Io intendo ec. di torre via l'onta 

la quale egli fa alla mia sorella. Dant. Purg. 8. 133. Ed egli: Or va' 

che'l Sol non si ricorca Sette volte nel letto ec. Petr.cam.48. 8. V V e- 



è Scella di componi' 
menti d'ogni maniera , ed in particolare è genere antichissimo ] di 
poesia per lo più pastorale. — , Ecloga, sin. Lat. ecloga. Gr.ìxK^yfi. 
( Da eclego io scelgo, che vien da ec da , e lego scelgo. ) Bocc. 
Kit. Dani. 260. Oltre a questo, compose il detto Dante due egloghe 
assai belle, le quali furono intitolate, e mandate da lui per risposta 
di certi versi mandatigli, a maestro Giovanni del Virgilio?» • 
, Egloghe diff. da Idiìlii e da Bucoliche. L'Egloga è pastorale; V Idillio 
e campestre; Bucolica comprende tanto l'Egloga quanto )' Idillio. 

t.) E-glo-ghi-sta. Sm. Poeta compositore di eeloghe. 
Algar. Neulon. (A) reo 

Eglon. * (Geog.) Antica cilfà della Palestina, (fi) 
Egmonte. * (Geog.) Eg-món-te. Isola del Grande Oceano. — Baia , 

porto e capo nell' Oceano Atlantico. (G) 
Ecnazia , * E-gnà-zi-a. N. pr. fi ( Dallo slavo gnatti perseguitare , or- 
vero da gnjFit gamba ; e vai dunque Persecutrice o Gamhuta. ) — 
Ninfa venerata come una dea nella Ciaà .del suo nome. (Mit) 
— * (Geog.) Antica città d' Italia nel territorio de' Salenlini. (G) 
;nazio , * E-gnà-zi-o. N.pr.m. (V. Egnazia.) _ Publio. Sierico ro~ 
mano , delatore di Barea Sorano. (Van) 



Eg 



salto e divulgo Per quel ch'egli imparò nella mia scola. 

' 7 l Talv , ol £\ é replicalo soverchio forse per maggior efficacia. Bocc. Egobolo! * (Mit.) E-gò-bo-lo. Soprannome 'di Bacco a cui si sacrifica 
'g. 7. n. 4. Egh-d'.ce appunto, che 10 ho fatto ciò che io credo che •- ■-- -- — J - —- "■' -*■' "-<--- ' «-• 
egli abbia fatto egli. (Gin) 



3 — * E talvolta sopprablonda anche nel mezzo del discorso. Bocc. 
Teseid. 7. 128. Qual colui -che dal sonno egli è disciolto , E su si 
leva subito stordito. Peir. p.-i. canz. 10. Tal, che mi fece, or quan- 
do egli arde il cielo , Tutto tremar d' un amoroso gelo. (Cin) 
I — lUsato nel pi., quantunque si-dica anche Eglino, ed Eglino si 
preferisce da chiunque porta opinione che Egli usato in tal guisa sia 
vizio e icori proprietà di favella.] Dant. Purg. 2. 127. Se cosa appare 
ond' egli abb.an paura. Dant. rim. 27. Quand' egli incominciaro La 
morte mia, ch'or tanto mi dispiace. Bocc. nov. 68. 21. Com'egli 
hanno tre soldi , vogliono le figliuole de' gentilucmiui e delle buone 
donne per moglie. Frane. Barb. 2qò. 5. E fa veder che '1 danno Sia 
vie minor, ch'egli hanno.» Omel.Orig. 3 9 4- Io credo certamente eh' 
egl: sieno venuti ec. per consolarti di lui. Bone. g. 10. n. <?.Se n'andò 
a casa il padre suo , e quivi a lui e alla madre narrò lo 'nganno il 
quale ella ed eglino da Gisippo ricevuto avevano. (V) Passav. D. 5. 
c T 6. Sono molti , che per esser tenuti umili e giusti , spesse volte si 
biasimano eglino stesi. Ma se interviene che altri gli riprenda, o dica 




.psemet 
««r OS . Bocc. nov. g6 4 11. Né sapeva- egli stesso qual di lor due si 
fosse quella che più gli piacesse. Davi. In fi i2.6g. E fé' di sé la ven- 
detta egli stesso.» Bocc. g. 4. n. 4. Di die il Re Guglielmo turbato 
lorte, fece prendere. il Gerbino, ei egli medesimo il condannò nel- 
la testa. (Cin) 

2 — [Stesso unito ad Egli può cambiare la sua desinenza.-] Dep 
Vccam. 48- Si dice egli slessi qualche volta , che per l'ordinario si 
ctirebhe egli stessei ma non si direbbe già esso stessilo quello stessi.IV) 
- [ Posto in forza di avverbio, o come ] Particella riempitiva [ , tal- 
volta nel primo numero , talvolta ancor net secondo , ed anche in 
mezzo o infine di parlare.] Bocc. nov. 3l. 16. Egli è il vero che 
10 ho amato e amo Guiscardo. Petr. canz. 41. 1. E s'ct'li 
Ina potenza sia Nel ciel si grande , come si ragiona. Bocc. 
iS. A me par egli esser certo eh' egli è ora a casa a desinarci nov 
77- ». £.gti non sono ancora molti anni passati, che in Firenze fu. 
una giovane. Ovid. Pisi. Già non ti fia egli vergogna. » Bocc. e.5. 
n 4. Disse la madre .• o figliuola mia, che caldo fa egli ? i nzi non fa 
egli caldo veruno. E g 5. n. fo. Udendo la donna queste cose, co- 
lobbe , che egli erano dell' altre così savie come ella fosse. (Cin) 



e ver che 
nov. 73. 



va una capra da quelli di Potala. ( Dal gr. ex. 
bole colpo. ) (Mit) Y ' 

Egocera. * (Zool.) E-go-cè-ra. Sf.F.G.Lat. aegocera.(Da ex , egos capra» 
e ccras corno.) Genere d'insetti dell'ordine de' lepidotteri , formato 
da Letreille; così denominati dalla forma di corna di capra delle lo- 
ro antenne. Cuvier lo considera come sezione del solloeenere zi- 
gena. (Van)(N) - ; . S 
EGocERQ^.i^Mit.) E-go-ce-ro. Sopran. di Pane , collocato da Giove tra* 
segni dello Zodiaco, sotto il nome di Capricorno. ( Dal gr. ex esos 
capra , e ceras còrno.) (Mit) 
Egocep.o. * (Bot.) Nome d'una pianta , chiamata anche Fiengreco, im- 
perciocché i suoi baccelli hanno la forma de corni diana capra. Lai. 
trigonella foenum graecum Lin. (Van) (N) 
Egofaga. * (Mit.) E-gò-fa-ga. Soprannome di Giunone , perchè gradiva 
che se le sacrificassero capre. ( Dal gr. ex , egos capra , e phago io 
mangio: Mangiatore di capre.) (Mit) 
Egofonia. * (Med,) Ego,fo-nì-a. Sf. y. ó. Lat. aegophonià. (Da ex, 
egos capra , e phone voce.) Voce di capra o tremante , che ode si 
quasi in tutti i casi di pleurisia. — ,Aegofonia, sin. (Aq) 
Egoismo , * E-go-i-smo. Sm. Amor proprio vizioso per cui V uomo cev- ~" 
ca di ridurre tutto a se stesso , non pensa che di se stesso , e desi- 
dera che tulio riesca a vantaggio di lui , anclte con danno altrui, f. 
dell' uso. ( Dal lat. ego io. ) (Van) 
a — * (Filos.) Opinione di certi filosofi, i quali credono che non v'ha 

certezza se non quella della propria esistenza. (Van) 
Egoista , * E-go-ì-sta. Sost. com. Che ha l'opinione dell' egoismo^ Ch* 
ha il vizio dell' egoismo ; Che non s'occupa, non parla che di sé, 
Che si fa un idolo della propria persona, e le sacrifica tutto. (Van) 
Ecometro. * (Bot.) E-go-lé-tro. S,m. Piccolo, albero che cresce nella Min- 
grelia, e che fa perire gli animali che ne mangiano e sopratutlo le 
capre. ( Dal gr. ex , egos capra , ed olelhros morte , eccidio , quasi 
dicesse la mòrte- delle capre. ) (Van) 
Egolu. * (Zool.) E-gò-li-i. Sm. pi. V. G. Lai. aegolii. ( Da egolios 
alocco.) Famiglia d'uccelli notturni dell'ordine de' rapaci o accipilri 
di Lin., che ha per tipo la strix ulula Lin. (Aq) (N) 
Egolio , * E-gò-li-o. N. pr. m. ( Dal gr. egolios alocco.) — Giovinetto 
cretese , da Giove trasformato neh" uccello notturno che porta il sua 
nome. (Mit) 
Egone , * E-gó-ne. N. pr. m. Lai. Aegon. (Dal gr. egon caprile.)— Re 
degli Argivi. — Atleta famoso. — Pastore menzionalo da Teocrito 
e da Virgilio. (Mit) 






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Con^In° a Trì e ^ S 'i attn ?9 si . ot L hau h [o sia celle preposizioni Da, Egopiteco. '" (Lett.) E go-pi-té-co.^m./^.Z^.aegopithecus. (Da ex, ego, 
Con , In. , Tra ec. in camoio di Lui, ma non è da imitarsi.] Frane. capra , e puhecos scim.a. ) Animale favoloso , a sui Niceforo air 



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EGOPODIO EGUMENO *5 

■ trìbuifce.rè' mani di scimia, e le corna, i peli , la baila e le parti Ecrotaste , E-gro-tàn-fe. Adii. comp. F. L. Lo stesso che Egroto . F. 
posteriori di capra. (Aq) Lat - ae S cr > aegrotus. Gr. uaatfsas. Ldurn. Occorr- 1 2. Berg. (Min) 

gopooV * (Bot.)E-go-pò-di-o, Sm.F~.GLat. aegopodium. (Da m, egos Eop.oto, E-grò-to. {Add. m.] F) L {e poet. Lo stesso clip Ammalato,} 
equa, e pus, podos piede.) Genere di piante della penlandria didima, Infirmo. — , Egiotautc , sin. Lat. aegrotus. Gr. ip.-xa.54is. Ar. Far. 
famiglia delle ombrellifere , cJie comprendeva la sola specie, Aegopodium 21. a5. Che 'l mio fratello debole ed egroto Senza sospetto se ne già 
podagraria Lùu , dà' moderni riunito al genere Sison ; così denomi- pian piano. ,»'■■««*,', 7 TT 

Eguagliante , E-gna-glian-te. [Pari, di- Eguagliare. Lo stesso che vigna-. 

glianle. F-~\ Lat. aequans , aeqnalis. Gr. ìVos. Salvia. Pros. Tose. 

1. -i3g. Collo stile eguagliante per tutto la medesima , voler collocare 

in più alto grado oc. la chiarissima favella nostra. 

T^eUé' graminee°~da Humboldt e Bompland sta- Eguaglianza, E-gua-gliàn-za. {Sf. Lo stesso che Agguagliarla ed] Ugua- 

per le loro spighe pelose ; hanno le spighe glianza. F. Lat. acquali tas. Gr.ltrórns. Segner. Mann. Magg. 20. '■ 



\ 



. dalla prelesa somiglianza dette sue figlie col piede di capra. 
Si adopera in medicina come detersiva, vulneraria ed aperìtu>a. f Aq)(N) 
Egopogono. * (Bot.) E-go-pò-go no. Sm. F. G- Lai- aegopogon. (Da ex, 
egos capra, e pogon barba.) Nuovo genere di piante della pcnlan 
dna aìginia } jami. 
bililo con questo nome , 



l'ori- 



racemose , i fiori laterali maschi e le glume aristale. (Aq - ) (N) La prima prosperità è la somiglianza col padre, la seconda 

Ecopotamo. * (Geog.) E-go-po-tà-mo , Egòspotaino, Egospotamos. Luogo g.ne e' ha da esso , la terza e l'eguaglianza. 

del Chersoneso di Tracia, presso al quale Lisandro riportò su gli Eguagliare, E-gua-glià-re. [Alt. Far eguale. Lo stesso che Agguagliare,] 

Ateniesi la battaglia navale che pose fine alla guerra del Pelopon- _ Uguagliare. F. Lat. aequare ' 



Gr. icrovv. 
Eguagl^i-ore , E-gua-glia-tó-re. Ferb. m. di Eguagliare. Lo stesso che. 
Uguagliatore. F. Sega. Crisi, insti: 1. 8. 16. Empii , scellerati , sa- 
crileghi , ingrati, eguagliatori de' dannati, emoli de' diavoli. (A) 
Egualare, * É-gua-là-re. Ali. Lo stesso che Ugualare ed Uguagliare./ 7 ", 
Cresc. Pergam. (N) 
- Eguale, E-guà-le. Add. {com. Lo stesso che Uguale. F.~\ Lat. aequalis. 
lotoso e l'antera à-hba, i fiori feminei solitarii, con una casella com- Gr. iVos. Fr. Jac. T. 2. 'ój. 7. Non credere che 'I bene Sia per tutto 
posta di tre gusci monospermi fessi in due parti, onde rassomiglia- eguale. Ar. Fui: li. 79- Ne pero fu tale La pena, eh al delitto an- 
no le corna di capra. (A) (N) dasse eguale. E 3o. 17. Quella bellezza si godea contento , A cui non 



neso. (Van) 
E.oi-Rico. * (Bot.) E-gò-pri-co. Sm.F.G. Lat. aegopricon. (Da ex, egos 
capra, e privo io sego. ) Albero della Gujana che forma un genere 
nella monoecia monandria , e , secondo Jussieu , della famiglia del- 
le Eufòrbie , il quale olire agli altri cavalieri descritti da Aublet , 
presenta i fiori maschi amentacei coli' involucro trìfido, il calice tu- 



'-4*&i, 



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Egosa. * (Geog.)' E-gò-sa. Ani. città della Spagna Tarragonese. (G) 

Egotele. * (Zool.) E-gò-te-le. Sm. F. G. Lai. aegotheles. (Da ex, egos 
capra, e thele poppa, mammella. ) Genere d'uccelli, volgarmente 
detto Ingojavcnto, che hanno per tipo V Egotele, dagli antichi credulo 
avvezzo a succhiare il latte dalle poppe delle capre! (Aq) 

Egra. * (Geog.) É-gra , Eger. — Città della Boemia. — Fiume della 
Germania. — Antica città dell' Arabia. (G) 

Egramente , Egra-inéu-te. Avv. Foce più della poesia, che della pro- 
sa. Malvolentieri , Molestamente , Impazientemente , A malincorpo. 
Lai. acere. Gr. fj.óy 1;. Bocc.Fiamm. Ciò ciascuno egramente portava. (A) 

Egregiamente , E-gre-gia-inén-le. Avv. Con modo egregio , In, superla- 
tivo grado d' eccellenza. Lai. egregie. Gr. sjhup&riiis. Bocc. nov. gj. 
i5. La quale egli egregiamente avea fatta vestire. Tue. Dav. Ann. 6. 
n5. Statilio Tauro, benché molto vecchio, si portò egregiamente. 
Fir. Leti. lod. dona. 120. Ascollino adunque costoro Arnesi» romana 
la quale , come già con nervosa orazione si difese dalla sentenzia di 
Lucio pretore si egregiamente, che ella ne acquistò onorevole sopran- 
nome j così vuole riturare al presente colla sua memoria la bocca ec - 

Egregio, E-grè-gio. Add. m. Eccellente , Segnatalo, { e dicesi delle 
persone e delle cosa.] Lat. egregius , eximius. Gì: ì^oclptros , Zipxos. 
But. Par. 6. 1. Egregio è colui che passa lo modo degli altri , im- 
perocché gregario cavaliero si chiamava colui che non era ancora 
■a4ow+ato -d'--alei+[»o-adornamelito di Cavalleria , perch'egli era pari de- 
gli altri ; ma egregio si dicea fuora della gregge degli altri , colui che 
per alcuna prodezza o gagliardìa era onorato , secondo la sua opera , 
d'alcuno adornamento di milizia, oltr' agli altri. E appresso: Ben si 
jiiiò dir-de'- Romani" -e he filssòno egregi , imperocché.* néll"&perè vir- 
tuose e prodezze dell'armi avanzarono tutti gli altri. Lab. 221. Usava 
la tua nuova donna la magnificenza egregia dal tuo amico datati a 
divedere. Dani- Pai: 6. 43. Sai quel che fé', portato dagli egregi Romani 
incontro a Brcnno. Bocc. introd./j. Nell'egregia città di Fiorenza, ol- 
tre ad-ogrti altra -italica, bellissima , pervenne la mortifera pestilenza. 
Egregissimameste , E-gre-gis-si-ma-méii te. Avv. supeii. di Egregiamente. 
Molto egregiamente. Geli. Fit. d'Alf Est. Amati. (B) 



resta in tutta Europa eguale. 
1 — Piano , Compatto , Ragguagliato. Dani. Par. 2. i3. Metter potete 
ben per l' alto sale Vostro navigio, servando mio solco Dinanzi all'a- 
cqua che ritorna eguale. (Min) ~ ~ , *, r, a- a 

3 _ Giusto. Lat. aequus. Gr. bUaios. Tass. Ger. 5. 5£ Ma Goffredo 
con tutti é duce eguale. . 

4 _ Paziente. Quieto; onde Con animo eguale, alla latina —Pazien- 
temente. Lat. aequo animo. Gr. ^y^w^oVws. Albert. 25. Avvegnaché 
non sia da dir disonore o villania all' amico , sì è da soffenre e da 
udire con eguale animo la villania del matto e dell'amico. (V) 

5 » (ivied.) Polso eguale : Quello i cui battili sono in tutto uniformi. 

6 — Respirazione eguaìe : Quella che non offre alcuna differenza nella 
grandezza o nella successione de' movimenti d' inspirazione e d'espi- 
razione. (A. 0.) ' * *• _,,.... _ 

Eguale diff. da Simile , Pan , Conforme. Eguale si riferisce atra 
quantità, sia numerica, sia estensiva, alla g*andezza fisicaj Simile, alle 
qualità àgli attributi. Due palle della stessa grandezza si diranno 
e«ualiì 2 e 3 sono eguali a 5. Tatti gì' individui della specie umana 
dicons'i simiti, perchè si considerano dotati delle medesime proprietà 
fisiche e morali. Solo nel inetaf. si può. asserire una eguaglianza tra 
due oggetti eterogenei. Suol dirsi in fatti La pena eguale al delitto ; 
ma pure ne soffre la filosofia della lingua. Si direbbe meglio La prua 
proporzionata al debito. Pari appartiene alla quantità numerica. Così 
diciamo che D le e due son pari. Nel traslato può stare in luogo di 
Simile e di Eguale. Conforme nel suo vero e proprio significato vale 
ciò che' ha una forma eguale o simile ad un' altra. Tazze confòrmi, 
Sedie conformi , Mattoni conformi ec. La Conformaci in somma ad- 
dita Eguaglianza di forme tra le cose paragonate. E però da .avver- 
tire che nel morale la voce Conforme suol confondersi con quelle di 
Conveniente , Proprio , Corrispondente ec. V. Così diciamo Allo 
conforme alla legge ; Condotta conforme alle regole della morale ec. 
Egualezza, E gna-iéV-a. {Sf} Lo stesso che Egualità {ed Ugualità. F.] 
Giord. Preci. B. Il perfido in quella gloria aspirava all' cgualcz.za 
con Dio. Lib. Pred. Non ci è egualezza alcuna tra loro, 



Egregoi.i. a * (Mit.)' E-gre-gò-'ri. Cosi, nel libra apocrifo di Enoc sono Egualire. (Ar. Mcs.) E-gua-lì-re. Alt. Presso gli artisti e specialmente 



chiamati gli Angeli che dieder nascila ai Giganti. ( In gr. egregoros 
significa vigile. ) (Mil) 
Ecremonte. * (Geog.) E gre-móntc. Città dell' Inghilterra. (G) 
Ef.BESSicoMo. * (Mit.) E-grcs-sì-co-nio. Epiteto di Bacco, che eccita a' 
banchetti ed alle querele. ( Dal gr. egirin eccitare, e comos banchet- 
to , lusso.) (Mit) 



eli oriuolai , Ben'der uguali e lisce le diverse parti di un lavoro, e 
particolarmente Render uguali fra loro tutti ideati di una ruota. (A) 
Egualissimamente, E-gua-lis-si-ma-mén-te. {Avv ] superi, di Egualmente. 
[Lo stesso che Ugualissimamente. F.] Lai. peraeque. òegn. Predai. 
7. Afferma egli ec. potere essere due uomini egualissiiiiaraente^U*posti 
per qualità di temperamento.^ 



Egresso, E-grés-so. Sm. F. L. Lo stesToche Uscita. F. Segner. Mann. Egualis%imo , E-gua-lis-si-mo. [Add. m.J superi, di Eguale. Lo stesso che 

Api: io. 3. Se vuoi goder l'ingresso e l'egresso, rimiralo ( Gesù Ugual issimo. F. Lai. ommno aeqnalis. Gr. .o^raros. fdoc. à. 240 

Cristo) nel suo essere , rimiralo ne' suoi effetti. (V) Oh sonno ec, sowenitor degli affanni, eguahssimo donato.- de tuoi beni 1 ! 

Egrin. *(Mit.) Angelo che l'eresiarca Hermos diceva sopraintendcPe Egualità, E-gna-li-tà. [<5T] a"- di Eguale. {Lo stesso clic 



alle bestie. (Mit) 
Er.niro. * (Geog.) E-grì-po. Lo stesso che Ncgroponte. F. Detto anche 

dello stretto. F. e di' Euri pò. (G) 
EgrisÙ. * (Geog.) E-gri-sù. Lat. Orbelus. Montagna della Turchia 

europea che fa parte della catena del Balcam. (G) 
Ec.RiTUDiSP. , E-gri-tù-di-ne. Sf. F. L. Male, Infermità, Malatlia.Spe- 
ron. Dial. dign. domi. 3i. Fu ed è ancora in opinione, che l'indi- 
sposizione del suo stomaco, la quale lungamente l'ha molestata, non 
d'altronde si derivasse , che dall' aria di Ferrara ; dalla quale egritn- 
tudine , poi che a Padova si condusse , si è del tutto liberata. (A) 
Tass. B. teli. 2. 10. Mi pose addosso una quartana (egritudine, come 
voi sapete , in ogni età di molto fastidio ) ec. (N) 
Egro, E-gro. Add. m. { F. L. e poet.] Infermo, Ammalato. Lat. aeger. 
Gr. vovripòs , àtrS-cvr,;. Bocc. Fis. 16. Ognora a se toccava l'egro pet- 
to , Quasi temendo aver sé stesso offeso , Perchè 'o guardarla avea 
tanto diletto. Tass. Ger. 1. 3. Cosi all'egro fanciul porgiamo aspersi 
Di soave licor gli orli del vaso, 
a — Spossato, [Languido] Cas. son. 5o. de' mortali Egri conforto, 
obblio dolce de' mali. » Tass. Gei: 12. 64. Ella già sente Morirsi , 
e 'I pie le manca egro e languente. (N) 
3 — Afflitto, [Dolente.] Petr. son. 284. Qual ha già i nervi e i polsi e 
i pcnsier egri , Cui domestica febbre assalir deve. E cap. 12. ve- 
ramente sordi, ignudi e frali , Poveri d'argomento e di consiglio 
Egri del tutto e miseri mortali. 
Foccib. HI. 



itade, ^».. a l't a dp^Rp [ ua lezza, Egualità, spi. Lai, aequalii a^. 
"fc^Jra'T-ns C^tfTTffi^ri^TTnnr^o parimente la virtù santo- 
Agostino, disse che ella non è altro eh' una egualità di mente che da 
ogm parte sia conforme alla ragione. Tass Ger. 5. ób. Vario e lo 
stesso error ne' gradi vari , E sol l'egualità giusta e co pan. 

2 — f Prima egualità: Iddio, come quegli che ha tulle perfezioni eguali, 
perchè tutte infinite! Dant. Par. i5. 7* Come la prima Egualità 
v'apparse » (Motti codici^e stampe_anlicJu:-legg.oi.io-Et{(\-ì\r^^) 

Egualmente, E-gnal-mén-te. A**,. Con egualità, A un par, A un 
modo. — Ugualmente, Aguahriente , sm. Lat. _ aequal.ter. Gr. fras, 
hxt' ,Vo». Bocc. Leti. Pin. Ross. 270. In qualunque parte noi an- 
dremo troverremo ec. le stelle egualmente lucere m ogni luogo../* //oc. 
2 233 Ella magrissima ec. , d' oscuri vestimenti, vestita , egualmente 
ogni persona con bieco occhio riguarda. E appressai Tutto l'anno 
egualmente dimora per lei il Sole in Capricorno. Petr. son. 104. E- 
gualmente mi spiace e morte e vita. .... " — *" 

1 — * A parti eguali. Pailad. 3j. La cenere del fieo mischiata con 
urina di biifala°egualmente e colla morchia , e bollite , spargi sul ca- 
mangiare dell' orto. (Pr) 

3 _ « Con sofferenza. Lat. aequo animo. Ftor. Firt. 7 5. La terza 
( fortezza ) si è pazienza a sostenere egualmente ogni assalto d' av- 
versità. (V) „ ., . ...... 

Egumeno * (Eccl.) E-gu-mè-no. Sm. Superiore di religiosi ne mona- 
steri de Greci : dignità che corrisponde a quella del provinciale ne' 

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EGURRI 



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monisteri latini. ( Dal gr. (eumene terra abitala , e vai Superiore de' 

conventi che si trovano in tutta mia contrada. ) (Van) 

Egurri. * (Geog.) E gùr-ri. Ani. popoli Mia Spagna 7arragonese.(G) 

Eh. Interiezione di preghiera o di lamento, [ che fu poco in uso; ma 

chi vorrà potrà servirsene in tulli quegli affetti che può servire il] 

Deli. (V. i princ. delta scienza ctimol.) Teseid. 5. 68. Perchè Penlco 

piangeva doloroso , Dicendo: eh! lassa ornai la vita mia! » l'Hoc. I. 

2. Or che faresti tu, se egli fosse andato più lontano, dove a te non 

fosse lecito l'andare? Eh non si vuol far così. (Altri qui leggonoE'.)(Cir>) 

3 — Talora la diciamo per iiid'gnuzionc. Red. /eli. t. 1 20. Eh che V. 

5. llhistriss. mi dà la burla, È 2, 283. Eh vis, eh via, che l'acqua 
alle donne di parto non là male. 

a — E senza il Che in racconto storico. Vit, S- M. Madd. 16. 
Eh , non pensò, nulla di tutte queste cose, (V) 

3 -*-_ Talora usata nelle inlerrogazioui. Buon- Fier. 3- 2. ■>■]. Tu se' 
ancora a colei eh? » Salvia,. Annoi, ivi: Eh, in certo modo corrispon- 
de al num de' Latini cai /j-uv dc'Grcci,donde.quello è vcnuto.(N) Capr. 
Boti. 3- W cantar del gallo non ha servito stamane a destarli, eh ? (Cin) 

/} — * Talora è interiezione garritiva. Eir. nov. g. Ah Eaura, Laura, 
a questo modo eh ? a questo modo fanno le fanciulle dabbene. 2 (Cin) 

5 — * 7 '«'"/a esprime anche sorpresa mista d'ironia. Eir. Lucid. A. 

6. C. Eh pazzarella , quanto faresti! meglio attendere a filare. Q. Si 
eh ? Oh s' T nou ho aver altro che cotesto, voi potevi far sen?a a ma- 
ritarmi. (C"i) 

6 — * Ad Eh si posposero frequentemente le voci Che, Via, Dio. E. 
§. 2. Eir. Trinuz. 2. 6. Eh Dio ; e' non sarà po' vero. (Cin) 

7 — Talora pronunziata lunga, come se fòsser due E E , e coli' aspi- 
razione , denota mediocrità , e modifica il sentimento. La tal cosa 
come fu buona ! E li ; cioè Cosi cosi , Mediocreincnt'>, Mezzanamente. 
[Ma e voce dui dialogo, e dello slil mezzano od inJimo.~\ /.«£. inedio- 

r. Gr. fiitrtos , fj-irfiui, Cecch. Esali. Cr- 1. 1. Ei h a lui si gran 




P--€ 



cri ter 

cosa è stala fàcile. 

E'H. Lo stesso che Eh, nel significato del §. 3. Lal.hcuì. Gr. F, Bocc, 
nov. 6g. 24. Ehi messere, che è ciò che voi fate? 

3 — Per Ahi. Bui. Inf. 16. (Questo ehi è interjezione , che ,, secondo 
lo gramatico , significa dolore T come Ahi. » ( Qui erra il Buti ; 
che in Danti al luogo comentalo da lui questo ei significa eglino. 
Dani. Inf. iti. Ricominciar, coinè noi ristemmo, ei L' antico verso )(B) 
( L' Oltiino commentatore chiosa a questo passo: Ricominciar, come 
internino, chi ! dimostra il continuare della pena. .. e dice oh' è l'an- 
tico verso loro. Altri dice Ei , elli ricorainciarono.l'antico verso. )(P) 

Ehim£, * Ehi -me. Interiezione. Lo slesso che Oiiué, Ahimè. A'. La Cr. 
scrive Eimè. E. (Cin) 

ìùi. [ E. stne. d] Egli , [è caso l'etto del meno ; ] ma nel plurale non 
ti direbbe Emo , siccoiue da Égli sì dice Eglino. Lai. ille. Gr.tx.uvoi. 
Circ. Geli. 2. 3y. Ei debbe .avere inteso che tu ragioni di lui. ■» EU. 
SS. Pad. ». jì.y. E anch' ei si puose in orazione. (V) 

a — [ Usato ancora nel num, m dei più.] Dani.. Purg. 2. 5o, Ond' ei si 
gittàr tutti in sulla pL*gia , Ed el sci) ^\o , come venne , veloce. 
« E 27. Tali ora vani noi tutti e tre allotta; Io come capra, ed ci 
come pastori. (Cin) 

3 — [Esulo anccra in caso obliquo in Cambio di Gli o Quelli.^". A-] 
'DnmT-iTy.'o'.'-jisV E tu allor gii prega rW quel!' àinor eli ei mena ; 
e quei verranno. « ( Se forse non deve leggersi che i, ) (P) Ca- 
vale. Sloltiz. 278, Lo cuor e gentile, E tratto e vinto dalla cari- 
tade , Che egli è mostra da cui ei nou vuol male (cioè da chi non 
gli vuol male). E iSd. Esto nimico ha tal proprielade, Che s' ei 
va incontra , lice par ti sia ( cioè , se gli vai incontra ). E Med. 
cuor'. -jd.. Ad ogni, mal far l'ira molto vale, Perocché Dio non teme 
e uaiii ei cale- (\ ) Dani. Inf. 10. E s' io fu' innanzi a la risposta mu- 
to , Fate ei saper, che. '1 fé', perch'io pensava Già uell' error che 
m'avete soluto. (C 1 ") 

Eiciìti. " (St. Eecl.) E-i-ec-ti. Eretici del E II. secolo , che professava- 
no Vita iifi'ituslica , e credevano non potersi meglio onorar Dio che 
d a n nando- ( 111 gr. icetes vale abitante , terrazzano. ) (Ber) 

EiDOTEA , * E-i-do-té-a. TV. pr- fi ( Dal gr. ei sempre , e doles datore ; 
Chi sempre dà. ) — Figlia di Proteo. (Mit) 

Eidumama. " (Geog.) E-i-du-mà-ui-a , idumania. Antico fiume dell' isola 
di Albione. (G) 

Eifel. * (Geog.) E-i-fel. Antico paese d 'Ale magna. — Catena di monti 
degli Stati Prussiani, (G) 

EicEB. * (Geog.) E-i-gér. Monte della Svizzera nel Cantone di Beriue^Q) 

Eicilo , * E j-gi-lo. IV. pr. m. Lai. Eigilus, (Dal gr. ait>ilos cprft-io egi- 
tos , od ei>iiops che vien da ex , egos capra , ed ops occhio : Chi ha 
l'occhio di capra. ) (B) >^ 

Eli.. * (Mit,) Idolo d^gii antichi Sassoni in Inghilterra. (Mit) 

Eieapusasie. * (Mit) E-i-l<i-pi-nà*ste. Sopra ni ionie di Giove , onorato 
in CreU^ ci^i^ u jiiidio sjiJj anchclli^J ^iiljiiirZiiapiuasleon yerb. di ila- 
pinazo io banchetto. ) (Mil 

Eilema. * (Med.) E-i-U'-uia. Sm. L^itésso che Ilctua. E. (la gr. ilema 
vale involucro. ) (Aq) -/^ 

Eilemburgo. * (Geog) E iJi*rtMiùr-go. Lo slesso che Ilemburgo, V. (G) 

EiMAiTiDE. * (Mit.) E»*«lua-i-ti-de. z9e« adorala dagli Eimatti, popolo 
della Siria , cnAula ora Diana , ora Eenere , ora Minerva. (Mit) 

Eimakmena .^E-i-uiar-mé-na. SS', pr. f. ( In gr imarmene vai Fato, 
Parca^ r "-^ Figlia di Urano, sorella di Crono. I Greci con questo 
nome indiamo il Destino, (Mit) 

EiMOAtE. * (Mit) E-iiirdà-le, JS'oifie di un potentissimo Dio de' popoli 
celtici. (Mit) 

p.iuLfE iute. Esclamazione [ oggi poco usala, Meglio Ehimé. ] Lo 
Stesso i/jeOimè, [Ahimè. F,] Lai. Iieu, bei mihi.Gr .tu fj.01.Puss.A2 Eiuiè 
lasso i the ora intendo q uello che ec. non intesi. Bocc. f^ù. 2A.. Eimè 
lassa ! ujisw a ed insana Briseida , icousolala > che farai Abbandonata 
io par te si loulaua ; 



EL 

Eimeo. * (Geog.) E-i-mè-o. Una delle isole delta Società. 
EiNARDO,*E-i-nàr-do,Eginardo.iV. pr. m. Lai. Eginardirs^V.ì^t^HTf/o.)^) 
Eiha. * (Mit. Celi.) ìi-ì-ra. Dea protettrice de nudici presso 1 CelilsdMxl) 
Eiiui-ioTE. * (Mit ) Ei-ra-fi-ò-te, Soprannome di Bacco, cucilo netta co- 
scia. (Dal gr. enraphthis cucito.) (Mit) 
Eibeiìk. * (Mit.) E-i-rè-ne. La stessa che Irene o la Pace. (In gr. irene 

pace, da irò io connetto, quasi Unione di animi. ) (MM) 
EiiiENoroKA. * (Mit.) E-i-re-nò-fora-. Soprannome di Minerva , che reca 

la pace. ( Dal gr. irene pace , e phero io porto. ) (Mit) 
Eisach. * (<ìeeg.) E-i-sàch. Fiume dei Tirn (n r i ( C,\- - .^~-~~ 
Eiscadia. * (Geog.) E-i-scà-di-a. Ani. città della Sp. nella Lusitaniaffi) 
Eisenac. * (Geog.) E-i-sc-nàc, Isenec. Nome di un principato e di una 

città nel Gran Durato di Sassonia Weimar. (G) 
Eisenbekca. " (Geog.) Ei->en-bèr-ga.Cù. d'Alemugna nella Sassonia.^) 
EisENBURco. * (Geog) K-i-senJ)ùr-go. Contado dell' Ungheria. (G) 
Eisenstadu. * (Geog.) Ei-sen-slà-di-a. Città dell' Ungheria. (G) 
Eiseteiiie. * (Arche.) E-i-sc-tè-ri-e. Add, e sf. pi. Lo slesso che Iseterie. 

K. (Mit) (Van) 
Eisfelda. * (Geof;.) E i-sfèl-da. Città u* A le magna nella Sassonia. (G) 
Eislera. * (Geog.) E-i-slè-ba. Lo stesso che [gleba. E". (G) 
EisTate. * (Bot.) E-i-stà-te. Sf. E. G. Lai. eystathes. (\òa ey o sia ev 
bene , molto e stalos che sta. ) Genere di piante dnlt otlaudriu mo- 
no^aua, distinto da un calice a cinque figlie e da una corolla con 
cinque petali ohe rinohiudono una bacca uniloculare contenente quattro 
semi- Contiene la sola specie Eystathes sylvestris che abita le alte mon- 
tagne della Cochnichinu'i così chiamalo per la grande durata del 
suo legno. — , EusUte , sin. (Van) (N) ■ 
Eitads, * E-i tà-dc. Sf V. A. (S. e di' Erade, Età. Guitt. Leti. 2 5. 07. 
Libro lo quale T u' e messo innanzi per padri nostri in, nostra prima 
eitade. (V) s 
Eja, È-ja. [ Interiezione di maraviglia o dell' accorgersi.] V.L. \_ed A."\ 
Eia su. Lai. eja. Gr. iìx.. Bocc, nov. 78. 1J. Eja, Calandrino,' che 
vuol dir questo ? •Frane. Sacch, nov. i4G- Eja , questo è pure il più, 
bel frodo che si vedesse -mai. E nov, 2og: Eja, Mazzonc , che vuoj 
dir questo ? 
EjA.*(Mit.)iVo/ne che i Tartari Samofedi danno all'Essere Supremo.CM.it') 
Eiaculatore. * (Anat.) E ja-cu-la-tó-rc. Add. ut. E. L. Aggiunto di 
Condotto: Condotti ejaculatori sono que' due i quali da'te vescichette 
seminali si portane a traverso la postula nell'uretra, ov esj apro no sulle 
parli laterali ed anteriori del vcrumontanum. — , Ejaculatono , IpT, 
Lai- ejaculator. (A. 0,) 
Ejaculatqrio.. (Anat.) Eja-cu-la-tò-riro. Add. m. Lo stesso che Eiacu- 
latore. V. (A) Diconsi Muscoli ejacula|or» quegli stessi che altri chia* 
mano Bulbocavernosi. (A. O.) (N) 
Ejacuiazione , E-ji-cu-la-zió-ne. Sf E. Li. Emissione uscita di un 
Jìuido con qualche fòrza. Lai. ejaculatio. Magai. Leti. Vi sono alcuni 



/-H 



liquori , che a untarne le sosta nze e li 



culazione della facoltà attrattrice. (A) 
a — * (Anat ) Dioesi propriamente dell' emisswnedellg__sperma ; ed e 

L' alto col quale qnesC umore è lanciato fuori dalTuretra. (A. "O.) "" . 
_Pjetto , E -ièt-to. Add. m. E. L. tsp ul so. Caccialo fuori: e s' uxn 
" pure Ifi l'orza dì sosi. , parlando di que' 'ifelìgìosi che san cacciati' 

dell' Ordine come incori • ggibili , che gli antichi dicevano Incacciati. 

( Dal lat. rjectus cacciato. ) (A) 
Eiezione. * (Fisiol.) E -je-/i p-ne. Sf. E. L. Azione che ha per iscopo 

di spingere in fuori zìi escrementi e la urine. Dic.psì qn< b t> />■ jiyiono, 

E. Lai. ejectio, (A. ^0.) ~~ -" " — ' — 

Ejome , * Ejó-n«. N. pr. fi ( Dai gr. aionao o sia eonao io spargo. ) 

— Una delle cinquanta IS'ereidi. (Mit) 
1 — * (Geog.) Ant. cit, dMa Tracia, presso la foce dello Strimoiie. (G) 
Ejoneo, * E-jo-nè-o. /V, pr. m. (V.E/'-ne) — Capitano grecò, ucciso, 

da Ettore. -^ He di Tracia , padre di /leso. — Capitano troiano. 

Ucciso da Pirro. —* Avo d' Issione , dello anche Dejoneo. (Mil) 
Ejonieno. * ( Grog. ) E-jo ni-è-uo. JSome dello Striatone. E. Ejo- 



ó-ne. Sf E~. L. Deplorazione ,- e propriamente 
ale. Lat. ejulatio. Gr. 0A.oa.17-/tos. Tesanr. C'ami. 



JSome dello Strimi 
ne , §. 2. (Van) 

JJioLATij , * E ju-Ià-to. Sm^ JZ^ L. e poel. Pianto c lamoroso, B. Jac. 

^Tò~dr~PMes.lit>. d. Ugni "huon liso da loro è fuggito; T)und' è il ììTÌq 
piaolo con grande ejulato. ( D' indole conforme ad ululato.) (J\) 

EjotfA/.ioiVE , Ejo-'a-zió- 

■'Deplorazione f emulili, 
g. Berg. (Min) 

El. [ Senza segno d' apostrofo è voce tronca d' E"o, a et" Elli,] in vete 
d Egli. [ V. A. ] Lai. ille. Gr. tnìiuos. ( Secondo alcuni de- 
riva da troncamento del lat. ille; secondo il Gigli, dall'art, et spe- 
gnutilo; ma gli Spagnuoli lo tolsero di peso dall'araho. E A 3.) Bocc, 
nov.-ji. /.Se cosi ha disposto Iddio, che io debba alla presente giornala 
colla mia novella dar coininciainento, ed el mi piate. E nov. 72. 1. 
Quando la Reina, a Panfilo voltatasi, sorridendo gì' impose cìi'el segn- 
tasse. Dani. Purg. iy. ny. Spera eccellenza, e sol per questo brama , 
Ch' el sia di sua grandezza in basso inesca Rita. ant. Guid. Cavale. 
60. El fu Amore, che trovando voi , Meco ristette, che venta loutaii' . 
» Gain. leti. iJ. Ao. Acciò eh' el poi luj morda e divori. E appressi : 
Acciò eh' el poi strugga e ancida esso. (V) Ar. Eur. 2. \5. Ch'user 
fa un spiito in forma di valletto, E gli comanda quanto vuol eh' el 
faccia. E 21. St. Dicendo: Ingiustamente è s'el ti grava Ch'io tema 
per costui che ho tanto amato. (P) 

2 — Dopo la vocale , suole anche sopprimersi V E, e scrivesi 'L. Bocc. 
g. 3. n. 7. E non senza grandissima maraviglia di tutti, guatalo e 1 - 
conosciuto fu lungamente, avanti che alcun s'arrischiasse a crodeie 
che 'I fosse desso. Pelr. p. 2. 53. Come morte che 'I fa, così nel 
mondo Sua ventura ha ciascun dal di che nasce. E p. 3, 3. Se paura 
vergogna avvidi che '1 segua. (Cin) EU. SS. Pad. i. 233. Cono- 
scendo, la vii tu di Dio in te, si 'I vogliamoti liberare d'ogni scivi^ 
tudine. ( Cioè : sì e' ti vogliam liberare. ) (V) 



( 



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£e<*« ** <i e* »1 « «y t** /•' c * 



EL 

3 __ * 7Wora «Hc/ie ffnrrt /' apostrofi , formatosi della precedente w« 
e <//Esso w//a jo/« t/àion* /J<wa #. 2. n. 6. Egli fu eliminato ed e 
ancora, sci vive, ArrigheUo._Qjr)ccc.- {-Gin-) " , 

— [ Posto awerb. alla maniera che si fa E' ed Egli , cioè come ] 
Particella riempitiva. Frane. Barò. 1 02. a. El e' è una donna e ha 
nome Onestate. E i5. Ci»' «I non è mica di virtù lo meno , Darsi re- 

l pare die 'I cuore mi si 



ELATERIO 



27 



4 



lolita a'ie articolazioni dette gambe , ed allo sterno, con qualche so- 
miglianza del cervo. (Aq) 

Elafocrafia. * (Zool.) E U-fo-gra-fì a. Sf V. G. Lai. elapnograph^. 
( Da elaphos cervo, e grapho io descrivo.) Descrizione del cervo.{ Aq) 

Elafoneso. * (Geog.) Ela-fo-né-so. Lai. Elaphounesus. Isaia nel mar 
di -Marmont, della anche Proconncso. (G) 



di ciò che mio padre debbe fare. (Cin) E no,: 
3 sto Iddio, clic io debba ec, ed el mi piace.(P) 



fioco, g. 2. n. 6. A cui Giannotto disse 
scinauti ricordandomi d 
17. ». Se osi ba dispo..- 

\ — ' E così anche 1. Guid. Ar. son. Se I si lamenta nuli uoin 
dì ventura- -, A gran ragion ini muovo a lainentanza. (Cui) 
5 — Per Lui. Canale. Ali. Aposl. 4. Come santo, Stefano cominciò a 
riprendere i Giudei ; per la qual cosa eglino el lapidarono. (DtffMo 
alta pag. dv. dice : per la qual cosa Io lapidarono.) (V) 
- Per Ciò. frane. Bari. 20-. 8. Egli ci (lo) face , Perche in me 
tace Conoscenza d' onore. (V) 

- p er 11. ( 1 Francesi ebbero un tempo sì fatlo articolo el , e gli 

Spaenuoli non l'hanno ancora dismesso.) Guiit. leti. 1. Tutto el ben 
lóro non sa lor quasi huono. Vii. S. Gio. Ball. P. N. Che e di 
Zacchcria e della mia suora Elisabetta ? E el fanciullo risponde. E 
altrove: Che ci è la Donna nostra, e Giosef, e 'I Fanciullo, Salt>. 
Avveri. 1. 2. *o. Primieramente el per il -, siccome el qiate, e si- 
mili , si Iruova alcuna volti, ina pur di rado, nel Livio dell' Adna- 
- » ft . E !i. ili 2-2.-2. El per 11 fu anche in uso in quella primiera età. (V) 
Gigi. Foc. Caler. 3o. ~El per II disse con tutu i Toscani, antichi la 
santa ( Caterina J , e tal derivazione fon è già dall' die latino ec. , 
nia dall'articolo el spagnuolo. (N) 

j_' Ed usalo anche dapiù mode.ini.Segr.Fior.Op.inrd.p. 17 .{Londra 
*76o)Sarebbe ncccssarioordinar.>icc.e farvi assai nobili di castella e ville, 
e' quali insieme con el principe tcnesino ec. E p. 33. Non si potessi 
lagunare el consìglio grande, senza dodici de' delti gonf.lonien. (N) 

El. * Lo stesso che Eli. Nome primo d' Iddio. Dani. Par. 2 ì. 164. 
Pria ch'io scendessi all'infernale ambascia , El s' appellava in terra 
il Sommo Bene . . Eli si chiamò poi. ( 'Altri legge Un.) (N) 

ElÀ. * Interiezione di chi chiama. F. e di' Olà. ( Presso gli Ebrei al 
è particella di chi proga ammonisce o proibisce.) (A) (O) 

Ela. * N. pr. in. ( Dall' cbr. eia quercia.) — Re d'Israele, figlio e sue 
cessare di fìaasa. — Figliuolo di Perseo e di Andromeda. (Mit)(Van) 

2 — • (Mit ) Così el i antichi Celli chiamavano la Dia della niorte.'Va n) 

EuTBoRÀlnTT^r-la-bo-rà-re. [ Alt. ] F. E. l'are alcuna cosa con appli- 
eazione e con diligenza. Lai. elaborare. Gr. Uitov.iv. 



Elab.ratezza , E-la bo-ra-tér..z.a. Sf. asl. di Elaborato. V. L. Squisita Elajo.*(Gco^.) E-la-Jo. Monte dell Arcade (Vari) 

diligenza nel comporre. Gor. Long. (A) §"«*■. (Geog.) Edà-li-a Lo stesso che Ach.lia V (G) 

ElabÌTrati'ssimo, E-lUo-ra-tis-si-mo. [Add. /*.] superi di Elaborato Ehm. i\ pr. m. Lai. Adam (Dall cbr. ghue,em Giovane.). 

Salvin, Pros. Tose. 1. 3o1. A questi tre maestri io non posso far di gl'O di Sem , padre de popoli Elamiti o blaautei. (b) (\ an) 
l gravissimo Mansis. della Casa ec, 



Fi- 



meno di non agging leve il gravissimo Monsig.. della Casa ec, che ec. 
nelle rime sue e prose elaboratissime dandosi ce, lasciò bei modelli.» 
Gor. Dif. Alt'. Tose. In una sua elabo.alissimi dissertazione cc.Sal- 
fin. C'is. iS5. Risponde alla prosa che nel sublime genere si maneg- 
gia , in parole e in sentimenti claboralissiina. (N) 

Elvbobato, E-la-bo-rà-to. [Add. ni.] da Elaborare. Lai. elaboratus. Gr. 
ÌA%ovn^iU. Viv. Prop. io3. E con questa (ìnir di pubblicare il ri- 
manente delle sue più clahorate fatiche. 

Elaborazioiìe. * (Fisiol.) E la-ho-ra-ziò-ne. Sf. V.L. Azione colla quale 
gli esseri viventi imprimono ale sostanze esterne ed anche ai mate- 
riali ritratti dal Imo. interno , modificazioni che li rende atti a falere 
agli usi che la natura loro assegna. Lai. elaborai io. (A. O.) 

Elao. * N. pr. m (lu cbr. e/g/aW, da e/lddio e ghttad eternità; Eter- 
nità di Dio,) (B) 

Elada , * È la-da. N. pr. m. Lai. Elada. ( In cbr. elghuaduh da el 
Iddio , e ghuadah decorare : Decoro di Dio. ) (B) 

ElafÀ. (Mu's.) E-la-fà. Sin. Nome dato ali' Elamì bemolle. (B) 

Eiafebolig. * (Arche.) E-la-fe-bò-li-e. Add. e sf. pi. Lo stesso che Ela- 
fobolie. F~. (Van) 

Elafebolione. * (Arche.) E-la-fc-bo-lió-ne. Sm. V. G. Lo stesso che 
Elafobulione. V. Salvia. Cas. j8. Le Dionisie ec. nel mese Elafebo- 
lione , o mese della caccia do' cervi ec. (N) 

Elafiea. * (Mit.) Ela-fi-è-a. Soprannome di Diana, cacciatrice di 
cervi. (Dal gr. elaphos cervo.) (Mit) 

Elafione, * E-la-fi-ó-ne. iV. pr. f (Dal gr. elaphi m corno o carne di 
cervo.) — Donna di Elide, nutrice di Diana. (Mit) 

Elafite. * (Geog.)E-la-fi te. Lrtt.ElaphitcsT/We sulla costa dell' Illirio.(G) 

Elafo. * (Geox.) E-la-lò. Lat. Elaphum. Fiume del Peloponneso nel- 
l' Arcadia. (G) 

Ei.afoiìolie. * (Arche.) Eia fo-bò-li-e. Add- e sf. pi. Feste in onore di 
Diana. — , Elafébolie , sin. ( Da elaphos cervo, e Iole getto, per- 
chè olfcrivasi alla dea una focaccia fatta a loggia di una cerva.) (Aq) 

Elafobolio. * (Arche.) E la-fo-bò-li-o. Sm. V. G- Lo slesso che Elafo- 
bolione. V . (Van) 

Elafouolione. * (Arche.) E-Ia-fo-bo-li-ó-ne. Sm. V. G. Decimo mese 
attico che corrisponde al nostro marzo , cosi detto perchè la esso 
bfferivasi un cervo a Diana cacciatrice de' cervi. — , Elafobolio, Ela- 
febolione, sin. (V. Elafobolie.) (Aq) 

Elafobosco. (Bot.) E-la-fo-bó sco. Sin. V. G. Lat. claphobo.cum. (Da 
elaphos cervo , e bosco io pasco.) Antico nome della pastinaca sal- 
valica a foglie glandi , desunto dalla credenza che i cervi ne man- 






'i5o' 6. E sono alquanti eh' a man eh' el s. dica. » Elafrh. (Zool.)E-là fri-i. Sf.pl. V. G. Lat. claphrii. ( Da ef.aphros 

__ . ?. ■ _1 _ ti ._„ >,-, I ni 'i,-. 1 In ^ .C / * ri rìi 1 ti et ttn si* intatti t»aìr\i>è (A iti 



agile.) Suddivisione d'insetti veloci. (Aq) 

Ecafro. * (Zool ) È latro. Sm, V. G. I^at. claphrus. (Da elaphros 
agile.) Genere d'insetti della prima sezione dell' aldine de' coleotteri, 
e della famiglia degli scarafaggi di L,atreille, i quali veggonsi cor- 
rere velicissimi sulla sabbia in riva delle acque. Si è anche detto da 
alcuno che una delle sue specie senza nuotare corre sott'acqua. Hanno 
il corsaletto quasi quadralo , il libro a semicerchio ed 1 palpi labiali 
teiminati da un articolo proporzionatamente più eorto e più grosso 
che nelle altre specie. (Aq) (N) 

Elagabalo. * (Mit.Sir.) E-la-gà-ba-lo. Divinità di Emesa, forse il Sole, 
che sotto il regno di Elingabalo fu la sola divinità d.-' Romani. Dello 
anche Eliogabalo. f. (In ebr. ci vale Iddio, e gabal limitare; porr* 
i termini.- e quindi elagabalo è lo stesso che lo Iddio de' conlini. V. 
Eligabalo.) (Mit) 

Eulcada-.-* (Geogr)"E-la--gà-da , Elgonda. .Catena di monti dett Indu- 
stan inglese. (G) 

Ei-aioe. * (Bot) E-là-i-de. Sf. r. G. Lat. claeis. (Da elais , idos , 
ovvero eies , idos oliva. ) Genere di piante della Guinea, della ino- 
noecia csaudria, famiglia delle palme , con fiori immersi ned? fos- 
sette del regi-ne ; il calice e la corolla di tre pezzi , i filamenti can- 
nali , e per frutto una noce ovale, dalla quale si estrae un oliu smute 
a quello delle o'ive , buono per condire gli alimenti , ,per la medi- 
cina e per bruciare. (Aq) (N) 

Elaioe. * N. pr. f. (V. Eliade, sf) — Una delle figlie di Anin.(M\l) 

Elaina. * (Chini.) bMa-ì-na. Sf. F. G. Lat. elaina, ( Da vleon olio; 
onde elaiuos o sia elenos olioso.) Sostanza jluida , più leggiera del- 
l' acqua, quasi inodorifera, senza colore, o d'una tinta citrina , vo- 
lubile iteli' alcool ec. che si ottiene trattando il grasso di ni file 
colt'alcool; cos'i delta perchè ha l'apparenza d'un olio vegetabile. — , 
Oleina, sin, (Aq) (A. O.) 

Elaira, * E la-ì-ra. N. pr. m. Lat. Elaira. (Dal gr. elea oh?« , ed 
ireo io parlo,- Chi parla delle olive. ) (B) 

Elais. * (Geog.) E la-is. Antica città della Fenicia. (G) 

Elaitico. * (Geog.) E-la-ì-ti-co. Lat. Sinus Elaiticus. Golfo del Medi- 
terraneo, che faceva parte del golfo di Adramdi. (Van) 



v. 



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Elamì. (Mus.) Elami. Sm. Quinta voce dell' alfabeto musicale. (B) 

Elamita, * E-la-mi ta. Add.pr.com. Disceso da Elara, figlio di Sem.(&) 

Elamitei. * (Geog.) Ivla-ini-tè-i. *Ant. popoli deb' Asia sul Tigri. (G) 

Elano , * E-là-110. iV. pr. m. Lai. H'ianus. ( In ebr. hclam , da hhajl 
virtù, robustezza, fortezza, ed am madre: Fortezza della madre.) (li) 

Elaolito.*(Mìii.)E la-o-li lo. Sm.F. G.£«r.elaolilhe..(Da eteou obo,e lit/ios 
pietra.) Minerale che ha pres,o un tal nome dal suo oòtor a 'olio. (Aq) 

Elara , * E-là-ra. iV. pr. f. (In ebr. vale monte di Dio; da el Iddio 
e hall monte. In gr. poi significa danno provenuto da maledizione 
alle olive ; poiché el:a vale oliva , e ara danno per maledizione.) — 
Figlia di Orcomeno e madre del gigante Tizio. (Mit) 

Elargire, E-lar-gì-re. Alt. F. L Donar largamente , Usare liberalità, 
ed anche semplicemente Dare in dono. Lat. elargiri. Gr. x.a.r cf^a-pi- 
^so-Sai. Fag. Com. Abboire per avarizia intìn la liberalità elargita 
da altri nel proprio figliuolo. (A) 

Elargito , * E-lar-gì-to. Add. m. da Elargire. F. (A) 

Elasa , * E-là-sa. ZV. pr. m. Lat- Elasi. ( In cbr. elghuasah da el 
Iddio, e ghuasah fare: Fattura di Dio.) (B) 

Elaso ,* È-la-so. iV. pr. in. (Dal gr. elasis agitazione.) — Capitano 
trojuno , ucciso da Patroclo. (Mit) 

2 — * (Geog.) Lat. Elasus. Fiume dell' Asia Minore nella Bitinia. (G) 

Elasticità , E-la-sti-ci-tà. Sf. Proprietà di certi corpi , per la quale 
fanno essi ritorno ad un volume e ad una forma determinata, quando 
cessano d'essere tesi o compressi. Lat. elasticitas. Cocch. Disc. L'e- 
lasticità dell'aria ec. (A) (A. O.) 

Elastico, E-là-sti-co. Add. m. Agg. di corpo eh' è dolalo di elasticità. 
F. Lai elastìcus. Gr. sXacnxos. 

2 — * (Bot.) Gomma elastica: Produzione vegetale gommo resinosa, la 
qu de dopo la diseccazioue conserva una grande etaslicilà , congiun- 
ta alla duttilità. (A) 

Elate. * (Bot.) E late. Sf. V. G. Lat. e late. ( In gr. elate vale asta, 
é »/)a«/ie~ùTia~Tp"ec^T~cri's^^à^t r d"Trmbe"mJrr- voci allusive alla for- 
ma de' grappoli. ) Con questo nome s'indicava presso gli antichi 
i invoglio membranoso che ricopre il grappolo dei fiori femminei della 
Phoenix dactjlifera ; invoglio dello da' botanici Spata. (Aq) 

2 — * Genere di piante dell' esandria monoginia , famiglia delle pal- 
me , con i fiori androgini muniti di doppia spala , la corolla tri- 
petala , e la drupa solcala , che comprendi una sola specie, la elate 
silvestris Liti. (Aq) (N) 

Elatea. * (Geog.) E-la-tè-a. Città della Grecia nella Foci.de.— Monte 
della Livadia. (G) 
glasserò, per guarire dal morso delle bestie velenose. Pastinaca syl- Elateo, * E-la-tè-o. N. pr. m. (Dal gr. elate asta.)— Nome patronimico 
vestris Lin. (Àq) (N) di Ceneo , figliuolo di Flato. (Mit) 

Elafocamelo. * (Zool.) E-la-fo-ca-mè-lo. Sm. V. G. Lat. Elaphoca- Elatere. ? (Bot.) E-la-tè re. Sm. F. G. Lat el.iter.(Da elater agitatore.) 
melos, Camelus lama Lin. (Da elaphos cervo, e cametos cammello.) Piccola membrana elastica, da taluni chiamala Catenella, che unisce 
Utilissimo quadrupede dell'America, che forma un genere nella se- il seme al ricettacolo e lo slancia con impelo. (Aq) 
coada sezione dell' ordine de' ruminanti; il quale non è diverso dal Elaterio. (Bot.) E-la-tè-n-o. Sm. F. G. Lai. el.iteruira, momordica 
cammello se non per la privazione della gobba sul dosso, e delle cai- elukrion. (Da elater agitatore.) Specie di pianta del genere momorujca, 



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28 

famiglia delle cucurbilacee , volgari ne ni e detta Cocomero salvai ico. Co- 

V piiirrn asinin o. Poponcino salvatici) , Scbiùclto , ha i frulli ispidi, 1 
quoti' giunti a maturila, toccati appena slanciano] pel fòro che la- 
sciano nello staccarsi i loro semi, i umor viscoso in cui sono anne- 
gali. Questo umore 'svaporato siiio alla siccità somministra un purgante 
violentissimo , che però oggi quasi più non si adopera. (Aq) (IN) 
a _ (fami.) [ Nome' anche del detto] Sugo. — , Alaterni, sin. Lai. 
elateri um. Or. ÌKa.riipiov. Lib- cui: malati. Violenta medicina si e lo 
elaterio, liicett. Fior. 36. L'elaterio è il sugo cavato del frutto del Co- 
comero salvalico, detto asinino , pianta notissima. E altrove : Del co- 
comero asinino l'elaterio si cava in questo modo. • 17 1 • 
3 _ (Fis) Dicesi da' fisici quella proprietà delle minime particelle de 
corpi, per'la quale (iella che sia la forza che i detti còrpi piegava, 
o modificava la figura lorojciascuna di esse ripiglia il sito primiero. (\ì) 

Elatero. * (Zool.)Ela-tè-ro. Sin. V. G. Lat. elatcfr, (Da eìateon veri), di 
elao io agito.) Genere d' insetti della prima sezione dell'ordine de'co- 
leottcri,e della famiglia degli slernossi ,così denominati dal salto che 
fanno quando , rovesciati sul dorso, si rimettono sitile loro zawpe.(Aq) 

Elaterometro. * (Fis.) E-la-tc-rò-me-tro. Sin. V. G.£a/.. clateromctrum. 
(Da elater agitatore, e metron misura.) Strumento per misurare in 

_modo npjyrn ssimativo il gty tjo di densità o di. rarefazione dell' aria 
coiiìènula iiel~iécipiente dè71a~7nacchina pneumatica. (Aq) 

Elatii. * (Geog.) Città dell' Idumea sulle rive del Mar Rosso. (G) 

Elatin a.. * (Bot.) E-la-ti-nà. Sf V. G. Lat. elatina. (Da elatc abete ) 
Genere di piante a fiori polipetali dell' oltandria lelraginia , famiglia 
delle cario fillee , che nel fogliame si rassomigliano all' abete. Hanno 
il calice diviso in^-4 parli ed una capsola fhculare polisperma.(Aq) (N) 

Elatino. * (Fallii.) E-la-lì-no. Sin. Specie' d' unguento doglio spremuto 
da' gusci de' datteri. (V. elate.) (Van) 

Elatio. * (Geog.) E-là-ti-o. Ani. cit. della Palestina nella Decapali. (G) 

Elatissimo, E-la-tìs-si-mo. [ Add. «.] superi, di Elato. V. L- Lat. eia- 
tissjmus. Gr- vfffpi?<pai<sVr<*T03. Guicc. Star. 18- g5. Commosso quel 
Cardinale elatissimo e ventosissimo per natura, ajulù prontamente la 

- sua liberazione: 

Elato, E-là-to. Add. m.V .L.Sollevalo, Innalzalo. Lat. clatus. Gr. ywpó?. 

2 _ iPermetaf. Nobile, Generoso.] Agn. Pandi ^/.Mettono l'animo 
in cotal pensieruzzi casalinghi e femminili , non hanno il cuore uia- 



ELEFANTE 






misurare la forza d' attrazione e di mutazione delle sdisse di tre - 
munto. ( Dal gr. helcysinos l'atto del liane, la violenza ? è inetron 
»llllSHT.V ) (\ ' 






7* 



- 



Elci, * Elei. JV. pr. m. (In ebr. helqui da hcleq benignità, mansuetudi- 
ne.) — ■ Lo stesso che Elcia. V. (I3) 
2 — * (Geog.) Aulica contea del gran Ducato di Toscana. (G) 
Elcia , * El-ci-a, Elei, Elee. JV. pr. in. Lai. Helcia , Helcias, Helci , 
Hclec. (Dall' ebr. heleq parte, possesso, e jah Signore: Parte, Posses- 
so del Signore.-) — Sommo sacerdote degli Ebrei sotto il 
Giosia. (B) (Van) 

Elciario , El-ci-à-ri-o- Sm. Colui che liralalzaja. ( Dal gr 
traggo. ) Salviti. Annoi. Fier. Buon. 3. 
quasi da un latino greco helciare. E elciarii si dicono- qi 
tirano 1' alzajo , quando si va nel fiume conlr' acqua. (Min) (N) 

Elcidmo. (Chir.) El-ci-dri-o. Sm. V. G. Lat. helcidrium. ( Da helcy- 
drion ulceretta.) E una specie d' elcoina , od ulcere della cornea , 
così chiamalo perchè è. mollo superficiale. (Aq) 

Elcina. (Bot.) El-cì-na. Sf. Lo stesso che Elee, ovvero Specie di Elee. 
Leccio. Sannaz.Arc.Pros. /f. E quivi a pie di un'altissima elcina ne 
ponemmo senza ordine alcuno a sedere. (A) (ti) 

Elcisma. * (Chini.) El-cì-sma. Sf. V. G: Lai. helcisma. Gr. 'ù.y.vcr/iae. 
(Da helceo io tiro.) Scoria esimila dalla depurazione dell'ai genio. (Aq) 

Elcistro.* (Chir.) El-ci-sìro. Sm. V. G. Lat. halcister. Gr.i\x.virrrip. (Da 
hclcysteon verb. di heleyo io tiro.) Strumento o Uncino con cui gli 
antichi esimevano il foia tfd tpiinmnteriio. (Aip)^-' ■ "** 

Elcolocia.- * (Chir.) El-co^ó^gì-a.^. V. ~~G. Lai. hefcologia. (Da hel- 
cos ulcere, *e l"gas discorso.) Trattato su/te ulceri. (Aq) 

Elcoima. (Chir.) El-cò-ma. iSV/z. V. G. Lai. hclcoma. Gr. ìkki^x. ( Da 
■helcos ferita.) Specie di ottalmia cagionala da un ulcere delle pu- 
pille. (Aq) 

Elconide, * El-cò-ni-de. N-pr. f. LatMcìiorìiàes. (Dal gr. heleades pie- 
no di ulcere. ) (B) 

Elcosi.* (Chir.) Él-co-si. Sf. V. G. Lat. helcosis. Gr. tkumti. (Da hel- 
cos ulcera. ) Malattia in cui qualche parte del corpo è in pari tem- 
po attaccata da ulcere e -da caiie.(Aq) 

Elcosserosi. * (Chir.) El-cos-sè-rosi. Sf. V. G. Lat. hecoxerosis. (Da 
helcos ulcera, e xeros secco.) Dicesi così l'asciugarsi di un ulcera. (Aq) 

Elctico. * (Mcd.) Èl-cti-co. Add. m. V. G. Lai. hclcticus. (Da heleyo 






sebiò , ne elato. 
3 - Altiero, [Borioso, Gonfio.] Vii. SS. Pad. 1. 2 7 5. Più piacciono io attirò/) Eo stesso che Epispatieo. V. (A 0.) 

% Dio i peccatori umiliati , che i giusti superbi ed elati. Electiu. « (Geog.) E-lc-clra. Antica citta del Pfp^o.JG) 

Elato. » N. pr. m. Lat. Elatus. (Dal gr. elelos duttile.) - Figliò di Elda. * (Geog.) Él-da. Fiume della Spagna. - dell Alemagna. (G) 

Arcade e Ji Erato, fondatore di E talea. - Uno de' proci di Peneto- Eldaa , * El da-a. JV. pr. m. Lat. Eldaa. ( Dall ebr. el Iddio, e deghua 

pe , ucciso daEumeo. - Padre di Ceneo, ec. (Mit) ' scienza ,, cognizione -, Cognizione di Dio. )(B) . 

Elatreo, * E-la-trèo. JV. pr. m.(Dal gr. elater conduttore di cocchio.) Eldad, * El-dad. N. pr. m. Lai. Eldad. (Dall ebr. el Iddio , e dod ca- 

— Giovane few -e, vincitore della corsa ne' giuochi di Alcinoo. (Mit) rot Caro a Dio.) (B) _ 

Elatria. * (Geog.) E-la-tri-a. Antica cit. della Grecia nella Tesprozìa, Ei.dafagm. * (Geog.) El-da-fa-gni.^. alta della Grecia neU Epiro jG) 

17 » (Geog.) Él-dàma. sAnt. citta dell' Indie di la del Gange. (G) 






ro: 
Ei.dafagm. 
El'Óasa. * (Geog.) 

Eldena. * (Geog.) El-dè-na. Città della Bassa Alemagna. (G) 
Eldimeeni.* (Geog.) El-di-me-é-ni. A 'nt* popoli dell'Asia nella Susiana.(G) 
Ele. * (Geog.) É le. Fiume della Nuova Granata. (G) 
Elea^* (Geog.) E-Jè-a. Lat. Elaea. A mica città dell' Asia minore nelVE- 

olide'. -—«. della Fenicia. — dell' isola di Creta.— della Tracia. — della 

B ili/iia ,- della Beozia , della Campania^ ee. — Antica isola della 

Proponlide. (G)" - — ~~.- -■ 
2 — * (Mit.) Soprannome di Diana. — di Minerva. (Mit) 

(Da elea oliva , 
tetrandria 



oggi Aita. CG) e ,■ 

Ela/.ione , E-la-zi-ó-ne. [Sf] V. L. Gonfiamento d' animo , Superbia. 

Lat. elatio. Gr. t*xp<ris r-/is ^vxie. Maeslruzz. 2. 2. Contenzione , 
Inganno, maligniate , susurrazione , detrazione, contumelia, superbia, 

dazione, disubbidienza, insipienza. Coli. Ab. Isaac. 18. Altri sono, 

che fanno una orazione per Ire ore , avendo la mente svcgliata^sanza 

violenza ed dazione di cogitazioni , prostrati in terra. E 20. Per la 

quale fede esso rinunzia ogni ciazione clic 1 potesse levare contro alla 

EL^A |1 * a fG'S.rÈ]-ba. Lat. Albis. Fiume dell' Alemagna che si getta ÉLEAC K o\ V (Bo't.) Éle-à-gno. Sm V.G. Lat. elaeagnus. (Da 

nel mare del Nord — Lat. Helhe. Piccolo fiume d' Alemagna che onde elainos pertinente ad oliva. ) Genere di piante della 

si unisce all' Unstrut. - Lat. Uva. Isola del Mediterraneo sulla costa monogitiib, famiglia delle eleagnoidi di Jussieu , caratterizzate da un 

dÀìa Toscana , alla quale oggi appartiene. (G) calice qualrfido* che nella- base ha attaccati 1 stami , da ima drupa 

El-bà-no. Add. nr. m. Lo stesso che Elbate. V. (Van) con un nocciuolo, e da foghe bianchicci ? La Elaecagnus angustilo ha 

Flhassan * (Geog.) El-bas san. Lo slesso che Albasano. V. (G) Lin. chiamasi volgarmente in Francia Olivier de Boème, ed in Italia 

Flbate * El-bà-te Add. pr, in. Dell' Elba. - , Elbano , sin. (B) Elegano, Olivagno e volgarmente Leaguo. (Aq)(N) ........ 

KSin'A.^èog.JErWel-dalErvclferd. Città dégliStàliPrussianV(G) Eleao N o,d,.* (Boti) E le-aguo-.-di. Add. e sf pi. b amigha di piante di 
Flhinga. * (Geog.) El-bìn-ga. Città delta Prussia occidentale. (G) cui l'eleagno e il tipo. (A g) , . .„ 

' ox Eleale.* (Gcog.)E-le-à-le.^tiif.ei«.rfcWfl Palestina nella! riha diRuben.(U) 
Ele-a nà-no. JV. pr. m. Lai Elehanan. ( Dall' ebr. el Id- 
dio, ed anan piangere, esser tristo: Tristo, Piangente innanzi a Dio.)(IJ) 
.) E-le-ar-chì-a. Sf. Cantone del Basso Egitto, lungo 



% 



Elrako 



Elbikc.erode. * (Geog ) El-bin-ge-rò-de. Cina del Regno d'Annnver.{V,) 

Elbri'z. * (Geog.) La più alla montagna della catena del Caucaso. (G) Eleanano , 

Elbckgo , * El-bùn-go. JV. pr. m. Lat. Helbungus. (Dal ted. held bewe 



gung movimento di eroe, piuttosto da helle bank scanno lumino- Eleabciiia. ((jeog.j li- 
so.- Chi ha degli eroici movimenti, o è degno di un posto luminoso.) (B) 1/ Mediterraneo. (G) 
.Ber.Go. * (Geog.) El-bùr-go. Lat. Elburgum. Piccola città de' Paesi Eleatico , * E-le-à-ti-c< 
''«'■' 11 ^>.._u_-_ m\ FrpiTirn. * (Ap".Ì Sii, 



El 

Bassi nella Giieldria. (ti) 
Elca. * (Geog.) EI-ca. Lat. Illici. Città e lago dalla Spagna. (G) 
Elcana, * El-cà-na. JV. pr- m. Lai. Elcana. (Dall' ebr. el Iddio, e qin- 
iati possesso: Possesso di Dio.) — Marito di Anna e padre del pro- 
feta Samuele. (B) (Mit) 
Elcatif. * (Geog.) Éhca-tìf, Città dell' Arabia Felice. (G) 
,K, rE . (R^-iÈI-rp rSffpnet Alloro ehiaiiffiferc 1. Lo stesso c/iel Leccio.. 
^TlmiTiIcx. GrT'ifpìvoi- (E sinc. di Elice. V.) Pelr. son i5g. L'er- 
bettaverde, e i fior di color mille, Sparsi sotto quell'elee antiqua e 
negra. Alam. Colt. 4.83. E ben sovente danno Nella scorza dell'elee 
al regno loro L'api il gran seggio. Cas. son. 40. Qual dura quercia in 
selva antica , od elee Frondosa in alto monlc, ad amar fora. E 52. Or 
pompa ed ostro, ed or fontana ed elee Cercando. 
Elcea , * El-cè-a. JV. pr. f Lat. Elcea. (Dal gr. helceo io traggo , io 

lacero , ovvero da alceis forte , prode.) (B) 
Elcesai * El-ce-sà-i. JV. pr. m. (In ebr. elqosci da el Iddio, e qescif a- 

sprezzaì Asprezza di Dio.) — Giudeo, capo degli Elcesaili.(Van) 
Elcesaiti. * (St. Eeel) El-ce-sa-ì-ti. Eretici del secondo secolo , che 
si videro ne//' Arabia e nelle vicinanze della Palestina , seguaci di 
Elcesai, che ammettendo parte dell' antico e parte del nuovo Testa- 
mento , fece un mista di eresia , eh' ebbe poca durata. (Ber) 
Elcesi. * (Geog) El-cè-si. Piccola cit. della Palestina nella Galilea.(G) 
ElchÌkgen * (Geog.) El-chìu-gcn. Cittòt della Baviera. (G) 
Eloiismometro. * (Fis.) El-chi sraò-me-tio. Sm. f- G. Macchina per 



., Eleate, Eleo. Add. pr. m. Di Elea. (Van) 
lfatko. * (Ag".) Sin. Lo stesso che Aleatico. V. Tariffi. Tose. (N) 
Eleazaro, * E-le-à-za-ro. JV. pr. in. Eleazar , Eleazarus. ( Dall' ebr. el 
Iddio, e ghuazar ajutare: Ajuto di Dio.)— Figlio e. successore di A* 
ronne.— Figlio di Aad , valoroso guerriero israelita al tempo di Di- 
vide.— Figlio di Onici , fratello e successore di Simone il giusto nel 
supremo sacerdozio degli Ebrei. — Ultimo figlio di Malatia Mac- 
cabeo ec. (B) (Van) , •■_ . 
Elec * E-lec. JV. pr. m. Lo stesso che Elei. K . (B) 
Eled' * È-led. JV. pr. m. Lai. Hcled. (Dall'ebr. Tiheted Mondo.) (B) 
Eledoni. * (Zool.) E-le-dó-ni. Sm. pi. F. G. Lat. Eledona. ( Da eledone 
specie di polipo.) Nuovo genere d'insetti dell'ordine de' coleotteri, 
famiglia de' diaperili, che 'sono forniti di antenne polipi formi, 
'trass,ro il nome. Vivono ne'fimgki, specialmente ne boleti , 
che il loro genere è detto Boletopliagus. (Aq) _ 
Elefan-gino. (Farm.) E-le-fan-gì-no. Add. m. Aggiunto di pi 

comunemente dette Alefanginc. V. Ricell. Fior. Ani. (A) 
Elefanta. * (Geog.) Elcfàn-ta. Isola dell' Indnstan incese. (G) 
ElefAntaria. * (Geog.)-Ele-fan-tà-ri-a.^«/Jcac«t«rfeW , ^/;-icaHe«a Ma- 

*{££&) E-le-fàn-te. Sf* V. G. (Da hele splendor del sole, 
f ephao io biancheggio. ) Nome che presso Omero indica sempie 
l'avorio, cliè assai candido e lucente. — , Elefante, fin. Lai. elur. 
Gr. m«*-Bocc. Le.lt. Pr. SS. Ap. 202. v. ai. A quelli che in quel- 
la casa reale entravano, tessuta di travi orateyeopertà di biauco eie 



donde, 
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ELEFANTESCO 

Urite. (V)E Bernardo Tasso, Amadigi , e. 6 : Era. la barca spaziosa e 

j rv ninno testa e di bianco elefante. (IVI; . ,. 

tm aniLle umifero, ci, .forme colossi, deU'^r^aduder^. 
La sua altezza giunge fino a ,4 piedi \ U J' n ^~? 01 " id a , ove 
sene. Abita ne' luoghi ombrosi e ne' boschi <£%wm***r£ , 
trovasi in truppe di ,00 sino a 1000 ; si .«»«* dxjn V 
te , e sopralutto di cocco e di palme; e S*"f«™ e labTvaida; si 

T*rTrinJt V]h Pare essere un fin me, acciocché cosi io dica, piano 

e hvis^ e si^ò £&s# e ^LV,r$ E, 

nusti e da elefanti JL •£ e P™ p £ - corae si suo i destriero. 

S T- 0„*«/^ ^''Fa^u^^ann elefante [=J P UrS r a »ca S o 

tei. volgarmente cosi chiamato a cagione delta .forma del suo 
nusosinule alla proboscide dell'elefante. Lnt. centnscus scolops.(Aq) 
nm l°"'hicesi Elefante di mare , per la sua grande statura quel 
auadmpede del genere morse, dell'ordine degli anfibi, che vive nel 
Zoe del Nord, ed ha , come l'elefante, due grandi denti di avorio, 
e "Zi Ila forma della lesta, ma è sprovveduto di proboscide ; impro- 
priZente chiamato anche Vacca marina e Cavallo di mare. (Aq) 

a P l "(QoL) Genere di piante da Tournefòrt stabilito, della didinama 
an-iospermia, famiglia delle Rinanloidi , cui si riferiscono »ZRInnan- 
U^setphasLin. esulti i Rinanli , il labbro supenore della cm co- 
i-olla è allungalo e cwvo a foggia di una proboscide. (Aq) W 

3 _ * (GeosJ L'Elefante. Filimeli Governo del Capo di Buona- 
Speranza.-^ degli Elefanti. Bafa nella Guinea inferiore, sulla 
costa, orientale dell' isola Kiuk. (fi) ' 

Elefantesco, E-le-fan-té-sco. Add. p». Ciò che e simile ali elefante! 
Lai. clepbantinus. Gr. ^<^r,*o' s . Jofrzn. Pro*. Tose. 2.101. Eu- 
ripide allbllò una mano di dizioni, incominciatiti tutte da b , ctie 
facevano un nojoso fischio agli- orecchi come delle zanzare che ron- 
zano , e si servono , come di sordino , d! quella loro m p.ccolo ele- 

E^T^So-lés-sa. Sfidi Elefante - , Liofantessa , Lionfan- 
E Z s :,st.ìat el P U a s femina. Gr. * fc*«. ZibaldjAndr. Per; sapere 

se le elefantesse abbiano i denti grandi come gli elefanti maschi. 
Elefanti, * E-le-fàn-ti. iV. pr./ Lai. Elephanlis. (Dal gr rfeeo 10 ho 

misericòrdia, e phantos visibile: Visibilmente misericordioso. ) (B) 
E^faktuco. (Mei.) E-le-fan-ti-a-co. Add. m. Che tiene della natura 

dell' elefantiasi , o che è prodotto da essa- Cocch. Bagn. Le orride 

macchie elefantiache. (A) ' 

T- Colui che è infetto d'elefantiasi. Cordi. Vii. Tilt. Alcuni 

elefantiaci, ri quali essendo stati per timore del contagio ec. trasportati 

da' loro congiunti ne' monti , ce. (A) ',',!, vt\r™\ 

*-mx*± uLge;di versi las civi, così detti dal poeta Elcfantidc. V.(\ an) 
-AKTiASi7(Mcd ) E-le-lari-t! a s" Sf fremmasia cronica de, 



ELEGANZE! 



2 9 



' " ' ' 

«etfa ouo/e 9rt «fcWene </hw , tumefatta, inegualmente squamosa 

corrugata, e termina spesso coti ulcerarsi; attacca specialmente le gambe 

ed i lied,. Così della perla rassomiglianza che si credette trovarvi tra 

' la pelle, ammalala e quella dell' elefante.} - , Elefanzia , Elefantiasi , 
sin Da. elephantiasis. Gr. Ikfyuriur*. Cocch. Kit. Asci Atenodoro 
ci assicura, che per la prima volta comparvero al tempo d Asclepiade 
V elefantiasi ec. e l' idrofobia. (A) (N) 

F.efantide, * E-le-fàn-ti-dc. N. pr. m. (Dal gr. elephas, antos elefan- 
te ed idos somiglianza : Simile all'elefante. ) — Poeta lascivissimo , 
- -d a ri ti r ™"" - " im « e l'ama i versi ele f antiaci. (Van) 
iiu^iji.^rr ^ Sposa di Dando. (Mie; 

Vipfaktik'a. *'(Gcoc.) E-lc-fan-ti-na. Isola del Nilo nell'Alto Egillo.fi) 

Elefantino", E-lc-fan-ti-no. Add. m. D'elefante. Lat. elcphantinus. Gr. 

J-aleà) '{Lo stesso che Elefantiaco. FI] *fc SS. Pad. 1. HI. 
Trovoe nella piazza giacere un lebbroso si pieno di lebbra elefantina, 
ch'avea già perdute le mani e i piedi. Dtat. S. Greg. 2. 25. Incorse 
egli nell' infermità del morbo elefantino. 
Ei .vanto E-le-fàn-to. èVm. A/lo per la lima nel primo sign. di ele- 
fante K. Sannazz. Egl-11- Ben può quel nitid' uscio d'clclanto Man- 
darmi in sogno il volto e la favella : Ricominciate , o Muse, il vostro 

Fl'Èfantofagi. * (Geog.) E-le-fan-tò-fa-gi.to stesso che Elefantomachi. (G) 

Ele-antoide. * (Bot.) E-le-fan-tò-i-de. Sf. K. G. Lat. elephantoide.(Da 
elephas elefante , ed idos somiglianza.) Specie di piante distinte da 
un corno gracile e curvo , che lei-mina con una piccola lama ovale, 
e efie a guisa di proboscide parte dal labbro superiore della corotla.(Aq) 

Elefantomachi. * (Geog.) E-le-fan-tò-ma-chi, Elefantofagi, Asachei. Na- 
" zione di Etiopi cacciatori di elefanti. (G) 

Eleiantopo. • (Boi.) E-le-fàn-to-po Sm. V. G. Lai. elephantopus (Da 
elephas elefante, e pus, podos piede.) Genere di piante, esotiche, della 
sinsenesia asgregala , distinto da un antodio di tre fogholine e dai 
calici parziali cm, quattro foglie, da un pappo con cinque reste ed un ri- 
cenacolo nudo; così denominate dalla firma delle fughe di una delle 
sue specie , le quali hanno qualche somtgliaaza col piede d un eie- 

-■_ *'fMed) Ehfanliasi che attacca le estremità inferiori. (Aq) 
E,.e F anzu (Mcdf E-.,fan.3Ì.a [Sf K. A. K e di' Hrfrtta ° ] 
Elefauziasi. Ko!g. Ras. Di ciò avviene spense volte varici ed clefan- 



zìa. M. Aldobr. P. N. Ii3. Di sua natura fa venir quartane ec, e una 
maniera di malattia che la Fisica appella elefanzia, e altre assai lebbre. 
Elefanziasi. (Med.) E-le-fan-zì-a-si. [ Sf K. A. L.o slesso che Elefantiasi. 
K.ì Bed. Cons.i. 278. Alterandosi questo istesso umore melanconico 
ec. , ne nasce la vitiligine nera e l'elefanziasi, comunemente detta lebbra.» 
Salvili. Cas. 43. Poiché parlando della malattia elefanziasi ( la quale 
il filosofo aver disegnata col nome di Satinasi , afferma quello eh' io 
dissi , Chiosator greco ) questa malattia , dice , mentre ancora princi- 
pia , cioè avauti che in Yera , e perfetta elefanziasi ne traligni , chia- 
mano satiriasmo. (N) 
Elefenobe , * E-le-fè-no-re. N. pr. m. Lai. Elephenor. (Dal gr. elephas 

elefante , ed aner uomo. ) Lo stessa che Elfcnore. K. (B) 
Elega , * È-le-ga. N. pr. f ( Dal gr. ei sempre , e lego io parlo , 10 

scelgo.)— Una delle Prelidi. (Mit) 
Elegano. (Bot.) E-lé-ga-no. Sm. Lo stesso che Eleagno. V. (Gali) (W) 
Elegante, E-le-gàn-le. [Add. corn. Koce.che viene dal latino Elegans , 
e vale quanto Eletto , Scelto ', Squisito ; ma s'usa d'ordinario, par- 
landosi} di favella, di scrittura, o simili, in vece di Bene ornato, 
Ben disleso. —, Avvenante , sin. Lat. elegans , cultus , ornatus. Gr. 
tulKÓs , xV 5 <s- Fir - DiaL hdL donn - fi - T " « Vcrdespina , le darai 
quella grazia che ti fa si cara, e quella prontezza e dolcezza del par- 
lare allegro, arguto , onesto ed elegante, 
a — [Dicesi anche d' altre cose, in significazione analoga.} tat.elegans. 
Gr. «tp,r.«.\\ì,!. Kit. SS. Pad. 2. 22. Era d' aspetto angelico come 
Jacob , di corpo elegante e piacevole,, ma secco e magro. 
3 — * Usato anche a modo di avv. per Elegantemente. Beni. rim. 1. 
65. Provai un tratto a scrivere elegante , In prosa , e 'ri versi , e te- 
cine parecchi , ec. (N) T . , 

Elegante dilt da Gentile , Leggiadro , Venusto, Galante, Lindo, 
Attillato. L'Elegante è più studiato; il Leggiadro e naturale. V. 
Bello. Si dira meglio Fanciullo leggiadro che elegante. L Eleganza 
è più scelta , più accurata. La Leggiadria è una Eleganza più spe- 
dita è più svelta. Venusto è un latinismo più raro nell'uso. Esso 
esprime una Eleganza più fina e più amabile nelle forme. Gentile e 
meno di Elegante. Gentile applicato al morale è contrario di Vi. lauo, 
di Ruvido: Uom gentile, Cuor gentile, Gentile animo ec. Applica- 
to al fisico , è contrario anche a Rozzo, Aspro, Duro ce. Noi diciamo 
Fisonomia gentile , Mano gentile , Complessione gemile ec. Cosi 
anche Grano gentile, Vini gentili ec. Quasi tutt' i fiori hanno in se 
dei Gentile. Galante, parlando d' uomo , è quegli che serba Ele- 
ganza , vera o falsa , voluta dall' uso corrente, ne' modi , nel vestire, 
nella forma più che nella qualità delle robe. Lindo esprime la pu- 
litezza ed eleganza che viene da molf arte o cura. Attillalo e anche 
più. Parlando' di cose, è ciò che copre o veste con precisione e senza 
nascondere le forme del cprpp. Attillato sj^dirà uu_ycstito , Attillala 
la scarpa ec. E si dirà Attillalo anche l' uomo che veste in tal modo. 
Elegante (detto dello stile) ditf. da Collo,Puro, Forbito,Terso,Leggia- 
dro, Venusto , Bello. Lo Side cotto è quello che non ha vizi di lingua ; 
che ne rispetta le regole e le pone in pratica senza veruno studio. Si può 
dire che esso consista nello scrivere con una proprietà , figlia dell' es- 
ercizio e dell'abito. Lo Stile puro è quello che non ammette, senza 
buona ragione, frasi estranee alla lingua. Lo Stile forbito consiste prin- 
cipalmente nella eguaglianza, nel non trovar nulla che faccia intoppo, 
che rompa il corso naturale del dire. Anche una lingua può dirsi più 
Forbita delle altre quando è più piana , più dolce , più eguale , pui 
conforme alle regole dell' analogia. Terso include la jdsa d' una for- 
bitezza lucente, come annunzia la stessa voce. Uno stile agile, snello, 
spedito , non pesante né carico di minuzie che ingombrano , si dirà 
Leggiadro. Dee avcic però una certa forbitezza. La Leggiadria può 
consistere nel concetto e nulla forma. Uno stile sempre colto sempre 
puro ed anche scello nella sua purità, si dirà Elegante. Benché non sia 
sempre Forbito né Terso, aver dee però più finezza, più grazia, più 
vita La vera eleganza è la scella de' modi più acconci ad esprimere 
il concetto. Lo stile, per dirsi Venusto, dee aver delle veneri. Quan- 
do appaga l'intelletto c'1 senso, quando piace e rapisce per le grazie 
dilicate,'per le amenità, per le forme schiette, e gentili, sarà Venu- 
sto. Proporzione, unità, armonia, unite ad ogni altro pregio detto 
dianzi, formeranno il Bello stile. 
Elegantemente, E-le-gan-te-mén-te.^. Con C Ze^/iza.-,Alligantemen(e , 
sin. £«t.cleganter.Gr.x«P«'"'w- Pr - Gmrrf. PiW. Il quale fue scntto 
dal Baron messcr santo Agostino elegantemente, tir. Rag. ,144. ru ec. 
una di quelle canzoni che i poeti chiamano Sestiuc, in cosi basso suggello 
tanto elegantemente composta, eh' io non posso non me ne maravigliare. 



Elegantissimamente , E-le-gan-tis-si-ma-men-tc. Avv. superi, di Elegan- 
temente Lat. elegantissime. Gr. x^'^™™ 5 - òe S n - òtór - 3 - H J - 
Alzò (il Tevere) le sue acque per quella misera terra a tanta altezza 
che mai più , fuori de' tempi descritti elegantissimamente da Orazio 
poeta, si aveva fama che fosse alzato. (A) (B) 

Elegantissimo , E-le-gan-tis-si-mo. [Add. m.] superi, di Elegante. Lat. 
elegantissimus. Gr. VW.«. ^r.Supp. 1. 2. GÌ. e d. una nostra 
Blusa elegantissima. Red. Esp. nat. 36. E questa vostra istanza mi 
.assembra che sia fondata su quello che intorno a ciò allcrmativamente 
scrisse un valentuomo franzese in un suo curioso ed elegantissimo trat- 
tato del tabacco. E leti. 1. 202- Sentii quella vostra lettera dotta e 
nìaravigliosaTJolWsnna «Wlcgaii isjiuw, ce. ■■ ■ 

Eleganza, E-le-càn-za. iSfi] asl. di Elegante. [ Scelta , Squisitezza di 
favella, di scrittura e simili.} -, Elcganzia sin. Lai. ekgaBtia cul- 
tus.Gr. *.^v,V,^*,eW pÉ W. Firenz.Le.lt.lod. donn. 1 20 Vedete le- 
leeanza della Rodiana Eiinna far più fiate concorrenza co duca e mae- 
stro di lutti i poeti. Alleg.321. Generatasi per lo più dal severo pro- 
ferire delle Ciceroniane eleganze, appiccate loro addossso colla saliva. 

2 _ * Per eslens. dicesi anche delle opere dell' arti m cui si scorge 
una certa squisitezza e leggiadria di gus'o sopraffino edilicato. (A.) 

EwsfilHM*, E icgànzi-a. [Sf. K.A. V. e </i'] Eleganza. Fa. Rag. ti*). 



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V 4 



4 



3o 



ELEGGENTE 



5^ 



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Piaceva loro quella novità del parlare romano, clic ella, mescolato 
col fiorentino , usava con una naturale clcgnir/.ia. 

Ec.eccf.nte , E-tcg-gén-te. Pari, di Eleggere. Che elegge o Che pub 
eleggere. — , Eliggcntc , sin. Lat. cligens , cleclsr. Or. cLìpirnS. Rullili. 
Disc, Neil' antecedente ragionamento vi si contiene tutto il muoversi 
e lutto il sentire di ogni animale, che o per una eleggente libertà , 
o per una necessitante forza si muova e senta. (A) (B) 

"Eleccebe , E légge-re. [Alt.] Scegliere, Pigliare fra più cose quel/a 
che si giudica migliore , o che piace />i"</ ; [ e di'cesi specialmente delle 
persone.— , A I leggere , Aleggerò , sin. /^.Cernere.] Lat. cligere. Or. 
txhiym. Dant. Par. 12. 72. Siccome dell'agricola die Cristo Elesse 
all'orlo suo per ajularlo. Hocc. nuv. 3i. 14. Eleggesti Guiscardo, gio- 
vane di vilissima condizione. E «ne. 77. 4g. E di gran lunga e da eleg- 
gere il poco e saporito, che'l mollo e insipido. 

a — Uscite antiche : Eleggia per Elegga , Elessono per Elessero , 
EJEggjeig per Elcggete^ Ekgnhi , ver Ele gga ec. Alam. Colt. 5. I2g. Chi 
le ama più sotti! (le zucche) , dì quello" (seme ) eleggia Clic gli truovi 
iicl»coIln; e chi più grosse, Di quel del venire; e chi dal basso fondo 
Tona del seme, e che riverso il pianti, Avrà frutti di lui spaziosi ed 
ampi. Vii. S. Gio. Gualb. 28g- Elessono san Giovanni per Abate. 
Cavale. Alt. Apost. 3y. Elcggiete di voi slessi sette buoni uomini di 
buona fama. E g3. Piacque ec. d' «leggiere alquanti ce. Fior. S. 
Franc.83E anche ti annunzio, che tu eleggiti quale tu mogli, e ec.(V) 

2 — [ Usalo coli' A in luogo di Per.] G. V. 1. 27. 1. Per lo comune 
bene della repubblica elessero a Re e loro signore Ninna Pompilio. » 
Guitt. Leu. qo. gì. Dilizie e di vuie temporali mettono fummo in oc- 
chio di sapienti, malo eleggendo a bene, e bono a malo. (V) 

3 — Ed usato coli' In o Nel. li: Gioiti. 3g. Era povera ( la Vergine 
JUaìia) , e non si pur parca ; ed elessela in così grande stato , a la- 
re vergogna alla prima reina. Pelr. Uom. ili. i5y. Fece che , subito 
che uno fussi eletto nella Sedia Apostolica , fussi sanza tardità Pon- 
tefice ordinato. (V) 

4. *~ * Eleggere consiglio. V. Consiglio , §. tg. (N) 

Eleggibile , E-Icg-gì-bi-Ie. Adii. com. Da eleggersi , [ Degno di esser 
eletto.'] — , Eligibile , si/i. Lai. electibilis. Gr. a'iperós. Salvili, disc. 
3. ( 14 Le ricchezze ec. gli Stoici ripongono tra le. cose che chiamano 
rat irporiyp'.vx. , cioè preferite, come comode, opportune; ma non già 
eleggibili , che ciò unicamente è prerogativa della virtù. 

Eleggibilità , E-leg-gi-bi-li-tà. Sf. Capacità di essere eletto. — , Eli- 
gibilità , sm. (A) Bonarell. Berg. (O) 

Eleggijiento, E Icg-gi-rnen-to. [Sui. V. AF.e (//'Elezione.] P,ut. Par. 
4. 1; Imperocché è impossibile che tra le cose in egni modo eguali 
sia eleggimcnto. 

Elegia. (Leti.) E-le-gi-a. [Sf F. G.] Sorta di poesia , per lo più flc- 
b ile, [cantata da prima solamente ne' fifner/ iJi , poi usata per cantare 
- le genie degli eroi , ed' ogni sorta di argomento , e specialmente 
materie d' amore.] Lai. elegia. Gr. iksyeho. Af. Fui: 46. 92. Questi 
meste elegie , quei versi lieti , Quel canta eroici , o qualche oda leg- 
giadra. Tac. Dav. Perd. Eloq. 4"7- Né solamente la vostra tragedia 
terribile e 'I tuono eroico , ma le gioconde ode , le lascive elegie ce. 
a tutte l'altre studiose arti antipongono. 

2 — Per snnil. si dice anche di Componimento in prosa , amoroso o 
palelico. Fmmm. til. Comincia il libro chiamato l'Elegia di madon- 
na Fiammella. 

3 — * (Mus.) Nome che anticamente dovasi ad un- flauto, usalo nelle 
jcerims lwejuiujit'i. (Van) 

Elegiacamente. , * E-Ie-gia-ca-me'ti-te. Avv. In modo elegiaco. Minturn. 

Berg. (0) 
Elegiaco, É-le gì a-ro. Add- m. Di elegia, [Pertinente ad e'egia; ed an- 
che Chi scrive elegie. — , Elegiato, sin ] Lat. elegiacus. Gr. sAsyiaxo';. 
farcii, lez. 585. Benché i poeti sicno di varie sorti ec., come elegia- 
ci, lirici, comici, eroici v trag ci. E 607. Eglino chiamano poeti epi- 
ci , ovvero eroici , tutti coloro che scrivono in verso esametro ; ele- 
giaci tutti coloro che scrivono in versi elegi. 
2 — Ed in forza di sm.^S rittor d'elegie. Lat elegiographus. Gr. i\s- 
yicXGiós., Pareli, lez. 58o. Poiché così imitano i tragedi, come gli epi- 
ci, ovvero eroici, e i comici e i lirici e gli elegiaci. 
Elegiato, E-le-gi-à-to. Add. m. V.A.V. e di' Elegiaco. Bocc. Com. (A) 
Elegietta , E le-gi-ét la. Sf. dim.di Elegia. Piccola o breve elegia.Lat. 

elegidion. Gr. i^iyìhiov. Fi: Zanotl. Leti. (A) 
Elegiografo. * (Leti.) E-le-gi-ò-gra-fo. Add. e sm. Lo slesso che Elegia- 
co, nel secondo sign. Lai. elegiographus. ( Da elegion carme elegiaco, 
e grapho io scrivo.) (Aq) 
Elego , E-le-go. Add. m. V. L. Lo slesso che Elegiaco , ma non detto 
di persona. Ai: Cass 3. 3. Son dottissimi In compor, non eroici , né 
versi elegi Dico, ma muschio, ambia ce. (M) Pareli. Lez. 607. Chia- 
mano poeti .... elegiaci tutti coloro che scrivono in versi elegi. (N) 
Elei. * (Geog.) E-lé-i. Antichi popoli abitatori dell' Elide. (G) 
Eleina , * E-le-ì-na. N. pr. f (In gr. eleinos miserabile.) — Regina 

degli Adiabenili. (Mil) 
Eleisonne , E-le-i-sòn-ne. Sm. V. G. Usalo in sign. di Preghiera. Lat. 
flcyson. (Chyrt'e eleison, come altri legge, cyrie e/eeson vale Signore, 
abbi misericordia.) (A) Ar. Far. fò- 181. E poi che ec Dai sacer- 
doti ebbe eleisonne È gli altri santi detti a vuto sop ra. (N) 
Eleleidi. * (Mil.) VAeìc-'ì-Ai. Soprannome dette Bare ,idi.f' r . Elclco.(Mit) 
Eleleo. * (Mit) E-le-lé-o. Soprannome di Bacco, preso dal rumore che 
facevasi nelle sue feste. (Dal gr. elelev grido di guerra, onde elelizo 
io grido.) (Mit) 
2 — * Soprannome del Sole , perchè credei'asi che sempre girasse in- 
torno alla Terra. (Dal gr. ileo io volto , ovvero da etelitto io volto 
in giro.) (Van) 
Elemkicco, E-lem-bìc-co- [Sm.] V. A.[V. e di'k lambicco o] Lambicco 
o Lambicco. Volg. Mes. Capelli di ti rocchio, fòglie di erba ec. foglie 
di celidonia , aria parti ugnali , stilla per elembicco. 



ELEMJ 

Elementale, E-le.;ncn-tà-le. Add. coni. D'elemento,[Che appartiene ad 
elemento. — , Elementare, Elementario, sin.] Lai. ad. cleinenlum p< r- 
tinens. Gr. cTcix,itt.'hns. Lab. i5i. Quasi non dell' dementai compo- 
sizione, ma d'una essenzia quinta fu formata , ad essere abitacolo e 
ostello del Figliuolo d'Iddio.. Com. lnf. 32. L' uno, che ogni gravezza 
dementale sia fondata in su quel luogo. 

2 — * Nello slato, di elemento , Semplice come l'elemento. Barlol. 
Ghiaie. 2J. Chi mai d rà che I' acqua di cannella , ec. e mille cosi 
fatti liquori , sicno acqua dementale ? (N) 

Elementare , E-lc-uicu-ta-rc. [Alt. V. A.] Comporre d' clementi. Lat. 
ex etcTncniis còTrlicTre. 1*r7 <rfoix^^.~FTahv. ,'ùaVcil. — 0p. div. i36. 
Tutti suiio in un effetto all' elementare d'un corpo, perocché di lutti 
quadro elementi è dementalo il corpo. 

Elementare. Add. com. Lo stesso che Elementale. V. Fr.-Giord.Pred. 
Il fuoco purgante le anime èc molto più potente di questo nostro 
fuoco elementare. » Magai, leti. 1. L'agghiaccia in freddissima acqua 
elementare. (In questi due esempli è nel sign. di Elementare, §. 2.)(N) 

2 — (Chim.) [ Corpi semplici o elementari : (Quelli che con nessun 
mezzo dell'arte si sono potuti ancora decomporre.] Gal.S1st.2g. Nin- 
na delle condizioni, per le quali Aristotile fa differire i corpi edesti 
dagli elementari, avere altra sussistenza , che quella ec. 

a — Principii elementari di un corpo: Lo slesso che Elementi. (A) 

3 — Geometria elementare , Musica elementare ec. diconsi gli elementi 
della geometria , deità musica . ec. (A) 

Elementario, E-le-men-tà-ri-o. \_Add.,m- Lo slessa che Elementale. f .} 
Lib. cur. malati. Vi concorrono tutte le qualiladi elementarir. 

Elementativo, E-le-men-ta-ti-vo. Add. m. Atto ud elementare. Tosca- 
lieti. Precell. Berg. (Min) 

Elementato, E-le-mi n-ta-to. Add. m. da Elementare. Composto d' ele- 
menti. Misto. Lat. ex elcmentis constans. Gr. eVroix^w^^os. Com. 
Par. 2. Descrive l'ordine de' corpi celestiali, circa gli elementi ed 
dementati del mondo. {Qui forse sost.) Bui. Par.i3. La produzione 
indivi-a ed indistinta degli elementj , cioè materia conforme , come 
sono le cose dementate ; e tra le cose dementate sono sei gradi , più 
l'uno nobile. che l'altro, e continente sotto sé e coinprendenlel'altro. 
E altrove in più luoghi. 

Elementazione , E-le-men-tazió-ne. Sf. Composizione di elementi. To- 
scanell. Aria. Berg. (Min) 

Elemento, E-le-méiù-to. [Sm. Corpo semplice o sìa Principio] onde si 
compongono i misti e nel quale si risolvono. [ L'acqua , I' alia , la 
terra /'/ fuoco erano dagli antichi creduti i quattro elemenii diogni 
cosa , e furono i primi oggetti dell' adorazione de Pagani. Ma oggi 
si dà questo nome a quelle parti costituenti de' corpi, che, sottoposte 
all' azione di tutti i menstrui conosciuti, non si possi/no scorger» 
composte di sostanze eterogenee ì il che pinovi non già eh' esse sono 
realniente semplici , ma che /inora non si giunse ancora a decora- 
porle. Notabile, né il numero, e varia continuamente pei progressi coti- 
diari della scienza.] Lat. elemenlum. Gr. j<rroiX'»ó*- P'occ Letl.Pin. 
Boss. 271. In ogni parte il cielo, il Sole e le stelle possiamo vede- 
re ; e il benefìcio della varietà de' tempi e degli clementi usare. Dani. 
Par. 7. i33. Ma gli elementi che tu hai nomati, E quelle cose che 
. di Ic-r .si fanno, Da creata virtù sono informati. Ci: i- 2. 1. L'aere, 
secondo Avicenna, è uno degli elementi delle cose generate. Fir. Disc. 
I ti. 3og. Quanto una cosa semplice sia più da essere lodata e tenu- 
ta cara, che le cose composte", lo dimostrano gli 'dementi , principio 
di tutte le cose naturali. 

a _ [ p er si mil. ^/^.t/Kl eiTiento della parola , la voce che jjj forma 
dagli ziomjVìi'Ti^tcrrrentò della scrittura, dell ambeto , ed anche as- 
solatamente] Elementi [nel numero del più, le lettere dette quali le piP 
rote si compongono.] Fir. Disc. leti. 3og. Il discernersi chiaramente 
die i suoi elementi (dello alfabeto toscano) sono più presto stili inven- 
zione della natura, che dell'arte.» Salv. Avveri. 1.3. i. 6. Si ragiona 
da lui (da Aristotile), che gli elementi , cosi chiamano le lettere dalla 
voce pronunziate che gli clementi , dico , non tanto consonanti , ina 
cosi consonanti come vocali , la materia sieno della si llaba; e la sua 
forma, quella propria cfispòstz"irJiTcrc quell' wd-inc -d'essi eleni oli , 
da' quali risulta quel proprio suono, che da tutte altre sillabe la rende 
d inerente. (.V) 

3 — Elementi si dicono ancora i primi rudimenti d' una scienza , di- 
sciplina , ec. Gal. Meni, e Leti. ined. Ediz. del ferii. P. 1. p. 207. 
Anzi chi sarà , che , intendendo questi puri elementi d'. Astronomia , 
non conosca che se Iddio avesse fermato il moto del Sole, in cambio 
d' allungare il giorno, l'avrebbe scemalo, e fitto più breve? (B) 

4 _ [Materiale elemento /u dello da taluno il Sugi amento, intendendo 
eh' e' consistesse in un Principio materiale , cioè in un corpo , ec] 
Maeslruzz. 1. 1. Sagramcnlo é materiale elemento sottoposto agli oc- 
chi di fuori , il quale per l'ordinamento segua , e per la similitudine 
rappresenta , e per la sua santificazione dà invisibil grazia. 

5 Prof. Essere un elemento, o il quinto elemento = Esser cosa neces- 
sarissima, [pregiatissima.] Z.nt.mcessariam rem ac praestantissimam esse. 
Gr.ro xpccritrTcv ,ai'pos ihxi. Frane. Sacch. nov. 21. Dalla cui 111 irte io 
scrittore, e molti altri che erano p r lo mondo, ne portarono dolore, 
perocché egli era uno elemento a chi in Ferrara capìluya.Bed.Ditii: 
15. Son le nevi il quinto elemento Che compongono il vero bevere. 
E Annot. 65. Essere il quinto elemento, é un modo proverbiale to- 
scano, che vale , esser cosa necessarissima. E appresso : I Fioreijtjui. 
nelle cose umane sono il quinto demento. » Borgh. Fu: Dii. 3i>3. 
Volle per questa via fare Viterbo gran cosa, e quasi il , quinto de- 
mento in Toscana. (Cioè , una delle cose più rare.) (V) 

6 — * (Mus.) Elemento metrico. Parte della misura multante dalla 
divisione di un tempo in due a tre note dello stesso valore. (L) 

Elemi. (Med.cMat.) E-lé-mi. Sf Nome dato a due resine ■irritai* .ado- 
perale da' medici esternamente: i.° l'eterni orientale ricavata il '.di' a- 
myris zeylonica, albero d' Etiopia, e di Cejktn , e giall.ccia e di 



. 



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ELEMO 



ELETTIVO 



3i 



di umanità. ( Dal gr. eleos compassione.) — Soprannome di Giove, da 
un magnifico tempio che aveva in Elide. (Mit) 
.fera , albero a" America: è in grosse Eleone. * (Geog.) E-le-ó-ne Antica città della Beozia. (Mit) 

Redt ( A ) (A. O.) Elenopoli. * (Geog.) E-le-nò-po-li. Lat. Helenopolis. Ani. cu. dell'Asia 

nella Bitinta. • — nella Palestina 



color bianco-verde , solida all' esterno , molla e glutinosa ali interno , 
d odore di finocchio, ed in piccole masse cilindriche ; 2." l'eterni ba- 
starda , ritratta dati' amyris ckmikra , albero d A~- 
masse , semitrasparenti, fragili e di sapore amaro. 
Elemo *E-lè-mo. N. pr. m. Lat. Helem. (Oall'ebr. hhalam sognare.) (B) 
~Sf. Ciò che si dà a' poveri per carila. ] — , 



i2. 



Elemosina , E-lc-mò-si-na. [Sf. Ciò che si da a poveri pe 
Limosina, sin. Lai. clcemosyna. Gr. i\inp.o<nvt,. O- f. n- 
Nella nostra città di Firenze fu loro fatte grand, elemosine. Cavale. 
Fiuti, line. Buona è 1" orazione col digiuno e coll'elemosiiia. 

* E-le-mo-si-Bà-re. Alt. Dar in elemosina. Com. JJanu 
Proem. I,a prima é , che questi beni ecclesiastici sono ds 
onde ai!i poveri si debbono limosinare. (N) 



Elemosinare 
Par. s 
poveri 



TlOVeil « OHUt «ili' UVJV^ll 01 v.*-...-~ - x , T/-t7 

Elcmos.naric , E-le-mo-si-nàri-o. [Add. m. usato anche come sm.jChe 
fa limosina. [— , Elemosiniere, Limosinano, Limosinare, Limosinerò, 
"i distributor. Gr. o rwp tKivpotri'i/u» vop.ivs.ja JJial.o. 

. . . i _■ _ *_ IP A ££ T?i. ili itili. 



Gres 4 3.9. Mostrasi ch'era stato elemosinano. E 4- 44- Fu nonio 
di grandissima santità e spezialmente grande elemosinano, amatore de 
poveri e dispregiatore di se medesimo. (V) . 

2 L Soprannome idi S. Giovanni patriarca d Alessandria, altribiii- 
tnuli nev Li sua urtin misericordia verso de' poveri.} Esp. f. iV. 

T^iCrno nella vita di santo Joanni Elemosinarlo. Crtwr/c.jM^.CW. Eleonora, * E-le-o-nò-ra, Leonora, Lionora, Dionora Nora , Norma. IV. 
rwfe si narra nella leggenda di san Giovanni Elemosinarlo , Patri- pr.f. Ln/.Heleonora. ( Dal gr. elein aver misericordia, e hora bellezza: 

<_;uae si imi»» «. so D„tt-, „ r,;„i„,, D..A .n.L f..o.. c ; A* „l,,,i,, nlir> p /inni r-nra ■ Chi Ila 

arca d' Alessandria , che ec. ,,,,., ;• 

3 _ Uffizio di un Cappellano nelle Corti, che ha 



(G) 

Eleocarpo. * (Bot.) E-Ie-o-càr-po. Sm. f. G. Lat. elaeocarpus. ( Da 
eleon olio , ovvero da elea oliva , e carpos frutto. ) Genere di piante 
a fiori polipetali, delta poliandria monoginia, famiglia delle eleocarpee, 
fornito di un calice cinquesepalo, con cinque petali sfrangiati nell'a- 
pice, ed il cui frutto è una bacca globosa od ovale, contenente uno o 
due nocciuolì simili ad un' oliva. (Aq) (N) 

Eleodendro. * (Bot.) E-le-o-dèn-dro. Sm. P. G. £fl«.elaeodendrum.(pa 
elea olivo , e dendron albero. ) Generi di piante della pcnlandria 
monoginia , famiglia dilla rannee, col calice cinqueparlito , i petali 
concavi ed una drupa 3-loculare con una o due logge spesso abor- 
tenti ; da Lamark figuralo , e che trae tal nome dal suo frutto , il 
quale è una drupa ovale, ottusa,simile all'oliva e con semi o/eos/'.(Aq)(N) 

Eleomeli. (Bot.) E-le-o-mc-Ii. Sm. P. G. Lat. elaeoineli. ( Da eleon 
olio , e meli miele. ) Balsamo dolce al gusto , molto oleoso e più 
denso del mele : dislilla dal tronco d'un albero della Siria. (Aq) 



- 3 */\ 



arca d' Alessandria^, che ec. 

5 nelle Corti , aie 
distribuir le limosine. Baldin. Dee. Confessore ed elemosinano della 
stessa Serenissima. (A) 
Elemosiniere , E-le-mo-si-niè-re. [Add. e sm. Lo stesso che} Elemosinano. 
y Fr Giord. Pred. Allo allegro elemosiniere stanno sempre aperte 
le porte del Paradiso.» Dia!. S. G-.eg. 4. 44 Fu uomodi grand-s 
santità 



3clla e pietosa. Può anche trarsi da eleon olio , e tiara cura : Chi ha 
:ura dell' olio. ) — Duchessa di Giijenna , moglie di Luiai VII* 



Bc 

cura dell' olio. ) — Duchessa di Unje 

re di Francia , e poi di Arrigo li. re d Inghilterra. — Nome di 

altre principesse celebri nella storia come regine di Portogallo , di 

Navarra , di Francia «e. (A) (Van) 
Eleonoro, * E-le-o-nò-ro. JS. pr. m. Lat. Eleonorns. ( V. Eleonora.) (B) 
Eleonte. * (Geog.) E-le-ónte. Ant. di. del Chersoncso di Tracia. (G) 




I 



El 
mosin 

Credono poi a! tempo ucu 
n zza di saldare tutte le partite. 8 n Ateniesi pronto soccorso. (Dal gr. eleos misericordia.) ima.) 
Fm-'na * È lena ' JV pr f. Lat lleiena. (In gr. helene fiaccola o vinco- Eleosaccaro. (Farm.) E-lc-o-sàc-ca-ro. Sm.V.G. Lai. elaeosaccharum. (Da, 
l t'_ Fistia' di Tinda'roe di Leda, sorella di Castore, Polluce e eleon olio, e saccharon zucchero.) Mistura di zucchero ed olio distillalo 
CUtennestra , moglie di Menelao , Paride e Deifobo, la più bella e per ridurlo a potersi mescolare con qualche fluido acqueo-,la ifitaU Basta- 
la via lasciva donna delsuo tempo. — Verg ine spartana in favore del- ra è alta a raddolcire la pozione ed a renderla di grato odore. (A) ' V an) 
la Zale avvenne il prodigio che fece cessare il sacrifizio delle don- Elbo*po«da. * (Arche.) E-le-o-spon-da.^.e^Wym, antichi ne'qwdt 
zelte in Lacedemone. — Figlia di Paride e di Elena. — Figlia di non si facevano che libazioni di olio. ( Da gr. eleon olio , e sponde 
Esisto e di CUtennestra, uccisa da Oreste.— Moglie di Costanzo, lo sparger liquore ne' sacrifici! , in lat. kbumen.) (Mit) 
madre di Costantino, adorata come santa—Figliuola di Costammo Eleotesio. * (Arche.) E-lc-o tè-s.-o. Sm. K. G. Lat. elaeothes.um. (Da 
nosliedi Giuliano. (B)(Van) , eleon olio , e diesis posizione. ) Quella parte del ginnasio ove te- 



/*, 



k 



e moglie 



a _ -'(Geog.) Isola del Mar Egeo, oggi Macronisi. — Isola del golfo 
Laconico , oggi Spatara. — Città detta Bitinta. — della Palestina. 

Sant' Elena. Piccola isola nella Laguna di Venezia. — Isola 

dell Oceano Atlantico equinoziale fra l' Africa e l' America , ap- 
partenente all' Inghilterra. (G) 

Elenchico, * E-lèn-chi-co. Add. m. Di elenco. Guarnì. Berg. (O) 

2 _ * (Filos.) Dicesi anche di Argomento che concluude da proposi- 
zioni non concedute. Platin. Berg. (O) 

Elenco , E-lèn-co. [.Sm.] V. G. Catalogo. Lai. elenchus , index. Gr. 
i\tyx ss - » F a S- Rim - Atcste pensa con un brando al fianco Di farsi Eletta, * E-lét-ta. iv. pr. 
à-gi eroi por nell'elenco. (A) 

a — (Filos.) Specie di sillogismo. Sega. Bell. Arisi. II silogismo elenco 
è silogismo di coutraddizioue; onde ha egli il nome di Elenco. Gal. 
Sist. 26. E stato (Aristotile) il primo , unico ed ammirabile espli- 
cator della forma silogistica dimostrazione , degli elenchi , dei modi 
di conoscere i sofismi , i paralogismi, ed in somma di tutta la logica. (B) 



nevasi V olio ad uso degli atleti. (Aq) 
Eles. * N. pr. m. Lat. Helles. ( In ebr. helelz da hhahilz liberare ,1 

ovvero da hhalutz armalo, soldato leggiero.) — Lo stesso che Elle. A".(B) 
Elesbaan , * E-lè-sba-an. IV. pr. m. Lai. Elesbaan. ( Dall' ebr. hbalutz 

soldato, e baila prolificare: Soldato prolifico. )(B) 
Elescof. (Farm.) E-le-scùf. Sm. f. Araba. JSpecie^ di latlovaro evcieu-^ 

ante , eh' oggi non è più 

purga eli escrementi di tutto 

E» o o — . ■ . „ . 
LF.TE , 



EJè-te. ( Dal gr. 

da dirsi.)— Una delle prime femmine convellile al cristianesimo, alla 
quale San Giovanni scrisse un epistola. (B) (Van) 
Eletta. [Sf] Elezione, Scelta- Lat. electio , optio. Gr- xifmi. Dani. 
Purg. là. 12. Ptemo forse Che troppo avrà d'indugio nostra eletta. 
Fai. Mass. Cento prigioni a sua eletta. Frane. Barb. loy. 10. Questa 
è malvagia eletta di pigliare. 



Elenco. * (Mit.) Dio d'i verità e" di libertà. (Da elenchos che in greco 2 — * Col v. Avere: Avere l'eletta = Aver la facoltà di sciegliere , di 

significa pruova , argomento. ) (Mit) eleggere. (A) 

Elenie. • (Arche.) E lè-ni-e. Add. e sf. pi. Feste insinuile in onore di 3 — Col v. Dare: Dar l'eletta = Lasciare la scelta , Dare ad alili 

Elena dasli SpartanLche dedicaronle un tempio edonori divini.(MH) la preferenza nello scegliere. V. Dare l'eletta. (Pe) 
Elemo. (Bot.) E-lé-m-u. \.Sm. V. G Specie di pianta a fiori composti, 4 _ [Col v. Fare : Far e\el\az=Scegliere, I<ar elezione, f. Fare eletta.] 
della singenesia superflua, famiglia delle corimbtfere , e del genere Franc.Barb.Zo.lò.E colui chela eletta D. quellecose che vengon comuni. 
Inula , che ha dette foglie ovate, bislunghe, rugose, abbracciarlo, 5 - Col v. Togliere o Torre: Tor 1 eletta = Scegliere. Ar. t utr. ài. 
e colle squame dell' antodio ovate e fogliacee; dalla radice della quale 7 £ E di cento destrieri Che tenea in stalla , ti un tolse 1 delta , CU 
piantò si estrae l' inulina , ed un olio volatile cristallizzabile. Siado- avea il correre acconcio e di gran fretta. (Pe) . 

^ smi > , V-kUh-si-mo. [Add. m.} superi, di YAMo. Lat. exumus, 

tantissima. Gr. ^^«rerot. Pelr- Uom. ili. Oratene elettissimo, 

Gr. ixùicv. (Da hvleua che pretender es%ere stata la senatore gravissimo. Guicc. Slor. 17. 3'i. V'era dentro poco più ec. 

prima ad adoperarla contro il morso de' serpenti.) Red. ftp. 1. 29. di. mille elettissimi fanti tedeschi , e trecento spaglinoli, hemb. Slor. 

Leagesi nel sopraccitato libro della Triaca a Pisone , che i Dalmati ,. 14. Furono ior fatti e feste e balli di dance elettissime. 

e i Daci avvelenavano i dardi, fregandovi sopra l'elenio. E apprèsso: Elettivamente, E-let-ti-va-mén-te. Avv. Per elezione. Lai. electe. Or. 

mangiarlo fosse loro un cibo iunocentissimo. Jvoya'Sn". Salvia, disc. ».»77 : ^uivi Ja prudenza e, »<;_d l vine c ^^ 011 

Lat. 



-'«unir.1 j t, t ■-•t 1 1 ( v « '">*""!, ^ ww« ... -— • _.__._ _. „. _ 

treni in medù^Lai_solto il nome volgare di] Enula campana, [volgarmente Elettissimo , 
tìja, come tonica, stomatica, vermifughi ec. ] Lat. helenuim, [inula praestantiss 
] Gr. Ixìvtcv. (Da * 



Avvegnaché 1' elenio a mang.— .- .. 
2 — * Genere di piante della singenesia superflua, famiglia delle rag- più come elettivamente all' altre prefenre , ma sole conoscere , e que- 
giate, che si dtsting'ue per un antodio molli parlilo, un ricettacolo nudo ite, come se altro non vi fosse al mondo , vagheggiare. 
quasi paleaceo , i fiori del raggio trifidi , ed il pappo formato da Elettivo, Elet-ti vo. Add m. Che può 
corte pagliuzze. Lat. helenium. (N) 



Eleno,* È-le-no. TS. fyr. m. Lat. Helenus. ( V. Elena.) — Il solo tra i 
figli di Priamo che sopravvivesse alla rovina di Troja, secondo ma- 
rito di Andromaca, indovino, e che regnò nella Caonia. (B) (Mit) 

Elenoforid. " (Arche.) Ele-no-fò-i i-e. Add. e sf. pi. Feste , fórse in 
onore di Elena , o così de^le perchè in esse porlavunsi le cose sarre 
m vasi falli col giunco nato dalle lagrime di Elena. (In gr. helene 
e una specie di vasb , e p/iero^siguiOca io porto.) (Aq) 

Elekore , * E-lc-no-i'e. IV. pr. ih. (Dal gr. helene fiaccola, lampade , ed 
oreo io custodisco : -"Custode delle fici.) — Figlio del re di Meonia e 
della schiava Licimbia , seguace .di Enea in Italia. (Mit) 

Eleo, * E-lè--o. N. pr. m. Lat. HePaus. (Dal gr. eleos misericordia.) — Re 
di Elide. — Figlio di Perseo. (B) (Mit) 

Eleo. • Add. pr. m. Di Elea , di Elide. Menz. Eloped. 1. (N) 

S — * (Mit.) Soprannome di Apollo e di B.acco , come ispiranti sensi 



Da eleggersi. 
voluntarius, cligibilis. Gr. irpcwpirri^s , ttlptrdsi Cux:. Geli. 7. iJj. 
La temperanza è un abito elettivo fatto con retta ragione. Salv.Ota. 
Amie. 4i. Due sono similmeuk l'amicizie più strette: la naturale, la 
quale noi diciamo affinità ec. ; e la elettiva , per dir così, della quale 
ha da esser principalmente nostro ragionamento. 

2 _ * Che si fa per elezione ; ed è per lo pia agg. di Principi, onde 
Regno elettivo dicesi quello il cuire non è ereditario, ma viene eletlo(A) 

3 (Grani.) Congiuuzioni elettive di consi da' grammatici quelle che 

esprimono elezione. 2fàÓm«Iatn0Tr~coiigi unzione elettiva. Le con- 
giuozioni si dividono ec. in condizionali, aggiuntive .elettive ec.(A) 

4 — * (Fis.) Attrazione od Affinità elettiva: l'orza in virtù della quale 
un corpo semplice o composto opera la decomposizione d'un compo- 
sto binario. V. Affinità, %. 5. (A.O.) 

5 _ * (FisioU Sensibilità elettiva: Quella che stabilisce una relazione 
speciale tra un organo e un dato corpo. (A. 0.) 



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3 2 ELETTO 

6 — * (Med.) Medicina, elettiva; Quella che professavano i medici delti 
Ecclettici. (Aq) 

Eletto, E-lèl-to. Add- in. Scelto; e talora dinota una certa singularilà e 
qualità eccellente. — , Aletta, sin.Lat. electus, selectus. Gi:Ìx.\ìktÓ(. Peti: 
son. 201. Sendo di donne un bel numero elelto. Coli. SS. Pad.Con- 
ciossiacosachc quel vasello eletto , testimone di sé , eh' aveva bisogno 
di ragionare co' suoi compagni ce. Cas. lett. 5y. Lo stile è bellissimo 
e candidissimo, e le sentenze sono elette, e ben collocate. E 6g. Sfor- 
zati di dettare le tue lettere con parole elette , e non plebee. 

2 — * Nominato, Innalzato a un posto , a una dignità ; Degnato , In- 
signito , ed in questo sigli, si usa pure inforza di sm. Vasar. L'e- 
letto d' Aquilca. (A) 

3 — [Eletti vengono comunemente denominati i Fedeli, come quelliehe 
Iddio ha scelto per comporre la sua chiesa; ed Eletti diconsi miche 
Coloro die Dio scelse per collocarli neli eterna /elicila , e che al- 
trimenti si chiamano] Predestinati. Z«£.praedostiiiatus. Gr. irpoopitrSsis. 
Dani. Purg. 3-j3. O ben finiti , o già spiriti eletti ec. , Ditene dove 
la montagna giace. 

2 — [Ed inforza di sm., usalo anche nel sing.]Tass. Ger. 3. 6g. 
Celeste aita ora impetrar ne puoi, Che '1 Ciel t'accoglie infra gli eletti 
suoi. Mor.S. Gieg. 1.12. Lomenti degli eletti ec. cercano quel bene 
a che sono creati. » Alf. Saul 1. 2, Di Dio lo eletto .Tu certo sei. (N) 

Elettorale , E-lct-to-rà-le. [Add. com.] Di Elettore. 

a — (Si. Mod.) Aggiunto della dignità [ora cessala"] degli Elettori 
del Sacro Romano Imperio. lied. lett. 1. i3o.Si è cominciato a ve- 
dere qualche tumore ne' piedi di S. A. S. Elettorale. 

Elettorato , E-let-to-rà-to. [iSmì.] Dignità di elettore. 

2 — * Paese sottoposto ad un elettore. (A) 

Elettore , E-let-tó-rc. [Ferb. in. di Eleggere.] Che elegge. Z,««.clector. 
Gr. uìptrris. Tac. Dav. Slor. S. 368. Spronava ciascuna legione co' 
suoi proprii vanti, dicendo a' Quattordicesimani , domatori della Bri- 
tannia , a'Sestani , elettori di Galba iuiperadorc. Tass.Gcr. 5. <?2.Me 
scelse Amor , te la Fortuna: or quale Da più giusto elettore eletto parti? 

2 — (St. Mod.) Titolo di que' Principi che avevano il voto nella ele- 
zione, degl Imperadori [di Germania.] Red. leti. 1. i2g. Mi rallegro 
che V S. felicemente sia tornata nella patria e nella corte del sere- 
nissimo signore Elettore suo padrone. E i3o. Il serenissimo signore 
Elettore è stato alle settimane passate sorpreso da dolori colici. 

Elettovario. (Farm.) E-let-to-và-ri-o. [Sm. Lo stesso che Elettuario. V.] 
Lat. pharmacum ex elcctis rebus confectum. Gr, 
igaipiTwv zliipya.<Tnìvov. f^olg. Mes. Elettovario confortante lo stomaco 
e le minuge , che toglie I' efflusso del ventre con segni di caldezza. 2? 
altrove : Elettovario elescof , che purgagli escrementi di tutta il corpo, 

»- e caccia via le ventosità. 

Elettra , * E-lèt-tra. N. pr. f. Lat. Electra. (Dal gr. elector sole.) — 
Una delle Atlaiilidi , che Giove rese madre di Dardano. • — Figlia 
dell'Oceano e di Te ti , moglie di TaumaiHe. — Sorella di Cadmo. 
— Una delle Danaidi. — Figlia di Agamennone e di Clilenncslra, e 
sorella di Oreste. — Figlia di Edipo, e sorella di Antigone. (B) (Mit) 

2 — * (Geog.) Antica città e fiume della Messenia. (Mit) 

Eletxhicamente , E-let-tri-ca-mén-te. Avv. Per virtù elettrica, In modo 
elettrico. Conii , Pros. e Poes. (A) 

Elettrice , E-lel-tri-ce. Fem. di Elettore. Lat. electrix. Gr. cùpiris, 

Elettricismo. (Fis.) E-let-tri-ci-smo. Sm. Lo slesso che Elettricità. V. 
Tagl. Leti. L'autore del libro asserisce che l'elettricismo negli ani- 
mali è proporzionale al temperamento di essi. (A) (B) 

Elettricità. (Fis.) E-let-tri-ci-tà; Sf. Così fu chiamala in su le prime 
la proprietà ette hanno alcuni corpi, tosto che sono stropicciati, di at- 
tirarne o respingerne degli altri. Ha poscia dinotato il potere di un 
particolar fluido, il cui accumulamento si manifesta con delle scintille; 
che fa provare al sistema nervoso delle sensazioni più o meli forti} e 
che produce effetti analoghi o identici a quelli del fulmine. — , Elet- 
tricismo, «Ai. Lat. electricitas. (Dal gr. electron succino o sia ambra 



ELETTRO 

t 

10 — * Commozione elettrica : Scossa più o meno violenta data dall'e- 
lettricità ad un essere dotato idi sensibilità. (A. 0.) 

11 — * Conduttore elettrico : Cilindro metallico sostenu'o d a colonne 
di vetro che si mette avanti al disco della macchina elettrica. (A.O.) 

12 — * Corpo elettrico : Che è idoneo , proporzionalo ad elettrizzarsi , 
o che l'è effettivamente. (A- 0.) 

13 r— * Corrente elettrica: Quando si fa comunicare un filo metallico 
coi due poli della medesima pila, vi si stabiliscono in senso inverso 
nel suo interno due correnti elettriche dall'uri polo all' altro. (A. Ó.) 

14 — * Disco elettrico: Piastra rotonda di vetro, col cui fregamene 
si sviluppa i elettricità nella macchina elettrica- (A. O.) 

io — * Fenomeno elettrico: Effetto prodotto dall' elettricità. (A.O) 

16 — * Fluido elettrico .- Fluido di specie propria, imponderabile, die 
ha molta affinità col calorico e colla luce , principale agente nella 
produzione delle meteore e ne' più sorprendenti laviti della ivi- 
tura , ed ha gran parte nelle operazioni chimiche. Si diede ad esso 
1.° i nomi di vitreo e di resinoso, perchè, l' uno comunemente viene dal 

fregamento del vetro , e i altro da quello della resina , quantunque 
ciò non succeda in tulle le condizioni ; 2° quelli di positivo o di 
negativo , denominazioni , colle quali si paragonano a quantità ma- 
tematiche dello stesso genere, notate con segni diversi che si distrug- 
gono in tutto od in parte per la loro addizione a norma della loro 
capacitarla cui maggiore produce un resto notato col suo segno. (A.O.) 

17 — "Forza elettrica: Causa che produce ivarii fenomeni elellrici..{A.O.) 

18 — Fuoco elettrico, ed anche semplicemente Elettrico, si chiama 
una materia senza peso, composta di particelle tenuissime, che hanno 
molle somiglianze colle particelle del calorico e della luce , ma che 
hanno molli altri caratteri, pe' quali differiscono dalla luce e dal 
calorico. (B) 

19 — Macchina elettrica , chiamasi una macchina ideala per risvegliare 
V elettricità , produrre le scintille elettriche , e fare diversi sperimenti 
relativi a tal fenomeno. (A) 

20 — * Materia elettrica : Causa ipotetica de' fenomeni eletlrici.^A-O.") 

21 — * Osservazioni elettriche, diconsi quelle che si fàuno sopra t' e- 
letlricilà. (A) 

22 — * Pesci elettrici : Quelli che sviluppano a lor grado una mag- 
giore o minore quantità d' elettricità , che adoperano per difendersi 
dagli assalii de' loro nemici, o per intorpidire gli animali che loro 
sei-vono di alimento. (A.O.) 

!(,dpfx.KGV U rmp 23 — "Principio elettrico: Causa incognita de'fenomenidelielettricità.(A.O-) 

24 — * Quadro elettrico o fulminante: Lamina ampia e grande di ve- 
tro , coperta dall' una e dall' altra parte d' una foglia di stagno che 
non arriva fino ai margini. (A. 0.) 

25 — * Scintilla elettrica : Favilla luminosa che si svolge da un corpo 
deferente carico di elettricità , quando gli si presenta un dito , od 
un conduttore allo slato naturale. (A. 0.) 

26 — * Scossa elettrica : Commozione data ad un animide dali elet- 
trici là. (A. 0.) 

27 — * Sfera di attività elettrica : Spazio circoscritto , fuori dal cui 
limiteun corpoelellrizzalocessadipoter manifestare la suaazione.(A.O-) 

28 — * Spruzzo e Saetta elettrica : Faville luminose, che nella oscurità 
si vedono lanciarsi da un punto fisso sopra il conduttore d' una mac- 
china , facendone girare la ruota} bisogna che la macchina sia di- 
sposta per dare fluido positivo , poiché col fluido negativo non si ot- 
tiene che un punto luminoso. Questo fenomeno dipende da ciò che 
i corpi acuti non possono conservare l' elettricità che loro si comu- 
nica. (A. O.) 

2g Slato elettrico,*/ dicelo slato d'un corpo il quale è elettrizzato. (B) 

3 * Tensione elettrica : Quanlilìi più o meno considerabile d' elet- 
tricità accumulala alla superficie d' un corpo , ritenutavi dall' aria 
atmosferica. (A. 0-) 
3, *' Virtù elettrica : Proprietà di far succedere i fenomeni dell'e- 



lettricità. (A. 0.) 
poiché questa sostanza fregata attira i corpi' leggieri. ) Cont. Elettrione, * E-let-tri-ó-ne. N. pr. m. (Dal gr. electron ambra gialla, 
oes. (A) (N) quasi voglia dirsi molto pallido. )— Figlio di Perseo e di Andro-, 

— galvanica , * che dicesi anche Elettricità animale , Galvanismo, meda, ucciso da Anfitrione suo nipote. (Mit) 
Voltaismo. r. Elettricità sviluppala per via delconlatlo di due corpi Elettrizzamento. (Fis.) E Iet-tnz-za-men-to. Sm. Lo stesso che Elettna- 



gialla; 
Pros. Poes 




di natara differente. (A- 0.) 

3 — magnetica. " V. Magnetismo. (A. 0.) 

4 < — positiva o vitrea, negativa o resinosa.* V. Elettrico, §. 16. (A.O ) 
Elettrico. (Fis.) E-lèt-tri-co. Add. [m. Aggiunto di corpo che dà segni 

di essere elettrizzato , o che appartiene all' elettricità , che ha i ca- 
ratteri dell' elettricità , o che può essere elettrizzalo ec] Lat.ex. elejiJ*o , 
electricus. Gr. ■riXinrpix-óv, Sagg. nat. esp. 84- Esperiej*e« , '"*per rico- 
noscere se all'ambra ed all' altre sustanze eleltnpbe-Sinehiegga il mezzo 
dell'aria, perchè attraggano. E 227.La YJi>*cr*eIettrica ec. risvegliasi per 
delicato o per valido strofinamerijpjrirtutti quei corpi dove ne minieua. 

A f "ìn^T 3 fìlr> f fl ra — '*"""^' ra d' elettricità elettrica. (A. O-ìr 
— * Bugno elettrico , Bilancia elettrica , Batteria elettrica, y. Bagno, 
5. 6 , io; Bilancia , $. 4, 2 J e Batteria, §. 4. (A. 0.) / 

4 — * Boccale elettrico: Bwchiero di vetro intonacalo entra/e fuora 
di foglie di stagno sino ad una piccola distanza dai margini. (A.O.) 

5 — * Ballo elettrico: Esperienza di fìsica che consiste/nel far saltare 
alcune piccole figure di carta o di midollo di sambftco in su di un 
disco di metallo sospeso al conduttore della maccìyifia elettrica. (A.O.) 



zazione. /^. (B) 

Elettridi. * (Geog.) E-lèt-tri-di. Lat- Ekttndes. Isole favolose all' im- 
boccatura delfFo, in una delle quali i poeti finsero che cadesse Fé? 
tonte. (Mity__^- "*** '~* > , . ~* ' ' 

Elk&wwzzante , * E-lct triz-zàn te. Part. di Elettrizzare. Che elettrizza. 
V. dyreg. (0) 

EletxKtzzare. (Fis.) E let-triz-zà-re. Alt. Comunicare la virtù elet- 
J/rfca , o Indurre nei corpi lo stato elettrico , cioè renderli atti a 
mandare scintilluzze d una specie di fuoco , ed attrarre i corpi leg- 
gieri ec. Inerbo nato dalla parola Elettro, che vuol dir ambra, perchè 
i primi fenomeni elettrici furono osservali neli ambra. (B) 

2 £ „', pass. Prender la virtù elettrica. Tag^ Leti, I temperamenti 

ignei s' elettrizzano meglio che gli altri. (A) 

Elettrizzato. (Fis.) E-lct-triz-zà-to. Add. m. t/^TEtettrizzare. Che ha 
sentilo la virtù deli elettricità. (B) 

Elettrizzatore. (Fis.) E-let-triz-za-tó-re. rei/, ni di Elettrizzare. Co. 
lui che elettrizza. Algar. I più sagaci nostri efettrizzatori promuo- 
vono il sistema dell'acuto Quacchero Fjj/nklin. |A) 



'*. 



? 



dipinta. (A. 0.) 
zzi metallici por- 
condultore d' una 



6 — * Canna elettrica .' Tubo di vetro ricoper 
Leyden comune, e rinchiuso in un tubo 
"7 — * Chiasso elettrico : Suono prodotto da 
tali sopra uno stelo pur metallico , aliai 
macchina elettrica. (A. 0.) / 

8 — * Cervo volante elettrico : Macchina immaginata da Roumas per 
accertare i identicità del fulmine c/tti elettricità. V. Cervo, 5- 2. (A.O.) 

9 — * Combustione elettrica : Copwustione prodotta dalla scintilla elet- 
trica spiccata in iu di un corpo combustibile. (A. O.) 



f*l* 



on una boccia di Elettrizzatrice.* (Fis.) E-let-triz-za-tri-caf Ferb. 



di Elettrizzare. C. 
'jatlo e L' effetto del- 
ti e 



di reg. (0) 
Elettrizzazione. (Fis.) E-let-triz-za-zic*ne. Sf L'i 
i elettrizzare. — , Elettrizzamento/ sin. (B) I 
Elettro. (St. Nat.) E-lét-tro. lSm.]/Lo stesso che Ambra. V. Lat. 
ctrum, succinum. Gr. $xi*.Tpov. Rkett. Fior. »g.VL' ambra gialla., chia- 
mata da' Latini succino , da' Giteci elettro, e dagli Arabi cafabe , si 
al lito dell' Oceano scttenti/onale. / 

parie del quale è argento! ed il re- 



fesca 



2 _ Spezie di metallo, la quinl 



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ELETTROtfHENISMO 

sto oro. [ Forse il nostro platinoq Fr. Giord- Pred. Su ({nella mensa 
erano vasi nobilissimi d'oro, di argento, di elettro, e di pietre pre- 
ziosissime. E appresso : II suo palagio risplendea di oro finissimo , dt 
argento , di elettro. 

Elettrochemsmo. * (Chini.) E-let-tro-cheni-smo. Sm. V. G. Lai. clec- 
trocheuismus. Teoria nella quale si spiega !' affiniti , e tutti * fil- 
metti chimici de corpi con le leggi della polarità elettrica. ( Dal gr. 
electron ambra gialla , e per estensione tutto ciò che contiene elettri- 
cità , e konìlin intendere, sapere.) (A. O.) 

Elettroforo. * (Fis.) E-let-trò-fb-ro. Sm. F. G. Zaf.electrophorus.(Da 
electron elettro , e phero io porto.) Strumento destinato a trasportare 
ed a ritenere il fluido elettrico libero per mollo tempo, che è costrutto 
d'un piatto metallico ricoperto d'uno strato resinoso , e d'un disco 
metallico libero, munito d'un manico forse isolalo di vetro. (Aq) 

Elettrogeno.* (Fis.) É-let-trò-gc-no. Sm. F. G. Lai. electrogenus . (Da 
electron elettro, e gennao io genero, ovvero genos generazione.) Cosi 
Schmidt chiamava la causa ignota del fenomeno dell' elettricità. (Aq) 



\ 



ELEVAZIONE 33 

in onore di Giove Eleuterio ogni cinque anni in Platea , perelernar 
la memoria di quella battaglili. — Feste celebrate da' liberti il giorno 
in cui avevano riacquistala la libertà. (Mit) 

Eledterii. * (Gcog.) E-Ieu-tè-ri-i,Elcuteriep|.-<9«WèAb popoli della Galli» 
Aquitanica. (G) 

Eleutf.uio , * E-leu-tè-ri-o , Eleutero. N. pr. m. Lai. Eleiitlierius. (Dal 
gr. elevlheros libero, onesto, ingenuo. ) — Sommo pontefice del II. se- 
colo. — Esarca di Ravenna per /.' imperatore Eraclio. (B) (Van) 

2 — * (Mit.) Soprannome dato a Giove, in memoria della vittoria dì 
Platea , die assicurò la liberta della Grecia. — Soprannome di 
Bacco, e corrisponde al Liber pater de' Latini. (Mit) 

3 — * (Geog.) Fiume dell' Asia nella Siria. — Città che Bacco fece 
fabbricale in Beozia. (G) 

Elrdterha. * (Gcog.) E-le-n-tèr-na. Ant. cil. dell'isola di Cr"in. (G) 
Eleutero, * E-le-u-tè-ro. IV. pv. ni. Lo stesso che Eleuterio. F. (B) 
a — * (Geog.) Lat. Eleutherus , Eleutheros. Antico fiume della Siria. 
— della Sicilia. (G) 



r^TTROLOciA* (Fis.) ~E-let-tro-io-s;ì-a. Sf. F. G. Lai. electrologia.(Da Eleuterocarpa. * (Bot.) E-leu-te-ro-càr-pa. Sf. F. G. Lai. eleuthero- 

J electron elettro, e logos discorso. ) Teorica deli elettricità. (Aq) carpa. (Da elevlheros libero, e carpos frutto.) Classe di piante entro- 

Elettrometro, (f's.) E-let-trò-ine-tro. Sm. F. G. Lai. clectroinetrum. game, che comprende de 'vegetabili senza fusto, capillacei, quasi acquosi, 

C Da electron elettro, e melron misura.) Strumento per determinare la ed a frutti liberi , cioè sparsi in tutta la loro superficie. (Aq) (Van) 

(iTinruitiuipPrnssimalìvadifluidoelettricoemessodacorpielettrici.(A){Aci) Eleuterocilici. * (Gcog.) E\eu-te-ro-cì-\i-ci. Ant.popoli della Cilicia. (G) 

Elbttromicrometho. * (Fis.) E-let-tro-mi-crò-me-tro. Sm. F. G. Lat. e- Ei.euteroc-ini. * (Bot.) E-leu-terò-gi-ni. Add. m. pi. F. G. Lai. eleu- 

kctroinicronielrnm. (Da electron elettro o elettricità, micros piccolo, therogyni. ( Da elevlheros libero, e gyne femmina.) Epiteto de' fiori 

e melron misura. ) Strumento per indicare le più piccole quantità con ovario libero , cioè non aderente al calice. (Aq) 

d' elettricità. (Van) Eleutepolaconi.* (Geog.) Eleu-te-ro-la-có-ni. Lai. Eieiitberolacones. Ant. 

Elettromotore. * (Fis.) E-let-tro-mo-tó-re. Sm. Lai. electromotor. (Dal popoli della Laconta,daA 'uguslo liberali dalla dipendenza di Sparta.(G) 

a*, electron elettro , e dal lat. motor motore. ) Corpo fornito della Ei.euteropoli. * (Geog.) E-leu-te-rò-po-li. Antica città della Palestina 

nronrielà di muovere il fluido elettrico latente; e dicesi ingenerale di nella tribù di Giuda. (G) 



proprietà di muovere il Illudo elettrico latente; e dicesi mge 
qualunque apparecchio allo a sviluppare l' e le Urie ila. (Aq) (A. O.) 
E.WS.TTROSCOPKX * (Fis.) E-let-tro-scò-pi-o. Sm. F. G. Lat. electroscopium. 
(Da electron elettro, e scopeo io osservo. ) Strumento destinato a far 
conoscere la specie di elettricità d'un corpo; e propriamente a deter- 
minare la quantità di elettricismo, che regna neli aria ; ond' è che si 
applica al parafulmine. (Aq) (Van) 



Eleutì. * (Geog.) E-lè-u-li. Una delle quattro principali Tribù de' 
Mongoli occidentali. — Ant. popoli d' Italia nella Japigia- (G) 

Elebto. * (Mit.) E-lè-u-lo. De a^ che prese deva ai parli. La stessa che 
Ilizia. V. (Da! gr. elevtho io'vengmj-^Mil) ""• ■ ' — — — — 

Elevaménto , E-le-va-mén-to. iSm.' Lo stesso che] Elevazione. V. [ V- 
Eminenza. ] 



Elettuario (Farm.) E-lut-tu-à-ii-o. ISm. ] Medicamento di molle con- 2 — [E per melaf.} Lat. elatio. Gr. èlpais. Teol. Misi. Stngnendo le d*- 

sistema { ed tm po' più denso del mele , che si prepara di polveri , sordinazioni delle virtudi d' entro con velocissimo elevamento. 

polpe estrani, sciroppo o mele ec; e se ne fanno di varie specie per Elevare , E-le-và-re. {Alt.] Levare in altn, Innalzare. Lai. elevare. 

diversi usi E pero prende diverse denominazioni , così dalle droghe Gr. oc'lpeiv.» Vii. S. Frane. 236. Elevò fS. Francesco) alto lo braccio 

e dagli usi, come da' nomi degi inventori. — ,Eletlovario, Laltovario , ritto, e scopersegli la piaga , ec. (V) 

Laltovai-o Lattuaro, Littuario, sin.] Lat. electuarium. ( Dal lat. eie- a — {Per melaf.) Esaltare, [Promuovere a dignità ed onori.] Lai. ex- 

ctus part.' di eligo io scelgo, perchè rimedio composto di varii scelti tolferè. Lab. 5i. A coloro che ad alcun onore sono elevati più che ad 



ingredienti.) Lib. cur. inalali. Molto a proposito èc l' elettuario letifican- 
te. E appresso : L' elettuario contro la pietra è di antica invenzione. 

Eleucadio , * E-lcu-cà-dt-o. N. pr. m. Lat. Eleucadius. (Dal gr. et sem- 
pre , e leveas , ados bianca.) (B) 

Eleuchia, * E-lèu-chi-a. N-pr.f (Dal gr.. eleos misericordia, ed evche 
voto , ovvero evchos gloria : Voto di misericordia, ovvero Misericor- 
dia gloriosa. ) — Figli wla di Tesilo. (Mit) 

Elf.csa. * (Geog.) E-lè-u-sa. Isoladella Grecia sulla costa dell' Attica. (G) 

Ei-ECsi , * E-lè-u-si. IV. pr. m. ( Dal gr. elevsis venuta. ) — Eroe figlio 
di Ogige , maestro di Mercurio, che diede il suo nome alla città di 
Eleusi. (Mit) 

2 — * (Geog.) Borgo e città dell' Attica , celebre pel tempio e pe' mi- 
steri di Cerere. (G) 

Eleusina. * (Mit) E-le-u-sì-na. Soprannome di Cerere , dalla città di 
Eleusi, dove celebravansi i misteri di lei. (Mit) 

Eleusine. * (Bot.) E-le-u-sì-ne. Sf. pi. Genere di piante esotiche unilo- 



alcuni si convenga d' usare. 

3 * Elevar la mente, il cuore alle cose celesti , a Dio =3 Indiriz- 
zarli verso Dio , Sollevarsi alla contemplazione delle cose divine. F. 
Elevato, §. 2 , ed Elevatissimo, §. ?. (A) 

^ E n. pass, {nel 1. sign.] Ciro. Geli. Tenendo sempre aggravata ni 

terra co' legami del corpo quella parte che si eleverebbe al cielo. 

Elevatezza, E-le-va-tdi-za. [Sf] Altezza. — , Elevatura, sui. {F. Emi- 
nenza.] Lai. elalio , subliinitas. Gr. ityor. 

2 _ {Fig. Dignità, Maestà, Nobiltà.] Segner. Mann. Olt. 1?. 2. Tanto 
è lo splendore che scorge ad un medesimo tempo in cosi bel volto, e 
tanta è l' elevatezza. ■ , p i 

3 * Elevatezza d' ingegno , di mente , d' animo e simili — Capacità 

di comprendere e concepire le cose le più sublimi , Grandezza d' a- 
nimo , Nobiltà di sentimenti ec. (A) 

Elevatissimo , E-lc-va-tìs-si-mo. {Add. ni.] superi, di Elevato. Lat. e- 
reclissiinus , maxime sublimis, perquain sublimis. Gr. fj-ci-Xiara dp^d?, 



bee, della" triandria diginia , 'famiglia delle gràminee colle spighette 2 — {E per meta/.] Fr. Giord. Pred. Sileno colla mente elevatissima irt 
unilaterali a molti fi ori , le glume del calice senza reste, e l' infiora- Dio. Fit. B nv. Celi. 162. Un certo prete Siciliano, il quale era di 



zione spigata o pannocchiala. Ottenne questo nome perchè in mancan- 
za del. riso, i suoi grani sono un buon alimento pe' pnveri indiani, som- 
ministrando inoltre ottimo e copioso pascolo al bestiame. ( Eleusina 
diecsi da Cerere, dea delle piante alimentari. ) (Aq) (Van) (N) 
Elcusinico, * E-leu-sì-ni-co. Add. pr. m. Di Eleusi, ma dicesi meglio 
di cosa, massime rispetto a' misteri di Cerere Eleusina. Alf. Sat.(N) 
Eleusino , * E-le-u-si-no.^cW. pr. m. Di Eleusi , e dicesi di persona e 
di cosa. — Misteri eleusini si dissero i misteri di Cerere che si ce- 
lebravano in Grecia , e specialmente dagli Ateniesi in Eleusi , ap- 
pellati i Misteri per eccellenza. (Mit) 
Eleijsio, * E-lèu-si-o. IV. pr. m. (V. Eleusi.')— Padre di Trino le mo e, 

secondo alcuni, fondatore di Eleusi. (Van) 
Eleusippo, * E-le-u-sip-po. N. pr. m. Lat. Eleusippus. (Dal gr. elevsis 
città celebre pe' tempii di Cerere , e hippevs cavaliere : Cavaliere di 
Cerere.) (B) 
Eleutera. * (Geog.) E-lc-ii-té-ra.Cj«à dell' Attica. — Luogo vicino Tebe 

dove fu sepolta la maggior parte de' soldati di Adrasto. (G) 
ELEnTERACinciA. * (Gcog.) E-leu-te-ra-ci-li-ci-a. Sf. Qu. •< ,1 parie della Ci- 
licia che governavasi colle proprie leggi. (Aq) 



elevatissimo ingegno. 
Elevato , E-le-và-to. Add. m. da Elevare. Lat. elatus, sublalus, erectus, 
sublimis. Gr. bJ»&s*s. Farch. Star. 11. Non essendo l'artiglieria ele- 
vata, ma al piano dell'orizzonte. Sannaz. Arcad. pros. 10. Sopra la 
testa'avea due corna dirittissime, ed elevate verso il cielo. 

2 .r p cr melaf. nel sign. di Elevare, §. 3.] Mor. S. Greg. La cui 

mente elevata alle cose celestiali ec. » tìuon. Fi r. Intr. 5. J. Al vate 
professor di libertà Fren non arresti V elevata, mente. Morg. 18. Sy. 
E tutto con lo spirito elevato, Tanto, che Pa,ol parea al cai ratto (B) 

3 — [Innalzato ad onori , Potente per dignità e cariche eminenti, ric- 
chezze e simili.] Mor. S. Greg. Ma quando essi guardano bene al- 
quanti di questi uomini così elevati, subitamente essere dal nostroSi- 
enore Iddio atterrati , ec. —-,,, . • ,,* 

A _ * Parlando ^'Ingegno, Sublime. F. Elevatissimo. (A) 
Elevatore,* E-le-va-tó-re. Ferb. m. di Elevare. Che eleva. Falhsn.Berg.Cfy) 

2 _ (Anat.) Lo stesso che Elevatorio. V. (A) 

3 (Cbir.) Strumento che serve, a rialzare le ossa depresse, detto an- 
che. Elevatorio , e ve ne ha di più specie , due delle quali prendono 
il nome da Petit e Louis che ne furono gì' inventori. (A) (N) 

Eleuterati.* (Zool ) E-le-u-te-rà-ti. Add. e sm. pi. V. G. Lat. eleuterata. Elevatorio. (Anat.) E-le-va-tò-ri-o. Add. e sm. Cosi diconsi 1 muscoli 
(Da elevlheros libero.) Classe prima degl'insetti nel sistema enlomolo- eli varie parti del corpo deli animale , i quali hanno ufficio d' al- 
bico di Fabricio , che in dieci ordini comprende tutti i coleotteri che zare. — , Elevatore, sin. Foc. Vis. (A) 

hanno le mascelle nude e libere. Forma il quinto ordine de coleolleri Elkvatrice , E-le-va-tri-ce. Verb. f di Elevare. Che eleva. Crivel.Elem. 
nel sistema di Cuvier. (Aq) (Van) (N) J?fc 2- Jjerg. (Min) 

Eleutere. * (Geog.) E-ie-u-tè-re.^n^'ca cil. dellaBeozia. —Fiume della Elevatura, É-le-va-tù-ra. Sf. Lo stesso che Elevatezza. K.Baldel Com. 
Fenicia. (G) Ces. 2. 18. Berg. (Min) " 

Kw» ti l' mw* . * (e^n -g-.) -E-Teu-te-re-a. Ani- cil. deli isola di Creta. (Gì Elevazione, E-le-va-zió-ne. [ Sf. L'elevare,] —, Elevamento, sin. [f. 

Eleuteria. * (Mit.) E-leu-tè-ri-a. Dea della libertà. ( Dal gr. elevlheros Eminenza 1 Lai clevatio. Gr. HpTis. Farcii. Ercol. 281. Forse perché il 
. libero. ) (Mit) 

2 — * (Geog.) Loggia del Ceramico in Alene dedicata a Giove Li- 
beratore , ed eretta qual monumento della libertà della Grecia. 

Fontana in Argo ove le Sucerdotesse attignevano i acqua pe' sacri- 
fidi offerti alla dea Eleuteria. (Mil) 

"Eluuterie. * (Arche.) E-lea-tèri-e. Add. e sf pi. Feste che celebravansi 
Focili. III. 



numero si compone e nasce da' piedi , e fòr;se perche ciascuno pie ha 
necessariamente quelle due cose che i Greci chiamano arsi e tesi, noe 
elevazione, la quale è quando s'alza con ^la voce la sillabi, e posizione 
la quale è quando la sillaba s'abbar,a. Red. Ins. tóo. Q ae.fr ( pallot- 
toline rosse) del salcio son situate in modo , die hanno la. loro ele- 
vazio.i« dall'una e dall'altra banda della foglia- 

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ELEZJONARE 



ELICE 



ì ~~ L^f mtta f- Esaltazione, Stato o Grado di dignità e d'onore. (A) Elia/ È-li-a. N. vr f — Tina //*//«V/,w. «„„;■ j- e ,, n 

3 - (Eccb) Elevazione dell'Ostia , del Signore, o tfmplicemenuZìe**- móglie di cLdio.^mS El ^---Mogl t e d, Silla.-Pnma 

none, rfrc-eii i Alto del sacerdote, quando , cedrando /a »:e«a , a — * (Geo?.) Aceiunto ili n,nli. -.»i „,/ «• . j ... 

.W« i/O*. .</ fi «Ab. rfopo i« ^mwUJ Pt. S. Ani Al ,* ra rfor. Idr^Tcu noterà El '^G WMiTì ' 

• tuono di quel campanellino che » suona all'altare, alia elevazione 3 _ • (Arche.) iVW diùnZZmLtiarL» ( °- ' . 

del Signore (A) (N) «tó/j/iiutr^XS^Mitì 8 W«rle^on„ 

ftfcft SSr 1 -P— ,'cciderando l'elevazione EiuchE * %J5 SS?*^ J «ì/SS» M 

5 - (IstrolO V^e 3 V astrae ne l forare un oroscopo , ^T^È^S"" "^ " " W ° C '"' '" *"* ^ " ^ 

afta _««cji« y, qualcheduno. Booc. Cam. Dani. Gli astrologi so- Eliaco. (Astr.) E -li-- ,-co. Add. m. F. G. Lai. heliacus. (Da helios il 

'aggi 



gliono talvolta nella natività d'alcuni fare certe loro elevazioni, . 
per quelle vedere qual sia la disposizione del cielo in quel punto che 
colui na.fc, per cui fanno la elevazione. Usando delle loro elevazioni, 
d ogni tempo il dividono (il dì) in dodici parti uguali , e così fanno 
la notte. (A) 6 

6 — (Archi.) Più toscanamente dicesi Alzata. F. (A) 



sole. ) Diersi del sorgere e del tramontare di u 
del sote , che ne impediscono V osservazione. (A) 

> — Onde 11 nascere ed il tramontare eliaco di una stella , altro 
non sono che la sua apparizione ed occultazione. (A) (Van) 
a — (Arche.) Sacritìcii eliaci, Feste eliache , chiamatisi datili 



dagli antichi 




- (Med./E.cvazione del polso, dic^Tmed^ Quando le pulsazioni E^^t'li^^^ 
zionedeU^Ji C ; "-"i ""*'" "' 'V'"* dcli f leva ' El, , adi - * (Mit.) E-li-a-di. A»] nombm^ii le sorelle di Fetonte fÙlil 

mZo LZTsuttZZ 7!? e co " a J0;,a£a t,/,e •'" ,tte/ " ,0 - *? ti'H ! ]& àm "> os "« di Eli ° re *«''">'« diktat™ 

mo si esegue siili oi gemo. (L) tìm f a foj^ , Da [ „ r _ ) ie \ ios s . >, , Mjn 

Elezione, IvIe- z ,o-nare.^«.^.^. Dev'Eleggere. r.EJezionato.(A) E*U* * - 
JKfLEzioKAP.io , E-lc-zio ni-ri-o. [ Add. e sin. F. A. F. e ' 

JSov. ani. g. 2 . La qual fletterà J contenea in eftetto , 

parente era tratto elezionarìo del capitano , e che celi 



M* 



.Elezionato.(A) EftUMO, E-h-à-mo. N. pr. m. Lai. Eliam. (In cbr. eìighuam da ci Id- 
e cCt ] Elettore. dio , e gtìuam popolo: Popolo di Dio, ovvero Dio del Popolo.) (R) 
», cuc un suo Emanasse, * E-li-a-nàsse. iV. pr. m. Lai. Helianax. (Dal er. kelios sole, 
i sperava certa- ed anax re .' Sole de' re.) (B) 

ie s'avevano a K«.i»*n • v it a — tv — — r ^. » .• ,«t . ,. „.. . . . 

. j all'ordine. E 
appresso: bi trassero della borsa generale del Consiglio grande sessanta 
elezionani a sorte. E lib, j. Affinchè gli ele/iouarii potessero più si- 
curamente nominare , ordinarono ec. 



niente farlo eleggere. Pareli. 6 l'or. 3. Le borse, onde s'avevano 
trarre gli elezionarn , ovvéro nominatori , non erano all'ordine. E 

a 



Eliamj , " E-h-à-no. iV. pr. m. Lat. Aclianus. (N. patr. di Elio.)— Aul<« 

Pomponio. Tiranno delle Gallie sotto l'impero di Diocleziano.— 

Claudio, naturalista e filosofo greco e storico che visse a' tempi di 

Alessandro Severo. — Meccio. Medico del IL secolo, sotto l'impero 

w, „ k- i ' ■ ; J «' Adriano. (B) (Van) 

W^fa^^^{^^r da ^ e T aX % r ) A - r ù' d $ fr,wW«« V. G. Lat. belianthemu». ( Da 

Qui. Burch. j. 7 . Il nobil keàos soie., e anthns liu.e.) Cenere dinante dell*. poliandria ir». 



us , designa! us. G 
cr.valier mesfcr Marino ce, Dal magno re Alfonso eleziona'to, Mi par 



venirlo d* India un babbuino. 
Elezione , E-!e-ii-ó-ne. [o/.J L' eie, 
cieclio. Gr. ExXoyri. Bove, nov, 



Elei 



ginrenlo , Scelta. Lat. 



nogmia, famiglia delie cisti idee (nel Limiamo sistema specie del ge- 
nere Cisto P.),le quali si distinguono per lacopia de'lorojiori per la 
più gialli co' calici esterni di tre foglioliiie strette, e per una capsola 
uniloculare irivalve cm molti semi. (A) (N) 
ELiAM-o.(Bot.) E li-àn-to.ó'm./^.G. Lai. hcìianthus. (V. elian'er.io.) Genere 
di piante a fiori compesti della singenesia frustranea, famiglia dille rag- 
giate, distinte da un antodio embricalo di squame alquanto patenti, col 
ricettacolo paleaceo e dal pappo di due foglio/ine. Le specie di questo 
>,^e ii suo nono. < </ui parlivi d elezione passi- genere possono servire all'ornamento de' giardini. Distineuonsi f E- 
cui quel bene e quel dono divino, a goder e lianto annuo, detto Girasole, Crisantemo, Corona solis ec. e l' £. 
Onusto "'"ut sei stato elello discretamente, cioè lianto tuberoso , indigeno del nostro Regno , le cui radici buone a 



I 



y 



tutti 
ui è 



gy. 20. Ninno secondo debita elezione 
ci s innamora , ma secondo l'appetito ed il piacere. Petr. san. zoq 
Amor la spinge e tira , Non per elezion , ma per destino. » Bocc.g. 
7. n 1. Clelia vostra elezione sta di torre qual più vi piace delle due, 
» volete aincndne. h g. ,0. n. 8. Usa adunque Leto la tua elezione 
e il discreto consiglio , e il si 
va , e vuol dire : Godi 1 
usar del quale per consi 
con retto giudizio. ) (V) 
1 — Facoltà di eleggere. Lat. jus eligendi. Dani. Par. 3z. A5. Che 
questi sono spirti assolti Prima eh' avesser vere eiezioni. » ( O 
non jus ma vis eligendi.) (P) x 

~ *P a . n ,° dl e |( W r e o deputare ad un posto , ad un uffizio ad 
om dignità ; e difesi per lo più quando si fa da più persone. Ma- 
gai. Leu. La Società reali; subornata dalle sue pratiche per la mia 
eiezione in uno de suoi membri. (A) 
.* ~'L° nde , Avere ,a azione =_ Essere stato eletto ad alcun uff. 
f, e Fare elezione = Eleggere. F. Fare elezione. (A) Pecor. fÉibl. 
me. II. ,2.260 .) pareva loro . . . non aver fatta buona elezioue/N) 
k — in modo avverb. Di elezione. F. (N) * 

5 p" ^ C t '^ P ' P o des ' inazÌ0r,e - Lal - praedestinatio. Gr. -K f oo ? urp.ót. Segn 
, ,' .*• ^ ,a (iezlone de' mortali alla gloria sia susseguente alla 
vision de lor menti. & « 

. *,~ L T ° l f o/l '' dicesi della scella che Dio di suo beneplacito fa 
ami angeli degli uomini per oggetti di misericordia e di «roti,*. 
Uiide Vaso d elezione, ili istile della scrittura è detto S. Paolo 1 
Uanl- l„f^ 2. 28. Ar.dovvi poi lo vas d'elezione. 



zio ; 
E ne. 



Ecfaal , * Èl-fa-al. JY. pr. m.' Elphaal. (DalFehr".' el Iddio 

operare : Opera di Dio.) (B) 
Elfego , * 



e paghual 



mangiare chiamami volgarmente Tartufi di cannna, e Tartufi bianchi- 
cosl dette per la firma e vaghezza de' laro fori e per la proprietà che 
hanno quelli di alcune sue specie di rivolgersi verso il sole. (A) (N) 

Eliasaf, * E-li-asàf. iV. pr. m. Lai. Eliasaph. ( Dall' ebr. el Iddio , e 
jasaph aumentare •. Dio che aumenta. ) (B) 

Eciaste. (Arche.) E-li-à-ste. Add. e sm. F. G. Lat. hcliastes. ( Da 
hehazo io sto al sole; perchè giudicavano in l:iogo scoperto, e dal 
levare al tramonlare del sole.) Giudice del più numeroso ed im- 
portai. te tribunale d'Atene, isti: aito da Collis trato , e net qua- 
le trattava' i principalmente o d' interpetrare le leggi oscure , o di 
mantener quelle che pciean esser lese. Il numero di questi giudici e- 
stralli dal popolo a sorte , talvolta ascendeva sino a mille o mille e 
cinquecento. F. Eliea. (A) (Aq) (Mit) 

Elifeiuì. * (Geog.) E-lì-be-ris, Illi-beris. Antica città della Gallili Narbo- 
ms-;. — della Spagna, oggi Elvira. (G) 

Euheiiitamo , * E -li-lie-ri-ià-no. Add. pr. m. Di Eliberis , cioè Di El- 
vira. Segnar. Crisi, instr. (N) 

Elica. (Geom.) È-li-ca. [Sf. F. G ] Linea [spirale , che con ravvolgi- 
menti eguali tra loro s'avvoltola intorno alla superficie d'un cilindro.^ 
Lai. spir.-ilis. Gf. ÈX'^. (Da i'i<?o io ravvolgo.) Gai. Sist. 8. Né mi caro 
di sottilizzargli l'instanza della elica intorno al cilindro , cIil" per e*- 

ec. Fiv. Dip. geom. Io aii 



h 




Eli?reka 
Elfuedo 



El-fie-da. N. pr. f. Lo nesso che. Èl&iila. F (B-) 
EI;frc-do, EÌFrido. A', pr. m. Lat. Helphridus. (Dal sass. 
ael tulio, e fede pace; Tutto pace. V. Alfredo.) (B) 
fct.Fr.IC0 , * El-f.i-co. N. pr. m. Lai. Aelf.icus. (Da! ted 



\i dèi quarto ordine , delti an- 

lasse delle univalve, distinte 

per la toro forma wbicolare, ed a spira convessa o conoide , le quali, 

insieme all'animale che vi abita, diconsi da' noi Lumache. /L«<.liciix.(Aq) 

3 — ' (Co!.) Lo stesso che Elléta o Edera. F. Lat. elix. (Cosi della 

d:il gr. helix altorcineiito , perché i suoi fusti rampicanti si altorci- 

-, (Da! ted. helfen ajuta- eliaco agli alberi e alle vecchie muraglie.) (Aq) 

;;: ; S 35- ìM i3m^ a trar3i da hulfe ^ £ucA0NE i ■ E - , 1 - c r tV ri ■?•• ^ m - ,4 ™r n (DaI ^ h frr s 
E ^ s l^i^ii^- *T {%£%** - R <^ * w, S5a e A "ZSre 1 l^a^di £& So" cuao ' w "" 

ELFÉmo' ?pTf 'a D,d tg ro * m adr f ch O'Iotu-doediEteb-edo.&XVM) El.cb. (E ,1.) È-li-ce. Sm. Lo stesso che Elee , Leccio. F. Lat. ile*. 

-F™ ' ■ fr'tr. E" "% L ° S '" SSO ch ' ElfreHo - F - C Van ) Gr. lfJ<. Samrnz. Egl. 6. Quesf è Proteo, che di cipressi» in elice, 

K.LCAFEL. (Gerg.) El-ga-fel. Cantone e moia* dell' Islanda. (G) 
EtetK. (Geog.) Lat. Efgìa. Contea e citta dalla Scozia. (G) 
ELooifDA."(Gto2.) El-gón-iia, Elagada. Catena ' 
K) EI-! ' 
(Geog.) El-go^ràb. Isola del golfo arabtca\ (G) 



E di serpente in tigre trasformatasi. E io. Già mi rimembra che da 
cima un elice La sinistra cornice , oimè, predisselo. (V) 



02) bl-goii-ila, Elagada. Catena di monti nel!' Indoclan. (G) i — (Anat.) Nome, che si è dato alla sinuosità semilunare piàprosiima 
t>cog, _bl-gón-tel. Città dell' Indostan. (G) all' occipite , ossia a ludo il curo esteriore deli orecchio dell'uomo. 



EtòOSTEL 

Elgorae 

EtGOVEI 

Et» fÈU.31.pr. m,Lat. He li (In ebr. ghueli da gtaial eccelx», oyvero d, 

gfiuota olocanato , o da ghueli pestello.)- Sommo sacerdote de Gin- 

ilei e giudice successore di S, 
Elia , * E h-a. iV. pr. ni. 

e/ah signore : Dio signore , o pure Signor "forte. ) _ Gran profeta 
." '?~ y ma " n llrn d Eù ^o rapito a l cido _ (B) /y an) 
' ~ (Geog.) S. Elia. Montagna, ridi' isola di Scià — 

Uhrjgraffoi te. (G) 



(Geog.)^EI-go.vè-i. Antichi popoli dell'isola di Albione. (G) 3 



di Sansone, padre di Ofni e Fineo (BYVan) / 
Lat. Elia, Elias. (Dall' ebr. et Iddio fòrte, 



dell' isola di 



(Dal gr. hf/ij: , iws giro. ) (A) 

— (Aiti) Sf. Costellazione, comunemente de lla l'Orsa maseior e. Sal- 
vin. Arai. Or questa è netta, e presta A scorgerli , appareWé" Elice 1 , - 
grande Dal principio di notle. (A) 

— (Gcora.) Lo slesso che Elica. Gai Me.cc* 6ig. Da' che venghfamo 
ii rtigrilziono , che fc-raa gelosi la vite colle sue elici più spesse, nesce 
tanto più gagliarda f cioè , colle sue spire.) E 6ìo, In luogo di far 
montare sopra la vite il peso , se ie accomoda la sua madre-vitfc cou 
l' elice incavata. (V) 

— * (Archi.) Scala a chiocciola che g<ra intorno ad un muro od in- 






'-»<%V**lrt%* 






ELICE 



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E LIMOSINI ERO 



35 



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ionio ad uno stipite cilindrico. Elici diconsi le volute minori del cu- 
vitella corintio. (Dal gr. helix giro. ) (Aq) (Mil) .;-'■'. 

6 • (Milit.) Punte artificiosamente ritorte e sporte in fuori , che a 

foggia di corna affiggcvansi alla fronte ed al cipo della guerresca 
macchina della Ai fete. (Dal gv. fttftòr, icos giro.) (Aq) ■ 

Elice. ' JS.pr.f. (Dal gr. helicia adolescenza.) — Figliuola di Aeleno, 
moglie di Jone.— Una delle Dannali. — N mfa Jìgliuola di Oleno, 
sorella di Ega ed educatrice di Giove. (Mi!) 

1 — * (Gcog.) Amica città dell' Acaja. (G) . 

Elicere, E-lì ce-rc. V.L. [ e poet. ] t'apre, Estrarre. Lai. elicere . Gr. 

^.Ì£Ux.--o£m4.- Jlel,>, seiw~28o„ E paipls^osnù^ anco, t>'el»ce. 1 ass. 
Ger. 4. 77. Questo finto dolor da molti elice Lagrime vere, e 1 cuoi- 
più duri spella. • . 

Ejài£Ifl*-(Agr.) E-li-cé-to. Sm.Luogo pianta'o di elici. (A) Tass. A min. 
t. 1. Andar si deve alla caccia ordinata Neil' ehecto. Meiiug. annoi. 
ivi: Eliceto : non è nome proprio di luogo, ma nome generale -si- 
gnificante ur» bosco d' elei, come querceto di querce : lat. ilicelum. (N) 

Euciano.* XAnaX) E-li-ci-à-ne. Add. e sm. Nome di due muscoli, uno 
Belio maggiore, /' altro minore : il primo situato al margine anteriore 
deli' orecchio esterno, e che va dalla pelle all' origine dell'elice ; il 
secondo situato a traverso sopra l' eminenza dell'elice e che separa 
le due parti della conca. (A 0) 

Elicieni. ' (Geog.) E-li-ci-è-ni, Elici. Antichi popoli della Persia. (Ci) 

Eucina. * (Zool.) E-li.-ci-na. Sf. V. G. Lat. helicina. ( Da helix , icos 
attorcimento.) Genere di conchiglie, da Lamark stabilito con una sola 
specie, che ha per carattere una conchiglia quasi globutosaad aper- 
tura intiera semiovale. (Aq) 

Elicio. * (Mit.) E lici-o. Soprannome di Giove presso i Romani, perchè 
-m__ medi iute, certi versi credevano di poterlo far discendere dal cielo. (Dal 
lat. elicere trar fuori.) (Mit) 

Elicitp. *(St.Nat.) E-lici-te. Sf. pi. V. G. Lai. belici tes. (Da helix , icos 
giro. ) Conchiglie fossili turbinate a vile , e principalmente quelle te 
cui spire sono girate sopra se slesse, come le pietre le nti ciliari (Aq)(\ an) 

Eliciti. * (St. Ecd.) E-li-cì-ti. Fanatici del sesto secolo , che vivevano 
una vita soli aria e facevano che il servigio di Din principalmente 
consistesse nel cantare de' canti- i e danzare colle religiose, per imi- 
tare l'esempio di Mose' e di Maria. Furono così detti a causa del loro 
danzare in giro. ( Dal gr. helix , helicos giro ) (B) 

£mwo , -E4i-ei-to. Add„m. da Elicere.. C el ato . Estratto ; e dicesi da' 
teologi e da' filosofi morali dell' alto della volontà immediatamente 
prodotto^ da essa. Segner. Concord. (A) 

Elico, * È-lico. jV. pi: m. ( Dal gr. helix, icos anello, arroilla : Por- 
tante armilla od anelli». ) — Figlio di Licaone. (Mit) 

Elicoblefara. * (Mit.) E lico-blè-fa-ra. Soprannome di Venere, dalle 
palpebre molili. (Dal gr. helix, icos giro, e blephain palpebra.) (Mit) 

Elicoide. (Geom.) E-li-cò-i-de, Add. e sf. V. G. Lat. hdieoides. (Da 
helix attorcimento , e idos somiglianza. ) Curva che nasce da una 
supposizione deh' asse delle comuni parabole Apollnniane , ripiegato 
in giro dentro la periferia d'un circolo. (A) (Aq) 

1 — * (Anat.) Così da Paolo E pineta è anche della la tunica vagi- 
nale del cordone spermatico, a riguardo della sui form a spirale.(\q) 

Elicona, (òcog.) tvli.-có-ha ,' elicone. Lai. Helicon. 'MouLU di-Ila Beo- 
zia, vicino al Parnaso, consacralo alle Muse ; ogni il Monte Za- 
gira nella Livadia. — Fiume della Grecia nella Macedonia. — del- 
la Sicilia. (A) (G) 

Elicosa. (Mus.) Sf. Monocordo degli antichi Grevi, con varie accor- 
dature all' unisono. (Dal gr. helicos eguale.) (L) 

a — "(Geom.) Elicona di Tolommeo : Nome di una figura geometrica 
applicata da Ti >lo mirteo ala musica, per far conoscere i differenti 
intervalli co' loro rapporti' (L) 

Elicone, * E-li-có-ne. ZY. pr. ni. Lat. Hclicon. ( Dal gr. helicos, e , ón 
volubile, nero. ) (B) 

a — * (Geog.) Lo stesso che Elicona. V-Ar.Fnr.ig.ig. Car.Lett.i.io6(N) 

Eliconia. * (Bot.) E-li-cò-ni-a. Sf. V. G. Lat. hèliconia. (Da helicou 
elicone. ) Genere di piante esotiche, della pentandria monoginia , 
fimiglia della scilaminee, con fiori spatacei, corolla bilabiata, nettano 
difilla , e capsola tri/oculare ; così denominate dalla loro somiglian- 
za colle piante del genere musa. (Aq) (N) 

3 — (Zool.) Divisione di farfalle , così dette da Linneo per lo stesso 
principio. Giusta Cuvier, è un genere di papig/ioni simili ai danai , 
di' quali si diitinguono per le ali strette ed allungale , e per l' ad- 
domine dilicato e cilindrico. Trovatisi particolarmente nell' America 
meridionale. (Aq) (N) 

Eucomari. * (Mit.) E-li-co-ni-a-di. Soprannome delle Muse, come abi- 
tatrici dell' Elicona. Dette anche Eliconie. (Mil) (Van) 

Eliconio , E-li-cò-ni-o. Add. pr. in. Del monte Elicona. Menz. sai. 1. 
^ ET Eliconie rive Dieno al vostro palato umor si grati. (A) 

1 — (Mit.) Soprannome di Giove. — Sopran. di Nettuno adorato 
in Elice. — Eliconie furon dette le 31 use , dal monte Elicona. Lo 
stesso che Eliconiadi. V. (Mit) 

Eucosofia. (Geom.) E-li-co-so-fì-a. Sf. V. G. Lat. helicosophia. ( Da 
helix, icos giro, e sophia scienza, cognizione.) L' arie o la maniera 
di descriver le etiche , ossia spirali. (A) 
* Elicwsa, * E-li-cri-sa. ZY. pr. f. (V. Elicriso.)— Ninfa che, dicono i mi- 
tologi, diede il nome agl'Elicriso, perchè fu la pi-ima a eogfierto.CMjt) 
. • Elicriso. (Bot.) E-li-cri-so. [Sin. V. G. Genere di piante a fiori com/iosii 
della singenesia superflua , famiglia delle coiimbifcre , uno de' cui 
caratteri coir iste ne' fiorini ermafroditi e quinquefidi, forniti dì un 
giallo brillante d'oro, massime quando sieno illuminati dal sole. I 
Greci chi imavano cos\ una pianta di questo genere da noi detta 
volgarmente Zolfino, e da Linneo Gnapbalinm orienlale. — , Aglio-' 
triso , sin. Lat. helichrysurn.Gr.riXioxpi'ffos.] (Da helios sole, e chrjrsos 
oro.)Car. leu. 2. 184. Con una corona in capo o di dittamo, secondo 
i Greci , di divc:*i colori, secondo Marziano, d' elicriso , secoadg 



alcuni altri.» Salviti. B. T. 1. 2. Sai ebbe un moscon greco, un aglio- 
criso, cioè, per ridurre questi nomi al cittadinesco usu: Musco greco, 
elicriso. (N) 
Elicta, * E-li-cta. JV. pr. f. ( Dal gr. helictos curvo. ) — Una delle 

Danaidi. (Mit) 
Elicteriue. * (Boi) E-li-etè-ri de. Sf. Lo stesso che Elitterido. V. (Aq) 
Elide. * (Geog.) ÈJi-de. Sf. Contrada della Grecia ali occidente del 
Peloponneso, tra l' Acci fa , V Arcadia e la Messenin; divide» asi in 
Elide propria , Trifdta e Pisatide. — Città capitate dell' Elide, detta 
anche El ; s o Elea , oggi Belvedere. (G) 
Elicehe, E-li-dc-re. [Alt. anain."} V- L. Rimuovere, Levar via, [ An- 
nullare ; e dicesi per lo più delle vocali che si sottraggono infine 
'o in princ pio di una parola. ] Lat. elidere , amovere. Gr. s'xJjXiiSt'", 
«<p«i|>ìi'. Salvia. Pros. Tose. 2. 24. Questo segno ec. chiamato fu a- 
postrofo ec. , quasi un rimovimento e slontanainent'i di quella povera 
vocale , cui tocca a essere elisa ec. 

Elidion. * (G.eog.) E-li di-on. Promontorio della Tracia. (G) 

Eliea. * (Arch^) E-li-è-a. Nome di una piazza assai vasta in Alene, 
ove si tenevano le grandi assemblee della Repubblica, e si riuniva il 
Tribunale degli "Etilisti. Era co<ì detta perchè il. popolo eri i giudici 
vi erano mollo esposti al sole. Lai. lielioleum. ( Dal gr. helios sole , 
onde eliazo io sto al sole.) (Van) 

Eliele,* E-li-è-le. N. pr. m. Lai: Elie!. (Dall' ebr. et che vai Dio e, for- 
tezza : Fortezza di Dio. ) (B) 

Ei.iELECciARE, * E li-e-leg-già-re. (Dal gr. elelev acclamazione militare.) 
P. Segn. Mazzi. (0) 

Eliezer, * E-li-è-zer. N- pr. m. Lat. Eliezer. ( In ebr. elighuezer da 
ci Iddio, e glniezer ajuto : Ajulo di Dio.) (B) (Van) 

Elifio , * E-lifio. JV. pr. m. Lai. Eiiphius. (Dal gr. helios sole, * 
phjo io nasco ; Nalo dal sole. ) (8) 

Eligendo,* E-li-gèn-do. Add. in. Ch' e da eleggersi. Da Recanal Bsrg. (G) 

Eliceste , E-li-gèn-te. [Pari. com. Lo stesso che Eleggente. Vi] Lai. c- 
ligens. Gr. ìx.xìyuv. Dani. riin. 'òg. Questa è , secondichè l'Etica die», 
Un abito eligenle , Il qnal dimora in mezzo solamente. 

Elicicile , E-li-gibi-le. Add. [com. Lo stesso che Eleggibile. V.] Lat. 
elcctione digiuu. Gr a.',pìròs. Fi: Giord. Pred. Un consiglio ti dà il 
mando , tua consiglio ti dà Iddio per bocca del Profeta : or q lale ti 
sembra eligibile? Buon. Ficr. 4. 4- 2 - Le commedie Tolgon dal vero il 
finto, e il iì'iU) loro II vero più ehgibile c'insegna. E 5. 3. ?. ?;Ia 
il signor , eh' io ascolto Scender , mi dà materia pia eligibile Di non 
gli rilardar di questi casi Le relazioni. 

Elicibilissimo, Eli-gibi-lis-si-mo. [Add. m] superi, di Eligibile. Lat. 
dignissimus eligi. Gr. x'ipiTMrzros. Lib. air. malati. Sono bevande 
piacevoli ed cligibiìissime tra le altre. 

ElicifulitÀ , E-b-gi-bi-li-là. Sf. asti: di Eligibile. Lo slesso che Eleg- 
gibilità. V. (A) 

Eligio, * E h-gi-o. Alò. W^k-Bi Lat. .E1ÌSÌU3. (Dal gr. eljsis impeto; e 
però vale impctuojo. ) Lo stesso che Aloeo , detto in modo accoro. 
Lo da' Fiorentini , e da' Napolitani e Calabresi Aloje, Aloi. (B) (N) 

Eligma. (Chir.) E-lìg-ma. Sf. V. G. Lat. heligma. ( Da heUgma , vol- 
gimento , rovesciamento che vien da ileo io volto. ) Depressione delle 
ossa del cranio fìnta di strumento contundente , senta soluzione di 
continuità ; onde le ossa, che primi verso il cerve/lo erano cave , di- 
vengono convesse , e viceversa al di fuori. (Aq) 

Elicoland.^ (Gcog.) E-li-go-làud. Isola del mar Germanico. (G) 

Eliha , * Eli-ma. N. pr. m. Lat. Elymas. (Dal gr. elyma rnuuico del- 
l'aratro, timone del cocchia. ) (B) 

2 — * (Geog.) Antica città della Cilicia. (G) 

Elihaide. " (Geog.) E-ii-mà i de. Antica città della Persia. (G) 

Elimatide. * (Mit) E-li-mà-ti-de. Dea adorata dagli Eiimei , creduta 
ora Diana, ora Minerva ed ora Venere. (Mit) 

Elimea. * (Geog.) E-li-mè-a. Sf. Lat. Elimea , Elimotis. Contrada del- 
l' antica Macedonia. (G) 

Elimei.ecco, * E-li-me-b'c-co. JV. pi: m. Lai. F.limelech. ( Dall' ebr. 
el Iddio, e me ledi re.) (B) 

Elimena , * E-li-mè-na. N. pr. m. Lat. Helimcnav (Dal gr. helios sole, 
e mene luna.) (B) 

Elimesi. *(Geog.) E-li-mé ni , Elimieni. Antichi popoli della Sicilia. (G) 

EliÌiesto , E-li-mèn-to. [Sm.] V. A- V. e eh' Elemento. Goti. Ab. Isaac. 
caa. 43. E come nella loro ministeazione darà la virttide alli quattro 
dimenìi che sono nel corpo nostro , ec. » Fior. S. Frane. 4°- 7 2 - 
V ha dato cosi nobile dimenio per vostra abitazione. E appresso ; 
Avvi ancora dato elimento chiaro e trasparente, e ci! .0. (N) 

Eliminare, * E-lì-mi-nà-re. Alt. V. L e dell'uso , principalmente pres- 
so i matematici. Togliere , Rimuovere , Escludere. (0) 

Eliunio. * (Mi.) E-lim ni-o, Elianto; Soprannome di Nettuno, col quale 
era adorato nell'itala dì Eubea. (Mit) 

Elimo , * E-li-mo. JV. pr. m. (Dal gr. elytnos borsa della cetra, flauto 
di bosso , arco.) — Compagno ed amico di Egeste, col quale venne 
in Sicilia- — Uno de' Centauri. — Guerriero greco ucciso da E 1 tore .(Mil) 

Elixio. * (Bot.) È-li-mo. Sin. V. G. Lai. tlyinus. (Da el-ly me pret. 
pass, di elfo involgo. ) Genere di piante monocoli/edoni , della trinn- 
dria digitila, famiglia delle gratvinee, colle spighette aggregate, invo- 
lucrale di molli fiori, la corolla con resta o senza, e l'infiorazioni 
spigata ; trassero un tal nome dalla conformazione de' loro grani in- 
volti nelle glume. (Aq) (N) 

Elimos. * (Mus.) Élimos. Sm. Flauto frigio , dogli antichi Greci co- 
strutto con legno d' alloro. (Van) 

Elimosina , E-li-mò-si-na. Sf. V. A. V. e di' Elemosina. Vìi. S-Alcs. 
262. Gli dettono la elimosina insieme con gli altri poveri; le qv.ali 
«liraosinc ricevendo Alessio, ri Fé ritte grazie a Dio. (V) 
Elimosiniero , E-le-mo-si-niè-ro. Add. e sm. V. A. V. e r/f Elemosin.i- 
rio. Vit. SS. Pad. 2. 267. Qui si compie la leggenda di S. Giovauai 
Elimosiniero. (V) 



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ElINA. 



(Min) Ell-na. Sf. V. G. La canzone de' tèssimi, presso gli Elioscopio. (Astr.) E-lio-scò-pi-o. 
-Greci -, Elino, sin. (In gr. «Vinai o sia elino, vai* (amen- diascopio.) Cannocchiale coir 
• ■"""*". . ' , , ' v .5, ii ■ _..: ..;»..„, „: r ;■„< osservine le macchie solari U 



j. Sm. V. G. Lai. helioscopiiim. ( V. 

Elino-, dm. ( In gr. «i/inoi o su rt.no. va,* «ne* ^rr***» * »» «*«*> <^""'" to «* <"° *" 

tevole ; .e vuoisi .cosi detto un «oto te^abre, io cui piangasi Uno, ««r^ «^^^ ««a ?«* « muffi, p^A. «* 

da «j oinic, e Lm«s.) .(Mit) (L,; _;* „„i ,,,.„,, ,,/,,, ,,, m0£ / t .fo> sembrano rimirare il sole. (Van) 

Eu H GA.*(MarinO E-Un-ga. 6'/: G rosM confa, « *« capi della quale sono ^^^Ì^^^^^vTg. Lai. l.eliosclinum. ( Da 

strettamente legaU insieme, lo che .iene a filare un ce,, h.oc he si El os «-JjggO L ho se h » *£* J^O ^ J^. 

M/u-ice e s annoda nel mezzo in guisa clic venga a fot mare un o , i ? rAnWV-ml 

oonyoUo rfi <fae anelli. Una tal corda adoperasi sopra le navi per "^""^ "^ 'i*-ò si 'S> . G. Lat. heliosis. ( Da fteZios sole. ) 

a/zare i ptò grossi colli di mercanze dal bordo. (Dal gr. Intigna ^. 



ravvolgimento. )(Van) 
Elikcue, E-)in-gue. Add. com. V. L. Mutolo per forza , Che e senza,. 

lingua. Lat. elinguis. Gr. £y\ucr<ros. Mus. Fred. 3. 90. Bcrg- (Mn, 
Ehm. * (Geog.) E-lì-ni. Ant. popoli della Grecia nella Tesproziy 
Eunnio. * (Mit.) E-lin-ni-o. Lo slesso che Eliranio. V. (Mit) / 
Elino- * (Mus.) E li-no. Sm. V. G. Lo slesso che Elina. V. WfV . 
Elio. * (Mit.) È-li-o. Lo stesso die il Sole, ossia il Fonyd 



il ri 



Ielle 



del fuoco sa 
Eliadi,cioè 



(In gr. helios vale il Sole ; e vien dall' ebr- heh 
Figlio d' Iperione e di Basilea , adorata come „ 
ero. — (Juello che rese feconda Rodi , e fu padp 
il Sole, a cui glieli' isola fu sacra. (Mit)^- / 

Elio. * N. pr, m. Lat. Helius. — Pretore roma/io. — Liberto di Clau- 
dio. — Edile , console, censore e giureconsulto romano, che diede il 
suo nome ad una parte del dritto romano, chiamata Dritto Eliano. 
— JVome di tre tribuni da cui presero il nome tre leggi della re- 
pubblica romana. — Prenome di Gallo , di Vero , di Adriano , dì 
Aristide, ec. (B) (Mit) (Van) 

Eliocamino. * (Arche.) E-lio-ca-mUno. Sm. Camera delle case romane, 
esposta al Sole , ■ perchè fosse da quello riscaldata. ( Dal gr. helios 
sole, e caminos cammino.) (Mil) 



'azione o Sorta di rimedio usato dagli antichi, U quale consisteva 

esporre nudi al sole quelli che fossero af fetti di certe malattie (Aq) 

liostato. (Astr.) E-r"6-s'taTo."ÌM. f- . G. Lat. hefiostatcs. (Da hluos 

,olc , ed islao io sto. ) Strumento proprio ad osservare il sole e gir 

altri astri, ed a fissarli, per così dire, net cannocchiale, i n mod o 

che il moto continuo dell'astro non rechi ostacolo alcuno airòssér- 

■ vazione. (Diz. Mat.) , .... 

fendere )- El.otrapeza. '.(Arche.) E-lio-tra-pè-za. Sf. V G. Lai. hehotrapcza. 

H ,. ' sr>. i.i- 1^ _ .' M na^ Mririivwliasa mensa di sauisite 



liotrapeza. . (arene.; c-nu-iiu-p».-!.". "/• ■ • — ■ — r- ---; r.j- 

(Da helios sole , e trapeza mensa.) M aravigliosa me n sa di sq umte 
vivande sempre rinascenti, Mandila net? isola dTIV>e)UB lieti Elio- 
pia, e seriamente ricordata dagli antichi. Può assomigliarsi alla cuc- 
cagna di Calandrino. (Aq) „*,,.,.* • , 

ElioIbopia. (Bot.) E-lio-trò-pi-a. iSfi Erba 1 cui fiore sempre» volge 
inverso il sole , ond' è delta anche Girasole, eie anche chiamala 
Clizia, -,, Elitropia, sin. Lui. lieliotropm.n. Gr. -/^orpoTnc'. (Ual gr. 
helios sole, e trope volgimento.) Lib. cur. malati.. Pesta nel uiortajo 
i fiori «Iella eliotropia , e fanne a modo di empiastro. . 

Eliotropi. * (Bot) E-lio-trò-pi-e. Sf pi. Aggiunto generico delle pian- 



te , il disco de cui fiori, e .le cui foglie seguono il 
volgendosi verso di quell'astro. (Van) 



sole, e caminos cammino.) (Mil) . vo en osi ".. , • •' ' y ' y q £ ath heliotropium. ( V, 

EUOCAKPO. * (Bot.) E-U-o^pp. A VG^Lat. lielioca^ns. ^heUos ^^^,^^^X^4^F^^ monogiml, .famiglia 



.LIUCARl'O. ^UUl.; r<-ll-0-Cai-|)O. OBI. r .u.ijul. .icnu^a. J-...T v ^«™~~« 

sole , e carpos frutto- ) Arboscello del Messico , che nella dodecan 
dria manoginia, famiglia delle liliacee, forma un genere caratterizzalo 
da una casella peduncolata, ovale, piccola, un poco compressa, a due 
loauli , a due semi , e due valve, ovali cigliale sopra i loro bordi ed 
ì cigli lunghi radiati e piumosi. (Aq) (N) 
Eliocentrico. (Astr.) E-lio-cèn-tri-co. Add. m. V. G. Lat. lieliocentri 



LlOTROPIO. (BOI.) JV11U-uu-|ji-<j. "•"• ' • — ■ ; . .« _ 1-,. 

eliotropia. ) Genere di piante della pentandna mouogima, .famiglia 
delle borraggine, colla corolla ipocratenforme , colla gola pervia , 
il lembo pkgnto, e quattro noci uni oculari coerenti. Sono cosi 
dette perchè°gli antichi credettero che il disco de' loro fiori seguisse 
il corso del sole. Il girasole, helianthus annuus, a motivo di tali sue 
proprietà vien detto Èliotrope. (Van) (N) 



LiocEr.TR.co. (Astr.) E-lio-cèn-tri-co. Add. m. V. G. Lat. lieliocentri- P^«?«^ MrieTa pressa di color verde , simile a quelli, 
C ". S : L^, M '. 0S .lé,l ! SfSL^J ^Htt A^jSSa 2 Atto storna chiazzata' o tempesta^ di gocciole rosse: di questa 



CU». ^ Uil llCtlVà SU1C , C L.ZIILIVII V;VlHlu. J «g^'W"." ««..« «.^ ^ 

cui un pianeta sembrerebbe essere , se si riguardasse dal centro del 
sole ; dicesi anche del Punto dell'eclittica , in cui apparirebbe essere 
un pianeta che si guardasse dal sole. (A) (Van) 

a — Latitudine eliocentrica d' un pianeta! L inclinazione della linea 
tirata tra il centro del sole ed il centro di un pianeta al piano 
dell' eclittica. (A) 

Eliocometa. * (Astr.) E-lio-co-mè-ta. Sf V. G. Lat. heliocometes. (Da 
helios sole , e cometes cometa : Cometa del sole.) Fenomeno osservato 
nel tramontar del sole, che alle, volte tirasi dietro una colonna di luce 
simile alla coda di min .rnmprir^AqV-O^ 

Eliiocroca. * (Geog.) E-li-o-crò-ca. Antica citta delle Spagne. (G) 

Eliodoro , * E-lio-dò-ro. N. pr. m. Lat. Heliodorus. ( Dal gr. helios 
sole , e dorvn dono : Dono del sole. ) — Messo mandato da Seleuco 
a torre i tesori del tempio di Gerusalemme , e respinto a furia di 
calci da un Angelo. — Celebre statuario greco- — Vescovo di Trica 
a tempo di Teodosio il Grande, autore di un romanzo greco. — Mate- 
matico greco di Larissa , autore di due libri di ottica. (B) (Van) (N) 
liofila. * (Bot.) E-li-ò-fi-la. Sf.V. G. Lai. heliophila. (Da helios sole, 
e phi'e amica.) Genere di piante a fiori polipetali, della tetradinamia 



la schiac- 




e phi'e amica.; (Jenerc di piante a fiori po/^™.",»™.. «•« 
siliquosa, co' filamenti spesso muniti di appendici, la siliqi 
ciato lineare o mon ili forme , ed i semi disposti in una sola serie e 
quasi alati; le specie di esso sono native di Africa ed amano i luo- 
ghi aprici, ed esposti ai raggi solari. (Aq) (N) 
Eliofobia. (Med.) E-lio-fo-bì-a. Sf. V. G. Lat. hcliophobia. ( Da helios 
sole , e phobos timore , avversione- ) Specie di maialila degli occhi , 
per cui chi n'è afflitto non può esporsi al sole, od alla gran luce.(Aq) 
Eliofobo. * (Med.) E-li-òfo-bo.^cW. e sm. Colui che ha l'cliofobia.(Aq) 
Eliogabalo , * E-lio-gà-ba-lo , Elagabalo. N. pr. m. L,at. Heliogabalus. 
( V. Elagabalo. ) — Soprannome d' un imperatore Romano , figlio 
di Caracolla e di Soemia , nominato prima Vario Avito Bassiano , 
e poi Marco Aurelio Antonino; così detto perchè era stato sacerdote 

in E mesa del dio di tal nome. (B) (Mit) 
. * /o. i^__i > x^ iì_ x. „t: _: 



detto smeraldo, ma chiazzata o tempestata di gocciole ^Jo-Tmo 
pietra si favoleggiava che rendesse • i.nvisibilechiJis mn a j flm^ W 
derni la chiamano Diasprt orientale, Diaspro sanguigno -, Elitrop.a f 
£ (SA detuTerchè econdo Plinio, riverbera fuor, dell acqua 1 irnma- 
g e ( del sole me'ntre poi nel.'acqna ne fa parere . ragg, sai—, )(Van) 

E ™) R - J^S^TSm*, , discepolo ed Lieo di Felice di 

Urèel ed al pari di lai sostenitore della falsa credenza che ■ G C 

come, omo Li era se non figliuolo adottivo "-(Wt 

ir . « //%„ n 1 K'lìnti Tlinla, llina. Aulica cil.della op. lietica.^) 

Eupla. (Geog. E-^pla .^«P^^ 1 ' Eli dlis . (y .AUprando-XK) 

£T5 "Wil Nprf.accolc. di Elisabetta /^ (Può esser anche 

L nomc oHginaric ,À allora procede dal. 'ebr. el *f °^^^ 

onde. « agnello ^^r^wS^^T^^ 

2, che oltre alle altre «gine Elisabette e, fosse sta ^ '"J^ E ^~^ 
ta d' Alinea. E pure Didorfc avea nome Elisa ...Or chi non vede che 
Elisa V*°^%%Wùabem?<m Transilvania. (G) 

Elisabestadia. ' (Geog-) *>* ^i ' Bc tta Bettina , Bettisia , Bittisia , 
EH^lrt» ^,'E-l v-J igf^f^Uf Sella, Isotta. N. pr. f Lai. 
BiS3L\to èbr. ^etcÙagi da II Iddio, e sctabuagh giramento:. 
11 isauHu. v c„„,% moglie dì Zaccaria e madre diS. Oio. 

D, del 8'»™*;,^^. re d'Ungheria, moglie di 
Battista.— S. figliuola ai mimi Portogallo, figlia di 



.. d di tal nome. (I " f - f pr \ m _ Lat. Elisaphan. (In ebr. elilzafan 

Eliognostici. * (St. Eccl.) E-lio-gnò-sti-ci. Antica setta giudaica , la Emsafa so , ètzafan nascondere , occultare : Iddio occulto , Dio a- 

quale, ad imitazione de' Persiani, preslava " l c "'" f» 1 mìravmnni 



dovute al Creatore di esso. (Dal gr. helios sole , e gnosteon verb. di 
ginosco io conosco.) (Ber)" 
Eholito. * (St. Nat.) E-li-o-li-to. Sm. V. G. Lat. eliolitbes. (Da helios 
sole , e lithos pietra.) Pietra del sole o che ha la forma del sole. 
Fu applicalo questo nome dagli antichi naturalisti agli zoofiti fossili, 
del genere delle astraiti, a motivo della loro forma radiala. (Aq) 

Eliometro. (Astr.) E-li-ò-me-tro. Sm. V. G. f^at. heliometrum. ( Da Elisa ri 
helios sole , e melron misura. ) Strumento detto anche Astrometro , Elisei. 
inventalo nel l~i4l dal sig. Bouger per misurare con maggior esat- ginesi 
tezza , che non si faceva per lo passalo , i diametri degli astri , e 
particolarmente quelli del sole e della luna. (Aq) (Van) 

Elione. * (Mit.) E-li-ó-ne. N. pr. m. ( Dal gr. helios sole. ) — Padre 
dì Urano e di Ghe. (Mit) 

Eliopia. * (Min.) E-li-o-pì-a. Sf. Sorta di gemma. Garz. Berg. (N) 

Emopoli. * (Geog.) E-li-ò-porli.' Lai- Heliopolis. Città della Siria, og- 
gi Balbec. — dell' Egitto , poco lungi dal Cairo , oggi in rovina. — 
dell' Egitto fuori del Della; ed uri altra sul Canale Canopico. — 
Primo nome di Corinto. (G) 



Eliopolite. * (Mit.) E-lio-po-li te. Soprannome di Giove. (Mit) 
Euoscopia,* (Bot.) E-li-o-scò-pi-a. Sf. V. G. Lat. helioscopia. (Da he- 
lios sole , e scopeo io esploro.) Specie di piante del genere euforbia , 

. U cui fogliame vplgesi sempre verso il sole : effetto sensibile in tante 

. altre piante. (A<ì) 



da el Iddio 

scoso) (B) ^ ebr elhcifal da e l Iddio, e 

El SV-S" Wdio giudice.) I Figlio ^««7* *"* G ™' 

fata "scacciare Atalia ed a por,, ^ ^^^(V-) 
E ^ ÌWSS3S5 a F sco,7are L 1dd E X asiolta,.che esaudisce.XB) 
> (Geo*) E-lL-sÌri, Antichi popoli dell'Arabia Felice. (G) 
(Arche.) E-li-sè-i. Padri Elisei chiamavansi 1 senatori cai lo- 
da iiììsa priino nome di Didonc. (Mit) 
1 «"'""' / ' T TTliopus ( In ebr. ehsciagh da el 

Eliseo, * E-li-sè-o- N. pr. m ^^ E1 ' seu /; J^ « dar ° e : Id J£o 

Iddio e hoscnagh salvare ^^/^^fj ebreo. (B)(Van) 
che salva o che B""«la.) -O»*c«oto dbUa ep hcrica> (Da 

El.sfer.ca. (Mann.) E-h-sfe-ri-ca. Add. f V G . P^ ^ 

Elisio. (Mi 
Luoeo , ; 

I 



Geo ) E iJ ÌL Anticlii popoli d' Italia nella LiguruiCfg 
Min E- ì-sl-o. Sm. e per lo più inforza di add Camp, eli» * 
i Scindo U favole, 'dove abitano le anime de' heoU,ffssia^ 
■; S d7 Gentili. -, Eliso, sin. ***«-- ,* «Vgg 1 * 



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222. Quei campi clisii 



non senio il più felice coro. (A) Cai: Leti. 2. 
non so dove siano. (N) 

• Elisione , E-ii-si-ó-ne. [ó/ì Lo eliderci Sottraimento di vocale che fi- 
nisce o principia la parola, incontrandosi con altra vocale che an- 
che co/lància o termina altra parola vicina. Lai. elisio. Gr.ex&At>|/jr, 
Salvia. Pros. Tose. 1. 238. L'epigramma è questo, che io reciterò 
con quelle elisioni , o mangiamenti co. in fine delle voci. 

. « Dicesi anche di consonante, ancorché si tolga di mezzo alla parola. 

Magai, tett. 20. L'elisione della lettera L nella prima sillaba ec. 
{Parta della voce caldea balbal da cui si fórma babe!.) (N) 

Elisir. * (Farm.) E-li-sìr. Sm. Lo stesso che Elisire. V. (Dall' ar. ihtir 
che vale il medesimo , ed a cui aggiunto V art. el il , si è formato 
eìixir elisile.) Red. nel Diz. di A. Pasta. L'elisir propnetatis nella 
dose di quelle cinque o sei gocciole nel brodo , per otto o per dieci 
altri giorni , lo continuerei ec. E appresso : Ma avvertisca che he det- 
to tre o quattro o cinque gocciole di elisir ec. (N) 

Elisire. (Farm.) E-li-M-re. [Sm. Forte e spiritoso liquore che contiene 

lo più pure e più aliiye partì di diversi corpi misti insieme , estralte Llixir. j;Farm.) E-h-xn-, fclixire. i/w. 
e comunicategli colf infusione o cotta macerazione. —Elisir, Elixir, 



Elithopteri. * (Zool.) E-Ii-trò-pte-ri. Sm. pi. V. G. Lat. elytroptera. 
(Da elylron invoglio, e pteron ala.) Sezione d'insetti che corrispon- 
de a quella de' coleotteri , distìnti da ale coperte di guaine di so- 
stanza cornea. (Aq) 

Elitroptosi. * (Chir.) E-li-tro-ptò-si. S£ V- G. Lat. elytroptosis. (Da 
elytron invoglio , e ptosis caduta.) Rovesciamento della vagina. (Aq) 

Elitrorragia. * (Chir.) E-li-tror-ra-gi-a. Sf. f^. G. Lat. elytrorrhagia. 
(Da elytron invoglio , e rhagoo io rompo. ) Scolo di sangue per la 

Elitteride. * (Bot.) E-lit-tè-ri-de. Sf. V. G. Lat. helj^fenS. (Da helicter 
braccialetto, che vien da heìix giro ; e ciò perla forma del frutto. ) 
Genere di piante esotiche, a fiori monope.latiyff.ella monadelfia dode- 
candria, famiglia delle bomlacee,che ha il ceflice tubuloso cinque fìdo+ 
la corolla a cinque petali , ed il germe luMgamenle peduncolato , che 
contiene cinque capsule avvolte a spira, -f-, Elicteride , sm. (Aq) (N) 

Elittico , E-lit-ti-co. Add. m. Lo stesso fhe Ellittico. V. 

Elixantera. * (Bot.) E-li-xan-tè-ra. Sf.Lqf stesso che Elisantera. /^.(Van) 

o slesso che Elisire. V. (Vati) 
Tariffi Tose. 58. (N) ' 

Elixirvite. * (Farm.) E-li-xir-vì-te. fm. indecl. Lo stesso che Elisirvite. 



1 Lai. elisir. Buon. Fier. 1. 2. 2. A chi la cassia Si richiedeva, Elixirvite. * (Farm.) E-li-xir-vì-te. fm. 
ha dato il reobarbaro ec. ; E a chi elisire, il vetriolo. Maini. 3. 02. V. Barici. Uom. Letl.p. 2. Quegli elixirvite che vivi imbalsamavano 
Perchè la gola , il giuoco e il ben vestire Gli aveano il pane, la fa- agli uomini. (N) / 

rina e l'arca In fumo fatto andar, come elisire. a Elkab. * (Geog.) Citta dell'Alti EgiClo. (G) 

Elisirvite. (Farm.) E-li-sir-vì-te. [ Sm.'] Sorta di medicamento che si' Ella. (Bot.) El-la. [Sf. Lo stesso che] Enula. V. Lat. enula campana, 
rompone di acqua arzente stillala con varie droghe.— , Elixirvite, El- 
sii vite, sin. Lat. pharmacum vilale. Gr. -rò rrjs £wvis qcLpp.cfx.ov. (Lo stesso 
che elixir vitae, elisire della vita o vitale. ) Red. Vip. 1. 67. Bacano 
ancora iti processo di tempo le polveri viperine aride e secche, e con 
elisirvite finissimo , per così dire , imbalsamate. 
Eliso , • E-lì-so. Adii. m. da Elidere, f. (N) 
Eliso. Sm. Lo stesso che Elisio, f. Malm. 6. 32. La guida ai fortunati 

campi elisi, Dove si mangia e beve a bertolotto. (A) Magai, leu. 1. 63. la Beoz 
O vedete in quante combriccole vi vorranno colaggio negli Elisi. (N) Ella , El- 
Elìso.* N.pr.m. (V. Elisa ed elisii.)— Figlio diJavan e nipple di Jqfet.(\an) 
Elissase , * E-lis-sà-ne. JS. pr. m. (Dal gr. helisso io ravvolgo , intri- 
go. ) — Figliuolo di Licaone. (B) (Van) \ 
Elissazione. (Farm.) E-lis-sa-zió-ne. Sf. Lessatura , Coltura fatta al- 
lesso ; e propriamente dicesi d' una operazione farmaceutica, la qua- 
le consiste nel far bollire a fuoco lento un rimedio in liquore op- 
portuno. ( Da elixo io cuoco a lesso. ) (A) 
Elisse. * (Geom.) E-lis-se. Sf. Lo slesso che Ellisse. V. (Van) 
Elisso. * (Geog.) E-lìs-so. Lai. Elissus. Fiume del Peloponneso. — Isola 

della Grecia nel golfo di Emilia. (G) > 

Elisur * E-li-sùr. IV. pr. m. Lat. Eiisur. ( In ebr. elitzur , da et Id- 
dio , e izur fortezza : Fortezza di Dio. ) (B) 
Elitomeno. * (Mit. Egiz.) E-li-to-mè-no. Uno de' gemelli che Iside par- 
torì ad Osiride. (Mit) 
Elitra. (Zool.) E-li-tra. Sf. V. G. Lai. elytra. ( Da clflroo 10 copro , 
io avvolgo ad una copertura, onde clystron od elytron involucro.) 
Organi cornei , mobili , in cui sono racchiuse le ale membranose 
deal' insetti dell' ordine o tribù de' coleotteri , onde sono la custodia 
esterna di delti animali. (A) (N) 
Elitraria. * (Bot.) E-li-trà-ri-a. Sf. V. G. Lat. elytrana. Gr. ìkyrpov, 
ÉWrpoe. ( Da elytron integumento-) Genere di piante della diandria 
monnginia, famiglia delle acantee, distinto da un calice coriaceo quairi- 
partito, colla corolla cinque fi da a lacinie diseguali da due filamenti ta- 
sti ati ed una capsola bislunga, biloculare con due valve;di alcune specie 
lo scapo è guarnito di guaine od integumenti scagliosi. (Aq) (N) 
Eutride. * (ivled.) E-lì-tr'i-de. Sf. V. G. Lat. helithrix. ( Da kelyo io 
intreccio, e thrix, thricos capello.) Cosi dicesi una malattia endemica 
nella Polonia, chiamata anche Tricoma, per cui i capelli si arricciano 
e divengono grossi , e così fra loro intralciati , e tenuti da un sozzo 
untume in un tale avvilicchiamenlo , che non si possono in alcun 
modo separare. V- Plica. (Van) 
Eutro. * (Anat. ) È-li-tro. Sm.f.G.Lal. helytrum. Gr.Zkvrpoc Si di- 
cono cosi da Ippocrale le membrane che involgono / circondano la 
midolla spinale. (Aq) J 

Elitrocele. (Chir.) E-li-tro-cè-le. Sf. V. G. Lat. etytrancele. (Da elytron 

■ vagina e cele ernia. ) Ernia formata nella vagina pel rilascio del- 

■ Pitterò in essa. — , Colpocele , sin. (Aq) (Vany 
Elitroide. (Anat.) E-li-trò-i-de. Add.com. V. G,-Lal. helytroidcs. (Da 

elylron guaina, ed idos rassomiglianza.) Nomf dato al prolungamen- 
to del peritoneo che accom pagna il testicoli quando oltrepassa l' a- 
— -J iertu ing ranale 'per passare nello scroto , e che gli fórma una guai- 
na speciale allorché il collo , pel quale quesl' espansione comunicava 
coli' addome , si é otturato. (A) (A. O.) 

Elitroite. * (Chir.) E-li-tro-ì-te. Sf. V. G. Lat. elytroilis, elytritis. 
(Da elytron guaina.) Infiammazione della vagina. — , Elitrite, Colpo- 
si, sin. (Aq) (Van) 

Elitroha. (Bot.) E-li-trò-pi-a- [Sf Lo stesso che Eliotropia. V.] Frane. 
Suedi . Op. àiv. g3. E chi 1' ha addosso coli' erba elitropia , no n è 
venuto da artriti. 



2 (Min.) [Lo stesso che Eliotropio, 5- 2. V.] Lai. hcliotropiura. Gr. 

■ r,\iorp6-xiov. Bocc. nov. j3. 7. L'altra si è una pietra , la quale noi 
altri lapidarli appelliamo elitropia. Dant. Inf. 2^j. ?j. Tra questa cru- 
da e tristissima copia Correvan genti nude e spaventate, Senza sperar 
pertugio o elitropia. But. Elitropia: questa è una pietra che, secon- 
dochè dice il Lapidario , vale contra a' veleni. Frane. Sacch. Op. 
div. qò. Elitropia è cara margherita, la qual si cria in Cipri e in 
AH'rica ec: è molto chiara , e come smeraldo quasi è verde suo co- 
lore, benché ella è prizzata di sanguigno. , 

Eutropio. (Bot.) E-li-trò-pi-o. [Sm.] Fiore dell' erba chiamata Elitro- 
pia. Red. Osi. art. 87. Girasole , owero fior del sole peruano , o 
clilropio peruano maggiore. 



belenium. Gr.'hdvw. Cr. é. 44- 1. L'ella non si semina, perocché 
non produce seme ; ma \i sua corona si pianta tutta , o la maggior 
parte, del mese d'Ottobre. E num. 2. Sippi che nell'ella è virtù 
rubiiicativa , e ultima astersione, f^olg. Mes. L'olio d'ella è riscal- 
dativo , e vale a' rigo» delle febbri. 
Exla. * (Geog.) Contr/da della Grecia , o sia la Grecia propria, che 
comprendeva l'Acarfiania, l'Elolia, la Doride, la Locride, laFocide, 
zia, l' Attica, e la Mcgaride. (G) 
a. Pronome f di Elio o Elli , e come il mascolino , si usa 
comunemente net caso retto. PI. Elle ed Elleno. Lat. illa. Gr. Ìk-ìpv. 
Dant. Purg. 3/83. Addossandosi a lei, s'ella s'arresta. E 27. 106. 
Ella è de' suo/begli occhi veder vaga. Bocc. nov. 2. g. Le divine 
cose, chenti *i'elle si fosse.ro ec. a denari e vendevano e comperava- 
no. E nov. /y. 33. Il quale ella doveva meritamente credere nimico. 
E conci. 5/ Clienti che elle si sieno , e nuocere e giovar ti possono. 
» Fior. & Frane. 60. E elleno cognoscouo me. (V) ^ 

: — Usata anche in tutti i casi obliqui e colle prep. A , [In, Con, Da 
ec. , coi nella poesia come pur netta prosa.] Amet. i4- Taccion le 
selve ,/fe tace ciò che in quelle Suol far minore ; e ciò che fu palese 
Al bafiso Febo, or'è nascoso in elle. E 34- E tanto nel cospetto del- 
la n/a Dea sono graziosa, che, operante ella, i segreti oracoli di 
Cii/a mi sono manifesti. Petr. canz. 34. 7. E sosterrei , Quando 'l 
ci/ ne rappella, Gnmen con ella in sul carro d'Elia. Redrim.Vìde 
c/e l' uomo , assuefatto a quelle Bellezze mai più non volgeva in elle 
/tupido il guardo » fit.SS. Pad. 3. 3o2. E il Cellerajo udendo pir- 
/chiare la porta del monistero , usci ad ella. Fil. SS. Pad. 2. 216. 
Hai perduta con ella quella eh' io t' aveva data. E 3. 3o8. Allora S. 
Giovanni incontanente chiappò la croce di mano a colui che la tem - 
va, e percosse fortemente il diavolo con ella. (V) Bocc. Amet. Le 
nuove erbette della pietra uscite, Per caro cibo porgo innanzi ad elle. 
Son. di Giusto de' Conti, pubbl. dal Poggiali. Ma ben m' incrcsce, 
anzi mi doglio d'ella. (P) Petr. p. 2. 67. Che senza ella è quasi Senza 
fior prato o senza gemma anello. Bell. Man. son. Per mirar ella, me 
posi in oblio. Dant. Par. ì.3. g4- PerentroJl.jàfiJo_§ccs.e..una .favella 
Formata in cerchio a guisa di corona, E cinsela e girossi intorno ad 
ella. Varch. Stor. I. 4. Le. lettere greche e latine delle quali Alessandro 
è studiosissimo e tanto in elle esercitato. (Cin) 
t — * Co' pronomi Medesima e Stessa. Lat. ipsamet. Bocc. g. 8. n.10. 
Quivi senza lasciargli por mano addosso ad altrui, ella medesima con 
sapone moscoleato e con garofanato , maravigliosamente e ben tutto lavò 
Salabaetto. E g. 5. n. 2. La giovane udendo dire Carapresa, non sappigli- 
ele ella stessa che cagione a ciò la movesse, prese buon augurio. (Cin) 
2 _ 2? nel pi. Bocc. g. 3. n. 1. Che è un uomo a stare con tem- 
mine? die è un uomo a stare con diavoli. Elle non sanno delle sette 
volte le sei quello che elle si vogliono elleno stesse. (V) 
\ —*Posto in forza di neut- o come particella riempitiva. Bocc. g. 9. 
n. 5. Come la donna udì questo , non le parve gioco ; ma levatasi in 
pie cominciò a dire-: ella non andrà cosi, che 10 non te ne paghi. 
{cioè : non andrà così il fatto.) (Cin) 

. 2 _ * E così anche il suo pi. Elle. Bocc. g. 7. n. a. Carissime 
donne mie, Elle son tante le beffe, che i mariti vi fanno , che quan- 
do alcuna volta avviene, che donna niuna alcuna al marito ne faccia, 
voi il dovreste voi medesime andar dicendo. (Cin) 
5 — * Talvolta si replicò senza bisogno. B0cc.C0rb.7g. Se non ch'ella 

ha in ciò voluto mostrare, ch'ella sia gentile ella. (Cin) 
ELLADA.*(Geog.)El-la-da. /.a«.Sperchius./ r i.(/e//a Grecia nella Livadia.{G) , 
Elladarca. * (Arche.) El-la-dàr-ca. Sm. V. G. Lai. elladarcha. ( Da 
hetlas , ados Grecia, e arche comando : Capo di Grecia. ) Titolo che 
trovasi in alcune iscrizioni antiche dato agi' imperatori romani. (Mit) 
Elladio, * El-là-di-o. N. pr. m. Lat. Helladius. (Da hetlas, ados Grecia.) 
— Gramatico egiziano, autore di una crestomazia grecane! I ^.sec.(Van) 
Ellana. * (Geog.) El-là-na. Antica città dell' Etruria. (G) 
Ellanico , * El -là-ni-co. N. pr. m. Lat. Hellanicus. ( Dal dor. hellan 
per hellen greco. ) — Storico greco , contemporaneo di Erodoto. — 
Ufjìziale del grande Alessandro. (B) (Mit.) 
Ellanito , * Èl-la-nì-to. N. pr. m. Lat. Hellanitus. ( Dal dor. hellan 
. greco , ed iles audace. ) (B) 

Ellanocici. (Arche.) El-la nò-di-ci. Add. e sm. pi Lat. hellanodici.(Da 
hellas Grecia ,,e dice giustizia.) Giudici , Direttovi , e presidenti de' 
giuochi agonistici , particolarmente iiir Olimaia. Da principio non vi 



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fu che un solo ellanodice , poscia se ne crearono due , e finalmente 
il numero ne fu politilo a nove. Belli anche Agonotett.-», Ellcnodici, 
sin. Adirli. Pina. Di poi furo gli Ellanoditi in numero di nove, tic de' 
quali giudicavano sopra il corso de' cavalli, tre del quinquerzio, e gli 
altri tre del ristante degli altri tic giuochi. (A) 
Elle , Elle. Sost. coni, Nome della lettela L , undecima del nostro 
"'alfabeto, una delle consonami liquide , e che così si fa chiamare 

neir insegnar l' abbiccì. (A) 
Elle- * iV. pr^f LaU-Sdis^Sa ebr. helcl stella mattutina, lucifero, o 
Ititela spuma.) — Finita di Alamante , re di Tebe, sorella di Fris- 
so, dalla quale prese nome l'Ellesponto, (b) (Mit) - ■ 

Elle. ' (Grog.) Fiuin\ di Francia net dipartali, del Morbilian. (G) 
Elleborina. (Boi.) l'.l-le-^o-ii-na. Sf. Puinlerella così detta perchè le 
sue foglie non per altro x son differenti dall' Elleboro bianco , se non 
se per esser più piccole. •AJalliol. Dios. (A) • 

2 — Genere di piante m.ijiocoliledoni della ginandria , famiglia 
delle orchidee , distinte dulHabbro privo di sprone con larga lami- 
ifa piana. Lai. helleborina Lin. (N) 

Elleboiunato. * (Farm.) El-le-bo-ri-nà-to. Add. m. Preparalo con el- 
leboro. (Van) 

Elleborismo. (Med.) El-le-bo-rì-smo. \Sm. Nome che i medici davano 
anlicamenle alla cura della pazzia p\r mezzo dell'elleboro. Ou.Targ.(A) 

Elleboro. (Boi.) El-lé-bo-ro. iSm. P~. G. Genere di piante della poliandria 
poliginia , famiglia delle ranuncolacee\ le cui specie tutte sono più o 
meno velenose , caratterizzalo dalla cornila di cinque pelali, da molti 
nettarli tubulosi e molli follicoli con molti s&irr. Gli amichi adoperarono 
la radice di una di esse contro la pazzia, e la miglior qualità ne rac- 
coglievano ned' isola di Anlicira. Secondo alcuni essa corrisponde all' 
elleboro orientale; secondo altri, all' elleboro bianco, fi ha pure l'el- 
leboro nero meno comune, con qualità più eitcrgiche e quasi vele- 
nose ; la sim radice è nera , amara e di cattivo odore. ] Lat. hclle- 
borum. Gì: é\\i$opos. Cr. 2. 21. 12. La pianta posta allato all'elle- 
boro , ovvero alla scamonea , tira a se le sue pvoprietadi. Lib. cur. 
/n«/««. Petrosemolo, elleboro nero , gengiovo ec, df'catuno due dram- 
me. Fin Lue. 5. i. Un sacco intero d' elleboro no» basterebbe a ca- 
vargli la pazzia del capo. Red. Oss. an. 70. Ed in\altri simili vasi 
apciti rposi ce. fiori di polmonaria, fiori di clcmatklc , o vincaper- 
vinca, fiori d'elleboro nero, e fiori di dleboro trifogliàio, ec. 

a — Elleboro bianco: specie di pianici con radici simili' a quelle del- 
l'elleboro per le qualità e per la forma , ma appartenente al genere 
Veratro. K. Lat. vcralnnn album Lin. Ricelt. Fior. 3y). ( Firenze , 
Manicotti i5gy.). L'elleboro, bianco é assai noto, sebbene oggi di nes- 
suno uso nella medicina. (Min) (N) \ 

Ellegazione, * El-le ga-zió-ne. Sf. K. A. F. e di' Allegazione Guài. 
Lett- iy. fa. Poi per tua ellegazionc Q.ullo-, per cui allegasti , è 
condannato. (V) \ 

Ellegrare, * Èl-le-grà-re. Ad. V. A. V. e di' Allegrare. Gititi. *Lctt. 
22.5ff.i)nàe l'anima s'ellegra di tanta vostra onorevole e prof>lte\ole 
intenzione, fidi noi. dog. ivi. (V) \ 

Ellene , * El-lè-ne. N, pr. ni. Leu. Hellen. (Dal gr. hellen greco.) (Bi 

Ellkni. (Geog ) El-lè-ni , Ellenii. Nome degli abitanti della Grecia, 
che stavano fra la Macedonia ed il Peloponneso , ma che divenne 
poi il nome di tutti i Greci. (A) (Van) . 

Ellenico, ' Eì-lè-ni-co.Add-pr.m.Lo stesso che Greco e Grecbcsco.(Vai>) 

3 — (Si; Gr.) Corpo ellenico ,fu dello nella Grecia un certo numero 
di città che avevano formato lega fra loro. In appresso -il nome di 
Ellenico e di Ellenii si estese a tutte de nazioni della Grecia. (A) 

3 -— * (Agr.) Fa va ellenica: Fava greca o volgare, così detta per di- 
stinguerla dalla fava egiziaca* (Aq) 

Eilenio, * El-lè-iii-o. Add. pr. in. Lo stesso che Ellenico, ma dicesi 
meglio di persona. (Van) 

Ellenismo. (Lelt.) El-le-nì-smo. Sm. Maniera dì dire che ha del greco; 
Grecismo; e dicesi cos'i una frase conforme nella costruzione alla 
greca; od uri espressione frecci adoperata in un'altra lingua. Lat. 
hellenismns , graecismus. G>: h-Xy l titàpt.6c. (A) 

Ellenista. * (Leti.) El-le-ni-sta. Sm. Seguace od Imitatore o Studioso 
delle cose grecite ; ed anche InleìtigeiUe delle lettere greche. Gr. 
tAkypisns. (Van) Magai, teli. 18. Mi sento maggior prurito di passar 
con esso vei per un gisr.de ellenista. (N) 

2 — (St. Ebr.) Ellenisti: Nome che davnsi mdisbìnmmeMe dargli antichi 
agli Ebrei d' Alessandria , a quelli che parlavano nella favella de' 
Settanta , a quelli che seguivano gli usi de' Greci , ed ci' G rivi me- 
desimi che abbracciavano d Giudaismo. (A) 

Ellenistico. * (Lelt.) El-lc-r.i-sti-co. Add. e sm. Linguaggio che par- 
lavano i Giudei inori delta Giudea; e che non era greco puro, ma 
mischialo di ebraismi e siriacisini, (Ber) 

Elleno , * El-lé-uo. ZV. pr. m. ( In ebr. climi »al pianura stiva. ) 
— Figlio di Deuculijiie e di Pirra , che regnò nella Tessaglia , e 
ditde il suo nome agli Ellenii. — Figlio di Fuo e di Crisìppe. (JS.it) 

Ellexodici. * (St. Gr.) El-le-aò-di-ci. Sm. pi. V. G. Lo stesso che 
Ellanodici. V. (Van) 

Ellbnotami. * (St. Gr.) El-le-nò-ia-mi. Sm. pi. V. G. Lat. hellenota- 
miae. ( Da hellene Greco, e lamias dispensalore , tutore , questore. ) 
Uffiziali creati dagli Ateniesi per raccogliere le tasse delle città tri- 
butarie. (Aq) : 

Ellsra. (Bot.) Èl-le-ra. (Sf. Lo slesso che Edera. V.] Dani. Inf. j5. 
58. Ellera abbarbicata mai non fne Ad alber si, coinè 1' orribi] fiera 
Per l'altrui membra avviticchiò le 3i;e. Bui. Ellera ; questa è un'erba 
che s'appicca alle mura ed alli alberi , ed estondesi per essi molto 
strettamente, sicché vi mette barbe e radice. Lib. Adoni. donn. Badici 
d' ellera sieno mescolate con aceto, ed intinto quel luogo onde si deb- 
biano rimuovere i peli. Volg. Diosc. La smilace , che non é spinosa, 
fa le foglie come l' ellera. Poliz. stani. 1. 83. L' avornio tesse gbir- 
landcttc al Magg'o , Ma V acer d'uri cclcr non è cortei'. lo ; La tentai 



ELLITTOSPERMA 

palma serba pregio a' forti ; L' ellera va carpon co' pie distorti. Hi- 
cett.Fior. 77. La porcellana, \' ellera ec. si inumidiscono eoo qualche 
umore di simile qualità. * 

Ellerino. (Bot.) El-le-rì-no. Add. m. Che ha la figura delle fogliem. 
dell' ellera. (A) 

Ellbs , * El-lés , Elcs. J\. pr. m. Lat. Ilelles, Ilcles. ( In ebr. hhalutz 
armato, soldato leggiero, spedito.) (B) 

Eu.e^poNTueo. * (Mit.) Ellc-spon-tì-a-co. Soprannome di Priapo, 
I^ampsacn, ov'era pai -li colarmi nle adorato, e ch'è stili' Ellesponto. (Mit) 

Ellespontica. * (Mit.) El-le-spón-ti-ca. Soprannome di una Sibilla, che 
nacque nelle campagne di Troja, bagnale dall' Ellesponto. (Mil) 

Ellesponto. * (Geog.) El-le-spón-lo. Lai. Helhsponlus. Canale o Stretto 
fra il Mar Eqeo e la Proponiide che separa l'Asia dall' Europa. 
Oggi Braccio di S. Giorgio , Bocca di Costantinopoli, Stretto di Gal- 
lipoli , Stretto o Canale de' Dardanelli. P. — ZVo/«e dato ad una pro- 
vincia dell' Asia Minore nella Misia. (G) 

Ellettivo, El-let-tì-vo. Add. rrt. f. A. f. e di' Elettivo. D.unl. Conv. 
182. Onde- generalmente ix può dire di tutte, che sieno abito elleltivo 
consistente nel mezzo. (V) 

Elli, Él-li. Pronome mascolino, molto untato nelle più antiche scriuurr, 
s'adopera nel primo caso del rumi, del meno, in luogo di Egli. ISel 
pi. fa Ellino. Lai. ille. Gr. -inàvos. (Per metatesi del lat. Me.) f.iv. 
M. Appio, diss' elli, per forza d'arme mi convien quinci esser cac- 
ciato. » G. f. 7. 6. E rimasonvi morti e l'editi di quelli che segui- 
rono il Conte di Vadamon e il- fratello ; ma ellino, per loro gran- 
de ardire e virtù, pur vinsono la- pugna per forza d'arme. (V) 

2 — Adoperato anche net retto del maggior numero [in luogo di Emi, 
Lai. ipsi.] Liv. M. EU: rispuosono con grandi grida, eh' elli faoeaJc 
trombare ec. Dani. Pui'g. 22. 12J. Elli givan dinanzi, ed io soletto 
Diretro , e ascoltava i lor sermoni. Peli: son. no. E veggio ben 
quant'clli a schivo m' hanno. 

3 — Talora usato [ cantra il regolalo uso J ne' casi obbliquì. Danr. 
Inf. 3. 4 2 - Ch'alcuna gloria i rei avrebbe* d'elli. » Petr. p. 3. t. 
E sarai d elli , Tal per te nodo fassi e tu noi sai. (Gin) 

4 — '* Posto invece d' avv. o come particella riempitiva. Lab. In 
questa valle abitaci elli alcuna persona .' (Cin) 

Ei.i,iCE.*(Geog.) È!-lice. Gruppo d'is. nel grande Oceano equinoziale. (G) 

Elli.vgen. *-(Gecg.) Ei-lin-gen. Città di Baviera. (G) 

Ellionfan-tk , El-ìi-on-fàn-te. Sm. f. A. Lo stesso che Lionfante. f. 
e di' Elefante. Bocc. Fil.Dant. zlff. Perciocché pare essere un tìume 
ec. piano e profondo, nel quale il' picciolelto agnello con li pie vada, 
e il grande ellionfante ainpissimamente nuoti. (V) 

Ellipojiacrostili. * (Min ) El-li-po-ma-crò-sti-li. Sm. pi. y. G. Lat. 
el'lipomacrostyla. ( Da ellipes imperfetto, macros lungo, e stylos co- 
lonna. ) Cristalli dodecaedri con sottili colonne esangolari terminali 
da piramidi esangolari. (Aq) 

Ellipopachistili. * (Min.) El-li-po-pa-cbi-stilì. Sm.pl. P. G. Lnt. el- 
lipopacb^styla. (Da ellipes imperfetto, pachfs denso, e s'ftos colonna.) 
Cristalli a dodici facce con colonne Jatlicce esangolari, terminale da 
piramidi esangolari. (Aq) ■ 

Ellipsi. * (Grnm.) El-li-psi. Sf. F. e di Ellissi. Sa'.vin. F. B. 0. 2. 
6. Berg. (N) 

Ellisse. (Geom.) El-lis'sc. [ 9f] Figura piana, prodotta da una delle se- 
zioni del cono: Lat: cliipsis. Gr. tWti^is. ( Dal gr. eilipsis mawariKi ; 
poiché in questa curva il quadrato dell'ordinata è minore del rettan- 
golo del parametro nell'ascissa. ■) Gal. sagg. ili. O d'ellisse o di 
linea- parabolica o iperbolica. Sagg. Hat. esp. 184. Il primo nella di- 
latazione acquistata per inzuppamento dell' umido conservò perfettis- 
sima la figura circolare, I' altro declinò ad ellisse. 

2 * (Gram.) Lo slesso che Ellissi. Salvin. tìuon. F.er. Dio vi dia 'I 

giorno , ellisse contadinesca , ifl cambio di dire : Dio vi dia il buon 
giorno. (A) 

Ellissi. (Gram.) El-lis si. (Sf) Specie di figura (grammaticale o) rei- 
terila, con cui si omette qualche parola nell' orazione, (o si sot- 
ti intende una cosa la quale affano non è nel discorse — , Ellipsi, 
sin.] Lai. ellipsis. Gr. -Uk^k. (Dal gr. ellipsis mancanza.) Salvin disc. 
3.*r. In questa 'ftiiisa sarebbe più barbaro, laddove nuli» e pretto latino, 
ed ha una ellissi graziosa, perocché e'significa lo stesso che nulla co in. 

3 » (Mus.) Omissione d' un accordo che d' altronde richieder bbe 

la regolare armonia , il che per altro si usa solo con quelle disso- 
nanze che secondo le regole vi possono liberamente entrare- (L) 

Ellissi ditT. di Ellisse. Sembra che Ellissi non sia stato mai detto 
ne! seuso gfioaieii-ico-, p£jU^IUJ. l e_ilebba_rjsl'l■bar^^ __la v± fallisse, [ascian- 
do l'altra alla grammatica ed alla retlorica. V" ha nondimeno escm.^to 
di Ellisse anche in quest'ultimo significato. 

Ellissoide. (Geom.) El-!is-sò-i-de. Sm. F. G. Lai. ellipsoides. (Da el- 
lipsis ellisse , ed idos formi. ) Nome che alcuni geometri hanno dato 
al solido di rivoluzione , che forma [ ellisse girando intorno idi' uno 
o all'altro degli assi. (Diz. Mal.) 

Ellitico, Ei-Ii-ti-co. [Add. m. Lo slesso che] Ellittico- r.»Ditlam. 6. 
n. Benché in alcuna pai-te-paclo .clli.tico J Pui chiaro in alcnn'aU ra ^ ma 
passo olire, Che poco é q lei che meri mi" piace tiitico. ( Qui in 
modo avverb. ) (B) . 

EllitticitÀ. (Geouj.) El-lit-ti-ci-tà. Sf. Alcuni moderni geometri limino 
dato questo nomi alla frazione uh' esprime il rapporto della differen- 
za degli assi di uri ellisse al grande o picciolo asse di questa el- 
lisse. '(Diz. Mal.) " ,.,.,- ,-ì 

Ellittico, El-lit-ti-co. Add. m. Di elisse , Che ha figura ili elesse 
— , Eliitico, Elitlico, sin- Lat. elliplicus. Gr. ,\\h-xti*os. Gal. Sagg. 




«.rtftAVV., '\f ^AtA^A 



,;.,>A ^\ ft*\\i* 



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ELLO 

tua. (Da ellipsis ellisse , e sperma seme. ) Notte specifico di piante , 
curatf-rizzate da semi ellittici od ovali. (Aq) «-''*'■ 

Etio, Él-lo. [.Pronome mascolino.} P. A. Lo stesso che Eili. [P.e di] 
Eeìi e si può declinare in tutti gli stessi modi. Lat. ille. Gr. mutas. 
Dani Infi 18- 88. Elio passò per l' isola di Lenno, Poi che Je ardite 
femmine' spietate Tutti li maschi loro a morte dienno. Petr. Uom.dl. 
Poich' elio gli tolse sotto fidanza. Fior. S. Frane. ij4- Beato é colui il 
quale d'ogni cosa, che elio vede e ode , riceve per sé medesimo buo- 
na edificazione. . .. .. 

2 _ Usato anche in caso cWiquo. Fr. Jac. T. a. tS. i4- Alma , U 
tuo corpo è quello Che t'ha giurata morte ; Guardali ben da elio. 2; 
altrove-. Or si trastullar! con elio, E si godono del belio. » Slor 
Semif. 75. Fu condotto a Firenze prigione, e con elio alcuni di 

sua corte. £ 84. Fu egli , a richiesta di uno de' Nerh , a 

detta oste di Fioientini,e con elio a sua ritornata se De venne a Fi- 
renze. (V) Varch. Stor. I. 3. La città di Firenze é divisa in quat- 
tro quartieri, il primo de' quali comprende tutta quella parte, 
ch'oggi il di là di Arno si chiama , e dalla Chiesa , dia «nello e 
principale , il quartiere di Santo Spirilo si noma. Dani. Inf 32. Noi 
eravam partiti già da dio , Ch' i' vidi due ghiacciati in una buca. 
Poliz. Si. 104. E par via maggior f'uuco acceso in elio , Che quel 
ch'avea lasciato in Mongibtllo. (Gin) \ . _ 

3 p er Egli riempitivo. Fr. Barò. zg. ig. Quand'cllo, A donne che 

tu dii mangiar, occorre. ( Cioè: quand' egli occorre che tu diiman- 
piar a donne.) E 3a. ti. Ed assai men , quand' elio Occorre, ch'alle 
danne fai carezza. (V) ; • '' ■ „ 

Eixoidi. * (Mit.) El-lò-i-di. — Ninfe di Bacco. (Mi) 
Etxopu. * (Geog.) El-lò-pi-a. Lai. Hellopia. Contrada della Grecia nel- 
l'isola di Eulea. — ne' dintorni di Dodona. (G) 
Ellopio. * (Geog.) Ellòpi-o. Lat. Hellopium. Antica città della Grecia 

iteli' Elolia (G) 
EtxuRE. * (Grog.) El-ló-re. Città dell' Jndostan inglese. (G) 
Ei.lotk , * El-ló-te. N. pr, f. (In gr. illolis vai stiva. ) — Sacerdotessa 

di Minerva, bruciata in un suo tempio a Corinto. (Mit) 
Ellotide. * (Mit.) El-!ò-ti-de. Soprannome di Minerva dalla sacerdo- 
tessa Ellote. V. (Mit) . . 
Ellovo. * (Geog.) El-lò-vo. Monte della Greca nella Livadia. (U) 
Lllozib. * (Arche.) El-lò-zi-e. Add. e sf. pi. Feste celebrale in Corinto 
in onore di Mine] va Ellvtide o Ellozia. — feste celebrale, in Creta 
in onore di Europa, (Mit) 



ELOGIO 



39 




j± J^^V^cn^tprq l^lelmata ironie e il coturnato pie. (A) 

E1.MEDISA."* (Geog) El-rae-di-na. Lo stesso che Almadioa. P. (G) 

Elmelec. * (Geog.) EI-me-lcc.6V«à della Palestina nella tribù di A*er.(G) 

Elmetto , El-mél-to. [Sm. dim. di Elmo , ma si prende semplicemente 
per] Elmo. Lat. galea, cassis. Gr. VÓfos. Cron. Motel. 3òg. Dona- 
rono due onori : il primo, tino elmetto fiorito d' aliente ; ec. Beni. 
Oil. 1. i5. 28. Par che dentro all'elmetto il viso gli arda; Ognun 
fugge gridando: guarda , guarda. E 1. 21. 22. Ed un tratto , ch'U- 
berto si scoperse, Giunse Fusberta , e l'elmetto gli ha sciolto, La 
barbuta e '1 guancial tutto gli aperse. 

, • Prov. Aver cimiero ad ogni elmetto. P. Cimiero , 5- 3. (N) 

EtMicato, ' Elmìcbi-o. N- pr. m. Lai. Helmichis. ( Dal ted. helm el- 
mo , e hoch alto, sublime : Sublime, Alto per l'elmo. ) (B) 

Elmintacoci. (Farm.) El-rain-ia gò gi. Add. e sm. pi. F.G. helmintba- 
goga. (Da helmins , tulminthos verme, ed ago io conduco.) Epiteto 
che si dà a' medicamenti buoni per iscacciare i vermi dal corpo. (Aq) 

Elmisii. * (Zoo!.) El-miu-li. Sin. pi. F. G. Lai. helminthes. (Dal 
gr. helmins , helmailhos verme. ) Nome dato da Dumeril alla fami- 
glia degli entozoai ii, n vermi intestinali. (A. O.) 

Elmi» ha. * (Bot.) El-raìn-li-a. Sf. Lo stesso che Elminzia. P. (Van) 

E'.uiMTiAsr. (Mcd ) El-min-ti-a-si. Sf. P. G. Lai. hcluiintLiasis. ( V. 
elminti. ) Stalo morboso prodotto da vermini intestinali. — Malat- 
tia nella quale la cute ed altre parli esterne sono assediate da gran 
N copia di vermi. (Aq) (A. 0.) 
Elminticj. (Zool.) El mìn-ti-ci. Sm.pl. V. G. Ordine di vermi, così detti 
perchè hanno un corpo estensibile e lungo, e infamia d' intestini. (A)(Aq) 

Eimistico. * (Farm.) Elmin-ti-co. Add. in. Lo stesso che Ehuiulago- 
go , Antelmintico, Vermifugo. P. (A. O.) (Van) 

Elmintocorto. * (Bot.) El-inin-to-còr-to. Sm. V. G. Lai, helniinthncor- 
ton. (Da A Imins, helmintkos verme, e chortos erba. ) Nome specifico 
della corallina eli Corsica, per essere uno de' più efficaci vermifu- 
ghi conosciuti. (Aq) 

Et.MiBTpi.iTi. (St. Nat.) El-min-to-lì-ti. Sm. pi. P. G. Lat. helmintho- 
lilhi. (Da helmins, lielmintkos verme, e lithos pietra.) D/consi cosi 
cc-.-li invogli pietrosi o fossili di varie specie di vermi marini , Ji for- 
ma cilindrica, ed ordinariamente aggruppati in fuscelli. (A) (Aq) 

Elmintolocu. (Zool.) El-min-to-la-gi-a. <S'/.' P. G. Lat. helininthologia. 
( Da helmins , hehninthos verme, e logos discorso ) Parte della zoolo- 
gia che traila della storia naturale da' vermi. (A) (Aq) 

Elmistopiiu. * (Med.-) El min-to-pi-ra. Sf. P. G. Lat. helininthnpyra.(Da 
helmins, helminlìws vrme , e pyr fuoco.) Febbre verminosa. (Aq) 

Elnintoteca. ' (Bot.) Ei-raùi-to-té-ca. Sf. F. G. Lo stesso che Élmiu- 
r.ia. P. (Van) 

Elmikma. " (Dot.) El-mìn-zi-a. Sf. P. G. Lai. hfllrainthia. (Da helmyns 
▼erme. ) Genere di piante a finti composti , delia singenesia eguale, 
famiglia delie cicorincee, coti' antodi» doppio, il ricettacolo nudo ed 
il pappo stipitato ; coti denominate perchè i loro semi scaiia'ati somi- 
gliarti a piccioli vermi. — , Elmintia ; Elmintoteca, *i>t.(Aq)(Vau) (N) 

Eliso, Èl-rao. t Sm. PI. Elmi e atti. Elincra. ] Armatura di soldato 
chi arma il capo e'icollo, e dalla parte/aincuttì t'apre e si chiude. 
t 'fiala- Lat cassi?, galea. Gr. »:o|H>f . (Qrf ted, V.eln che vale il medesi- 



L-< 



mo.)G.P. g. ij4- 2 - Venia con 1S00 cavalieri ad elmo in ajuto al fratello. 
Petr. cap. 4- E niill' altri ne vidi, a cui la lingua Lancia e spada fu 
sempre, e scudo ed elmo. Pit. Plut. Alessandro fu conosciuto per l el- 
mo che portava in capo. Pegez. Non fu cura a niuno di rendere le ca- 
tafratte o l'elmo a'pedoni. E altrove: Addomandavano in prima le 
catafratte, cioè le corazze, e poscia l'elmora. Tass. Ger. 6-4°- Quinci 
Tancredi, e quindi Argante venne ; Rupper l'aste su gli elmi, e volar 
mille Tronconi e schegge e lucide faville. E g. 5ì. S' atlr.onta insieme, 
orribilmente urtando, Scudo a scudo, elmo ad elmo, e brando a brando. 
a — Fig. Rassettarsi ncll' cimo' [per abbattere ce. o simile]=Preparaisi 
[con animo di nimico a combattere, o Contrapporsi, ec] Lai. se ac- 
cingere. Gr. lrotfioL'(,iaSxi , -ripi^uimj^ai. Tac. Dav. Perd- eloq. 4 i0 - 
Vedete ora com'ei si rassetta nell'elmo, per abbattere questa nostra 
concordia in lodare gli antichi. 

3 — In modo ptoverb. Ar. Fur. sg. s5. Incauto , e vinto anco dal vino 
forse, Incontra a cui non vale elmo né scudo. (P) Beni. Ori. Inn. 
1. 5. Ch' Amor per sua natura è generoso ; Né forte braccio, aè core 
animoso, Maglia, elmo o scudo incantato e fatato, Né farza alcuna 
alila può far difesa, Che battuta non sia d'Amore e presa. (Min) 

4 — * (Bot.) Labbro superiore delle corolle /abbiate , quando san con- 
cave al di sotto , e convesse al di sopra; si dà eziandio questo nome 
alle divisioni superiori del perigonio delle orchidee. (A. Ò.) 

5 — (Zool.) Specie di buccine cosi detto dalla sua figura. Lat cassis.(A) 

6 — (Mario.) Fuoco di S.Elmo o di S. Ermo , dicono i marinai quel 
fuoco o meteora , che talvolta scorre sulla superficie del mare , o - 

s'arresta sugli alberi delle navi, specialmente dopo la procella. Da' 
Pagani era detto di Castore e Polluce; fd alcuni de nostri lo chia- 
mano S. Niccola , ed altri Corpo santo. (A) 

Elmo. « (S) (Geog.) Castello di Napoli. — dell' isola di Malta (G) 

Elmoasca R.*(Geog. )Elmo-a-scàr. Cit. della BarberianellaReg.diAlgieri(Q) 

Elmosda, * El-móu-da. N.pr.f. Lat. Heilraimda. ( Dal ted. heil salu- 
te, e mund bocca; Bocca salutale.) (B) 

Elmohdo, * El-moji-do. N- pr. in. Lat. Aeljnundas. ( V. Elmonda.) (B) 

Elka. * (Geog.) Él-na , Elne. Lai. Ilìiberis. Litui di Francia nel di- 
partimento de' Pirenei orientali. (G) 

Elnas. * (Geog.) Lo stesso che Ceirn. P. (G) 

Elhatako, * El-na-tà-no. N. pr. ni. Lat. Eluathan. ( Dall' ebr. ci Iddio, 
e nalhan donare: Dono di Dio.) (B) 

Elo , * È lo. N. pr- ni. ( Dal gr. elos per eleos stolido. In ebr. el Si- 
gnore. ) — Il più giovane de' figliuoli di Perseo. (Mit) 

7 — * (Geog.) Lal.Elas.Ant.cil.della Laconici, d'onde vennero gli Elott. (G) 

Elockrsi. * (Zool.) E-lo-cè-re-i. Sin. pi. P. G. Lat. beloceies. (DaAe- 
los chiodo, e ceras corno.) Famiglia d'insetti dell'ordine de'cole<H- 
teri , il cui caratletc e di avere le antenne rigonfie all' estremità, si- 
mili a chiedi. (Aq) 

Elocotorio , E-lo-cu-tò-ri-o. Add- m. Appartenente ad elccuzicne , Di 
elocuzione. Uden. Nis. 3. 25. Anche Dionigi Longino : .. liinpioveiò 
con ischerno ad uno scrittore 1' ampollosa disoibitanza elocutona so- 
pra ogni burbanza. (B) 

Elocozione , E-lo-cu-zió-ne. [Sf] 3Ianiera di esprimersi [con parole; t-d 
è anche quella parte della Rettorica, che insegna a significare con 
modi proprii ed efficaci i sentimenti dell' animo.] Lai. tlocutio. Gr. 
èp/uamxi Cas. leu. j5. La bella elocuzione e la vaghezza del parlare ce. 
non vi sieno porti da persona. Pareli, lez. q66. Quanto alla forma o 
apparenza che si dà alla materia , cioè alle scritture, e .similmente alle 
parole, che i Latini chiamano elocuzione, ella vuole aver tre parti. 
Elocuzione diti, da Dizione e da Stile. La Elocuzione consiste nella 
maniera di esprimere le proprie idee nel discorso; e.d è vece generica 
che comprende la Dizione e lo Stile. Dizione si dice propriamente 
delle qualità generali e gramaticali del discorsole quali si riducono 
a due principalmente, alla Correzione ed alla Chiarezza Stile poi dicesi 
delle qualità più particolari che dinotano il genio e '1 talento di dlui 
che scrive, come sono la proprietà delle voci, la eleginza , la fa- 
cilita , l'armonia, l'essere forbito, terso, leggiadro ec V. Eb'ganic. 

Elodb. * (Med.) E-lò-de. Sf. P. G. Lat. helodes. ( Da hehs acqua 
palustre. ) Specie di febbre infiammatoria epidemica , non conta- 
giosa , che dura cirpa quatdici giorni, e nella quale sino d,d prin- 
cipio, abbonda un eccessivo ed inutile sudore , rimanendosi la Ungili 
secca e ruvida , e la pelle di tutto il corpo dura. (Aq) (Van) 

Elodea. " (Bot.) E-lo-dè-a. SK P. G. Lai. helodea , hypericum clodes 
Lin. ( Da hclos palude. ) Nome di una pianta che cresce ne' luoghi 
paludosi del Canada. (Aq) (N) 

Elodi. * (Geog.) E-lò-di. Lai. H< lodcs. Ani. isole d l mar Caspio. (G) 

Elodicow. * (Mus.) Elò-di-con. Sin. P. G. Lat. helochcou Strumenta 
musicale di recente inventalo , in cui le vibrazioni si producono mercè 
un mantice artificialmente impiegalo a far vibrare, non già delle 
corde tese , ma delle molle , in modo che vi si riuniscono ti clavi- 
cordio e F organo. (L) 

Elodo. * (Zool.) E-lò-do. Sm. P. G. Lat. helodes. (Da helos paludi'.) Ge- 
nere d'insetti della prima sezione dell'ordine de' coleotteri , famiglia 
d* cebrionali , che si trovano sopra le fòglie degli alberi od ai busti 
che circondano le maremma ed i luoghi paludosi. (Aq) 

Elogiato,* Elo p-k-to.Add. m. Lodalo con elogio. iVan)Mann. lUuslr. 
JSocc.f0.2<S.Francesco da Barberino ec. elogiato da Papa ClementeV.(N) 

Elógibtto, Elo gi-e't-to. [Sm.] dim. di Elogio. [Piccolo, Breve elogio.] 
Lat. parvum elogium. Gr. fj.in.poi/ iyxupiop. Menz. sai. g. Intanto in- 
scritto in sua »u prema loda Si vede un elogietto , onde il meschino 
Suo sangue poscia in leggerlo ne god.i. » Mann, lllusir. liccc- 33. 
tij. Lasciarono scritto di lui questo elogietto. (N) 

Eloc.io , E-lo gi-o. f. '£»>«•] Composizùìiie e Parole in la Je di checchessia. 
(^.Encomio') L,al. elogium. Gr. iy>uipltW\ Segn. Preti- 20. ò. Ono- 
randolo con quel celebre elogio, che lì corupruova -per una legge, 
non d'uomini, ma di porci. (Qui per ironia.) E Paneg. zyg. Dn 
Gregovio Magao , il cui some solo supplisce ad \in graia" siog'o. 











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4o ELOGISTA 

2 — * (Arche.) Elogii dicevansi antic. le lettere informatone dagl' ire- 

* "S l KhLQmiilcf^tJ~del soldati. stazionarli dead' imperatori greci scritte, 

tigillate e mandati; a' tribunali. Oggi volgarm. Processo «•erbalc.(Vun) 

Elogista. (Leti.) E-lo-gìsta. Sm. Scrittore o Compositoi- di elvgii. F. 

Pataegirisla. (A) 
Eloisa, * E-loì-sa. JV. pr- f. Lo stesso che Luigia. F. (B) 
Klon. * (Geog.) E-lòn. Nome di tre città nella Palestina. (G) 
Elone, * E-ió-r.e. N.pr.m.Lat. Elon. (Dall' cbr. elon pianura-, quercia, 

querceto ) (B) 
2 — * (Geog.) Aitfica città della Grecia nella Tessaglia. (G) 
Elongazione. (Astr.jE- ìoy.-g.\-zì6-m.{Sf.L']allontanamento [ di un pianeta 
dal sole , rispetto all' occhio dell'osservatore. ] Lai. recessus , absces- 
sus. Gr.airocrTniJ.ix., ovajjwpjw* Cam. Par. 10. Appare in alcuni fiori, 
che nel levar del sole s' aprono, e nell'andar sotto chinali la testa e quasi 
si chiuggono secondo la sua elongazione o approssimanza. Gc.llell.42y. 
Sicché lilialmente nella totale elongazione, cioè ncll' opposizione, l'in- 
tero cerchio e cinisléro , volto vcr^o di noi , compare tutto Incido. 
2 — * (Chir.) Aumento della lunghezza di un membro, in conseguenza 
di malattia d'un' articolazione superiore. — Estensione eseguila per 
operare la riduzione delle fratture e delle lussazioni. (A. O.) 
Eloniade. * (Bot.) E-lo-nì-a-de. Sf. F. G. Lai. hclonias. ( Da helos 
palude. ) Genere di piante monocotiledoni , dell' esandria trigmia , 
famiglia delle giuncacee , col calice corallino di sei pezzi bratteato , 
eia capsola triloculare con tre semi; cosi chiamate perchè crescono 
nelle paludi delle. Pensilvania e dell' Europa settentrionale. (Aq) (N) 
Élope. * (Zool.) È-lo-.pe. Sm. F. G. Lat. helopes. (Dal gr. helos, chiodo, 
ed ops , opos aspetto. ) Gtnere d' instati della famiglia degli clopii , 
distinti dalla forma assiti lunga e cilindrica del loro corpo , e dalle 
loro antenne citindrico-coniche. (Aq) 
Elopii. * (Zool.) E-lò-pi-i. Sm. F. G. Lai. he!opii.(Dal gr. helos chio- 
do , ed ops opos, occhio.) Famiglia d' insetti dalla seconda sezione, 
dell'ordine de' coleotteri , caratterizzati anche dalla forma sporgente 
de' loro occhi. (Aq) 
Elopira. * (Med.) E-lo-pì-ra. Sf. V. G. Lat. helopyra. (.Da helos pa- 
lude, e pjr fuoco. ) Febbre che regna ne' luoghi paludosi. (Aq) 
Elopo , * ivlo-po. JV. pr. m. ( Dal gr. elos per ele.os stupido , ed ops, 
opos aspetto , occhio ; Di occhio , Di aspetto stupido. V. anche elope 
ed elopii. ) — Uno de Centauri ucciso da Ptràoo. (Mit) 
Elopodo. * (Bot.) E-lò-po-do. Sm. F. G. Lai. helopodium. ( Da helos 
chiodo, e pus , podos -piede. ) Genere di piante crittogame, famiglia 
delle alghe , nella sommità de' cui peduncoli nascono alcuni tubercoli 
fungifórmi che rassomigliano perla loro forma a' chiodi. (Aq) 
Elopoli. * (Arche.) E-lò-po-li. Sf. Lo stesso che. Eleopoli. F. (Van) 
Eloquente, E-lo-quèn-te. [Add. ' com.] Che ha eloqttenza. Lai. eloquens-. 
Gr. Sufòs Kiym. G. F. 12. 108. 7. Qual lingua, quantunque eloquente, 
tante cos-é potrà narrare.? Tue. Dav. Ann. 15. 223. Dettò di vena elo- 
quente concetti , che, per esserne divolgate le copie, non dirò lor su- 
stanza.- Cas. kit. j>. La Scrittura vuole che noi ci pentiamo de' no- 
stri peccati, ed il frate eloquente ci costringe a piangerli in pubblico. 

2 — * Discorso eloquente : Quello in cui lo scrittole o l dicitore fa 
pompa o pruova di eloquenza. (A). 

3 _ [ Usato anche inforza di sost.] Tac. Dav. Ann.- a. 55. Fu pro- 
posto porgli il ritratte- tra gli eloquenti in maggiore scudo e d'oro. 

Eloquente dilf. da Facondo , Diserto, Ben parlante. L' uomo elo- 
quente è quegli che dipinge al vivo, anima, adorna il suo dire, per- 
suade, tocca , eleva l'anima ce. L'uomo facondo è colui che è pie- 
no, rapido, facile nel suo discorso. Il Diserto quegli che parla con 
giustezza , con acutezza , con ordine, ma senza fuoco. Ben parlante 
diciamo chi ha un linguaggio felice , spontaneo , acconcio ed an- 
che brillante. V. Eloquenza- 

Eloquentemente , E-lo-quen-te-méo-te- Aw. Con eloquenza. Lat. ciò- 
quenter , diserte. Gr. SiappriSl". felr. Uom. ili. Perchè , come elo- 
quentemente dice Floro , niuno si vergognò esser vinto dopo Carta- 
gine. S. Agost. C. D. Né anche quegli che così eloquentemente grida 
in questa disputazione , non avrebbe ardire di farne motto in parla- 
mento di popolo. 

Eloquentissimamente, E-lo-quen-tis-si-rna-mén-te. Avv. superi, di Elo- 
quentemente. Lat. cloquentissime.. Gr. i\Xoyi^o>Tccrx. Salviti, disc. 2. 
jjgi. Questa fama glie.l' ha lilialmente acquistata il dialogo. , nel quale 
egli le filosofiche materie con profondità ec. e con leggiadria eloquen- 
tissimamente ha trattate. 

Eloquentissimo, E-lo-quen-tìs-si-mo. [Add. m.] superi, di Eloquente. 
Lai. eloquentissimus. Gr. ì\\oy 1 nura.ro f. Lab. j5. E , oltr' a ciò ,: e- 
loquentissima forse non meno che stato fosse qualunque ornato e pra- 
tico retorico. E lj3. Ah quanto giustamente farebbon quelle eloquen- 
tissime donne , se dal loro bellissimo coro te , siccome non degno , 
cacciassero ! Cai: leu. 1. ng. Essendo dottissimo ed esercitassimo , 
edeloquentissimoe di tanta grazia e maestà in una cattedra ; che , so- 
lo che si udisse , non ci accadrebbe altra intercessione. Farcii. Ercol. 
288. Messer Romnlo Amaseo , il quale era , come sapete , uomo dot- 
tissimo ed eloquentissimo. 

Eloquenza', E-lo-quèn-za. [Sf.] II bene e facondamente parlare, [L'arte 
di parlare e scrivere in modo da dilettare , muovere e persuadere. ] 
— , Eloquenzia , sin. Lat. eloquenza , facundia. Gr. faropdx.. Peti: 
cup. 11. E non pur quel di fuori il tempo solve, Ma le vostre elo- 
quenze e i voUri ingegni. Sen. Ben.Farch.y.8. L' eloquenza sua ec. non 
era cardata, né andava dietro alla scelta delle parole, ma diceva animo- 
samente , secondochè l'impeto ricercava , tutto quello che voleva dire. 

2 — " Fig. Fiume d'eloquenza , dicesi di Un uomo eloquentissimo ; ed 
anche di Copia di eloquenti parole. Petr. s'on. 220. D'alta eloquen- 
za si soav'i fiumi. (A) (N) . ' 

3 _ * (Icon.) Donna grande e maestosa , col diadema in capo e lo 
scettro in. una mano ; coli' altra stringe la folgore sormontata di 
fiori per indicare la forza della ragione e l'attrattiva dei sentimento 



ELSO 

che ella adopera col medesimo buon successo. A lei dinanzi evvi un libro 
aperto; od a'suoi piedi sta il caduceo , simbolo della persuasione. (Mit) 
Eloquenza diti', da Facondia. L 'Eloquenza é l'arte di persuadere 
e di muovere. La Facondia consiste propriamente nella prontezza e 
nell'abbondanza del dire. Se un uomo ha nerbo nella espressione, 
elevazione- ne' pensieri , calore ne' movimenti , si dirà Eloquente, Se 
egli è pili pago della bellezza delle parole, del giro delle frasi , delle 
grazie, della elocuzione, si chiamerà Facondo. La Facondia fa i belli 
parlatori; la Eloquenza i grandi oratori. 
Eloquenzia, E-lo-quèn-:i-a [Sf F. A. F. e di"] Eloquenza. Lab. 88. 
Compresi ce. esse** di gran lunga del naturai senno di lei , e del- 
l' ornata eloquenzia ingannato. Petr- canz. 5. 5. E che 'I nobile in- 
gegno , che dal cielo Per grazia ticn dell' immortale Apollo , E l'clo- 
quenzia sua virtù qui mostri. 

Eloquimle , E-lo-qni-bi-Ie. Add. com. Che è alto a ricevere le forme 
dell' eloquenza. Panig. Demetr. Berg. (Min) 

Eloquio, E-lò-qui-o. [Sm.] Ragionamento. Lat. cloqnium, scrrno, ora- 
tio. Gr. xóyos. Serm., S. Agost. Non abbiamo più chi e' interpreti e 
sponga le sentenzie loro, e i figurati t profondi eloquii. S. Grison. 
Perciocché è la volontà e l'anima così dispostale tutta traslata e trasfor- 
mata al desiderio e all'amore de' divini eloquii e de' sentimenti celesti. 

2 — Eloquenza. Peti: Uom. ili. g8. Beato Agustino ec. iu questi tem- 
pi nel divino eloquio grandemente fiorì. (V) 

Elora. * (Mit. Ind. ) E-lò-ra. Luogo famoso pe' pagodi , ove la super- 
stizione trae in fida gì' Indiani. (Mit) 

Eloeii. * (Arche.) ' E-lò-ri-i. Add. e sm. pi. Giuochi in Sicilia, sulle 
sponde del fiume E loro. (Mit) 

Eloro. * (Zool.) E-Iò-ro. Sm. F. G. Lai. helorus. (Dal gr. heìor pre- 
da , rapina, cattura, che vien da helo io prendo, e hereo io vinco, 
distruggo.) Genere d'inselli dell'ordine degl' imenotteri , famiglia 
de' prototrupiani , così denominati dal succhiello di cui sono prov- 
viste le loro femmine , e co' quali danno il guasto a' vegetabili. (Aq) 

Eloro. * (Geog.) Lat. Halorus. Antico fiume della Sicilia, oggi Atei- 
lari. — Antica città della Sicilia, (G) 

ELORRio.*(Geog.)E-lòr-ri-o.C('«à delta Spagna nel distretto di Bilbao. (G) 

Elos. * (Chir.) È-ìos. Sm. F G. Lat. helos. (In gr.Wo* vai chiodo.) 
Slafìloma di durezza cornea , divenuto voluminoso a, segno da ol- 
trepassare le palpebre , quando queste siano a contati'. La figura 
dello slofiloma rassomiglia alla testa di un chiodo. (Aq) 

Elosi. * (Chir.)È-lo-si. Sf.F. G. Lat. helosis. (Da diesis rivolgimento.) 
Azione di muovere spesso le palpebre ; ossia convulsione de' muscoli 
motori dell' occhio. (Aq) "** ~— — — 

Elossite.*(M!1i.) E-los-sì te. Sf.Sorta di pietra, di cui narra Luilovico 
Dolce, che portandola, si guaris ce dtiL/nal di testa. (Al suon della voce 
par che sia pietra reperibile nelfe paludi , da helos paludej (;van;" v W/- 

Eloti. *' (Geog.) E-lò-ti. Add. pi: m. pi. Abitanti di £/o, ridotti in 
servitù dagli Spartani, i quali diedero poi il nome di Eloti a lutti 
i loro schiavi. Più comunemente Iloti. (G) 

Elpe , * Èi-pe, N. pr. fi ( Dal gr. elpu speranza. ) — l'iglia di Poli- 
femo , rapila da Ulisse (Mit) 

Elpenore , * El-pè-no-re. JV. pi: m, Lat. Elpenor. ( Dal gr. elpis spe- 
ranza , ed aner uomo : Uomo di speranza. ) — Uno de' compagni 
di Ulisse che Circe trasformo in porco. (B) (Mit) 

Elpia. * (Geog.) Èl-pi-a. Antica città d'Italia, nella Dautua. (G) 

Elpide, * Èl-pi-de. JV. pi: m. (Dal gr. elpis, idos speranza.) (Mit) 

2 * (Mit.) Nome col quale i Greci ed i Romani onoravano la Spe- 
ranza. (Mit) 

Elpideforo, * El-pi-dè-fo-ro. N.pr.m. Lat. Elpidephorus. (Dal gr. elpis, 
idos speranza, e phero io porto : Che porta speranza. ) (B) 

Elpimo , * El-pì di-o. JV. pr. m. Lai. Elpidius. ( N. patron, di Elpide.) 
— Governatore della Sicilia ne IP FUI. secolo , ribelle e vinto. — 
Medico di Teodorico e poeta satirico latino. (B) (Van) (N) 

Elpinice , * El-pi-nì-ce. JV. pr. f. Lat. Elpinice. (Dal gr. elpis spe- 
ranza , e nice vittoria : Speranza di vittoria. ) — Figluiola di Mil- 
ziade , moglie di Calila. (B) (Mil) 

Elpua. * (Zoo!) El-pù-a. Minutissimo pesce. Landau Berg. (IN) 

Elrick.. * (Geog.) Lo stesso che Alrico. F.(fi) 

Elsa, Él-sa. {Sf] Quel ferro intorno [ all' impugnatura ] della spada, 
che difende la mano.; [ dicesi anche Fornimenti — , Elso, Else, Elza, 
sin.] Lat. capulus. Gr. *»V»>. (Dal sassone hell, onde gl'Inglesi trassero 
hilt che vale il medesimo. Muratori.) Dani. Par.i6.i02. Ed avea Gali- 
gaio Dorata in casa sua già l'elsa e '1 pome. Ai: Fui: 42. 11. E 'l 
ferro immerso Nel vende, un palmo usci dal lato manco, Di sangue 

, sino all'elsa tutto asperso. » Buon. Fier. 3. 4.7. Elsa dorata. E Salvai. 
Annoi, ivi : Else , certe basette della spada , di qua e di la dell' im- 
pugnatura, credo da iteatt tirare, trar fuori. (N) 

Else Él-se. Sf. Lo stesso che Elsa. F- Segn. Pred. 6.4. Postagli con 
bel'modo su l'else della spada la man tremante, ec. (V)» E Tass.Ger. 
Ub 2 q3. Ebbe Argante una spada , e 'l fabbro egregio L' else e 'I 
pomo le fé' gemmato e d'oro. (P) (Ma Else potrebbe stai-m questi 
due luoghi come pi. di Elsa ; siccome Elsi di Elso. F. ) (N) 

Elsenor "(Geog.) El-se-nòr. Cit. della Danimarca ned isola di òceland.(<j) 

Elsine. (Bot.) El-sì-ne. Sf Pianta volgarmente della Vctriola , ed an- 
che Parietaria. F. ( Da' botanici diecsi helxine : e questa voce e da 
helxo fut. di helco io tiro ; poiché le foglie di questa pianta si at- 
taccano alla veste del passaggiero , e la tirano. ) (B) 

ELSiRViTE.*(Farm.)EI-sir-vì-te..S'/H.,r. poet.Lo stesso cAeElisirvile.^.(N) 

2 _ * E per metaf. Menz.Sat.i. Ma l'entrata d'un fico o d'una vile 
Non dareste , e né meno un fico secco A chi fosse in saper tutto el- 

EL^T'Éiio N) [6'm. Lo stesso die] Elsa. V. Fir As. 20 Gli' ficcò nel 
sinistro lato della gola tutta quella spada infino agli ehi. Beni. Uri. 
1 24 4- Fra loro acconcia il Conte si la spada, Che l eho innan- 
zi, e dietro il pome Y a<iu. » Buon. Fier, U u 1. AdatU loro al pie, 



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ELSTRA 



EMANTO 4i 

: -issarti ^n^rs^rss^pss-^ 

F.elN delia spada , poste d. qua e di la dall impugnatala , dal „r. ^.^^^ ;| tìanco s alla gamba medesima. (A) 
J'A£sis, e ciò dal verbo e ami» trarre. (IN) Fmapiatissimo E-ma-cia-tìs-si-rao. [.4dri. mi] super/, di Emaciato, iar. 

E^-W^^ *E3 ™Jj» ^^iLT Gr. ^drirT^-aU. segr. cos Janni 

ELTECA.*(Geog.) El-te-ca. ^/rt. ctf. tìW/u Palestina, ne a tribù jft. u an. y*j caeione di tanti errori divengono emaciatiss.me. . . 

ELTECOH/(Grog.)EI-tc<on.^H£.cifcrfetfaPfl/e^^ Emaciato E-ma-ci-à-to. -4i&*. m. da Emaciare. Che ha emaciazmne . 

Eltola». • (Gelg.) El-to-làd. Antica città della Palestina, nella tnbu di ^^iato. ,^k ^J^ 

JiWone. (G) . Emaci Azio» a , E-ma-cia-zió-ne. [£/".] Magrezza grande. Lai. imci*. ., 

" extenuatio. Gr. Mimfmc. £fr cur. /na/a«. Accompagnata dalla ema- 

dazione di tutto il corpo. m ,,. _J 

EmacitÀ , E-ma-ci-tà. Sf. foglia abituale di comprare. (Dal lat. emete 

comprare.) Cocch.Disc. nell'Indice. (A) 



Elucidalo. (Lett.) E-Iu-ci-dà-ri-o. Sm. Titolo dato a libro che spiega e 
Zjnttruisee. (Da luce, quasi cosa che dà luce , che illumina, «schiara. ; 

1 ose Trad.Elucid. poetic. di Ermanno Torrentino. B erg. (Min) 
Elucubrato , E-lu-cu-brà-to. ./*<ta. m. V. L. Fatto con sommo studio 

e con diligenza. Lai. elucubrato. Gal. Di/. Capr. 278. Egli assen- 



• , „.,. ,> „_p i7,,i; vespri. comprare. ) noceti, utsc. neu «»m.t. vv _, _ , ,„ 

arabi* Gal. DiJ. Capr. 278. Egli asserì co . ? ^ ma -cò-ri-e. Add. e sfpt.V.G.Lat. haemaconae. (Da 

sce e ammette che questo strumento ec. e parto novello, da se con ^^ ga ^ e J coros saz ; età . ) Libazioni di s angue jotte^jd-off^rsi. 

gran fatica elucubrato. (V) _ _ _ , ./, t ,,,L l/r> rrmw,'- .m.'-fif credeva "' ehe le anime per desideriiuteila. 



ulle te^e^^msi^i^^ùMj S^^i^ M^ ^^ P T desid ^ Ui - d ^ lil - 
vita , assai si dilettassero del sangue, chfe la vita dèi corpo. (Aq) 

Emacile. * (Arche.) E-ma-cù-ri-e. Add. e sf. VG. Lat. haemacuriae. 
(Da hema sangue , e curos giovanetto.) Cerimonie praticate nell e- 
loponneso, in un giorno determinato dell' anno, in cui eie giova- 
netti venivano flagellati sino all'effusione del sangue sul sepolcro^ 
Pelone , offerendogli la libazione del loro sangue. (Aq) ^_ 

Emaculato, , E-ma-cu-là-to. ^. m. Purgato, Senza macchie. Lat, 
emaculatus. Gr. * XP *»ro S . Salvia. Pro,. Tose t, òoy. Dio volesse 
che l'esempio del Tassoni ec. fosse dagli Accademici tutti seguito , 
che il nostro gran lavoro ne verrebbe sempre più mondo , emacula- 
to e perfetto. 



Eluccbrazione , E-Iu-cu-bra-zió-ne. Sf. V L. Propriamente lavoro 
latto a lume di lucerna, e fìg. Elaboratezza di studio, Diligenza 
nel comporre. Lat. elucubratio. Guarin. /drop. 3. 7. Se de pur meritar 
il suo premio, l'avere già tanle volte con versi elegantissimi la tua dota 
celebrata , e con dottissima elucubrazione nel mio famose ec. (A) (B) 

Eludere , E-lù-de-re. iAtl.anom.] V. L. [ Propriamente Evadere, o Ren- 
der una cosa vana e di nessun effetto, e Jìg.J Ingannare. Lat. eludere. 
Gr. ««.«**•««£*»■ Guicc. Stor. 17. 24. Giovambatista , eludendo il 
Pontefice , trattava questa cosa. , „ ,,„ -, v 

Eludorica. * (Pitt) E-lu-dò-ri-ca. Add. e sf. V. G. ( Da eleon olio , 
e hydor acqua.) Nuovo metodo di dipingere , inventalo dal sig. 



e hydor acqua.; nuovo meioau u, u.p,^»,;, .."-.- ,W'\ 

de Monpetil, adoperando contemporaneamente l olio e l acqua.{*q) \ , ', . F . ma . fo .ti. a . ( y/:^.G.I.^.heraaphobia. (Da hema sangtie. 

ELUi N A.*(Mit.) k-la-Usoprannome di Cerere, àa una finte diMnom^ E. uro a Med E «**JgA ^ Emat0 4 iai «bù^O) 

sul cui margine ella avea un tempio. (In gr. e/«i,ios ™le olioso ) (M,t) E ^"i „, A E . raa . fo . bo . Jtf. m . r. G. Lat. hemaphgtfs. ( V. 

1 Elol. * (Arche.) È-lul. Sm. V. Ebr. Mese ebraico, il sesto dell anno ì^mafobo. (,i 






"Sftcro , e l' ultimo dell! anno civile. (Van) 
Elungabile, E-lun-gà-bi-le. Add. com. Che può ridursi mlungo.U bert. 

Land. Dissert. Berg. (Min) „ ' 

Elungazione, E-lun^ga-sió-ne. Sf. Allontanamento , Discostamento. liao, 

Disc. Berg. (Min) . . . 

E luro. * (M it.) E-l ò-ro. Dio de' gatti , adorato dagli Egiziani. ( Da l 

'gr.' e/uroi gailu.) (Mtt) . 

^ , T ..'i n v 7 .- _ T 1 .' < .,„i...,/»v/t //' Alessandria. 



emafobia.) Dicesi di chi soffre alla vista del sangue. — ,/Enutotobo, 
Emofobo , sin. (Aq) >^ „, „ 

Emacogo. (Farm.) E-ma-gò-go. ^A/. usflio emcAe come^m. PI. ^™g°- 
ghi , Eraagogi. r. G. Lat. hacmagoga. ( Da ^m^sangue ed agoee 
trasporto , che vien da ago io trasporto, caccia ) Dicesi derimedii 
atti a far uscire il sangue, cioè a promu^ere le regole ed 1 J Lussi 

emorroidali. (Aq) S ■ .., ■ r. j- r- „ .,,: 

, d ,lieri. * (Mit. Ind.) E-ma-aife-gui-lie-ri. Razza di Giganti 
servitori di lumen, dio de lla morte Amali hanne ^ nelVi njernoJeglJn- 
diani l'incombensa "di tormentare gli scellerati. (Mit) 
Emalopia. (Chir.) E-ma-lo-pì-a. J/T f . G. La?, haemalopia. (Da fteiMfl- 
/eos sanguigno, ed ops occhio, onde hemalops chi ha gli occhi sparsi 
di sangue.) Spandimene di sangue nel globo dell occhio cagliato 
da percossa, da caduta, o da piaga. Detto anche Ecchimosi. V.—, Ema- 

"tiJnf. popoli dèlia Gallia nella iGuascognà.{G) toftalmia ^ (A)^Aq) Heinan. (Dall' ebr. Auma/» 

S/: Contravvenzione colorata da qualche arti- ^^^wm S !T 



a - * (Le\tO Jó^nome rfnto « 77^«eo ^«d d'Alessandria, ^jg^jW 

- » 11 » ? 7. /'^7..~^ sei vuoi 1 ai- vtt. 

a motivo della sua indole scaltra. (Van; _ 

3 — * (Zool.) cYpec/e <£' onwli carnivori, così detti perche hanno de 

caratteri che li avvicinano al gatto. (Aq) , _ 

Eluropoli. * (Geog.) E-lu-rò-po-li.t^.Aeluropolis.^Hf.ciMarf A?i«o.(t,) 
Elusa. * (Geog.) E-lù-sa. Antica città della Palestina nell Idumea. — 

della Gallia nella Novempopulania. (G) 
ELUSATi.VGeog.) E-lu-sà-ti. A nt. popoli della Gallia nella Guascogna.^) 

■.. tr 1 • x v# r<-- ,..,...» ^nhìrntn da oliatene arti- 

Elusione , E-lu-si-o-ne 

fizioso pretesto. (A) 



fizioso pretesto. (A) ... „ , „, /AN p„...,„, * 
Elusorio, Wsò-ri-o. Add.m. Approprialo ad eludere. V del Imo. (A) Emanate , 
ELDTaiAzioKE. * (Farm.) E-lu-tri-a-zió-ne. ^ ^. i. V. e di Decan- Ema^ap , E-. 
Unione. £«£. elulralio. (In lat. eiulrtore vale votare da un vaso in 
un altro.) (A. O.) ^,.777-». n ,n\ 
ELVA.*(Geog.) Èl-va. Pie. fumé del Piemonte. - CiU del Portogallo.^) 
Elvetico. * (Mit.) El-vè-ti-co. N. pr.m.-Figlio di Ervetone e fratello 
di Seguano e di Allobro , ceppo della nazione elvetica, secondo te 
favolose cronache del paese. (Elvezia suona in (ed. salubre ed ampio; 
da heil salute, e weit ampio.) (Mit) 
Elvetico. (Geog.) Add. pr. m. Dell' Elvezia , Appartenente ali Elve- 
zia , cioè al paese degli Svizzeri , ed a' loro costumi , leggi , persone 
ec. — Repubblica o Confederazione elvetica , la Svizzera. (A) (IN) 
Elvez,a, « El-vè-zi-a. N.pr.f (V. Elvetico.)- restale uccisa dal ful- 
m ine sotto il regno di Traiano. (Mit) _ 

"5"= * (Geog ) Antico nome della Svizzera, h. (G) 

Elvezii. " (Geog.) El-vè-zi-i. Popoli che abitavano l Elvezia. (O) 

Elvia, * Èl-vi-a! JV. pr. f. (Dall ! ebr. etoafc Dio o Dea. In islavo lival 

significa lode, e /Wtó^ sordido.) - Madre di Cicerone. (Van) 
2 _ * (Geog.) Città dell' Asia mhiore nella Galazia. (UJ 
Elvidiaki. * (St. Eccl.) El-vi-di-à-ni. ^Seguaci di Elvidio , 1 quali ere 



E-ma-nàn-te. Part. A" Emanare. V. di reg. Romani.(N) 
«ARABE, n-ma-nà-re. [ ^tt. e n. ass. V. L. Venir fuori Derivare; 
per estens. Trarre origine, Essere generalo; e per traslato ~\ Pubbli- 
care. Lat. emanare. Gr. teo&ps*Sm. Salvili. d,sc.i . 3 17 ■ Fecero emt- 
nare un decreto dal Senato , per lo quale erano da Roma e dall Ita- 
lia banditi i filosofi. . . . . 

Emanare diff. da Scorrere. Emanare dicesi propriamente delle pai ti 
sottilissime che si distaccano ed esalano da'eorp. per una traspirazione 
insensibile a per altra somigliante maniera. Scorrere si dice di cose 
che partendo da una sorgente , da un principio ec. si spandono per 
qualche via e in un modo più o meno, sensibile. Cosi da' corpi emana 
una infinità di particelle invisibili che ne spossano la sostanza. Cosi 
eli odori emanano da' fiori, da' corpi odorosi ec. La luce emana dal 
sole Dalle vene della terra scorrono de' succhi che formano 1 cri- 
stalli e i minerali d' ogni specie. Il sudore scorre dal corpo ec. Nel 
fi.» diciamo pure : Il potere umana dal trono; dal seno della divina 
misericordia scorrono incessantemente, su noi i tesori delle grazie ec. 
Emanato E-ma-nà-to. Add. m. da Emanare. Lat. emanatus. Gr. xirof- 
pVJs.s. Segner. Pan: isti: s3. 2. Tali sono ì decreti su ciò em 
dalla Sacra Congregazione. (A) (B) 



lvidiahi. * (St. Eccl.) El-vi-di-à-ni. Seguaci di Llvulio , 1 quali ere- ""' E . m °. n J. s i6-nc. Sf. Lo emanare, e La cosa emanata 

devano che 'dopo la Leila M G.C. 1-J^aVa^^se vivu- ^™^ *™ G ™ ^[{J Magai. Leti. I Teologi dicono l'emana 



>21VUCi ajJ/» -e-"-* *w«<*'««' *- t - ~ «- ""» — " 

Lat. emanatio. Gr. ixoffoi. Magai. Leti. I Teologi dicono l'emana- 
zione del Verbo, ed i Filosofi l'emanazione della luce. (A) E leti. io. 
Una qualche comune interna inseparabile emanazione. (N) 
Emahceppare, E-man-cep-pà-re. [Att. e n pass V.A. V. e A] Eman- 
cipare. Tac. Dav. Ann. 4. 83. E per fuggirle si emanceppava colui 

che pigliava il Fiammato. —..,., 7 r -i j •# 

Emancipare , E-man-ci-pà-re. lAtt-ì V. L Liberare che fa il padre il 
fatinolo dalla sua podestà dinanzi al giudice. - , Emanceppare , 
Manceppare, sin, Lat. emancipare. Gr. wtonutem. 
, _ * TV bus* Fis. Torsi soverchia liberta , Uscir de limiti del con- 
venevole, dell' onesto , del necessario. Magai. Leti. Hon mx sono vo- 
luto emancipare a far menzione di colui citato da Elio Lampr.dio in 

' Elvira. \ v7Ek>ir. ) (B) ^'T^ ' T^m-m ci-nà-to Add.m. da Emancipare. Lat. emancipata. 

Elsa, te Puf. Tu non dirai che E^^^a^pat. ^ ^ ^^ ^ ^ F 

quella spada sia buona, e' ha 1' elza orata. (V) del' padre, vel etiara emancipati, i quali sono commensali al padre , 

Elzabad , ' El-za-bàd. N. P r. m. Lat. Elzabad. ( Dall ebr. el Iddio , de J P^™^ necessila \ cost0 ro sono iscusat. ; ma gli altri no. 

e zabad dotare : Dote di Dio. ) (B) _ , Emahcipaziohe. (Lea.") E-man ci-|>a-8Ìóne. [ SfAlto legale per vm di cui 

Emacate. « (Min.) E-mà-ca-te. cT/ V.G. ^^ort^ uS TfgTullT sono emancipai, 1 E emancipare. - , Manceppazione sin. 

sangue, ed acha'es agata.) Sorta di agata di colo, ««JPMJV Vf emancipatio. Gr. u«c**w r-/, 5 x .«p w «». S . Pr. Gior^. P/erf. 

2 - * (Zool.) Serpente dell' Asia assai pericoloso , contrassegnalo nel- Lat. tmanc p emancipazione dal padre. 

la parte superiore del corpo di color verde di mare , co» tre linee ^laZaoNpr.m.La,. Eman. (Dall' ebr. human moltiplicare.) 0») 

rosse longitudinali. (Aq) haemacelinosa EmantÒ. * (Bot.) E-màn-to. Sm. V. G. Lai. haemanthus. ( Da hema 

Emacel.nosA. * (Cbir.) E-ma-ce-l.-nó-sa. Sf. V. G JZ';™™^f^ san-ne , ed anthos fiore.) Genere di piante dell' esanr/na monogmia, 

(Da hema sangue, e ceto macchia.) ^occitoto recente per mrficare san ^ narchto!di , ^.rtterwìwtó ^a Bna *paw colorata di 

la porpora e la Mattia screziata di *££££ ^^ ewuc - a . ^J pc:IJ con .h^ con corolla divisa in sei parti ed una bacca 

Emaciare , L-ma-ci-a-re. i.^iii. '«• <—*• f" J u 



aevano erte aopo la nascuu «1 wr. ^. ... —ci- 
to con S. Giuseppe non altrimenti che con un vero marito , e ne 
avesse avuti due figliuoli. (Ber) >«,,,». 1 tu- 

Emidio, * El-vi-di>o N. P r. m. Lat. Elv.d.us. ( Dall' ebr . el Iddi oc 
jedid caro : Caro a Dio.) - Eresiarca del IV secolo. (B) (Van) 

Elv.eni. « (Geog.) El-vi-è-ni, Elvii. ^«ftcAi popoli delle Gallie, sulle rive 
del Rodano. (G) . _ 

Elvii. * (Geog.) Èl-vi-i. Po stoso cfceEl vieni, r. ( G ) 

Elvillo. * (GeogYEl-vil-lo. ^nttea citta dell Umbria. (Mit) 

Elvio, * Èl-vi-o ». pr. m. (V. E/Wa.) - Cinna. Cittadino romano, 
grande adulatore di Cesare. (Mit) 

Elvir. * N.prrm.i In ted. n« w/r tutto noi. In ar. el varaon il timor 
di Dio.) - Ultimo califfo della Siria. (Van) 

Elv.ra . * El-vi-ra. JV. pr. f. Lai. Elvira. ( V^ Elvir. ) (B) 

Elza , Èl-za. Sf. V. A. V. e d' 



s 









• 



• • ■ 












/ 



J 



4 2 EMANUEL 

«// c/rea tre semi, le cui poche specie , tutte esotiche , fi distinguono 
per un colore rosso-scarlatto , co/ne il fuoco e di sangue. (A.q) (N) 

Emanuel. * (Grog.) E ina-nu-èl. .Contea degli Stati Uniti d'America.((i) 

Emanuelle , * E-ma-mi-èlIe. JV. pr.«. Lo slesso che Emmanucle. ^.(U) 

Emastatica. * (Fisiol.) E-ma-stà-ti-ca. Sf F. G. hai. hacmastatice. (Da 
henna sangue , e slatice scienza di ponderare. ) Parte della fisiologia 
che tratta della forza inerente ai vasi sanguigni. (Aq) 

Emastoma. * (Bot.j E-mà-sto ma. Sf. F.G. hot. haeinastoma. (Da /iena 
sangue, e stoma bocca.) Specie di piante del genere curai ilio , del- 
l' icosandria monogima , famiglia dei mirti, coti' orificio o Locca del 
calice di un rosso di sangue. (Aq) 

Emastoma. * (Zool.) Sm. F. G. Specie di conchiglia a margine color 
di rosa. (V. emastoma.) (Aq) 

Ematapohia. *. (Med.) E-ma-ta-po-ri-a. Sf. F. G. Lai. hacmataporia. (Da 
hema, aios sangue , eporos via.) Lo stesso che Anemia. ^.(Aq (A.O.) 

Ematei. * (Geog.) Eniatè i. Una delle tribù che occupavano la parte 
più settentrionale del paese di Canaan. (G) 

EMATEMEsi.*(Med.) E-m.i-tè-nie-si.oYw. F. G.Z.«*.hacmatemesis.(Da hema, hc- 
inalos sangue, e emesia vomito.) fornito di sangue esalato dalla superfi- 
cie della membrana dello stomaco: prodotto per troppa abbondanza di san- 
giw,.per sostanze venefiche introdotte nello stomaco , da ventricolo leso 
contuso,' o per sanguisuga inghiottita ec— ,EnMfemest4, sin.(Aq)(Van) 

Ematemema. * (Med.) E-mo-te-me-si-a. Sf. F. G. (V. ematemesi.) Nome 
che A liberi diede al vomito di sangue. Lo slesso che Emalemesi. ^.(A.O.) 

Ematenceialo. « (Ch'ir.) E-man-tcii-cè-fo-lo. Sm. F. G. Lat- haematence- 
j)ha]on. (Da hema , alos sangue, e encephalos celebro.) Effusione di 
sangue nel cranio. — , Ematocefalo, sin. (Aq) 

Ematei>.o. * (Med.) E-mà-te-ro. Sm. F. G. Lai. hacmalerus. (Da hema, 
hematos sangue , onde hemaleros sanguigno.) Dissenteria in cui sen- 
za esulcerazione si evacua il sangue per gì? intestini (Aq) 

Ematia. * (Geog.) Emà-ti-a, Emazia. Paese della Macedonia. (G) 

Ematico. * (Med.) E-mà-ti-co. Add.m.F. G.Lat. hacmatieus\G?\ a.,>aT<*os. 
(Da hema sangue.) Aggiunto di tutto ciò eh' è riferibile a\saiigue.(Aq) 

Ematidi. * (Mit.) E-mà-ti-di. Nome delle nove figlie di ki£ro , re di 
Ematia. Lo slesso che Pieridi. F. (Mit) \ 

Emati.orosi. " (Med.) E-ma-tì-dro-si. Sf. F.G. Lai. haemathidrW (Da 
hema, ntos sangue, e hidrosis sudore.) Sudore cruento (Aq)\ 

Ematina. * (Cliim.) E-ma-Una- Sf F. G. Lai. hacroatina. (Da hema\to 
sangue. ) Sostanza scagliosa, d' un bianco roseo , d' un' rippareì, 
metallica , a cui gli alcali fanno prendere l azzurro , gli 
giallo ed il rosso , che contiene dell' azoto, e che si è scopeti 
gno dello Campeggio. (Aq) *• 

Ematita. (Min.)E-ma-tì-ta. [Sf. Lo slesso che-] Amalita. F. Lai. hae- 
matites. Gr. o.lp.a.rirn?. (Da hema, alos sangue.) Lib. cui: malati. 
Ematita vuol dire sanguigna, perché questa pietra èe di color sangui- 

« gno , e giova alti flussi sanguigni. 

Ematite. ■ (Min.) E-ma-ti-te. Sf. Lo stesso che A matita. F. (Van) 

Ematiti. * (St.Eccl.) E-ma-tì-ti. £a«.liaematytae. (Dal gr. hema sangue, e 
thjo sagnbeo. ) Eretici, ramo forse de Calafrigi, che nelle fèste di 
Pasqua impiegavano ne' loro sacrifica il sangue di un fanciullo. (Ber) 

Ematitico. (Min.) E-ma-lì-li-co. Add. m. Che partecipa dell'ematite. Gub. 
l'is. Ocra cmatitica. (A) 

Ematocefalo. (Chir.) E-ma-to cè-fa-lo. Sm. F. G. Lo stesso die Ematcn- 
cefalo. F. (Aq) (Van) 

Fmatocele. (Chir.) J>ma-lo-cc-le. Sf. F. G. Lai. haematocele. ( Da he- 
ma , atos sangue, e cele tumore.) in gen. Tumore formata dal sangue ; 
ma diecsi di cpiello prod/Mo nello scroto, o nel cordone spermàtico, 
o nel testicolo da styavasamcìilo di sangue. (A) (A.O.) 
l£MAT0CEUAr»-XMed.) E-ma-to-ce-li-a. Sf. F. G. Lai. haematora^Da 
hema, atos sangue, e alia ventre.) Effusione di sangue ìwlrfenlre.'Aq') 

Ematochezia. » (Med.) E-ma-to-chc-zì-a. Sf. F. G;J^Ìwematochezia. 
(Da hema, atos sangue, e ches.o fut. di cAge-ioverso. faccio scorrere.) 
flusso sanguinolento. (Aq) ^^^^ 

EMATOcH|s^(Med.)E-ma,to-cbì.sJ ; ^-^^hn^baelnatochysi S .(Da/l f «w, ^ 

sangue, echfsis cttmion&gffùsione o perdita di sangue involontaria dal 

niiso,dallano^Joil^tru2lrice,alle volle criticabile volte sinlomatica.(Aq) 
EMAToc,^TOE~*(Mcd.) E-ma-to-cì-sti-dc. Sf. F. G. Lat. hacmatoeystis. 

(Da hema, atos sangue, e cystis vescica.) Tumore cistico contenente 

sangue ; ed anche Raccolta di sangue nella vescica orinarla. (Aq) 
Ematode. (Zool.)E-ma-tò-de.^.^.G.Z a t. haematodes. (Da hema, atos 

sangue, e idos ; somiglianza ) Specie d'insetti notabili pe' suoi piccioli 

occhi lisci e di un color rosso di sangue. (Aq) 
2 — * (Chir.) Eungo o Tumore, cos'i detto a cagione di molti vasi 

sanguigni che vi si trovano. - , Ematonco , sm. F. Carcinoma.(Aq) 
Ematodonfsl* (M,d.) E-ma-to-do-nùsi.^/^. G.Lat. haematodonusis. (Da 

hematodes sanguineo, e nosos malaitia.) Malattia devasisanguieniAq} 
Ematoflebestasi. (Med.) E-ma-to-fle-bè-sta-si.cT/: A". G. Lat. haematophlebe- 

stasis. (Da hema sangue , phlebs vena, e stasis Io stare.) Dicesi cosi 

lo arrestarsi che fa il sangue nelle vene. (Aat 



acidi 
coperta nel le- 




• jy ' ' — - — - •-• / * r . t_» . u\j oirjiv ialiti lj- 

maiopia. y. (Dal gr.hema, alos sangue, ed ophlhalmos occhio.) (Van) 
Ematoc, e (Mcd E . ma . t0 . gà . stri . dc _ sf T F G La( } J m \ > 

,,lirJ ■ hcma ' alos sa »g«e, e gaster ventre.) Raccolta di sangue 
netl addamme , o basso ventre. (Aq) S 

Ematocrafia. (Anat.) E-ma-to-gra-fi-a. Sf F. G. Lat. haemographia. 

che ln n n n,a '° S Sa 'T C ! e «***■ d <^rizione.) Pane dell'anatomia, 
che ha per oggetto fa descrizione del sangue. (Aq) 

rj„T C ' a /„ (Anat) E - m ft-lo-gia. Sf. r S G. Lai Sematologia. (Da 

feSS"^ ' d,SCOrSO> } Parte dea '«™ l °»»« 1" 1"* 

EW saZeV Tv" 1 " E - mk ' t ? tm S -f- r- ò L* ^ematoma. (Da hema 
sangue.) 1 umore sanguigno, specialmente ne' neonati. (Aq) 



EMATURIA 

E ToTliZa 12S2 E-nn^me-tra. Sf. V. G. Lat. l.actnatome.ra. 

l'uten o così Ten^r' ' '"^ "^-^ E ^' usione sanguinea nel- 
i uteio, o cosi detta Emorragu uterina. (Aq) 

C'^fi,,^^ V- r - à- Li. hacmatoncia. ( Da 

"r ',r s;;,V(AqT(A°:oT orc - } Tumore * *-*- ? -* 

Ey, emZnci] ^tP E -™- lÒ ™0- S ">- * G.Lat. haematoncia. ( V. 

Albe, TLlJ ,' C T"!P'T di color r " ss " l '^" ■■ caboto da 
SMOeit sostituito a quello di Ematode. F K 2 ( An\ 

"uT(Da L ll (CI,1 ;'' ) E -' na - fòl1 - fa - 10 ; •?«• ^O.'i^yhacmathonpba- 
V cui Jrr ' Sa ' lgUe ' C - om P halos ombelico.) Ernia ombelicale, 

uZficic LTeT ne '"'" ^^à.^Sumolen/a, o che alta sua 

Ematonfalocele * (Chir.) E-ma-ton-fa-lo-cè-Ie. Sf V G Lat l.ac- 

T: n tnZl % V m ° che F™*™M°- ^D. hema, a os Z 

gne , omphalos ombelico ,. e cele tumore. ) (Aq'ì 

ZZ ED ™' (Mtll - ) E - ma ; t0 -'P c : dé - si - WK G)LYl. haemaetopedesis, (Da 

PÌàsoìul^JT ,e ^ l'? dsoS " L di P°d«o io salto.) Uscita della 

rITJ f % T^ P* P° n culan «i alidore sanguino.' A) (Ari) 

Ematop.et.ci. (Farm.) E-ma-to-pi-è-ti-ci. Add. e sm. pi. V. G Lai hai- 

matopiet.ca. ( Da hema , alos sangue, e pielon verb di pieo io fo. ) 

poeTw ^ 1ùi" UWW ° P romUwonola sanguificazione. -, E.nato- 

E ZZ PL iu S '} * (Mcd ° E - ma - l o-p'a-nè-si. Sf. r. G. Lat. bacmatopla- 

sanine in , w "' ? T. Tfl ' C P 1 "'™ Va S a ' lte - ) Venazione del 
sangue in parli insolite. (Aq) 

Ematopo. * (Zool.) E-mà-to-po. Sm. V. G. Lat. bacmatopus. (Da hema, 
a os sangue, e pus, pojos p.ede.) Genere d'uccelli trampòlieriche si m- 

lùnZ SP n T dl ° Sl, t hc ' dÌStÌ " li da P ied ' ™si; la specie 
più nota e /hoematopus ostralepus. -, Ostr.icl.iera, sin. (Aq) /ivr 

Ematopoes,. * (Fisiol.) E-ma-to-po-è-si. Sf. V. G. -Lai. tiacmatopoek 
f Da hema, ^«sangue e .mesa fut. di pieo io fo.) Sanguinazione.(Aq) 

Ematopo E t, c , • (Farm.) E-ma-to-po-é-f-ci. Add. e sm. F. G. Lo 
stesso che Ematopietici. F. (Aq) (A O ) 

E..AT0P0MA. (Med.) E-ma-to-po-ni-a. Sf. F. G. Lat. haemaloponia. (Da 
hema , atos sangue , 'e penvi povertà , inopia. ) Caciaia , Tabe per 
iscarsezza di sangue. (A) (A. O.) y 

E Ti°Tn P 01 ^ E - raa - tò -P° ta - *da\ com. V. G, Lat. haemato- 
pota. IDA hema, atos sangue, e poteon verb. di pino io bevo) Eni- 
telo generico di animali ed insetti che succhiano il sangue ; e par- 
ticolarmente delle mignatte. (Aq) , ° ' H 
-E anche un genere d' insetti dell' ordine de' dilteri , che hanno 
Unto di succhiare il sangue ad alcuni animali , e specialmente ai 
cavalli , ai buoi , come il tafano comune. (Aq) 
EmatopVa. (Chir.) E-ma-to-psi- a. Sf. F. G. Lai haematopsia. (Da hema, 
atos saW, ed opsis vista) Vizio della vista, per cui si vedono tutti 

gli ozeelHrossi Qj^nrjh^an^p ^^^y. i -^,- 

EMAT0Rn A GiA>^M7dTE^rni^r^I^^V./; o slesso che Emorragia. V . 
(Da hema , W sangue , e rhagoo io romjio : Uscita di sangue per 

rottura di vasiSj (Aq) ■■ ■ " l l V * 

Ematoscheo. * (C&r.) Ema-tojchi^5^T>. G . Lat. hacmatoscheon. 
( Da hema, atos i\sne^rffrclieos scroto.) Raccolta di sangue nello 
scroto. 7? vocaboli^!! acconcio, perché più semplice , che non è 

...-Jaioscheosi ,~7tnT-£far) : — — 

E 51 ATO 5 «i^EL E ^(Chir.) , t, n a-to.sche-o.cè-le. Sm. V. G. Lat. haema- 
^Tcheoccle. ( Da hema , ^sangue, oscheon scroto, e cele tumore.) 

L.o slesso che Ematoscheo.^'. (Aq) 
Ematoscheos. (Chir.) E-ma-toVhe-òsi. Sf. V. G. Lat. haeraatoscheosis. 

Lo stesso che Ematoscheo. FSJAq) (A ) 
Ematos,. (Fisiol ) E-mà-lo.si .SfKG. Lai. haematosis. (Da hema, alos 
sangue.) Tra forni azione del chdo\sangue per mezzo della respirazio- 
ne; editi generale Formazione del s\g U e arterioso e venoso. ( A) CAaì 
EMATo S P I L,A.-(Cli.r.)E-inato,s P i-li. a .c?/:>Q G . Z :^.i )aematos pi| ia .(Ua /j««I,. 
atos .sangue e spilos macchia.) Macch\ rosse o purpuree , azzurre 
livide o violacee accompagnate da fusso\angu,gno , quasi continuò 
per te aperture delle membrane mucose- (ÀV) 
Ematoss.to. * (Bot.) E-ma-tòs-si-lo. Sm.F. G.\i. haematoxylum, bae- 
matoxylon cumpcch.ense Lin. (Da hema, ato/ÌWue, e xylon légno.) 
Genere di piante della decandria monoginia, famiglia delle legumino- 
se f distinto dal ca ice colorito orciolaio, col ìemb\cinqaef,do, la co- 
rolla di cinque pelali inseriti sul cahee, ed un legu\ capsolare; dalla 
sola specie che vi siri ensce si ha il legno che chiamasi comunemente 
campeggio che somma astra una tinta rossa color di sangu\(Aq)(\'an)(N l 
Ematostatici. * (Farm.) E-ma-to-stà ti-ci. Sm. F. G. Lai. hV^.i-toslatica. 
(Da hema sangue, e slateon verb. di istante io sto. ) Rime\ii acconci 
a stagnare il sangue. (Aq) 
E» i atosteo. * (Chir.) E-ma-to-stè-o. Sm. F. G. Lat. haem.itosfW 

hema, atos sangue, e osteon osso.) Raccolta di sangue in un oss\(Aq\ 
Ematoto. (Ch.r.) E-ma-to-to.^.^.G. Lat. hacmatotos. (Da hemdLtoi 
sangue, e ut, ofrworeccbjo.) Effusione di sangue dall'orecchio- (\q) 
Ematotorace. • (Chir.) E-ma-to-to-rà-cc. Sf. F. G. Lat. haemalolP 
races. ( Da hema , atos sangue , e thorax petto. ) Raccolta di san* 
nella cavita del petto. (Aq) ° 

Ematotoracoceee. * (Chir.) E-ina-to-to-ra-co-cé-le. Sf F. G. Lai hae^ 
matothoracocele. (Da hema, alos sangue, tlwrar jictto.e cele tumore' 
Ernia Jormalasi nel petto da raccolta di Sangue. (Aq) 
Ematozemica. * (Med.) E-ma-to-zè-mi-ca. Sf. F. G. Lat. haematozemica. 
(Da hema, alos sangue, e zemia dauno.) Perniciosa emorragia ; specie 
di atrofia. (Aq) 



.-* 



Ematuru. (Chir. 4 )' E-ma-tù-ri-3. Sf.F.G.Lat. baematuria. (Da hema, alos 
) Malattia per cui sì orina sangue . prodotta 



sangue, ed uron urina , 

da vescica o rene ferito o contusa, da peso alzato , o calcolo nella 

vescica. (Aq) 



*: 



- 



V 









EMAZIA 



Emazia. * (Geog.) E-mà-zi-a. Lo stesso che Emntia. (G) 
Emazione, * E ma-zi-ò-ue, Emalione. N.pr. m. (Dal gr.hemate spada, 
ovvero hemaloo io bruito di sangue , uccido. ) — Fratello di Men 
none , figlio di Titone e dell' Aurora. — Re d Etiopia ucciso da 
Ercole. (Mit) 
Emba. * (tic 



EMBRIOTOMO 



■> ~.(^' s ■) CiHiìdrctlo die entrando nel cannone della sciringa 

chiude ermeticamente; comunemente Stantuffo, Animella. (A)(_Au) 
4 — * (Bot.) Nome di una specie di fango; allungalo ed agiti' o. (Vin) 
^mbomma. * (Geog.) Em-bòm-ma. Città della Guinea inferiore. (G) 
,„„..,., ,,.. tMBomsMo.* (Mt-d.) Em-bo-ri-smo. Sm. Lo slesso che Aneurisma. /^.(A) 

; Jim-ha. Lrolfo e fiume della Tarlarla indipendente. (Ir) Embotrio * 




Embalibe. * (Geog.) Eui-ba-lì-rc , Belire. Fiume della Spugna- (G) 
Embargo. * (Marin.) Ein-bàr-go. Sm. Proibizione clic fin ino i sovrani 
di lasciar uscire feruti bastimento da'loro porti. Onde Mettere un em- 
bargo = Notificate un divieto che alcun bastimento, esca dal porlo 
{È lo spago, embargo che vale il medesimo. ) (Van) 
Embabo, * E'n-ba-ro.iV.pr.OT. (Dall'ebr. era madre, e bar puro.) — Per? 



•trio.* (Bot.) Em-bòtri-o. Sm. r. G. Lai. embolhrinm. ( Da en in, 
bolhrwn fossetta») Genere di piante a fiori incompleti, da For- 



•nple 
finta , famiglia delle proleacee ; e 

collocate in una specie di fossetta 



un luogo stretto, chiuso di mura , coperto d' 

torte finestre. Fior. ilal. D. Trasfor ; nossi in t 

notte piovve oro in sul letto di questa donna 

si calò nel suo letto. ffarch. lez 244. Secondariamente (può 

retile ) di forma , e non di materia , come un tegolo ed tu 

— [Ftg.] Scoprire uri embrice = Rivelare alcuna cosa chi 



e ho 

ster stabilito nella lelrandria mono. 
così denominate dalle loro unteli 
formala da' pelali. (Aq) 
E»BllieATO, Euibri-cà to. Add. m. Curvo o incavato a foggia degli 
embrici. Alcuni dicono Embriciate. Annolazini alle Leti, del Redi. 
Resta breve , col germe poco disteso , e restato come embricalo , 
quasi a foggia del frutto del pino salvatico. (A) 
Embrice, Em-bri-ce. [Sm,] Tegola piana, di lunghezza di due terzi di 
braccio , con un risalto per lo lungo da ogni lato ; serve per copertura 
de' tetti, e si volta co' risalti allo 'nsù, sopra i quali si pongono tegole 
o lego/mi, acciocché noti vi trapeli uè entri l" acqua Ira l'uno e l'al- 
tro. Lat. itnbrex , imbricium. Gr. trux'w, yùaaav. Cr. g.g6. 1. Eleggcsi 
Iuojjo stretto, chiuso di mura. conn-tK ^' embrici abbiente quattro 

pioggia d' oro , e tutta la 
te piovve oro in sul letto di questa donni, e tra embrice e embrice 

esser diffe- 
ino embrice. 
. _/ie ancora sia 
segreta. [Melttf. per dir quasi Manifestare un nido nascosto sotto un 
embrice, Trovarlo.] Lai. plenum rimaruin esse, totum diffluere, Te- 
rent. Gr. iea.vrax,óJtv Siappsù*. Fir. Disc. un. 68. Sopra tutto ti ri- 
cordo il fare in modo , che egli non si sappia mai eh' io abbia sco- 
perto quesl' embrice. Cecch. Mogi. 1. 3. Dubitai che egli non avesse 
scoperto qualche embrice di Ridolfo. 

— Non la guardare in un filar d' embrici = Non por mente a ogni 
minuzia; che anche si dice Non la guardare in un filar di case. [Cosi 
dello quasi per dinotare, che non è da guardare ulta soverchia dirit- 
tura in un /ilare d'embrici, nella quale ciò non rileva.] tnt.crassa mi- 
nerva aliquid agere. Gr. ir*x;»AÀis «.yiw. Catch. Suoc. 2. 1. Ella fareb- 
be manco melarance, e non la guarderebbe cosi in un filar d' embrici. 
geroglifici e gli emblemi Embriciata, Em-bri-cià-ta. [Sf] Colpo d'embrice. Buon. Fier. 5. 1.3. 
Bisogna che costui sia buondì testa ; Reggere all'embriciate, Come gli 
embrici reggono alle piogge. 
Embriciato, Ém-bri-cià-to. Adii. m. Fornito, Coperto di embrici. (A) 
a — Ripiegato e Ricavato a maniera d'embrice. C Embricato, fallisti.' &) 
Embriografia.* (Med.) Em brio-gra-fi-a. Sf.CG. Lat. einbryogriphia. 
( Da embrian feto, e grapho descrivo.) Descrizione del fèto. (Aq) » — 
Embriologia. (Anat.) Éin-brio-lo-gì-a. Sf.PZ G. Lai. einbryologia. (Da 

embryon feto , e logos discorso.) Trattalo dell' embrione. (Aq) 
Embrionato. (Chim.) Èm-bri-o-nà-to. Add. in. Aggiunto dello zolfo che 
non è ancora sprigionato da un corpo; e si può dire d'altri corpi 
minerali che non sono per ancora svolti, e si slatino nascosi, come 
in embrione dentro altri. (A.) 
presa s. suole impiegar senza motto ; l'Emblema con parole che hanno Embrione. (Anat.) Em-bri-ó-ne. [Sm. Il primo rudimento dell' anima- 
da se sole un scuso pieno e (mito. Steiwiia , vocabolo non ammesso 
dalla Crusca , include , secondo il Berg -intuii , la nozione di scudo 



sonaggio dell'isola di Pireo, il quale sacrificò la propria figlia, onde 
placare gli Dei,che con orribile carestia aveano desolala quell'isola. (Mit) 

Embasiceitro. * (Lett.) Em-ba-si-cè-i-lro. Nome di un topo nella Ba- 
tracomiomachia. ( Dal gr. embasis ingresso, e clijlra pignatta : Chi 
entra nella pignatta.) (Mit) 

Embateria.* (Mtis.) Em-ba-tè-ri-a. Sf. V. G. Lat. embaterion. (Da en 
in , e bater chi va. ) Marcia militare o danza pirrica delta anche 
Enoplia , con cui i giovani spartani venivano animati ad esser pro- 
di, audaci 2 sprezzatoti della morte , avanzandosi alla pugna al suo- 
no de' flauti chiamali Embaterii. Una tal marcia serviva anche a 
regolare i passi de' soldati allorché marciavano contro iL nemico. (X un) 

Embateriano. * (Mus.) EiTi-ba-te-ri-à-no. Sm. C. G. Lo stesso che Ein- 
baterio. f. (Vati) 

Embaterio. * (Mus.) Era-ba-tè-ri-o. Sm. V. G. Lai. embaterius. ( V. 
embateria. ) Specie di flauto con cui i Greci , viaggiando , saleano 
alleviar la fatica e la noja del cammino. —, Embateriano, n>i.(Vaii) 

E.M«ATo.*(Geog )Em hà-to. A nt.cit. dell'Asia, dirimpetto l 'isola di 67«'o.(G) 

Embatta. * (Geog.) Em-bàt-ta. Prov. della Guinea inferiore. (G) 

Embeli. * (Boi.) Em-bè-li. Sin. Sorta d'albero dell' isola di CeiUn.L'it. 
enrlstlia ribes Lin. (Aq) (N) 

Emblema, Em-blè-ina. [Sm, f. G.] Quasi lo slesso che Impresa ; e ia 
altro da quella non differisce, secondo l'opinione d'alcuni, se non 
che in questa si ammettono i corpi umani, non già nell' Impresa. 
Lat. emblema. Gr. Ìp$\np.as* (Da en in, e ùlema colpo , getto; e vai 
propriamente un' opera die ad altra s' inserisce , e quasi in altra si 
getta. ) Pros. Fior. 6. 41. L'imprese, 
hanno del metaforico. 

2 — * (Arche.) Emblemi si dissero i pezzetti quadrali di varii colori 
che s' inserivano ne' pavim nti antichi. (Aq) 

Emblema difT. da Stemma, Impresa, Arme, Simbolo, Gerogli- 
fico. Il Geroglifico nel linguaggio degli archeologi è una figura mi- 
stica usata dagli Egizii per coprire i segreti della loro teologia. Per 
simil. si applica a caratteri misteriosi ed oscuri. WS imboto è un segno 
di un oggetto^ morale che si dà per immagine di cose lisicheo naturali. 
Cosi il leone è simbolo del coraggio, il serpente dalla prudenza , il cer- 
chio della eternità ec. L' Impresa è uà simbolo elio si riferisce deter- 
minatamente ad una persona o che esprime qualche co,a che la ri- 
guarda in particolare. L'Emblema è un simbolo più generale. L lui- 



^£ 



gentilizio, d'Insegna ec. Stemmi gentilizii diconsi in fatti comune- 
mente q icgli scudi ne' quali sono dipinte le insegne e le distinzioni 
simboliche delle famiglie. Arme vale anche stemma ; se non che Stemma 
sembra voce più nobile di Arme. Ed è pure da osservare, che Arme è 
più comunemente impiegata a dinotare le distinzioni delle famiglie 
reali, degli Stati ec. Cosi le Armi della Francia, quelle dell Inghil- 
terra , di feneziu ec. 
Emblematicamente , Ein-blc-ma-ti-ca-inén-tc. Avv. In modo emblema- 
tico, y. di reg. (A) 
Emblematico , Eiu-blc-mà-ti-co. Add. m. Spettante ad emblema. V. 

dell' uso. (A) 
Emblici. (!>ot.) Èm-bli-ci. [Sm. pi.] Specie di mirabolani.V. Lat.emblici. 
Lih. cur. maiali. Foglie di mortine , e il seme suo , laudano , miro- 
bolani, citrini , emblici, chebuli , mirra , aloè , ce. Col". Mes. Li 
emblici soli delle medicine che confortano la forcella , if cuore e le 
minuge , cioè le budella. Ricett. Fior., So. I mirabolani, cosi chia- 
mati dagli Arabi , non sono i mirabolani, cioè la noce unguentaria 
di Dioscoride , detta volgarmente Ben , un sono altre spezie di frut- 
ti , de' quali ne fanno cinque spezie , cioè citrini , chebuli indi 
emblici e bellirici. 
E.1B0H. * (Geog.) Ém-bo-Ìi. Anticucina della Turchia europea nella Ma- 
cedonia, una volta chiamala AmQpoli , e poscia Cristoooli. (G) 
E>iBOUMA.*(Geog.) Em-bo-ii-ma. Anl.cit. dell'Indie diana del Gan-e.(G) 
Embolismale. (Cron.) Em-bo-li-smà-le. Add. com. f '. G. Lo slesso che 

Intercalare. V. ( V. embolismo.) (A) 
Embolismico. (Cron.) Éra-bo-li-smi-co. Add. m. V. G. Lo stesso che In- 
tercalare. V. (A) GiambullGell. (Ribl.Enc. Il.ii.i'òg.J L'anno ap- 
presso di \0r0XEbrei) è di due sorti, embolismico e comune; echia- 
mauo embolismico quello che trascende ed avanza d'un mese' intero 
l'anno comune. (N) 
Embolismo. (Cron.) Em-bo-Ii-smo. [Sm. V. G. Lo stesso che Intercala- 
zione. F.] —, Cembolisma, Cembolismo, sin. [Lat. embolismi». Gr. 
£/<^oXicr/io--] (Dal gr. en in , e bole getto.) 
Embolo. * (Marin.) Em-bo-lo. Sm. V. G. Lai. embolmn. G, 



le, e , per così dire, l' immediato prilla imento delta generazione ;] 
// parto concello nella matrice, avanti che abbia i debili lineamenti 
e la dovuta forma. Lai. etnbryo , embryon. Gr. ijj.(ipvuv , sfcgpi'o». 
(Da en in, e bijo germoglio.) Com. Plato, volendo trattar dell'a- 
nima, disse che si formava nell'embrione. Sper. Graz. L' embrione se 
le movea nel corpo: eli' era gravida certamente, ffarch. lez.43.T1e 
sono le opinioni più famose di che si generi e formi il parto , ovvero 
1' embrione , chiamando parto ed cmbiionc la creatura , ovvero bam- 
bino, da che si genera nella matrice in fino a che nasce. » Salvia. Upp. 
Cacc.3. 128. Un altro fuor dell' utero Sbalza einbrion perfetto. (N) 

2 — (Bot.) Parie interna del seme che esiste in tulli i semi fecondi , 
destinala a riprodurre la nuova pianta, e che si può considerare come 
una piccola pianta in miniatura. (A) (Aq) 

3 — * (Lett.) Meiaf. Primo concetto , Pensiero informe , Abbozzo. 
Abrian , Giunt. al Perganlini. (N) 

Embrione i\\\Y. da Feto. Si dice comunemente Embrione il corpo 
bruto ed informe dell'animale prima che la natura gli abbia impressa 
con lineamenti sensibili la figura propria della sua specie. Si chiama 
Feto quando tutte le sue parti sono già sviluppate ed apparenti. Alla 
parola Embrione sogliamo anche attaccare la idea di una estrema pic- 
colezza relativamente ad una data misura di grandezza. Inoltre il ter- 
mine d' Embrione non solo lo applichiamo agli animali, mi anche alle 
piante , ai frutti ed ai concetti della mente. La voce Feto non l'ap- 
plichiamo che ai soli animali,comechè i Latini se ne servano anche 
parlando di scienza vegetale ec. 

Embrionico, Em-bri-ò-ni-co. Add. m. Dell'embrione, Appartenente al- 
l' embrione. Cocch. fil. Pia. Che la materia prolifica , animata per 
la sua applicazione al corpo embrionico, vi metta in moto il sangue.(A) 

Evibriotlasto. (Chir.) Em-bri-o-tlà-sto. Sm. y. G. Lai. embryoÙilastcs. 
( Da embryon feto, e thtastos spezzato ) Strumento per infrangere le 
ossa del feto, a fine di agevolarne l'estrazione. — , Embriotomo, s/>j.(Aq) 

Embrijtocia. * (Chir.) Em-brio-to-cì-a. Sf. F~. G. Lat. erabryotokia. (Uà 
embryon feto, e tocos porto.) Termine creato da Schurig per indi- 
care i casi ne' quali si vide un bambino di sesso femminino nascere 



con un fèto nel proprio utero. (A. O ) 
. . i'x/3oXo?. Embriotomia. (Chir.) Em-brio-to-mi-a. Sf. F. G. ta^embryotomia. fDa 
gno con punta di rame che gli antichi embryon feto, e tome taglio. ) Operazione che consiste nel far in 

pezzi il fèto per estrarlo con facilità , essendo morto prima di na- 



Greci e Romani solevano alluccare alla prora per investire le navi 
mimiche. (Van) 

2 — f* (Milit.) Nome, aulico di un ordine o disposizione di truppe in 
forma di angolo sporgente, da' moderni chiamata Cuneo, che serviva 
per dare ad un corpo di truppe molla profondità e pochissima fronte 
per isbaragtiare e rompere la linea nemica (Van) 



scere ; o nel tagliare ad un neonato fanciullo il cordone ombelicale 
per legarlo dappoi ; o finalmente nell' anatomizzare unfanciullo , per 



conoscere la cagione della sua morte. (A) (Aq) 
Embriotomo. * (Chir.) Eoi-bri-ò-to-mo. Sm. r. G. 
briotlasto. V. (Aq) 



per 
Lo stesso che Eia- 



*WU># Wd**' (^ 1W #^Y<» Vtafc V/htf*.«.J. 



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44 



EMBRIOTTERIDE 






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ÉMimiOTTBMDB. * (Bot.) Em-bri-ol-lè-ride. Sf V. G. Lat. embrynpteris. 
(Da embryon feto, e pteron ala.) Genere di piante della diveda 
oltandria , famìglia delle ebcnacee , da Gaertner stabilito , e. da' mo- 
di rni botanici non ricevuto , così denominate soltanto iti considerazio- 
ne del loro fruito che è una bacca sferica , umbilicala, ed uniloculare 
che contiene dieci semi eoli' embrione a lato. (Aq) (N) 
Embriotomia. (Chir.) Em-brio-to-ni-a. Sf V. G. Lat- emhryoctorih. (Da 
embryon feto, e ctonos strage, uccisione.) Operazione oggidì riprovata, 
che consisteva nel far perire nel seno della madre il feto per fa- 
cilitare il parto. (Aq) 
Embriulchia. (Chir.) Em-bri-ul-cbì-a. Sf. V. G. Lat. embriulcia. ( Da 
embryon feto , e helco io tiro. ) Estrazione del feto coli' ajuio del- 
l' embriulco. (A) (A. 0.) 
Empriulco. (Chir.) Era-bri-ùl-co. Sm. V. G. Lat. embriulcus. ( V. em- 
briulcia. ) Uncino di ferro descritto da Fabricio di Acquapendente 
che s' adoperava per estrarre il fèto dall' utero. (Aq) (A. 0.) 
Embro. * (Geog.) Em-bro, Erabros, Imbros./so/i? dell'arcipelago greco,.(G) 
Kmnrocazione. (Terap.) Em-bro-ca-z:ó-ne. [Sf.V.G,] Spezie di medica- 
mento umido col quale s' irrigano i membri inférmi. — , Embrocca , 
An. Ljat. irrigatio , inspersio. Gr. i/x^pox'h. ( Da en in , e brecho ir- 
rffio, onde embroche irrigaraento. ) Volg, Mes. Come sono propria- 
mente gli evaporatorii , le unzioni , l'embrocazioni ec. Lib. air. ma- 
lati.^c la calura fusse molto grande , sia fatta questa embrocazione , 
cioè bagnare un drappo in questo sugo. 
EjiBRoccA\(Terap.) Em-bròc-ca. [Sf.Lo stesso che] Embrocazione. V.Lat. 
irrigatio\inspersio. Gr. i/ifipoxr , fyfyiypu. Volg. Mes. Embrocca 
utile a vègkbie superflue , e a doglia di capo. E altrove: Usando de- 
gli evaporatoci , e poi dell' embrocche e delle unzioni. Ricctt. Fior. 
n3. Si debboms^comporre dallo speziale allora che si hanno adope- 
rare," e sono: leNufusioni, i decotti ec. , l'embrocche o doccie , le 
pittime , ec. 

Embroccare, Em-broc-ca\re. .{Ali-] Fare embrocca , Docciare. Lat. ir- 
rigare. Gr. $f>ix ilv - Vot^-Mes. Bisogna cinque volte il giorno ugnere 
il capo, ed embroccailo. jE. appresso : Cuoci in tant' acqua , che ba- 
stante sia , e colla, cuocitura »e embroccherai il capo. • 
Embrun. * (Geog.) Èm-brun. Lo\tesso che Ambrun-. V: (G) 
Ein r 8UNGBLA. * (Mit.) Em-bùn-gu-la-NVome del capo de'Gangas, oscieno 

sacerdoti del Congo, che passa pergrcindissimo mago. (Mit) ■ 
EMDEN.*(Geog.) Em-den, Embden.Lo^EmeWCVf.de^ regno di Annover.(G) 
Eiwm. * (Geog.) Ém-di. Città della Nigrhia. (G) 
Eme. (Zpol.) É-me. Sm. Lo slesso che Emeu. tP. (A) 
Emegone , * E-me-gó-ne. iV. pr. m. Lat. Emègon. ( Dal gr. egemon 
.capitano, ovvero da emmao io desidero, e gort^s prole: Desideroso 
di prole.) (B). . \ 

Emenda, E-mèn-da. {Sf] L' emendare. {L' atto o l'effetto dell' emendarsi 
Talvolta si prende per la pena dell' errore commessolo piuttosto per 
l' opera, od altro, da farsi a compenso dell'errore commesso. Vi Cor- 
rezione] Lat. emendatio. Gr. iirot.vóp3vtrts. Mor. S. Groggó. L'apo- 
stata Angelo niente è rivocato alla luce della sua reparaziomt ec. per 
alcuna emenda di sua conversione. Tass. Ger.iS. 1. Or vengcTVtuoi 
richiami , ed ogni emenda Son pronto far , che grato a te mi rehda. 
E st. 2. E per emenda io vorrò sol che faccia , Quai per uso faresH, 
opre famose. 
Emendabile, E-men-dà-bi-le. Add. com. Facile a emendarsi. —, E- 
mendevolc, Ammendevole, sin. Lat. emendato facilis. Segner. Mann. 
Marz. 11. 2. Qualor pecchi cosi, perchè vuoi peccare , allora è quan- 
do tu sei meno emendabile. 
Emendamento, E-men-da-mén-to. [ Sm. Correzione e Purgazione da 
qualsivoglia errore o difetto-] Emenda. — ^Emendazione, Emendo, 
A mmendazionc, sin. Lat. emendatio, correctio. Gr. hiófòwvis. Vii. 
Plut. Per questo che essi accettaron poi l' emendamento che emendò 
Eumenio. Bui. Per ristoro e emendamento dell'altre cose mal fatte. 
Emendare, E-men-dà-re. {Alt.] Correggere e Purgar dall'errore. — , 
emendare , Ammendare, Emmcndare, sin. Lat. emendare, corrigerc. 
Gr. EVacopi>ow. Petr cap. il. Anzi volgete gli occhi , Mentre emen- 
dar potete il vostro fallo. Cas. leti. 53. Non posso già io rimeritar 
Senofonte né de' primi beneficii , né di questo secondo, emendando i 
suoi nobilissimi libri. 

2 Rifare il danno o la menda. Frane. Sacch. nov. 1^0. Emendate 

la cottardita della donna mia, che pur l'altro di mi costò lire sette. 
E nov. f éìo.Risposono, che egli avea a emendare la carne e il danno loro. 

3 { E n. pass, nel primo sign. ] Mor. S. Greg. Non vollono che 

questa parte più sottilmente s'emendasse. 

A {E n. ass.] Bocc. nov. 86. n. Non ricorse ad emendare , come 

meglio avesse potuto, ma disse. 

Emendare diff. da Correggere e Riformare. Emendare propria- 
mente è Purgar l'errore, Toglierle mende, i difetti. Correggere, espri- 
me V azione con la quale si cerca distruggere un vizio , un difetto , 
specialmente morale. Riformare significa Ristabilire una cosa nel mo- 
do , nello stato in cui dee essere. Parlando dell' uomo , i vizii si cor- 
reggono , i costumi si emendano , la condotta , la vita si riforma. 
La voce Correggere, quando s'applica alle cose, include anche la 
idea di Emendare e Riformare; poiché una cosa , essendo puramente 
passiva, riceve dall'azione tutto 1' effetto che questa può produrre. 
Cosi diciamo Correggere o Emendare un libro ; Stile corretto ec. 

Emendatamente , E-men-da-ta-mén-te. Avv. Correttamente. — , Ammen- 
datamente, sin. Lat. emendale. Gr. tiravo pSwrixZf. Varch. Ercol.i3i. 
Vedete voi , che egli non dice semplicemente parlare ec. , ma emen- 
datamente , cioè correttamente , favellare. 

Emendatissimo , E-men-da-tìs-si-mo. Add. m. superi, di Emendato. Cor- 
rettissimo. Bocc. Com. Dani. Perchè era codice emendatissimo, ec. (A) 

Emendativo, E-men-da-tì-vo. Add. m. Atto a emendare. Correttivo. Tass. 
leti. 263.La particolar poi (giustizia) nella distributiva e nella emen- 
dativa si divide. (V) 



EMERITO 

Emendato, E-mrn-dà-to. Add. m. da Emendare. — , Ammendato, sin. 
Lat. cmendatus, piobatns. Gr, ìirxiicp'iuSiU. Borgh. Fir. Disf, 270. 
Ancoraché in alcuna lor parte , come portava la diversità de tempi 
e la mutazione del governo , emendale. Cas. Leti. 53. Quanto a' due 
luoghi emendati, a me pare che le corrctture di V. S. sieno certissime. 

1 — [ Migliorato in qualità.] Cr. 2. 23. g. La parte di sopra producerà 
frutto emendato in sapore. 

Emendatore , È-men-da-tó-re. [ Veri), m. di Emendare. ] Che emenda. 
Lat. emendator. Gr. ìiravopSiorns. Fi: Giord. Pred. R. Ostinati nel 
peccato , fuggono l' incontro del caritativo emendatore. Salv. Oraz.5. 
A lui toccava esser arbitro , a lui giudice, a lui emendatore in ciascuna. 

Emendatrice , E-men-da-trì-ce. Verb. f. di Emendare. Antonio Coni. 
Ven. <fo- Sfasciami i pianeti; Ma presta è l'alta emendatrice mano 
A preparare il nuovo ordin di cose , Che l'ore aspetta all' uscir suo 
prescritte. (M) 

Emendazione, E-men-da-zió-ne. [ Sf Lo stesso che] Emendamento. V. 
Lat. emendatio- Gr. iirxvópHuais. Urb. Ma nondimeno a emendazione 
mi piace a ricordarvi alcuna cosa. S. Gnsost. Ma con grande carità 
per sola nostra emendazione si corregge e flagella. 

Emendevcle , E-men-dé-vo-le. Add. com. V. e di' Emendabile.- (A) 

Emekdo , E-mcn-do. {Sm.] V. A. V. e di' Emendamento: Tes. Br. 2. 
27. E fcceli fir l'emendo a Santa Chiesa, e sccondoché '1 Papaesuoi 
frati gli vollero comandare. 

Emene , * E-mè-ne. N. pr- f. Lo stesso che Aimcne e Cimenc. (Dal gr. 
emmenes permanente, ovvero da he mene la luna. ) (Mit) 

Emeralopia. (Chir.) E-mc-ra-lo-pìa. Sf V. C. Lat. haemcralopia. ( Da 
hemera giorno, a priv. , e ops , opos occhio.) Lesione della vista che 
consiste a non poter distinguere gli oggetti che quando sono illumi- 
nati dal sole, e nella quale la facoltà di vedere diminuisce , e quindi 
si perde all' avvicinarsi della notte. Questa disposizione particolare 
della vista precede spesso t'amaurosi; essa è opposta alla Nictalo- 
pia. (Aq) (A.O.) **" 

Emeralopìco. * (Chir.) E-me-ra-lò-pi-co. Add. m. V. G. Lat. haeme- 
ralopus. Ch' è affetto di emeralopia. V. (A. O.) 

Emerenziana, * É-me-ren-zià-na , Merenziana. IV. pr. f. Lai. Emercn- 
tiana. ( Dal gr. emereo io merito. ) (B) 

Emeresia. * (Mit.) E-me-rè-si-a. Soprannome di Diana adorata a Lusi , 
e così chiamata perchè coli' ajuto di lei Melampo risano in quella 
città le Prelidi furibonde. ( Dal gr. hemeros mite , placido , amman- 
sito ; poiché tali furon reudute le furiose.) (Mit) 

Emergente, E-mcr-gén-te. [ Part. di Emergere. Che emerge, Che sor- 
ge, Che vieti di sopra , Che viene a galla, Che avanza.] Lat. emer- 
gens. Gr. ànx^vófitvos. » Gal. Galleg. 262. L'altezza della punta emer- 
gente sarà doppia dell'altezza dell' arginetto. (V) 

2 ,— {Fig.] Che succede, Che deriva, [Che nasce, e per lo più inaspet- 
tatamente. ] Bocc. Leti. Piti. Ross. 276. Dimostrano la profondità de' 
nostri animi , la qualità delle cose emergenti e opportune ne fanno 
chiara. Buon. Fier. 3. 2. 5. E vo diffinitore Delle liti emergenti. E 
A. 5. 3. Ch' espositore Mi v' appresenti d' un caso emergente. 

3 (Leg.) Danno emergente : Quel danno che succede {ad alcuno , per- 
chè altri non adempie a prò di lui il suo obbligo.] Lat. dainnum cmer- 
gens. Gr. '^fn-la àvaf>a-ivovcra.. Fi: Giord. Pred. R. L' ozio è accom- 
pagnato sempre dal lucro cessante, e dal danno emergente. » Buon. 
Fier. 2. 5. 5. Sogliamo dire : lucro cessante e danno emergente. (N) 

' -^. (Cron.) Anno emergente chiamano i Cronologisti quello dell' epoca 
cld->cui cominciano a contar gli anni. (A) 

1 di sm. Caso , Accidente impensato. — , Emergenza , sin. 
Lat. c^jis. Gr. ■vtrìoiJi.x. Teseid. 1 8g. Gli Dii pregando , che negli 
cmergenHSCosi dovesser lor piatosi atare. ( Forse è da leggere emer- 
genti Casi/\ Buon. Fier. 2. 2. g. Ove scompiglio , ove emergente na- 
sca Di casi iWispettati. » Satvin. Annot. Buon. Fier. 2. 5. 5. Un 
emergente dicnVnmo un caso che venga su non aspettato. Mann. Seti. 
12. 3. Tanto piu\ehe se il perdi, v' è un doppio male: il lucro ces- 
sante e il danno eWgente- (N) 

Emergenza, E-roer-gènVi. {Sf] Lo stesso che Emergente , {nel sign. del 
L 5.] Salvili, disc. 2.-»35. Con gran facilità si fanno e acquistansi i 
nimici ; la congiuntura de' tempi e delle emergenze ce ne appresta in 
buon dato. S. 

Emergere , E-mèr-ge-re. {N. à\.] V. L. S urgere , Levarsi, Venire a 
galla. Lat. emergere. Gr. àvSfysirSoci. 

2 [ Per metaf. Dicesi anche delie cose morali , degli accidenti e si- 
mili. ] Sloi: Eur. 1. i3. Sappia e possa difendere e quello e noi dalle 
discordie e guerre civili che fra mofhL pari e eguali agevolmente pos- 
sono emergere. Ar. Fur. 20. 3. Ben «ai par di veder eh' al seco! 
nostro Tanta virtù fra belle donne emerga. 

3 [Parlando di Voce, Suono o simile, vaie Mandar fuor a o Espri- 
mere.] Dani. Par. 24. 121. Sì ch'io appruòV) ciò che fuori emerse. 
Ar. Fur. 3. 11. Vive la voce; e come chiara\emerga , Udir potrai 
dalla marmorea tomba. >k 

4 _ * JSelV uso , Occorrere , Accadere , Avvenire ; e\ anche Dedurre , 
Inferire , e simili. (0) 

Emerico , * E-me-ri-co, Emerigo. N. pr. m. Lo stesso che Americo. V. (B) 

Embrione, * E-me-ri-ó-ne. IV. pr. m. ( Dal gr. hemeriosyhiimo: Che 
morirà presto. ) — Uno degli eroi onorali nella Grecia.^Mil) 

Emerita , * E-mè-ri-ta , Benemerita. IV. pr. f. Lat. Emerita. (VDal lat. 
emerita che ha servito, che ha compiuto il numero de'suoi stipenò\i.)(l3) 

2 * (Geog.) Emerita Augusta. Antica città della Spagna nella? Lu- 

sitania , osgi Merida. (G) \ 

EMEim2,uXM'ìit.)E-mè-ri-to. Add.m. Licenziato. Presso 1 Romani ch\i- 
rmwansi Emeriti q uè soldati che avean ben servito p er un certo mbr. 
mero d'anni, ed Emeritum dicevasi la ricompensa toro accoraatiu 
1 moderni così pur dicono i soldati licenziati. Lat. emeritus. Gr. o 
virtù toh xaraAoyor. Borgh. Col. Mila. 4. 28. Finita quella tal guerra, 
erano liberi e prosciolti da queir obbligo acl tempo avvenire ; e que- 



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sii chiamavano emeriti. 7? appresso : Rilcnne , finite le imprese , i 
suoi veterani, quando per 1' ordinario dovevano essere assoluti, come 
emeriti. (V) Segr. Fior.Sent. diver. Debbonsi esercitare i sudditi nelle 
milizie dai diciassette ai trenta anni, dipoi ferii emeriti. (N) 

Emero. (Bot.) È-me-ro. Sin. F. G. Lat. coronilla emerus. ( Da heme- 
ros piacevoie. ) Specie di pianta polipetala del genere coronilla, della 
diadelfia decandria, famiglia delle leguminose; frutice con foglie pen- 
nate a selle fogliatine , ovate e retuse nell' apice, che per ornamento 
coltivasi ne' giardini , perchè durante la state si covre di numerosi 
fiori di color giallo vivace ; le loro foglie sono purganti , e possono 
servire come succedanee a quelle della sena. (Gali) (Aq) (N) 

Emebo. • N. pr. m. Lat. Hemerus. ( Dal gr. hemeros mansueto, ) (B) 

Emp.robì.ttisti. * (St. Eccl. ) E-me-ro-bat-ti-sti. Setta fra gli antichi 
Ebrei , così chiamata dal loro bagnarsi ed immergersi nell acqua 
ogni giorno in tutte le stagioni; perciò rimproveravano a' discepoli 
di G^C. il mangiare senza ess ersi prima lavate le ma ni. Interno agli 

~dltri~pì inu delta religtOllir mi pUMaVand Conia i Fa risei , colla di- 
versità che negavano la risurrezione de' morti come i Sadducei. (Dal 
er hemera giorno, e baptisteon verb. di baplizo io immergo.) (Van) 

Emerobio. * (Zool.) E-me-rò-bi-o. Sm. F. G. Lat. hemerobius. (Da he- 
mera giorno , e bios vita. ) Genere a* insetti dell' ordine de' neurot- 
ter i, famiglia degli Emerobii di Lalreille; cosi denominati dalla bre- 
vissima loro vita nello stalo di perfetto insello , vivendo nel resto 
sotto la forma di larve o di ninfe. Il loro corpo è floscio , gli occhi 
globosi e di color metallico, le ali grandi inctinatissime , il cui lembo 
esterno è allargato; hanno odore degli escrementi , di cui son lordi. 
— , Damigelle terrestri , sin. (Aq) (N) 

« (Filol.) Così dicesi colui , che non curandosi del dimani , vive 

alla giornata. S. Girolamo dà questo soprannome a Diogene. (Van) 

Emerocale Valentina. (Bot.) Sf. Lat. pancratium maritimum Lin. 
Pianta volgarmente della Giglio salvatico , e dal Maltiolo Martago- 
ne : specie di pianta appartenente al genere Pancratium , della esan- 
dria monoginia, famiglia delle narcissine ; ha per carattere il bulbo 
grosso ; lo scapo un poco angolato , che porta nella sommità una 
spala scariosa con molti fiori bianchi , inodori , grandi ; co' petali 
segnati al di sotto da una linea verde ; con gli stami molto corti at- 
taccali nella parte interna della corona, le foglie lunghe , lineari, lan- 
ceolate , piane. Fiorisce all' estate , ed è comune nelle spiaggie del 
Mediterraneo. — , Narcisso marino, Pancrazio marino, sin. (Emerocale 
può significare in greco bello per un giorno, o bello di giorno. V. emero- 
callide. Può anche significare seminato per la sua bellezza; da heme- 
ros sativo, e calos bello. ) (Gali) (N) 

Emerocallide. * (Bot.) E-me-ro càl-li-de. Sf. V. G. Lat. heraerocallis. 
( Da hemera giorno , e calos bello.) Genere di piante dall' esandna 
monoginia , famiglia delle gigliacee , che si distingue per la corolla 
campanulato-imbutiforme , divisa in sei lacinie , e pe' stami declinati 
attaccali alla base' della corolla. Le specie di questo genere servono 
di ornamento ne' giardini pe' vaghi fiori che si succedono sutlo stesso 
gambo perduep tre settimane. (Aq) (N) 

EuÈròTè-tcT. ""'X^'ooX) E-me-ro-cè-to. Sm. F. G. Lat. hemerocoetus. (Da 
hemera giorno, e cite letto.) Pesce che dorme durante il giorno. (Aq) 
erodromi. * (Arche.) E-mc-ro-diò-mi. Sm. pi. Lat. hemerodromi. (Da 
era giorno , e dromos corsa.) Co rrieri in uso tra' Greci e poi 
•a'^Rpmani, che in un giorno percorrevano molte miglia. Per mag- 
gior diligenza un Emerodromo non correva che un giorno ; dopo il 
quale consegnava ad un altro Emerodremo il dispaccio , onde non 
aveva manrilardo alcuno. (Van) 

2 * (Milita Sentinelle o Guardie che Vegliavano per la sicurezza 

della città , facendo la ronda all' intorno Salta mattina alla sera (Van) 

Emerologio. * (ISilol.) E-me-ro-ló-gi-o. Sm. Jp r . G. Lat. hemerologium, 
( Da hemera gichmo , e logos discorso. ) Tvplo dell' antico calendario 

.-ramano, prodottoceli Ciacconio. (Aq) V 

Emeropatia. * (Med.y*C-me-ro-pa-tì-a. Sf. V\G. £a«.hemeropathia.(Da 
hemera giorno , e pathos malattia. ) Affeziemc del giorno o che du- 
ra soliamo un-g.iorno\ Aq) V 

Emeropato. * (Med.) E-mVrò-pa-to. Sin. V. G. Lat. hemeropathus.(V) 
emeropatia. ) Puslolelte \arghe , rosse , e pruriginose , che durano il 
giorno, attaccano particoleihmente le gambe e cjfie svaniscono di notte.(Aq) 

Emeroscopi. * (Arche.) E-mc\ò-sco-pi. Add. h sin. pi. Lat. hemeroscopi. 
(Dal g r. hemera giorno, e scopro io osservo. ) CorrierLantichi fra Greci, 

— cfrrTsi mandavano di giorno a\ una cerùf distanza da una città 
minacciata d'assedio. (Aq) \^ s^ 

3 * (Mdit.) Sentinelle collocatecele più alte torri della città per 

indicare con segnali convenuti le mosse dell' inimico. (Van) 

Emeroscopo. * (Geog.) Città di Spagna non lungi da Cariogena. (G) 
Emersione , E-mer-si-ó-ne. Sf contrario d' Inversione. // ritornare a 

galla che fa un solido immerso a forza in un fluido specificamente 

più leggiero. (A) 
2 (Astr.) Dicesi de' pianeti, quando cominciano a ricomparire dopo 

essere stali nascostio dall'ombra o dall'opposizione di un altro pianeta. (A) 
Emesa. * (Geog.) E-me-sa , Emessa , Emissa. Antica città della Siria 

siili' Oronte , oggi Hcms. (G) 
Em eth. * (M i t) La prima divinità, secondo la teogonia de' filosofi eccleltici. Essi 

la definiscono f Intelligenza divina che si conosce da se medesima. (Dal 

er. emavtu , emavles che corrisponde al lat. metipsius di me stesso.) (Mit) 
Emetico. (Farm.) E-mè-ti-co. Add. [m. V. G. Epiteto di medicamento 

che preso internamente] ha virtù di far vomitare. Za£.voraitorius. Gr. 

{/xìtikÓì. (Da emelos vomito.) Lib. cur. malall.Tra le medicine emetiche 

si noverano i fiori della ginestra ; il rafano altresi ha virtù emetica, 
i — Usato anche a modo di sm.; ed è Nome volgare del tartrato 

di potassa e di antimonio. 

2 * (Med.) Aggiunto di una specie di febbre con vomito. (Aq) 

3 — * (Bot.) Agg. delle piante che prese in una certa dose fan vomi- 
tare. (Aq) (N) 



EMIENCE^ALO 



45 



Emetina. * (Chim.) E-me-ti-naJ Sf. F.\G. Lat. emetina. (V. emetico.) 
Sostanza alcaloide immediati o Principio emelico estratto da diverse 
radici , cioè da quella dette, cephaelis ipecacuanha , della psychotria 
emetica , e della viola emet ca. L' Emetina è stala scoperta da Pel- 
letier , ed entra in combina ione cogli àcidi costituendo de' sali. E ad 
essa dovuta l'attività degli (melici accennati. (Aq) (N) 

Emetocatartici. (Farm.) È-mi -to-ca-tàr-ti-ci. Add. e sm. pi. V. G.Lal. 
emetocathartici. ( Da emelos vomito , e càlharlicos purgante.) Rimedii 
emetici e nello stesso tempo purganti per secesso. (Aq) (Van) 

Emetologia. * (Med.) E-me-to lo-gì-a. Sf. f. <(*. Lai. emelologia. ( Da 
emelos vomito , e logos discorso. ) Trattato defvomito e de'vomitivi.(Aq) 

Emettere, * E-mét-te-rc. Alt.ì V. L. e dell'uso.\Mandar fuori. Lat. e- 
mittcre. Romani. (N) \ 

Emeo. (Zool.) Emè-u. Sm.i Specie d' uccello 'così detto da Clusio ; 
oggi forma un genere dell] ordine de' trampolieri , famiglia de' brevi- 
penni , le cui penne suiip più corte di quelle dello struzzo , inser- 
vibili al volo, piedi lunghi tre dita forniti di unghie; le barbe sem- 
brano da lontano crini che cadono. Lat. casuafius. — , Casuario , 

^Erae . sin. (A) /NI / 

Emiandro. * (Fisiol.) E-mi-*n-dro. Add. e sm. F . IA JLuUieiuiaiirlrTis-. 
( Da hemisys mezzo , e alfer uomo. ) Mezzo uomo, ad E rmafrod ito , 
cioè Uomo che ha del maschio e della femmina. — ^miairTropo, sm.(Van) 

Emiantropo- * (Fisiol.)E-mi-|n-tro-po..4«W. esm.f.G.La«.hemianthropns. 
(Da hemisfs mezzo,cd antm-opos uomo.) Lo stesso che Emiandro. /^.( A q) 

Emiariti. * (Mit. Maom.) H-mi-a-rì-ti. Nome di una setta fra i parti- 
giani di Ali. (Mit) \ 

Emiazigo. * (Anat.) E-mi-a-ìì-go. Sm. V. G. Lat. hemiazygos. ( Da 
hemisfs mezzo , ed azfgojs nome di una vena. ) Ramo piccolo delta 
vena azigo , che suol passare al lato sinistro del petto e vedersi sotto 
l'arco del tronco delt'azigeL ed in luogo ancora più o meno basso. (A q) 

Emicar a. * (Geog.) E-mì-ca ri . Ant. cil. della Sicilia. Lat. HemichVa.(G) 

Emicefalo.* (Fisiol.) E-mi-cà-fa-lo. Add. e sm. F.G. Lat. hemrtepha- 
lus. ( Da hemisfs mezzo, epephede capo.) Mostro con mezza lestaXAq) 

Emiceraunio. * (Chir.) E-mfce-ràu-ni-o. Sm. V. G. Z.a«.hemiceraun^um. 
(Da hemisfs mezzo, e cer afnes fulmi gO Firrirf'i» c L et trri'" P er hlture 
il petto ed il dorso ; così chiamata perche ha la figura ai un mezzo 
fulmine. (Aq) (Van) 

Emiciclo. * (Mat.) E-mi-cì-clo. Sm. V. G. Lat. hemicyclus. (Da hemisfs 
mezzo , e cfclos circolo. ) Semicircolo. (Van) 

2 — * (Archi.) Così chiamami le volte e gli archi in semicircolo. (Aq) 

3 — * (Arche.) Una parie dell' orchestra negli amichi teatrL^ksfr 

2 — * Prendevasi pure da' Latini per un eoiisessQ^dJr-p~?rsone che 
siedono ragionando di cose letterarie os^ÌMttfififriè\(Aq) 

4 — (Astr.) Specie d' orologio soliwe^tesU antichi . che indicava lo 
spazio tra' du e trop ici , S declinazione del s ole , il giorno del mesa. 
e te ore delgiorno. (Aq) (Vali 1 ) "" 

Emicilindro. * (Mat.) E mi-ci-lìn-dro. Sm- V. G. Lat. emicylindrum. 
(Da hemisys mezzo, e cylindros cilindro.) Strumento geometrico mezzo 
rotondo, inventato da Arc hita^e che doveva servire per ritrovare due 
medie proporzionali. (Aq) *" * * 
Emicoo. * (Arche.) E-mi-cò-o. Sm. V. G. Lat. hemichoon. (Da hemisfs 
mezzo , e choos cogno. ) Misura romana pe' liquidi la quelle conte- 
neva un mezzo congio , o tre sestieri. (Van) 
Emicotilio. * (Arche.) E-mi-co-tì-li-o. Sm. V. G. Lat. hemicotyliuin._ 
(Da hemisfs mezzo, e colfle la metà d' un sestiero.) Misura pe'lìquieli 
in uso presso gli antichi, la quale conteneva un mezzo colile , o la 
queirta parte di un sestiero. (Aq) Van) 
Emicrania. (Med.) E-mi-cràni-a. [ Sf. V. G. Dolore che occupala metà 
del cranio.] — , Emigpanja , Mar rana 1 s f a. | Lflf^ h e miorania . Gr . q/ **-- 
xpocnx, (Da hemisystnezzo , e crarùon cranio.) Z'bij!}. MUs. Olio iiw- 
dino ec. vale a doglia di orecchie , a doglie di capo , ed emicrania , 
in qualunque modo s' usi. E altrove: Pillole alandaal d' Ermete gio- 
vano ec, e a male d' emicrania forte. Red. Esp. nat. 65. Avvenne ia 
capo a pochi giorni , che fui sorpreso da una solita mia emicrania. 
Emidia , * E-mi-di-a, Semidea. J!V. pr. f. Lat. Hemigdia. (Dal gr. hemi- 
sfs mezzo, e diei divina.) (B) 
Emidiapente. * (Mus.) E-mi-dia-pèn-te. Sf Quinta diminuita. (Dalgr. 

hemisfs mezzo , e diapente che V. ) (L) 
Emidio, * E-mi-di-o. N.pr.m. Lat. Hemigdius. (V. Emidia.) (B) 
Emidiploide. * (Arche.) E-rai-di-plò-i-de. iSy. F. G. Piccolo manto delle 
femmine greche. ( Da hemisfs mezzo , e diplois , idos tunica , pallio, 
clamide.) (Mit) 
Emidistrofia. * (Bot.) E-mi-di-stro-fi-a. Sf. V. G. Lat. hemidystrophia. 
( Da hemisys mezzo , dis male, e trophe nutrimento. ) Malattia delle 
piante per cui in una parte vegqonsi vegete, edin un'altra stentale.(Ap) 
Emidituno. * (Mus.) E-mi-dì-to-iio. Sm. V. G. Lai. hemiditonus. ( Da 
hemisys mezzo, dis due, e tonos tono.) Terza minore, ossia lutei vallo 
della terza maggiore diminuita d' un semi-tono , o ditono, meno della 
metà d un tono. (L) 
Emidolico. * (Arche.) E-mi-dò-li-co. Sm. V. G. Lat. hemidolichtis. (Da 
hemisfs mezzo, dolichos lungo, sottinteso dromos corso.) Corsa della 
metà del lungo corso , cioè dello spazio di sei stadii. (Aq) 
Emidrammo.* (Arche.) E-mi-dràm-mo. Sm. V. G. Lat. hemidrachmum. 
( Da hemisfs mezzo , e drachme dramma.) Peso di una mezza dram- 
ma , la quale è I' oliava parte dell'oncia. (Aq) 
Emiellissico. * (Anat.) E-miel-lis-si-co. Add. m. V. G. Lat. hemielli- 
psicus. ( Da hemisys metà, ed ellipsis mancamento.) Aggiunto del re- 
cesso del vestibolo nell' orecchio interno. (Aq) 
Emiencefalo. * (Fisiol.) Emi-encèfalo. Add. e sm. V. G. (Da hemi- 
sys mezzo , ed encephalos cervello. ) Nome dato da Geoffìoy-St. 
Hilaire ai mostri , in cui gli organi de' sensi sono aboliti , non 
avendovi che gì' indizii apparenti superficialmente alla faccia ; ma 
che però conservano la cassa cerebrale , ed il cervello in uno stato 
normale. (A. 0.) 



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Emicrania. * (Med.) E-mi-grà-ni-a. .V/I F. A. F. e di'Y.m\cxxci\^, Bemh, 

Lett. 1. 2. 32. La vostra cmigrania ne fa fide. (A) (N) 
Emigrare , * E-mi-grà re. N. ass. F, L. e dell'uso. Lo stesso che Mi- 
grare, f. (A) 
Emigrato , * E-mi-grà-lo. Add. m. da Emigrare, usato anche inforza 

di sin. F. dell' uso. Lo slesso che Migrato, F. (O) 
Emigrazione, E-mi-gra-ziò-ne. Sf. Passatoio o Trasmigrazione d'uno 

in altro paese. Lo stesso che Migrazione. F. Lat. emigratio. Gr. 

aito ima ix. lìocc. Com. Aristarco dice, lui essere stato dopo l'enti" 

grazion jonica cento anni. (A) 
Emil. * (Gcog.) Fiume della Lattaria indipendente, nella Mongolia.(G) 
Emila , * È,-mi-la. N; pr. m. Lai. Ilemikis. ( V. Ennio. ) (B) . 
Emilia , * E-mi-li-a. N- pr. f. ( V. Emilio. ) — Figliuola di Lepido , 

moglie del giovane Drusa, (B) (Van) 

2 — * (Arclic.) Add. f. Agg. di una legge ^ preposta da Emilio Ma- 
merco , che imponeva al più antico pretóre di conficcare ogni anno 
l'agi idi di settembre un chiodo nel Campidoglio. (Mit) 

2 — 'Agg. di un' ani. stradaromana cheandava sino a Piacenza.(MiÌ) 

3 — * (Grog.) Sf. Contrada che comprendeva una porzione della Lom- Eminenziale. (Mat.) E-mi-nen-zià-le. Add. com. Aggiunto d'equazione 
bardia di qua dal Po e della koniagna } e si estendeva da Rimini artificiale che contiene eminentemente un' altra equazione. (A) 



picciolissimc eminenze ritonde, nere e lustre. Buon. Fier. </. 2. 7. E 
delle terre, e delle torri, E d'ogni altra eminenza sua scavezzo Ro- 
tolar qua e la. 
a — " °S&Ìf V'osata tal, voce in attributo e titolo de' Cardinali della 
Santa C/n-sa Romana,[e dava si pure] agli lì lettori ecclesiastici del 
sacro Romano Imperio, ed al gran Maestra di Malta. Red. leu. 1. 
212. Cotogni più profonda umiltà offro a Vostra Eminenza un esem- 
plare stampalo del mio Ditirambo. E 221. Ne rendo umilissime grazie 
ali Eminenza Sua. 

Eminenza diff. da Elevazione, Altezza, Innalzamento, Eleva- 
mento o Elevatezza. Eminenza si appropria a tutto ciò che sovrasta, 
che sia sopra di altri oggetti. Cosi diciamo Luogo eminente. La voce Al- 
tezza è priva della cennata rchzionc, non include cioè la idea, di sitar 
sopi;a, ma è misura comparativa della Elevazione che in via assoluta 
esprime l'alletta di un oggetto- L' Innalzamento e 1' Etavamento 
indica l'atto. Elevatezza si piega meglio al lìg. Elevatezza d'ingegno, 
di pensieri ec. Anche Altesza-cA- ErniiieTrza~Ì~>àmio i loroT tramati ; e 
sono inoltre de* titoli , come ognun sa. 



sino a Piacenza. (G) 

Emiliana, * E-i<5i-li-à-iia.iV. / or./'Z,a«.AcmiIiana. (N. patron. di Emilia.)(B) 

Emiliano, * E-mi-li-à-no. N. pr. m. Lat. Hemilianus. (N. patron, di 

Emilio.) — Marco Giulio. Generale romano vincitore degli Scili,chia- 

malo imperatore da' suoi soldati , e da essi dopo tre mesi trucidalo. 

— Alessandro. Uno de' 2Q tiranni dell' impero romano al li [.secolo. 

— Elio Quinzio Cimhriaco. Poeta latino del XF-. secolo. (B) (Van) 
Emilio, * E-mì-li-o. IV. pr. m. Lat. Aemilius. F. Paolo , Mainerco , 

Scauro, Papiniano. ( N. patr. di Emilo.) (B) (Van) 

Emilo , * E-mi-lo. J\. pr. m. ( Dal gr. he'mrflos, blando , festivo.In cbr. 
hhcmla clemenza.) — Figlio di Ascanio. (Mit) 

Emim. * (Geog.) E.-mim , Emin. Ani. popoli del paese di Canaan. (G) 

Emimeride. * (Lett.) E-rai-mé-ri-de. Sf. F. G. Lai. hemimeris. (D) 
hemisys mezzo , e meros parte.) Parte di un verso che consta di un 
mezzo piede. (Van) . 

2 — * (Bot.) Genere di piante esotiche della didinamia angiospermia, 
famiglia delle personate, il cui fiore monopetalo sembra diviso per 
mezzo. (Aq) (Van) 

Euimeropteri. * (Zool.) E-mi-me-ròpte-ri. Sm. pi. F. G. Lat. hemi- 
meroptera. (Da hemisys mezzo , meros parte , e plcron ala.) Sezione 
d' insetti, così delti a motivo che hanno le ,ali miste , parte oscura e 
parte diafane ; essi appartengono ali ordine degli emiiteri. (Van) 

Emimetro. (Lett.) E-mi-me-tro. Sm. F. G.Lat.hemhnelvaia.(Da hemisys 
mezzo , e metron misura. ) Lo slesso che Emistichio. F. (A) (Aq) 

Emina. (Arche.) E-mi-na. Sf. F. G. £«£.., heiniiia. (Da hemisys mezzo.) 
Fase adoperalo come misura dagli antichi Romani , che contenea 
mezzo seslario. (A) 

Emine. * (Geog.) Lat. Haimcni exlrema. Capo della Turchia europea 
nel quale termina lacatena del Balcani verso il Mar Nero. ^.Emo.(G) 

Eminente, K.ml.npn.ip. __efd^\ .[, ^m**^*! Itr*. j Elevato ,] Che apparisce 
sopra gli aliri. Lat. eminens , excellens. Gr. ì^ìy^v. Fir. As. 66. Un 
vecchione andatosene in un luogo eminente, donde e' potesse essere in- 
teso e veduto da tulto'l popolo ec, parlò in questa guisa. » Ar. Fui: 
3g. l4- Come al soffiar de' più benigni venti , Quando Apennin scuo- 
pre l' erbose spalle , Muovonsi a par duo turbidi torrenti Che nel 
cader fan poi traverso calle , Sveliono i sassi e gli albori eminenti Da 
l'alte ripe ec. (B) 

2 — [Fig.] Sopravvanzante , Eccelso, Grandissimo. Cavale. Specch.Cr. 
Per la eminente carità , colla quale ha amato ed ama Iddio la crea- 
tura razionale, mandò il suo unigenito Figliuolo. 

3 — * E detto degli Uomini. Bartol. Ghiacc. i5. Medico e fdosofo 
eminente. (N) 

^ — [ Grande, Enorme, detto di pericolo o simile. ] M. F.y.Gg. L'au- 
torità del padre , le minacce degli eminenti pericoli , né altri mani- 
festi tsem.pl i di cotanto uomo, poterono smuovere la .fermezza -della 
donna.» (Eminente pericolo par che voglia dire Sovrastante; per cor- 
ruzione forse d' imminente. (N). 

Eminentemente, E-mi-nen-te-mén-te. Avv. Eccellentemente. Lat. [ emi- 
nenter.] Qr. i*px<x- Fr. Giord- Pred. R. Ma questi vogliono sopra- 
stare, eminentemente agli altri. 

2 — (Lett ) [ T. .didascalico in apposizione di Formalmente , per lo 
stesso che Virtualmente. ] Farch. lez. 4'it- Considerando lui essere 
non queste cose semplicemente, ma eminentemente ce. , distro Dio 
essere sopra esso Essere, 



Eminenziana. * (Gcog.) E-mi-nen-zià-na. Lat. Eminentiana. Antica città 
dell' Africa nella Mauritania. (G) 

Eminio. * (Geog.) E-mi-ni o. Lat. Eminium. Ant. cil. episcopale nelle 
Spagne. (G) . 

Emiobolo. * (Arche.) E-mi-ò-holo, Sm. F. G. Lat. bemiobolum. (Da 
hemisys mezzo , e obolos obolo. ) Peso di un mezzo obolo o sia la 
dodicesima parte della dramma. (Aq) 

Emiolia. (Mat.) E-mi-ò-li-.a. [Add. e sf. T. notissimo nelle matematiche, 
nella musica e nelle grandezze proporzionali , per significare il lutto 
d'una cosa colla metà. della medesima, i5 a 10. Dicesi finche] SesquU 
altei». Lai. hemiolia , sesqnialtera proportio. Gr.-ruxiixioi \4yos. ( Dal 
gr. hemisys mezzo , e halos tutto.) Farch. Giuoc. Pili. Le spezie di 
questa proporzione sono anch' esse infinite ce, perciocché se. la mag- 
gior quantità contiene la minore appunto una volta solamente , e di 
più la metà , la quale è parte aliquota, come tre contiene due , che 
lo contiene una volta tutto appunto , e di più la metà, cioè uno, che 
è parte aliquota di due , tal proporzione si chiama emiolia. 

Emiolio. * (Mas.) E-miò-li-o. Sm. F. G. ( V. emiolia. ) Presso gli 
antichi Girci denotava un ritmo ineguale nel rapporto 3: 2, consi- 
stente in- cinque, tempi uguali , e dna parli ineguali. (L) 

Emionite. (Bot.) E-mi-o-ni-te. Sf. Lo stesso die Emionitidc. ^".(A)(N) 

Emionitide. * (Bot.) Emi-o-nì-ti-de. Sf. F. G. La', bemionitis. ( Da 
hemisys mezzo, e vnos asino, onde hemionos mulo.) Genere di pian- 
te crittogame, famiglia delle felci , caratterizzate dai fbri inseriti nelle 
venature reticellale della, fronda ; così denominale dall' essere credute 
sterili, o secondo Moulon Fontenelle, perche le sue specie sono avi- 
damiate ricercale dai muli. — , Emionite , sin. (Aq) (N) 

Emiono. * (Zool.) E-Fui-ò-no. Sm. F. G. Lat. beni io ri;. (Da hemionos 
mulo, che viene da hemisys mezzo, e 011 >s as 'no. ) Quad rupede sitt- 
vatico indomabile del genere de' cavalli, e che ^rTutasTTTVTrTteta) U tit- 
ne del cavallo e dell'asino, siccome il mulo. (Van) 

Emiope. * (Mus.) E-mi-o-pe. Sm. F. G. Lai. bemiopus. ( Da hemisys 
mezzo, e ope buco.) Flauto con tre piccoli b.ichi. (\q) 

EMioinA.(Chir.) E-mi-o-pì-a. Sf.F. G Lai. hembpia. (Da hnnisys.m, -u.o, 
e ops,opos occhio.) Maialila dell' occhio, per cui il paziente non pub 
vedere interi e;li oggetti che guarda , ma non ne vede che una parta. 
Cooper. —, Erainpsia, sm. (Min) 

Emiopsia. * (Cliir.) E mi-o-psi-a. Sf. F. G. Lat. hcmiopsia. Lo stesso 
che Emiopia. F. (Aq) 

Emipagia. * (Med.) E-mi-pS-gi-a. Sf. F. G. Lai. hemipagin. ( Da hemisys 
mezzo,epegos compatto,(i'tto.) Dplove continuo nella meliuleMaJesliLÌAitì^- 

Emipepto. * (Med.) E mi-j iè-pto. Add.m. F. G. Lai. hemi|>er>t:is._L D a 
hemisys mei7XT^TpéJ>tò~iorM0C0, -digerisco : SeìlueòTIó, u mela d. gerito.) 
Epiteto che si dà a'cib.i phe si evacuano quasi/lai come sono siali pre- 




IA iv. 



<Ì 



si , per essere la fona digestiva mollo indebolita, p in) ■ 
Emiplegia. (Med.) E-mi-ple-gì-a. Sf. K, C. Lat. (.emiplegia. (Da hemysis 
mrzvo , e plegin aor. 2. inf. di plesso io colpisco. ) Paralista della 
metà del corpo verticalmente a destra od d sinistra. — , Emiplessia, «>i. 
(A)(A.O.) Cocch. Basti., 202. Elle (le acque) possono, ben fare le veci 
rli q.i.-ilnnqiip. p iù. v alido e più penetrante stimolo esterno , oude non è 
maraviglia che elle riescdncTcosi efficaci"". . •" nelle emiplegie, o paralisi 
della metà del corpo, cioè delle yfembra d'un lato solo., (B) 
Emiplessia. * (Med.) E-mi-ples-si-a: Sf F. G. La', hemiplessia. (Dal gr. 
hemisys mezzo , e plesso io percuoto.) Lo stesso che Emiplegia. F. (A.O.) 
,iipteri.*CZoo1.j E-mi-pte-ri. Sm. pi Lo stesso che Emitteri. F. (Vati) 



Eminentissimamente, E-mi-ncn-tis-si-ma-mén-te. [Avv.] superi, di Emi- Emipteri.* (Zool.) É-mi-pti 

nentemente. Lat. prestantissime. Gr. s»ox>r«r.z. Zibald. Andr.Ri- Emipteronoto. * (Zool.) E mi-pte-ró-no-to. Sm. Lo slesso che Euiilte- 

ronoto. F. (Van) _ 

Emir. (St. Mod.) Sm. F. Ar. che vale Signore. PI. Emiri. Nome che 



V 



splendono eminentissimamente tra le altre stelle del cielo. 

Eminentissimo , E-mi-nen-tis-si-mo. [Add. /«.] superi di Eminente./^, 
eminentissiraus. Gr. z^oxó/tgitgs , Irriprocro!. Amet. 16. Ma tra gli 
altri eminentissimo, sopra marmoree colonne sostenenti candida l' anima, 
se ne leva uno tra le correnti onde di Arno e di Mugnone. Farch. 
lez. ^20- Si contengono però unitissimamente in un modo eminentis- 
simo ec. tutte quante le cose e che furono e che sono e che mai saranno. 

2 — Oggi è titolo de' Cardinali della santa Romana Chiesa , [ed era 
ancorai] degli Elettori ecclesiastici del sacto Romano Imperio, e del 
gran Maestro di Malta. Red. lett.i. 353. Non si maraviglile per servi- 
zio dell' eminentissimo P.asponi io non le mando uno di quei consulti 
ce. E 368. L' eminentissimo Bonsi non potè lasciarmi il pacchetto. 

Eminenza , E-mi-nén-sa. [ Sf] ast. di Eminente , [ ed è propriamente 
Elevatezza , Prominenza che si osserva alla superficie di checchessia. 
E così chiamasi pure qualunque altura che sovrastila sottoposta cam- 
pagna. ] Lat. eminentia. Gr. i^ox/i. Cirug. Maeslr. Guigl. Ranella 



SÌ dà in Turchia a discendenti di Maometto per via di donne. Ma- 
gai Lelt. Addio speranza del povero Emir di Lonchio. Fag. Rim. 
Farò conto sia un Turco della razza Degli Emiri , che han verde la 
coperta. (Cioè il turbante, che si porla di tal colore dagli Emiri par 
ispecial privilegio della loro nascita. ) (A) 

Emiramlo. * (St. Ott ) E-mi-ràm Io. Sm. Nome di una dignità tur -a , 
e vale appo noi Gonfaloniere. (Van) 

Emiranfo. * (Zool.) E-mi-ràn-fo. Sm. F. G. Lai. hemiranphus. ( Dal 
gr. hemisys mezzo , e ramphos rostro , becco. ) Genere di pesci del- 
l' ordine de' malacopterigii addominali stabilito da Cuvier , /' cui 
caratteri sono un prolungamento senza denti alla mascella inferiore 
simile ad un mezzo becco formato dalla sinfisi di essa mascella , ce. 
Si trovano ne' ma fi caldi de' due emisferi, la loro carne quantunque 
oleosa , pure è grata al gusto. (Van) (N) 



'si è alcuna eminenza su la lingua , appresso i denti dinanzi./W./«.s. Emip.-iudgì. * (St.Ott.) Titolo dato nella Turchia al condolliere de' pelle- 
52. la quella parte eh' è tra' due tronchi, delle forbici, scorgonsi due grini ullaMecca. Ordinariamente egli è il Bxscià di Gerusalemme. (Ma) 



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Jf «** Vi^ »l - •!»*) • v j*y/f 







EMIRNE 



Umirxe. * (Gcog.) E-mìr-iic. Città delle isole di Madagascar. (G) 
ìmischesu * (Mcd.) E-iai-scbè-si. Sm. F. G. Lai. haerniscliesis. ( Da 

hema sangue , e ischo io ritengo. ) Ritenzione di sangue. (Aq) 
Emisferico , E-mi-sfé-ri-co. Add. m. Sferico per metà. Aggiunto che 



EMO 

Lo stesso che Scmideo. 



47 

V. (Dalgr. 



Ileraiterius. ( Dal, gr. hemisys 



Ejiiteo.* (Mit.) E-mi-tè-o. N.pr. 

hemùjs mezzo , e theos Dio. ) (Mit) 
Emiterio, * E-mi-tè-ri-o. N. pr. m. Lai. 
mezzo, e tlier bestia.) (B) 
conviene a tulli gli oggetti che presentano la mezza sjera. Lai. lie- Emitono. * (Mus.) E-mi-tò-no. Sm. V.G. Lat. hemitonus. (Da hemisys 
misphacricus. Magai, lelt. (A) mezzo, e tonos tono.) Lo stesso che Semitono. P. (Aq) 

Emisferio, E-mi-sfè-ri-o. {Sm. F~. G. Lo stesso die'] Emisfero. V. Sagg. Ejutrene. (Min.) Emi-trè-nc. S f. Roccia composta essenzialmente d' an- 



noi, esp. 212. Nella grossezza del di cui fondo s'incavi al torno tra 
emisferio. » But. Inf. 34- La gran secca , cioè a queir emisferio che 
cuopre la terra. (B) 
Emisfero , E-mi-sfè-ro. [Sm. V. G. L. che propriam. significa la metà 
d' una sfera , ma più commi, si prende per la metà del globo terre- 
sire.] — , Emisferio, Emisperio , Emisperp, sin. Lat. hemisphacriuin. 
'Gr. riiJuv$x.lpiov. (Dal gr. hemisys mezzo, ésphera sfera.) Gal. Sist. 5y. 
Viene scoprendo più l'emisfero terrestre illuminato. » Magai, lelt. 11, 
Essendo 1' emisfero cognito parte terra e parte acqua. (N) 



fibola e di calcarea , della qualche volta Grunstein t 
calcarea. (Boss) r 

Ejiitiutea. * (Mcd.) E-mi-tri-tè-a. Add. e sf. V. G. Lat. hemitritea , 
semitertiana. (Da hemisys mezzo, e triteos terzo o terzano.) Malattia 
acuta che si credeva essere una febbre semiterzana, perchè presentava 
i caratteri della febbre terzana, e quelli della febbre coiidiana. (A.O.) 

Emitriteo. (Med.) E-mi-tri-tc-o. {Sm. F. G. Lo stesso che Febbre eini- 
tntea. V. Emitritea. ] Lai. beni i tri taeus. Gr. rn^rptvcùos. Lib. cui: 
malate La più fastidiosa di tutte le febbri si è lo ernitritco. 



2 — * Chiamasi Emisfero boreale o settentrionale quella metà del Emitropia.*(Mìii.) E-mi-tro-pì-a. Sf. V. G. Lat- hemitropia. (Da hemisys 
globo che noi abitiamo ; e l' altra , che riguardo a noi è situata dalla mezzo, e trope volgimento.) Unione di due metà di cristalli in senso 
parte del mezzodì, chiamasi Emispero australe o meridionale. Così 
pure orientale il nostro, accidentata l' altro. (Van) (N) 
2 * Diccsi pure della Carta o Globo c'è descritta la metà della 



macchina mondiale, o della sfè/a celeste. L 'equatore e tutti i glan- 
di circoli del globo lo dividono in due emisferi. (A) (N) 

3 — * Per sunti. Dicesi di qualunque figura o cosa fatta a modo di 
una mezza sfera, V. Emisferio. (A) Menz.Sat. 1- Non van la notte 
a spieggiare a zonzo Cbi dia nello spiraglio o in emisfero. (N) 

4 — * (Anat.) Dicesi così la metà del cervello. (A. O.) 

5 — (Zool.) Nome di una specie di pesce del genere degli spari, così 
chiamato perchè ha la testa ritondata come una mezza sfera. (Aq) 

Emisferoide. (Geom.) E-mi-sfe-rù-i-de. Sf. V. G. Lai. heraisphaeroides. 



inverso , il che produce sempre alcuni angoli rientranti. (Van) (Aq) 
Emitteri. (Zool.) E-mit-te-ri. Sm. pi. F. G. Lai. hcmiplera. ( Da hemisys 
mezzo , e pteron ala. ) Nome imposto al setti/no ordine degV inselli, 
secondo il metodo di Cuvier. Tali animali hanno' quattro ali, fm 
cui due superiori in forma di astuccio crostaceo dimezzalo , simili 
ad un mezzo elitre , terminale molte volte da. espansione membrano- 
sa. — , Emipterj , sin. (A) (,Aq) 
Emitterokoto. * (Zool) E-mitle-rò no-to. Sm. F. G. Lat. nemiptero- 
notus. (Da hemisys mezzo, pteron ala, e notos dorso.) Genere di pesci 
da Lacèpède stabilito nella divisione de' toracici con due specie del 
genere Corifena di Linneo sforniti d'una sola pinna dorsale dimez- 
zata. — , Emipteronoto, sin. (Aq) 



(Da hemisfs mezzo, sphera sfera, ed idos forma.) È propriamente la metà Emma,* Èm-ma , Gemina. N.pr. f. Lat. Emma. (In ebr. em madre in 



di uno sferoide , cioè di un solido , il quale si appressano alla figura 

di una mezza sfera; (Diz. Mat.) 
ESfrspEBEO, E-mi-spè-Te-o. Add. m. Dell' emispero. Frane. Sacch. Rim. 

Or m' accorgo Cjfe sul zafìiro 1' emispereo velo , E 1' acceso rubai , 

I' ardente foco , ec. (A) 
Emisperio, E-mi-spè-ri-o. {Sm. F. poet. Lo stesso che Emisfero e] Emi- 
spero. F.Bocc. g.5. p. 1. Li surgenti raggi per tutto il nostro emisperio 

avoan fatto chiaro. Dant.Par. 1.^5. E tutto era là bianco Quell'emispe- 

rio , e l'altra parte nera. But. Inf. 34- 1. Emisperio tanto è a dire, 

quanto mezza spera. E altrove : Emisperio è il mezzo d' un tondo , 

e però lo cielo ha due emisperii : l'uno sopra 'I capo nostro; e 1' altro 

è una linea che si chiama orizzonte, la quale termina la nostra vista, 

che da- indi in giù non possiam vedere. G. F. 11. 6j. 1. Durando più 

di quattro mesi, attraversando 1' emisperio insino al mezzo giorno. 
Emispero , E-mi-spc-ro. [ Sm. F. poet. Lo slesso che Emisfero. F. ] 

Petr. son. 4 Che creò questo e quell'altro emispero. Beni. Ori. 1. ij. 

61. Di cui neir uro e nejl' altro emispero Né anche in ciel , cred' io, 

cosa sia nata , Più 6era , più superba e più arrabbiata. 
Emiss a. * (Geog.) E-mis-sa. Lo stessa che Emesa. F. (G) 
Emissario , * E-missà-ri-o. Add. m. da Emettere, usalo per lo più come 

sm. e dicesi in generale di tutto ciò che si manda fuori o che egee Emmelia. * (Mus.) Em-mè-li-a. Sf. F. G. Lai. emmelia. ( Da en i 

fuori. ( Dal lat. emissum part. di emitto io mando fuori.) Romani. (N\ e melos verso.) Suono del canto; opposto di Ecmelia. F. (L) ' 
h 2 — Sm. Persona mandata per iscoprire o riconoscere alcuna cosa ; e péfr i — * Sorta di ballo antico e bacchico. (Mit) 

lo più si prende in cattiva parte, e vale Mandatario, Spia. Lat. esplora- Emmelia. * N. pr. f. Lat. Emmelia. (Dal gr. emmelia acconcia modu- 

tor. Gr.ffs.oKÓs. Magai. Leti. Lo scaturir dell'acque, all'osservazione o sua, lazione. ) (B) 

o di suoi emissari i mandati a far diligenze di qualche sorgente, ec. (A) Emmelo. * (Mus.) Em-mè-Io. Add. m. F. G.F. 



ar. emamon antesignano , in gr. emmao io corro velocemente , io sono 
acceso d'ira.) — Figlia di Carlo Magno, moglie di Eginardo. .— 
Regina d Inghilterra , madre di S. Odoardo. (B) (Van) 

Emmanuele, * Em-ma-nu-è-le , Emaniiello , Emanuelle , Mannello, Ma- 
nuele , Mannello. N. pr. m. Lat. Emmanuel. ( In ebr. ghuimmanuel, 
da ghuim con , and noi , ed el Iddio. ) — Nome imposto a N. S. 
G. C. — Nome di molti principi della Casa di Savoia. — Re di 
Portogallo detto, il Grande nel 5oo. (B) (Van) 

Emmaus. * (Geog) Em-ma-us. Antica città della- Giudea, poi chiamata 
Nico/Joli , e da un iremuoto distrutta. ((^.), .__..,,..■ 

Emme, Em-me. [Sost. coni. PI. m. Emmi.] Una delle lettere del nostro alfa- 
beto ; e dicesi anche del carattere che l' esprime. » DiUam. 2. 2. Tu 
gli vedresti una ricca corona Di sopragli archi, e lo gambo dell'em- 
me. Fr. Barb. 162. 14. L' erbette son tre lettere che stanno In quel , 
eh' è poco danno, Se gli vien l' emme per esser la quarta. Dant. l'urg. 
23. Parean l'occhiaje anella senza gemine: (Parìa di genie magra e 
diseccata al possibile.) Chi nel viso degli uomini legge omo, Bene 
avria quivi conosciuto l'emme. ( Qui per similit.) (V) Foriig. Ric- 
ciard. 8. 21. Torniamo a Ferrati che sta vicino Di principiare i mali 
suoi dagli emmi , O d' esser matto o di morir tapino. (N) 



6^ 



3 — (Veter.) Stallone , cioè Cavallo che si manda a far razza. Lat. 
admissarius. Gr. &xtvr'r\s. Pa'lad. Marz. 25. E in questo modo po- 
tranno gli emissarii , cioè stalloni , più lunga etade durare. 

4 — (Idraul.) [ Nome che si dà generalmente all' aperture naturali o 
arlifiziali , d' onde i] laghi o i canali mandati fuori le loro acque. 
{Gli emissarii artificiali prendono propriamente il nome di Scaricato- 
io , Trabocco , Rifiuto , trattandosi d' acque superflue.] 

b — * (Anat.) Emissario di una gianduia. Il dulto escrelorio. Romani.(N) 

2 — di santorini .• * Nome dato a venuzze , che comunicano coi 

seni della dura madre per mezzo di certe aperture del cranio , e che 

in qualche caso , possono portar all' infuori il sangue contenuto in 

queste cavila. (A. O.) 

Emissione , E-mis-si-ó-ne. [Sf] Azione mediante la quale si mandafuori 
qualche cosa; e si dice nell'uso per lo più del sangue. Lai. sanguiiiis 
misoio. Gr. (f^sPorofu». » Magai. leti. 11. Diete, evacuazioni, emissio- 
ni di sangue. (N) 

2 — * (Fisiol.) Dicesi di quell' azione colla quale si manda fuori del. ' 
corpo una materia qualunque. Onde Emissione dell' orina, dello s^cnoA—E 



Ecmelo. (V. Emmelia. 



I uscita del sangue procurata 



ec. Dicesi anche Emissione sanguigna 
coli' arte. (A. O.) 

3 — * (Bot.) Diccsi egualmente Emissione del polline, dc'semi ec.(A O.) 

Emissivo. * (Fis.) E-mis-si-vo. Add. m. F. L. die tramanda. Onde 
Potere emissivo dicesi quella facoltà che hanno certi corpi di emettere 
calorico, luce. (Dal lat. emiilere tramandare.) (A. CO 

Emistichio. (Lelt.) E-mi-.%ti<hi-o. [Sin.] F. G. Mezzo verso. — , Emi- 
raetro, sin: Lat- hemistichium. Gr. ■hi*"rrlx,iov. (Dal gr. hemisys mezzo, 
e stichos verso, ordine.) Salvia. Pros. Tosc.H. 250. Ringrazio di questo 
emistichio di Virgilio, accennato, il signor avversario. E appresso: 
Similmente l'altro emistichio , ec. 

Emistrofeo. * (Arche.) E-mi-slio-fo-o. Sm. V. G. Lat. hemistropheum. 
Da hemisys meno, e strophe volgimento.) Macchina negli antichi tea- 
tri situata verso i orchestra, la quale rivolta per metà verso il popolo 
mostrava in lontananza una parte della città. (Van) 

Emite. (Min.) E-mi-te. Sf. Pietra bianca, menzionata dagli antichi , 
che forse era un alabastro gassoso. (Boss) 



In gr. emmeles vale acconcio , aggiustato , ed ecmeles disadatto di- 
sacconcio , stolto.) (L) 

Emmen. * (Geog) Èm-men. Nome di due fiumi della Svizzera. (G) 

Emmekagooo. (Farm.) Em-mc-na-gò-go. Add. e sm. PI. Emmenagoghi 
e Emmenagogi. F. G. Lat. emmeuagogus. (Da en in, menes mestrui 
ed ago io conduco, agito, ondeagage-jtrasporto, ed agogevs conduttore.) 
Rimedii riputati acconci aaromuovere i mest rui. C ocr.h. R" gn.(A)(Aq) 

Emmenagologia. * (Med.VJBni-me-na-go-lo-gi-a. Sf. A'!. G. ZaV. eminenu- 
gologia. (Da emnienJgogos emmenagogo, e logos discorso.) Trattalo 
degli emmenagosfr^A. O.) 

Emmendare, *Èni-men-dà-re. Alt. F.A.V. e di' Emendare. Bemb.Lett.i. 
7. 181. WoJìàWo emraendar quelli luoghi de' quali mi scrivete. (N) 

Emmenolog>iC (Med.) Emmeno-lo-gì-a. Sf. P. G. Lui. emmenologia. 

( Daafhmena mestrui delle donne, e ' logos discorso.) Discorso ò 

Tpfllato òopra le periodiche evacuazioni delle donne. (A) 

menostasia. * (Med.) Em-me-no-sta-si-a. Sf. V. G. Lai- emmenostasia. 

(Da emmena i mestrui, e slasis lo stare.) Soppressione de'mestrui.(\a^ 

mmer , * Èm-mer. N. pr. m. Lat. Emmer. ( Dall' ebr. amar parlare^ 



onde ernia ovvero omer discorso. ) (B) 
Emmeramo, * Em-me-rà-mo. N. pr. m. Lat. Emmeramus. (In ebr. vai 

madre sublime ; da em madre , e ram sublime. In ted. può trarsi da 

heim a casa , e ruhm gloria ) (B) 
Emmerico. * (Geog.) Em-me-ri-co , Emmerich , Embrick. Lat. Emme- 

ricuin, Embrica. Città de'g^i Stati Prussiani nella prov.di C/eves.(G) 
Emmesostomo. * (Lett.) Em-mesò-sto-mo. Add. m. P. G. (Da emmesos 

intermedio, e stoma bocca.) Aggiunto di ciò che ha la bocca in mezzo 

alla base. (Van) 
EMMi.*(Geog.)Èm-mi, Emni. Ant.popoli dell'India nell'isola Taprobana/G) 
Emnesto , * Em-nè-sto. ZV. pr. ni. (Dal gr. funestar o mnestes proco 

chi ambisce di sposare ; ovvero da amnestos da non ricordare. ) —I 

Tiranno della città di Ernia deposto da Dionigi il vecchio (Van) 
Emnicelura. * (Veter.) Em-ni-cè-lu-ra.ó/C^.G.Lafunguentum meliitum. 

( Da amyno io soccorro, e cele tumore, e vale Rimedio che soccorre 

in caso di tumore. ) Preparazione in cui entrava il mele , e che si 

applicava in varie malattie del piede del cavallo. (A O ì 
V..r. * f T\r ... r t.. 1: ' ... 1 • ^ . V 



E ^rr;n\ E ' mÌ ' té ; a '/^'^ V ;^''' £0) ""- Fi0 "'' a * C(C ' 10 ' 50rdla Em £' \t am -. M *""■ '"• < lH lit, ^ a slava J eme * vendemmiatore; 
ut Icncte, aiuata da Acndle. (Mit) ebr. khema ira; iu gr. enios luogo pieno di alberi } in lingua zeud 



V. 



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48 



EMOAGRA 



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cmeoelè grande, elevavate, ed ehmdè grande.) — Re di Tracia, ma- 
rito di Rodope. (Mit) 

2 _ * (Geo-- ") £<U. Hoemiw Catena di montagne nella parte setten- 
t, lanate della Tracia , sulla frontiera dellaMesia, oggi comunemente 
della Balcan , e da' Turchi Emine. V. • (Vati) 

Emoagra. (Veler.) E-mo-à-gra. J/I f. ^. Xn0lwU * «•"««' P oco 
nota. ( Dal gr. &MM sangue , ed agra cattura , presura -, e par dun- 
que- malattia di congnio , di presame del sangue.) Crete, lib. o. cap. 
id. Ma se '1 verme volalio si muta in emoagra , la qtial cosa spesso 
addiviene, di si dcono dare (al cavallo J le cose calde, e gli si cuo- 
pra il capo con panno di lana , e si faccia dimorare, per riposo, in 
luogo calcio, e non s' affatichi in modo alcuno, e mangi sempre le 
cose calde , si come fieno e vena , imperocché questa e fredda inier 
mità , ma rade volte ne campa. (V) 

Emocabetb. * (Mit.) E mo-ca-rè-te. Soprannome dato a Marte perche 
amante delle stragi. Detto perciò anche Emocaro ed Euioc hero (Dal 
er. hema sangue, e charteon verb. di chero 10 godo , mi diletto.) (Mit) 

Estoni. * (Geog.) È-mo-di. Monti che fanno parte di una catena di 
montagne dell 1 Asia , sulle frontiere settentrionali de II \ Indie. (U< 

Emodia. * (Med.) Emodi-a. Sf. V.G. Lai. l.emod.a. (Da emodeo ov- 
vero emodiao i d enti mi s' istupidiscono.') S tupore , Allegamento de 

■^defili. Altri intèndono il tramandare saliva mista a sangue. (A. V.) 

Emodipsiti. * (Lett.) E-mo-di-psì-ti. Sm. pi. V G. Lat. haemod.ps.t.. 
(Da hema sangue, e dipsa sete.- Che ha sete di sangue.) JSomedùto 
dall'Alfieri nel M isogallo a que repubblicanti, capi del governo fran- 
cese, che non erano mai sazii di fare spargere d sangue de lor con- 
cittadini. (Aq) (Van) ' 

Emodora. * (Bot.) E-mo-dò-ra. SfiV. G. Lat. haemodorum. ( Da hema 
sangue , e doron dono. ) Genere di piante da Smith siabdilo nella 
triandria monoginia , che serve di tipo alla propria famiglia, ed e 
distinto dalla corolla divisa in sei parli cogli stami inseriti sulle sue 
lacinie, il pistillo /biforme e la capsola triioculare con loculamenti 
disper.rd; così denominalo dal sanguignofiore delle sue specie.{Aq)^) 

EMOFOEiA."(Med.)E-mo-fo-bì-a. Sf.V-G.Lo stesso che Emofobia.)^. (Aq) 

Emofobo. * (Med.) E-mò-fo-bo. Sm. Lo slesso che Emafobo. V. (Aq) 

Emola, * È-mo-la. Sf. Lo stesso che Emula. V. Dav. Scism. p. 58. 
( Cornili. 1744.) Anna sola vesti di giallo se e le sue dame, per 
allegrezza della spenta emola. E 86. Cosi deliberati furono il protet- 
tore dal fratello e la moglie dall' emola. E 102. E lasciato alla sua 
«noia il reame, perchè nella religione lo travagliasse ec. (N) _ _ 

EMOLEGGiARE,*E-mo-leg-già-re. Alt. Lo stesso che Emulare. V. Abrmni 
nella giunta al Pergamini. (N) , 

Emolliente , E-mol-li-èn-te. [ Add. con:.] Che ammollisce-, ed e ag- 
giunto di una sorta di medicamenti [ che ammolliscono le durezze , 
"indeboliscono il tuono de' tessuti viventi, e rallentano i movimenti della 
vita. —, Ammolliente, sin. ] Lat. emolliens. Gr. p*fcaam*os. Red. 
coiu. 1. 8. Ila posto in opera medicamenti revellenti ec. , molti locali 
emollienti, dukitìcanti l'acrimonia, refrigeranti, ec 

3 — [Usato pure inforza di sm.] Red. leti. 1. 116. La stitichezza de- 
sidera gli emollienti e gli umettanti e gli stimolanti. 

Ebollire, E-mol li-re. Alt Ammollire, Risolvere mollemente. Lo stesso 
che Ammollare. V. Vallisn. 3. 52 9 . Berg. (Min) 

Emolo , È-mo-lo. Add. e sm. V. e A'Emalo. Segn. Paneg. 4g5. Non 
aveva ad ora ad ora la mente se non tra' con di quegli angelici spi- 
riti di cui tanto, non so s' io dica, fu divoto e fu eraolo. (V) Segner. 
Crisi instr. 1. 8. 16. Empii, scellerati, sacrileghi, ingrati, eguaglia, 
tori de' dannati, emoli de' diavoli. E 1. 20. 28. Se fosse puramente da 
emolo in giostra , avreste a mettervi in posto di superarle. E 3. fio 
8. Oanuno si guardi , dice il Signore, e da chi ? dagli esterni ? i3agl/ 
emoH? da'demonii? E Pred- 21.5.. Alcuni sacerdoti dt Nobe h. 
ricettato il suo emolo. (N) Jf 

Emolo, * E-mò-lo,Eumolo,Eumelo..ZV>r. m.— Uno de figli di AtJeo.^mft) 

Emoldmento, E-mo-lu-ménto. [Sm.] Profitto, Guadagno , le propria- 
mente uuello che sì ritrae da un uffizio, da una professicele noilfio 
simile.] Lat. emolumentnm. Gr. iqfoiirut. Fir. As. 197/10 ne ptfi/iso 
cavare un gran numero di ducati,senza trarvi di mano tantoremolume 
Tariffi, Tose. 220. Emolumenti dei doganieri e delle guardie Ai 
dogane di confine. (N) _ / 

Emolcmentuccio , E-mo-lu-men-tùc-cio. Sm. dim. di Emolumento/ ÌPn 
colo emolumento. De Lue. Doti. Volg. 3. 7- 10. Berg (Min) 

Emona. * (Geog.) Emó-na. Lai, Hemonia. Antica dilla della Pastina, 
nella tribù di Beniamino. (G) •_£ 

Euondo , * E-móu-do. N. pr. m. Lo stesso che Edmondo. V. 

Emone , * E-mó-ne. N. pr. m. Lai. Aemon, Hjfmon. (Dal 
per demon perito, ovvero hemon cruento.) -f- Figlio di Ci 
amante di Antigone. — Padre di Laerte ed avo di Ulisse, 
di Deucalione e di Pirra. (B) (Mit) / 

Emonia. * (Geog.) Emò-ni-a. Sf. JSome chef dovasi alla Tes 
Città dell' Istria. (G) / . ji 

Evonide, * E-mò-ni-de. ( N. patr. di Emorfe. Può anche significare fac- 
cia cruenta , da hemon cruento , ed ida/ faccia.) — Sacerdote di A- 
pollo alla corte di Latino quando vi giunse Enea. — JSonjb patroni- 
mico di Ulisse, come nipote di Emoiw. (Mit) il 
Emonio, * E-mò-ni-o. N. pr. m. (V. Edione.)— Padre di Anihltea.(Mit) 
Emoi'lania. * (Med.) E-mo-pla-nì-a. Sf. V. G. Lai. haemoptània. ( Da 
hema sangue, e piane errore, Dilagamento.) Dicesi cosìUo scolo del 
sangue per insolite vie, come pei le orecchie, per gli octfii ec. (Aq) 
Euoproctia. * (Med.) E-mo-pro-ct£a. Sf. V. G. Lai. haemdnroctia. (Da 
hema sangue , e proelos ano. yNome dato a quella mmattia che co- 
munemente dicesi Emorroid^^Aq) . 
Emoptiico. * (Med.) E-mopti-i-co. Add. e sm.V. e cft'Empitiico.(A.O.) 
Emoptisi. * (Med.) E-mo-pti-si. Sf. V. G. Lo stesso eie Emottisia. 

Emoptisia. * (Med.) E-mo-pti-sì-a. Lo slesso che Emoltisia, V. (A.O.) 



EMOTTISI 

EMOPTisico.*(Med.3l E-mo-ptì-si-co.^rfc/. e sm.V. e «//'Emottiico. V. (Van) 

Emoptoico. * (Mdd.) E tno-ptò-i-co. Add. e sm. Lo stesso che Èuiot-« 
tiico. V. (Van) 

Ejioptossia. * (Medtì E-mo-ptos-si-a. Sf. V. e c/i'Emottisia. (Van) 

Emor. * ZV. pr. m. Lat. Ilemor. ( Dall'ebr. hhemer vin pretto, onde il 
lat. marum. , ovverfc da hhamor asino. ) (B) 

Emoroidale. (Anat.) E-rao-ro-i dà-le. [Add. com- Lo stesso che] Emor- 
roidale, y. Red. co\s. 1. 132. Consideri se stia bene cavar un poco 
di sangue o dal braccio , o dalle vene emoroidali , colle sanguisughe. 

Emorragia. (Med.) E mov-ra-gì-a. Sf. V. G. Lat. haeraorliagia. ( Da 
hema sangue, e rhagoo^Ao rompo: Uscita di sangue a cagion di rot-^ 
tura di vasi.) Flusso, <3e«o, Sbandimento, EJflussione, Versamento, 
Profluvio , Sgorgamenlo\ naturale o no, di sangue da qualche parie 
del corpo, qualunque ne s\si la causa. — , Ematorragia, sin. Red Coim. 
Salviti. Fier.Buon.(A)(Aq\Red. nel Diz di A. Pasta. La sopra mcntOr 
vata acqua medicinale dicono^ esser potentissimo e subitaneo rimedio per 
fermare tutte le emorragie di\sangue del naso, della bocca, delle vene 
emorroidali e da qualsisia allr\ parte più segreta nelle donne. (N) 

2 — * (Bot.) Maialila delle piarne , così della dal professore Re; la 
quale consiste in uno scolo d' u\iore linfatico da qualche parte del 
vegetabile. (Aq) (N) \ 

Emorragico. * (Med.) E-mor-rà-$\ctì\Add.m. V. G. Lat. hemorragicus. 

Relativo all' emorragia., {A. O.) 
Ejiorrea , * E-mor-rè-a. Sf V. G. L\ 
e rheo io scorro.) Lo stesso che Eti 
ticolarmenle, .secondo alcuni, unjlu 
secondo altri, l'emorragia passiva. (Aq) 
Emorrinia. (Chir.) E-mor-ri-ui-a. Sf V. 



hemorrhea. (Da hema sangue, 
agia. V.; ma indica più par- 
di poco sangue e più lento , 

O.) 

Lat. hacmorrhinia. ( Da 



lia. 



hema sangue , e rhin naso. ), Flusso di huigue dalle narici. (Aq) 
Emorroico. (Med.) E-mor-rò-i-co. Add. m. ££ stesso che Emorroidale. 

F . Roseo instr. Berg. (Min) \ 

Emorroidale. (Anat.) E-mor-ro i-dà-le. Add. com. Appartenente a emor- 

ioide, [ aggiunto di Vene e ch'Arterie dell', intestino retto e dell'ano, 

come sedi dell'emorroidi,, non che del sangue\he ne scorref~^*f 

Emoroidale , Emorroico , Moroidale , sin. ] Lat. \aem.orrhojcus. Gr. 

aì/K.oppoVxo's. ( Dal gr. hema sangue , e ?7*eo fluKco , colo. ) Red. 

cons. 225. Crederei necessario ec. il cavarne priina\ ( del sangue J 

qualche quantità dalle vene emorroidali. . V . . . . 

2 — » Nervi emorroidali: Filamenti nervosi de' Messi ischiatico 

ed ipogastrico. (A. O.) 

4 _ ■* Vasi emorroidali : Quelli che finiscono quas\ tutti nella 

picciola vena meseraica ; alcuni de' quali concorrono a\formare la 

vena ipogastrica. (A. O.) 
a _ * (Med.) Tumori emorroidali : Tube rcoli rotondi, li'"' < y , fMH"" , ' l 

dolorosi , pulsatili , erettili , di color rosso più o meno carico, isolali 

o confusi insieme a guisa di orlo che vengono al margine, e qualche { 

volta un po' al disopra dell' aio. (A. O.) 

2 — * Flusso emorroidale : Scolo di sangue dal retto , dovuto alle 

emorroidi. (A. O.) 
Emorroidario. * (Med.) E-mor-ro-i-dà-ri-o. Add. e sm. Chi e soggetto 

all' emorroidi. Lat. haemorroidibus obnoxius. (A. 0.) 
Emorroide. (Med.) E-mor-rò-i-de. [Sf. V. G. Scolo di sangue pe'vasi 
Tuteli' ano e dell'intestino rello. Usato per lo più nel pi. Le emorroidi 
«7 si distinguono in aperte , quelle cioè che colano , ed in cieche o 
' chiuse, quelle cioè che non colano, ma che consistono solamente in* 

un gonfiamento de vasi emorroidali. ] —, Moroide, Morice, sin. Lat. ,. 

haemonhois. Gr. «fcoppVfc. (Da hema sangue , e rheo scorro. ) Red. 

Esp. nat. Medicina sicurissima a coloro che patiscono di emorroidi. 
2 — (Zool.) La fémmina dell' emorroo. Salv. Nic. Ter. A te non ma» 

la femmina cm'orroide Ficchi dentro il velcn. (A) 
Emobkoicogo. * (Farm.) E-mor-ro-i-gò-go. Add. e sm. PI. Eraorroigo- 

ghi ed Emorroigogi. V. G. Lat. haeraorrhoigoga. ( Da hemorrhois 

emonoide , e a s o io muovo, io conduco , onde agoge trasporto , ed 

agogevs conduttore. ) Rimedii atti a promuovere la secrezione delle 

emorroidi. (Aq) . ,_ , 

Emorroischesi. * (Chir.) E-mor-ro-i-sche-si. Sf. V. G. Lat. haemor- 

rhoischesis. ( Da hema sangue, e schesis ritenzione.) Ritenzione dell e- 

morrasia. (Aq) 
Emorroissa , E-mor-ro-ìs-sa. Sf. Donna che patisce flusso di sangue ; e 

propriamente dicesi di quella, della quale parla il Vangelo. (Dal gr. 

hemorrhoos donna che mestrua: hema sangue, e rheo 10 scorro.) Segn. 

Pred 2. 5. Stagna alla Emorroissa il corso del sangue. (,V) 
Emorroo. (Zool.) E-mor-rò-o. Sf. Fem. Emorroidc. V. G. Specie di 

serpente africano , il cui morso corrompe prontamente il sangue, e 
• lo fa trasudare da più parti del corpo. Lat. haemorrhois. Gr. aìpop- 

pd- Salv. Nic. Ter. D' emorroo serpe il segno or narrerotti .... 

L'orma d' un pie pareggia per lo lungo ; Ma per 1' ampio è sottile , 

e ha poca coda. (A) 
Emorroscopia. * (Med.) E-mor-ro-sco-p.-a. Sf. V. G. Lat. haemorrhosco- 

pia ( Da hema sangue, ?/ieo scorro , e scopeo osservo.) Osserva- 
zione della qualità del sangue estratto col salasso, a fin di conoscere 

lo stato del corpo. (Aq) 
Emostasi (Med.) E-mò-sta si. Sm. V. G. Lo stesso c/teEmostasia. JVAq) 
Emostasia. (Med.) E-mo-sta-si-a. Sf. V. G. Lat. haemostasis. {Dì hema 

sangue , e slasis lo stare. ) Stagnazione universale del sangue cagic 

nata da pletora. — , Emostasi , sin. (Aq) 
Emostatico. (Farm.) E-rao-sta-h-co. Add. e sm. PI. Emostatici 

mostaticus. (V. emostasia) Aggiunto derimeduche stagnano il 






. Lai. ar- 
sansue. 



(Dì hema sangue, e stateon verb. àiistame 10 sto.) (A) (IN) 



Emoiossia. (Med.) E-mo-tos-si-a Sf. V. G. 

sia. V. (A) (A.O.) 
Emottiico. 

ptiico . 
Emottis 



Lo stesso che Eraotti- 




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EMOTTISIA 

Emottisia. * (Med.) E-mot-ti-si-a. Sf. V. G. Lat. hacmoptysia. ( Da 
. Iicma sangue , e plysis sputo. ) Spulo che si coccia dal petto o da' 
bronchi per rottura , per anastomosi o per esalazione de' fasi a boc- 
cucce libere nella inombrarla mucosa — , Emoplisia , Emottisi , Emo- 
tossia , Emottisi, Emotlossia, sin. (Aq) (N) 
Emottisico. * (Med.) E-mot-ti-si-co. Add. e sm. Lo stesso che Emot- 
ti ico. r. (A. o.) 

E>ioTTOico.*(Micl.)É-mol-tù-i-co./^tW.eim. Lo slesso che Emotliico. ^".(Aq) 

Emgttossia. * (Med.) E-mol-los-sì-a.SJl Lo stesso che Einollisia.f.(A.Q.) 

Emozione, E-mo-zi-ó-ne. [ Sf Agitazione, Sollevamento di spirito, ] 
Entusiasmo. — , Mozione, sin. Lnt. motio , a estroni , entluisiastnus. 
Gr. xiVtjo-is , olerrpos, ir3ovcrixtT(it.ós. Salviti. Pros. Tose. 1. 436- Platone 
ne) Fedro pone due spezie di furori : uno per umane malattie; e l'altro 
per una divina, per cosi dire, emozione e uscita dalle consuete leggi. 

i — * Movimento di facinorosi, Sollevazione. Nan. Si. Ven. L.tf.(0) 

Empanoa.* (Mit.)lim-pàu-da. Dea protettrice de'borghi e de'villaggi. (Mi() 

Emi-asma. * (Farm.) Ein-pà-sma. Sf V. G. Lat. empasma. (Da en in, 
e pepasme pret. pass, di passo io spargo.) Polvere aromatica che spar- 
sesi sopra una parte del corpo , per assorbire la traspirazione cu- 
tanea , o correggerne L' ingrato odore. (Aq) 

Empedocle,* Em-pè-do-cle. IV. pi: m. Lat. Empedocles. (Dal gr. empedos 
stabile, costante, e cleos gloria : Gloria stabile.) — Filosofo, poeta, 
istorico e musico d' Agrigento, (fi) (Mit) 

Emperamo, * Em-pè-ra-mo. N. pi: m. Lai. Emperamus. (Dal gr. em~ 
pcramos perito, che vicn da en in, e pira esperienza.) (B) 

Emperio , " Em-pé-ri-o. Add. in. V. A. y. e di' Empireo. Fi: Giord. 
■2ti. GV è Iddio il cielo emperio. (V) 

Empeticgine. (Med.) Em-pc-lìg-gi-ne. [Sf. Spezie di scabbia che nasca 
dalla schifezza , sporchizia e corruzione della cute umana.'] — , Ein- 
pitiggine, Impetigine, Impetigine, Volatica, sin. Lat.impclìq,o. Gr.KfiXyiv. 
Lib. cui: malati. La rombice pesta giova alla empctiggine. Cr. 5.8.8, 
L' cuipetiggini e, lentiggini , stropicciate con quella , rimuove. 

Eupetho. * (Bot.) Èm-pc-tro. Sm. y. G. Lab empetrum. ( Da en in , 
e pelra pietra. ) Genere, di piante della diecia triandria , famiglici 
delle bicorni, caratterizzate dal calice tripartito , la corolla tripetala 
inferiore , ed una bacca con molli semi; cosi denominato da' luoghi 
montuosi dove allignano le diverse specie che lo compoiigono.(Dai)(lS) 

Empiamente, Ein-pia-mén-te. Avv. Con empietà. Lai. impie. Gr. ùtrifiùs 
Red. Ins. 24. Il quale (Paracelso) empiamente volle darei ad intendere 

lina ridicolosa maniera di generare gli omiciatti nelle bocche deglLalch i- 

uiisti. E 113. l ricreduti Manichei èmpiamente passarono più avanti. 

Empiartrone. (Cbir.) Em-piar-trò-ue. S/n. y. G. Lai. empyartbron.(Da 
en in, pfon pus, e arthrvn articolo.) Empiema delle arlicolaziàni\(Aq) 

Empiastracciato , Èm-pia-strac-cià-to. Add. in. Lo stesso che Impia- 
stricciato, y. Straparol. Fav. 3. Nott. 2. Berg. (Min) 

Empiastiiabe , Em-pia itrà-rc. [Alt. Lo stesso che ] Impiastrare. V.Lat. 
impiastrimi injicere , imponere. Gr. lp.ieKa.mui. (IJ verbo emplatlo o 
emplosso è composto di en in , e plasso o piatto io formo. ) yolg. 
-Mes. Con muccllaggine di psilio, e con sugo di porcellane o di lattu- 
ghe fa empiastro , e con esso empiastra tutta la fronte. 

Empiastrato, Eoi-pia-strà-lo. Add. in. da Empiastrare. [Lo stesso che 

Impiastrato. y.] Lat. empiastro inunctus. Gr. Ip.-rmcKoLdp.ivù';. Lib. 

~^ £Ui: /Wr«£^Acola,li allentature yinva l'p|^;iji-j;i-firshi empiastrata sopra. 

EupiÀSTRor^tarm.) Em-pià-stro. [Sin. y. G. Lo slesso che] Impiastro. 
y. Lai. eniplastrum. Gì: '{p.-K\a.arpov. Lib. cui: maiali. Sia fatto que- 
sto empiastro allo stomaco. E altrove: Sia fatto un empiastro, sopra 
lo slomaco, di laudano, di olio di mastice, e di olio nardino. » Rim. 
Buri. Z2Ò. E cosi follemente anch'io l'ho corsa, Empiendomi d'em- 
piastri e medicine ce. (B) 

Empiema. (Med.) Eni-pi-è-ma. [ Sm. V. G. In generale Raccolta di 
marcia , e più propriamente dicesi di quel che si raccoglie nella 
cavità del petto.] Lai. empyema , purulenta congestio. Gì: Ipnir^x. 
(Da en in , e pye suppurazione, ovvero pyon marcia.) Lib. cui: 
maiali. Lo empiema è quel malore , quando nella cavitade del nétto si 
raccoglie molta marcia. E appresso ; Il che è profittevole molto- allo 
empiema novello. 

2 — * Oggi non dicesi che di Raccolta di pus nella cavità della 
pleura. (A. G.) 

2 — * (Cbir.) Operazione che consiste in un' apertura fatta tra due 
coste , per procurare l' uscita alla materia raccoltasi nel petto. (Aq) 

Empuì.matico. (Med.) Em-pi-e-mà-ti-co. [Add. e sm.] y. G. Che ha il 

male dell'empiema. Lat. empycmaticus , puris congestione Iaborans. 

_Qr. hiTX\rr l ^rx. roLc^. feb .cur.matalt.il mie l e ^iwa jn ^li^ejagi ematicie a'tisici. 

Empiente, Em-pién-tc. ir" art. aT Empiere, che èmpTefLat. iinpfen.s. Gr. 
■jeKitpùt* Cr. 3. 10. 2. Umori grossi generano (i fagiuolij , ed enfia- 
gione , e, ventosità , e molto fumo il capo empiente. 

Empiere , Em- pie-re. [Ali.] Metter dentro a un recipiente voto tanta 
materia, quanta vi cape.— ,Erapire, Iiupire,s«i.£(«.implere. Gr.-rtKnpcvv. 
Bocc. nov. 52. fo. Gli fece torre un fiasco convenevole , il quale Ci- 
sti ec. lietamente gliele empiè. E nov. 60. i3. Vedendo carboni in un 
canto della camera , di quelli la cassetta empierono. E nov. qq. 4q. 
Una gran coppa dorata, la qual davanti aveva, comandò che lavata 
fosse, ed empiuta di vino. » yit. S. Ripar. 336. Allora Decio ar- 
dito fece empiere piena una caldaja di piombo , e con gran fuoco lo 
fece struggere. (Nola empiere piena.) (V) 

a — * Dello di Lacuna o simile. Pcdlav. Ist. Cono. 53a. Intorno alla 
quale il Soave difcttuoso di scritture, e temerario in empiere le lacune 
di «se con le conghietture del suo intelletto, scrive molte falsità. (Pe) 

3 — Per melaf. [ Dicesi in più maniere e vale Colmare.] Petr.canz. 
tg. 2. Empiendo d'un pensiero alto e soave Quel c-ore. » E son. 
2?>g. N' empiessi 'l Ciel di sì amorosi stridi. Cus. canz. 2. 2. Le 
selve empiendo d'amorosi stridi. (N) 

4 — Soddisfare. Borgh. Col. Milk. /pj6. Né io per me , s' avessi a "in- 
dicare con una tal regola, saprei arrecare co^a che un empitasi- (V) 

Focub.III. 



V 






EMPIGQ 



49 



5 — Compiere Lai. Implere , explere. Gr. lp.if\*fnfo. Amet. 54- Tan- 
toché il numero empiemmo delle figliuole di Pierio. 

6 — Riparare, Supplire. Lat. adiraplere. Gr. eViirXripoùe. Tass. Ger. 
1 1. 5ù. Sostien persona tu di capitano,E di mia lontananza empi il difetto. 

7 — Adempiere. Lat. compiere. Gr. rrvp.-K\v)pow. Gì: S. Gir. 1. Bene 
e vero , se la buona credenza empie per opera. E 3. Neil' amore del 
prossimo è empiuta la legge. » Fi: Jac. T. 3. 21. 4- Tutti i nemici 
si fuggirò al fondo , Perche vide.ro empir la profezia. Guitt. leti. i4< 
4i- Chi carità empie, empie ogni justizia. (V) Tass. Ger. 2. 3. S' em- 
pie in tal guisa ogn' altra i proprii uffici. (N) 

> — * Furio uso. Omel. S. Greg. 2. 143. Spesse volte veggiamo- 
quello che si debbe fare ma non lo empiamo però con le operazioni. 
E 34i. Non empie con la vita quello che egli predica con le parole. (Pi) 

8 — Saziare. Lai. satiare , explere. Gr. x.of>ii: Dani. Inf. »• 98. Che 
mai non empie la bramosa voglia. ISinf. Fies. 127. I' non curo Diana, 
purché io solo una volta empiessi il mio disire. » E Dani. Par. 7. 
Or , per empierti bene ogni disio, Ritorno a dichiarare in alcun loco. (P> 

9 — Coprire. Lat. tegere , farcire. Gì: (rv^^Kripovv , ip.Qopùv.Rocc nov. 
'Ò2. 25. Costui aveudolo già tutto unto di mele , e empiuto di sopra 
di penna matta ec. , mandò uno al Rialto. 

io — Caricare 1' arco. Lai. tendere. Gr. ró^ov Ix.rdvta'àtx.i, Petr. son. 
62. Securo non sarò , bench' io ni' arrischi Talor , ove Amor 1' arco- 
tira ed empie. 

li — Sì dice in modo basso a chi non si trova mai sazio: Non l'enf. 
pierebbe Arno colla piena. Lat. dolimn enexplebile. Malrn. 4- 4- ^ n 
corpo gli entra in modo , e nel canale , Che non 1' empierebbe Arno 
colla piena. 

12 — * Dicesi Empier lo Stefano, la trippa, la mortia per Diluviare, 
y. Stefano , Trippa , Morda. (N) ■ ■—■ », ~ — 

i3 — * Dicèsi Empiere alcuno di vento per Infinocchiarlo. farch.Ercol. 
t.i.p.i'òg, Quando alcuno vivo! mostrare a chicchessia di conoscere che 
quelle cose le quali egli s'ingegna di fargli credere, sono ciance , bugie 
e bagattelle, usa dirgli: tu m' infinocchi, o, non pensar d' infinocchiar- 
mi , e talora si dice ; tu mi vuoi empier di vento , o , infrascare.(N)" 
* — * Ed Empiere il corpo di vento. P~. Abbajare, J. 9. (N) 

i4 — E n. pass. Cavate. Med. cuor. 2o5-. La possessione e 'I podere 
d'un buon uomo per negligenza insalvalichitte , ed empiitesi di spine 
e d'ortiche. (Modo antico, si efflpì.J (V) 

1 5 — Per melaf nelsign. del §. 2. Fir. Disc. an. 32.Veggendo il Carpigli* 
i grandi onori a'epiali era asceso il bue, cominciò a empiersi d'invidia. 

16 — Saziarsi. M. y. 9. no- Vedendo ec. , e che l'intenzione sua non 
s'empieva tosto, come pensava. 

17 — * Compiersi, Commettersi, Consumarsi. Maeslruzz. 2. i3. Tre 
cose sono quelle per le quali si empie il peccato mortale ; per sugge- 
stione, per delettazione, e per consentimento. (N) 

18 — In modo basso: Empiersi i calzoni = Cacarsi sotta, Lat. veti" 
tran laxare. Gr. xar«x'(£i». Maini. 1.43. Al cui arrivo ognun per Io- 
spavento Si rincantuccia , ed empiesi i calzoni. "*"" 

19 — Usato anche come n. ass. M. f. 4- 7- Avvenne che quella gior- 
nata, continuando la processione, il cielo empiè di nuvoli. (V) 

Empiere dilf. da Riempire. Empiere indica l'azione prima e continua 
di colmare la capacità di una cosa. Riempire è , Finir di empire. Una 
bottiglia di vino si empie a un tratto ; uno stagno si riempie d' a- 
cqua a poco a poco. Empiere dicesi più propriamente di cose che deb- 
bono contenere certe materie; Riempire si dice d'ogni spazio occupato 
ili quantità di cose o da moltitudine di uomini. Empiere il bicchiere di 
vino, Riempire un paese di mendicanti. L'uno e l'altro ha i suoi 
traslati. Riempire il mondo della sua fama; Par che empiono la bocca. 
Talora Empiere dice più che Riempire nel fig. Così Dio con un pun- 
to empie /' immensità tutta intera , dove Riempie avrebbe meno di 
forza. AI contrario Riempire il cuore di orgoglio dice più che Empiere. 
Empiessi a. *(Chir.) Km-\>\-è-mu.S f.F~.G. Lo slesso cfteì:c\i'i^ma.. f.(A.Qi.y 
Empietà , Éin-pie-tà. [Sf. ast. di Empio. Irieligiosiià , Disprezzo delle 
cose sacre, Sacrilegio ; ed in generale Scelleiutezza, Iniquità, ec.~\ 
— , Empiitade , Empietatc , Impietà , sin, Lat. impietas T iniquità* 
Gì: àfjìfma.. Fi: Giord. Pred. R. Uomini incalliti nella scelleratezza 
e nella empietà. 

2 — [Crudeltà, Fierezza.] Tralt. segr. eoa. domi. Gridano, che it tenerle 
senza medicine si èe una grande empictate. 

3 — * (Icon.) Donna che guarda con disprezzo ed irrisione un aliare 
che gli sta davanti. (Mit) 

Empietà dilf. da Empiezza. Gli antichi usarono talvolta Empiezza 
per Adempimento; il che non è mai avvenuto né potrebbe avvenire 
alla v. Empietà. 

Empiezza, Em-piéz-ra. [Sf] ast.di Empio. Empietà, Critdelth, Fierilà. — , 
Impiezza, sin. \V. Empietà.'} Lat. impietas, feritas.Gr. Ùjj.ót^.G. V. 6. 
'54- 9- Ancora mostrarono i Ghibellini maggior empiezza. Frane. Sacch. 
Rim. Quella provincia per la sua empiezza S' abbandonò, fio. BarL Era 
pieno di grande ira e di molta empiezza, e facevagli morire per diversi 
martiri. Dani. Purg. 17. ig. Dell' empiezza di lei, che mutò forma ec. , 
Neil' immagine mia apparve l' orma. ■>■> Pallav. Isl. Coite. 5o6. E benché 
questi sieno comuni a tutti gliempii, sono tuttavia più speciali di coloro 
che esercitano la loro empiezza ncll' impugnare la prima sedia ec.(Pe) 

2 — 4 Adempimento; [ma è pessima voce,, ed assolutamente da riget- 
tarsi.] Lat. adimpletio. Gr. hurtTÓipviris. Espos. Saim. Senza la quale 
I' empiezza della legge non si può mettere in esecuzione , perchè 1' em- 
piezza della legge è carità. 

Empifondo. (Mario.) Em-pi-fón-do. Sm. comp. Alzamento o gonfiamento 
straordinario dell'acqua del mare , che suol precedere allo spirare de' 
venti, che fanno traversìa ad un porlo. (S) 

•>. — della luna : * Dicesi l' acqua piena della lima , o sia V alza- 
mento regolare del Jlu<.so e riflusso del mare. (Van) 

Empico. * (Med.) Em pi-go. Sm. Nome dato da' Portoghesi ad una 
specie di elefantiasi the ossequisi nel Brasile. (A. 0) 







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EMPIISSIMO 



5o 

EmpiHsoio, * Em-pi-ìs si-ino. Add. m. superi, di Empio. V. A. V. e 
di' Empissimo. S- Agost. C. D. y.33. L'uomo è liberato dalla loro crii 
ilel^ima od cinpiissima tirannia. E 8. ig. Arti magiche dille quali si (Razionale io noi credo) havvi alcun luogo 



EMPLASTICO 

» 2 — Dicesi anchiì di Medicina , [ ed è opposto a Razionale. 
- pirisrno. ] Buon. Fler. 3. 1. 5. Se medicina Razionale o 



dilettano di gloriare alcuni infelicissimi ed empiiscimi nel nome ce. (B) 
Empimento, Eiu-pi-mc ! n-to. {Sm.] L' empiere. \_y. Empitura.] Lai. com- 
pleincntum, congerics. Gr. àe*7r\»)f>'< a<s. Boa:, nov. 6. 3. Avvisando, 
non di ciò alleviamento di miscredenza nello inquisito, ma empimento 
di fiorini dilla sua mano ne dovesse procedere. Lib. Aslrolog.Ui.coiM 
che sono come empimento di ventre. 



V. Em- 
empirica. 

-JOgO. 

3 — [ 'n forza di sm. nel primo sign. , e per lo più in cattiva parte. ] 
Lib. air. malati. Perchè molte volte arrivano le medicine degli empi- 
rici dove non giugne Galieno colla dottrina. 

4 — * ( Bot ) Empirici furono detti gli autori ì quali nella formazione 
de' loro metodi botanici, non hanno avuto riguardo che all'uso me- 
dico de' vegetabili. (Van) 



— Adempimento. Lat. adimpletio , expletio. Gr. sWv^jb.^ Mae- 5 — * (Filos.) Empirica pur dicesi la filosofia di coloro i quali ricavano 

immediatamente p mediatamente tutte le cognizioni delt uomo dalC uso 
de' sensi : e si. contrappone alla filosofia razionale o trascendente che 
ne fa scaturir molle direttamente dalle facoltà insite nell'anima. (N) 
Empirio, * Em-pìrirO. Add. e sm. F. A. V. e di' Empireo, l'i: Giord. 
27. Quello di sopra è il cielo empirio. E 28. Quel luogo il quale è 
più alto... . cioè il cielo empirio. (V), 



struzz. 2. o. q. Debbesi lasciare lo empimento de' consigli e 'l dono 
delle limoswie per lo scandalo? E appresto :. Quando I' osservazione 
de' consigli e l' empimento delle opere della misericordia sono della 
necessità della salute. 
Empio , Ém-pi-o. Add. [ m. Propriam. chi offende o disprezza Iddio o 
le cote sante, Sacrilego,] Senza religione; [e per eslcjis. Iniquo, 



SceUcrato, Malvagio, Reo, Fello ec. — , Impio, sin. ] Lai. impius, Empirismo. (Med.) Em-pi-rì-smo. Sm. P~. G. ( Da en in , e pira espe- 
rienza. ) Medicina pratica fondata sull' esperienza , e consiste pro- 
pi iamente nel dare de' rimedii senza principi: e senza raziocinio ; 
ma solamente perchè si è espenmcnlato che un tal rimedio è buono 
per la tal malattia, di maniera che /' empirismo non è altra cosa che 
medicare con, pretesi s; greti senza alcuna cognizione delta vera me- 
dicina. (A) (Van) 



miquiis. Gr. àffifas , àittfliii. » Ir. Giord. Pieri. Non ti prenda pen- 
« siero di volere emulare agli empii ed ai perversi. Tass. Ger. ig. 3l. 

Rinaldo corre . e caccia il popol empio. (N) 
a _ [£ detto anche di cosci. ] Buon. Rim. 60. Tuo sangue lavi 1' empio 

mio costume, E più m'abbondi, quanto io son più vecchio, Di pronta 

aita e di perdono intero. 



— Crudele , Senza pietà. Lat. saevus. Gr. ùxwhs. Dani. Inf. io. 83. Empissimo , Ém-pìs-si-mo. Add. m. superi, di Empio. — , Empiissimo , 

Dimmi perchè quel popol è sì empio. Petr. canz. 8. 1. Perocché dopo sin. Lat. maxime impius, crudelissimus. Gr. à<r:g;Vraros. G. V. 12. 

l'empia dipartita , Che dal dolce mio bene Feci , sol una spene E i5. 10. Con intenzione ec. di fare ec. correre la terra al modo fece 

stata inlin a qui cagion ch'.io viva. Buon. rim. 5. Non è colpa mai- l'empissimo Totila. 

sempre empia e mortale Per immensa bellezza un grande amore , Se Empitigcine. (Med.) Eni-pi-tig-gi-ne. [ Sf. V. A. V. e di'] Empctiggi- 

poi si lascia rammollito il cuore Sì, che '1 penetri un bel divino strale. ne. Lib. cur. malati. La rombice pesta giova all' empitiggine. Per 



E con vario alto. Omel. S. Greg. 1. 63. Quando alcuno 
. . . acceso d' ira , o empio di crudeltà dopo il peccato ritorna a pe- 
nitenza ec. (Pr) 

* Infausto , Malaguroso. Car. En. lib. 2. Riportammo un empio E 

spaventoso oracolo, e fu questo. {Virg. haec tristia dieta reportat.) (Br) 
Empiocefalo, * (Med.) Em-pio-cè-fa-lo. Sm. f. G. Lai. cmpyocephalus, 



4 



questo vocabolo si porta un solo esempio dell' unico lesto a penna 
del Lib. cur. malati., di cui si è ancora fatto uso per la voce Em- 
petiggine , la quale inoltre viene confermata da un altro esempio del 
Cresc. E perciò sembra che la voce Empitiggine non abbia ben sicuro 
sostegno di autorità. » {Alta v. Rombice si legge Empitiggine nello 
stesso esempio. ) (N) 



(Da en in , pyon pus, e cephale rapo.) Empiema del capo, Raccolta Empito, Èm-pi-lo. {Sm. Lo stesso che Impeto. V.] Lat. impeti». Gr. 

di marcia nella cavità dei cranio., (Aq) (A. O.) aM-ii. G. f. 11. 1. 3. Con gran rovina ed empito sommerse molto 

Empiocele. * (Chir.) Em-pio-cè-le. Sm. K. G. Lat. cmpyorele. ( Da eri del piano di Casentino. Tass. Ger. 20. 60. Ruppe l' aste e gì' intoppi, 

in , pYon pus , e cele tumore. ) Ernia purulenta , cioè ascesso nel e 'l violento Empito vinse., e penetrò fra esse. ( / buoni testi leggono 

eslicolo, nella tunica vaginale, o nel tessuto cellulare dello scroto. (Aq) Impeto.) Borgh. Orig. Fir. 1 23. .Dopo che è ito fra i monti parecchi 

mdionfalo. * (Chir.) Etu-pi-òn-fa-lo. Sin. V. G- Lat. empyonphalus. miglia , riceve tutto il primo empito e furia dell'acqua. 

( Da en in , pyon pus , e omphalos ombellico. ) Collezione dì pus a — Ed usato come add. m. Impetuoso. G. V. 8-yi.f Firenze 1823. ) 

net sacco di un' ernia ombelicate , o Qualunque ascesso situalo al- E fu sì empito e furioso il maladetto fuoco col conforto del vento a. 

l' omèellicQ. (Aq) tramontana, che traeva forte, che in quello giorno arse le case degli 

Eì'PioscHBocEiE. * (Chir.) Em-pio-sche-o-cé-le. Sm. V. G. Lat. empyo- Abati e de'Macci. (P) 

scheocele. ( Da en in , pyon pus , oscheon scroto , e cele tumore. ) Empito , Em-pì-to. Add. m. da Empire. V . e di' Empiuto. (A) 

Ernia dello scroto prodotta da un' empiema. (Aq) Empitore, Em-pi-tó-re. Verb.m. di Empiere. — Per Adempitore. Dani. 

Empiotorace. * (Chir.) Em-pio-to-rà-ce. Sm. V. G. Lai. empyothoraces. Conv. 64- Che non fosse stato Io Latino empitore del comandamento 



( Da en in , pyon pus , e thorax petto. ) Empiema nella cavila del 

petto. (Aq) (Van) 
Empiottaimo. * (Chir.) Em-pi-ot-tàl-mo. cVm.^.G.Lof.empyophthalmus. 

( Da en in , pyon pus, e ophthalmos occhio.) Empiema deWocchio.(t\i\) 
Empire, Em-pì-re. Alt. anom. Lo slesso che Empiere. V. Pecor. g. 9. n. 



del suo signore , e che non fosse stato soverchiatore , leggiermente si 
può mostrare. (V) 
Empitoosamente , Em-pi-tuo-sa-me'n-te. Avv. [V. A. V. e di'] Impetuosa- 
mente. Lat. violenter, vehementer. Gr. trQo'Spx. fit. SS. Pad. 1. 2?2. 
Contro a costui un giorno,, un leone empituosamente andò per divoratlo. 



*. E fecero empire la camera di paglia molle, e miservi fuoco. (V) Empitura, Em-pi-tùra. [Sf.Ciò conche si empie checché sia,] Empimento. 



Fortig. Ricciard. 1. 22. Assiso a mensa , di buon vin spumante Di 
cristal di Mi:ran le tazze empiva. (Min) Tass. Ger. 3. tg.E le pro- 
fonde Fosse del sangue empir del popol mio. (N) 
3 _* Adempire. Peli: p. 3. ». Ma per empir la tua.giovenil, voglia ce. (A) 

3 — * Saziare , Contentare. Segr. Fior- Stor. I. 8.p.4°°- Non si trovò 
modo ec. né d' empire ne di frenare l'ambizione di Ludovico Sforza. (N) 

4 — * Empirsi la bocca di checchessia. V. Bocca , J. 22. (N) 
Empireo , Em-pi-re-o. {Add. m.] Epiteto di Cielo ; e davasi un tempo 

a quello che si credeva t ultimo de' cieli, ove da' Teologi si costituisce 
il seggio de' Beati.— , Empirio, Emperio, Impireo,Ji>?. Lat. empyreus. Gr. 
ifi-xiifios. (Da en in, e pjrr fuoco, onde empyros ignito. Vuoisi detto da' 
Teologi empireo 1' undecimo cielo per indicarlo puro e leggiero al pari 
del fuoco. ) Dani. Inf. 2. 21. Ch' ei fu dell'alma Roma e di suo im- 
pero Neil' empireo cjel per padre eletto. Petr. canz. ^7. 1. Dal sereno 
Ciel empireo, e di quelle sante parti, ec. Pass. 2og. La superbia nacque 
in quello altissimo luogo del cielo empireo. Lib. Am. Dell' empireo 
cielo , dove il nostro Creatore imperia e regge , mossono. 

3 Del cielo, empireo, Celeste, Supernale. Jac. Sold. Sai. Oh da l' em- 
pireo prandio, che apparecchia Agli eletti l'Agnel. (A) Dant. Rim. 
36. (Venezia tj4o.) Da quella luce che il suo corso gira Sempre al 
volere dell'empireo sarte- (B) . 

3 — • Usato anche a modo di sm. Lat. empyreum coelutn. Gr. f-jj.- 
Tfvpios oipavós. Segn. Pred. 5. 7. .Esclusi ec. dalla Regina santissima 
dejl' Empireo. (V) 

Empirecma, (Chini.) Em-pi-rè-u-ma. Sm. V. G. Lai. cmpyreuma. (Da en 



pore ed odore abbruciato. Fallisti. (A) (Aq) 

a * (Med.) Calore che rimane nella declinazione della febbre. {Aq) 

Empiretjmattco. (Chim.) Era-pi-reu-mà-ti-co. Add. m. Che ha .odore e 

sapore di abbrucialo. Lat. empyreumaticus. Gr. if/.T(vp£v/j.a-rixói. Red. 

Esp. nat. 33. Ancorché tutti in questo concorrano, di produrre un 

olio empireumatico puzzolentissimo, 



[_Lat. repletio.] Gr. irXyipaivis.Car. letl.-i .14. Le raccomandazioni sono 
una specie di borra ; ma queste , eh' io vi dirò, vorrei che voi V ave- 
ste per b'iona empitura.» E Stracc. 3. 1. Saria ben bella ,' che per 
empiere il còrpo della padrona , mi perdessi l' empitura del mio.(Br) 

a Fornitura o Fattura di guarnizione, [o veste soppannata ed im- 
bottita.] L,at. opus. Gr. tyyop. Quad. Cont. Fiorini 14 per una fo- 
deratura di cappuccio di vajo per la moglie d'Andrea; e fiorini i3 
per empitura di una sua giubba sottana della moglie. 

Empitura d«ff. da Empimento , Riempitura , Riempitivo , Ripieno. 
Empimento è 1' atto presente dell' empire : 1' Empitura è l'operazione 
dell' empire considerata come una fattura fatta o da farsi. Riempi- 
tura ha il solo senso traslato, e si dice di cosa posta per compenso, 
non necessaria e poco utile. Riempitivo si dice più propriamente delle 
particelle del discorso. Ripieno (in senso di participio) riguarda un 
concetto , una idea, un tratto intero, ove si parli di scrivere. Nel 
fisico riguarda gì' ingredienti , i materiali introdotti in checchessia. 

Empiito, Em-più-to. Add. m. da Empiere [ Colmato. — , Empito sin. 
Lai. rcfertus , cumnlatus. Gr. tx,Tt\iias, Bocc.nov. 12. 18. Datigli al- 
cuni panni assai cattivi j, e empiutagli la borsa di danari. E nov 36. 
14. E tutto delle rose, che colte avevano, empiutolo. » Amet. 54. 
Empiute le nostre vele da Eolo. (N) 

a — [Adempiuto. Lnt. completus. ] M. V. 11. iy. Alla fine empiuto 
il gran fornimento che domandava ce, con l'oste si parli da Pecciole. 
Empiuto diff. da Pieno, Empito, Ripieno. Pieno riguarda più di- 
rettamente la capacità del continente. Empiuto la materia posta o da 
■ porvisi dentro. In ciò che e pieno , più non ne cape : in ciò eh' è 
empiuto non se ne può metter più. Nelle i.nzze di Cana ì vasi fu- 
rono empiuti d' acqua, e si trovaron pieni di vino. Empiuto esprime 
l'alto, Pieno lo stato. Negli usi traslati Empiuto sembra preferibile 
ad Empito. Ripieno è più assoluto di Pieno. Questo ha più gradi nel 
più e nel meno. Ripieno non si può usare coi poco o col troppo. 

Emplasticamsnte , Em-pla^sti-ea-mcn te. Avv. A modo d' cmpiaslro.lja'. 
emplastice.'G/', e>rtOTTi*«. Lib. cur. malati. La lattuga pestata la 
applicano emplasticamente sopra la parte dolenle. 



E -1PI ricamante , Eni-pi-ri-ca-mén-te. Avv. In modo empirico , Alla ma- Emplastico. (Farm.) Era-plà-sti-co. Add. m. V.G. Di enipiaslrn. [6/1 e 

nicra degli empirici. V . di reg. Lat. empirice. Gr. iif.xtipix.vi. (A) a modo d'impiastro, o Che partecipa della natura o qualità dcl- 

Empirico. (Med.) Era-pì-ri-co, {Add. m. V. G.] Dicesi di medico che l'empiaslro.} Lai. emplastri naturam habens. Gr. ^^ao-r^os. ( D* 

cura gì' infermi solamente per pratica , senza scienza teorica e en in , e plasticos adatto all' arie di formare. V. empiaslro. ) hteett 

senza ragionamento; Partegipno dell'empirismo.] Lat. empiricus. Gr. Fior. ig. Il liquore è di colore tanè oscuro , quasi simde al mosto 

ip.-Knpiy.6i. ( Da empiria esperienza ; e questo da en in, e.pira esperienza.) cotto ec. , ed è di sosunza emplastica. 






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EMPLASTROPOESl 

_ » Empiristici diconsi i Medicamenti topici ostruenti i quali , ap' 
vlicati al corpo , «'attaccano stringendo e costipando »/wi.(Vau) (Aq) 

Emplastropoesi. * (Farm.) Em-pla stro-pò e-si. Sf. V. G. Lai. empla- 
slropoesis. ( Da emplaslros impiastro , e pieso fut. di pieo io fo.) Arte 
di fare eli unguenti- (Aq) 

EMPtETTof* (Archi.) Em-plèt-to. Sm. V. G. Lat. emplectum. ( Da en 
in e plectecn verb. di picco io connetto.) Maniera impropria di fab- 
bricare col gettare tra due cuoi disposti quinci e quindi a guisa di 
muro delle pietre e de' rottami nella calce macerata. (Aq) 

Ehplocie. * (Arche.) Em-plò-ci-e. Add. e sf. teste in Atene , in cui 
le do nne gare eeiavano ncW acconciarsi i capelli^^ Dal gr. en in , e 

-««J?e*chioina ìnircceiata-^jC^I ■ "A fTr . • 

Esumatosi. * (Mcd.) Em-puc-u.matò-s...y/:r.G.i«:.empne 1J m : itos.s. 

( Uà en in , e pnevmatosis soflio , gonfiamento , che vien da pnevma 

vento spirito , aura. ) Lo stesso che Enfisema. V. (Aq) (Van) 

Empooo, ' Èmpo-do. SU. pr. m. (Dal gr. empudios ovvio, ovvero da 
emuodios chi osta , chi vieta. L' una e l' altra sono da en in , e pus , 
podvs piede.) — Greco scrittore di commentarli intorno, alle vite de 
filosofi. (Mit) l' .„ ' . >■ 

Empoleo. " (Mit.) Era po-lé-o. Soprannome di Mercurio, come dio pro- 
tettore de mercanti e tavernai. ( Dal gr. empoleos negoziante. ) (Mit) 

Empolese , * Em-po-ld se. Add. pr. com- Di Empoli. (B) ... 

Empoli. * (Geog.) Em po-li. Lat. Empolia , Eiuppimm. Piccola citta 
della Toscana nel fiorentino. (G) 

Esjpofetico. (Farm, e, Chini.) Em-po-rè-ti-co Add. m. V. G. Lat. em- 
poreticus ( Da en per , da , e pira io trapasso.) Aggiunto che si da 



EN 



5i 



siede , e che ella apprende come bene , col non ispogKarne 1' emulo 
suo : ¥ invidia non patisce vedere in altri del bene. (N) 
t — E con vario alto o senso, Segner. Mann. Gen,2p.5. L 'emulazion 
de' beni spirituali non si oppone alla carità. E Ap. 2g. i. Per dile- 
zione s' intende queir amore che tu devi portare a Dio ; per emula- 
zione quel desiderio il qial devi avere che l'amino ancora gli allri. 
E appresso: Questa emulazione o ec questo zelo della sua gloria,ec.(V) 
$ — " (lcon.) Donna che tiene nell'una mano una tromba, e n 'II' al- 
tra una palma, emblema delta gloria ; ha in capo una corina di quer- 
cia, siccome premio dalle virtuose azioni. (Mit) 

Emulazione dilf. da Rivalità e da Gara, lì Emulazione è un sen- 
timento generoso che induce a far di tutto per sorpassare , eguagliare 
o almeno correr dietro a coloro che fumo qualche bella azione. La 
Rivalità è un sentimento di gelosia che spinge a tutto adoperare per 
soppiantare chi persegue l'oggetto medesimo. La Gain esprime una 
concorrenza , una competenza per lo più lodevole e per buon fine. 
Emulgente. (Anyl.) E-mul-gèn-te. Add. coni. Agg. dato ad alcune arterie 
e vene {che portano il sangue a' reni.'] Lat. emulgens. Gr.ì^x^tXyut , 
( Dal lat. emulgere smugnere ; poiché da queste vene si trae , e si 
smiigne quasi il sangue che va a' reni. ) Red. cons. ». yi. Acciocché 
poi per la strada delle arterie emulgenti fosse spinto , e scolasse alla 
volta de' reni , e da'reni per urina uscisse del corpo. E 279- Dicono 
essere attratto il siero dalle vene emulgenti ai reni. 
Emulgere , E-mùl-ge-re. [ Alt. anom.] V. L. [ e per lo più poetica. Lo 

slesso che ] Smugnere. Lat. emulgere. Gr. ì^tx.ixó.ynv. 
2 — Fig. [Trarre d' altrui alcuna cosa] Menz. sat. 5. Nulla daini,.*; 
non consigli , emulgo. 



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alla carta adoperala per feltrare. (A) 
Emporia. * (Geog.) Em-pò-ri-a. Regione dell' Africa., sulla costa del a Emulo, Emulo. {Add. e sm.] Concorrente, Gareggiante ; [e qualche 

Tripolilania. — Antica città della Spagna. (G) . volta semplicemente Avversario.] Lat. aemulus. Gr- é$*^lXXw. G. V- 

Emporio , Eni-pò-ri-o. Sm. foce greco-latina , usata oggidì da molti 

scrittori, non più in significato di Piazza da mercato, ma di Città ove 

abbondano le mercanzie d'ogni genere ed in cui convengono 1 merca- 
tanti di molte provinole e regni, importando od esportando ogni sorta 

di cose utili, necessarie o dilettevoli. Lat. empoiium. Gr. ìpirópiov. 

( In gr. emporion, in lat. emporium mercato. ) (A) (Aq) 
Emposta. * (Geog.) Em-pò-sta. Città della Spagna nella Catalogna. (G) 
Emprostotono. * (Med.) Em-pro-stò-to-no. Sm. V. G. Lai. emprostho- da quel di ch'emulo tuo divenne. Red. Vip. 1. 'ào. Per cssergl 

tonos. (Da emproslhen , in, avanti , e tonos tensione.) Convulsione o suoi emuli stata tolta o versata ima certa acqua medicinale. 

Rigidezza convulsiva de' muscoli del collo nella quale il memo sta a — [ Add. Che protede da emulazione.,. .Che è fatto per emulazione ] 

fortemente poggiato sul petto. È il contrario di Opistotono. (Aq) Tati', Ger. 20. 56. Cni d! emulo furor l'esempio accese. 

Empsalmisti. * (Leti.) Etn-psal-mìsti. Così chiamavansi que' pretesi ri- Emulsione. (Farm.) E-mul-si ó-ne. [Sf.] Nome de medicamenti che M 



12. 108. g. La circonvenzione degli emuli e le sfòrzite macchinazioni 
a suo potere con somma provvedenza scacci. Fir. As. i5sf. Psiche a- 
dunque , V emula della mia bellezza ec. , ama questo pessimo di tutti 
gl'Iddei. Tac. Dav. Ann. 12. ifì. Richiedere L'antica pubblica amistà, 
che noi soccorressimo i compagni nostri , emuli di possanza. Tass. 
Ger. 3. 35. Clorinda , emula sua, tolse di vita II forte Ardelio,uotn 
d'età matura. E 5. io. Vinca egli o perda ornai, fu vincitore Fin 

1 da' 



già 



sanatori , che pretendevano guarire a via di parole , e propriamente 
con de' versetti di- qualche salmo. (Mit) 
Empsicosi. * (Filos.) Em-psi-cò-si. Sf. ir~. G. Lai. empsycosis. ( Da em- 
psychoso fut. di empychoo io animo, vivifico. ) Antica parola che 
serviva ad indicare l'unione dell' anima col corpo. (A. O) 
Empta. * (Mit.) Èm-pta. Nome che gli Egizii davano al Giove de' 

Greci e de' Latini. (Mit) 
Emptoico. * (Med.) Em-ptò-i-co. Add. e sm. V. G. Lat. emptoicus. (Da 

emplj'o io sputo.) Dicesi di quelli che spulano sangue. (A. O) 
ENPUtic.cn. * (Geog.) Ern-pun-gù-a. Paese della Guinea superiore. (G) 
Empdria. * (Geog.) Em-pù-ri-a. Antica città di Sardegna- (G) 
Empusa. * (Mit.) Em-pù-sa. Mostro o Spettro creduto mandato da E- 
tate a spaventar gl'infelici: cambiatasi in varie forme , ed era for- 
nito di due piedi , uno di bronzo e f altro di sterco ; o , come altri 
dicono di asino , onde chiamatasi anche Onocolo. V. In genere si- 
gnifica Spauracchio , Larva, Fantasma. Gr. tnirovirx. (Aq) 



colano spremendo. Lat. einulsio. Gr, i^al/x^is. Red. Vip. »■ 72. A 
merenda (pigliava una emulsione apparecchiata con decozione e con 
carni viperine. E cons. 1. i'i5. Si è usata ec. insieme con molte e 
molte altre sorte di conserve , di giulebbi e di emulsioni , e quindi il 
latte di capra, senza tralasciare i ca iterii, le coppette e le fregagioni. >> 
Red. nel Diz. di A. Pasta. Per temperar la sete , le faccia fare della 
emulsione di semi di popone , con acqua di Pisa , raddolcita con zuc- 
chero ec. (N) 
Emulsivo. * (Farm.) E-mil-sì-vo. Add. m. Aggiunto di semi che allo 

spremerli rendono olio. (A. O.) 
Emund»zions , * E-mun-da-zió-ne. Sf. V. A. e L. L' alto e V effetto 
del mondare. S. Agost. C. D. I. iy. e. 9. Bailo sciolto dalla emen- 
dazione, e la sua sedia hai percossa in terra. ( È quel della Scrittu- 
ra : dostrirxisti eum ab eraundalionc ; letteralmente: hai annichilato la 
sui mondezza , cioè il suo splendore. ) (N) 
Emungere , E-mùn-ge-re. {Alt. anorn.] Lo stesso che Emugncre. V. 



CltlltLW fcJ I -U ili a\ \.n(u , uni vn , J. tniiu.^11 .... ^j , . >-p~ .. v w «.. \^»^y bBVHUDnn , *-* >..«.. f,~ «~. L ~ A »» a i«...v>.».j ^.^ *.»..~..~ *..-- .^ e ^ 

Eiis. * (Geog) Fiume dell' Aleinagna che ha li sua sorgente nella 2 — {Per meiaf. Trarre d'altrui alcuna cosa] Ar. Far. 3. 27. Costui 



Vestfalia , e si getta nel mar Germanico, (fi) 

E;<iugnere , E-mùgne-re. {Att.anom. e n. pass.] V. L. [ Trarre altrui dad- 

dosso tumore.] — , Emungere, Smugnere, Smungere, sin. L'it.cm'i-.gere. 

Gr. a-KQixvTTav.Ar.Fur.24. 33. Se inai per preghi ira di cor s' em unse. 

2 — [ Per metaf ] Buon. Fier. 2. 1.11. Che è una quintessenza 

delle cose, Clic qua e là s'emugne, traflicate. E4-2-1 A nuova 

emugner dramma ed oncia , ec. 
Emulante. E-inu-làu-te. {Pari, di Emulare.] Che emula, Che gareggia. 
Lat. anuulans. Gr. ù.ixi\\cljxivos. Salviti, disc. 2.480. Dallo splendore, 
io mi penso , AA chiaro lume de'bioudi capelli , emulante la chiara 
-v fiamma , i popoli della Gallia Belgica furono detti Fiamminghi. 
Emulare, E-mu-là-rc. {Alt. e n. ass. Contendere con altri per conseguir 
checche sia, ] Concorrere , Gareggiare. Lat. aemulari. Or. à./xi\- 
xàcrOai. ir. Giord. Prkd. Non ti prenda pensiero di Yolofé emulare 
agli empii ed ai perversi. I 

Emulatore, E-niula-tóre. {Verb. m. di Emulare. ] Che emula. Lat. 
aenJTilaìóf. Gr. {^XuTns. J'r.- Giord. Preci. Impara adr essere emula- 
tore e imitatore de' servi del buono Iddio. Red. Ejp. nal. 4l- H se- 
renissimo Granduca Cosimo 111. , non meno emulatore che figlio del 
gran Ferdinando il prudente.» Chiabr. Rim. Di sen' ritorna eraula- 
tor degli avi. E altrove: Emulator paterno DVilto valore eterno. (Br) 
Emulatrice , E-mu-la-trì-ce. {V erb. f di Emula/c.] Lat. aemnlalrix. Gr. 
{riKolaa. Buon. Fier. /j. 3. 5. E divine ammiwbil di colori Opre, della 
natura eraulatrici. » FU. Vili. Vit. 81. Bti questo laudabile uomo 
fGiotlnJ , come da sincero e abbondan^Bsimo fonte uscirono chiaris- 
simi rivoli di pittura, i quali essa pittn/w rinnovata, emulatrice della 
natura fecero e preziosa e piacevole 
Emulazione, E-mu-la-zió-ne. {Sf.] ast./di Emulo. [ Gara, 

di eguagliare o di superare altrui In checché sia ; oppure Nobile 
invidia tra persone virtuose che contendano per P eguaglianza o per 
la superiorità del merito. ] Lat. afcmulatio. Gr. ^tAos. Tratt. pece. 
mori. Questa tristizia eziandio noT) è invidia ; è chiamata emulazione 
e zelo nella Scrittura santa. Tass. Ger. 5. 6g. E 1' emulazion , che 
'n lor si desta , Più importuni/gli fa nella richiesta. Ar. Pur. 26. 24. 
E forse emulazion tra lor nascea Per quella gente misera non buona. 
» Salvin, Disc. 2. 3o;.L' emulazione vorrebbe avere ciò che altri pos- 



sarà , che per giusta cagione Ai superbi Roman l'orgoglio emunga. 
3 — E n. pass. Ar. Fur. 24. 33. Se mai per preghi ira di cor si e- 
munse, Se umiltà di parlar fece mai frutto, Quivi far lo dovea. (M) 
Emunto, E-mùn-to. Add. m. da Emungere, {e da Emugnere. ] Lat. 
emunctus. Gr. haeem^às. Ar. Fur.42.3y. Che d'ogni amor le lasciò 
il cor sì emunlo , Ch'indi ebbe lui più che le serpi a schivo. 
Emuntorio. (Med.) E-mun-tó-ri-o. Sm. V. L. Espressione che gli u- 
moristi adoperavano per significare un organo eh' essi credevano ser- 
visse allo sgravio di umore superfluo. Lat. emunctorinm. Bronz.Rim. 
turi. 2. 258. E così purga via per gii emuntorii , Cuor, fegato, e 
cervello, e gli svelena. (A) (A. O) 
2 — * Sorta di smoccola'.ojo. Casini. Berg. (N) 

Emuresia. * (Med.) E mu-re-sì-a. Sf V.G. Lat. haemuresia. { Da hema 
sangue, ed uresis l'urinare o 1' urina.) Lostesso che Ematuria. V.(Aq) 
1 — * Alibert ne fece il decimosellimo genere delle angiosi. (A. 0.) 
En. {Prep] in vece di In. Oggi di poco o nessuno uso. Lat. in. Gr. w. 
Fr. Jac. T. 7. 1. ty. Tutto lo tuo desire Dunque sia collocato En 
quello smisurato D' ogui ben donatore. Bocc. g. to. canz. Tutte le 
veggio en la speranza mia. Amet. g6. Cosi nel ciel ciascuna appare 
stella Lucida e chiara di tanto sereno , Quanto Titan en la stagion 
novella. Dittam. 2. g. Sette anni sì mi tenne en tanto duolo, 
a — Detto anche in prosa. Guitt. leti. 1. 4- P' u 8 °ave dorme in vile 
e picciol letto, non face segnore en grande e caro suo. E l-tl.36.83. 
Dannoso e disorrato lo nostro lavoro, se tutto en auro e. E lett. 1. 
5. Nostro Signore ec. en li suoi fa'suoij vietò terrena grandezza. E 
leti. 8. g. Gioja addussemi appresso en nella razionale anima mia , 
razionale amore che porto a voi. (V) 
Desiderio 3 — Per Ne,, di cui vedi la Tav. fìarb. in Ea. JFV". Bari. 12. *3Fa 
eh' en sia /conoscente. E 25y. 27. Al compasso sileno Col ir che ditti 
en sieno^f 3i3. 7. Se '1 donante en riceve Onor e laude. ( Nella 
Tavola ni Documenti si parla intorno a questa parlìctlla nel modo 
seguente: En per ne, trasposizione venuta dal provenzale , usata dal 
nostro' e da altri più spesso che non si crede : perchè dove si trova, 
esempigrazia , sen duole , sen ride , parrà che sia accorciamento , e 
per Avventura non è. Tratt. Virt, mor. E perciò en prende gratide 
pietadc di voi. ) (V) 



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Tjv. * JV,jv., ut. Lai. lieti. (Do)l'ebfi. htVn grnzhi , misericordia.) (C^ En-carpo. * (Archi..) i Eri-càr-po. Sm. V. G. -Lai. eocorpns. (Do en in, e 

Em. * (Grog ) È-iia. fiumi! della Svezia. (G) _ __ ''5"7"'' s ^"Uo.). Ornato, d/pintii <> scolpito che ra/ipri senta un intreccio 



I'.nah. *.(Giug.) E-nà-< i. Antichi popoli del ponte di Canaan. (C) 
Iìjnacridk. * (IMjt.) E-nàc -si-ilo. Dea malefica dm nuoceva alle vacclie, 
facendole cadere, ammalare, e .perire. ( Dal gr. enexo fut. di enecho 
io sovrasto , iiical/o- ) (Mit) 
KnadA.* (Gcog.)E-na d'.y.Ant.cit.dclla Palestina, nella tribù di lscn:car.(G) 
Enadad, * E-na-dàd. N. pr. m. Lai. llcnadad.- (Dall' cbr. hhen grazia, 

e dod caro , amato : .Grazia dell' amalo. ) (B) 
Enadk.* (Zool.) E-na-dc. Sm„ V. G. Lai. ecnas. ( Da ine vite, ovvero 
da mas , ados vigna.) Genere di uccelli dell' ordine de gallinacei , i 
quali lumini il becco idqua.uto grosso, di sostanza solida e compresso 
ne lati y i tarsi corti ed i piedi larghi e bordati ; vivono ne', grandi 
boschi , si cibano di frutte, e se ne conosce qualche specie abitatrice 
nella zona torrida dell' mitico continente. Da Cuvier e dello Viuago, 
perchè ama le uve mature. (Aq) (N) 



di j 'rondi, di fiori, di frulli, e di spighe; volgarmente detto Fcstone.(Aq) 
Ìncatalep.ma.* (Mcd.) Kn-ca- ta-lc-psi-a. Sf, V.G. Lai. cticatalepsia. (Da 
en in, e calalepsis presa, occupazione.) Lo stesso che Apoplessia. ^".(Aq) 

Encatisma , En-ca-lì-srna. Sm. V. G. Vaporazione d' acqua salsa e di 
vino. (Da en iti, e cathesorne flit. 1. pas. di chea io fondo.) frese. 0. 
7*. Contro alle inorici enfiate e che non giltano,. si faccia encalisma , 
cioè evaporazion d'acqua salsa e. di vino, dove sia cotta ec. (A) (IV) 

Encauma. * (Chir.) En-cà-u-ma. Sf. V. G. Lui. cncauma. ( Da en in , 
e cecavme prtt. pas. di cheo io brucio.) Ulcera della cornea, eter- 
namente adda , crostosa e sordida , più profonda e più, depascente 
dell' epicauma, accompagnata sovente da fèbbre e difficile a cicatriz- 
zarsi , onde .('ammalalo divieti guercio. (Aq) 

Encausi.*(CIiÌi.) Ei)-cà-u-si.,ò'/.' V. Q. £a*.cncausis. (Da en in, ccavsis 
bruciamento.) Infiammazione della cute prodotta da scollatili a. (At[) 



Genere d' insetti dell' ordine de' coleotteri , le cui antenna sono Encaustica. * (l'iti.) Eu-cjiu;sti-ca. Sf. V. G. Lat. encaustica. (Da 

en per, e causiicos che |ia fòrza di bruciare.) Arte di dipìgnere tigli 

antichi per mezzo del fuoco , e propriamente con colori incorporali 

colla cera- (Vari) 
Encausto. (Ardir:.) En-cà-u-sto. Sm. V. G. Lai. Liquore purpureo o 

d'I colore del carbone ardente, di cui gli antichi valeansi per tuclwi- 

tiro, fa llo _col murice collo . oss ia colla sua conchiglia pesta. C'ou~ 

questo inchiostro gì' imperatori di Costantinopoli sottoscrivevano le 

lettere scritte da' loro segretarii. ( Da en in , e cavslcon verb. di 

cheo io brucio. ) (Van) 
a — * (f'ilt.) L'encausto de' moderni finora non è che un sapone di 

cera , col quale si uniscono i colori nella prelesa attuale pittura 

all' encausto. (Aq) 
Encefalalcia.. * (Mcd.) Emcc-fa-lal-gi-a. Sf. V. G. Lai- enceplialaigia. 

( Da encephalos cervello, e algos dolore.) Dolore nel cervello. (Aq) 
Encefali. * (Zool.) En-cè-fa-li. Sm.pl. V. G.Lat. cncephali. ( i)a 

cncephalos crivello.) Verini che si generano nella testa, dove crigio. 

nano violenti dolori, cosicché ne nasce talora aberrazione di mente. (Aq) 
Encefalico. * (Anat.) En-cc-fa-Ii-co. Add. m. V. G. Lai. cnccphalicus. 

(Da en in, e cephale testa.) Aggiunto delle membrane, vene , arterie 

ec. contenute nella lesta. (Aq) 
Encefalite. (Mcd.) En-ce-fa-lì-tc. Sj". V. G. Lo slesso che Euccfo- 

btide. V. (Vati) (N) 
Emceialitide. * (Mcd.) En-ce-fa-lì-ti-de. SF. V. G. Lai. enccphalitis. 

( Da en in , e cephale capo.) Infiammazione del cervello, e talvolta 
, Encefalite , sin. (Aq) (Van) (A. 0'.) 



granellose, poco più larghe della testa e terminale da gambo. fusi 
forme o cilindrico composto dai nove ultimi articoli. (N) 

Enadoi;. * (Geog.) E-na-dùr. JSome di un dip. della Columbia. (G) 

Enacara. * {Geog.) E-na-gà-ra. Isola del Mediterraneo , presso 1' isola 
di Ci eia. (G) 

Enagonio. * (Mit.)K-na-gò-ni-o. Sopra/i. di Mercurio onoralo in Olimpia, 
come dio degli adeti. (Dal gr. en in, ed agoniao io combatto.) (Miti 

ENAiM.*(Geog.) E-na-im. Ant. cit. della Giudea, nella li -ibù di Giuda. (G) 

Enallage. (Grani.) E-nùl-la-ge. Sf. V. G. Lai, cnallagc. (Da en in, 
ed allaga mutazione. ) Figura per cui invcrtesi l' ordine de' termini 
nel disi orso contro le regote ordinarie del linguaggio , adoperando 
Una parte del discorso per tu/ altra , o un modo o tempo di verbo 
per un altro. Adirti. Pind. Enallage è figura clic da' Latini direbbesi 
Lmmulalio , poiché yirsa vice piglia e numera in contrario .(A) 

E» A MAS. • (Gepg.) E-na-màs. Catena di montagne nella Turchia asia- 
tica , una dille ramificazioni del Tauro. (G) 

Enan. * (Geog.) E-nàn. Antica città delta Palestina. (G) 

Enano , * E-nà-no. iV. pr. m. Lai. Enan. (Dal gi.ghUanau, o come altri 
legge , Jiauan nubi. ) (li) 

Esaistaaio. * (Earm.) E-nan-.là-ri-o. Sm. V. G. Lat. ocnanlbarium.(Da 
mos vino , e anthos iiore. ) Unguento rendimi odoroso e grato da 
una ì,i epurazione di vino e di fiori di gitili- (Aq) 

Enantesi. - (Anat.) b-nan-te-si. Sf. y. li. Làt. en;intesis. (Da en in, 
ed anleso fut. di anUio io incontro. ) Incontro di vasi ascendenti e 
discendenti. (Aq) 
En antimo, 
n. lutino 



ancora delle meningi. 
(Boi.) E-nan-ti-no. Add. m.,L)i elianto; ojide dicesi Vino e- Encefalo. (Anat.) En-ce-fi-lo. Sui. V. G. Lai. enccphalum. (Da en 
Unguento cnantino ce. (Van) in, e cephale capo. ) J\ome die classili lutto ciò clic racchiuso nella 



Enantiosj. * (Filos.) E nan-li-o-si. Sf. V. G. Lai. cnantiosis. (V. anan- testa. Alcuni chiamano particolarmente Encefalo il cervello. (Aq) (Van) 
tesi. ) L\!ome di ciascuna delle dieci opposizioni , da' Pitagorici ripu- Excefalocele. (Cliir.) Eu-ce-fa-lo cè-lc. Sf. V.^ G. Lai. gncephalocelé. 



tate cagione fili ogni cosa. (Aq) 
Eli A Ma. * (Bot.) E'tiàn-to. Sm. V. G. Lai. ocnanthe. ( Da ine vite, 
e anthos fiore.) Genere di piante a fiori polipetali, della famiglili 
delle ombrellifere , con fritui prismatici coronati dagli stili, e fioretti 
per lo più raggianti; così denominale, secondo Plinio, perchè i li ro 
fiori hanno l'odore di quei della vite; q piuttosto perchè coulempora- 
tieamente a questa fioriscono. (Aq) (N) 
2 =— * (Zool.) Uccelletto che comparisce all'epoca del'a fioritura delle 

fili, onde fu da' Latini chiamato Avis vilillora. (Aq) 

ENAEA.*(Geog.) E-nà-ra. Lago della Russia, nel gran due di Finlandia. (G 

Enama. * (Geog.) E-nà-ri-a , Anaria.^/i/.ijomc dell'isola d'Ischia. V.(G 

Enahmonico. (Miis.) E-nar-mù-ni-co. Add. m. V. G. Lai. enharmonicus, 

( Da en in, ed harmonia nesso, giuntura, concordia, concento.) Nome 

di uno de' tre generi della musica de' Gieci, che procede per quarti di 

tuono , la cui progressione è la più ristretta che possa É?{WM.(A)'(Van) 

Enariure, E-nar-rà-re. Alt. V. L. Lo stesso che Narrare. V. Cavale. 

fspos. Ci: (A) 



(Da enccphulos cervellone cele tumore.) Ernia del cervello o dc-l 
cerebello , che sorge dalle ossa del cranio per quelle parli in cui 
V ossificazione non è per anco formala , come avviene rie' neonati 
fanciulli. (Aq) 

Encefalocia. * (Anat.) En-ce-fa-lo-gì-a. Sf. V. G. Lai. enccphalogia. 
(Da encephalos cervello, e logos discorso.) Trattalo del cervello. (Aq) 

Encefalog. aita. * (Anat.) En-ce-fu-logia-fi-a. Sf.f.G. Lat. encephu- 
lographia. ( Dn encephalos cervello , e graphe descrizione. ) Descri- 
zione del cervello. (Aq) 

Encefaloide. * (Mcd.) En-cc-fa-lù-i-dc. Sm. V. G. Lat. enccphaloides. 
(Da encephalos cervello, ed idos rassomiglianza.) Materia bianca, 
omogenea , più o meno consistente , ricoverta di punti rosei , che , 
secondo Lumnec , pare analoga alla sostanza midollare del cervello. 
Z-'Encefaloide trovasi qualche volta rinchiusa in una cisti, altre volta 
riunita in masse irregolari in cui si sviluppano vasi sanguigni, altre 
volte finalmente come feltrale tra varie alterazioni morbose deli or- 
gano canceroso. Questa maniera di degenerazione de' nostri tessuti 
l'ultimo termine del cancro. (A. 0.) 



Exaiikativo , * È-nar-rati-vo. Add. m. Lo slesso che Narrativo. 

Salviti. Cas. 52. I generi del poema sono tre: . . l'altro, enarrativo Encefaloidi. ( St. Nat.) En-ce-fa-lò-i-di. Sf. pi. V. G. Lat. encepha- 

o enunciativo, che i Greci esegetico, o apangellico dicono ce. (N) loides. ( Da encephalos cervello, e idos forma.) Specie di madre- 

Enartrosi. (Anat.) E-nàr-tro-si. Sf. V. G. Lat. cnatthrosis. (Da en in, para , a cui le tubercolose tortuosità danno la figura a" un cervello. 

e urthroso fut di aithroo io articolo, che vien da ajtkron articola- — , Meaudrite , Cerebrite, sin. (Aq) 

zione.) Specie di diartrosi, ossia Articolazione , nella quale una ca- En'efalotomia. * (Anat) En-ce-fh-lo-to-mi-a. Sf. V. G. Lat. encepha- 
vitù profonda di un osso riceve la testa grossa di un ultr'osso, in lotoiliia. ( Da encephalos cervello, e tome taglio.) Parte dell' ai iato- 
modo che formasi un' articolazione manifesta in tutti i sensi. (A) (Van) mia che ha per oggetto la dissezione del cervello. (Van) 

Enasforo, * E-nàsfo-ro.IV./;r./K. (Dal gr. inus vigna, e phóros fertile.) — Encelado, * En-cè-la-do. N. pr. m. Lmi. Enccladus. (Dal gr. én in, e cela- 

Figlio d'Ippocoonte, il quale tentò di rapire E lena ancor bambina.QVìl) dos strepito.) Lo slesso che Tifio. f\— Uno de' jo figli a" Egilto.(B)(\Mit) 

Ehadti. * (Arche.) E-nà-u-ti. Magistrati di 3'Jileio , i quali quando a- Encelialgia. * (Mcd.) En-cc-li-al-gì-a. Sf. F. G. Lat. encoelialgia. 

yevano da deliberare sopra oggetti rilevanti, salivano sopra un va- (Da cilii ventre, e algos dolore.) Bolore degi int est ini, (Aq) 

scello che facevano allontanare dalle coste, e si portavano in allo Ehcelio. * (Anat.) Eu-cè-li-o. Sm. V. G~ Eòi. encoòTIum. (Da en in, 

mare, ove restavano sino a tanto che si fossero accaldati sul partito e alia ventre. J^ Vocabolo che comprende tutto ciò che si tivva 

da prendersi. (Dal gr. navs nave, onde navtes nocchiere.) (Van) nell' addomine o basso ventre. (Aq) 

Encaddiri. * (Mit.) Eo-cad-dì-ri. Nome che da Cartaginesi davasi a' sa. Encelite. * (Mcd.) En-ce-lile. Sf V. G. Lat. encoelitis. (Da cilia ven- 

cerdoti i quali servivano gli Dei Aladiri. (Mit) tre.) Infiammazione degl' intestini. —, Enterite , sin. (Aq) 

Encantide. (Chir.) En-c.àn-ti-de. Sf. V. G. Lat. cnchanlis. (Da en Encenta. (St. Ebr.) En-cè-ni-a. Sf V. G. Lat. cncaenia. ([Oaenin, 

in , e canlhos angolo dell' occhio. ) Malattia che da principio con- e cenos nuovo, onde encenoo io i nnovo, dedico 

sisle fu una piccola escrescenza molle, rossiccia e talvolta lividetia, gnare de' Napoli tani^ per incominciare 
la quale piende origine dall' angolo interno od esterno dell' occhio ; 
comunemente chiamala Caruncola lagrimale , e che successivamente 
cresciuta comprime i condotti iagrimuli , e ne cuopre i punti ; onde, 
oltre la definitila , nasce una lagi imazwne continua e sovente anche 
t etropio. (Aq) 

Esc ARASSI. (Chir) En-ca-ràs-si. Sf. V. G. Lat. encaraxis. (Da en in, Encbniare , En-ce-ni-à-re- 

e caraxo fut. di carasso io incido.) Scarificazione, od incisione prò- ^//5. Berg. (Min) 

fonda, che penetra fin nella carne. Detto anche Encarassia.(Aq) (A.O.) Enciielea. * (Geog.) En-che-le 

Encardut. (St. Nat.) Et.-car-di-ti. Sm. V. G. Lai. encardia. (Vj.ien Enciielei. * (Geog.) tinche le 
in , e da cardia cuore. ) Conchiglie fossili , bivalve , congeneri ai 
cuori di mate chiamati Bucardtti. V. (A<j) 



inizio. Indi lo 'ne t- 
tile. ) l Giudei 
davano questo nome\ad una festa solenne che essi celebravano il dì 
25 del loro nono mese\ ed in memoria dèlta restaurazione e purgazione 
del tempio fatta da Giuda Maccabeo; essi avevano ancora due altra 
encenie, cioè la dedicazione del tempio fitta da Salomone, e quel/a 
che fece Zorobabele dopoSJl ritorno dalla cattività. (Aq) (Van) 

ass. Celebrar V encenia. Muss. Pred. 2. 

Antica città d' Uliiia. (G) 
sfatichi popoli dell' 'I/Uria. (G) 
Enchelide. (Zool.) En-cnè-H-de. \f. V. G. Lat. encheljrs. (Da enchelys 
anguilla ) Lo steso che Cilindr^olo. V. (Min)(N) 



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ENCIIEL10P0 



ENDEMICO 



Eiccfreutopo. * (Zoo!.) Eti-che-li-o-po. Sm. F. G. Lat. cnchtlyopus. (Da 
enchelYs anguilla , e ops , o/ws vista.) Genere di pesci da Gronovio 
il btlilo , e da Linneo confuso col genere blennio ; così denominali 
datiti loro somiglianza con l' anguilla. (Aq) 

Enchimoma. * (Chic) Eu-chi-mò-ma. Sf. F. G. Lo stesso che Enchi- 
mosi. F. (Aq) . 

EmchTmosi. (Chir) En-cbi-mo-si. [J/i] K G. {Effusione improvvisa di 
saligne damasi cutanei. — ,. Enchinioma, .sin.\Lat. encljymosis. Gr. 
ìyX.Jltutris. (Da enchfma tutto ciò che s'infonde.)£io. c "''- ««Wlt. Alla 
enchiraosi giova 1' unguento della biacca lavato con aceto. 

Eschiridio. (Lett) En-chi-rì-di-o. Sm.F. G. Manuale. Piccolo libi etto 
a mano , conlenente osservazioni , precelti , principii particolari e 
segreti. Lai. enehiridion. Gr. iyx ii p'^'°"- ( Da en in , e chir mano , 
onde chiridion piccola manica.) Sulvin. disc. 1. 102. E l'Encliiridio, 
aureo libretto d' Epitteto, era famigliare ad un santo prelato. (A) (B) 

Esciclema. * (Arche.) En-ci-clè-ma. Sm. F- G. Lai. cncycleraa. (Da 
en in , e cyclos circolo. ) Macchina o Palco negli antichi teatri , 
portato su quattro ruote , ove Irovavasi qualche sedile, e rappresentava 
l'interno di un edifizio. (Aq) (Mil) 

Enciclico. (Lett.) Enci-cli-co. Aild.m. F. G. Lat. encychcus._ ( Da en 
in e cyclos circolo. ) Circolare , e dicesi di Lettera di un' autorità 
superiore, che viene spedita alte autorità locali per l'esecuzione dette 
disposizioni prese ; ma più comunemente dicesi di Lettere, pastorali o 
simili. Batttigl. Cosili. Berg. (Aq) (N) 

Enciclìo. * (Fis.) Fn-ci-cli-o. Sf. F. G. Lat. encycles. ( Da en in , 
XTcfclos cerchio. ) Cerchio neW acqua firmatovi dalla caduta di 
un sa sso. (Aq) 

Enciclopédia. (Lett.) En-ci-clo-pe di-a. Sf. F. G. Lat. encyclopaedia. 
(Da en in, cyclos circolo, e pedia disciplina, che vien da pcs, pedos 
fanciullo.) Corso completo di tutte le scienze , arti e mestieri, ossia 
il Complesso dell' limino sapere : denominazione traila da' matema- 
tici , presso i quali il Circolo è una figura riputala perfettissima e 
computi issima. (Aq) Pallav. Trall. siti. cap. 3 1. Se l'aver dette alcune 
parole ec, senza però darne o mostrarne veruna interior contezza, 
basta perchè un poeta comprenda nelle opere sue l'enciclopedia. (A) 
Salvili. Disc. 2. 332. Quella università di scienze e di facoltà che da' 
Greci enciclopedia , da Latini oròis doclrinarum fu appellata. E 3. 
Si. Quel giro di dottrine che i Greci chiamano con legittimo nome 
enciclopedia. E Pros.Sacr.263. Quel giro di dottrine tra loro connesse 
e concatenate, ohe enciclopedia ovvero circolare erudizione si chiama. (N) 

2 — Titolo del gran Dizionario universale , compilalo dal d'Alembert 
e da altri valentissimi Francesi nel secolo XF III. (Aq) 

3 — * Libretto che contiene più e diverse cose, Zibaldone, Misceliamo 
Golii. N. Sp. (O) 

Enciclopedico , En-ci-elo-pè-di-co. Add. m. Spellante a enciotopedia. 
Lami Dial. Dizionario enciclopedico. (A) 

a — Sfgg. di Persona, d' Ingegno o simili— tersalo in o%ni genere di 
dottrina. Salvili. Coni. Bocc. Dani. Ebbe grandissima/fama {Galileo) , 
uomo dotto, facondo, enciclopedico. (A) Salvili. Dros. Tose. 1. </oo 
Dcbhe ancora filosofar la Rettorica , e ciò ben>n mostra ec. dall' cu 
ciclopedico ingegno d Aristotile (N) 

Encisti. * (Chir.) En-cì-sti. Add. e sm. F.Gfljat. eneystes. (Da en in, e 
cjstis vescica.) Tumori <>d Ascessi invola in ima membrana. (Van) 

Ekcistico. * (Chir.) En-ci-sti-co.-^M. nrT di Encisti, ed è agg. di tumore. 
Tumori encistici sono lo stento mg/, il medice.ride ec. (A. O.) 

Encliseo. * (Mit.) Enclisè-o. DioJHirticolaredi Gaza, in Palestina.(MiÌ) 

Enclitico. (Gram.) Kucìì-ll-co/'Add. m. Ed Enclitica usalo anche in 
forza di sf. F. G. Lai. oricliticus. (Da en in , e clilicos che s'incli- 
na, che piega.) Agghiaia di particella che si unisce alla parola che 
la precede, si che fan-ma una sola voce con essa. Que , Ne, Ve nel 
latino sono pari olile enclitiche. Salvia. Buon. Fier. I Greci usano 
molto l' enclitica pan. (A) 

Escolpe. * (St/Eccl.) En-còl-pc. Sf. V. G. Lat. encolpium. ( Da en 
in , e rotn/s seno.) Piccola scatola che contiene qualche reliquia di 
un Santo, e che portasi sospesa al collo. (Van) 

Enculhkj, * Eu-còl-pi-o , Eucolpo. N. pi: m. {Val gr. en in, e cofpos 
seri» : Clje si porta in seno. ) — Liberto caro al suo padrone , in 
Marziale. — Storico greco del II. secolo. (Mit) 

EScolpismo. * (Chir.) En-col-pì-smo. Sm. V . G. Lai. cncolpismus. (Da 
en in, e colpos seno, grembo. ) Infezione nella vagina. (A. O.) 

Encomiare, En-co-rai-à-re. [Atl.\ Dare encomii , Lodare. Ltit. col- 
laudare. Gr. ifxup.ià%tiii. Red. leu. 2. idj. In quella suddetta let- 
tera , nella quale ha encomiata V. S., ha voluto ancora favellar della 
mia persona. » Salvia. Disc. 1. 2i^j. Non dee per niun conto sprez- 
zarlo , ma stimarlo ed encomiarlo. (N) 

Encomiaste , En-co-mi-à-ste. Sin. Lo stesso che Encomiatore. F. (A) 
Uden. ISis. 1. 3i. Servirà or a mettere in capo l'autorità di quelli, 
che sono stati encomiasti del gran Demostene. (B) lied- Leti. t. 3. p. 
127. Io sono ce. un veridico encomiaste del suo merito. (N) 

Encomiastico, En-co-mià-sti-co. Add. m. Lodativo. Lat. laudativus. 
Gr. ìyxuy.t<z<rTix.ós. Satvin. Pros. Tose. 2. ioq. Orazio ncll' ode en- 
comiastica del gran lirico greco lo paragona a un fiume. >» E Cas. 
ijj. Ma questi versi di Timone sopra Platone . . . non mi pajono 
punto satirici , anzi encomiastici. Magai. Lett. Fani. 1. 82. Ilo letta 
ec. la sua nobile, gentile e nervosa lettera encomiastica sopra la 
mia parafrasi del salmo ec. (N) 

2 — Dello di Persona , vale Encomiaste , Lodatore. Gor. Long. Sez. 
8. Tra gli oratori i patetici non sono punto encomiastici, ed all' op- 
posto gli encomiastici sono meno di tutti passionati e patetici. (A) 

3 — * (Mus.) Stile di cui gli antichi Greci si servivano per gl'inni.(Van) 
Encomiato, En-co-mi-à-to. Add. ni. da Encomiare. Lat. laudatus , ce- 

lebratus. Gr. ìyxwfj.ia.u^jùi. 
Encomiatore -, En-co-mia-tó-re. Ferb. ni. di Encomiare Che encomici. 
— , Encomiaste, sin. Lat. làndàtor. GrJ.y".;jp.!x<TT>\-, (A)Casin.Berg(O) 



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53 



EwotorATP.iCB, * EnyCb-mia-tiì-ce. Verb. f di Encomiare. V. di reg.(0) 

Encomio , En-cò-mi-o. [o^n;.] Lode. Lai. cnooinium. Gr. fyxupuw. Gal. 
Sist. 5/j. Con encomii continui cantando la sua gloria. Segn. Pied. 
1Q.5. Mischiando que' vituperii , che d'altrui dite, con qualche en- 
comio , che tanto pur vi dia credito di sinceri. 

Encomio dilli da Lode, Elogio, Panegirico. Lode o Loda è ter- 
mine generico ed indeterminato , e vale una Orale o scritta manifesta- 
zione onde si approvano le altrui meritevoli azioni. Elogio è una voce 
destinata dall'uso ad indicare una composizione scritta, o recitata, con 
la quale vien esaltato un degno soggetto con lodi appoggiatesi! prove 
di fatto. Encomio esprime un grado maggiore dilode del quale si la uso 
quando si vuol rendere celebrato 11 nome di qualche insigne persona. 
Panegirico è anche Elogio ; ma questo suol destinarsi al merito degli 
uomini considerati come uomini , e Panegirico a quello de' santi. 

Encope. * (Chir.) Èn-co-pe. Sf. F. G. Lat. encope. (Da en in, e cope 
taglio.) Ferita di stromento tagliente. — , Eccope, sin. (A.. O.) (Aq) 

Encranio. * (Anat.) En-crà-ni-o. Sm.F. G. Lat. encranium. (Da en in, 
e cranion cranio. ) Diconsi cosi il cervello ed il cervelletto. (Aq) 

Encratide , * En-crà-ti de. A', pi: f. Lai. Encrates. (Dal gr. en in, e 
crateo io comaudo.) (B) 

Encratiti. * (St. Eccl.) En-cra-ti-ti. Eretici del V. secolo seguaci di 
Taziano , i qua/i vivendo nel celibato ed astenendosi da' cibi ani- 
mati e dal vino , condannavano V uso eiel^malnmo^,comefnvjeji^' 
zione del principio del male. (Dal gr. lui in, e. QjwiosTofià', imperio; 
poiché questi eretici si davan vanto di esscj>-fórti e di comandare alle 
loro passioni.) (Ber) (Van) 

E»cm«iTl. (Zool.) Én cri-ni-ti. Sm. pjSTolipai fossili del genere degli 
, Eucrini. A questo appartiene Jt Lilium lapideum , pelrtficazwne 
rarissima. ( Dal gr. orinoti giglio.) (Boss) 

Encmno. (Zool.) Hn-eùnoy^Sm. Nome d' un genere di animali del- 
l' ordine degl' idrefoomi , inve.stienli il prò pi io stipite nuotatile: 
corpo libero , allungalo ; stipile liscio o poliedro , coli' asse cen- 
trale osseo, o qu/Ui pietroso articolato; nell'apice ramoso, coi rami 
ad oinhrel!a,capichi di polipi in serie disposti.(y.encrinili.)Renier.(Min) 

Encristì.* (Fp*rn.) En-cri-sti. Add. e sm. pi. F~. G. Lai. encnsta. (Di 
en in , ychristeon verb. di chrio io ungo. ) Rimedii liquidi che si 
adopeiiwio facendo 'delle unzioni. (Aq)~ 

Endai/Ìa. * (Mit.) En-dai-ti-a. Soprannome di Minerva, per essersi 
\inta in colombo. (Dal gr. en in, e da daite o sia dele convito; 
ciò forse a cagion de' conviti che faceansi nelle feste di comincino- 
•'' razione di quesia metamorfosi.) (Mit) 

Endava. * (Geog.) Endà-va. Fiume della Nuova Granata, (fi) 

Ende , Èn-de. [ Congiunzione. ] P~. A. F~. e di' Quindi. ^ Lai. inde. 
Gr. s/Sk. ISov. ani. 5y. 2. Io vi prometto lealmente eh' io v' ende 
dilivcrroc. » Salviti, noie al son. 5q. di M. della Casa. Dai nostri 
rimatori antichi si ricava essersi detto dal latino inde primieramente 
ende , voce anche antica spaglinola valente lo stesso. (N) 

2 — * Talvolta questa voce presso gli antichi va le Ne L_Jj uitl. L ett^ 
33. 70. O quanto meno ende fuori , meno ave vizio podcreTXYO 

Endè. * (Geog.) En-dè. Una delle isole della Sonda, (fi) 

Endecacordo. * (Mus.) En-dc-ca-còr-do. Sm. F. G. Lat. hendecachor- 
duin. (Da hende.ca undici , e chorde corda.) Strumento musicate 
degli antichi di undici corda. (Van) . 

Endecaedro. * (Mat. e Chim.) En-de-cà-e-dro. Sm. F. G. Lat. bende» 
cahedrum. ( Da hendeca undici , e hedra faccia. ) Cor^o solida o 
cristallizzalo a undici facce. (Aq) 

Endecacima. * (Bot.) En de-ca gì-ni-a. Sf V- G. Lai. hendccagyni .. 
( Da hendeca undici , e gyne femmina. ) Classe di piatile Joriule 
di undici pistilli. (Aq) 

Endecagono. (Geom.) En-de-cà-go-no. Add. e sm. V. G. Lat. bende-. 
cagonus. ( Da hendeca undici , e gonia angolo. ) Poligono di undici 
lati e di altrettanti angoli. (Aq) 

Endecandria. * (Boi.) En-dc-càndri-a. Sf. V. G. Lai. hcndccandria. 
( Da hendeca undici, e alter, andros macchio , e per estensione, 
stame che caratterizza questo sesso nelle piante. ) Ordine di piante , 
da Filiberto stabilito nella classe monadeljia col solo genere della 
Brown»a , caratterizzala da undici stami. (Aq) 

Endecapetalo. * (Uol.) En-rle-ca-pc-ta-lo. Add. m. F. G. Lai. bende- 
capetalus. (Da hendeca undici, e pelalon foglia.) Agg. di Eiore^ che 
ha undici petali. (Van) 

Endecasillabo. (Lett.) En-de-ca-sìl-Ia-bo.[yM<A e sm. V. G.] Perso d un- 
dici sillabe. Lai. hendecasyllabus. Gr. i^^.a.vvKXoc^. (Dal gr. hen- 
deca undici, e syllabe sillaba. ) Farcii. Ercol. 239. L' endecasillabo 
sciolto ec. sarebbe , se non più a proponilo , meno sconvenevole. 

2 — Composizione fatta di detti versi. Car. leu. 2. 8d. Egli mi ho. 
scritto sopra ciò un bellissimo endecasillabo. Farcii. Lrcol. 296. Qual 
si può trovare più dolce cosa in tutta la lingua romana , che qudlo 
endecasillabo di Catullo ? . , 

Endechemeride. * (Lett.) En-de-che-mè-ri-de. Sin- F- G. Lat. hende- 
chcmei is. ( Da hendeca undici , hemisfs mezzo , e meros porzione. ) 
Cesura all' undecima mezzo piede , cioè alla sillaba che segue U 
quinto piede , ossia l' ultima del verso. (Aq) 

Esdeer. * (Mit. Ind.) En-dè-er. Dea della botila. (Mit) 

Endeide, * En-dè-i-de, Dcidc. N. pr.f. (Dal gr. endees indigente , ed 
idos asjietto. ) — Figlia di Chirone, moglie di Eaco , madre di Fé- 
leo e Telamone- (B) (Mit) „„,,,.,- , 

Endematia. * (Mus.) En-dc-ma-ti-a. Sf F. G. Melodia di una danza 
particolare presso gli Argivi. ( V. endimazie. ) (Van) 

Endemico. (Med.) En-dè-mi-co. Add. m. F. G. Lat. endemicir^-Da 
en in , e demos popolo, onde endemios domestico , che si aggira fra" 
cittadini. ) Epiteto che si dà a' morbi che sono fapiigliari a certi 
paesi, a motivo dell'acqui, della situazione, e detta maniera di vi- 
vere ; come le scrofole in livazna . la ftà ia in Inghilterra, ci gozzo 
ralla Alpi ec."^TEnó r Qimo , s'Ih. (Aqj (Van) 



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54 



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Endemio. (Med.) En-flr nii-o. Add.m. Lo stesso che Endemico. ^.(A)(Min) 
Endemiho.* (Mit.) Efl-de-mi-ro. Soprannome di Giove. (Mit) 
Endero. * (Geog.) En dè-ro. Cillà della Grecia ncW Albania, (G) 
Enderta. * (Gcog.) En-dèr-ta. Provincia dell' Abissinia. (G) 
Endiadis. * (Rei.) En-di-a-dis. Sf. F. G. Lat. endiadys. (Da en in , e 
dyas , ados binario.) Figura di parlare , facendo di uno due, come 
quel del Petrarca, Uomini ed anni, die è Uomini armati ; e così in 
Dame, Stillili e accorti, cioè Accorti di subito; di cuojo ed osso, cioè 
di' cuojo affibbialo di osso , ec. Cesari. Brìi. Dant. (N) 
Endica , É.-i-di-ca. [ Sf: F. G. Propriamente luogo dove si ripongono 
\ed ammassano le cose . Magazzino: E fig. Guadagno , ] Incetta. 
ronitiinrium. (Dal gr. eiì fn, è thtee ciò in che si ripone qual- 
rlie" > 8<jsa. ) G. F. 11. gg. 3. Lasciando i possenti colle grandi endi- 
che. / , ??h* < \.S\'<r(7i. Op. div. gì. Otto rose, sanza le quali il mondo 
quasi non poffare , e sono : buone endiche te. Cron. Morell. 268. 
Fa' di te un deputo secreto , un' endica d'olio, e di cosa buona e 
sicura. <M. F. -3. 7^< Apersono l'endiche di marzo ed' aprile del dello 
anno, e davano il bugiai grano a soldi venticinque lo stajo. 
2 — [Monopolio.] Dav. il/òiLf 79. Diputar chi le pigìi, e paghi lor pregio 
giustissimo , senza farne cndroao guadagno.» Al. F. 8. e. 2. Comin- 
ciò a detestare i vizii , e massinWiente 1' usura e 1' endiche , e le di- 
soneste portature delle donne , ec. e\in poco tempo ridusse le donne 
ad onesto abito .e portamento , e gli urjjmui a rimanersi delle usure 
e dell' endiche. (P) 
Endicajuolo, En-di-ea-juò-lo. Sm. Colui che Intatta, che fa endica. 
Oggi comunemente Incettatore. F. (A) JSard. tratt^l'it. Liv. Un ricco 
endicajuolo di frumenti. (N) ^sl 

Endice, Èn-di-ce. [Sost.com.'] Cosa che si serba persegno^e^ver rimem- 
branza di checchessia. Lai. index. Gr. tik^iiv. Fr. GioraSP^red. S. 
Averlo in riverenza, e riserbarlo come si riserba lina buona b^dic?. 
Borgh.Fesc. Fior. /ji 5. Questo fra i numi antichi ec. è uno di quHU 
che ancor ci sono, come per uno endice, o vogliam dire saggio, rimasi. 
— Oggi lo diciamo in genere masculino , e, pia che d'altra cosa, 
dell'uovo di marmo, o d'altro, che si lascia nel nidio delle galline, 
quasi a dimostrar loro dove eli' hanno a andare a far le loro- uova; 
^die altrimenti si chiama Guardanidio. 



^ 



ENERGIA 

Endosihone'CMus.) En-do-si-mo-ne. Sm. I Greci &*„'«,«« chiamavano 
cw clic il maestro di canto e il direttore de" cori davano a' cantanti 
per servir loro di regola. (Mit) 

Endovellico. • (Mit.) En-do-vcl-l.-co. Divinità degli antichi Spagnuoti, 
che essi un,vano ad Ercole col làuto di Dei tutelari. Da all'i credulo 



Marie , da altri Cupido. ( [ a i.ngua ebraica vai Dio degl 

da hen ecco, davva infermo, ed ci Iddio. ' 

Escuta 



Quindi è lo stesso che 



3 — ' Onde in prov. si elice : ' 'Tu non bai a rimanere per endice ; e 
vale : Tu dèi correre la fortuna comune. a {Cioè, Tu non ci resterai 
come l'endice nel nido ,' quando tutti gli altri se ne vanno.) (V) 

Endicuzza , En-di-cùz-za. [Sfa dim. di Endica. Fr. Giord. Pred.R.Si 
confidano in una endicuzza che fanno. 

Endigeii. * (Gcog.) En-di-gè-ti. Lat. Indigeti, Endigctes. Antichi popoli 
della Spagna Tarragonese. (G) 

End'Mazie. * (Arche.) En-di-mà-zi-c. Add. e sf. pi. Danze arcadiche, 
letfuali si facevano al suono di certe arie composte pel flauto; venivano 
cos'i chiamate perchè i danzatori erano vestili sontuosamente. ( Da 
cndyma, atcs vestimento. ) (Mit) 

Enihmione , * Eii-di-mi-ó-nc. N. pr. m. Lat. Endymion. (Dal gr. en- 
thymion pensiero, ovvero da endfma vestimento, e hion viola : Ve- 
stito, Fregiato di viole.) — Giovane pastore amato da Diana. (B) (Mit) 

Endisga. * (Geog.) En-din-ga , Ending, Endingen. Lai. Indiga , En- 
dinga. Città del Gran ducato di Baden. (G) 

Endiro. * (Min.) En-dì-ro. Sm. Sorta di gemma. Dole. Berg. (N) 

^ndivia , En-dì-vi-a. [Sf] Erba nota, che oggi più comunemente si dice 
Indivia. F. Lat. intubus, [ endivia , intubimi,] seris. Gr. espi?. Trail. 
segr. cos. dona. Quando per collera pecca, dee prendere la mattina 
a digiuno trifera saracenica con sugo d'endivia. 

2 — Erba d' altra spezie , che è della da' Latini sylvestris. Cr. 6.43. 
1. L'endivia, che per altro nome si chiama Lutusa selvatica . è 
fredda e secca nel secondo grado , e ~i suo seme e foglie si conia ad 
uso di medicina. 

Endocarpo. * (Bot.) En-do-càr-po. Sm. V. G. Lat. endocarpus. ( Da 
endon entro, e carpos fruito.) Serie di licheni, la fruttificazione 
de' quali sembra nascosta nella sostanza stessa della fògli i. (Van) 

2 — * Alcuni botanici danno questo nome alla pellicola interna del 
pericarpio. (Aq) 

Endoco , * En-dò-co. JV. pr. m. ( Dal gr. endicos giusto , ovvero da 
en in , e doceo sono in qualche estimazione.) Scultore ateniese, di- 
_ scevolo di pedalo. (Mit) 

Endófragma. " (Bot.) En-do-fràg ma. Sm. V. G. Lai. endophragma. 
( Da endon dentro , e phragma tramezzo.) Nome dato agl'ingorghi , 
ossia a que' gonfiamenti trasversali che si osservano in un certo nu- 
mero di talass'ofui , ossia piante marine , e die venne già credulo 
che formasse vere articolazioni. (Aq) (A. O.) 

Endogene. * (Bot.) En-dò-gene. Add. com. Aggiunto de' vegetabili mo- 
nocotiledoni , così detti perchè crescono da dentro in fuori. ( Il gr. 
endon vai dentro, e genos generazione.) (Van) (N) 

Endomico. * (Zool.) En-dò-mi-co. Sm. F. G. Lat. endomychus. ( Da 
endon dentro, e mjchos penetrale.) Nuovo genere d' insetti dell' or- 
dine de' coleotteri, da Latreille stabilito nella famiglia de' tridigi- 
tali , la cui denominazione è presa dall' abitare' che fanno sul legno 
morto, e sotto la corteccia , o dentro i funghi , singolarmente quelli 
che chiamansi Vescia di lupo. (Aq) (N) 

Endopletjra. * (Bot.) En-do-plè-u-ra. Sf. F. G. Lat. endoplenra. ( Da 
endon entro , e plevra membrana sottostante alle costole. ) Membra- 
na la più interna degl inviluppi seminali, immediatamente applicala 
sopra V amandola , e che riveste la superficie interna dello spai mo- 
derino. Mirbel chiama questa tunica col nome di Tegumento , e 
Goeriner con quello di Tunica interna. (Aq) 

EwDOR.*(Geog.)En-dòr. Ant.citdetlaPalestina, nella tribù dt Manasse. (G) 

Endora , * En-dòra. 2V. pr. f. ( Dal gr. en in , e dorso io dono. ) — 
Una dille Indi. (Mit) 

Endosi. * (Med.) Èn-do-si. Sf. y, G. .Lat. cadwb. Cr. hhtiu ( Vale 
remissione.) (A, 0.) 



racco. * (Boi.) En.dràc-co. Sm. Specie di albero allo e grosso del 
lailagascar, il cui legno e -durissimo ed incorruttibile. Lai. endra- 
cliyuin iiiaddgascarcìise Juss* (Vati) (N) 

Endrapa. * (Geog.) Eiwdrà-p» Antica città della Mesopoiamia, (G) 

Ekdromi. (Arche.) Eu-dròmi. Sm. F. G. Lat. éndroml. Gr. i,ÙJu. 
( Lia en in , dromo» corso. ) Specie di calzari che portavano 1 cor- 
rieri e coloro che correvano ne' pubblici giuochi (Mit) 

Ekdromide. • (Arche.) En-d.òmi-de. Sf f. G. Lat. endromides (Da 
elidromi* tdos che vale il medesimo.) Feste pelosa che pollavano in- 
dosso quelli che ne' pubblici spettacoli contendevano pel premio della 
corsa a piedi , onde sudando non fossero offesi dal freddo ó dal 
vento. (Aq) • rf 

Enea, * E-ne-a. iV. pr. m. Lat. Aeneas. (Dal gr. aei o sia eì sempre, e 
neao 10 rinnovo. Nella stessa lingua enees vai benigno, placido.) — 
Figlio di Anchise e di Fenere, nipote di Priamo, marno di Crema 
e poi di Lavinia-, eroe del poema di F'irgilio. — S.Lia Figlio di 
Enea e di Lavinia.— Autore greco di tattica militare, contemporaneo 
di Aristotile.— Filosofo platonico e cristiano del F. secolo. (B)(Mil) 

Eneade, * E-nè-a-de. lS.pr.m. Lai. Aeneades. ( N. pulr. di Enea. ) — 
JS'ome patronimico di Ascanio figlio di Enea. (B) (Mit) 

2 — * (Mit.) Soprannome di Fenere , madre di Enea. (Mit) 

Eneaui, * E-nè-a-di. Soprannome dato a' Trojàni dal nome di Enea, » 
qualche volta a Romani , come discendenti de' Troiani. (Mn) 

^nedina,* E-ne-di-na. /V. pr. m. Lai. Henedina. (Dal! ebr. hhen favore, 
>Cazia, e din giudizio: Favorito ne' giudizii.) (B) 

Enei. (Geog.) E-né-i. Agg. di Campi. Nome delle campagna di Ca- 
lidone\così chiamale da Eneo.' (Mit) 

Eneida. (LHn E-nè-i-da. Sm. Titolo del Poema eroico di Firgilio, nel 
quale canloSeimprcse d' Enea. — , Eneide , sin. Beni. rirn. 1. 7. 
Notate qui ch'rajiieltò quesf esèmpio, Levalo dall' Eneida di pcso.(b) 
Dani. Purg. 2/. Ng||' Eneida dico, la qual minima Funami, e fu. nini 
nutrice poetando. {Bf^Pros. Fior. par. ' 2. v. 4. p. 140. Vcrgilio de' 
versi ventuno che nel seWdell'Eneida piangoli Marcello, n'ebbe dieci 
sesterzi dell'uno ec. fied.Xnjiot. Dilir. 61. Frase ec. imitata da Vir- 
gilio- nell' Eneida. (N) 

Eneide. * (Leti.) E-nè-i-de. Sf LoSUsso che Eneida. F'. Salvin. Pros. 
Tose. 1: 68. Il gran Virgilio ec. esWesse perfettamente éc. nel gran 
Poema dell'immortale Eneide il maraVielioso e l'eccelso. (N) 

Eneide.^* N pr. f (Pertinente ad Etiea.)-5Win/«, madre di Pane.'Mh) 

ENEiDi.*(Arche.) E-né-i-di. Nome di una trib\di Alene, così chiamala 
da Eneo re di Calidone. (Mit) 

Eneidomastice. * (Lett.) E-nei-do-mà-sti-ce. Sm.^fCG. Detto per la 
rima in vece di Eneidomastigo. F. Ros. Sat. 6. K. pei • 1' Eneide Fu 
chiamato Corbilio Eneidomastice. (N) 

Eneidomastigo. * (Lett.) E-nei-do-mà-sti-go. Sm. F. G.^Lqt. aeneido 
mastigus. (Da eneis , idos cneide ; e maslix, igos sferza , llW'llo.) Ti 
tolo di un libro che si dice scritto contro /' Eneide di Fitgdio da 
un certo Corbilio pittore , che vi notò i furti ed i pretesi difetti di 
quell' immortale poema; e fu pure applicalo allo slesso autore. 
Eneidomastice , sin. (Van) 

Eh eleo. * (Farro.) E-nelè-o. Sm. F- G. Lat. oenelaeum. ( Da inos 
vino, ed eteon olio.) Mistura di vino, per lo più nero e denso, e d'olio 
di rose da adoperarsi nelle franare dove l'osso non è d. nudalo. (Aq) 

Eneliasside. * (Arche-) E-ne-ii-às-si-de.^/T^esM greca in onore di Emulo, 
lo stesso che Marte, oppure secondo altri uno de' suoi ministri. (Mit) 

Enema. * (Farm.) È nenia. Sm. F. G. Lat. enema. (1 Greci dicono 
enema tutto ciò che s'introduce negl'intestini, da iniemi io immetto.) 
Infezione di un medicamento liquido negl'intestini mediante 
fone o sciringa. (Aq) (Van) ~— ■ 

Enemone. * (Farm.) E-nèmo-ne. [Add. e sm. F. G. Lai. enhaemo , 
( Da en in , e hema sangue. ) Rimedio esterno per fermare ed isla- 
gnare l' emorragia. (Aq) 

Enenzio. * (Mit. Chir.) E-nèn-zi-o. — Uno degli Dei de' Fenici. (Forse 
lo stesso che Marie, da amatz esser forte , valido , o da ometz robu- 
stezza , o fortezza.) (Mit) 

Eneo , * E-nè-o , Ocneo, Eno. N. pr. m. Lat. Oeneus. (Dal gr. oinoeis, 
cioè mais vinoso ) — Figlio di Portaone e suo successore nel regno 
di Calidone , padre di Meleagro , Dejanira e Tideo. (B) (Mit) 

Eneo , E-ne-o. Add. m. F. L. Di bronzo. Lai. aeneus. Gr. X"- K ^'° c - 
Buon. Fier. 5. 5. 2. La ricoperta d' oro enea figura, Sembianza della 
Dea che dilla mente Fu concetta di Giove , Vi mandano i più illu- 
stri statuarii. 

Eneocefalo. * (Zool.) E-ne-o-cè-fa-lo. Sm. T^at. acneocephalus. (Dal lat. 
aeneus di bronzo , e cephate capo. ) Specie d' insetto del genere sta- 
ffino , distinto dalla testa a colore di bronzo scuro. (Aq) 

Eneorema. * (Med.) E-ne-o-rè-ma. Sf. F. G. Lat. enaeorema. ( Da en 
in, ed eoreo io sospendo, levo in alto, onde eorsma elevazione.) Neb- 
bietla che galleggia sull'orma, della da' medici Nebula suspensa. (Aq) 

Energeticamente , E-ner-ge-ti-ca-mén-tc. Aw. Con modo energetico. 
Fullisn. (A) 

Energetico. (Med.) E-ner-gè-tico. Add. m. Che opera con energia, e 
dicesi de' nervi e de' muscoli. Lai. activus. Gr. impyqriKÓs. Fallim. (A) 

Energia , E-ner-gi-a. [Sf] F. G. Efficacia, Forza [speciale dell'atto 
operativo o dell' operazione. F. Efficacia. ] Lat. vis , efficacia. Gr. 
ìvi'pyux. (Da en in , ed ergon opera , fatica.) Gal. Sist. 1. Andare 
esaminando quale e quanta sia la forza e l'energìa de' progressi peri- 



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1 



ENERGIACO 



ENFIATO 



55 



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paleticiì Sagg. nat. esp. i35. Avendo l'energia del freddo nel rarefalo 
«cavalcato d'insieme le viti. 

2 (Fis.) È sinonimo di Momento di qualsivoglia forza. Red. Cons. 

Quid. Gì: ec. (A). 

3 (Fisiol.) Dicesi della fòrza de' nervi e de muscoli , e specialmente 

quella della virilità. Cocch.Bagn. Energia nervosa del corpo umano. (A) 

A — * (Ret.) Dicesi della forza ed efficacia del dire. (A) Salvili. Cas. 
ii 5. 11 discorso anche allora, come più assoluto e sciolto, ha più 
energia. (N) 
Energiaco , * E-ner-gì-a-co. Add. m. Lo stesso die Energico. V. Uden. 

Nis. Berg. (N) 
Energicamente, E-ner-gi-ca-mén-te- Avv. V. dell' uso. Con energia. 

Lat. elficaciter. Gr. ivspyùs. (A) 
Energici. * (St. Eccl.) E-nèr-gi-ci. Setta d' Eretici del XVI. secolo , 
chiamati così perchè sostenevano essere l' Eucaristia l' energia e la 
fitta di G. C. , non il suo Corpo una rappresentazione di esso. — , 
Encrgisti , sin; (Ber) i 

Energico, E-nèr-gi-co. Add.m. V. dell' uso. Lat. efiìcax. Gr. tutpymci. 
Che ha energia. — , Energiaco , sin. (A.) Parino E fra sempre in- 
costanti ombre schiamazza li sermon patrio, e le facezie e il riso Dcl- 
~¥ -energica -plebe.""fiVr)-*' - -' ""**" r ~ 

Enrrgisti. * (St. Eccl.) E-ner-gì-sti. Lo stesso che Energici. V. (Ber) 
Energumeno, E-ner-gù-me-no. [Add. e sin. V. G. Lo stesso che} Inde- 
moniato. V. Lai. energumenus. Gr. ivtpyov/Aivos. ( Da energeo io o- 
pero, e menos ira : Io opero con ira, Io mostro nelle mie azioni fu- 
rore.) Fr. Giord. Pred. Chiaro per la sanazione di tanti malori , e 
per la liberazione di tanti energumeni. 
Enervare , E-ner-và-re. Alt. V. L. Lo stesso che Snervare. V. Lat. 

enervare. Guicc. Stor. (A) 
2 * E n. ass. Segr. Fior. Prìnc. p. 261. Da quel principio comin- 
ciarono ad enervare le forze dell' imperio romano. (N) 
Enervatissimo ,* E-ner-va-tìs-si-mo.^cW.«..sMyw/. ch'Enervato. Daniel.(0) 
Enervato, E-ner-và-to. Add. m. da Enervare. Lat.enervis.Gi:Jvevpos.{A) 
AI. T. Tv. Vecch. p. 16. (Ediz. Menzt.JMa imperlante la vecchiez- 
za oou mi ha enervato ed afflitto. Guicc. Stor. 10. (Bibt. E ne. It. 
4. 646.) Cacciata una delle parti , sarebbe molto facile cacciare con 
le armi italiane l' altra già indebolita ed enervata. (N) 
E Nervazione. (Anat) E-ncr-va-zió-ne. Sf. Intersezioni lendinose de' mu- 
scoli retti dell' addome. (A) 
Enesidemo , * E-ne-si-dè-mo. N. pr. m. ( Da enesis introduzione, e demos 
popolo: Introduttore del governo popolare.) — Guerriero argivo che 
volle piuttosto morire in Argo assediato che arrendersi. (Mit) 
Enesimo , * E-nè-si-mo. ZV. pr. m. (Dal gr. onesimos utile.) — Figlio d'ip- 

pocoonte , ucciso dal cinghiate di Calidonia. (Mit) 
Enesio. * (Mit.) Enè-si-o. Soprannome di Giove preso dal monte Enus, 
nelt isola di Cefalonia, dove questo dio aveva un rinomalo lempio.(Mit) 
Eneta , * E-né-ta. JS.pr.fi ( In gr. enele fibbia, ed onelos utile, ovvero 

vituperevole.) — Figlia di Eusora , e madre di Cizico. (Mit) 
Eneti. * (Geog.) E-ne-ti. Lai. Heneti , Veneti. Antichi popoli d'Italia, 
originarli dell' Illirio , che abitavano nella vicinanza dell' Adria , ed 
avevano Padova per capitale. (G) 
. | Eneto,* E-nè-to. N. pr. ni. (W. Eneta.) — Figlio di Deione e di Diomeda. — 

A lieta morto di ginja nell'esser gridalo vincitore ne giuochi olimpici.(Mii) 
Enfasi. (Ret.) Èn-fa-si. [Sf. V. G.] Figura per cui [coli' esterne dimo- 
strazioni , cioè coli' energia dell' espressioni , col gesto convenevole , 

cogli occhi, col volto ec. si aggiugne forza alla sentenza, o] si esprime 6 — Commuoversi, Adirarsi. ( 
iìi di quello che si dice. Lat. emphasis. Gr. tp.ipa.irii. ( Dal gr. en stranza fossero molto enfiati 



mento. L' Enfiamento è l'atto dell' enfiare. La Enfiagione è lo stato, 
ed esprime il crescimento visibile della parie. Cosi pure Enfiatura ; 
se non che questa è meno frequente nell' uso ordinario- Cocchiata 
è piccolissima enfiatura cagionata per lo più da morsicature di zan- 
zare , dal ribollimento del sangue , dallo stropicciamento di corpo 
ruvido e pungente. Gonfiamento è pure Enfiamento; ma il primo offre 
meglio la idea della tensione prodotta dalla pienezza , ed ha inoltre 
più volentieri senso traslato. 
Enfiamento, En-tia-mén-to. [Sm] L'enfiare. [V. Enfiagione.] Amm. 
Ant. 3. g. 7. Certi minuti animali, quando mordono, non si sen- 
tono ; si è piccolo e ingannevole lo pericolo di lor puntura ; l' en- 
fiamento dimostra il morso. Lib. cur. fobbr. Abbia gli occhi molto in 
dentro, per enfiamento delle palpebre. 

2 — Gonfiamento. Lat. inflatio , flatus. Gr. $v<rrip.ci. Cr. 3. 4- 2 - ^ 
cece è di molto nutrimento , e inumidisce il ventre , ma genera ven- 
tosità ed enfiamento. 

3 — Per simil. Crescimento , Ingrossamento. M- V. 3. 65. Turbato il 
tempo , con ravvolto enfiamento di nuvoli , ristretta la materia umida 
da' venti d' ogni parte , con disordinato empito sopra la città e parte 
del contado di Chermona ruppe. 

4 — Per metaf. Enfiamento di mente , vale Superbia. Lat. mentis in- 
flatio. Gr- ip.Qó<ry,u.x. Maestruzz. 2. 5. Dell'ira ne nascono sei fvhiij 
cioè risse , enfiamento di mente , ec. » Cavale. Discipl. spir. 35.Me- 
dicina del nostro tumore è l' umiltà di Cristo. Il qual tumore ( onde 
sono detti tumidi i superbi e gli altieri ) non è altro che un certo tu- 
more ed enfiamento della mente verso le persone, e mal pensar d'altrui. (V) 

Enfiare , En-fìà-re. Atl. Gonfiare, {Fuf] ingrossare per enfiagione. Lat. 
tumefacere. Gr. I^oynow. ( Dal lat. injlare gonfiare. ) M. Aldobr- Ma 
elle sono grosse e pesanti, e ingrossano e enfiano la forcella. E altrove: 
Ma a chi ne mangia troppo , si enfia il ventre , e tura le vie. Cr. 
g. 14. 1. Ed alcuna volta per cagione del detto verme si fanno nel 
cavallo , e spezialmente nel capo , diverse piaghe , e le più sono pic- 
cole , ed enfiano il dette capo. E mini. 4. Ma se ec. soprabbondino 
gli umori , che enfiano di soperchio le gambe , allora si cavino quelle 
gangole. E cap. 4°- '■ Fassi ancora un' altra infermità nella gamba, 
che enfia il nervo, ed indegna e fa zoppicare. ...".. 

2 _ p ev simil. Gonfiare , Ingrossare. Guid. G. Essendo incrudeliti li 
venti , fecero enfiare li mari. _ 

3 _ jy. ass. e pass. Ingrossare per enfiagione ; [<? propriamente dicesi 
del] Rilevamento di carne proprio de' corpi e delle loro membra. Lat. 
temere, intumescere. Gr. òy*.ov<r§xi. Filoc. 2. 168. Della qua! cosa 
chiunque sarà primo mangiatore , o subitamente morrà, od enfiera per 
la potenzia del veleno. . 

A — Fig. [ Crescere , Aumentarsi , Farsi sempre maggiore. ] Liv. Dee. 
3. La guerra de' Latini , la quale già alquanti anni era enfiata , non 
potea più durare. 

5 — Insuperbirsi , [ Montare in superbia. ] Guid- G. Ma noi en- 
fiando per orgoglio di molta superbia. Pass. 252. Perchè enfia per 
superbia eont'r' a Dio lo spirito tuo ? Maral. S. Greg. 2g. «.Il 
nostro astuto avversario si sforza d' enfiare e soffiare con cattivi de- 
sideri nelle menti di coloro che egli vede rendere splendore e lume 
di giustizia. . . . .. 

1 — {Onde La scienza enfia =5 La scienza fi alimi insuperbire.} 
Maestruzz. 2. 6. 4. Quando alcuno del cognoscimento della venta in- 
superbisce ; onde è scritto: La scienza enfia. 

' Guid. G. Avvegnadiochè per la sua diroo- 



piu 



.. contro a lui. 

in, e -p'hasis dizione, sentenza, apparizione. ) Fr.' Giord. Pred.Eia Enfiatamente, En-fia-ta-mén-te.. Avv. Con enfiagione, e fig. Orgoglio- 

Tìorno gran parlatore, e parlava con enfasi grande. Demetr. Segn. 58. sam«nte. Lat. inllate. Gr. àyx.i'Kui. (A) _ 

Servcsi alcuna fiata di queste (leggiadri*) Omero alla veemenza e Enfutello , En-fia-tèl lo. iSm.ì dim. di Enfiate, [bnfialura piccola.— , 

all'enfasi , e, scherzando, molte formidabile si dimostra. Enfiatura , Enfìatuzzo , sin. ] Lat. tuberculum. Gr. oyju^ad. fMac. 

Enfaticamente , En-fa-ti-ca-mén-te. Avv. Con enfasi, In maniera en- T. 4 32. 7. A me vengono cnfiatclli ec. ( Cosi 1 testi a penna , le 

fatica. Lat. signifìcanter , emphatice. Gr. ì^a-r ix.ùn. Pros. Fior. 6. slampe hanno pistelli. J . 

218 Quando egli enfaticamente mi confortò dicendomi: Va pur su Enfiaticcio , En-tia-tic-cio. Add. in. dim. di Enfiato. [Mezzo enfialo. 1 

di buon cuore , senza paura e riguardo. Lat. tumidiusculus. Gr. lià tfòiroK oy«w5r,s. Lib. cur. inalai. Hanno 

Enfatico , En-fà-ti-co. Add. m. Pieno di enfasi. Lat. etnphaticus. Gr. sempre il volto e le gambe enfiaticele. _ 

UiboiriKÓi. Segna-, Mann. Nov. 8. 1. Da un puro ossequio verso la Enfiatino , En-fia-ti-no. [Sin.] dim. di Enfiato. Lo stessoche Iv.iiateUo. 

forme si espressive , si enfa- V. Lat. tuberculum. Gr. ^pàrnv. Lib. cur. malati. Vengono molti 



legge di Cristo , il quale ti divieta con torme si espressive 
tiche ogni vendetta. Salvia, disc. 3. 88. Si ristrigne con maniera en- 
fatica , fatta propria a significare un genere particolare di cosa, cioè 
d' importanza. Pros. Fior. 6. 2^2. Gli sfoderò in faccia una difesa 
tanto enfatica e dotta , che ec. 

2 *(Fis.) Enfatici dissero gli antichi i colori apparenti, che sovente si 

vedono nelle nuvole prima del sorgere e dopo it tramontare delsole.(\an) 
Enfermo , * E'.i-fér-mo. Add. m. V. A. V. e di' Infermo. Rim. ant. 
Bind. Boa. io3. ( 'V. la nota 77. Guitl. Lell.J S'alcun ha 'l cor en- 
fermo , Quasi dica : oltrepasso, Non fia secco ma passo , Avendo in 
se fort zza può guarire. (V) 
EhFerTA , * En-fer-tà. Sj. V~. A. Lo stesso che Infertà. V- e eE'Infer- 
mità. Rim- Ant. Fr. Guitl. (V. la noia 1Q2. e ògo. Guitl. Lell.J 
Che il dolore dell' enferlà sua forte, E temenza di inortesostene. (V) 
Enfiacioncella, En-lia-gion-cèl-la. {Sf] dim. di Enfiagione. Lai. exigu- 
us tumor. Gr. òyx.uiùiov. Lib. cur. inalali. Comincia prima una leg- 
giera enliagioucella nella gola. 
Enfiagione , En-tia-gió-ne. [ Sf. Gonfiezza , e La parie enfiata ; nel 
qual signif. d.cesi pure Enfiamento, Enfiato, Eufìore.] — ,En(ìazione, 
Enfiezz a, Disipol a, sin. Lai. tumor. Gr.òyxos. (Dal lat.inflalio gonfiamento, 
tumore.) Cr.' 3. 7. 16. Se adunque spesso si mangi (il pane cotto in 
les li), dopo molto tempo e enfiagioni e dolor di fianco genera. E nuni. 
■)-;. Imperò enfiagioni e gravità di membri e oscurità fa.Alleg.332. 
Svaniranno ben tosto i monachini dell'uno, e l' enfiagioni dell'altro. 
Buon. Fier. 4- 5. < 5. Guarda cora' io Più del solilo son qui ricre- 
sciuta : Questa è tutta enfiagione. 

Enfiagione diff. da Enfiamento , Eifialuia , Cocciuola , Gonfia- 



enfiatini intorno alla gola. E appresso: Questi sono simili agli enfia- 
ti fi i di sotto le braccia. _ 
Enfiativo, En-fia-ti-vo. Add. m. Che fa enfiare o gonfiare. Lat. fu- 
melacicns, inflans. Gr. ìjei^eup.a.ra-fMÌi, ^virrirmoi. Ci: à. 7. ló-Ua. 
pasta del frumento usiamo in molti modi ; • se e azzima e viscosa , 
e enfiativa , e a smaltir dura. . 
Enf.ato, En-LÌà-to. [Sm. Lo stesso che] Enfiagione V. Lai. tumor, 
tuber. Gr. &px. G. F. 12. 83. 7. Apparendo nell angmnaja, o sotto 
le ditellà, certi enfiati chiamati gavoccioli, e tali ghumducce e tali clna- 
mavano bozze. Cron. Morell. Nacque costei con un enfiato nel capo, 
cosi da lato, era a modo d' una vescica. E appresso : E di pò! iwcque 
un'altra fauciull* ec, e nacque col medesimo enfiata, tir. nov. 2. zuff. 
Se non che io vidi a questi di nn.de' vostri nipote.., quel maggiorelo, 
aver questa simil cosa: io mi credeva che fo^se un q.alcne mal enfiato. 
2 _ Fie. [Vano orgoglio, Superbia. ] Tue. Dav. Star. 2. 291. La 
guerra taglierà i loro enfiati , e vedrassi la puzza che n esce. 

Enfiato WS. da Gonfio, Tumido, Turgido. Enfiato presenta U 
idea di un fluido penetrato nel corpo. Gonjio esprime lo stato della 
parte del corpo elevata del naturale. E d' uso ordinario nel traslato. 
Noi diciamo Uomo gonfio d'orgoglio, gonfio di vana speranza d .ira , 
di pazza gioia ec. Diciamo pure Stile gonfio. Timido e latinismo. 
Parlando di stile, è più di Gonfio. E Turgido è anche più. Lo stile può 
esser Turgido senz'esser Gonfio. Li Turgidezza paò essere nelle idee, 
ne" concetti, non nelle figure e ne' vocaboli. 
Enfiato. Add. in da Enfiare. _,«iibo, Eufwto.sm. Lat. tomefactes 
Gr. oV**ros. Bocc. nov. 3j. i3. Insieme colla sua Suuoua cosi ea- 



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55 ENFIATURA 

«ali furono nella chiesa di san Paolo seppelliti Gultì. G. L'enfiato 
per troppo beveraggio della 'nsalata acqua , nudo si coricò nella terra. 
Dani. Inf. 7. 7. Poi si rivolse a quella enfiata labbia , E disse : taci, 
jnaladctlo lupo ; Consuma dentro te con la tua rabbia. Tass. Ger.2. 



ENIDRIDÉ\ 



Enoadinà. * (Geog.) En-ga-dì-na. Lai. Capti 
Svizzera , nel cantone de' Grigioni. (G) 

Engalum. * (Geog.) En-gal-lìm. Aulica città di 
Beniamino. (G) 



Ocnl. Sf. ralle della 
alestina nella tribù di 



88 



Così rispose; e di pungente rabbia La risposta ad Argante ii cuor ENGANNA.*(Gcog.) Ùngin-na.Anl.cil.di Pakstina,ai\iilàdc/Giordaiio.(Cx') 
trafisse; Né '1 celò già, ma con enfiata labbia Si trasse avanti al Ca- Engannare, * Eu-gan-tià-rc. Alt. P. A. P. e Jt\uganuarc. (Presso 
pil;iun , e disse. 

— Per rneiaf. Gonfio , Superbo , Altiero. Lai. superbiens , tumefa- 
ctus , infiatus. Gr. viri(r'fi$a.iiQS , òyxo 17*^0?, 



Cavale. ' Mcd. cuor. Le- 
vandosi alquanti enfiati di vanità , volendosi ciascun far nome , scris- 
sono e seminarono diversi errori e sette. Coli. SS. Pad. Ovvero tra- 
cndogli ad errore di rcsie , e d'enfiate presunzioni. Dial. S- Gng. 
Quell' uomo barbero enfiato , e levato in superbia e prosperità di glo- 



gli Spagn. enganar vale ingannare. ) Rirn. Ani. Stilile di Nàpoli 2. 

citato nelle nota 3o. Guitt. Lei. Cusì m'ha l'ennemifco engannato. (V) 
Engannin. * (Geog.) En-gan-nìn. Antica città dellJlPateslina, iwlLt 

tribù di Giuda. — nella tribù d' Jssacur. (G) 
Enganno, * Eu-gàn-no. Sm- V. A- P. e di' Inganno. (Un isp. eitgano.) 

Ilim. Ani. Biiid. Bon. Grave in' è per enganno Trovandomi traduto, 

Convenirmi star muto. P. noi. 365. Guitt. Leti. (V) 



ria temporale. Amm. Ant. 36. 8. 6. E indi noi, enfiati di vane op- ENGANo.'(Gcog.)En-gà-no.C/'/<rt delle is.dellaSonda,nell'0,:eanoindiano.(G) 



pinioni , cadiamo in innumcrabili peccati ed isvariati errori 
Enfiatura , Eu-fia-tù-ra. [Sf. Lo stesso che Enfiore. ^.Enfiagione.] Bocc. 
i'itrod. 5. Nascevano ec. nell' anguinaja , o sotto le ditclla , certe en- 
fiature. Sai- Più. L' enlfatura mostra il morso , e nell' enfiatura non 
appare punto di piaga né di puntura, 
a — Per simil. attribuito alla Terra. Cresc. lìb. 4- ca P- 7- Si ponga 

(la vile), quando tali' enfiatura del pastino , non ancora rassodata, Engastrimanzia. 



Encastrilo^uo. * (Fisiol.) En-ga-strt-lo-quo. Add. e sm. Lo stesso che 

Gastriloquo'. P. (Aq) 
Encastrimandro. * (Fisiol.) En-ga-stri-màu-dro. Add. e sin. Lo stesso 

che Gastrimito. P. (A.O.) 
2 — '(Arche.) Così furono chiamati pure alcuni indovini, che profetavano 

parlan dq colvenlreJ Dal gr. cn in^aster ventre.e m a ntis ind ovino. V^it) 
* (Fisiol.) cn-ga-stri-inan-zi-a. Sf.P-iì. LVilessoc/ie 



la terra sottosegga. (V) 
S — Per mela fi. [Alterigia, Superbia-] Lai. mentis infiatio, fastus.Gr. 
i/j.$ij<T?i(A.x. Pass. z35. Acciocché per lo rimedio di tal medicina l'en- 
fiatura della superbia si sanasse. 
Enfiatuzzino , Eu-fia-tuz-zì-no. [Sm.] dim. di Eufiattizzo. Lib.cur.malalt. 

Mostravano al chirurgo quegli enfiatuzzini. 
Exfiatuzzo, Eu-fia-tùz-zo. [Sin,] dim. di Enfiato. Lo slesso che Enfìutel- 
\o.P. Lib. cui: malati. Provano alcuni enfiatuzzi ne' polsi delle braccia. 
Enfiazione, En-fia-zió-ne. [Sf. Lo slesso che Enfiagione. P.] (Dal lat. 

infiatio che vale il medesimo.) Cr. g'àa.s. Questo mollificarnento mollo 

vale a tutte l'enfiazioni delle gambe che avvengono per alcuna percossa, 
a — [Gonfiamento, Rilevamento.] Gu/rf. G.Ora, levata per l'enfiazione del- 
l' onde de' cavalli, si rinualza in sulle montuose altezze delle tempeste. 
3 — [Eig. Superbia, Alterigia, Presunzione.] Lib. Pred. La prima 

cosa che impedisce il vedere , si è l' enfiazione. 
Enfiezza, * En-uéz-za. Sf. Lo stesso che Enfiagione. P. Girald.nov.420. 

Quivi mi pare che enfiezza , e timore ( timore per tumore detto qui 

da un uom sollazzevole ad un uomo balordo per beffa ) vi sia. (B) 
Enfielda ; * (Geog.) En-fiél-da. Città d' Inghilterra. (G) 
Enfio , En-fio. Add. ni. P. Poel. Gonfio , Ingrossato per enfiagione. 

Lo stesso che Enfiato, P. Salvia. Nic. Sotto alle mascella Prurito 

ailor l'enfic gengive doma. (A) 
Enfiore . Eu-fió-re. [ Sm. Lo slato della cosa enfiata , ossia l' effetto 

dell'] enfiagione. — , Enfiatura, sin. Lib. Masc. Se qucll'enfiare verrà 

per sangue , in questo modo il conosci. 
ExfirmitÀ , * En-tìr-mi-tà. Sf. P. A. P. e di' Infermità. — , Enfìr- 

niitade , Enfirmitate , sili. Tratt. Vit. Mor. nella Tav.Barb. alla P. 

Infirmitade: Sì grande enfirmitade. (V) 
Enfisema. (Med.) En-fi-sè-ma. Sm., P. G. Lat. enphysema. (Da eh in, 

e physema tutto ciò eh' è gonfio , bolla , tumore. ) Enfiagione o Tu- 




prima. — , Empneiimatosi , sin. (A) (Aq) (Van) 
Enfisematoblefaro. * (Chir.) En-fi-se-ma-to-blé-fa-ro. Sm. P. G. (Da 

emphfsema , atos gonfiamento formato d'aria , e blephaivn palpebra.) 

JEji fisema delle palpeb re. (V anì 
Enfiteusi. (Leg.) Eu-fi-té-u-si. [Sm.] Contrailo [in virtù di cui si cede ad 

altri il domùiio utile di uno stabile in perpetuo, o a tempo lungo , pel 

pagamento di un annuo canone dello ] Livello [ o Censo enfiteutico) 

in ricognizione del dominio diretto. Lat. emphyteusis. Gr. tfx.q>t'rwcns. 

( Dal gr. emphyiuf'o fut. di emphytevo pianto, innesto : ed emphytevo 

vien da en in , e phylnn pianta. ) 

Enfiteusi dilli da Ccnsuazione, essendo 1' Enfiteusi una specie di 

Censuazione. Il contralto enfiteutico ha per oggetto soltanto beni 

stabili ; la Censuazione può farsi anche di danari ec. 
Eni-iteota. (Leg.) En-fi-tè-u-la. Sm. Colui che riceve t enfiteusi. — , 

Enfitcuticario , sin. Lat. emphyteuticarius. (A) 



Gastrimanzia. /^.(Da en in, gaster ventre, e muntici divinazione.) (Aq) 
Engastiiimismo. * (Fisiol.) En-ga-stri-mì-smi. Sm. P. G. Lai. engislri- 
mysinus. (Da en in , gaster ventre, e mylhos parola.) Maniera di pall- 
iare che consiste nel dominare la voce in' guisa che non sembri usci- 
re dalla bocca , ma venire da lontano. (A. O.) 
Engastrimito. * (Fisiol.) En-ga-stri-iìiì-to. Add. e sin. Lo stesso che 

Gastrimito. P. (Aq) 
a — * (Arche.) Eugastrimiti furon dette alcune sacerdotesse d'Apollo le 
qualidavano glioracoli senza muovere le liibbra.CV.engraslrimismo.)(Mit) 
Engasthiocarpa. * (Bot-) En-ga-stri-ocàr-pa. Sf. P. G. Lat. engistrio- 
carpa. ( Da en in , gaster ventre , e carpos frutto. ) Classe o Divi- 
sione di piante della 24-ma classe del sistema sessuale di Linneo , 
detta crittogamia, la quale comprende tutte quelle che prive di fusto 
hanno la fruttificazione nascosta nell'interno della loro sostanza. (Aq) 
Engelberga , * En-gel-bér-ga. IV. pr. f. Lo stesso che Angclberga. A^(bS 
Engelberto , * Eti-gcl-bèr-to. IV. pr. in. Lo stesso che Angelberto. k. 
— Nome di due arcivescovi ed elettori di Colonia rtelXllI. secolo, 
uno de' quali canonizzalo. (B)(Van) 
Engelbcrgo. * (Grog) En-gel-bùr-go. Città della Slesia. (G) 
Engem. * (Geog.) En-gém. Picc. città del Gran Ducato di Baden.(G) 
Enger. * (Geog.) Eu-gér. Lat. Angria. Città degli Stali Prussiani 

nella provincia di Vestfalia. (G) 
Enguien. * (Geog) En-ghién , Alighieri. LaL Angia , Arigianum. Città 

de' Paesi Bassi nell' Analto. (G) 
Engia. * (Geog ) Èn-gi-a. Isola della Grecia. \Lo slesso che Egina. (G) 
Engiburga , * En-gi-bùr-ga. N. pr. fi Lo stesso che Angelberg-i. V. (8) 
Engieo , * Eu-gi-é-o. N. pr. m. ( Dal gr. engye promessa. ) — Generale 

di Radamanlo. (Mit) 
Engilberga, * En-gil-bér-ga. N. pr. f. Lo stesso che Angclberga. V. (B) 
Engileerto,* En-gil-bér-to. N. pr. m. Lo stesso che Angelberto. P. (B) 
ZV. pr. f. Lo stesso che Angelbcrga. ^B) 
N.pr.f. Lo stesso die Angelmonda. C. (B) 
pr. f. Lo stesso che Angelvica. f. (B) 
ìà-re. N . pass. P ' . A. P. e di' Inginoc- 
chiare. Fr. Jac. T. 3. 17. 18. Pietro s' enginocchioe. (V) 
Engiscopio. (Ott.) En-gi-scò p-i-o. Sm. P. G. Lat. engyseopium. ( Da rngys 
vicino , e scopeo io osservo.) Strumento più nolo col nome di I\Jic ro- 
scopiO jjpgr osservare i pernii n Sfl"t' ; "i r^rntìdirne l' immasine.lAcjT 
Engì'soma. * (Chir.) En-gi-sò-ma. Sm. P. G. Lat. engisoma. (Da engion 
più da vicino, e soma corpo. ) Specie di tlasi o frattura dell' osso 
del cranio ; per cui un frammento dell' osso separalo poggia sulla „_^ 
dura madre , e trovasi coperto dell' osso sano. (Aq) 
Engi.ìto, ■* En-gì-sto. N. pr. m: Lat. Hegistus. (Dal gr. ex egos capra , ■ y 

ed istao io sta : Chi sta fra. -le capre. In ted. enge hitze è lo stesso ' 
che picciol calore. ) (B) 
Englottogastro. * (Fisiol.) En-glot-to-gà-stro. Add. e sm. V. G. ( Da 
en in , dentro, gioita lingua , e gaster ventre : Chi ha la lingua lui - 

veiitrf) /lif? rfrwn r/'" ^i'fitr' 1 "'!'! 1 ?- ^ f/ \tt) ' ■ — ^^S^ 

Engojo. * (Geog) Eu-gò-jo. Regno della Guinea inferiore. (G) 



*- 



Add. e sm. Lo stesso 

m. V. L. D' enfiteusi. Lai 



che Emgonasi. (Astr. En-gó-na-si. Sf. P. G. Lat. engonasis. (Da en in, e 

eony ginocchio.) Costellazione boreale che rappresenta un uomo in 

ginocchio , della con altro nome Ercole. Salv. Arai. Ma così ne fa 

chiamano 1' engonasi , O '1 ginocchion ; perocché ne' ginocchi Aliali- 

cata , un uom che s' inginocchia {{assembra. (A) 

Esgormì.* (Geog.) En-2,oc-mì.C il. della IV igrizia, ne! Regno di Bornu. (G) 

Enguera* (Geog.) En-gnè-ra. CU. della Spagna nel Regno di Valenza. (G) 

Enia, * È ni-a. N. pr. f ( Dal gr. henia redini.) — Una delle dodici 

figliuole di Asopo e di Melone. (Mit) 
Eniadi. * (Geog) En\-a-d\. Anl.populi della Grecia nell' Acarnania. (G) 
Eni\lio, * E-ni-a-li-o. N. pr. in. Lat. Enyalius. ( Dal gr. eirjro io uc- 
cido , onde enyo Bellona , td enyalios Marte.) (B) 
2 • (Mit.) Soprannome di Marte, e vale Battagliero , o piuttosto uc- 
cisore. ( V. Enialio n- prO (Mit) 



Enfiteuticario. (Leg.) En-fi-teu-ti-cà-ri-o 

Enfiteuta. y. (A) 
Enfiteutico. (Leg.) En-fi-te-ù-ti-co- Add. 

einphyteuticus. Gr. ìn<pvrivri«.ós. 
Eviioto, * En-fiù-to. Add. m. V. A. V. e di' Enfiato. S. Agost. C. 

D, 5. 20. Posto che questa gloria (umana) non sia delicata , nondi- 
meno ella è enfiula , ed ha in se molto di vanità. (V) 
Enfrajima. * (Chir.) Eu-fràtn-ma. Sm. P. G. Lat. enphragma. ( Da 

en in , e phragma barra, chiusura.) Ostacolo posto dui feto slesso 

aWuscir suo d all' utero ne' parti diff ìcili. (A. O.) 
EniraSsi. * , "iJMe'd.J Eii-lràs-sl. «47. "Lo stesso che Eufrassia. P. Lai. ob- 

turatio. Gr. h'n$px£is, (A. 0.) 
Enfrassia. * (Med.) Èu fras-sì-a. Sf. P. G. Lai. emphraxis. (Da emphra- 

xo fut. di emphratso od emphralto io ostruisco : e questo da en in , 

e phrulto o phrassiio assiepo.) Ostruzione di qualche canale, prodotta Emca, * È-ni-ca. N.pr.f (V- Enico.)-Una delle figliuole di Pnamo.(Mtl) 

dalla materia inerente net di dentro di questo.-, Enfiassi, sin. (Van) Enico , * È-ni-co. N pr. m. (Dal gr. emeos singolare.) —Re di òciro. 
Esfrattica. ' (Med.) En-fràtti-ca. Sfi P. G. Malattia proveniente da — Poeta comico di Atene. (Mit) . 

ostruzione cronica. P.Eiifassia.mdgv.emphracteonvevh. di emphralto Enide , * E-ni-de. N.pr.m Lat. Oenides- (Nome patron, di Eneo .. (B) 

io otturo. In gr. emphraclicos è quel che ha forza di otturare.) (Van) 2 — *(Mit.) Soprannome di Meleagro editata 1 discendenti diEneo.(Mtt) 
Enfrattici. * (Farm.) En-fràt-ti-cL Add. e sm. pi. P. G. Lat. emphra- Enidride.* (Zool.) E-ni-dii-de. Sm. P.G. Lat. enhydr.s. (Da en in e 

etica. ( P. enfrattica.) Medicamenti topici per ostruire i pori. (Van) hydof acqua.) Genere di rettili della famiglia de Serpenti , cosi de- 
Enfrattico. * (Farm.) En-fràtti-ca. Add. m. Aggiunto delle sostanze nominati dalla loro abitudine di viv.rc sempre ne fiumi , nelle pa- 

che otturano i pori della cute, hicesi anche Èuplastico/ A.O.) (Van) ludi ed anche nel mare , iiudreadasi esclusivamente di pesci, di rane 
ENGADDi.*(Geog.)En-eàd-di.^/^.c!>.(('e/ 1 '«Pu/r i ( ( -,» < , i e/A 1 ir i 4/a/iGi((<:/a.(G) e di altri animali acquatta. Da òhucider sono diminuii Un. (Aq) 






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ENNICO 



Enidro. * (Min.) E-ni-dro. Sm. V. G. Lai. enhydefcm. (V. enidra.) 
Calcedonio rotondo ed ovoide , che trovasi particolarmente sul pen- 
dio di certe colline vulcaniche in vicinanza di licenza su i monti 
Serico, San Floriano ec, il quale si distingue per una cavita del 
suo centro , che contiene una Noceto d' acqua mobile. (Aq) 

Enigma. (Leti.) E-nig-ma. {Sm. F. C] Detto oscuro che sotto il ve- 
lame delle parole nasconde senso allegorico. — , Eninuna , Enigma- 
(» , Indovinello , sin. y. Flos. , 3gj. Lai. «.enigma. Or. «"W" 1 - 
Dant. Puri;. 33. 5o. Che solveranno questo enigma forte. Belttnc. 
son. 218. ìo vi mando un sonetto burchiellesco, Che dell'enigma 
alquanto è foderato. Galat. 55. Di quella accozzate insieme si com- 
pone quel favellare che ha nome enigma , ed in più chiaro volgare si 
chiama gergo. 

Emgmate .* 
iSa.j"> 
in enigpjate. 

Enigmaticamente, \ E-nig-ma-ti-ca-mén-te. Avv. A maniera di enigma. 
— , Eniinmalicamènte, sin. Mozzati. Berg. (N) 

Enigmatico, E-uig-ma\ii-co. Add. m. di enigma, Con enigma. — , 
Eiuniiuatico, sin. £a/\aenigraaticus. Gr. àmyfMiruOiip. Seal. A .Agóst. 
La coBtemplazionc presento, la quale è enigmistica , cioè figurativa, 
a rispu'UcTdi quella cont>nK)lazione della vita eternale. Fr. Giord^ 
Preti. Il vangelo sopra di cìovnon favella con parole enigmatiche. E 
altrove : Usano parole e periodMBtdgmstici. 

Enigmatizzare , * E-nig-matiz-zàreTSa(. ass. Parlare in enigma. — , 
Enimmatichizzaie , sin. Uden. Nis. 5>£Mi sdegno con P. Vettori , 
che ... rimprovera a Cicerone una metafiha allegorica scrivendo ad 

P 



ma-te. [ Sm. V- A. e forse erronea. V. e di' Enig- 
d- S. Pred. j3. Ora il veggiamo come per ispeccliio 



stoli 



rimprovera 
Attico. Ne si ricorda che per queir epis 

matizzare pcu non esser inteso ne' suoi segreti'iSsi chi avesse disagi 
late queste sue lettere scritte in tempi assai turbolWi e pericolosi. (B) 

Esil, * (Geog.) È-ni-i. A litichi popoli della Gnecia^ ch\si recarono al- 
l' assedio di Troja. (G) 

Enimma. (Lett.) E-nim-ma. [ Sm,. V. G. Lo slesso che ] lsjTigBia 
lied- lett. 2. igo. Nel ricercare mi hanno portato qui il librettino de 
gli enimmi del signor Coltellini, stampato [in l'anno ifiGt). » M(igaf. 
Leti. fam.Part. 2. 7. Parlava ec. , e non per via di ligure ed e; 
mi. Gozz. Osserv. 5. i3. Eccovi l' enimma. (N) 

Emù mattamente , E-nim-ina-li-ca mén-tc. Avv. Lo stesso che Enigma 
ticamente. F. Lai. aeqigmatice. Gr. <rAvtyna.Ti.ovs.- Salvai. Las. In 
questo genere di veste vien disegnata ciùmmalicaroente Y irsuzie o pe- 
losità delle foglie di vite, (A) 

Emv.matichizzare , E-nim-ina-li-chiz-zà-rc. N. ass. Lo stesso clic Enig- 
matizzare. y. Lat. aenigmatice loqui. Gr. ctmtyp.a.Tl^.rr3cci. Uden. Nis. 
1. '34. L'adulterio di Enea con Bidone con quanta prudenza viene 
egli adombrato, non che descritto! Dove non parhcolareggia , ma 
piuttosto enimmalichizza (per dir cosi) l'atto impudico ec. (A) (B) 



Enzimatico, E-nim-mà-ti-co. {Add. m. Lo stesso r.hel Enigmatico, y.» Enneafilo. * (Bot.) ÉXiie-à-f>lo. Sm. Sorta cT erba di lunghe foglie^ 



Salvili. Pros. Pose. 1. 2-3. Il Petrarca in quella canzone satirica 
nimmatica ce. E Gas. iSà. Ed è per natura la poetica tutta insieme 
vnimmatica , e non da ogni noma il riconoscerla. (N) 

Ekikga. * (Geog.) E-nin-ga. Regno della Guinea superiore sulla, costa 
di Gabon. (G) 

Eningia. * (Geog.) E-nsn-gia. Antico paese sul Baltico; si crede che 
sia l' odierna ^Finlandia. (G) 

Esio. * (Mit.) K-ni-o. Lo stesso che Bellona. V. (Dal gr. enyo che vien 
da eno per phenn io uccido.) (Vau) 

Emochi. * (Geog.) E-nì-o-ehi. Amichi popoli della Sarmazia. (G) 

Egioco. ' (Astr.) E-nì-oco. Sin. y. G. Lat. heniochus. ( Da Ilenia 
' redini , ed tcho io tengo. ) Costellazione settentrionale chiamata al- 
trimenti il Cocchiere. (Van) 

a — * (Mit.) Soprannome di Ballerofìinle che impose il freno ut Pegaso, 
ed anche di Trochilo fglio di Callitea , il quale fu il primo ad at- 
taccare i cavalli al cocchio. (Aq) (Van) 



Empodo, * E-ni-podo. N. pr. m. Lat. Enipodus. (Da enas il numero Enneapetala. * (Bot.) En-ne-a-pè-ta-la. Add. f. C G. Lat. eime?p\(ala. 



nove, e pus, podos piede: Di nove piedi.) (B) 
Enippa. * (Geog.) E-nìp-pa. Primo nome dell' Aganippe. V. (G) 
Esispa. * (Gi.og.) E-ni-spa. Città del Peloponneso neli Arcadia. (G) 
, Exiveo , * E-ni-tè-o. IV. pr. m. ( Dal gr. enoie orecchino; ovvero enete 
nii!«ia : Chi porta orecchini o fibbie. ) — Giovane pastore amato da 
Tuo. (Mit) 



( Da ennea nove , e pelatoti faglia. ) Corolla a nove petali. v"M/\ 
Enneasperma. * (Bot.) En-ne-a-spèr-ma. Sf. y. G. Lai. enncaspermV 
(Da ennea nove, o sperma seme.) Specie di pianta del genere solea, 
famiglia delle viole la citi casella contiene neve , o sovente otto semi 
bianchi e lucenti: questo nome è applicabile anche agli altri frulli 
muniti di un tal numero di semi. (Aq) (N) 



(Geog.) Ant. fiume della Grecia nell' Elide.— nella Tessaglia.(G) Ennf.astachio. * (Bot) En-ne-a-stà-clii-o. Add. m. V. G. Lai. ennea- 

stachium. (Da ennea nove , e slachys spiga. ) Epiteto de' culmi che 
portano nove spighe. (Van) 
EnueasTemoni. * (Bot.) En-ne-a-.stè-rno-ni. Add. m.-F.G. Lat. enneasfe- 
moni. (Da ennea nove , e stemon stame. \ Fiorila nove stami. (Aq) 



Emstep.ie. * (Arche.) E ni-stè-ri-e. Add. e sf. pi. Lat. oenisteria. ( Da 
iii'is vino. ) Sacri/izii che i giovanetti ateniesi avanti di tagliarsi per 
la prima volta la rh.ioim ^ offerivano a Marte , od a qualunque al- 

— fin divinità , ' p ortando net tempio una gran tazza di vino che essi pre- 
libando distribuivano a' circostanti. (Van) (Aq) 

Eristica. * (Arche.) E-nì-stica. Sf. Arte d' indovinare le cose future 
dal volo degli uccelli. ( Dal gr. enislao io soprasto , il cui perf. è e- 
nesteca ; ed è dunque V arte di chi soprasta agli auguri). ) (Van) 

Ekna. * (Gcom.) En-na. Lat. Enna. Antica città della Sicilia , forse 
Castrogiovanni. (G) 

Ennata, * En-nà-ta. N. pr.f. Lat. Ennatha. (Dal gr. enna'e nona.) (B) 

Esagono. (Geom.) En-nà-go-no. Add. e sin. Figura di nove lati. Voc. 
Dis. Ennagono regolare , ce. (A) 

Enne , É n-ne. [^oit. com.~] Una delle lettere del nostro alfabeto; e si dice 
aìiclie del carattere che ìo esprime. 

2 — * I enne, onne: modo famigliare , usato per esprimere Prolun- 
gamento di conclusione di checchessia ; ed ha lo slesso significalo 
o fòrza che Ponza ponza ; ed è maniera tratta dal compitare de'fttn- 
ciulli , che oltre la lentezza , dimostra il cominciar bene e il finir 
male. Onde d'uno che s'affanni d'operare e non conchùida, si dice : 
Egli è un i enne, onne. (A) 

3 — * Voce composta di È e di Ne , e vale Ne è, Ci è , Ve ne ha. (A) 
Ennea. * (Arche.) Ènnt-a. Nome numerale greco, che vale Nove , e 

/ 'ocub. ILI. 



Enneatico.* (Med.) Eu-ne-à-ti-co. Add.m.P.G. Lai. enneaticus. (Da 
ennatos nove. ) Gio rno nono e critico in una malatti a. (Aaì 

Enneemimeride. * (Lett) En-ne-c-mi-raè ri-dc. Sf f. O. Lat. ennehe- 
mimeris. ( Dal gr. ennea nove, hemisys mezzo, e meri s parte.) Ce- 
sura nel verso latino ed è quella che si fa nel nono mezzo piede, cioè 
nella sillaba che segue il quarto piede. (Van) 

Endemico, * En-ne mi-co. Add. e sm.r.A.V. e rfi' Inimico, Nemico. Bim. 
ani. Abate di Napoli 2. cit. nella not. 3o. Guitt. Leti. Così m' ha 
1' ennemico ingannato. (V) 

Ennenecontaedro. * (Min.) En-ne-ne-con-tà-c-dro. Add. e sm. V. 
G. Lai. ennenecontahedrum. (Da enneneconta novanta, e hedra base. ) 
Cristalli a novanta facce. (Aq) 

Enniado, * En-ui-à-no. Add. pr. m. Di Ennio. Nisieli , Berg. Salviti. 
Cas. i3q. La natura di questa, e in che differisca dall' enniana ( sa- 
tira ) così dichiara Diomede. (N) 

Ennico. (LetU)Èn-ni-cc Add- e sm Lo stesso che Etnico. V. Vit.S.Gir. 
3A. E non ama vi prossimo solo per amore di parentado e di carne, rome 
fumo gli Ennici e' pubblicani. (V) Mann. Laz Lvig.Tosc. Pref'. p. q. 
Ha senza a'k-jai e jli esempli dall'ennica religione tolti, eh-, non sa ce. (N) 



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che preposto ad altro nome indica che questo significa oggetto diviso 
o composto di nove parti. (Aq) (Van) 

Eknea. * (Mit.) Soprannome di Cerere, dalla città di Enna , ove fa- 
ceva la principal dimora. (Mit) 

Ennf.acanto. * (Zool.) Eti-ne-a-càu-to. Sm. V. G. Lat. enneaeanthus. 
(Da ennea nove, e acanlhos spina.) Specie di pesci distinti da nove 
raggi pungenti alla pinna dorsale. (Aq) 

Enneacateride. * (Cron.) En-ne-a-ca-tè-n-de, Sf. f. G. Lo nesso che 
Euneadecateride. f. (Aq) 

Enngacordo. * (Mus. ) En-ne-a-còr-do. Sm. V. G. Lai. enneacordus. 
(Da ennea nove, e chorde corda.) Strumento a nove corde. (Aq) 

Enneacruno. * (Geog.) En-ne-a-crù-no. Fontana in Atene , detta prina 
Callircc. (G) 

Enneadattilo. * (Zool.) En-ne-a-dàt ti-!o. Sm. V. G.' Lat. enneadaety- 
lus, (Da ennea nove , e dactylus dito.) Specie di pesci del gènere 
pom acentro deli ordine degli acanloplertgi , così denominati dai neve 
articolati raggi dettn loro pinna dorsale. (Aq) (N) 

Enneade. * (Arche.) Eunè-a de. Sf. P. G. Lo stesso- che Novena. Sal- 
viti. Pros. Tose. 1. 4'34- Plotino al contrario nella sesta enneade , o 
novena al libro nono ec. prende 1' esempio da' comuni umani amori. 
( Plotino divise in, sei enneadi i suoi 54 libri. ) (N) 

Enneadecaedro. * (Mal. e Chim.) En-ne-a-de-cà-e-dro. Sm. V. G. Lat. 
tnnradechaedrum. (Da ennea nove, decji dieci , t;,hedca base.) Corpo 
solido o cristallizzato a diciannove facce: (Aq) 

Enne^decagono. * (Geom.) En-ne-a-de-cà-go-no. Add. e sm. V. G. Lat. 
enneadecagonus. (Da ennea nove, deca dieci, e gonio angolo.) Figura 
poligona a diciannove angoli ed altrettanti lati. (Aq) 
5' insegna di enig- Enneaoecateride. (Croi) En-no-a-de-ca-tè-ri-de. Sf. F~. G. Lai. en- 
neadecaeterides. (Da ennea nove, deca dieci , ed elos anno. ) Ciclo 
lunare, o Periodo di diciannove anni , che riconduce le nuove lune 
al/o stesso giorno del mese. Oggi detto Numero d'oro o Aureo nu- 
mero. — , Enneacateride , sin. (ì>iz. Mal.) (Aq) 

Enneaedro.* (Mat. e Cliim.) F.n-ne-ae-dro. Sm. K.G. Z,<7f. ennehaedrur.?-. 
(Da ennea nove , e hedra base.) Corpo solido o cristallizzalo a novi 
facce. (Aq) 

Enneaeteride. * (Cron.) En-ne-a-c tè-ri-de. Sf V. G. Lat. enneacteris. 

(Da ennea nove, e elos anno.) Novennio o Ciclo di nove anni alia- 

cui fine dovevano intercalarsi novanta giorni, ossia tre mesi: nverca- 

zione che ai Greci sembro più comoda della Petilaeteride, che allìf 

fi7ì\r/el quarto anno aggiungeva un giorno al principio del quinto. (Aq) 

ENNEAr\RMACo. * ( Form. ) En-ne-a-far-ma-co. Sm. r. G. Lai. ennea- 
pharmafeuiu (Da ennea nove, e pharmacon medicina.) Preparazione in 
cui entrane, sostanze medicinali diverse. (Aq) 

Enneadi llo. *\Bot.) En-ne-a -fìl-lo. Sm. f. G. Lai. enncaphyllnnii 
( Da ennea novy, e phyllon foglia.) Specie di calice che e formalo 
di nove fo^liolineSlVao) 



di natura càustia. /y<I\f'imaria eìineaphylla Lin. Landino, Berg (N) 

Enneagamia. * (Lett.) Eu-iuKa-ga-nii a. Sf y. G. Lat. enneagamia. ( Da 
ennea nove , e gamas nozzeV-3 Stalo di persona che ha contralte 
nove inalrimonii. (Aq) 

Enn eagamo. * (Lett.) En-ne-à-ga-mòXy«S'»>». V. G. Persona che contem- 
poraneamente o successivatneiUe ha^sposato nove donne. (Aq) 

EnneAgono. (Geom.) En-ne-à-go-no. StnSff. G. Lai. enneagOJius. ( Da 
ennea nove , e gonio angolo. ) Poligono\(i nove, angoli e di altret- 
tanti lati , e Fortezza di nove bastioni. (A\ 

Enkeahdri.* (Boi.) En-110-àn-dri. Add. ni. y. Ù\I.at. enneandri. ( V. 
enneandria. ) Dicesi de' fiori che hanno nove sìhtm. (Aq) 

Enneahdria. * (Bot.) En-ne-àn-dri-a. Sf. f. G. i^-Noneandria. ( Da 
ennea nove, e aner, andrò s stame.) Nona classe del stSUma botanico 
di Linneo, che contiene le pianti^ertraUerizzalft da fiori ernfrtf-ìditi con 
nove, stami e che suddivtdesi in tre sezioni ; la Mouoginiajxi Trigi- 
nia , e Z'Esaginia. y. queste voci. (Aq) 






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Ennikgo, * En-nin-go. JV. pr. w. £<:«. Enningui;. ( Dall' ebr. hhen gra- 
tia , favore , e go gente : Gente favorita , graziosa. ) (B) 

Ennio , * En-ni-o. JV. pr. m. Lat. Ennius. ( Dall' ebr. hhen grazia , 
favore, ovvero dal gr. ennia pensiero. )_ Quinto. Antichissimo poeta 
latino di Radia , nel!' antica Calabria. (B) ( Van) (N) 

GBBOMO , * En-nò-di-o. N. pr. m. Lat. Ennodins. ( Dal gr. enodios 
posto su la strada , ofiéi to in sujl cadmino. ) — Santo vescovo di 
Pavia nel VI. secolo. (B) (Van) 

Ennoia , En-no-i-a. Sf. Grecismo poco usualo, che significa Sentenza 
che si può palesare con parale. ( Ennoia cioè ennia non vai altro che 
pensiero. ) Orsi , Corsia. , Castel», «per. vai: (A) (N) 

Eicnome , * En-nó-mc. JV. pr. in. Lat. Emioni. ( Dal gr. ennnmos le- 
gittimo , soggetto alla leggo, che vien da en in, e nomai legge.)— Au- 
gura e capitano miao, ucciso da Achille. (B) (Mit) 

ENNO!(.*(Geog.)Eii-iioii.^/;r. ciLdella Palestina, nella tribù di Manasse.fi) 

Eb kqsigeo. * (Mit.^Eii-no.si-gé-o. Loslesso cheEno!.i[ieo.V .Gr. tn-oo/yaios. 
(~~Dai t gr.'amo io scuoto, e gea terra: Scuoti tena~)-(-Mit) — 

Eko,* È-no. JV.pr.com. Lat. Oeno.Lo slesso che Eneo. V. — Una delle 
figlie di Anio e di Donppe , che cangiava tutto in vino. (B) (Mit) 

Ekoatidb. * (Mil.) E-no-à-ti-de. Soprannome di Diana dal culto che 
Pi eli instituì in onore di lei in Enoe , città dell' Argo.'ide, (Aq) 

Ekobarbo. * (Arche.) E-ao-bàt-Éo. Soprannome della famiglia Domizia, 
^ ^che vate Barba rossa. ( Pall ai, aeneus di bronzo, e barba b arba. ^ (Mjf)* 

Ejioc, -Enoc, Enoch, E uoelìè , IVochT; iNocco,~A"haco, "N 



, _SocIre7 J>occo, anaco, IV. pr. m. Lat. 
Enoc, Henoch. (Dall' ebr. hhanich catacumcno , iniziato, dedicato.) 
— Figlio primogenito di Caino. — Patriarca e profeta, figlio di lared 
e padre di Matusalemme. (B) (Van) 

Ehuciu.* (Arche.) E-no-chi. Add. e sm. V. G. Lat. henochi. ( Da henia 
redini , ed echo io tengo. ) Aurighi o Cocchieri che nelle battaglie 
degli eroi omerici, e presso gli antichissimi Galli, guidavano il carro 
sopra il quale stava combattendo un guerriero detto Para baia, (Aq) 

Enochi. * (Geog.) E nò-chi. Antichi popoli della Sarmazia. (G) 

Enochia. * (GeogO E-nò-chi-a. La più antica città secondo la Genesi.fi) 

Enodi. * (Arche.) E-no-di. Sm. pi. V. G. Lat. henodi. (Da en in, e 
hodns via , onde enodos che si trova , si offre per via. ) Colonnette 

■ ° pilastri che i Greci e i Romani innalzavano . lungo le strade, im- 
ponendovi le leste di Mercurio , di Apollo , di Bacco o di Ercole, 
detti perciò Dei cnodi , cioè Custodi e protettori delle vie. (Aq) 

Enodia. * (Mit.) E-nò-di«a. Soprannome di Piana, così detta da' Greci, 
come Trivia da? Latini. (V. enodi.) (Mit) 

Enoe. • (Geog.) É-no-e. Antica città deh' Attica, fi) 

Esoforia. » (Arche) E-nofò-ri-a. Sf.V. G. Lat. oenophoria. ( Da inos 
vino, e phero io porto.) Festa degli E^izii , nella quale gli assi- 
stenti al convito portar dovevano del vino. (Aq) 

Enoforo. * (Ache.) E-nò-fo-ro. Sm. V. G. Lat. ocnophorum. (V. eno- 
faria. ) Vaso in cui portavasi il vino. (Aq) 

2_ — * E no fori. Ufficiali che avevano cura del vino. (Aq) 



ENORMISSIMO 



a ~ ' (&<?*•) Specie di pianta del genere rhamnus , il cui fruito ri- 
pieno di sugo vinoso è simile ad un arino d'uva (Aq) 

Enoplio. * (Zool.) E-nò.pli.o. Sm. V. G. Lat. enoplium. (V. Enoplia.) 
J\ uovo genere d'insetti della prima sezione dell'ordine de'coleotteri, 
della famiglia de Cluirons di Latreille, da questo stabilito e così de- 
nominalo in considerazione della forma di lancia- che hanno le anten- 
ne , ed i pa'pi di questi insetli. (Aq) (N) 

Enoploso. * (Zool.) Lnò-plo-so. Sm. V. G. Lat. cnoplosas. ( Dal er. 
en in , e hoplon arine, cioè armato.) Genere di pesci dell'ordine de- 
gli acantoplerigi , che hanno un dentello ed uno <, più pungoli aguzzi 
agli opercuU ed a' raggi della loro prima pinna dorsale. '(Van) (N) 

Enopolio. * (Arche.) E-no-pò-li-o. Sm. V. G. Lat. oenopolium. ( Da 
inos vino, e paleo io vendo.) Boqe ga presso «ti antichi, fornita di 
ogni sorta di generosi vini d.lpaeseo siiwueri, con dolci' di varie 
qualità preparati con mele. (Aq) _ 

Enopti. * (Arche.) E-nò-pti. Sm. V. G. Lai. oenopta. ( Da inos vino, 
■C-ap/eo io veggQ, ) "nf"»"'""'''"" ' ,: "" mng, r i m ' 



mali anche Ispettori o custodi del vino e presidi alle pubbliche cene 

V. G.- Lai. enoptro- 



perchè ognuno bevesse la dovuta porzione. (Aq) 
Enoptromanzia. * (Lett.) E-no-ptro-man-zi-a. Sf. 



' na '-^ !'^ D a c " oil tt r, ft s 1 )ecclli ° - e mantiq divinazione. ) Suede di 
jlwnrultvne per mezzo di uno speccluo magico-, iiicùìmsiravàliìl 
passato ed il futuro anche a quelli che avessero la benda avanti sii 
occhi. (Aq) ° 

ENORABUENA,'E-no-ra.-bué-na. V.spagnuola inusitata con cui s'intende espri- 
mere il buon prò che si fa altrui ed e lo stesso che In buon'ora (AVVan) 

Ehobchide. ' (Min.) E-nòr-chi-de. Sf. V. G. Lat. enorchis. (Da enin, 
e orclus testicolo.) Pietra che ha tratto un tal nome dalla sua forma 
di testicolo. Lo nesso die Enurchi te. V. (Ac v 



inos 



Esogala. * (Farm.) E-nò-ga-la. Sf. V. G. Lai. oenogala. (Da 
vino, e gala Idtte. ) Bevanda di vino misto con latte. (Aq) 

£.nogaro. * (Farm.) E-nò-ga-ro. Sm. V. G. Lai. oenogaron. ( Da inos 
vino , e garon caviale. ) Preparazione medicinale ili cui enlra»a il 
vino e un ìiquamenlo di pesci salali. (Aq) *J 

E solalo , * E-no-là-lo. JV. pr. m. ( Dal gr. inos ,VÌ'no , e laico iociar- 
lo : Chi non parla che di vino, ovvero ciarla pcfr vino.) — Nume di 
un parassito in Alcifrone. (Aq) "• 

Eivolmide , * Euòl-mi-de. I\\pr. f— Sacerdotessa d'Apollo in Delfo, la 
qua'e sedeva sopra un tripode. (Dal gr. holmos tripode.) (Mit) 

Enologia. (Agi.) E-iiolo-gi-a. Sf. V. G. Lat. oendlogia. ( Da inos 

^ vino , e logos discorso. ) Trattalo del vino. (Aq) 

Enomanzia. * (Lett.) E-no-man-zi-a. Lo.t. oenumanthia. (Da imo* vino, 
e marilia divinazione. ) Sorla di divinazione desunta dal colore o 
da altri accidenti del vino nelle libazioni. (Aq) 

Ekomao , * E-nò-mn-o. N. pr. m. Lat. Oenomaus. ( Dal gr. enome io 
.sono unito.) — Re di Pisa in Elide, padre d' Ippodamia. — Fi- 
losofo ed oratore greco del secondo secolo. (B) (Mit) 

Enomele. * (Farm.) E-no-mè-ie. Sm. V. G. Lai. oenomeli. ( Da mot 
vino , e, meli mele. ) Pozione di vino e di mele. (Aq) 

Edometro. (Chini.) E-nò-me-tro. Sm. V. G. Lat. oenoraetrum. ( Da 
inos vino, e metron misura.) Areometro per determinare le qualità 
o la bontà del vino. (Aq) 

Enomotarco. * (Arche.) E-no-rao-tàr-co. Sm. V. G. Lai. enomotarchos. 
{Da en in , onioo io giuro , ed archos capo. ) Capo di una enomo- 
zia. V. (Aq) 

Enojiozia.* (Arche.) E-no-mc-zì-a. Sf. V. G. Lai- enomotia. (Da en in, 
e da omoo io giuro.) Compagnia di truppe dell' esercito persiano , 
forte di jj in 4» uomini, i quali preslavan giuramento di non ab- 
bandonar mai il turo posto , ma difendere la patria o renderla mi- 
gliore. (Van) 

E.SOHH , • E-nó-ne. JS. pr f Lat. Haenon. (In gr. enyo vai Bellona , 
da enjo io uccido: enon poi è Io slesso che Insito, Contenuto, In- 
cluso. ) — Ninfa del monte Ida , amata da Apollo , moglie di Pa- 
ride. — Favorita di Giove , madre di E.aco. (Mit) 

5 — * (Geog.) Antico nome dell isola di Egina. (G) 

Enope. * (Geog.) E-no-pe. Antica città del Peloponneso. (G) 

Esopeo, * Eno-pè-o. N. pr. m. Lo stesso che Eliopione. V. (Van) 

Enopia. * (Geog.) E-nòpi-a. Ant. nome dell' isola di Egina. (G) 

Emopide , * E-nò.pi de. JV. pr. m. (Dal gr. enopis , idos serva.) — 
dittico matematico greco dell' isola di Chic (Mit) 

Ekopiohe. * (Mit.) Eno-pi-ó-ne, Enopeo. N. pr. m. (Dal gr. enopins 
etn i Ja o dice in presenza , onde enopion d' innanzi.)— Figlio diJSacpo 
e di 4rtfuma , re di Chio. (Mit) V 

Ekow.ii. * (Arche.) E-nò-pli-a. Sf. V. G. Lai. oenoplia. (Dal gr. en 
in , e hoplon arme. ) Era presso i Greci un combattimento ginna- 
stico per ammaestrare i nuovi soldati nell'etite della, guerra . (Vau) 



-quanti 6 quali , 



ven- 
ie come enormi mali 



EmorchìtèT^SI. .TNat.j-fc-hor-chì-tc SfTy~. 
sero in campo i priapoliti 



l nomenclatori , che mi- 
,. i ciinnciili ec. r disserri p arimente gnor- 
clnti alcune concrezioni stalalliliche , o alcune pietre rotolate imi- 
tanti la forma delle parti virili, iiec%s sarie alla generazione. Ora q ue' 
nomi sono disusati. — , Enorelìide , s'ul. ( V. ènorchide.) (Boss) 

Enorco. * (Mit.) E-nòr-co. Soprannome di Bacco preso dalle danze 
con cui celebrwninsi le orgie o feste baccanali. ( Dal gr. en in ed or- 
cheoome io danzo. ) (Van) 

Enorsie, E-nòr-me. Add. coni. Eccedente la norma, Smisuralo, Senza 
ordine ; e si prende per lo più in significalo di Nefando , di Di- 
sonesto , di Scellerato. Lat. enormis , scelcratus. Gr. tw p.of. Mae- 
struzz. 2. 4. Qua' sono i peccati enormi? Risp. I peccati enormi, se- 
condo le Decretali, sono detti in due modi: l'uno modo sono quelli 
i quali non si possono riducere a regola e ordine di piena penitenzia,cc. 
Nel secondo modo sono detti peccali enormi, cioè fuori di regola, im- 
perocché non ricevono dispensazione ce; e in questo modo anche sono 
detti enormi tutti quelli pcccatiche inducono infamia civile. La enórme 
ingiuria nel eterico è detta quella che procede infino a tagliamtnto 
di membro ,0 a spargimento di sangue. G. V. 12. 56. 3. Per gli 
altri suoi più, enormi peccati ce. Iddio ne mostrò e fece tosto 
detta. Lab. 334- Ricordar li de' 
per malizia operati egli abbia. 

2 — * (Leg.) Lesione enorme. F. Lesione. (A) 

Enorme diìf. da Smisurato, Eccessivo, Sterminalo, Smoderato, 
Immane. Enorme si applica a quelle cose che eccedono in qualunque 
.specie di quantità ; onde diciamo Peso enorme , Masso enorme ec. 
Spesso è impiegati nel metaf., come Peccalo enorme , Delitto enorme 
ec. Smisurato è senza- misura , corrisponde ad Immenso V. onde suole 
.riferirsi particolarmente allo spazio. Si usa spesso nel fig. Quindi di- 
ciamo Smisuralo amore, Smisurata bontà di Dio a simili. Stermi- 
nato si applica a que' soggetti che per l' eccessiva loro estensione si 
considerano come privi di terminile perciò si riferisce propriamente 
alla materia ed aHo spazio. Eccessivo dicesi tutto ciò che supera l'or- 
dinaria quantità. È vocabolo assai geiierim il quale s' applica egual- 
mente così al fisico che al morale: Dolore eccessivo, Eccessiva bontà; 
Caldo eccessivo , Freddo eccessivo ce. Smoderalo vale senza modo, 
ciò che non ha modo. Non si applica mai alla estensione de' corpi ,- 
benché s' impieghi assai bene ad esprimere qualità fisiche, fenomeni ce. 
Così diciamo Vento smoderato , Caldo smoderato , Smoderala sta- 
gione ec. ; ma si applica meglio al morale , come : Uomo smoderalo 
ne' suoi desidera, Giovane smoderalo ne' piaceri , Smoderala ambi- 
zione , Smoderata intemperanza. E qui si sente la sua a/linità ad Ec- 
cessivo. Immane esprime peggiorativa affezione d'animo; e 
Atroce, Fiero, Crudele. V. Ma per similitudine metaforica 
anche al fisico; onde diciamo immane susta. 
zo immane , Fatica immane ce. 

EkoRmemejste, E-nor-me-mèii-te. Avv. Smisuratamente , Grandemente. 
Lai. immaniter. Gr. ày^ius. ^. Agost. C. D. Si distribuisca in tutte 
le parli , che la conservino bella ; che se fosse enormemente in una 
parte, non istarebbe ben per cerio. 

2 — Con enormità , [Scelleratamente, Bruttamente. ] Lai. enormiter , 
flagitiose, Gr. exroVws. Maestruzz. 2. 38. Questo medesimo dicono 
alquanti , quando alcuno commette alcuna cosa molto enorme nella 
chiesa , ovvero enormemente trattando il Corpo di Cristo , e simi- 
gliane cose. 

Enormezza , E-nor-m&-za. \_Sf. Lo stesso che} Enormità. V. Tao. Dav. 
Ann. 4- 85. Ma per esser Scjano , camera d'ogni enormezza, troppo 
amato da Cesare ce, ogni disorbitante favola se ne credeva. E Scisrn, 
55- Ma vedutol peggiorato , e imbestiaio in tante enormezze , cssw 
necessario questo puzzolente membro tagliare. 

Enormissimamente , E-nor-mis-si-ma-mén-te. [Avv.~\ superi, di Enorme, 
mente. Lat. scelestissime. Gr - . ironico rara. Fr. Giord. Pred. R. Vo- 
gliono enormissimamente non mantenere il promesso. E altrove: Se 
ne pavoneggiano enormissimamente per le chiese. 

Enormissimo, E-nor-inìs-si-tno. [Add, m.} superi, di Enorme. Lat. en*r- 



vale quasi 
si riferisce 

Tempio immane i Prez- 



A.H i^Tn. 



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ENORMITÀ 



ENTEROCELE 



5 9 

missiraus , iramanissiraus. Gr. ieovripoTa.Tos. Fr. Gwrd. Pred. Si coni- Ente. (Leti.) Én-te. [Sm. Tutto ciò che ha o che può avere esistenza.'} 
mettono peccati enormissimi , scelleraggini inaudite. Lai. ens. Gr. rò St: ( Dal gr. eoi, ù , entos ente. ) Varch. lez. 2/f. 



, 



Enormità, E-uor-iui-tà. [Sf] ast. di Enorme. [Sialo e qualità di ciò 

eh' è enorme.] — , Euormitarle , Enormitate, Enormezza , sin. Lat. 

[ enarrai tas.] Maestruzz.i.ig. Nondimeno in ciaschedun caso non debbe 

essere ordinato (f ermafrodito) , per lo difetto ed enormitade. 

a — [Somma malvagità , Eccesso di atrocità, e di scelleratezza.] Lat. 

scclus , flagitium. Gr. ^co^Sip"* , itovttfla. Fr. Giord. Pred. Le nc- 

Lnde enormità che da Ini furono operate. 

EnomiON. * (Med.) E-nòr-mon. Sm. F~. G. Nome dato da Ippocrale 

all' attivila vitale. ( Da erioro io eccito , il cui p. p. è enorme : e 

però l'eiiormon d'Ippocrate equivale all'eccitabilità del Z?i-oiv/i.)(A.O.) 

Enos, * E-nos. N- pr. m. Lat. Enos. ( Dall' ebr. enosc uomo.) — Figlio 

di Seth. (B) (Van) 

2 — * (Geog.) Antica città della Tracia. — Città della Romelia, (G) 

EjìOsigeo. * (Mi t.) E-no-si-gè-o. J oprannome di Nettuno , o del mare 

deificato , così dello perchè credesi causa principale de' Iremuoli. — , 

Eunosigeo , Enositone, sia. ( V. Ennosigeo.) (Mit) 

EnosIs. * (Geog.) E-nò-sis. Isola vicino alla Sardegna , che poscia si 

chiamò S. Antioco. (Van) 
Enositone. * (Mit.) E-no-si-tó-ne. Lo stesso die Enosigeo. V. ( Dal gr. 

enoo io muovo , e chlfion terra. ) (Mit) 
Enotera.. * (Bot.) E-no-té-ra. Sf. F~. G. Lat. oenotbera. (Dal gr. inos 
viiio, e ther , iheros fiera.) Geneie di piante dell' otlandria mono- 
gtuia, famiglia delle onagre, con fiori superiori, cornila dì quattro petali 
ed una capsola cilindrica o» prismatica con molti semi; credesi co- 
si della perchè la radica seccata olezza di vino. (Van) (N) 
Enotuco. * (Chini.) E-no-ti-a-co. Adii. in. Agg. di Acido. Acida risul- 
tante dalla combinazione in certe proporzioni di acido solforico e di 
alcool spogliali l'uno e Coltro della loro acqua. (A. 0.) 
Esotico. (St. Eccl.) E-nò-ti-co. Sm. f. G. Lat. henoticum. (Da en una 
cosa, onde enoo io unisco: Unitivo.) Editto d' unione pubblicalo da 
Zenone , in apparenza per conciliare le differenti dottrine di Nesto- 
rio, di Euliche e de' Cattolici , ma in realtà per ingannare questi 
ultimi, ed abrogare i decreti del Concilio di Calcedonio.. (A)(Ber) 
Emotocet' * (Geog.) E-no-to-cè-ti. Amichi pop. li selvaggi e mostruosi, 

secondo Stratone. (G) 
E«OTaiA.(Geog.) E-nò-lvi-a.Sf Lat.Ovnolvia. Jnt. nome dell 'Italia. (Aq)(G) 
Enotrio, * E-nò-tri-o. Add. pr. m. Dell' Enotria. (B) 
Enotro , * E-nò-tro. N. pr. m. Lai. Aeuotrus. (Dall' gr. inotras palo 
che sostiene le viti. ) — Figlio di Licaone re d' Arcadia e capo di 
una colonia che condusse in Italia, alla quale così diede Usuo nome. — 
Secondo altri, era un re de' Sabini, ovvero lo slesso che Giano. (Mit) 
Enotrope, * E-nò-tro-pe. TS.pr. f. ( Dal gr. enos anno, e trope volgi- 
mento: Volgimento dell'anno.) (Mit) 
Enrado , * Etwà-do. N. pr. m. Lat. Enradus. (Dal ted. ein rath un 

consiglio, ovvero un consigliere.) (B) 
Enrica, * En-rì-ca, Enricbctta. 1\ . pr. f (B) (Van) 
Enrichetta, * En-ri-chét-ta. N- pr. f, d'un. «//Enrica. V. — Figlia 

di Enrico 1F. di Francia , moglie di Carlo I. d' Inghilterra. 

Figlia della precedente, moglie di Filippo duca di Orleans, fratello 
di Luigi XI f. (Van) J 

Enriciam.* (St.Eccl.) En-ri-ci-à-ni. Eretici del sec. XII. che ebbero per 
capo un monaco chiamato Enrico. Essi rigettavano il battesimo de'bam- 
bini, e dispregiavano le feste e le cerimonie esterne della Chiesa. (Van) 
Enrico, * En. ri-co , Arrigo, Erigo, Errico, Errigo , Arrighetto , Ri- 
ghetto, Ghetto, Arriguccio, Riguccio, Guccio , Arriguzzo, Riguzzo, 
> Gjazo, Arrigonc, Rigone, Gonc. N. pr. m. Lat. Henricus. (Dal ted. 
heim a casa , e reich ricco : Ricco in casa.) — Nome di sette impe- 
radon' , di quattro re di Francia, di otto re d'Inghilterra, ec. (B)(Van) 
Enrino. (Farm.) En-rì-no. [Sm. V~. e di'] Errino. Buon. Fier. i. 3. 

3. Enniii e lattovarii diversissimi. 
ENRiQuiLLO.*(Geog.) Enri-quil-lo. Lago dell'isola di S. Domingo. (G) 
Erritmo. * (Med.) En-rìtmo. Add. m. V. G. Lat. enrhitmus. (Da en 

in , e rhflhmos ritmo. ) Detto di polso , cioè regolare. (A.O.) 
Ens. * (Geog.) Fiume e città nelV Arciducato d' Austria. (G) 
Ensabiti. * (St. Eccl.) En-sa-bi-li. Setta di eretici. V. Valdesi. (Van) 
Ensaca. * (Geog.) En-sà-ca. Contrada d'Africa nel Regno di Angola.tfi) 
Ensemora , * En-sè-mo-ra. Avv. V, A. F. e di' Insieme. Lai. insinui I. 
(E v. siciliana, dal lat. insimul.) Fr. Jac. T. i33. Chi ensemora 
fallisse, Ensemor ha a penare. (V) 
Ensifero. * (Astr.) En-si-fe-ro. Add. m. V. L. Che porla una spada. 
Epiteto preso dalle tre stelle che formano parte della Costellazione 
d'Orione, la quale rassomiglia ad una spada. Lat. ensifer. (Da ensis 
spada, e fero io porto.) (Van) 
Ensiforme. * (St. Nat.) En-si-fór-rae. Add. com. V. L. Lai. ensiformis. 
Che ha la forma d' una spada. (A. 0.) 

2 — (Bot.) Agg. di Foglia : Quella che è larga , un po' spessa in 
mezzo , tagliente ai due margini , e che si restringe dalla base al 
vertice , il qu-de è acuto. (A) (A. TJ.) " "*" " 

3 — * (Anat.) A potisi ensiformi: Piccole ale dello sfenoidc. — Appen- 
dice o Cartilagine ensiforme : Cartilagine ixifoidea.— Osso ensiforme: 
Nome dato anticamente allo sterno. (A. 0.) 

Ensisternale. * (Anat.) En-si-ster-nàle. Add. e sm. Nome dato da 
Beclard all' ultimo pezzo osseo dello sterno. ( Così detto perchè ha 
qualche somiglianza con una spada, in lat. ensis. ) (A.O.) 

Entasi.* (Archi.) En-ta- s i. Sf y. G. Lai. entasis. (Da en in, e lasis 
distensione. ) Dicesi così la parte più grossa di una colonna. (Aq) 
Baldin. foc. Dis. Il ventre chiamasi la parte di mezzo, ov'è Ten- 
tasi , ovvero gonfiezza della colonna. (B) 

Entassi. * (Milit.) En-tàs-si. Sf. V. G. Lat. entassis. (Da entasso io 
interpongo, che viene da en in , e tatto o tasso io ordino, colloco.) 
Azione di accoppiare due soldati mettendo un soldato armalo alla 
leggiera accanto ad un oplita o di grave armutura. (Aq) 



c ^ 






Gli enti, cioè le cose,, non s' hanno a moltiplicare senza necessità. 
E 3i. Tutto l'ente, cioè tutte le cose che sono, qualunchc o dovun- 
chc siano , sono e si comprendono ec. tra la materia prima e lo pri- 
mo motore. 

2 — * Coli' agg. di Supremo=/?ib. Magai. Lett.L' Ente supremo, 
gli enti inferiori e secondarli. (A) 

2 — (Filos.) Ente di ragione, ditesi per opposto di Reale, cioè Che 
non esiste fuorché nel piano della mente. Magai. Leti. Ó iel che si 
chiama delizia , regalo; questo, a mio credere, è un ente di ragione , 
che ha tutta la sua sede nello spirito, che non è usgìIo da quel che 
si mangia o si bee. (A) 

3 — (Chim.) Dicevasi da' chimici antichi Ente, ed anche Primo ente, 
quella parte di qualsivoglia corpo, in cui ti trovano comprese, coma 
in ristretto, tutte le sue qualità o virtù essenziali. (A)(N) 

2 — di Venere • Sale composto di fiori di sale ammoniaco, e d'un 
ossido di rame. Cocch. Bagli. (A) Tariffi. Tose. 5g. Ente di Venere, 
per introduzione ec. (N) 

3 — di Martb : * Antico nome dell' idroclorato d' ammoniaca e 
di ferro. (A. 0.) 

4 — * (Akhin>.) Ente primo : Nome dato dagli alchimisti ad una 
tintili a eli essi credevano avare facoltà di trasmutare i metalli. (A.O.) 

Ente difì'. da Essere. Ente indica quello che è, che sussiste; edjj- 
voce più propria delle scuote. ■ Essere esprime meglio una cosa che 
può esistere, alla quale può attaccarsi la idea di esistenza in generale. 
Entea. * (Mit) En-tè-a. Divinità che ispirava l' entusiasmo ; e da essa 
chiamavasi Entea o Enteo qualsivoglia luogo ove si davano oracoli t 
e qualunque persona che prediceva l' avvenire. ( Dal gr. enlhcos in- 
spirato da Dio, che vien da en in , e theos Iddio.) (Van) 
Entelechia. (Filos.) En-tele-chi-a. Sf F. G. Lat. entelechia. Con que- 
sta voce Aristotele intendeva il principio movente , o la forza che 
ha un essere di muoversi da se stesso. Pretendesi anche che quel filo- 
sofo volesse indicare con questa voce l'Anima e la divinità che dà il 
molo all' universo. (Da en in , telos fine, somma , perfezione , ed eclio 
io ho : quindi entelechia in senso di perlczione o di atto.) (Aq) (Van) 
Tasson. Pens. div. 3. io. E però quella voce greca entelechia ver- 
rà più tosto a significare animazione che anima. E appresso : Ales- 
sandro Afrodiseo . . . interpretò la voce d'Aristotile entelechia, per- 
fezione e fine di quello di cui è entelechia. (N) 
Entelia. * Geog.) En-tè-li-a. Città dell'Asia nell'Armenia maggiore. (V) 
Entella. * (Geog.) En-tèl-la. Lat. Entelia. Antica città delta Sicilia. — 

Piccol fiume d' Italia nella Liguria, (fi) 
Entello, * En-tèl-lo. N. pr. m. ( Dal gr. entello io comando.) — Atleta 

siciliano vincitore al cesto ne' giuochi di Enea. (Mit) ■ , . 

Entenide , * En-lè-ni-de. N. pr. fi ( Dal gr. entenes intento, ed idos 
aspetto: Aspetto d'uomo intento , d' uom che bada alle cose. ) — Fi- 
glia di Giacinto, sacrificata dagli Ateniesi per liberarsi dalla peste. (Mit) 
Enteo.* (Mit.) En-tè-o. Sm. Così chiamavasi il luogo ove si davan gli 

oracoli. ( V. Entea.) (Mit) 
E>teo. * Add. Pieno del divin nume , presso i Gentili. Summ. poet, 

disc. 8. Berg. (N) 
Entehadene.* (Anat.) En te-ra-dè-ne. Sf.pl. V.G. Lai- enteradenes. (Da 

enteron intestino, ed uden gianduia.) Gla ifdole intes tinale (Aq) 
Enteradrnografia. * (Anat.) En-te-ra-de-no-gra-fì-a. SfrT^. G. Lat. 
enteradenographia. (Da enteion intestino, aden giand uia . e grapho 
io descrivo. ) Descrizione delle ghindale degl'intestini. (Ara) 
Enteradenoìogia. * (Anat.) En-te-ra-de-no-logi-a. Sf. V. G. Lat. en- 
teradenologia. (Da enteron intestino, aden gianduia, e logos discorso.) 
Trattato delle glandole mucose intestinali , e di quelle singolarmente 
che si conoscono col nome di Glandole di Pcyer. (Aq) 
Enteraloia. * (Med.) En-te-ral-gi-a. Sf. f. G. Lat. enteralgia. (Da 
enteron intestino, e algos dolore.) Dolore degl' intestini: malattia 
più nota col nome di colica. (Aq) 
Enterangiemfrassia. * (Med.) En-te-ran-giem-fras-si-a. Sf. V. G. Lat. 
enterangieinphraxia. ( Da enteron intestino , ancho strangolo, en in 
e phrasso io chiudo. ) Ostruzione per islrangolameuto del canale in- 
testinale. (Aq) — — 

Enterelesia. (Med.) En-te-re-le-si-a.iSyT^.G.La». enterelesia. (Da enteron 
intestino, ed il.:o io volgo. ) Malattia detta altrimenti Volvolo, o 
Mal del misercre , la quale consiste nell'inversione del moto peristal- 
tico degl' intestini; inversione che cagiona V invaginamento di questi 
organi , ed il vomito delle materie stercora cee. (Aq\ 
Enterenchito. * (Farm.) Ea-it-ren-chì-to."S miy.irTLat. enterenchitum. 
( Da enteron intestino, ed encheo io infondo.) Strumento acconcio 
a fare delle infezioni negl'intestini. (Aq) 
Entereitrisma.* (Med.) En-te-reu-ri-sma. Sm. V. G. Lai. entereurisma. 
(Da la entera gl'intestini, ed evrys largo.) Dilatazione degl'inte- 
stini. (Aq) 
Enterico. (Med.) En-tè-ri-co. Adii. m. V. G. Lat. entericus. ( Da en- 
teron intestino.) Ciò che concerne od ha relazione cogl' intestini. 1 
medicamenti buoni per guarire i mali degl'intestini diconsi Enterici. ( Aq) 
Enterite. * (Med.) En-te-ri-te.ò'/T (S. G. Lo stesso che Enteritide. ^.(Au) 
Enteritide. (Med.) En-te-ri-ti-d'e. Sf. f. G. Lat. euteritis. (Da enteron 
intestino.) Infiammazione degl' intestini : sintomo ili contusione e fe- 
rite intestinali, di enterocele incarcerala , e d' inghiottiti corpi acuti. — 
Enterite, Euteroflogosi , Enterologia , sin. (Aq) 
ENTf robuboncele. * (Chir.) En-te-ro-bn-bon-ce-le. Sm. F. ó. Lat. en* 
terobnbonocele. ( Da enteron intestino, bubon inguine , e cele tumore.) 
Ernia completa dell' intestino e dell' inguine , dagli autori chiamala 
anche semplicemente Bubonocele. (Aq) 
Enterocele. (Chir.) En-te-ro-cè-lc. Sm. F". G. Lat. enterocele. (Da en- 
teron intestino, e cele tumore.) Denominazione comune d' ogni sorla 
semplice o composta, con sacco o senza, ossia 






;, 



d' ernie dell' intestino 

tymfivùf* V- Hi*V ne >A 



m 4k 






* 



L/ f 



6o ENTEROCELEJfePrPLOlCO-VAGINALE 

Discesa ordinanti mente dell'intestino ileo nella piegatura dell'inguine 

per rilassamento della parie inferiore del peritoneo, die allora at- 

traversa l'anello del muscolo obliquo esterno. — , Enterocelia , sin.(Aq) 

E\TEROCELI'.-EPIPLOICO-YAGIKAl.E. * (Chir.) Sin. comp. V. G- Lnt. entc- 

rocele-epiploico-v.uginalis. (Da enttron intestino, cele ernia, td epiploon 



ENTIMEMA 

Enteroflogosi , Enteritidc. V. ( Dal gr. cnteron intestino , e phlogoo 
io infiammo. ) (Aq) 
Ektkroflooosi. * (Olir.) En-tc-ro-flò-go-si. Sf. V. G. Lai. cnterophl o- 
gosis. ( Da entcron intestino , e phlogosis infiammazione. ) Lo stesso 
che Entcritide. V. (Aq) 




rocele. V. (A. O.) 

Ektkrocirsokfalo. * (Chir.) En-te-ro-cir-sòn-fa-Io. Sm. comp. F.G. Lat. 
entero-cirsonphalus. (Da enteron intestino, cirsos varice, compitalo* 
otnbellico. ) Ernia dell' ombellico , formata dalla caduta dell' intestino, 
e complicata con varici. (Aq) 

Enterocistocele. * (Med.) En-te-ro-ci-sto-eè-le. Sm. V. G. Lat. entero- 
cysloccle. ( Da enteron intestino , cystis vescica , e cele tumore. ) 
brida della vescica, complicala con quella degl' intestini. (Aq) 



enteron intestino, e grapho io descrivo.) Descrizione degl'intestini. (Aq) 
Enteroidrocele. * (Chir.) En-te-ro-i-dro-cè-le. Sm. comp. f. G. Lat.cn- 
terohydrocclc. ( Da enteron intestino, hfdor acqua, e cele ernia.) Idro- 
pica dello scroto con distesa de H' intestino. (Aq) 
Entf.roidronfalo. * (Chir.) En-tc-ro-i-dròn-fa-lo. Sin. comp. V. G. Lat. 
eiilero-hydromphalus. (Da enteron intestino, hjrdor acqua, « omphalo» 
ombellico.) Ernia ombellicale dell' intestino complicala con ispargi- 
mento d' acqua nel sacco erniale. (Aq) 



Ekteroematomfalo. * (Chir.) En-te-ro e-ma-iòn-fa-ìo. Sin. comp. V.G. Estebolipobfalo. * (Chir.) En-te-ro-li-pon-fa-lo. Sm. comp. V. G Lat 



Lat. enlcrooematomphalus. (Da enteron intestino, hema sangue, e 
omphalos ombellico. ) Ernia dell' ombellico , formatasi per l' uscita 
deh' intestino e per un ammasso di sanr.ue. (Aq) 

Ertero-kiupiokfalo. * (Chir.) -em-pi-òn-l'a-io. Sm. comp. V. G. Lat, 
enterocmpyompbalus. ( Da enteron intestino , en in , vfon pus , e 
ompìudos ombellico.) Ernia dell' ombellico formata dall' uscita del- 
l' ii/lestino o da un afflusso di pus. (Aq) 

Eiin.Ro-EpiPtoo-EOEOKOCEi.E. * (Chir.-)-bu-bo-iio-cè-le. Sm. comp. V. G. Lat. 
euteio-epiploo-babooocele. (Da cnteron intestino, epiploon epiploo, 
bubon anguinaja , e. cele ernia.) Ernia inguinale formala dall' inte- 
stino e dall' epiploo usciti insieme per l'anello inguinale. (Aq) 

E:nteiio-eciploociìi.e. * (Chir.) -epi-plo-o-cè-le. Sim comp. V. G. Lat. 
■ pinocele. (Da enteron intestino, epiploon epiploo, e cele tu- 



enlerolipoinphalus. (Da enteron intestino, tipos pinguedine, e ómpkalos 
ombellico. ) Ernia ombellicale con uscita dell' intestino e complicala 
con pinguedine. (Aq) 

Entecolitiasi. * (Chir.) En-tc-rn-li-ti-a-si. Sf. f. G. Lai. enterolitliiasis. 
(Da enteron intestino, e lilhos pietra.) l'orinazione di calcoli nel 
tubo intestinale. (Aq) > ' . ' ' 

Enterologia-. (Anat.) En-le-ro-lo-gì-a. Sf. V. G. Lat. enterologia. (Da 
enteron intestino, e logos discorso,. ) Trattato o Discorso sopra i 
visceri in generale, ed in particolare sopra gì' intestini. .(A) 

Entercimelocele. * (Chir.) En-te-ro-me-lo-cè- le. Sm. K. G. Lat. entero- 
raclocele. (Da enteron intestino, meros coscia, e cele tumore.) Ernia 
crurale dell' intestino , che formasi quasi al disotto della •coscia , e 
diviene dolorosa nel piegare In gamba. (Aq) 



entero spiploccele. ( Uà enteron miesiino, epiploon epipioo, e cete in- r"«™« «.»..« «... r.™ r. <*' . . & K u , ■ A ,, r rr r> r . 

moie •) Specie d'ernia inciti l'intestino e L' epiploo cadono insieme Ekteromesewterica. (Med.) En-te-ro-rae-scn-te-w-ca. <Add. f. r.fr.Lat, 

nello scroto. (Aq) ■ < enteromesenterica. (Da enteron intestino, e mesenlerwn mesenteri ,) .,, 

.TUi.o-EPiPLOOCiRCONFALO.* (Chir.) -ch-ccM-hìc: Sm. comp. F. G.Lat. me da Pedi imposto alla febbre adunameli di Pmela cagione delle 

com|dialus. ( I >a enteron intestino, epiploon epiploo, 

omphalos ombellico. ) Ernia dell' ombellico formula 



cntoro-epiploo-cii 

circos varice , e om/. 

dall' uscita dell' intestino e dell' epiploo, e complicala con varici. (Aq) 
Emèto-epiploo-cistocele. * (Chir.) -ci-slo-cè-)e. Sm. comp. V.G. Lat. 

eiiUvo-epiplo-cy«tocele. (Da enteron intestino, epiploon epinioo, cystis 

vescica , e cele tumore. ) Ernia firmala unitamente dall' intestino , 

dall' epiploo e dalla vescica. (Aq) 
Embko-epiploo-ematonkalo. * (Chir.) -e-ma-tòiirfa-lo, Sm. comp. V.G. 

Lai. entero-epiploo-haematomphalus. (Da enteron intestino, epiploon 



ulcerazioni che trovatisi sulla membrana mucosa degi intestini gracili 
e dell' ingorgamento delle glandole del mesenterio. — ,Enteropiria, Me- 
senterica , sin. (Aq) 

Ekteronfalo. * (Chir.) En-tc-ròn-fa-lo. Sm. V. G. Lai. enteromphalnm. 
(Da enttron intestino, e omphalos ombellico.) Ernia sempli -e dell' in- 
ternilo formatasi all' ombellico. — , Euteronfaloccle , sin. (Aq) 

Enteroufalocele. * (Chir.) Eu-te-ron-là lo-cè-le. Sm. V. G. Lo stesso 
che Enteronlalo. V. (Da enteron intestino, omphalos ombelico , e cete 
tumore. ) (Aq) 




epiploo, en in , pjfon p 

lieo formata dall' intestino , e dall' epiploo con raccolta di pus. (Aq) 

Et.tero-epiploo idrowfalo. * (Chir.) -i-dròn-fa-lo. Sm comp. V.G Lat. 

ei.tero-epiploo-hydrouipbalus. (Da enteron intestino, epiploon epiplon, 



G. Lat. entero-pneumahjniphalus. (Da enteron intestino, pneoma aria, 
e omphalos ombellicOe) Ernia nel!' ombellico , formala dall'uscita del- 
l'intestino e da qna. (Aq) 



nnnaius. i i.in enttron niiusiu.ii, epiploon, i- u muh, ■ ..—.«.-.- .. -.. \-~i/ _, , „ r „_k;, 

,Llos OK*eHico.-) Ernia dell' ombellico formata Ehterorrafia. * (tìhir.) EiT-tc-ro.-ra-f.-a Sf. V. G. Lai. cnterurmphia. 

(Di tnm-tm interino, e rapina cucitura ) Sutura-onde mantenere m 

coniano le labbra d'una ferita fatta all' intestino. (Aq) 

EaXEBOBREA. * (Med.) En-U'-ror-rc-a. Sf. V~. G. Lai. enterorihea. (Da 

enteron intestino, e rheo io scorro.) Lo slesso che Diarrea. V. (A j) 

Ektesosarcocelb. * (Cliir.) En-te-ro-sar-co-cé-le. Sm. comp. F. G. Lai. 

enterosdrcoeele. (Dà enteron intestino, sarx, sarcos carne, e cefo ernia.) 

Ernia intestinale complicata da surcocele. (Aq) 

'cele 'tumòm)" 'Èrnia 'del, femore nella più alta sua par le fior- Enterosa «confa lo ' (Chir.) En-te-ro^sar-còn-fa-lo. Sm.comp.F. G.J.a 



Lydor acqua , o om\. 

dalli intestino e- dall' epiploo , e complicala con acqua- (Aq) 
Eì.tero epiploo-uponfalo. * (Chir.) -J.i-pòn-|à<Io. Sm. comp. f. G. Lat. 
eiitero-epiploo-lipomphalus. (Da cnteron intestino, epip'oon epiploo, 
liur>s grasso , e omphalos omliellieo. ) Ernia dell' ombellico formata 
dall'intestina e di 

L>i I10-EPIPI.O0-ME 

e.nlero-epiploo-merocelc. (Da enteron intestino, epiploon epiploo, mero 
coscia, 



iall'epiploo, e complicata con materia pinguedinosa.(Aq) 
f.rocf.lr. * (Olir.) -tne-ro-cé-le. Sm. comp. V. G. Lai. 



tornata dalla discesa dell' intestino e dell' epiploo per rottura del le 
g amento del pupario. (Aq) 
Eiìrt.no-EPiPi.oi-ONFAr.0. * (Chir.) -òn-fa io. Sm. comp. V. G. Lai. entero- 
epipìooonìphabis. (Da enteron intestii-o , epiploon epiploo, e ompha- 
los oitbellico.) Specie di esonfalo , l'rt cui gì' intestini e V epiploo 
-,'juctmo unitamente. — , Entero-epiplooonfalocele , sin. (Aq) 
Ektcro F.pipr.no-ONFAi.oceLE. * (Chir.) -on-fi-lo-cè-le Sm. comp. f. G.L,at. 
CTtero-epiploo-omphalscele. (Da interna infestino, epiploon epiploo, 
omphalos ombellico, e cele ernia. ) Lo stessa che Eutero-epiploo- 
onfalo. V. (Aq) • 

Ehtero-epiploo-oschf.ocf.lb. * (Chir.) -o-scbe-o-cè-Ie. Sm. comp. V. G- 
Lat. entcro-cpiploo-oscheocele. ( Da enteron inlestiuo, epiploon epiploo , 
ascheon scroto, e cele ernia.) Ernia in cui l'intestino e l'epiploo di- 
scendono nello scroio. (Aq) 
Ehtero-epiploo-pneomatoivfalo, * (Chir.) -pne-u-ma-tòn-fa Io. Sm. comp. 
V G. Lai- entero-cpiploo-pneumatoinphalus. ( Da enteron intestino, 
epiploon epiploo, pnevma aria, e omphalos ombellico.) Ernia ombelli- 
cale formata dall' intestino e dall' epiploo coli' aria. (Aq) 
Ertero-epiploo-saecokfalo. * (Chir.) -sar-còn-fa-lo. Sm. comp. V. G. 
L,al. enteroepiploo-sarcotnpbalus. (Da enteron intestino, epìploon ersì- 
ploo, sarx, sarcos carne, e omphalos ombellico.) Ernia dell' ombellico 
formata dall' intestino e dall' epiploo con escrescenza carnosa. ( Aq) 
Emero-epiploo-vaginale. * (Cbir.) -va-gi-r.à-le. Sm. comp. Lai. etitero- 
epiploo-vaginalis. (Da enteron intestino, epiploon epiploo, e dal lat. 
t-asina vagina.) Etnia cagionata dalla discesa dell'intestino e dall'c- 
piploo e complicata con varici. (Aq) 
E»tero-b?iploo-variconfalo. * (Chir.) -va-ri-còn-fo-lo. Sm-. comp. Lat. 
entero-epiplo-varicomphalus. ( Da enteron intestino , epiploon epiploo , 
omphalos ombeliico e dal lat. varix varice.) Ernia ombellicale for- 
mata dall'intestino e dall' epiploo e complicata con varice. (Aq) 
Ekterofise. * (Med.) Eu-le-rò-tì-se. Sf. V. G. Lai. entherophysc. (Da 

enteron intestino , e pttfsa finto. ) Timpanilidc intestinale. (Aq) 
E>NTEfiQ/HùCU, * (Chir.) En-tero-flo-gr-a. Sf. V~- G. Lo stesso che 



enlcro-sarcorophahis. (Da enteron intestino, sarx, sarcos carne, CT 
phalos ombelico. ) Ernia ombellicale per uscita dell' intestino , con e- 
scresrenza carnosa. (Aq) „ „ '. 

Enteroscnim.csi.e. * (O.ir) En te-m-sche-o-ce-le. Sm. comp. V. O. Lnt. 
enteroschcocele. ( Da enteron intestino , oscheon scroto , e cele ernia ) 
Ernia formnt,i dalla caduta dell' intestino nello scroto. (Aq) 

Emerotom.a. (Chir) Eii-le-ro-to-mi-a. Sf r. G. Lat. ent«oto.m.a.(Da 
enteron intestino , e tome taglio.) Incisione dell' intestino, fatta per 
estrarre qualche corpo straniero. (Aq) ■ ' 

EntiìrovaoÌnale. * (Olir.) En-te-ro-va-gi-nà-le: Sf comp. Las. en'erova- 
guialis. (Da enteron intestino, e dal lai. vagina vagina.) Erma firmala 
dalla discesa dello intestino nella vagina. (Aq) 

Enterovariconfalo. * (Chir.) En-te-ro-va-ri-còn-fa -lo. Sm. comp Lat. 
enterova.icomphalns. (Da enteron intestino, omphalos ombellico e 
dal iat. varix varice.) Ernia formala nell' ombellico per l uscita del- 
l' intestino e complicala con varici. (Aq) 

Enticiuti. * (St. Eccl.) En-ti-chi ti. Nome dato a certi settari! seguaci 

di Simone il masn, a ca gione de toro conventicoU,in cui faceario . 

-oinmellevano delle dbUòminazwni. (Dal gr. en'fchta 



dc'sacrificu , e 

COI 

Enti 



congresso, colloquio, che vien da en in, e tf che caso tortuito.)(Vaft)(N) 

itimema. (Filos. e Ret.) Eu-ti-mè-ma. [c?i>i.] Argomento filosofico e 




logismo impertetto , pere 
la maggior proposizione, 
rente dal periodo in questo, 



chi: è 
diffe- 



enthvmema. Gr. bSi/tn/tx. Segn. Rett. 24' 

rfetto , perchè e' gli manca il primo termine 
Demetr. Segn. 17. L' entimema e 

che il periodo è un certo composto di 
pai ole"che r si'rigiranoy donde e' prende il suo nome ; ma l'entimema 
ha la sua forza e ia sua costituzione ne concetto ec L entimema e 
una sorta di concetto , chiamato così dal comballimento in orma d 
er-i-segncnza. Farci,. Ercol. 10- Mi pareva ricordare che lo esoia 



ifpsiC do' paeti , e non 



degli oratori , de' quali è L" entimema. 



#• 



entimematiCamente 

K^thigmaticauentb, Eu-li-me-raa-ti-ca-niéti-te. Avv. In modo enlimemnlico; 
Con quella specie et argomento che elica i Entimema, F. di rei;. (A) 

Entimemat!(<> , Eu-li-mem a-ti-co. Add. [m. Clie e a modo] d'entimema. 
» Segn. Rett. io. Conciossiaché nella rettorica s'usi argumcnti esem- 
plari, e quelli che sieno entimematici. (B) 

a — [Dello di persona , Che forma entimemi.] Segn. Rett. 4- Perciò e 
manifesto , che chi troverà donde o come egli si taccia fi' entimema J , 
costui si potrà chiamar veramente entimematico » E io. E medesima- 
mente degli oratori alcuni ne sono detti oratori esemplari , e alcuni 
son detti entimematici. (B) 

Entikopo, * En-ti-no-po.IV. pr. m. (Dal gr. entyno io apparecchio, e hopts 
cura : Chi apparecchia con cura.)— Architetto cretese del F. secolo (Van) 

Entiposi. * (Anat.) En-tì-po-si. Sf. F. G. Lai. entyposis. ( Da en in , 
e tfpos impronto. ) Cavità glenoide della scaputa. (Aq) 

Entità. (Leti.) En-ti-tà. [Sf.] ast. di Ente, [e vale L'essere delta cosa, 
Il complesso di tutte le sue potenze^ attive e passive.] — , Entitade , 
Entilate, sin. Lat. esse rei. Gr. ovvia., ovtriórrit:. Geli. Lellur. Peir. 
A6. Infra questi enti razionali se ne ritrovano alcuni , i quali hanno 
tanto poca entità ce. , cioè hanno Io essere loro tanto debole, che sono 
stati alcuni che hanno detto che non sono. 

Entitativo. .Didasc.) En-ti-ta-ti-vo. Add. m.Allo a constituir l eute.(A) 
Mascardi, Berg. (O) 

Entlasi. * (Cbir) En tlà-si. Sf. F. G. Lat. enthlasis. ( Da enthlaso fut.di 
enlhlao io spezzo.) Contusione fjrte eh? lascia una cucita esterna. (Aq) 

E>to * Èn-to. N. pr. f. ( Dal gr. enlhos inspirato da Dio. ) — Una 
delle figlie di Forco e di Ceto. (Mif) 

Emomata. (Zool.) En-tù-ma-ta. [Sm. F.G.PL] Entomaii. F. G. Insetti, 
Bacherozzoli, cos'i terrestri, come aerei. — , Entoiuo, oh. Lat. insecta. 
Gr. irroga. ( Dalgr. eutonia insetti.) Dant. Purg. io. 1 28. Poi siete qua- 
si entomata in diletto , Siccome verme in cui foi mazion falla. Red. 
Ins. 8. Non essendovi inancat 1 chi abbia detto, la generazione di tut- 
ti gli entomaii esser fatta dalla virtù generatrice dell'anima sensitiva 
. e vegetabile. 

EntomÌam. * (Med.) En-to-mia-si. Sf. F. G. Lat. entomiasis. (Da en 
in , e toimas chi ha solibrto de' tagli. ) Specie di deformità prove- 
niente da tagli e da cicatrici nella fàccia . (Aq) 

Eiitomo. (Ziool.y E'n-lò-nìb. òm. V . li. Lo stesso che Entomata. F. Segn. 
Anim. 2. 12. (A) 

Entomoliti. (St.Nut) En-to-mo-lì-ti. Sm. F. G. Lat. entomoliti. ( Di 
aiUoma insetti, e lithos pietra.) Nome indicante gì' insetti, pelrijicuti. 
Ala quali insetti trovatisi in questa condizione, alla riserva di a clini 
crostacei ? (Boss) 

Entomologia,. (Zool.) En-to-mo-lo-gì-a. Sf. F.G. Lat. entomologia. (Da 
cntoma insetti , e logos trattato, discorso.) Discorso o Trattalo sópra 
gli entomi ossia insetti. (A) 

Entomologico. (Zool.) En-to-mo-lò-gi-co. Add. in. Appartenente agli 
eniomi, o inselli, o all' entomologia. (A) 

Entomologisti. * (Zool.) En-to-mo-lo-gì-sli. Sm. pi. Colorai che si oc- 
capano degl'insetti. (Van) 

Emomostìuci. * (Zonl.) En-lo-mò-stra-ci. Sm. pi. F. G. Lat. entomo- 
stra a. ( Da emonia insetti , e astracan testo, guscio. )Insctti cruslacei, 
cioè coperti di un lesto più corneo che allenivo o membranoso. (Aq) 

Entozoologia. * (Zool.) En-to-zo-o-logì-a. Sf. F. G. Lat. entozoologia. 
(Da enlos entro, zoou animale, e logos discorso. ) Trattato degli 
animati che vivono ne' corpi di altri animali. (Aq) 

Estua, * Én-tra. Pre/i. F. A. F. e r/r Intra , Tra. Gr. S. Gir. 10. 
Questo è lo mio comandameli to,che io vi do. che voi vi amiate entra voi.(V) 

Entuacna , * Enlra-gna. Sf. Lo stesso che Entragno. P . Salvin. Odis. 
5o. Clic abbruciati del tutto furo i fianchi, E l'entragne assaggia te. (Pe) 

,ErijniAGNj}, En-frà-gno.[.S>;.] Le interiora. — •, Entragna , sin. Lai- exta, 
^Vtscera! Gr. 'ivr-.px.. (Dallo spagn. enlranas che valgono il medesimo) 
Buon. Fier- 2. 1. 14^ Così , come de' polli e de' piccioni, Volean ve- 
derne 'l fondo degli entragni. » Salviti. Opp. Pese- 4- $18. E tosto 
Nell'agnellino entragno egli soffiando Col fiato lo gonfiò. Ed in tinta. 
Entragno , cioè viscera , intestino , come da un lato, intcr aneum è 
derivato d.igli Spagnuoli che le interiora dicono las enlraììas. (N) 

2 p e r metaf. si dice anco dell'interno dell' animo. Buon. Fier. 1. 

2. 4. Deh costui se hi sa: chi gli vedesse Lo 'ntragno eh! Che pa- 
role discrete^ » Menz. sai. 10. Al cielo, Al cielo, Grida in robusta 
inf.iticabil fena; Ma nell'entragno ei non ci crede un pelo. (Min) 

3 — *Aver buono o caltivo entragno o simili = Aver buone o cattive 
viscere, Essere misericordioso, di buon cuore, o spietato, duro. 
òafvin. annnt. Buon. Fier. 2.1- i4- Diciamo un uomo aver buono en- 
tragno j caltivo entragno, cioè buone o cattive viscere. •EvairXa.yx.i/ai 
nella scrittura , vale misericordioso. E annot. Oppian. 078. Diciamo 
esuer uno di buono o di cattivo entragno , cioè di buone o cattive 
viscere. (A) (N) 

Ehitiambi, En-tràm-bi. [Proti, m.pl.] L' uno e l'altro, Aiaenduni, Tra- 
mendiini. [ Lo sfsso che Ambo. F .] Lat. ambo. Gr. a,aOtu. (Dal lat. 
intra entro , ed ambo due.) Albert, cap. 20. Siccome quando entrambi 
fanno voto d'osservar castitade. Fin Disc. leti. 322. Voglio che en- 
ti-ambi noi ci ridiamo di costui. Tass. Ger. 2. 16. Colei Sofronia , 
Olindo egli s'appella , D'una cittade entrambi e d'una Fede. E 6. So. Già 
lassi erano entrambi, e giunti forse Sarian, pugnando, ad immaturo fine. 
Entrambi diff. da L' uno e l' altro , da Ambedue e da Tulli e 
due. Entrambi indica una relazione più stretta tra due , ossia consi- 
dera i due soggetti , de' quali si parla, molto ravvicinati fra loro ; 
come quando dico : Adamo ed Eva si renderono entrambi rei di 
morie. Ambedue è una frase che risguarda gli oggetti in un modo 
meno sti etto di Entrambi; come se dico- Demostene e Cicerone 
furono ambedue grandi oratori ; Ambedue que' divoli concorsero a 
fabbricare un tempio ec. L'uno e > V altro si applica ad individui o a 
rose che differiscano in checchessia; e- di genere e carattere diverso. 
Cosi di Omero e di Virgilio dirò,- L' uno e V altro sono sommi , ma 



ENTRARE 



61 



non di eguali pregi ambedue. L' uno e i' altro di questi libri è tifile 
ec. Tutu e due considera i due oggetti come compresi nell' azione o 
nella relazione di cui si tratta, non intende cioè escludere né questo 
ne quello. Quando dico p. e. 'Tulli e due i rei saranno puniti, dico che 
né L' uno né J' allro andranno esenti da pena ; ma se dico: òarannn 
puniti ambedue , dico che avrauno una pena , se non eguale , al- 
meno simile. 

Enthambo, En-tràm-bo. Pronome com.pl. Lo slesso c/ieEntr,ambi e Ambo. 
F. Chiabr. Fend. 6. E facciamo alto rimbombare entraiobo A queste 
logge intorno Bacco, Dionigi, Bromio , Ditirambo. (A) 

ENTRAMEHTo,En-tra-mén-to.[iS'/?2.] V entrare, e L'apertura onde s'entra. — , 
I n tra mento, sin. Lai. ingressus, introitus. Gr.EiVoSos.Cr./.6\2. Eleggasi un 
luogo, al quale, fuorché per ordinato entramento, sia aspra e grave saliti. 
Ovicl. Melam. Strad. Nell'entramento della quale narra che abitava ec. 
Fitoc. 2. 2Ó3. E commuovere con sottili entramenti le lievi arene so- 
pra la faccia della terra. Albert, cap. 65. Questo secolo è quasi come 
un ponte non fermo , il cui entramento è 'ì yehtre della madre , e, 'l 
cui uscimento è la morte di lui medesimo. 

2 — [ L' azione d'entrare] Maestruzz. 2. 24. Varrà , se lo entramento 
( nella religione J fu fatto innanzi al carnale congiugnimento. » Ci esc. 
I guarnimenti e le chiusure delle fosse molto difendono dall' entra- 
mento degli uomini e degli animali. (N) 

Entrancasa. * Eti-tran-cà-sa. Add. e sosl. com. cotnp. Che entra in ca- 
sa. Salvin. vii. Eral. Teb. fìerg. (N) 

Estuaste, En-tt linte.Sm Entramento, Entrata. — , Infrante, sin. Lat.hii- 
liuin.Gr.àpxv.M.fs.j. iz. Del mese di marzo,anno iZ^d, all'entrante 
diliherò il comune di Firenze di Far fare la gran pescaja in Arno. 
Dep. Decani. 14. Il che, o non saputo, o non avvertito, è stato 
cagione di molti scambiamenti e mutamenti di voci , come qui del 
rimaso in rimanente ; e pel contrario, nel Villani, dell'entrante in 
entrata , quando e' dice spesso : alt' entrante di Maggio , o d' al- 
tro mese.» G. y~. 12. ~/4- I fl questi tempi all' entrante d'Ottobre mori 
a Napoli quella si Tacca chiamare Imperatrice di Costantinopoli. (P) 

Entrante. [Rart. di Entrare.] Che entra , Penetrativo. Lat. penèlA- 
bilis. Gai haLtropos. Lib. Amor. O h parola più entrante di o^ni col- 
tello ! Cr. 2. 22. 14. Acciocché per la lunghezza tic' pori delia pianta 
1' umor terrestre, più agevolmente entrante, nutrisca la pianta. 

2 {Tig. Verisimile, Convincente, Che capacita.] Tac. Dav.An. 12. 

ifò. Furono queste ragioni le più entranti, e ajutate dall'arte. 

3 — Persona entrante = Che con maniera-è con galanteria s' intro- 
duce agevolmente appresso chicchessia. Lai. se insili uans. Gr. vto- 
ovófs.svo<;. Segn. Paneg. »r>2. Egli era di sangue nobile , e però en- 
trante e pratico fra le corti. É 3yy. Quanto egli fosse nel suo trat- 
tar manieroso, entrante, efficace, ec. 

Enuiare , Eu-trà-re. [;V. ass.] Andare e Penetrare entro. [Il suo con- 
trario è Uscire, ed i suoi derivati Rientrare, Concentrare , Sotten- 
trare, Subentrare. — , latrare , sin.! Lat. ìnpredi, introirr, p"|1f '■'■tr" - 
Gr. hijiivou , Ihìiv. B0cc.1i.0v. 77. 53. Comandò al laute suo che quinci 
non si partisse ec. , ed a suo poter si guardasse- ch'alcun non v' en- 
trasse dentro. Cr. g. 102.3. E se già in alcuno arbore perforato entre- 
ranno , al luogo , donde entrano ed escono , si ponga un alveo pic- 
colo. Dant. Purg. 2. 97. Venamente da tre mesi egli ha tolto Chi 
ha voluto entrar con l'ulta pace. Peli: canz. 11. 7. Ora sgombrando 
il passo , onde tu entrasti. 

2 — E con varie accompagnature. Amm. Ani. Egli entrerà nel regno 
di Ciclo. Fit. SS. Pad. 1. 20. Silo e senza paura entrò al deserto. 
E 79. Ringraziamo Iddio in prima , e poi entreremo nella vigna. E 
2. 2 io. Egli non enlrava a loro per peccare. Cavate. Stolliz. 248. 
E acciocché a questa battaglia entriamo valentemente. (V) Bocc. g. 5. 
n. 8- Ed esso bene un mezzo miglio per la pigneta entrato ec. (i\) 

3 — [ E ftg. nello stesso sign. del <j. 1. ] Tass. Ger. 20. 21. Forse , 
se debbe infra' celesti arcani Prosontuosa entrar lingua mortile ec. » 
Bocc. g. 1. nov. 7. Né mai nello animo m' entrò questo pensiero, che 
per costui mi è entrato. E g.5.n.8.THc\ rozzo petto, 119! quale ec. non 
era alcuna impressione di cittadinesco piacere pututo entrare. (V)(N) 

4 — In alcune locuzioni ha forza di Cominciare ; come Entrare in 
parole degl' interessi, degli studii , della coscienza ec. , e vale Co- 
minciare u parlare degl' interessi , degli studii ec; e Entrare in cum- 
ulino , in ballo, in pensiero e simili, vagliene Cominciare a cani- 
minare , a ballare, a pensare ec. [F. Entrare in ballo, Entrare in 
parole, in cammino, in pensiero, in ragionamenti, in guerra, a 
messa , all' orazione , la febbre , ec. ] Lat. inciperc , aggredì, etc. 
Gr. a.px'-v^a.i. Cas. leti. 5o. E perciò io non ardisro entrare in ren- 
dertene grazie. >? Fit. SS. Pad. 2. 25i. Alquante se ne maritarono, 
e alquante entrarono a fare penitenza lasciando il mondo. (V) 

5 — Imprendere. Bocc. g. 1. n. 2. Deh, amico mio, perchè vuoi tu 
entrare in questa fatica ? (V) 

6 — * Passare. Scn. Pist. ig. Di questa procuragionc verrai tu a mag- 
giore ufficio e dell' uno entrerai nell' altro. ( O pure e locuzione 
ellittica e vale, Uscendo dell'uno entrerai ec. ) (Pr) 

- _ Prender I' uffizio. Frane. Sacch.nov. 180. Avea preso quasi fjrma 
(usanza) , come gli altri cittadini, d" andare e a' priori la mattina 
eh' egli entravano , ed eziandio a' gonfaloni. (V) Dm. Comp. Lst. 2. 
Entrarono i nuovi priori a di uno di novembre i3oi. (P) 

t — E col 2. caso. Cren. Stria. 127. A dì primo Novembre en- 
trai de' nostri Magnifici Signori (1 ioè ad essere de" nostri. ) (V) 

S _ Prendere a proteggere, a dimesticarsi. Sper. lett. ig. Avendo in- 
teso quanto sete molestato da ogni sorte d'amici. . . ad entrare col 
suo concorrente , ho deliberato ec. E 21. Vi chiesi eh' entraste col 
mio Brunello. E 22. Se vi vorrete scusare di questo con alcuno, che 
la mia importunità è cagione ch'entriate con lui contra il vostro vo- 
lere. . . , son contento che voi il facciate. (B) 

— Aver che fare, Accordarsi , Adattarsi. Lai. coiiver.ire. Gr. op.o- 
\oytm. Mutai. 6. 84. Com' entra coli' assedia il dare e avere ? 



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62 ENTRARE ADDENTRO 

io — * Ritirarsi. Davi. Inf. 25. 112. Io vidi entrar le braccia per le 
ascelle , E i duo pie della fiera di' era n corti Tanto allungar , quanto 
accorciavan quelli. (N) 

»i — Intramcttcrsi a far che che sia. Cecch. Assiuol. ». 2. E madonna 
Verdiana, che pare il santussc, parv'cgli però che la faccia bene a tener 
mano a coteste cose , e entrare a portar novelle tra cotesti veccln?(V) 

12 — [Detto di Animali, per Usare, Coprire..] Ci: g. 87. 7. Il verro, 
" J" and " ^ d'otto mes '' comincia ad entrare alla troja ; e ci ò puotc in- 

"*Mjno alti quadro anni lare. » cVe.sc. 9. 70. là/dee guardare che 'I becco 
abbia simigliami tettole sotto '1 mento. .. e che sia convenevole ad en- 
trare alle capre in anno. (Pr) 

13 — UHlo della Luna nuova. Fi: Ginrd. 283. La prima domenica 
seguente Si poi la plenitudine della Luna d' Api ile. . . ; ma intendi, 
non all'entrare delia Luna , ec (V) 

14 — Dèlio </<NjJIctalli , che battuti si ammaccano e appianano. Benv. 
Celi. Oref. 85. -Colla penna del martello si debbe batterla da un 
angolo all'altro gagliarda mente, e fare ch'ella {la piastra) entri bene. 
( <)ui par che entrare valga ristringersi , addensarsi. ) (V) 

1 5 — * Talora accenna lunghezza o Profondità di spazio vano in 
checche sia. Ar. Fui: 14. g\ Sotto la negra selva una capace E spa- 
ziosa grotta entra nel sasso. \#v) 

16 — "Nola costrutto.G. P~.io.i5i, Di Montecatini non putea uscire né en- 
trare gente, ne vittuaglia. ( Cioè entrarvi. Come si direbbe egualmente 
bene : in Firenze non può entrare né Wire alcuno. V. Uscire, Dare.) (Pr) 

1 1 — Usato a modo di n. pass. Vit\$. Ciò. Batt. 204. Eravi un 
arbuscello ec. che aveva le ramora ba\e ; ed io mi v' entrai sotto. 
(Lat. subii.) (V) Bocc.g.g.n. 6. Fece\oste nell'ali de' due {letti) 
che rimasi erano coricar la figliuola , e nell'altro s'entrò egli e la 
donna sua./? appresso: Senza della culla curars\ncl letto se n'entrò. (N) 

2 ~ * E nel P r '"'° s '8"- Dani. Purg. 2Ó\*Già m' avean traspor- 
tato 1 lenti passi Dentro all'antica selva tanto chi io Non polca ri- 
vedere ond' io m' entrassi. (N) 

3 — Nota strano costrutto. Lasc. Gelos. 4- l3. &Q lasciato, per 
non aver chiave , tutta notte l* uscio aperto : onde è staio entrato in 
casa, e vota la camera, ec. ( Cioè: qualcuno è entratoX (V) 

ro — Usalo attivamente alla maniera latina. Ar. Fui: 8. J6. E per 
poter entrare ogni sentiero. Moka : Che spesso il nido cntraroVy'clla 
giacque. E canz. 7. Io , che gran tempo riscaldar mi sento D'un pVnsier 
grave, d' altamente il campo Delle gran lodi entrar. E Tans. Egl. lo vis- 
si poco, perchè troppo amai : Altro non ti dirò; ma , che rhe sia , Basì*, 
che pure entrai del Ciel le porte. (M) Vit. Col. Rienz. Libi: 1. Entrò 
la porta della città ; deh come grande paura fece al popolo ! Ar.Fur. 
i3. yg. De lequai (rase) non più tosto entrò le porte, Che ec. Chiabr. 
Firn. Né giammai del terrore entrò la scola. E altrove : Essi la reggia 
di Sionnc entrare (Br) Fi: Giord. ig4. Incontanente che noi passiamo 

di questa vita entriamo la vita eterna. Tans. Vend. i35. A cui 

velati il capo o le man voti Non licca mai d' entrar ic sacre mura. (N) 

19 — * Modi proverò. Entrare nell'un vie uno, Entrare in sagrestia, 
Entrare nel pensatoio, ne' piedi d'alcuno, por la porta, nel gigante, 
ne' criminali ec. V. a' /or luoghi. (N) 

Entrare addestro * ss Internarsi, Profondarsi, V. Adeotro, §.2.(N) 

— ad una cosa = Mettersi a farla , a pensarla ec. V. §. 2. Kit. S. 
Gio. Batt. i85. Sicché poscia possano e sappiano meditare ed entrare 
alla vita di Cristo. ( Cioè : dagli altri racconti farsi atto ad intendere 
quello della vita di G. C.){\) 

— ad uno = Andare ad esso , Entrare dov egli è. V. 5- 2. Lat. adire 
aliquem. Gì: ■KpoaifX" r ^ocl rivi. Dial. S. Greg. 55. Andando il dia- 
cono, e entrando al Goto, che giaceva, gitlògli quest' acqua benedetta 
ec. Vit. SS. Pad. 2. 25.2. Vennero tutte quelle meretrici ,' alle quali 
egli ( il Santo ) soleva entrare la sera , e massimamente quelle che 
erano convertite. Bocc. g. 2. n. 7. L' abate con li due cavalieri e 
con Alessandro senza più entrarono al Papa. (V) 

— alcuna cosa ad alcuno ss Soddisfargli , Capala, Crederla; ed il 
simile si dice colla negativa per lo contrario. Lat. mihi arridet; non 
satis intelligo. Dav. Scism. 8. Voi per l'interesse del Re vostro, e 
beneficio comune , 1' avreste a proporre. La cosa gli entrò. Fir. Lue. 
2. 3. Che dirai tu , che cotesta cosa mi entra ? Ambr. Coff. 2. 1. 
Ascoltatemi , che vel dirò e v'entrerà benissimo. 

— alla religione. * Lo slesso che Entrare in religione. V. (N) 

— alla troja, e simili, [dice si del porco, e vale Usar colla troja ec.V.§.i 2.] 

— all' orazione = Mettersi ad orare. Coli. Ab. Isaac , prol. 38. In- 
contanente cntroe all' orazione. (V) 

— a mensa. Lo stesso che Entrare a tavola, f. Vit. S. Frane. 2t5. 
Dopo queste cose entraro a mensa , e mangiando ec- (V) 
■ a messa = Cominciar la messa. Pass. 107. La confessione generale 
che fa il prete quando entra a messa. (V) 

— A parte * ss Partecipare. V. (A) 

— a tavola , a mensa ss Assettarvisi per mangiare. Vit. S.M. Madd. 
27. Comandò che tutti gli altri entrassero a tavola. Cavale. Pungil. 6. 
Dicevano male degli Apostoli in ciò , che non si lavavano le mani, 
entrando a tavola. (V) 

— in altro = Mutar ragionamento. Lat. alio sermonem convertere. 
Gr. Kóyu à.WoK>vv, n Cecch. Stiav. 4- 2. Prima che tu va' entri in 
altro , dimmi ; sono io vivo o morto ? (V) 

— in amore ad alcuno * ■==. Acquistarne il suo amore, Esserne ama- 
to. Frane. Sacch. 8. Un genovese sparuto , ma bene scienziato do- 
manda Dante poeta come possa entrare in amore ad, una donna. E 
appresso : Desiderando avere da lui o consiglio o ajuto come potesse 
entrare in amore a questa donna. (Pr) 

— [in ballo = Cominciar a ballare. ] Dant. Par. 25. io3. E come 
surge e va e entra in ballo Vergine lieta. 

* — E fìg. lo diciamo per Cominciar qualsivoglia, cosa. [ V. Ballo, 
$. 10. ] Lat. rem aggredi. Gr. ÌQfora.<T§a.i r & tpyu>. Ar. Cass. 3. 6. 
Poiché io mi trovo sol, mi pento d'essere Entrato! in ballo. 



a ragie- 



ENTRARE JN SUSTA 

— IN restia * = Incollorire. V. Bestia, 5.7. Benv. Celi. Vit. t. 1. p. 
16). Ancora io con questa bestia entrai in bestia, e gli dissi ce. (N) 

— in cammino = Cominciale a camminare. V. Cammino, $. 6". Bocci;. l,n. 
5. Esso con poca compagnia di gentili uomini, entrò in cammino.(V) 

a — [ E variamente.] Dant. Purg. i3. 16. O dolce lume, a cui 
fidanza i' entro Per lo nuovo cainmin. 

— in campo * =3 Comparire. V. «Campo , J. 23. (N) 

— in collera. —hicollorirsi.Lat. irasei. Gr. &$yi{isàa.i.[V. Collera % 4] 

— in cuore, nel cuore = Venir nel cuore, Piacere. Stor. BarL ui. 
Nessuna cosa non vidi, che tanto mi piacesse ec. Quelle (le dorme) ini 
sono entrate più in cuore di tatte l'altre. (V) 

— in canari o simile = Farne acquisto , Riscuoterne. 

— IN farnetico == Delirare , Perder l'uso dilla ragione. Cavale. Frutt. 
ling. 33 1. Subitamente ( l'ammalato) raggravò, ed entrò in fariietico.(V ) 

— in fatica * ss Affaticarsi. Race. g. 1. n. 2. Perché vuoi . tu en- 
trare in questa fatica , e cosi grande spesa ce. ? (N) 

— in gelosia * =3 Ingelosire. Bocc. g. 4. n. 3. Di che la Ninetta ac- 
corgendosi, entrò di lui in tanta gelosia, che ec. (N) 

— in gloria , in infamia * ss Divenir glorioso o infame. Bocc. Pisi. 
Pr. SS. Apost. 60. In gran gloria pel sangue mio non entrerà; guar- 
disi piuttostochc non entri inintàmia, la quale spegnere non si possa (P.) 

— in guerra = Imprender guerra , e talora Penetrare nella zuffa. 
Lat. piaclium aggredi. Gr. ^axi" £px*tr$*i. Tass. Gei: 20. ^7. Entra 
in guerra G oli redo , e là si volve. 

— in isperanza, nella speranza * = Sperare. V.Vlntrnto. Veti. Uliv. 
Non entriamo in isperanza d'averne ad avere buona ricolta. (Br) 

— in ispesa. * V. Entrare in fatica. (N) 

— innanzi a uno , ad uno = Oltrepassarlo camminando. Dant. Pure. 
24. E quando innanzi a noi si entrato tue, Che gli occhi miei si fero a 
lui seguaci , ec. Bocc. g. 5. n- 7. Ma Pietro, che giovane era, e la 
fanciulla similmente , avanzarono, nello andare, la madre di lei ec.: 
ed essendo già tanto entrati innanzi alla donna ed agli altri , che 
appena si vedevano, avvenne ec. Cecch. Dot. 4. 8. Me n'andava rat- 
to , per entrargli innanzi. (V) Ar. Fui: 3ì. 5]g. Il qi ,al poi I' entrò 
innanzi, e cosi punse II suo cavallo, che i compagni giunse. (:M) 
Benv. Celi. Vit t. 3. p. 35. Una mattina infra l'altre, avendo mino 
messa in S. Pietro Schei-aggio , e"in.' entro innanzi Bernardone. (N) 

3 — [E fig.2 Avanzarlo, Superarlo. Lat. supc:are , antecellere. 
Gr. ìncipfrccwiiv. Stor. Eur. 4. 75. Non solaraeutc fece la pace cori 
esso lui , ma gli diventò amico, e tanto familiare, che nessuno altro 
gli entrava innanzi. 
-r- in nuovi costumi 'z=Cangiar costume. Bocc. Pisi. Pr.SS.Ap. 4.E 
^erò nell'animo mio firmai che tu non dovessi, uomo di età compiuta, 
consigliare eh' entrassi in nuovi costumi e diversi agli usati. (Pc) 

— [Vn parole, in ragionamenti = Cominciare a parlare, 
nare, * K 

Bg. 

e tanto arf«(ò d' una in altra , che egli si fu accordato con lei". (V) 

— in pensiero^: Cominciare a pensare. Bocc. g. 1. n. 5. Ed appresso 
entrò in pensilo che questo volesse dire, che un cosi fatto Re ec 
la venisse a vi*ita\e ? (V) E g. 5. n.8. Entrato in pensiero della sua 
crudel donna. (N) 

» — {E variamente^ Bocc. nov. 77. 34. Ricominciato il pianto 
entro in un amaro pensiero. ' 

— in possessione. Lo stesso^he Entrare in tenuta. V. » Fav. Esop. 
ig. {Tesi. Riccard.) La RÒVhne prese la tenuta, ed entrò' in pos- 
sessione , sicché giammai non\a perdeo. (N) 

— in ragguardamknto:.* Senza Centrare in altro ragguardamento ss 
Senza mettersi a far troppe cuiiUderazioni. Bocc. g 4. n. 10. Tro- ' 
vandola {un'arca), senza entrare inoltro ragguardamento, prestamen- 
te , ancora che loro gravetta paresse, \e la portarono in casa loro (V) 

— in ragionamenti. Lo stesso che Entrare in parole. V. Bocc. e. 1 
n. 8, Con lui entrò in molti e varii ragliamenti. (V) 

— in religione, [alla religione ]= EarsSxligioso. Lat. reliWonem 
ingredi , religioni noaien dare. Sega. Prea\%0. 8. Che dirò & di co- 
loro 1 quali o con forza aperta , o con fraude Occulta ritrageon altri 
d'entrare in quella salutevole religione a cui Dio>U chiama? » Pass 
Specch. Pena. 3y. Volendo entrare alla religione. È\,iù abbasso- Non 
assentio a' pneghi e alle lagrime della madre, ma entrò aTtareligione M 

— in sAcris ss Prendere il primo degli ordini maggior?:' Lat. hype- 
diaconura fieri. Gr. v*odidx.ovoi> x.a.Sfora.v'àa.,. Segn. Crishinstr 3 
24. 18. Io per me non so che mi dire , quando rimiro alcuni met- 
tersi in posto d'entrare in sacris. 

— in sagrestia, [/%.] == Mettersi a ragionare di cose sacre fuor di tettino 
o con poca reverenza. Modo basso. Lat. de sacris temere loqui Gr 
ù.foi\i>$ irtpa tw Su»? ,\«.\„V. Lasc. Slreg. prol. Io non voglio che' 
noi entnamoora in sagrestia, perchénéil tempo néilluogolo richieggono 

— in santo , si dice delle donne uscen ti di par to , allorché vanno in 
chiesa la prima volta , e ne ricevono dal sacerdote la benedizione 
Lai. lustrar! , purificar!. Gr. xaSapi^o-aai. Segr. Fior. Mandr 5 2 
Faròlevare e lavar la donna, e farolla venire alla chiesa a entrare in santo' 

— in se = Tornare ai sensi. Cavale. AùTApòll7c-57EnlrmàoVicuò ~ 
in sé, e pensando di questa visione, ec. (V) " 

— in sollazzo di checchessia* ss Prenderne piacere. Fav. Esop 17 
Entrano in sollazzo di parlare contro alla loro natura , e dispiacciono 
credendo piacere. (Pr) r 

— in sospetto * = Cominciar a sospettare. V. Sospetto. (A) 

— in sosta = Innamorarsi, Innuzzolirsi. V. Sosta. (V) (N) 

— in sur una pesta , * fìg. — Prendere a parlare di alcun tema. 
Benv, Celi. Vit. 1. n5. Quest'uomo che era abbondantissimo di 
parole entro in sur una pesta e ne disse tante , che ec. (Pr) 

— in susta * ■=. Entrare , Mettersi in moto , in agitazione. V dello 
stile famigliare. Beni. Leu. {Alan. 7.) La gente 'qui entrò di nuovo 
in susta , e facevongh viso di matrigna. (B) 



occ. nov. 78. 5. E con lei delle cose state entrò in parole. » 
v«. 4-_ Perchè fattolesi più presso , con lei entrò in parole ; 



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ENTRARE IN TENUTA 

— in temuta , if possessione r= Entrare in possesso , Prendere il 
possesso. Fi: Jac. T.2.2Ò. 17. Lo 'ntellelto sia, ammirato, E l'alletto 
entra in tenuta. Cron. Veli. Entrammo in tenuta del palagio e bot- 
teghe di Via maggio. 

1N 0NA cosa = Farsi a parlare di checchessia. Vii. S. Gio. Bau. 

a3t. Mise mano a due cose 'Erodiade) : l'una a lusingare Erode ec.; 
e l'altra, ch'ella cominciò ad entrare nella santitade di santo Gio- 
vanni , e a mormorare di lui. (V) Dani. Conv. Tralt. Uh. Questo è 
quello che primamente si cerca , per meglio entrare nel trattato della 
parte che esporre s' intende. (P) , 

a —EJig. Bocc.g.g.n.4. Al quale il Fortarrigo, in una sottil malizia 
entrato ec. ( trovala una sottil malizia ), comincio a trottar dietro. (V) 
j _ E Non entrare in una cosa = Non avervi che fare , iVo/t 
darsene impaccio. E in questa guisa chi protesta di non avere in- 
gerenza ut qualche negozio , suol dire : io non e' entro, Segner. 
'Mann. Marz. 20. 2. Il secolo ti promette piaceri , ti promette ric- 
chezze , ti promette onori , che sono tutti i suoi beni; ma te gli pro- 
mette sol quanto puoi durare; te gli promette in un secolo : poi non 
v' entra ; se starai male ncll' altra vita , tuo danno. (V) (P) 

— in un salceto * = Avvilupparsi, Intrigarsi. F. Salceto. (N) 

— in valicia , * fig- = Adirarsi, F. Valigia. (O) 

i„ viaggio * = Mettersi in via. Aret. Sai. Quando due tre ore 

innanzi giorno S' cnlra in viaggio che non Jia sentieri. (Br) 

i K visibilio = Entrare in cose che non si veggono e non si com- 
prendono : {modo basso.} Lat. altissima scrutari. Gr. v\r{h&Ta.Ta. àvz- 
tta'mw. Pttttijf. 5. In visibilio non voler entrate , Che '1 brodo non si 
fa per gli asinelli. 

n febbre = Cominciare a venire la febbre. Cavale. Pungil. 264. 

E poi, a certezza del latto, il vigesimo quinto dì gli cullò la febbre.^eo 
Belc. Vii. Co'.omb. 172. Il martedì seguente m'entrerà la febbre. (V) 

mallevadore, pur SICURTÀ, [sicuutÀ, PROMESSA,] ec.=P l'omettere per 

altrui, Far mallevadoria per esso. Lai. tìdejubeie. Gr. iyyvu.tr'-) zt.òeti. 
Ben. Farch. 4- 3g. Io t'entrerò mallevadore te. insino a una certa 
somma. » Fior. S. Frane. 46. Voi gli promettete di dargli ognindì 
le cose necessarie ; ed io vi entro mallevadore per lui , che il palio 
della pace egli osserverà fermamente. (V) 

he' criminali, Jrg^=iToccar un punto pericoloso, ec. V. Criminale, 

ne' fatti d'alcuno = Mettersi a parlare de' falli di lui.Lasc. Pa- 

rent. 1. 1. D'una in altra parola, entrammo ne'falti della fanciulla.(V) 

ne' tatti d'altri, dicesi del Discorrere o dell' Impacciarsi delle 

cose altrui. Lat. aliena rimari. Gr. tcc à^Korpix l^reiiuii. 

kil capo * = Figurarsi, Immaginarsi. F. Capo, %. ài. (N) 

K el cuore * ; lo stesso che Entrare, in cuore. F. Cuore, §. 3u. Bocc. 

e. 5.n. 1. Essendo adunque a Cimone nel cuore . .. entrata la saetta 
d' amore. £ g.S-n.8. Quel cuor duro e freddo, nel qual mai né amor 
né pietà poterono entrare. (N) 

— nel giganti;: Mani ra proverb. {oscura, bassa, ed oggimai fuor 
d'uso,] Lat. iraconde animimi obfirmaie. Gr. òpyiKus tx itv - Farch. 
Ercol. 102. A uno che si sia incapato una qualcba cosa, e quanto 
più si cerca di sgannarlo, tanto più v' ingrossa su, e risponde di voler 
fare e dire , s' usa (dire) : Gli è entralo nel gigante. 

— nell'alto, dello delle navi che dal lido s' innoltrano in mare. Ar. 
Fui: 10. ig. E li risveglia , e senza udirai un grido, Fa entrar nel- 
l'alto , e abbandonare il lido. (P) 

— nella materia , nel soggetto o simili, * = Cominciare a trattarne. 
Magai. Lelt. Fani. 1. 60. Tu potresti con occasione di conferirgli 
questa lettera ec. entrar nella materia, e con fargli considci ai questa 
cosa , vedere se egli ci si getta. (N) 

— nkll' ANiMO=Pi'<zcere , Commuovere. Bocc. g. 1. n. 5. Le quali parole 
per sì fatta maniera nell'animo del fie di Francia entrarono, che ec.(V) 

— nell'aringo, * fìg,=z Cominciare qualsivoglia cosa. Dani. Par. 1. 
M' è uopo entrar nell'aringo rimaso. È Com. Dani. ivi. Acciò che . . . 
io possa entrare nell'aringo cioè nel corso runaso. (Br) 

— nelle risa = Mettersi a ridere. Frane. Sacch. nov. 26. Udendo 
li due valenti uomini questo , cominciarono ad entrare nelle risa per 
siHalta forma ec. (V) 

— nell'Ordine, all' Ordine e=3 Farsi religioso. Pass. Specch. Pena. 
o. Un nobile giovane entrò nell'Ordine de' Frati predicatori. (P) 

— n ell'cnvi£JL£P : detto proverb., e vale Fare un discorso lun- 
' ehìssìmo, da non uscirne mai. Lai. orationisexitum non invenire. 

Gr. \iyov tìXos ovx ivc'urx.m. Malm. 6. 2g. Cosi , poich' ebbe dato 
libro e carte, Entra ncll' un vie un , che non ha fine. 

— nel pensatoio [ = Entrare in pensiero o in sospetto.'] ^".Pensatojo. 

— ne' piedi d' alcuno [= Entrare nelle ragioni di colui, o in suo 
luogóXV. P'cde. 

— paura una paura , uno scrupolo , una voc.lia o simile — Te- 
mere , Avere scrupolo, Bramare, ec. Lat. inecssit formido , religio, 
cupido eie. Bocc. nov. 27. 16. Di che sì fatta paura m'entrò, ch'io 
del tutto mi disposi a non voler più la domestichezza di lui. 

— per la poi'.ta , [Jìg. = l'ai- le cose coli' ordine dovalo.] ^.Porta. 

— per sicurtà. {Lo stesso che Entrare mallevadore. F. ] 

— promessa. Lo slesso che Entrare mallevadore. F. Cai: Leti. Io vi 
prego siate contento d'entrar promessa per me, insieme cogli altri che 
intenderete , per quella somma di tre perfino in cinque mila scudi. (Min) 

— scrupolo. [ F. Entrar paura. ] 

■ — sicurtà ai» uno * ss Fargli sicurtà. Lo stesso che Entrar malleva- 
dore. V". Gal. Meni, e Ictt. I. 2. p. go. Sono in contumacia con l'ili. 
Principessa per V occhiale non ancora mandato : V. E. mi ajuti , en- 
trandole sicurtà, che sono per pagare il debito e 1' indugio con larga 
usura ce. (Pe) 

?— sostenitore di una cosa* —Farsene sostegno. Pallav.lsl.Conc.toi. 
Essendo parzialissimo . . . delle sue dottrine £ di Lutero ) yolje eiir 
trarne sostenitore. (Pe) 



ENTRATA 



63 



— sotto * = Sottoporsi. Segr. Fir. Disc. dee. I. 1. p. 12. E benché 
questa impresa sia difficile, nondimeno ajutalo da coloro che mi hanno 
ad entrare sotto a questo peso confortato, creda portarlo inmodoche 
ad altro resterà breve cammino a condurlo al luogo destinato. (N) 

— troppo in lÀ * = Inoltrarsi dove non tocca, Volerne saper troppo. 
V. Là. (0) 

— troppo innanzi =; Avanzar troppo il discorso. Lai. oratione auda- 
cius progredì. Gr. Troppa ÌKaivav. Segner. Crist.inslr. 1. 2. fo.Dicono 
eh' egli entra troppo innanzi. Cas. leti. 65. A me pare che l' amico 
vostro, che voi non nominate, entri troppo innanzi. 

— una paura , uno scrupolo, una, voglia. V. Entrare paura. 

Entrare difl. da Penetrare. Altro è il dire per es. L' acqua entra 
ne) canale; altro è il dire: L'acqua penetra nelle viscere della terra. 
Altro è il dire : Il mariuolo entra in piazza; altro il dire: Il mari- 
uolo penetra nella folla per frugare. Ognun s'avvede che Penetrare 
esprime maggiore internila di Entrare. 

Entrare. Sm. Entrata, Ingresso, Festibolo.*—,lntvare,sin.CaT.En.j.265. 
A vea d'antico Cedro,ncl primo entrar. un dietro all'altro De'suoi grand'avi 
i simulacri eretti. E 6. 4- 2. Nel primo entrar del doloroso regno. (M) 

2 — * In modo avverb. All' cullare; lo stesso die All'entrata. F. Al- 
l' entrare. (A) 

Entrata , En-trà-ta. [Sf. Ingresso , Luogo onde s' entra. — , Antrata , 
sin.] Lat. ingressus , introitus. Gr. tiVcSos, Dani. Inf. 8. 81. Venim- 
mo in parte, dove il nocchier Corte: Uscite, ci gridò ; qui è l'entra- 
ta, E Purg. g. Si. Vedi l'entrata là 've par disgiunto. Petr. canz. 
18. 7. Ma perchè la memoria innamorata Chiude lor poi l'entrata. 

2 — [L'alto di entrare.] G. F. 12. 81. 3. Acciocché 'I comune di Fi- 
renze avesse spedita l'entrata e la guardia della detta rocca. Bocc. g. 
3- p. 4- Parendo loro nella prima entrata di maravigliosa bellezza. 

2 — Onde Dar l'entrata = Conceder l' ingresso. F. Dare l'entrata. 
(A) Din. Comp. ht. Fior. 2. Per la porta che noi gli demmo in 
guardia , die I' entrata a Gherardino Buondclmonti. (P) 

3 — " E Tener l'entrata = Fietar l'ingresso. Bui. Purg. Lo 
malo amore delie cose inondane, elicci tiene l'entrata della peuitenza.( A) 

4 — * Aprir l'entrata — Dai- luogo, opportunità ad entrare. Bocc. 
g. 10. n. 6. Le violenze fatte alle donne da Manfredi avervi l'entrata 
aperta in questo regno ? (N) 

5 — * Ed All'entrata =: Neil' atto di entrare. Bocc. g. 7. n. 5. 
Il geloso stette molle notti per volere giugnere il prete all'entrata. (A)(N) 

3 — L'atto di entrare solennemente in una città ; ed in questo sign. si dice 
Far l'entrata. [^.Fare entrata.] Cas. leti. 62. La quale stia sicura che 
l'entrata di lorMagnif. in Roma, e lo andar loro a palazzo, e laorazion 
pubblica, e le visite private, e la compagnia, sono state tutte laudatissime. 

4 — {Parlandosi di tempo o cosa che si riferisca a tempo, ca/f Pna- 
cipio, che gli antichi dissero Entrante.] Fruic. Sacch. Op. div. In 
ogni altra lettera s'intende all'entrata 4 Aprile,, cioè al principio. » 
Bocc. g.5. n. 8. Venendo quasi all'entrata di Maggio ( versa i primi 
dì ec.J (lì) Dani. Conv. preamb. Ed io in quella ( 'opera) dinanzi all' en- 
trata di mia gloventutc parlai; e in questa dipoi, qui Ha già trapassala. (P) 

5 — {Parlandosi di scritti vale Introduzione, Proemio.]/?u/i£. Fit.Nuov. 
36. Questo dico , acciocch' altri hon si maravigli perché io 1' abbia 
allegalo di sopra quasi come entrata della nuova materia. 

6 — Posscssodi ulìicio ce. Dep. Decani, t'òz. 1 cittadini romani nell'en- 
trata de' loro sacerduzii solevano lare un solcunissimo convito. (V) 

2 — La. ben entrata si dice per La mancia deli entrarvi , l'entra- 
tura , net sign. del $ 2. Fir. Asin. 164. Questi sicno per la bene 
entrata del vostro collegio. (V) 

7 — Rendita. Lat. redilus , census. Gr. rl^-iìfix. G. F. 11. go. «.Nar- 
reremo appresso del podere del nostro comune l'entrata, e così l'u- 
scita. E 12. 8. g. Montavano l'anno più di dugen tornila fiorini d'oro, 
senza l'altre entrate e gravezze. Bocc. nuv. i3. 8. Il quale messo s'era 
in prestare a' Baroni sopra castella , e altre loro entrate. Ey>. P.N. 
Dee rendere ec. sue entrate e uscite dinanzi a suo signore. il ■^.^''a/iif. 
Il tempo del sonno scrivilo al libro delle cose perdute; ma quello 
della vigilia è scritto in quello dell'entrata e guadjgoo. Cavalc.Med. 
spir È adunque stolta cosa riputarsi a entrata e credito quello che è 
debito. J\ov. ani. 11. 2. Spendo più, ch'io non ho d'entrata, 200 
libbre di tornesi lo mese. Sen. Ben. Farch. 7. io. Se alcuno si dì- 
letta di vedere un gran libro delle sue entrate. »> Menz. Sai. 1. Ma 
l'entrata d'un fico o d'una vite Non dareste, e né meno un fico secco, A 
chi ec (Qui vale , tanto quanto rende un solo albero di fico.) (N) 

a — Dtcesi anche Entrata e Uscita a Quel libro dove si scrivilo 
le rendite e le spese. 

3 — Onde Mettere a entrata [ = Scrivere tra le rendite o ti a' 
guadagni, e fig. Tener per certo.] F. Mettere. 

8 — Mettersi ad entrata = Mettersi in sospetto , o simile. Cai. Leti. 
Farri. 3. n3. Io mi metto ad entrala che di costà faccia ogni -.iristra 
relazione; ma non ne sento dispiacere , perchè credo che sia conosciuta 
cosi la natura sua , come la mia. (Min) ^ — " ." 

o (Musi Principio delle sonate di slrumentir^CiTt7 proacmium. Gr. 

■nfoo'iQo. Tratt. Pat- Nost. Ora avete voi udito il prologo del saulo 
Pater nostro , che è altresi come una entrata di vivuola. 

lo (Asti.) Entrala , dicono gli astronomi il Momento nel quale il 

sole e la luna comincia a scorrere uno de 'segni del Zodiaco. (Diz. Mat ) 
Entrata ditf. da Entratura , Ingresso , Introito. Quando si tratta 
di luogo , la voce Ingresso è più splendida e più decente di Entrata. 
Cosi diciamo Magnifico ingresso e non Entrata magnifica. Inoltre 
Ingresso può chiamarsi anche il cortile d'una casa, d'un palagio. 
Entrala veramente è il luogo che fa entrar nella casa , Bell' abita- 
zione. Entratura è propriamente 1' adito per cui s' entra. Volendo 
esprimere il luogo o l'atto dell'entrare, sì dirà meglio Entrala. Una 
casa può avere due , tre o più entrale. Entratura ha un altro senso. 
Quando diciamo Aver entratura con uno, vogliam dire Conoscerlo 
alquanto familiarmente , Poter entrare nella sua casa e in parte nel- 







G£ 






ENTRATACCIA 

I' animo suo , senza taccia di ardito. Introito e propriamente quel 
dulia messa. Introito per Somma ritratta non è bella frase , ben- 
ché comune. 

En trataccia , En-lra-tàc-cia. Sf. pegg- di Entrata. Cattiva o Pessima 
entrata. Lasc. l'inz. 6.7. Quella entratacela mi dà nel naso, e dubito 
ch'ella non sia una stanza di taverna, sendolc cosi presso. (V) 

F.ntratella, En-lra-tcl-la. Sf dim. di Entrata in s is n. dì Rendila. /ferc- 
d:tuzza. — , Eutraluccia.,' sin. (A) (Van) Don. A. F. Berg. (0) 

Entrato, En-trà-to. Add. m. da Latrare. Lai. ingressus. Gr. tkra&wv. 
Amet. 62. Malconoscenti di sé medesimi per li accumulati beni, en- 
trali nelle speranze di Flagareo e, de' seguaci, con tempestoso pensiero 
cercano il cielo. 

ENTiuTonE, Eu-tra-tóre. Ferb. m. [ di Entrare.] Che entra. Lat. pene- 
trans , ingredicns. Gr. ncifyxltucv. 

Ektratrice, En-tra-lri-ce. [ Verb. fi di Eotrare.] Lat. qwae penetrat. 
Gr. ìTr:f>u.hovcrix. Fi/oc. ti. 120. Tu , sottilissima cnUatrice , con di- 
solate cure ne' mondani petti rompi le caste leggi. E 7. i4l* Benché 
a' suoi con trarii alquanto laforzevolcentratricc invidia aggiugucsse dolore. 

Entratuccia , * En-tra-tùc-cia. Sf. dim. di Entrata. K.delt' uso. Lo stesso 
che Entratella. V. (Van) 

Entratura, En-tra-lù-ra. {.Sf] Enti-amento [; e dicesi specialmente del'a 
facoltà di potere entrare in alcuni appartamenti nelle corti de' pria- 
dpi. V. Entrata.] .Lat. admissio. [ Gr. o'x»'*.] Sen. Ben. Parch. 6. 
3ì. Non si chiamano amici cotesti,, che a grande schiera picchiano la 
porta , cotesti che. sono divisi in prime e seconde entrature: cotesta è 
usanza de' Re. Buon. Fier. g. 5. Intr. se. 1. E quel seder vi faccia , 
Che per possesso antico £ dovuta entratura n'era degno.» Magai. Leu. 
Senza privarlo della solita entratura che godevano in palazzo tutti gli 
altri ec. (A) 

2 — Quella rata che si paga in alcun luogo , come arte , compagnia , 
è simili , in entrando ad esercitar quell' arte ,,0 essere di tal compa- 
gnia. Ricali. Fior. Qualunque ec. non fosse descritto nella matricola 
dell'arte predetta, ed avesse mancato di pagar l'entratura, si debba 
l'are scrivere e pagare l'entratura lire tre. 

3 — * Accesso; o/7r7e. Far entratura = Aver accesso, Farsi conoscere, 
frasai; Fil. Opera che gli facesse entratura con que' signori, e agli 

artefici della professione. (A) _ 

2 — Aver entratura con chicchessia ■=. Averne conoscenza , ami- 
cizia. Lat. ad alicujus amicitiam aduniti , accessum adaliquem habere. 
Gr. jì'croS&c -afói tlvx i'x'-' v - Cor. leu. 2. 77. Col quale per non avere 
avuto fin qui appena entratura, mi par d'esser nuovo servitore , an- 
coraché sia de' vecchi e de' tarlali delia casa. » Bergli. Tosco 17 Non 
aveano , dice egli , amicizia o compagnia alcuna con esso loro., né 
altra entratura o appicco , salvo che ec. (V) 

3 — Avere entratura, detto assolutamente = Aver, abito, rap- 
presentanza. Cai: Lett. E acciocché abbiate entratura, e possiate far 
conoscere la commissione gagliarda che vi si dà sopra ciò , non solo 
ne scrivo io l'allegata a Monsig. di Orarmela, ec. (Min) 

4 — * Principio, e dicesi specialmente dell' entrar dilla commedia. 
Red. Leu. (A) 

5 — * Cerimonie che fannosi nel ricevere in monastero una donzella 
che é per prender l'abito di monaca. (A) 

Entro, Én-tro. Prep. Dentro; e si accompagna comunemente col quarto 
e col terzo caso. Lat. intra. Gr. àro'i. bocc. nov. <jj. 1 1. Io voglio 
che tu giaccia stanotte con un uomo entro il letto mio. Petr. son. 
122. Quel dofee pianto mi dipinse Amore, Auzi scolpio, e que' delti 
soavi Mi scrisse entro un diamante in mezzo 'l core. E cap. 3. Dissenni 
entro l'orecchie: Ornai ti lece Per te stesso parlar con chi ti piace. E 
canz. 22. 5. Le notturne viole per le piagge, E le fere selvagge en- 
tro alle mura. Cr. 4. 11. «4* E gli altri, due capi uguali sieno al- 
quanto entro al nuovo. 

2 — * Talora con altre preposizioni appresso , più per un colai vezzo 
e grazioso riempimento , che per alcun bisogno. Fi he. l- 3. La quale 

» nascose in una delle altissime rocce d'Appennino entro in una oscu- 
1 issima grotta , trovò intorniata di neve. E t. 7. E la voce entro per 
le dolenti caverne , rendeva letizia. .Bocc. g. 7. n. 4- Se, n' andò la 
donna, e presa una. grandissima pietra , che a pie del pozzo era , la 
Lisciò cadere entro nel pozzo. Ciri. Son. Ora se 11' esce lo sospiro mio, 
Donde avia un pensici - entro nel core. (Gin) Pallad. 3g- Per la quale 
'cannella) si conduca I' acqua calda entro nel bagno. (Pr) 

3 — [Talora con Pei ; anzi tra Per ed Entro si è posto talora il no- 
me], aggiugnendo un certo che più di penetrazione a! concetto. Liv. 
Dee. 1. B. R- Io ti ficcherò questo coltel per lo corpo entro. Bocc. 
nov. 7,3. 11. Non mi pare che questa sia ora da ciò, perciocché il 
Sole è alto , e dà per lo Mugnoue entro.» Petr. p. 1. 172. Sforzati al 
cieio,o stanco mio coraggio,Per la nebbia entro de'suoi dolci sdegni. (Cin) 
— È anche avv. , [ e si usa così co' verbi di stalo come co' verbi di 
moto. Lat. intus , intro , introrsum. ] Gr. Zvuòiv. Bocc. nov. 78. 8. 
I ni ìece ricoverare in quella cassa che 'I marito detto le aveva, e 
serròllovi entro. Nov. ant. 83. 2. Tutti li mise in un monte, e cac- 
ciovvi «ntro fuoco.»J9o/?c. g. 3. n. 6. Questa camera acconciò la buona 
femmina, e fecevi entro letto, secondo che potè il migliore. Crcsc. 
10.S2.E ponsi la detta fune acconcia col laccio apeito e piegato si che 
l'uccei, che passa , messovi entro il capo, si pigli per lo collo. (Cin) 
{E pure anche qui Entro non pare altrimenti avv. , poiché sempre 
accompagnato dal vi , affisso al verbo, che gli tien luogo dì caso.) (N) 

5 — Talora [ si pospose alla particella Di , ] e sign. lo stesso che Di 
dentro. [ V. quel che abbiam detto alla v. Dentro, §• 1/.] Bocc. 
g. 6. p. 5. Anzi vi entrò pacificamente , e con gran piacere di quei 
d'entro. Cr. 2. </. 17. La corteccia é di due fatte , cioè la corteccia 
fi' entro , e la corteccia di fuori. Dant. Par. 12. i3. Nascendo di 
qsitl d'entm rjit! di fuori., A guisa t' ! parlar di quella vaga Cb' >- 
>nor eonsunst . cerne So) vapori. H- V.7 6. 1. Si ;:.:mio badaluc- 
care e a combattere con <■;••-•►. d'entro. fit, f, y. $2. *Quei d* entro 



4 



ENTUSIASTO 

ec. dirizzarono manganelle. {Così si dee leggere in onesti due esempii 
de' Villani , quantunque gli stampati abbiano dentro.) Cr. o. 55. 
1. Anche si fa un'altra incbio va tura, che passa intra'l lucilo e J'uu- 
ghia , la quale dannifìca meno il lucilo d' entro. 

6 — Talora si trova in composizione con altri avveriti di .luogo , ma 
per grazia e per acconcio modo di favellare , come .Là , Laentro ; 
Colà, Colaeutro ; Qua, Qnaenlro; Quici e Quinci, Q'.iinciciitio; Ivi, 
Ivenlio , e simili; e col Per , Perentro, de' quali vedi al luogo loro. 

7 — * Talora i^li si iiffisse la particella Vi e se ne. formò Enfrovi, che 
vale Ivi entro. Creso. 4- 4$- Ed il vas > si ponga al sole per quattro 
di entrovi il vino, ed un poco di sale. (Cin) 

8 — Per Tra. Lai. inter. Gr. ìvhl. Biconi. Malesp.cap. 8/j- E, diègli 
{ l' Impera dorè) , entro agli altri doni e giijc in sua dota, le reliquie 
di S. Filippo Apostolo. (V) Bocc. Vis. Cani. 6. Ed entro l'altre co- 
se , che ivi scorte Furori da me, fu un cerchio. Ninf. Fies. ugg. E 
quel ch'entro noi due è avvenuto. (Cin) 

9 — *• Col v. Dare: Dar entro, e Dare dentro, lo stesso che Dar dentro, 
e vale Percuotere in una cosa. V. Dare entro e Dare dentro. Frane. 
Sacch. ri. 4 1 - Darvi sì fatta entro che il bariglione e 'I desco, con 
ciò che v'era, andò per terra, e va pur oltre a suo cammino. (Cm)(N) 

10 — Col v. Giitarc : Gittar entro , talora vale Gittar sopra o per, 
ed è modo mu. Nov. ani. 73. Comandò a' fanti suoi che ec. toglies- 
sero que' fichi , e ad uno ad uno gliele gittassero entro il volto. (V) 

Entro dilF. da Dentro, A dentro, Di dentro , In dentro. Entro, 
come avverbio , senza un. nome dietro , non è più dell' uso se non nel 
verso. 1.1 comune è Dentro. Trattandosi di quiete , Denteo è meglio 
adoperato che Entro. Così dirò .' Gli s' insinuò entr-o al cuore i o» 
dio , e vi rimase dentro pertinacemente. Quando vuol esprimersi re- 
lazione di luogo a luogo , si dirà meglio Dentro ; come: O dentro n 
fuori. Entro si unisce talvolta col quarto caso, Dentro assai di rado. 
A dentro e In dentro indica moto, ed esprime una interna insi- 
nuazione. Così diciamo Penetrare a dentro. Anche Di dentro indica 
movimento, ma si riferisce a fuori. Così diremo : Quel sospiro, Quel 
grido gli uscì di dentro al cuore ec. 

Entrochite. (Min.) En-tro-chì-te. Sf Pietra figurata, a foggia di co- 
lonnetta peiilagona , composta di più articolazioni o giunture , 
le quali separate fi 'fi-mano ciascuna una stelletta di cinque raggi. 
— , Entroco, sin. (Dal gr. en in, e trochos orbita , tutto ciò che ha 
della rotondità, ) Fallisi!. (A) 

Entroco. (Si. Nat) En-trò-co.. Sm. Lo slesso che Entrochite. V. (A) 

Entromusso, En-tro-més-so. Add. ni. da EtitromeUere. V. Lo stesso 
eh:- Intromesso. V. Lat. intromissus. Gr. sieaiatir&sls. (A) 

Entromettere , En-tro-mét-te-re. Alt. Lo stesso che Intromettere 
Lat. intromittere. Gr. ùacuu^w. Car. En. 1. 856. Poiché, furo 
troraessi , e che udienza Fu lor concessa , il saggio Ilioneo P 
umilmente in colai guisa a dire. (A) (B), 

2 — E n. pass. Introdursi , Entrare in un luogo. Car. En. 2. 7^7. 
Era un. andito occulto ed una porta ce. Quinci entromesso , me ne 
salsi iti cima All' alto corridore. (A) (B) 

Entroniastico.*(SI.Ec'.1.) En-tro-ni-à-sti-co. Sm. V. G. Lai. enthroninsti- 
con. ( Dal gr. en in, e tiiwnos sedia.) Sommai di danaro determinata 
che gli ecclesiastici del primo ordine erano obhligati a pagare a' 
vescovi , patriarchi o metropolitani per essere installali. (Aq) (Van) 

Entropio. (Chir.) En-trò-pi-o. Sm. V. G. Lat. entropium. ( Da en in 
di dentro, e trope giro.) Rovesciamento della palpebra verso il globo 
dell' occhio. Cooper. (?.Iin) 

Entusiasmo, En-tu-si-à-smo. [Snr. V. G.] Sollevamento di mente, Furor- 
poetico , [ Estro che infiamma e solleva l' anima , e le fa concepi- 
re ed esprimere cose straordinarie e meravigliose.} Lat. enthusiasm is. 
Gr. irìoviriairfcòf. (Da en in, e iheps Iddio; e però vale, secondo 
la sua radice, Inspirazione divina , I' avere in se qualche cosa di di- 
vino, l'essere agitato da divino furore.) Buon. Fier. 5. 4. 3. Qui tacque; 
e da quel fisso entusiasmo Rapito, mi lasciò, quasi non visto, Insalutato. 

a — Furore,, Mania, Accesso fanatico per cui 1' uomo perde quasi 
1' uso della ragione ; ma è uso insolilo. Lat. mania , furor. Gr. pa.- 
vl?.. Pros. Fior. P. 1. F. 3. Or. 7. pag. 238. E non e cosa nuova 
la musica eziandio guarire alcune infermità , siccome dicono il suon 
della tibia l'entusiasmo. (B) 

3 _ * ([con.) L' entusiasmo o furore poetico è rappresentalo sotto la 
figura di un giovinetto, o piuttosto detta Mina della poesia, con le 
ali e corona d' alloro , ed una penna i-i mano. Essa e ritta, nnbd- 
mente atteggiala dinanzi ad un libro sopra il quale è per iscrivere; 
le sia a piedi la cetra. (Mit) 

Entusiaste , En-tu-si-à-ste. Sm. Colui che opera per entusiasmo ; preso 
comunemente in cattiva parte. — , Entusiaste , sin. V. ^Visi onario , 
Fanatico. (A) Algar. Newton. Dia/. 4- Ber 5- (°) " " ■ " 

ENiusrASTi. (St. Ec'cl.) En-tu-si-à-sti. Sella d'eretici, chiamati pure 
Massiliani ed Euchiti , i quali , essendo posseduti dallo spirilo ma- 
ligno , si credevano divinamente inspirali. (A) (Ber) 

Entusiastico , En-tu-si-à-sti-co. Add. m. Che proviene da entusiasmo. 
Cori, Long. La seconda, l'affetto gagliardo ed entusiastico. Magai. 
Lei!. Che entusiastica maniera di parlare ! (A) 

2 _ Detto di persona , vale Che è mossa da entusiasmo; Che parla, 
Che opera con entusiasmo. Salviti. Iati. Orf. (A) Salvia. Cas. 38. 
Nell'inno di Dio Pane: Caprimerabre , baccante, entusiastico. (N) 

3 _ Bello di cosa , vale Che produce entusiasmo. Giac. Oraz. 4i. 
E manifestò che si deon ammettere tutte le armonie, non già nel 
medesimo modo tutte , ma per 1' ammaestramento le moralissune ec, 
le attive e le entusiastiche. (B) 

4 _ • (Med.) Agg. dell' Estasi , effetto dell' entusiasmo. (Aq) 

5 _ * Usato come sm. Magai, leu. 11 ■ Uscendo dall'entusiastico, e 
rientrando nel discorsivo. (N) 

EsfTusrASTo, * En-tu-si-à-ste. Sm. Lo stesso che Entnswsle, V.Summo. 
B,,c. (O) 



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Prcsc ^ • 



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ENUCLEARE 



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Enucleare , E-nu-cle-à-re. Alt. V~. L. Snocciolare , e fig. Smidollare, 
Dichiarare , Spianare- Lai. explanare. Gr.crcc^rivt^siv.Doni la Zucc. 
Secch. V Inter. 2. 1. Berg. (Min) 
*EifucLEAZiQNE.'(Chir.) E-nu-cle-a-zió-ne. Sf V. L. Lai. enuclealo. (Da 
enucleare togliere il nocciolo.) Modo particolare di estirpazione che 
consiste nel fare un' incisione su di un tumore , per la quale poi 
si fa uscire questo , quasi come un nocciolo che si prema tra 
le' dita. (A. O.) 
EavoAnE,'E-nu-dà-re. Jtt.r.L. Lo stesso che Dimidare. V. Fig.Esporre, 
Inlerpetrare. Lat. enudare. Segr.Fior. t.5.p.1l3. ( Fir. 1782.) Io non 
credo potere meglio ec. né più enudarc la verità che leggere ec. (N) 
Erodo , * È-nudo. N. pr. m. ( Dal gr. enoo io squasso , ed udos suo- 
lo : Squassatore , Scuotitor del suolo. ) — Figliuolo di Anceo. (Mit) 
Encla. (Bot.) È-nu-la. [ Sf. Sorta di pianta detta corrottamente Ella 
e Leila , ovvero Enula campana, Erba de' dolori , e da botanici anche 
Elenio. F. 5. 1. La sua radice, eh' è grossa , spessa e rossigna, ha 
sapore caldo ed aromatico, e si usa come tonica. Lat. helenium , 
inula heleuium Lin. ] Gr. Ihivio». M. Aldohr. P. N. i63. Eaula si 
è calda e secca nel secoudo grado , e di sua natura ingenera buon 
sangue. Tes. Pov. P. S. Al terzo gioruo fa bagno di cocitura d'e- 
nula. Alain. Colt. 5. l'óg. La purpurea carota, la volgare Pastinaca 
servii, l'cmila sacra. 
•Enula campana. (Boi.) Lo slesso che Enula. V. Tes. Pov. P. S. La 
radice d' enula campana , le frondi ed i rami del fico. E altrove: 
Foglie d' enula campana cotte invino, ed impiastrate tiepide in 
sul pettignone. 
Enulalgia.* (Cliir.) E-nu-lal-gl-a. Sf. V. G. Lat. enulalgia. (Da enulon 
gengiva, ed algos dolore.) Dolore delle gengive. — , Enulodinia, sin. (Aq) 
Enolematorrea. * (Chir.) E-nu-le-ma-tor-rè-a. Sf V. G. Lat. enulliae- 
matorrhea. (Da enulon gengiva, hema, alos sangue, e rheo io scorro.) 
Scolo di sangue dalle gengive. (Aq) 

ìulodinia. * (Chir.) E-nu-lo-di-nì-a. Sf V. G. Lat. enulodynia. (Da 
enulon gengiva, ed od/ne dolore.) Lo stesso che Enulalgia. V. (Aq) 
Enuloflogosi. * (Chir.) E-nu-lo-flò-go-si. Sf. C. G. Lat. enu lo ph logos is. 
( Da enulon gengiva , e phlogosis infiammazione.) Infiammazione delle 
gengive. (Aq) 
En clune. * (Anat.) E-nu-ló-ne. Sm. V. G. Lat. enulon. (Da eri in, 

dentro, ed ulon gengiva. ) La carne interna delle gengive. (Van) 
Enumeramento, E-nu-me-ra-méu-to. Sm. Lo stesso che Aunoveramento, 

V. (A) Panigar. Berg. (O) 
Enumerante , * E-nu-me-ràn-te. Pari, di Enumerare. Che enumera. 

y. di reg- Lo slesso che Numerante. UT. (O) 
Enumerare, E-nu-rac-rà-re. [Alt, P. L. Lo stesso che] Numerare. V. 
Lai, enumerare. Gr. xMTotp&itàr. Segn. Mann. Ollobr. i3. 1. Avendo 
san Pietro voluto enumerare qui alcuni, di quei delitti i quali sono 
puniti più dalle leggi , ha scelti quegli , ec. » Salviti. Cas. g8. Ma 
soli quelli enumerammo , i quali potevamo con indubitate autorità de- 
gli antichi provare, aver essi scritte satiriche favole. (N) 
2 — * N. ass. col 2. casa. Mann. Decam. proem. XP. Ma che enu- 
mero io d' altrui ? Io , io stesso non avrei saputo ec. (N) 
Enumerativo, E-nu-me-ra-tì-vo. Add. ni. Atto a enumerare. Lo stesso 

che Numerativo. V. Delniin. Ermog. 21. Berg. (Min) 
ENUMERATo,E-nu-me-rà-to.v4rf'J.m.£/a Ennmefare. \_Lo stesso c/ieNumerato. 
y.]Lat.enumcra\.us.x.a.Ta.ptSfA.r&ils.Segn.A'Jann.Dic.6.2. L'ultimo tra gli 
enumerati , eh' è il timor di Dio , è il primo nell' ordine d' operare. 
Enumerazione, E-nu-me-ra-zió-ne. iSf] L'enumerare, [ L' atto di con- 
tare. Lo stesso che Annoveramento. V~. ] Lai. enumeralo. Gr. y.a.ra.- 
p»5(«.ii(ris.» Segn. Parrnc. inslr. 5.1. Nella enumerazione de'gradi che 
egli fS. Paolo) riconoscea tra'Fedeli per più eminenti. (V) 
Enunciante,* E-nun-ciàn-te. Por/. <//' Enunciare. CTie enuncia. P.di reg.QJ) 
Enunciare , F.-nun-cià-re. [Alt.] Nominare , Allegare. Lai. enunciare. 

Gr. irpaaoiyyiwnv. 

Enunciativa. (Leg.) E-nun-cia-tì-va. Sf. Narrazione o Esposizione de' 

molivi d'un contralto o altro simile allo. (A) Man. Itlustr.B0cc.47. 

3^3.Mi sono avvenuto a trovare l'enunciativa di un atto che fa uno ec.(N) 

Enunciativamente , E-nun-cia-ti-va-mén-te. Avv. In modo enunciativo. 

Delmin. Ermog. 53. Berg. (Min) 
Enunciativo, E-nun-cia-fì-vo. Add. m. Atto ad enunciare; Che enuncia. 
Segner. Mann. Gen. 3o. 3. Parlò non solo con termine enunciativo, 
ma imperativo. (V) 
Enunciato, E-nun-ciàto. Add. m. da Enunciare. Lat. ennneiatus, no- 
m matus. Gr. irpoirx.yyi'kS-ils., Viv. Disc. Arn. 36. Si rimettessero a'bo- 
schi ghiandiferi non solamente i fondi delle enunciate valli, ma il re- 
sto ancora, di que' monti , ec. 
Enunciatore, E-nun-cia-tó-re. Verb.m.di Enunciare. Che enuncia. 
Lat. enunciator. Gr. ix<pó.vrup. Piccol. Poet. Arisi. 120. Berg. (Mi a) 
Enunciatrice , E-nun-cia-trì-ce. Perb.fi di Enunciare. Che enuncia. 
Lat. enunciatrix. Gr. 'x.$a.vreipoc. Garzon. Piazz. 284. Berg. (Min) 
Enunciazione , E-nun-cia-zió-ne. Sf Allegazione , Enumerazione , E- 
sposizione, — , Enunziazione, sin. Lat. enunciatio. Gr. àtra.yyi\iai. 
Magai. Leu. Per non tediarvi colla enunciazione di tanti altri suoi 
teoremi, l'uno più ammirabile dell'altro. (A) 
2 — (Filos.) Enunciazione dicesi da' logici Una proposizione che nega 

o che afferma. (A) 
Enunziazione , * E-nun-zia-zió-ne. Sf. Lo stesso che Enunciazione. V. 

Segn. Etic. 6. g. Berg. (N) 
Enuresi. (Chir.) E-nu-rè-si.S fi P.G. Lat. ennresis. (Da en in, ed uresis 
V orinare , che vien da uron orina. ) Escrezione involontaria dell'ori- 
na. (Aq) (A. 0.) 

Enviare, * En-vi-à-re. Alt. V. A. V. e di' Inviare. Petr. rim. 1. 6. 

(Ediz. Comin. if3ì.) Che quanto richiamando più l' envio Per la 

secura strada, men m'ascolta. (N) 

Enzo, * En-zo , Enzio. N. pr. m. acenre. di Lorenzo o di Enrico. — 

Re di Sardegna , figlio naturale delPimperatore Federico lì. (B)(V .in) 

yocab. 111. 



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65 



EOO 

ENZOoTico.*(Veter.) En-zo ò-li-co. Add.m.P.G. (V. enzooia.') Agg. di Ma* 
laida comune agli animali in un paese. Lo stesso che Epizootico, ^.(van) 

ENZOoziA.*(Vcter.) En-zo-o-zi-<«. Sf V. G. Lai. enzootia. (Da en in, e 
zoon animale.) Malattia che assale ad un tempo varii animali d'una 
data contrada. Lo stesso che Epizoozia. V. (Aq) , r 

Eo, È-o. [ Pronome personale.] P~. A. P. e di' io. Lai. ego. Gr.'.y^. 
Guitt. R. Ed eo son corso già tino alle porte Dell' aspra morte per 
cercar diletto. Frane. Barb.3j. 8. In questa gente, ch'eo descrivo adesso; 
Rim. ant. Dani. Majan. 72. E non credo eo che voi mi disdegnate. 
E j4- Ond'eo mi credo aver ventura strana. » Guitt. teli. 4- 2. Sic- 
come co credo. E leti. 25. 68. Onde chi che '1 dispregi , eo riccor 
laudo (io ricchezza lodo.) Rim. ant. Re Enz. S' eo trovassi pietanza 
In carnale figura , Merzè le cheggerìa. (V) 

Eo. * (Geog.) Fiume della Spagna. (G) 

Eobano, * E-ò-ba-no. N. pr. m. LaU Eobanus. ( Dal gr. ei sempre, a 
beno io vo. ) (B) 

Eobulo, * E-ò-bu-lo. N. pr.m. Lo stesso che Eubulo. V. (Dal gr. lieo 
io colloco , fo sedere , e buie consiglio : Sedente in consiglio. ) (B) 

Eoclo, * È-o-clo. N.pr. m. (Dal gr. ei sempre, e cleos gloria: Sempre 
glorioso. ) — Figliuolo di Nettuno e di Ascra. (Mil) 

Eoide. * (Mit.) E-ò-i-de. Soprannome di Nettuno , cioè Eterno. ( Dal- 
gr. ei sempre. ) (Mit) . 

Eolettima. * (Med.) E-o-lèt-li-ma. Sf. V. G. Lat. aeolectima. (Da aiol.os 
vario , ed eclhyma pustula.. ) Nome con cui il celebre Ploucquet in- 
dica il vajuolo umano. (Aq) 

Eoli 



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Eolico. * Add. pr. m. Dell' Eolidc , e dicesi meglio di cosa. (B) 

2 _ * (Mus.) Arpa eolica , lo stesso che Arpa d' Eolo. /^.Arpa,§.l,#.(N) 

Eolide, * E-ù-li-de. N. pr. f. Lat. Aeolis. (V.Eolo.) (B) 

2 — * (Geog.) Sf. Nome che da principio davasi alla Tessaglia. -~ 

Lat. Aeolia , Aeolis. Paese dell' Asia Minore sul mare Egeo , fra 

la Troade e la Jonia , prima chiamalo la Misia. (G) 
Eolici. * (Mit.) E-ò-li-di. Soprannome de figli di Eolo. —Soprannome 

di Ulisse, Cefalo, Atamante , figli o nipoti di Eolo. (Mit) 
Eolie. * (Geog.) E-ò-Ii-e. Nome di 'sette isole del Mediterraneo fra la 

Sicilia e V Italia, oggi dette Isole di Lipari. I Greci le chiamarono 

Efestiacli , ed i Latini Vulcanie. (G) 
Eolu. * (Geog.) E-ò-li-i. Abitanti della Fdotide , cosi detti da Eolo , 

uno de' loro re. (G) 
Eolio , E-ò-li-o. Add. pr. m. D' Eolo ; ed è per lo più aggiunto del.11 

Grotta o caverna in cui si finse ch'Eolo tenesse imprigionati i venti. 

L'Ariosto disse Venti colii per tempestosi. (A) 

2 — * Dell' Eolidc ; ma dicesi meglio di persona. (B) 

3 — » (Mus.) Lai. aeolius. Aggiunto di uno de cinque modi meda o 
principali della musica greca , di cui la corda fondamentale era im- 
mediatamente al di sopra di quella del modo frigio. (Van) 

4 — * (Lett.) Aggiunto di uno de dialetti , il 'quale generalmente ri- 
getta le aspirazioni e lo spirito aspro ed in molle cose conviene col 
dorico , col quale per lo più sì confonde. (Van) 

Eolipila. (Fis.) E-o-li-pi-la. Sf. K. G. Lat. acobpyla. (Da eolos eolo, -e 
pyle porta : Porta d'Eolo.) Palla ventosa usala per dimostrare la forza 
dell' aria rinchiusa e ridotta in vapore, il quale n'esce con impeto e 
strepilo, come dall' antro d' Eolo finsero i poeti che uscissero i venti. 
(A) (Aq) Salvili. Disc 2.432. A guisa delle eolipile di Vitruyio.(N) 

2—'(Chir.)Queslamacchinasiadopera dai chirurgi p<r risolvere deitumvri 
ostinati applicandola aduna debita distanza, d'onde i vapori giungano 
alla parte malata, che ne trae notabile giovamento. — , Aeolipila, si/i. (A cj) 

Eollio. * (Chir.) E-ùlli-o. Sm. V- G. Lai. arollion. (Da eohs varie- 
gato, versicolare. ) Vocabolo da Ploucquet adottato per indicare la 
varicella ed il rav aglio ne , volgarmente Vajuolo selvatico: malattia 
passeggiera , le cui pustulette simili alle bolle del vajuolo , e tra- 
sparenti , in tre giorni si seccano. (Aq) ^r-^^^i 

Eolo. (Mit.) È-o-lo. N. pr. m. Lai. Aeolus. ( Dal gr^nfos veloce , 

[ ovvero doloso, fraudolento.)— Figlio dIppote,Té delle isole Kulca- 

Vnie, creduto da' poeti fistio di Giove e dio de'vcnli e delle tempeste. 
>=- Figlio di Elleno e di Orseide , re della Fliolide^(B) (Mit) 

Eolodeumo. * (Fisici.) E-o-lo-dèr-mo. Add. e sm. P. G. Lai. aelodermus. 
( Da eolos macchiato, e derma pelle.) Chi ha la pelle macchwta.(A:Q.) 

Eon *(Mit.)È-oa.Specie di quercia con cui fu costruita tanavediArgo.(Mil) 

Eone. (St. Eccl.) E-ó-nc. Sm. PI. Eoni. P. G. Lat. acon. (Da er.n età, 
secolo.) Nome che significa letteralmente la durata di una cosa, e 
che fu applicalo da alcuni eretici alle idee immaginate da Platone 
in Dio, e dall' aggregato delle quali componevano la Deità. (A) 

Eone. * N. pr. f. ( V. eone siti ) — Una delle figlie di Teslio. (Mit) 

Eonesi.* (Farm.) E-o-nè-si. Sf. ^. G.Lat. aeonesis. (Da eoneso fot di. eo- 
nao io aspergo. ) Spruzzo a" acqua o d' altro rimedio liquido sulla 
parte malata. (Aq) . 

Eoni a ni. * (St. Eccl.) Eo-ni-à-ni. Eretici del secolo XII. , seguaci di 
un certo Eone della Stella, gentiluomo brettone, il quale abusando 
della maniera con cui si pronunzia in francese la parola lalmaEum, 
e udendo te parole Per cura , qui judicaturus est vivos et morluos , 
pretese che egli il cui nome era pronunzialo Eon , fosse il figliuolo 
di Dio che un giorno doveva giudicare i vivi ed i morti. (Ber) 

Eonismo.* (Rett.) E o-nì-smo. Sm. P.G. Lat. oeonismns. ( Da ownos o sia 
ionos augurio.) Figura con cui ad altr i o a sé medesimo si aug ura 
prosperità. (Aq) ~~ ■""" "" ~~ , ... ._ 

Eomstica. * (Filol.) E-o-ni-sti-ca. Sf. V. G. Lai. oeomstica. (Da to- 
no* uccello. ) Divinazione tratta singolarmente dal cauto e dal volo 
degli uccelli. (Aq) . . . 

Eono * E-ó-no. N. pr. m. (Da ionos augurio.)— -Tiglio di l.icinmo, 
nipote di Alcmena, che ebbe a Sparla gli onori eròici. (Mit) 

Eoo Eà-o.Jdd.[m. K. Poel.Pt. Eoi.] Orientate. LalxoosGr. «.vxrQX.xor, 

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Ì601, faat.TaiS.Ger.l .15. Sorgeva il nuovo Sol da'lidi coi, Parte già fuor, EpAjUDtPto8t.*(Gram.) Epa-na-di-plo-si. Sf. F. G. /^£ epanadlplosis (Da 



'4. 



!ura con cui 



ma piìi nell'onde chiuso. Ar. Fui: i. 7. Quella che daghesperii a' lidi 
coi Avea difesa «011 sì lunga guerra, E i5. 36. E la compagna in- 
tanto a' venti coi Viene allentando e raccogliendo il morso. 
Eoo. * (Mit.) Nome di uno de cavalli del Sole. -'Lucifero , stella del 

mattino. (Dal gr. eos aurora, mattino.) (Mit) 
a — * Soprannome di Apollo. (Mit) 

Eoo. * (Geog.) Marc eoo : L'Oceano orientale. (Mil) # 

Eorb. * (Arche.) K-o-re. Add. e sf. pi. Feste insinuile in onore di E- 
rigane figlia d' Icario ; dette anche Eorie , Eorii. (In gr. awros , o 
sia eoros alto, sublime.) (Mit) 
Eos. * (Mit.) È-os. Gigante figlio di Tifone.— Nome dato anche al- 
l'Aurora. (In gr. eoi vale aurora , mattino.) (Mit) 
Epa , È-pa. [Sfa Pancia, cioè quella parte del nostro corpo dallo sto- 
maco al pettignone , nella quale si racchiudono gC intestini. Peccia, 
Trippa. [F.Bu7.iolLat.vcn\cr.Gr.yo>.crTr,p.(Dalsi ) r.hepar fegato.)! esoleti. 
Rr.Bcn e tenuto Bacco Chi fa del corpo sacco, E mette tanto in epa, 
Che talora ne criepa. (Coi! ne testi a penna.) Fi: Giord. Fred. Hanno 
quel solo pensiero di saziare l'ingordigia dell'epa: Dani. lnf. 3o. 102. 
Col pugno gli percosse l'epa croja; Quella sonò come fosse un tamburo. 
E 1 ^.Rispose quc'ch'avea enfiata l'epa. E 25. Sì. Cosi pffrea, venendo 
verso l'epe Degli altri due un serpentello acceso. Pataff 3. Manci- 
iiocolo se', l'èpa pinz'hai. Poliz. Fav. Oìflo ti so dir eh' egli ha 
stivata l'epa In un campo di gran tanto eh' e' crepa. Ar.Fur.04. 46. 
E perchè del tornar la via sia tronca A quelle bestie c'^ bau si ingorde 
1' epe , Raguna sassi , e molti arbori tronca. Galat. 53. Perciocché se 
tu arai da dire l'ima di queste due, dirai piuttosto il ventre, che l'epa. 
Epaccia , E-pàccia. [ ST. accr. e ] pegg. di Epa. Lai. pantices. Fr. 
Giord. Fred. Novelli Epuloni nella ingordissima epaccia insaccano 
lutto il loro avere. 
Epacmastico.* (Med.) E-pacmà-sti-co. Add. e sm. V.G. Lat. epacmasticos. Epanodo. * (Rei.) E-pà-no-do. Sm. F. G. Specie di replicazione^Qi 
(Da epi sopra e acme vigore.) Specie di febbre putrida la quale, fin- iirrvoSa. (Da epi sopra , ed anodos via che porta in su ; onde epa 
che non cessi,' va sempre aumentando di' forza e di violenza. (Aq) nodos ritorno.) Uden.Nis. Berg. (N) 
Epacria. * (Geog.) E-pàcii-a. Ani. cit. della Grecia nell'Attica. (G) Epanortosi. (Rctt.) E-pa-nor-tò-si. Sf. F. G. Lat. cpanorlhosis. ( Da 

epi sopra, ana di nuovo, e orthos diritto.) Grecismo che si spiega 

per emendazione , quando l'oratore ritratta o corregge alcuna cosa 

_già affermata. (A) 

caratterizzato da un calice colorato bratteato , Una corolla tubulosa , 

cinque squame neltarifére , ed una caspso/a 5-loculare con placente 

libere , le cui specie crescono tutte ne'mor.ti delle terre australi. (Aq)(N) 

Epacteo. * (Mit.) E-pa-ctè-o. Epiteto di Nettuno , dal tempio eli egli 

aveva sul lido dell' isola di Samo. (Da epi sopra, ed ade bdo.)(Mit) 

Epaerio. * (Mit.) E-paé-ri-o. Soprannome di Giove , che risiedè sopra Eparchi. * (Arche.) E-pàr-chi. Sm.' pi. F. G. Lat. eparchi. (Da epi 

le allure. (Da epi sopra, ed aerios acreo, ovvero da epi ed eira io sopra , e archos comandante.) Prefelli delle provvide dell' impei io 

innalzo.) (Mit) ^' Costantinopoli, subordinali agli Esarchi presidi principali. (Aq) 

Epaete. * (Arche.) E-pa-è-te. Add. e sf. pi. Feste ateniesi in onore di Eparchio , * E-pàr-clii-o. N. pr. m. Lat. Eparchius. (Dal gr. epi 



epi sopra , una di nuovo , e di/doo io raddoppio. ) 

nel principio di una parola si raddo ppia la prima sillaba. (Bì ( Aq ), r 

2 — {Reti.) Figura rellorica che sF/a quando le parole, con cut si 
esprime un concello, si ritrovano replicale in fine ; come : Entrambi 
eran pastori, Arcadi entrambi. Detta anche Èpanalcpsi.(A) 

3 — * (Med.) Lo stesso che Parosismo. F. (Aq) (A. O.) 
Epanafoiia. (Reti.) E-pa-nà-fo-ra. Sf. F. G. epanaphora. ( Da epi so- 
pra , ana di nuovo, e pkero io porto.) Figura per cui una stessa 
parlici Va si pone in principio di molti membri ; come quando si 
dice: Qui chiari ruscelletti, Qui fresche e molli erbette. Lden.Nis. 
2. ij. 5. Quella figura è detta cpanafora dal Falerco. (A) 

Epanalepsi. (Rctt.) E-pa-na-Iè-psi. Sf V. G. Lai. epanalepsis. ( Da epi 
sopra , ana di nuovo , e lepsrs presa.) Figura che è specie di re- 
plicazione , dopo aver frapposta alcun' altra cwa. ^.Epanadiplusi.(A) 
Epanastasia. * (Chir.) E-pa-na-sta-si-a. Sf. F. G. Lat. cpanastasis. Lo 
stesso che Esantema. F. (Da epi sopra , ed anastasis espulsione dalle 
proprie sedi. ) (A. O.) 
Epanastema. * (Chir.) E-pa-iià-sfc-rna. Sf F. G- Lat: cpannsiema. ( Da 
epi sopra, ana di nuovo , e histemi io sto.) Pustola molle e rubi- 
conda, che, simile alla caruncola carnea , si alza dalla congiuntiva 
dell' occhio. — , Epanistcma , sin. (Aq) 
Epanciloto. * (Chir.) E-pan-ci-lo-to. òm. F. G. Lai. epancilolos. (Da 
epi sopra, e ancylos ricurvo.) Specie di fasciatura descritta da Oriba- 
sio, ed i cui giri rovesciati presentavano non so quali figure. (A. O) 
Epakcobismo. * (Arche.) E-pan-co-nì-smo. Sm. V. G. Lai. epanconi- 
smos. ( Da epi su , e ancon cubito. ) Danza particolare , in cui gli 
atloii percuotevansi il cubilo , e piegavansi in varie guise. (Aq) 
Epaihstema. * (Cbir.) E-pa-ni-ste-ma. Sf. V. G. Lat. epanistema. Lo 
staso che Epanastema. F. (-Aq) (N)" 



* \Bot'.)' E-p'à-cri-de. Sf V. G. Lat. cpacris. ( Da epi sopra, 
immiti.) Genere 
bilito da Forster nella pei 



e aera sommità.) Genere di piante esotiche a fiori monopetali , sta- 
itandria monoginia, famiglia delle eriche, 



Epabteeii. * (Geog.) E-pan-tè-ri-i. Antichi popoli et Italia. (G) 
Epaiia. * (Ret.) E-pà-ra. Sf. F. G. Lat. epara. ( Da epi sopra , e ara 
maledizione.) Figura da' Latini chiamata imprecalo, in cui l'ora- 
tore od il poeta in un accesso di sdegno o di dolore impreca contro 
se , o contro altrui. (Aq) 



(Chir.) E-pa-fò-re-si. Sf. F. G. Lat. epaferesis. ( Da epi 
apra, ed aphercsis toglimcnlo. ) Salasso ripetuto. (A. O.) 
,fo , * È-pa-fo. N. pr- m. Lai.* Epaphus. ( Dal 



Cerere , "in memoria dell' affanno che le cagiono il ratto di Proser- 
pina. (Dal gr. epi sorra , e achlhos affanno.) (Mil) 

El'AI-'fcflESl 

so,... 

Epafo , * È-pa-fo. N. pr- m. Lai: Epaphus. ( Dal gr. epi sopra , ed 
aphe tatto, onde epaphe toccamente ; e vai dunque Chi tocca-Può anche 
trarsi da epi, e da aphevo io infiammo.) — Figlio di Giove e d'Io, 
re dell'Egitto. — Figlio dell Èrebo e della Nolte. — Re di Sidone , 
chiamato più giustamente Eponeo. (Mit) 

Epafra ,* È-pa-fia. N. pr. m. Lat. Epaphras. ( Dal gr. epi sopra , ed 
aphros spuma , scialiva , onde epaphrizo io spumeggio. ) (B) 

Epafrodito , * E-pa-fìo-di-to. N. pr- m. Lat. Epaphroditus. ( Da epi 
sopra , ed aphrodile Venere. ) — Vescovo di Fdippi ed amico di S. 
Paolo. — Grammatico greco celebre per la sua biblioteca, che visse 
in Berna dal tempo di Nerone sino a quello di Nerva. — Lèderlo 
di Augusto. — Libello favorito e ministro di Nerone e di Domi- 
ziano. (B) (Mit) 

Epac.ato , * E-pà-ga-to. N. pr. m. ( Da epi sopra, ed agathos buono.) 
— Generale di Alessandro Severo, uccisore di Lilpiano. (Mit) 

Epaceriti. * (Geog.) E-pa-ge-iì-ti. Lai. Epageritaei. Antichi popoli della 
Sarmazia. (G) 

Epacogb. * (Milit.) E-pà-go-ge. Sf. F- G. Lat. epagoge. (Da episoora, 
e agoge condotta , disciplina, trasporto.) Serie di battaglioni in mar- 
cia dispostigli uni dietro gli altri in modo che l'ultima linea dell' 
imo si estenda sino alla prima di quello che segue , lo che si dice 
Marcia in colonna. (Aq) 

Epacogei.* (Arche.) E-pa-go-gé-i. Giudici in Alene per decidere le cause 
ira mercatanti e marinari, le quali richiedevano un pronto giudizio, né 

■si all' ■■- 
'lodici . la quale tenevasi soltanto il giorno z6 d' ogni mese. ( Da 
epi sopra, ed agoge consuetudine; cioè Giudici straordinarii.) (Aq) 

Epagogio. * (Anat.) E-pa-gò-gi-o. Sm. F. G. Lat. epagogiuuj. (Da epi 
sopra, ed agogos attrattivo, carezzevole, conduttore.) Nom e del pre- 
pu zio presso i Greci- {A. O) 

Ep^BcTSTékT* (Arche.) E-pa-go-mé-ni.^W. e sm. pi. V. G. Lat. cpagoroe- 
nes. (Da epago io immetto, e men mese. ) Così dagli Egizii dice- 
vansi i cinque giorni aggiunti ai trecensessanta del loro anno lu- 
nare , per eguagliarlo a quello del sole. (Aq) 

Epagris. * (Geog.) E-pà-gris. Antico nome dell'isola di Andro. (G) 

Epalio , * È-pà-ii-o. N. pr. m. ( Da epi sopra , e halios marino o va- 
cuo. ) — Jxe di una parte della Grecia dorica, rimesso in trono da 
Ercole. (Mit) 

Epalte , * E-pàl-tc. N. pr. m. (Dal gr. epalthen io sano, curo; che vien 
da epi sopra , ed altlico io sano.) — Trojano ucciso da Patroclo. (Mit) 

Epaminonda , * E-pa-mi-uón-da. IV. pr. m. Lat. Epaminonda. ( Dal gr. 
epi sopra, aminoli migliore , e dnios perito , prudente : Ottimo fra i 
prudenti o geriti, prestantissimo.) — Figlio di Polimno, tebano, amico 
di Pelopida, uno de' più grandi capitani della Grecia. (B) (Mit) 



sopra , td arclius primo , ovvero da eparcios soccorritore.) (B) 

Epabitei.* (Geog.) E-pa-ri-lè-'i.La't.Epariìavi.Ant. popoli dell' Arcadia'-(G') 

Eparma. * (Chir.) E-pàr-ma.'cT/T V. G. Lat. eparina. (Da epi su , ed» 
erme pret. pass, di ero io alzo. ) Prominenza , Elevazione ; ed è 
secondo alcuni il tumore che vien sotto e presso l' orecchio , vol- 
garmente chiama lo Or^ c rLjnnp. — . Eparsia , sin. fA ip . 

Eparsja. * (Chir.) É-par^-a. Sf.V.G.Lo stesso che Eparina.' V". ( Da 
ero io alzo , il cui pret. pass, è erme, erse , erte:") (A.O.) 

E»>ATALGiA.(Med.)Epa-tàl-gì-a.^F". G.Z.«I.hepntalgia.(Da hcpar, hepalos 
fegato , e algos dolore. ) Genere di malattia caratterizzala partico- 
larmente da un' ingrata sensazione gravaliva , o da qualche altro 
dolore nel fegato, senza pelò piressia acuta ; nel che si distingue 
dall' Epatite. F (Aq) ■ 

Epatapostema. * (Med.) E-pa-ta-po-stc-ma. Sf. F. G.Lat. hcpata postema. 
(Da hepar, hepalos fegato, e apostema ascesso.) Ascesso al fegato.^ Aq) 

EpATE.(Anat.) È pa-te. Sm. F. G. Lai. hepa. ( Da hepar , hepalos , 
fegato. ) Lo slesso che Feg ato. F . Magai, lelt. i 1. Una $\oyw<rit 
terribilissima nelle vene del mesenterio , che a mano a mano serpen- 
do si condurrà all' e paté. (A) (N) 

a — * (Zool.) Specie di' pesce del genere chetodone , dist'ntv da mac- 
chiette quasi eguali , rotonde e d' un colore rosso bruno , sparse sul 
corpo e sulla coda. (Aq) 

i — * Specie di pesce del genere labro, dell' ordine degli acanto- 
pterigi , le cui macchie nere verso la metà del corpo e le fasce tra- 
sversali nere gli hanno dato un tal nome. (Aq) (N) 

3 — * (Chini.) ÌVow dato anticamente ai solfuri. Fu dello Epate antimo- 

niato la combinazione del solfuro d'antimonio con un alcali; ed Epala 

marziale o di Marte il solfuro di potassa unito all'ossido di ferro.(A.O.) 

potevano senza nocumento differirsi e portarsi alt udienza de' Nau- Epatenfeassia. * (Med.) E-pa-tcn-fras-si-a. Sf. F, G. Lat. bepatemphra- 

xis. (Da hcpar , hepalos fegato, ed emphrasso io chiudo. ) Lo stesso 
che Epatofrassia. F. (Aq) 

Epatica. (Bot.) E-pà-ti-ca. {.Sf. F. G. Specie di pianta del genere ane- 
-mone, della famiglia delle ranuncolacee, così chiamata dai lobi delle 
foglie e dal colore della loro superficie inferiore , e per essere usale 
'nelle malattie del fegato; delia anche Erba trinità. Lat. hepatica, ane- 
mone hepatica Lin. ] (Da hepar, hepalos fegato.) Lib. cui: molali. 
Sia purgato con questa decozione: recipe capelvenere, viola" epatica , 
di caluno manipolo uno- Red. Oss.an. 6n. In altri simili vasi aperti 
riposi fiori turchini d' epatica, ovvero ei ba crinita del fior doppio , ec. 

2 [ Cosi viene anche detta la marcanzia , pianta che ha la fronda 

lobata , le capsule stellate, col peduncolo villoso ; é comune su i sassi 
ove spruzza l'acqua, della altresì Fegatella, perche credesi speci- 
fica 
'polymoi 




46. Anco I' epatica pesta, e bevuta ogui di con vino, sana tosto. 

— * (Zool.) Nome d 'una specie di verme dell'ordine de tremaloidi, cosi 



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EPATICO 



detto perchè vive nel fegato delle pecore ; il corpo è lungo 1-4 li noe, lar- 
go una lùtea e mezzi; giallo bruniccio ovaio inversamente, piano; collo 
quasi conico- brevissimo. Trovasi nella cistifèllea , nette picciole, dira- 
mazioni della Vena delle porte, nel fegato di varii inanimali e nelt' uso- 
Jago dell' anulope Corinna, Fiscioìa, Bisciuola del fegato. — , Disto- 
ma , Fasciola epatica, sin. (Van) (N) 
Epatico. (Anat.) E-pi-ti-eo. Add. m. Aggiunto di tutto ciò che appar- 
tiene all' epale , ossia fegato. Lai. hepaticus. Gr. riTa.rix.oi. 

a — * Agg. <# Arteria; Ramo della celiaca, ta (piala dà la cistica, 
la pilorica e la gaslro-epiploica destra, quindi si perde netfegato.(A.O-) 

3 — {Agg. di Canale o Condotto: Quello che riceva lutti i i-anali 
bilioni e si unisce al cistico per formare U canale coledoco. F. Ca- 
nale, 5- 5 i 4- ] Red- Oss. an. 8. Dal lembo estremo della sinistra ban- 
da ce. nasceva un altro canaletto bilwrio , clic suol chiamarsi, epa- 
lieo. E appresso: Di tal secondo canale biliario epatico non era guer- 
nito il sinistro fegato. 

4 — * Agg. di Plesso : Filamenti nervosi distribuiti al fegato dal 
plesso celiaco* (A. O.) 

5 — * Agg. di Vena : Vene epatiche son quelle che si aprono nella 
fetta cava inferiore al livello dell'apertura che trovasi nel fegato. (A.O.) 

6 — {Anticamente fu della] Epatica anche una vena del braccio, 
la quale corrisponde al fegato. Lib. cui: maiali. Sia fatta signera 
della vena epatica , cioè quella del fegato ilei dritto braccio. E altro- 
ve: S'ella è iposarca e l' infermo sia forte, eia fatta signera della 
vena epatica , cioè della vena del fegato. 

2 — (Med.) Si dicono Malattie epatiche quelle del fegato ; e tutti 
coloro che da lungo tempo soffrono un dolore al fégato , accom- 
pagnalo da tumore , da durezza , e dalla perdila del colore natura- 
le , li chiiunano apatici. (Aq) 

2 — * Flusso epatico. F. Epatirrea. (A. 0.) 

3 — * Specie di atrofia purulenta a ftisi del fegato. (Vari) 

3 — (Farm.) Epatico è ancora un epitetò che si dà ai rimedii che 
convengono alle malattie del fegato. (Aq) 

4 — * Acqua epatica: Acqua carica d'acido idrosolfa rico. (A.O.) 

4 — (Min.) Miniera di rame epatica, dicesi da' naturalisti una spe- 
cie di rame mineralizzalo , che è duro e nericci -, (A) 

. ; 5 — Pietra epatica di Cronslcd : Specie di pietra di porco , che 

è meno fetente e scagliosa. (A) . ————— — 

5 — (Chini.) Epatico , nella Chimica antica , si nominava ancora il 
gas idrogeno solforato , perchè si formava unendo il gas idrogeno 
al Solfuro d' alcali , detto anche Fegato di solfò. (Aq) 

_6 — (Boi.) ^g- d' una specie di aloè. Ricett. Fior. i5. Il secondo 
{aloe) e quello cu<r~e ctiiamato volgarmente epatico. 

Epaticogastbico. * ( Auat. ) Epa ti-co-gà-stri-co. Add.m. comp. V. G. 
Lai. hepatico-gastricus. (Da hepar, atos fegato, e gaster ventre.) Epi- 
teto di ciò che ha relazione al fegato, ed in pari tempo al ventre. — E- 
patogastrico , Gastroepatico , sin. (Aq) 

Epatirrea- * (Med.) E-pa-tir-rè-a. Sf. F. G. Lat. bepatirrhoca. (Da 

~* fiepur, atos fegato, e rheo io scorro.) Nome generico presso gli antichi 
ai ogni d iarrea , tienteria , e passione celiaca , proveniente da vizio 
del fegato. Da' moderni però vengono con esso indicate tutte le ege- 
stioni indolenti d' un sangue ordinariamente dilavato o sbiadato , 
simile alla lavatura delle carni , da qualunque causa possa provenir 
la malattia del flusso. (Aq) 

Epatisazione. * (Med.) E-pa-ti-sa-zió-ne. Sf. F. G. Lat. hepatisatio. 
(Da hepar, atos fegato.) Vocabolo da' moderni, principalmente Assalila 
e Richeraad, introdotto per indicare la degenerazione de polmoni in 
una massa epatica. (Aq) 

Epatisia. * (Med.) E-pa-ti-sì-a. Sf V. G. Lai. hepatisis. ( Da hepar, alot 
fegato, e pifsis spurgo.) Marasma o Consumazione in cui cade talvolta 
il fegato. (Aq) 

Epatite. (Min.) E-pa-tì-te. Sf. F. G. Lat. hepatites. Sorta di gemma , 
cosi detta perche è del colore del fégato. ( Da hepar, atos fegato.) (A) 

3 — (Med.) Lo stesso che Epalitide. V. (A) (A. 0.) 

Epatitide. * (Med.) E-patì-ti-de. Sf V. G. Lai. hepatitis. (Da hepar, 
atos fegato.) Infiammazione acuta del fegato, i cui sintomi principali 




EPIBATERIO fi- 

Epatonco. * (Med.) E -pa-Wn-co. Sin. V. G. Lai. hepafonct». (Da hepar, 
atos fegato , e oncos ernia. ) Tumore del fegato. (Aq) 

Epatonfalo. * (Chir.) E-pa-tón-fa-lo. Sm. V. G. Lai. hepalomphalus. 
( Da hepar, atos fegato, e ompkalos ombellicu.) Nome speciale dell' er- 
nia del fgato attraverso l' ombellico. (Aq) 

Epatoparettama. * (Med.) E-pa-to-pa-rèt-ta-ma. Sf V. G. Lat. hepa- 
toparetama. ( Da hepar, atos fegato, para oltre, ec. fuori, e telarne 
pret. pass, di tino io stendo. ) Estrema tumefazione del fégato. (Aq) 

Epatoscopia. (Lett.) E-pa-to-sco-pi-a. Sf. V. G. Lat. hepaloscopia. (Da 
hepar, atos legato, e scopea io osservo.) Specie di divinazione in uso 
fra' Pagani, che consisteva nell' esaminare le viscere di una vittima, 
e particolarmente il figato , per ind ovinar e o discoprire il futuro. I 
Romani dissero anch' quasi arie EfKsplcina dal lat. exta inspicere 
esaminar le viscere. (A) (Aq) 

Ei'Atotoiiu. * (Anat.) E-pa-to-to-mi-a. Sf F. G. Lai. hepatotomia. (Da 
hepar, atos fegato, e tome taglio. ) Dissezione del fegato. (Aifì 

Epatta. (Astr.) E-pàl-ta. {Sf V. G7] La differenza tra l'unno co- 
mune solare e l'anno comune lunare ; { o meglio, L'aggiunta di 
Undici giorni che si appongono all' anno lunare per pareggiarlo al 
solare, e così conoscere i giorni della Luna. Aulicamente dicevasi] 
Patta. ( Da epacleon verb. di epago io aggiungo. ) 

Epatte. * (Arche.) E-pàt-te. Add. e sf pi. Lat. epacbthes. ( Da epi 
sopra , e achthos atiànno. ) Feste che celebravano gli Ateniesi in 
onore di Cerere , in commemorazione del dolora die ella seutl pel 
rapimento di Proserpina sua figlia. (Van) 

Epattrocelc. * (Mario.) E-pat-tro'-cè-le. Sf V. G. LaL epaclroceles. (Da 
cpactesii verb. di epago io spingo, e cele) cavallo veloce.) Specie 
di fregata o 'brigantino di cui si servivano gli antichi pirati ; così 
denominato dalla velocità del suo censo e dalla forma che aveva di 
cavallo. (Aq) 

Epaulie. * (Arche.) E-pki-li-e. Add. e sf. V. G. Lai. epanlia. (Da 
epi sopra , e amie casa ràgia , atrio. ) Sacrificii soliti farsi in Alene 
il secondo giorno d ej[e nòqze^ tiu asi per .con.y f rare /a nuova casa 
dello sposo scella per suo do'nuciìuf (Aq) "**"-" 

Epazio. * (Mit.) E-pà-zi-o. Soprannome di Mercurio , come Di>i de' 
promontorio ( In gr. epactios significa Httorale ; e vien da epi sopro, 
ed acte lido. ) (Mit) 

Epea. * (Geog.) E-pc-a. Antica città del Peloponneso. (G) 

Epiìi. * (Geog.) E-pè-i. Nome che gli Elei presero dal loro re Epeo. (Mit) 

Epeneto , * E-pe-nè-to. N. pr. m. Lat. Epenetus. (Dal .gr. epi sopra, ed 
onetos che può significare utile e vituperevole.) (B) 

Epentesi. (Lett.) E-pcn-te-si. Sf V. G. Lui. epenthesis. (Da epi sopra, 
en in , e thesis posizione. ) Addizione o Inserzione di una lettera o 
di una sillaba nel mezzo di una parola , perciò detta anche Aggiu- 
gnùunezzo , come Relligio per Religio, Mavors per Mar»-. (A) Àìgar. 
Sa SS- ( Q&& E" c - &• '3. 3yg. ) L' aferesi, h sincope , la epentesi, 
1" apocope , ec. (N) 

Epeo, * È-pè-o. ZV. pr. m. ( Dal gr. epios clemente, placido.) — Fi- 
glio di Endimione re degli Elei , al quale succede. — Figlio di Pa- 
nopeo , atleta, architetto e guerriero greco all' assedio di 7VÒ/V?.(B)(Mit) 

Epekia , * E-pè-ri-a. N. pr. f (In gr. eperia danno, ingiuria.) — jÉj'n- 
fa che seppe sempre sottrarsi alle amorose voglie di Esaco. (Mit) 
>eries. * (Geog.) E-pè-ri-es. Lat. Eperiae. Città dell' Ungheria. (G 






* 






fiogo^i , sin. (Aq) 

Epato. * (ZooI.) É-pa-to. Sm. F. G. Lat. bepatus. (Da hepar , atos fe- 
gato. ) Grosso pesce. Lo stesso che Epate , nel sign. del §. 2. (Aq) 

Epatocele.' (Chi,-.) E-pa-to-cè-le. Sm. F. G. Lat. lutatocele. (Da hepar, 

- atos fegato , e cele tumore. ) Ernia rarissima , firmata dal fegato 
che esce attraverso le pareli del basso ventre, rallentate o divise nel- 
X. I intorno dell' ombellico o nello slesso anello umbitica/e. (Aq) 

Epatocistico. * (Anat.) E-pa-to-ci-sti-co. Add. m. F. G. Lat. bepafo- 
cysticus. (Da hepar, atos fegato, e cystis vescica.) Aggiunto di ciò 
che ha relazione al fegato , ed alla vescica del fiele. (Aq) 

Epatoflogosi. • (Med.) É-pa-to-flò-go-si. Sf. F. G. Lai. hepatophlogosis. 
V, ' ,e P">\ atos fegato, e phlogosis infiammazione. ) Lo slesso che 
Epatitide. F.{ A q) 

Epat °frassia. • (Med.) E-pa-to-fras-sì-a. Sf. F. G. Lat. bepatophraxia. 

( Da hepar, atos fegato , e phrasso io' chiudo. ) Denominazione di 

tulle le alterazioni patologiche del fegato. —, Bpataafraesia, ««.(Aq) 
Epatoftor. * (Med.) E-pa-to-ftò-e. Sf. F. G. Lat. hepalophtoe. ( Da 

hepar, atos fegato, e phtheo io corrompo, io vizio.) Tisi epatica.(Au) 
Epatocastrico. • (Anat.) E-pa-to-gàstrico. Add. m. comp. F. G. Lo 

stesso eh- Epaticogastrico. F. ( Da hepar , atos fegato , e gaster ven- 

Epatografia. * (Anat.) E-pa-to-gra-fi-a. Sf F. G. Lat. hcpatographia. 

{UAhepar, atos fegato, e grapho io descrivo.) Descrizione del fegato.' Ka) 
Epatologia. * (Anat.) E-pa-to-lo-gì-a. Sf. F. G. Lat. hepaiofogia. ( Da 

hepar, atos fegato, e logos discorso.) Trattato del fegato. (Aq) 



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Epiries. * (Geog.) E-pè-ri-es. Lat. Eperiae. Cilici dell'Ungheria. (G) 

Eperito, * E-pè-ri-to. N. pr. in. (Da eperitos che in gr. vale degno di- 
emulazione.) — Falso nome che si dà Ulisse nell'Odissea. (Mit) 

Eperlano. * (Zool.) Epcr-là-no. Sm. Lat. eperlanus. Piccolo pesce 
dell' ordine de' malmopterigii addominali, notabile pel suo colore bril- 
lante a belle tinte argentee e verdi chiare , e per l' odore di viola , 
e la di cui carne è molto in pregio. Da Linneo fu dett o Sa lmo 
eperlanus; oggi appartiene al genere Osmerus. Si trova nel mare' e 
nell'imboccatura de' grandi fiumi. (A. 0.) (N) 

Epernk. * (Geog.) E-per-nè. Lat. Eparnacum. Città di Francia nel di- 
partimento della Marna. (G) 

Epernone. * (Geog.) E-per-nó-ne. Lai. Sparno. Città di Francia nel di- 
partimento di Eura e T^oira. (G) 

EperÙ. * (Boi.) E-pe-rù. Sm. Specie d' albero della Gujana. (Van) 

Epesergasia. * (Rett.) E-pe-ser-ga-si-a. Sf. F. G. Lat. epesergasia. (Da 
epi su , en in , ed ergana opera. ) Figura da' Latini chiamala exor- 
natio od cxpolitio , per cui l'oratore , volendo fortemente imprimere 
ne/I' animo dell' uditore un sentimento , il presenta sotto varii aspelli, 
adornandolo di nuove espressioni. (Aq) 

Epeti. * (Arche.) E-pè-ti.^rW. e sm. pi. Nome di certi giudici in Atene. 
( In gr. epetes pedissequo. ) (Mit) 

Epezio. * (Geog.) E-pè-zi-o. Lai. Epetium. Città dell' Illiria. (G) 

Epi. * (Geog.) É-pi. Ant. cit. della Grecia, nel regno di Néslore.(G) 

Epi. * (Lett.) Preposizione greca, che vale Sopra , Intorno , Contra ec, 
ed entra nella composizione di molli vocaboli tecnici. (Aq) (Van) 

Epiaco. * (Geog.) E-pi-a-co. Lai. Epiacum, Apiacum. Ant. cit. dell' isola 
di Albione. (G) 

Epiala. * (Med.) E-pì-a-la. Add. f. F. G. Lai. epiales. (Da epios mite, 
e alea calore. ) Febbre continua , il cui gran calore vien mitigato 
da brividi irregolari. (Aq) 

Epialte , * E-pi-àl-te. ZV. pr. m. Lat. Epialtes. ( Dal gr. epi sopra , 
ed allheo io sano. ) (B) 

Epiasta, *E-pi-à-sta- TS.pr. f Lo stesso che Giocasta. F".(Dal gr. epi sopra 
ed asty città, astuzia; Soprastante alla città, ovvero astutissima. ) (B) 

Epiauha. * (Mus.) E pi-àuli-a. Sf. F. G. Lat. epiaulia. (Da epi ^^ sopra, 
ed avlon canale di acqua. ) Antico nome della canzone che i mugnai 
solean cantare al rumore dell' acqua e ilei girar delle macine. (Mit) 

Epibaterio. * (Mit.) E-pi-ba-tèri-o. Soprannome di Apollo, sotto il quale 
titolo Diomede , tornato dalla spedizione diTroja,gli eresse un tempio 
in Trezene. ( Dal gr. epi sopra, e bater chi va. In gr. cpibuleon è 
verb. di epibeno io arrivo. ) (Mit) ^ 

Epibaterio. * (Arche.) Sm, Nome generico di tutto ciò che serviva dap- 



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pnttgio per imbarcarsi, o per imbarcare , o per salire a cavallo , as- 
salire il nimico ed invadente il paese. (Aq) 

2 — * (Lett.) Composizione poetica in uso fra gli antichi greci per cele- 
brare il ritorno d un personaggio' dopo lunga assenza. (Aq) 

3 _ * (Bot.) Genere di piatile stabilito da Forster nella monoecia esan- 
dria famiglia delle menispermee , da' moderni registrale sotto il gt- 
>ier»'Cocciiliis, le quali si arrampicano e crescono sopra le altre. (Dal 
gr. epi sopra, e bater- chi va ; onde epibalcrios , in lat. scansorius per 
salire.) (Aq) (N) ^ T , , , , . ,. 

EpibàTI. * (Arche.) E-pì-ba-ti. Add. J sm pi. Nome de soldati di ma- 
rina sì presso i Greci che presso i Romani. Senqfmte denomina così 
anche i vint ovi derfi e fc& nti e de' cammelli. e d i saettatori indiani, 
^rabt~eryeTsirXiiTche su quetfi as~sisi combattevano. (Da epi sopra, e 
baleon veri), di beno io vo. ) (Aq) . 

Epibatri. * (Arche.) E-pì-ba-tri. Add. e sm. F. G. Lat. epibatri. (Uà 

evi sopra , e bater chi va. ) Lo stesso che Anabatri. F. (Aq) 
Epibda. * (Arche.) E-pìb-da. Sfi F. G. Il quarto ed ultimo giorno 

del le feste dette Ap a turic (Mit) 
EpÌuemio. * , "Mit.) E-prT3é-mi-o. Soprannome di Giove , sotto il quale 
era adorato nelfisola di Si/ne. {F. epibomia. In gr. epi vai sopra, e 
bema tribunale , passo , vestigio. ) (Mit) 
Epibole. * (Med.) E-pi-bo-le. Sfi. F. G. Lat. epibole. (Da epi sopra, e 

bole getto.) Lo stesso che Èfialtc, e Incubo. F. (Aq) 
Epibomia. * (Ai-che.) E-pi-bo-mi-a. Sf F. G. Lai. epibomia. ( Da epi 

su, e bomos altare.) Inno da cantarsi innanzi all' aliare. (Aq) 
Epibomo.* (Arche.) E-pi-bo-mo. Add. e sm. F. G. Lat. eprborous. Mi- 
nistro di Cerere hlcusina, assistente del gerof ante all' aliar e, portando, 
come i sacerdoti d Iside , nelle mani uno o più altarini , come al- 
tresì il simbolo della luna. ( V. epibomia. ) (Aq) 
Epiboo. * (Arche.) E-pì-bo-o. Sm. V. G. Lat. epiboum. (Da epi sopra, 
e bus bue. ) Fatima che aggiungeva^ al bue sacrificato. Immolan- 
dosi un bue a Minerva, dovevasi a Pandrosa sacrificare una pecora, 
e questa era V Epiboo. (Aq) 
Epicamente , E-pi-ca-méu-te. Avo. In modo epico , Con verso epico. 

Uden. Nis. (A) 
Epicampio. * (Milit.) E-pi càm-pi-o. Sm. F.G. Lai. epicampios. (Da 
epi sopra , e campto io piego. ) Spailo di forma curva nel campo 
de' Romani , destinato a' cavalieri alleati , e posto presso alla tenda 
de' tribuni , la quale era V ultima e la più distante dalpretorio.(k<ù 
EpicAMj^EaBtSa- 1 "'- JV- P r -f- LaL Ep' caris - ( Da > S r - epicharu 
' "osò , cue vien da epi sopra e charis grazia. ) — Donna romanddi 
cui JSerone iwn potè vincere la fortezza in tacer la congiura. (BXMit) 
Epicaria. * (Geog.) E.pi-cà-ri-a. Ani. cit. dell' Illiria nella Dalmefiia.(0) 
Epicaride, * E-pi-cà-ri-de. JV. pr. f. Lat. Epicarides. ( N. tt 
Epicari.) (B) ' • / J . 

Epicabmo, * E-pi-càr-mo. N. pr. m. Lat. Epicharmus. j/TM gr. epi 
charma irrisione , che vien da epi sopra, e charma R^io.) — " octa 
comico e filosofo pitagorico di Megara in Sicilia. &) (Van) 
Epicarpio. * (Farm.) E-pi-càr-pi-o. A/n. F. G. Lat/epicarpium. ( Da 
epi- sopra , e carpes carpo. ) Topico irritante ,dbmposto di elleboro, 
di pece ce, che applicato sul polso al principiò dell' accesso JebbrUe, 
fu riputato febbrifugo. (Aq) / , •> 

Epicarpio. * (Mit.) Sopran. di Giove, cosi Adorato nell isola di tuu- 

bea. (Mit) / m 

Encarpo. * (Bot.) E-pi-càr-po. Sm.F. G/lat. epicarpus. (Da epi sopra, 

e carpos frutto. ) Epidermide o pelli/bla esterna de' frutti. (Aq) 

Epicasta , * E-pi-cà-sta. N. pr.f. (Dayfri sopra, e cavstos combustibile; 

cioè di ardentissimo carattere.)— Biglia di Egeo e moglie di Ercole.— 

Madre di Trofonio. — Altro i/>me dì Giocasla. (Mit) 

Epicauma. * (Ch'in.) E-pi-cà-u-maf Sf. F. G. Lat. epicauma. (Da epi 

sopra e cavma incendio. ) JSlcera ardente che per lo più attacca il 

centro della cornea. È im/ura , bruciante e di color cenericcio. (Aq) 

Epicedio. (Lett.) E-pi-cè-di-/ iSm.] Sorla di poesia funebre, [ed antw. 

recitavasi prima che si s/ppellisse.il cadavere; a differenza dell' bpilajjio, 

che si leggeva o recitava dopo falla la sepoltura.'] Lat. epicedium. Gr. 

inx&iat. (Da epi sopra, e cedos tristezza , esequie. ) Salvia, disc. 1. 

32i. Stazio ne cojopose un epicedio, ovvero poemetto funerale.» Mas. 

Rim. Non riusjjf né anche al Firenzuola, Quando in morte di lei fé' 

I" epicedio. (M , _, _ . _ . , 

Epiceja. * (Lag.) E-pi-cè-ja. Sf. Lo stessoche Epiche]a.F.Orsi Lonsid. 

t. 2. p. 2&. L' epiceia , o per usare il nome che presso noi corre ec. 

non è amo che un'equità, una convenienza, un atto di giustizia ec.(N) 

Epicela. <*(Anat.) E-pi-cè-la. Sf. Lat. epicaelis. (Da epi sopra, e cilos 

conoffvo. ) Qualche autore così chiama la palpebra superiore. (A.O.) 

XpiófeA . "TffledO L-p ' i ' - cE'inff-Bi'-a.'A 1 /. V . G. Lai. epicemàesis. In 

greco vale sonno. ( Da epicisome fut. di epicime io giaccio sopra ; ed 

epicime vien da epi sopra , e cime io giaccio. ) (A. O.) 

Epicedio. * (Mit.) E-pi-cè-ni-o. Soprannome di Giove, così adorato in 

Saturnina. ( Dal gr. epicinos comune. V. epiceno. ) (Mit) 
Epiceno. (Grani.) E-pi-cé-no. Add. m. F. G. Lai. epicoenum. (Da epi 
sopra, e cinos comune.) Nome più che comune, che sotto un sol genere 
comprende il maschio e la femmina, come l'aquila, la volpe ec.(A) (Aq) 
Epicerastico. (Farm.) E-pi-ce-rà-sti-co. Add. e sm. F. G. Lat. epice- 
rasticus. ( Da epi su , e cerao mescolo , contempero. ) Rimedio emol- 
liente , rinfrescante ed acidulo , proprio a correggere e rintuzzare 
l' acrimonia degli umori. (A) (Aq) 
Epiceride , * E-pi-cè-ri-de. N. pr. m. ( Dal gr. epicerdes lucrativo, che 
vien da epi sopra, e cerdos lucro.)— Abitante di Cirene, sommamente 
stimato dagli Ateniesi per la sua beneficenza. (Mit) 
Epicheja. (Leg.) E-pi-chè-ja. Sf. F. G. Lat. indulgentia. Gr. eieielxsat. 
(Da epi sopra, ed eiceia , ossia icia che vien da icos consentaneo alla 



ragione.) Benigna interpretazione che tifa della legg< 
Teologi scolastici vale Discrezione, Equità, Benigno 
to. — -, Epiceja, Epichia, «Vi. Salviti. Buon. Tanc.{k) 



e , e presso i 
compatimen- 



EPICRENE 

Epicherema. (IiOg.) E-pi-che-rè-ma. Sf F. G. Lat. epichcremn. (Da 
epichireo io assalgo ,• che vien da epi sopra , e chir mano. Indi pure 
epicliirema per isforzo.) Argomentazione che consta di quuttro o più 
proposizioni , di cui le une sono prove delle altre, e che non la$cianp' 
aW avversario campo ad obbiettare. Orsi , Consid. (A) (Aq) 
Epichia. * (Lcg.) E-pi-chì-a. Sf. Lo stesso che Epicheja. F. (V 
Epiciclo. (Astr.) E-pi-cì-clo. [Sm.Piccol cerchio immaginato dagli astro- 
nomi, il cui centro è posto in un punto della circonferenza di/un cerchio 
maggiore.] Lat. epicyclus. Gr. eVutiiaA.06. (Da epi sopra, e cgfclos cerchio.) 
Dani. Par. 8. 3. Che la liclla Ciprigna il folle-amore Raggiasse, volta nel 
terzo epiciclo. Bui. Par.8.1. Epiciclo è cerchio- posto^opra altro cerchio. 
Tutti li pianeti hanno epiciclo, salvo che \ Sole, ed è epiciclo lo 
cerchio the ha nella sua circonferenzia l'altezza e la bassezza del pia- 
lieto e tiene lo centro e 'l polo suo in sul acrchio deferente, e su per 
la circonferenza del cerchio deferente si rofiovc da occidente ad oriente. 
Ftloc. 2. 4'à. Venere era nell' auge delyfo epiciclo. E 1-44- Cominciò 
a dire ce. qual fosse la cagion del pc/rk-re e dell' acquistar chiarezza 
(la Luna) , e perchè talvolta nel iuo epiciclo tarda , tal veloce , e 
talvolta eguale si dimostra. / 

EpiciCLOiDE.\Geom.) E-pi-ci-clò-Urfe. Sf F- G. Lat. epicycloides. (Da 
epi sopra , cyclos circolo , eyidos forma.) Curva generata dalla ri- 
voluzione d un punto delliycirconferenza di un cerchio , il quale 
s' avvolge su la part£ confava o convessa d' un altro cerchio. (A) 
Epiciema. * (Fisiol.) E-pi^i-è-ma. Sf. F.G. Lat. epieyema. (Da epi w, 
e cyo io porto nell' u>cro.) Mola, Superfetazione, o co ncepimen to di' , 
un nuovo fèto , dop/che un altro è sia stato concepito. "(Aq) 
Epicihdiho. '* (Med^-pi-cin-dino. Add. m. F. G, Lat. epieyndmus. 
( Da epi su , e eindynos pericolo. ) Aggiunto de' mali pericolosi. (Aq) 
Epicleo , * E-pCélè-o. N. pr. m. ( Dal gr. epi sopra , e ■cleos gloria : 
Sopra glorioso , o sia Gloriosissimo.) — Guerriero Lieto , compagno 
di Sarpedónte, ucciso da Ajace. (Mit) 
EpicLETO,/E-pi-clè-to. N. pr. m. (Dal gr. epi sopra , e cletos chia- 
mato . Inclito. In gr. epielytos vai pure inclito, celebre; ed e da epi 
sopr/, e clftos inclito , bello. ) (Mit) 
Epia/foiè. * (Arche.) E-pi-clì-di-e. Add. e sf. pi. F. G. Lat. epichdia. 
COa epi su , e clidios delicato , molle, che vien da elide lusso, mol- 
/iezza delizia. ) testa in Atene, ad onore di Cerere per gratitudine 
d aver questa dea insegnato l' agricoltura nell' Attica , inducendo 
eli abitanti a passare dallo stato selvaggio al civile. (Aq) 
Epicloe. * (Veter.) E-pì-clo-e. Sf F. G. Sorta di bevanda da cavalli. 

( Da epi sopra, e chloe erba verde. ) (Van) 
Epico- (Lett.) E-pi-co. Add. m. Agg. di una sorta di poema , e del 
poeta che fa tal poema, e dello stile e della maniera ec. con che si 
compone tal poesia, e vale Eroico. Lat. epicns. Gr. 6 *Ws. ( Da epos 
parola, verso, che vien dall'ebr. pe bocca, detto, discorso.) Fa.rch.lez. 
6o4. I poeti delle quali si chiamano epici, e latinamente eroici. E 6lb. 
Nondimeno i poeti chiamati da'Greci epici, cioè facitori per parole, ovve- 
ro per versi ec, sortirono cotal nome, quasi mezzi tra gli uni e gli ali tri. 
a — Usato a modo di sm. Tass. Lett. ined. Bibl. hai. l. 56. pag. 004. 
Avendo l' epico per proprio fine il mirabile , che non e proprio fine 

EpS^E n TAn C a°t.) £C E- ( pi ) c6-.i.che. Add. fi.pl. F G Lai. epico.icae. 
( Da epi sopra , e colon colon , intestino. ) Parti della regione, ad- 
dominale contisue al colon. (Aq) • ■ 

EpSio * (Med.) E-pi-co-lo. Add. e sm, F. G. Lat. epicolus. (Da epi 
soma , e chole bile. ) Bilioso , Colerico. (Aq) . / 

F P ,roMBi * C Arche.) E-pi-cóm-bi. Sm. pi. F G. .Lat. .ep.combia. ( Da 
evi sopra , e corneo* bowa. ) Doni che al tempo degl'. imperatori 
d' Oriente solean gettarsi al popolo .involti in brani di panno , affin- 
chè cadendo non offendessero alcuno. (Aq) 

EhcoWo « (Anat.) E-pi-còn-di-Io. Sm. F. G. Lat. ep.condylus (Da 
eoi** e amarlo* giuntura. ) Nome da Chaussier imposto ad une- 
minenza dell'estremità inferiore dell'omero, situata al lato esterno 
di auest'osso , e sppra la sua picciolo, testa. (Aq) 

EpicoL -(Anàt.) E-pi-cor-do. Sm. F G. Lai. cy cor àin». (Da^isu, 
a r-hnrde intestino. ") Lo slesso che Mesenterio, r . (Aq) 

EpicoIk > * Med) rf-pi-cò-ri-o. Add. m. F. G. Lat. epeonus :. (Da epi 
sopra e S regione. ) Lo slesso cne Endemico. F. (Aq) 

EpicrIni'o (Anat.) É-pi-crlni-o. Sm.F. G. Lai. epicramum. (Da epi 
su e cranion cranio. ) Così viene da taluni chmmauUaJtll^e 
copre il cranio, la quale è mossa da quattro muscoli denominalidaT. 
Tossito , cioè due occipitali e due frontali.-, Per.cranio, «». (A)(Aq) 

EpicTas. * (Med.) E-pì-cra-si. Sf. F. G. Lat. ep.cras.s. (Da epi su , e 
^«fficL di malattie con rimedu rinfrescanti, e miti- 
eanti onde migliorare gli umori. (Aq) 

Epurate , * E-pUcra-te. N. pr.m. Lat. Epicrates. (Dal gr. epi sopra, e 

cratys forte. ) ( ) rr -i-ti-ca-me'n-te. Avv. Con metodo epicrati- 

T'SffSr.PS? M^anco^ C c a on e a n .tn medicamenti diversa e in 
vai-if forme prci per bocca epicraticamente, cioè a dire una matta» 
Te Y aUra P no E leti. 1. 44 6 - Do f JO che la si S n0ra sl 8ara . P»^ a . ta 
e spurgata [ uniwrsalmente ed epicraticamente, concorro volenHens- 

b£5« "Slft ^oTcÌ£rÌAdd. m. Aggiunto, del metodo di 
^ZaTcTiZÌdU mitiganti; e parlando di Eva sone, va e q u ella, 
^ì,o kì vrneura a poco a poco, e di tempo in tempo. I un gì. ep 
sonra ccraZn^h. di cerao o crao io contempcro.) ^.con, ,. 

eccellentissimi ^T^^^^Zl^e^^^tìc^ec. 
E ,SfÌ (Ak5 eIì^^'S.^ 7. O. La, eficr e aae.(Da 



♦ •A* 



-* ^ ì 



%* 



epi su , 
rrir o 6?e//a 



EPICRISI 

e crene fontana.) Feste presso i Lacedemoni in onore dì Ce- 
„ della Terra da cui scaturiscono le sorgenti. (Aq) ; 

Ep.cr.si. ' (Mcd.) E-pi-cri-si. Sf. V. G. Lai. epicrisi*. Gr. nnyiBtf. (Da 
«« su, e wa's giudizio.) Vocabolo che e anche sin. di Crisi , e 
significa i7 giudizio con cui , considerato lo sialo di persona affetta 
da malattia, si determina quale essere ne debba l'esito. (Aq) 

Epictbti. * (Geog.) E-pi-ctè-ti. Ani. popoli al confine della BtimmQ*) 

Epicureismo. (Filos.) E-pi-cu-re-ì-smo. Sm. Professione della filosofia e 
de' costumi di Epicuro. (A) ^ . 

Epicureo, E-pi-cu-rè-o. ^dtf. pr. m. Di Epicuro. Da filosofo seguace 
di Epicuro , o C/ie è conforme alla dottrina di lui. — , fcpicuno , 
Epicuro , sin. Salvili. Pros. Tose. Una certa naturale . . . epicurea 
sensazione dell' uomo, che gode d' esser libero da quelle tempeste, ec(A) 

2 — Usalo anche inforza di sm. Filosofo seguace di Epicuro; e in 
più l'irgo significato dicesi d'uomo voluttuoso, che non bada ad al- 
tro che a piaceri del corpo. Lai. epicurea*. Gr. mkojbios. Segner. 
Crisi inslr 1 2Ì 3- Non vi fu setta che meno mtendosse di Dio , e 
peggio ne scrivesse, di quel che fece la setta degli Epicurei. (A) 

Epicubw , E-pi-cù-ri-o. Add. pr. m. V. A. V. e oVEpicareo.FrMtord. 
186. Questi furono i più cattivi , e furo chiamati Epicuru. (V) 

2 — " (Mit.) Soprannome di Apollo, come quello che uvea Ubi 
l'Arcadia dediti p«te. (Dal gr - 

Ep.ccro 

Kvkvko! Add.'pr?m° r. A. V. e «/l'Epicureo. Boez. i5. La cui ere- 
ditade conciofos»ecbè la epicura e stoica schiera , e ancor altri, ciascun 
per la sua parte rapinar si sforzassono. (V) Ricnrd. Malesp. «07. In 
tutti i diletti corporali si diede, e quasi vita epicura tenne. E i44- 
Era molto amato e grazioso , ma tutta sua vita era epicura non cu- 
rando di Dio. ( G. V. dicendo le stesse cose con medesime parole 

ha Epicuria. ) (Pr) • 

Ep.DAMNO.*(Geog.)l£-pi-dam-no.£,fi«EpK]amnus.P;vmowo»jediZ?Mraz20,(G) 

Epidasu', * E-pi-dà-ui-a. N. pr. f. ( V. Epidanio.) — Seguace e con- 
fidente di genere, adorala in Epidauro. (Mit) 

Epidanio * E-pi-dà-ni-o. N- pr. m. (Dal gr. epi sopra, e danos prestito, 
ovvero aridi '■ Chi sopra un dato interesse dà denari iu prestanza , 
ovvero aridissimo. ) — Padre di Epidemia. (Mit) 

Epidao * E-pi-dà-o. N. pr. m. ( Dal gr. epi sopra , e da daw 10 ap- 
io sono ammaestrato ; e vale ammaestratissimo. ) — Uno de' 



KPIFLEBO 



69 



Epidico. * (Leti.) E-pì-di-co. Sm. Titolo di una commedia di Plauto, (in 
gr. epidicos litigioso. ) (Van) 

Epididimo. (Anat.) E-pi-di-di-mo. Sm. V. G. Lat. epididymus. ( Da 
epi sopra, e didymos testicolo.) Piccolo corpo, oblungo , o glandola 
situata sul dorso di " : rt"-tm trt f'"" 1 " , - "h? ° ™yurd/\'p rome un. 



pivlungamento di esso , e come un testicolo accessorio ; e serve per 
ricevere il seme , perfezionarlo e trasportarlo ne' rispettivi vasi. Gli 
antichi li chiamavano Parastaje . Cocch. Lez. (A) f Aj> (Van^> 

Epidii. * (Geog.) E-pi-di-Ìt""S)i>WcAi' popoli dell' isola dì'Albione. \Gj 

Epidimia. (Mcd.) E-pidi-mì-a. iSf. V. A. V. e di' ] Epidemia. Ciriff. 
Calv. 1. 28. E sassi, e dardi, e fuochi lavorati, Ch'eran cose mor- 
tai più eh' epidinaia. (Qui epidimia a cagione del verso.J 

Epidittico. (Ret.) E-pi-dil-ti-co. Add. m. Lo stesso che Dimostrativo. V. 
§ 3. Gr. ÌtciÌiix.tikós. ( Da epi sopra , e dicticos dimostrativo.) Patriz. 
Reti. Tesaur. Leti. Miss. 4. o. Berg. (Min) 

Epidosi. * (Med.) E-pi-do-si. Sf. V. G. Lai. epidosis. ( Da epi su , e 
didoso fut. di didomi io do! ) In generale è il naturale aumento del 
corpo ; ed in particolare è l' accrescimento di qualunque sua parte 
per effetto di malattia. (Aq) , % 

a — * (Arche.) Volontarie offerte de' cittadini ateniesi nelle necessita 
della Repubblica in danaro , 



4 



• r» ...iw, 1 , ■ — 






, navi ec. (Aq) 
epicuros soccorritore, ausiliario.) (Mit) Epidota. (Min.) Epì-do-ta. Sf. Specie di pietra dura, conosciuta da non 

mollò tempo, che si presenta sotto varie forme, e i cui caratteri difjicit- 

he 



-..< 



> • E-pi-cù-ro. iV. pr. m. Lat. Epicurus. ( Dal gr. epicuros ausi- 

, \ Filosofò sreco fondatore della setta epicurea. (B) (Van) 

■> ... ■> ° ,r a tj- - j:< c,;,..,.,„~ «„„, ..< r„ ,„; »™. 



mente distinguonsi, se la varietà non è cristallizzata. Lo slesso 
Arendalite. V. (In gr. epiditos non vai altro che sopra dato: e vor- 
rà forse dire una pietra , la cui conoscenza si è recentemente data 
a'naturalisti. ) (Boss) 

Epidoti. * (Mit.) E-pi-do-ti. Dei epidoti, cioè Prolettori benefici, Di- 
fensori, chiamavano i Gentili i loro Dei favorevoli; ed anche quei 
genii soccorrevoli, che sovente s' invocavano a placare le ombre de'trapas- r - 
sali che perseguitavano i vivi. (Dal gr. epi sopra , e dotes datore.) (Mit) 

Epidrome. * (Med.) E-pi-dro-me. Sf. V. G. Lat. epidrome. ( Da epi 
sopra, e dromos corso. ) Affluenza degli umori verso una parie del 
corpo. (A. O. ) 

Epiete. * (MitO E-pi-è-te. Divinità egiziana, che si crede essere la slessa 
che Osiride. ( In gr. epiotes vai benignità ; ed epi elos sopra buono- 
o buonissimo. ) (Mit) 

Epifana, * E-pi-fà-na. N. pr. f Lat. Epipliana. (V. epifane mit.) (B) 

Epifane, * E-pi fà-ne. N. pr. m. Lo stesso che Epifanio. V. (B) 



■■- 



o sono ammaestrato; e vaie ammaesiraiissimo. ) — unoae -«—«a»»,. "-|« *»--*» .... pr 

fieli di' JSeleo e di Glori, ucciso da Ercole. (Mit) Epifane. (Mit.) Soprannome di Giove. Che e presente , Che appare. 

VpJkvm * (Geog.) E-pidà-a-ri. Popoli abitatori di Epidauro. (G) ( Dal gr. epi sopra , e pheno 10 apparisco. ) (Mit) 

Fpd'auria * (Arche) E-pi-dàu-ri-a. Sf. Anniversario del giorno in cui 2 — * (Lett.) Soprannome di alcuni re della Siria e di un lolommeo 

eliEvidauri cominciarono a tributare gli onori divini ad Esculapio.CMil) re d' Egitto nel sign. di Illustre. ( V. Epifanio.) (Mit) 

FpinADBico * E-pi-dàu-ri-co. Add. pr. m. Di Epidauro. (B) Epifanensi. * (Geog.; E-pi-fe-nen-S. Af. popoli dell Asia nella Sina.(G) 

FpmADBiE *V Arche.) E-pi-dàu-ri-e. Add. e sf. pi. Feste celebrate in Atene Epifania, E-pifa ni-a. [Sf.} V. G. Zone significa propriamente Appa- 

in onore di Esculapio. (Mit) azione , Ch' è al di sopra ; e così chiamavansi presso 1 Gentili 

FpinAtiR.o * (Mit) E-pi-dàu-ri-o. Soprannome di Esculapio onorato in 1 ue ^ e f esl « " cui credi-vano che intervenissero gì Iddìi, ed assisles- 

■c j ' /ivtìa sero a' giuochi celebrali in loro onore.] Lat. epiphania. Gr- iirtQxireiK. 

Epidauro. (ftlitj a . r r 

Epidaimo * ( Geog.) E-pi-dà-u-ro. Ant. citta della Grecia nell' Argohde. (V. epifane miti) .... ,. 

— della Laconia sul golfo Argolico.— dell' Illiria nella Dalmazia.lfi) 2 — (Eccl.) [ testa o Triplice solennità istituita dagli Apostoli. , per 












Epidelio. * (Mit) E-pidè-li-o. Soprannome di Apollo, sotto il quale 
era adorato da' Lacedemoni per essere la sua statua, gittata in mare 
da Meno fané , quando diede il sacco a Delo , capitata sulle spiagge 
della Laconia. (Dal gr. epi da , e Delos Delo.) (Mit) 

2 * (Geog.) Città didia Laconia , sul golfo Argolico. (G) 

Epidemia. (Med.) E-pi-dc-mì-a. [ Sf. P '. G. Influenza di malattia che 
assalisce contemporaneamente una quantità di persone dello stesso 
paese , e quasi nel tempo medesimo. Per estera, dicesi anche ] delle 
bestie. , Epidimia , sin. Lat. epidemia. Gr. imSripJx. ( Da epi so- 
pra , e demos popolo. ) 

EpiDEMico.(Med.)E-pi-dé-mi-co. Add. m. Che partecipa dell'epidemia; ed è 
per io più aggiunto di malattie. — , Epidemio , sin. Lat. epidemicus. 
Gr. eW5j),uo;. 6'occ/i. Vit. Piti- Malattie epidemiche. (A) 

Epidemie. * (Arche.) E-pi-dè-mi-e. Add. e sf. pi. Lai. epidemia. (Dal gr. 
epidemeo io torno in patria da stranieri paesi ; e questo da epi sopra, e 
demos popolo ) Feste ed allegrie private pel felice arrivo d'un amico o 
d'un parente che per molto tempo avesse viaggialo lungi dalla palria(Aq) 

2 * feste solile a celebrarsi in Argo in onore di Giunone , e in 

Delfo e in Milelo in onore di Apollo e di Diana come Dei tutelari 
e creduti presenti in quelle città. (Mit) 

Epidemio, * E-pi-dc-mi-o. Add. e sm. V. e ch'Epidemico. (Van) 

Epideno. * (Geog.) E-pidè-no. Lo stesso che Apidano. V. (Gj 

Epidendbo. * (Bot.) Epi-dén-dro Sm. V. G. Lat. epidendrum. ( Da 
epi su, e dendron albero) Genere di piante della ginandria dinn- 
dria,jamigtia delle orchidee , molte delle cui specie sono parassite, 
cioè crescono sulle altre piante. (Aq) 

Epidermico. * (Anat.) E-pidér-mi-co. Add. m. Ch' è relativo all'epi- 
dermide. (A. O.) 

Epidermide. (Anat.) E-pi-dèr-mi-de. Sf. V. G. Lai. epidermis. Gr. 
lTeiitfii.it. (Da epi su, e derma oe\k:)^Cuticuln o Membrana inor- 



rammemorare tre grandi e miracolosi avvenimenti, in cui G- C. ma- 
nifestò la sua gloria : l' apparizione cioè dell' Astro che dall' oriente 
sino alla stalla di Betlemme guidò i tre Re Magi all' adorazione del 
neonato Salvator* del mondo; il battesimo di G. C. nel Giordano 
per mano del Precursore , la conversione dell' acqua in vino alle 
nozze di Cana in Galilea; Ma nel primo signif. è il più ricevuto, 
nel quale ] dicesi anco per vocabolo corrot to Befania , e pressori 
antichi Pifania. I^at. epiphania. Gr. lici^àv 



**w« 



Maeslruzz. 2. 27. Le 
ferie solenni, ovvero festive, sono alquante precipue feste , cioè il Natale 
del Signore ec, la Circoncisione , 1' Epifania, ec. 

Epifania. * (Geog.) Antica città dell'Asia nella Cilicia. — nella Siria. 
— sull'Eufrate. (G) 

EpiFAMo,*E-pi-fà-ni-o, Epifanc.2V./;r.m.£a*.Epiphaniiis. ( Dal gr. epiphanes 
Illustre , Famoso. V. epifane mit. ) — Fdosofò platonico del II. se- 
colo. — Santo dottore delln Chiesa e vescovo di Salammo. — Patri- 
arca di Costantinopoli nel (^l. secolo. — Storico del VI. secolo , 
amico di Cassiodoro , e detto Lo Scolastico. (B) (Van) 

Epifenomeno * (Mcd.) E-pi-fe-nò-me-no. Sm. V. G. Lat. epiphaeno- 
ineuuiu. (Da epi sopra, e phenomenon fenomeno, che vien da phenome 
io apparisco.) Sintomo che sopraggiunge nel corso d'una malattia, e 
la cui apparizione non è necessaria per islabilirne il carattere. (A.O.) 
?ifi. * (Arche.) E-pì-fi. Sm. Nome dell'undecima mese dell' anno egi- 




Epifi. 

ziano , il cui geroglifico è il toro. (Mit) ( 
Epìfillo. * (Bot.) E-pi-fil-lo. Sm. V. G. Lat. epyphillum. (Da epi su, 
e da phy Iloti foglia- ) Genere di piante proposto da Haworth per 
una sezione del genere Cactus, e comprende le specie coi fusti spia- 
nati a goccia di foglia. Dassi ancora per aggiunto a molle piante i 
cui fiori nascono sulle foglie. (Van) (N) 
a — * Aggiunto di una sezione di funghi che crescono sulle foglie di 
diverse piante- (V. epifilla.') (Van) (N) 
I, senza vasi e senza nervi : od Èstej-na superficie del reticolo , Epifillosperme. * (Bot.) E-pi-fìl-lo-spèr-me. Add. e sf. pi. V. G. Lat. 
condensala quasi in una lamina cornea dalla pressione e fòrza della- epihyllosperraae. ( Da epi su , phyllon foglia , e sperma seme. ) Di- 
ria o da altri corpi , più grossa alla palma delle mani , ed alla visione di piante proposta da Haller , in cui entrano quelle che, 
pianta de' piedi. (Aq) Magai, leti. 2. Presi rimangono sotto il velo prive di fiori distinti, portano una polvere seminiforme intorno o sul 
sottilissimo dell'epidermide. (N) dorso delle foglie ; e tali sono le felci frondose di Linneo. (Aq) 

2 (Bot.) Dicesi per lo più delle piante , ed é la membrana più esle- Epifisario. * (Anat.) E-pi-fi-sà-ri-o. Add. m. Che ha il carattere di 

riore e saltile delia corteccia, sotto la quale è la sostanza cellulare, gli epifisi; e dicesi di osso , ossificazione ec. Lat. epiphisarius. (Va-i) 
stralifibrosi, i vasiconlenenli il sugo, e gli umori proprii, le lrachee.{A) Epifisi. (Anat.) E-pi-fi-si. Sf. V. G. Lat. epiphysis. (Da epi su, e phfso 
•idermoide. * (Anat.) E-pi-der-mò-i-de. Add. com. Ciò che somiglia verb. di phfo io genero, io nasco.) Parte di un osso separata dal corpo 

cartilagine 



Epi 

all' epidermide. (Da epidermis epidermide, ed idos sonuglianza.) (Van) 
Epidesi. * (Chir.) E-pì-de-si. Sf. V. G. Infasciatala di una Jerita.Lat. 

cpidesis. (Da epi su, e deso fut. di deo jo lego.) (Aq) 
ErmesiA. * (Chir.) E-pi-de-sì-a. Sf. L'azione di fermare il sangue d'una 

ferita mediante V infascialura. ( V. epidesi. ) (Van) 



per mezzo d' una cartilagine che si annulla coli' avanzare degli 
anni. (A) (A. O.) 

Epiflebo. * (F.siol.) E-pi-flè-bo. Add. m. V. G. Lat. epiphlebue. ■( Da 
epi su , e pìdeps vena. ) Aggiunto di chi ha le vene assai superfi- 
ciali ed ampie. (Aq) 



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Epiflocismo. * (Med.) E-pi-(lo-gi-smo. Sm. V. G.\ Lai. cpiphlrigisma. 
( Da epi sopra , e phlogismos ardore , bruciamento clic vini daphicx 
o ptilogie fiamma.) Ardore , Calore eoceni?. (A. 00. 
Epiionkma. (iiett.) E-pifo-nc-ma. [Sf. V. G, Ornameihoreltnrico'] Con- 
clusione eufiuica„. che trae sentenza dalle cose murate. Lai. accia- 
matio , epiplionema. Or. iirttydvttfK*- (Dal gr. epi sopra, <: plwnema 
detto, che v>cn da phorte voce ) Daneir. Segn. qy- L' epilbncma 
è simile al|e pompe dd ricchi. E appresso : La sentenza ancor prof- 
ferita" intorno allo co.«: gii dotte , a un certo epiibne\na si rassomi- 
glia , ma non è però epilbncma. \ 
Epifokematicamkktb , E-pi-lb-nc-nia-li-ca-mén-le. Aw. In\forza d' api- 
fonema. Lai. rpiplio»'!iiaiicc. Denietr. Segn.<jg. Ali/: vclteVsi profferisce 
cpifoneuaoiicamente nel line. 
Epifora. (Med.) E-pi-fo-ra. Sf. V. G. Lai. cpipliora. ( D\ epi su , e 
phero io porto. ) In genere è trasporlo contro natura di\umori in 
qualunque palle del corpo; in particolare poi è malattia Neil' occhio 
che consiste in un continuo scolo di lagrime, prodotto o da stimolo 
estraneo che ne aumenta la secrezione o da compressione e\l intasa- 
mento delle strade lagrimali assorbenti. (A<[) 
Epiforemi. * (Arche.) E-pi-fo-rè-mi. Sm. V. G. Lai. cpiphorcmala, ( Da 
epi su , e pherome io son portato. ) Nome generico delle mandole , 
ec. o ssi a delle frulla che si ixirlano alla seconda mensci. (Aq) 
piframmaT u (Bot.) E-pi-fràm-ma. Sm. V. G. Lat. epiphragma. ( Da 
epi su, e phragmn liana , chiusura.) Parte della casella de muschi , 
ossia sottile membrana transversale che , nei politrici, parte dal pe- 
riste mio , e chiude l'urna o case'la. (Aq) 
Epifrone , * E-pi-fr'ó-ne. N. pi: m. Lo stesso che Epimoteo. V. ( Dal 
gr. epi sopra, e phren mente, sapienza, onde epiphron prudente.) (Mit) 
Epigamia. * (Arche.) E-pi-ga-rai-a. Sf. V. G. Lai. epigamia. (Da epi su 
e gamos nozze. ) Convenzioni tra nazioni diverse , che presso i Greci 
inse'ivansi ne' trattati d' alleanza , onde nasceva, il diritto reciproco 
d' imparentarsi. (Aq) 
Epicasthalcia. * (Med.) E-pi-ga-stral-gì-a. Sf V. G. Lat. epigastralgia. 
( Da epi su, gasler ventre, e algos dolore.) Dolore dell' epigastrio. (Aq) 
Epigastrico. (Anat.) E-pi-gà-stri-co. Add. m. Appartenente all' epiga- 
strio ; e dicesi di Arteria , di Vena e della Regione epigastrica, cioè 
l' Epigastrio. V. Voc. Dis. (A) (A. O.) 
Epigastrio. (Anat.) E-pi-gà-stri-o. Sm. V. G. Lat. epigastrium. ( Da 
epi su, e gasler. ventre.) Viscere pingue, pendente dall' arco grande 
od inferiore del ventricolo , che ha quasi la fgura d\ una rete ste:.x 
sugl'intestini, di varia grandezza e grossezza in diversi corpi e che 
chiamasi anche Epiploo , Rote , Omento grande. (A) (Aq) 
Epicastrocele. * (Chir.) E-pi-ga-stro-.cè-le. Sin. V. G. Lai. epigastrocele. 
( Da epi su , gasler ventre , e cele tumore. ) Ernia epigastrica. (Aq) 
Epigea. * (Bot.) E-pi-gè-a. Sf. V. G. Lat. epigaea. ( Da epi su , e gè 
terra.) Genere di piante esotiche, a fiori monopetali, d'Ila decandria 
monogi ma, famiglia del/e eriche, col calice munito di tre brattee, la 
corolla ipocraten forme , le antere nude , e. la casella hiloculare ; così 
denominale dalla struttura del loro stelo rampicante. (Aq) (N) 
Epigei. * (Bot). E-pi-gè-i. Add. m. pi. Aggiunto di cotiledoni., i quali 
escono dalla terra come piumella nel germogliamento de' semi. (Aq) 
Epigene , * E-pi-gc-ne. N. pi: m. Lat. Epigcnes. (Dal gr. epi sopra, 

e genos generazione , onde epigenes indigeno.) (B) 
Epigenesi..* (Fis.) E-pi-gé-ne-si. Sf. V. G. Lat. epigenesis. (Da epi su, 
e genesis generazione. ) Sistema in cui si spiega la formazione dei 
corpi organizzati per un! addizione successiva delle loro diverse parli 
soggette a leggi determinate. — , Epigenesia , sin. (Aq) 
2 — * (Med.) Dicesi anche qualunque sintomo che sopravviene nel 

corso di una malattia senza cambiarne la natura. (Aq) 
Epigenesia- *(Med. ) E-pi-ge-ne-si-a.iSY^. G. Lo stesso che Epigenesi. (Van) 
Epigenomeno. *(Med.) E-pi-ge-nò-me-no. Sm. V. G. Lai. cpigenotnenum. 
( Da epi sopra , e ginome io nasco. ) Accidenti nel corso di una 
malattia attribuiti a colpa del maialo od a incuria di chilo assiste. — , 
Epiginomeno , sin. (Van) 
Epigeo. * (Bot.) E-pi-gc-o. Add. m. Aggiunto delle piante del genere 
Armido, le quali, diverse dalle altre dello s'esso genere, non cre- 
scono nell'acqua ma solo nella terra. (Da epi sopra, e gè terra. )(Van) 
Epigeo. * IV. pi: m. (Dal gr. e.pigeos terrestre , che vien da epi sopra, 
e gè terra.) — Capitano della Tessaglia, compagno di Achille, uc- 
ciso da Ettore. — Gigante figlio di Urano e di Gea. (Mit) 
T.PioiE.*(Mit)E-pi-g i \-e.Ninfedellacampagna.(D.ì\iyir.epigiosti:vvestve.)(Mil) 
Epigini. * (Bot.) É-pi-gì-ni. Sm. pi. Lat. cpygini. ( Da epi su , e gfne 
feinina , e per estensione pistillo indicatore del sesso.) Agg. di fiori 
i cui stami sono congiunti col pistillo in modo che sembrano posti 
al di sopra di esso. (Van) 
Epiginia. * (Bot.) E-pi-gì-ni-a. Add. f. Aggiunto di pianta che porla 

fiori epigini. ( V. epigini. ) (Van) 
Epiginio. * (Bot.) E-pi-gi-ni-o. Sm. V. G. Inserzione della corolla o 

degli stami sopra il pistillo. (V. ep : gini.) {Van) 
Epiginomeno. * (Med.) E-pi-gi-nò-me-no. Sm. V. G. Lo slesso che' Epi- 
genomeno. V. (A. O.) 
Epiglotta. (Anat.) E-pi-glòt-ta. [Sf- V. G. Corpo fibro-cartilaginoso, 
sottile , flessibile , elastico , liscio , schiacciato ed ovoide , il quale 
s' attacca al margine superiore della faccia interna della cartilagine 
tiroide , come pure alla base della lingua , e s' osserva al di sopra 
della glottide , ove trovasi naturalmente rialzato , mentre coprendo 
que.sl' apertura al mom ento della deglutizio ne impedisce agli ali- 
"> menti _ d inlrodu rvisi. — , Epiglottide , , sin.y*Eai. epiglottis. Gr. im- 
■ykuTTìi. ( Uà epi sopra , e glollis glottide. ) Cai: Mal. son. 6. pa- 
tisce di fianco o d' epiglotta. 
Epiglottico.* (Anat.) E-pi-glòt-ti-eo. Add.m. Che ha connessione colli epi- 
glottide; e dicesi di cartilagine, di ghiandola ec. Z,«É.epig!octicus.(A.O.) 
Epiglottide. (Anat.) E-pi-g'lòt-ti-dc,' Sf. V, G, Lo stesso che Epiglotta. 
k . Voc. Dis. (A) 



EPILENIA 



2 — * (.Boi.) Specie di pianta del genere aslnigalus , i cui baccelli 
somigliano all' epiglotm. (Aq) 

EPlfltoràTB. * (Mod.) E-pi-glotti-te, Sf. V. G. Lai. cpiglottitis. ( Da 
epi sopra , e glollis glottide. ■) infiammazione dell epiglottide. (A. O.) 

EtMUTlM. * (Anat.) E-pi-glù-ti-.le. Sf. V. G. Lai. epW». (Da epi 
su , e glutos natica. ) Parie anteriore delle foste. (Vi) 



El'lGONATIOE. 



* (Anat.) E-pi-gj-ni-ii-de. Sf V. G. Lo slesso che Eni- 
gonato. V. (A. O.) ' 

Epigonato. * (Anat.) E-pi-gò-na-to. Sm. V. G. Lai. epigonatis. ( Da 
epi su , e. gony ginocchio.) Osso largo e rotondo, che cuopre- l'ari,- 
colazione del ginocchio; detto mnehe Rotula, e volgarmente Falcila 
— , Epigonatide , sui. (Aq) (A. O.) 




nos gcuerczionc , onde epigoni posteri , figli. ) — Cosi pure chia- 
maronsi i figli eli ebbero i Macedoni, commilitoni di Alessandro, dal- 
le donne asiatiche. (Mit) 

Epigonia. * (Fisiol.) E-pi-go-ni-a. Sf. V. G. Lai. epigonia. ( Da epi 
sopra, e gonio generazione.) Superfetazione. (Aq) 

Epigonio. * (Mus.) E-pi-gVni-o. Sm. V. G. Lai. epigonion. Speda 
di strumento musicale degli antichi Greci, che si crede avesse qua- 
ranta corde. ( Forse cooi dello , perchè suonandolo ,■ il tenevano su 
le ginocchia, da epi su , e gony ginocchio.) (L) 

Epigono, * E-pi-go-no. I\'. pi: m. Lai. Epigoni». (Dal gr. epigono prole. 
V. epigoni. ) (B) 

Epigrafe. (Lett.) E-pl-grafe. Sf. V. G. Inscrizione' che meltesi su gli 
edifizii e sulle medaglie , e titoli e sentenze che gli autori ponyòuo 
in fronte alte loro opere, per accennarne /' oggetto. Lat. titolili. 
Gr. Hfi/ypeitfri. ( Da epi sopra , e graphe descrizione. ) (A) 

Epigrafia. (Lelf.) E-pi-gra-fi-a. Sf V. G. Lat. epigraphia. ( V. epi- 
grafe. ) Titolo di un libro che traila dell' arie di comporre l* 
iscrizioni o epigrafi. (A) 

Epigramma , E-pi-gràm-ma. iSm.} Iscrizione. Lat. inscriptio. Gr. i*+ 
rpxQì- ( Da epi sopra , e gromma lettera. ) Ar. Fur. ì'ó. I2g. Lo 
tornò '1 suo dostin sopra la fonte Dove Medor isculse 1' cpigranun t. 

a ~ (Lett.) Specie di breve poesia appresso i Greci e i Latini, [che ha 
in mira un arguto e pellegrino concetto, o una sentenziosa conclusio- 
ne. ] Lai. epigramma. Gr. ivlyf>a.p.,ux. Tac. Dav. Peni. Eloq. éoy. 
Non solamente la vostra tragedia terribile ce. , i giambi anatri , gli 
epigrammi piacevoli co. a tutte l'altre studiose arti antipongo, tir. 
Leu. lod. domi. iz3. Né ini potrà , volendo, mancare la mia fioren- 
tina Alessandra Scala, la quale più mosse con gli arguti epigrammi e 
con le buone lettere di filosofia il greco Marnilo ad infiammarsi di 
lei, ec. Boez. Varch.3.4- Catullo ec. lo trafisse con un suo epigrau»- 
ma , chiamandolo da una scrofa , che egli aveva in siri colio , striwna. 

3 — * Usato anche come sf. Red. Lett. t. 6. ffò. Ha voluto onorarmi 
con la sua nobilissima epigramma, della quale io le rendo ce. (N) 

4 — * (feon.) Giovane donna in atto di lanciare il dardo che un 
piccolo satiro le ha aguzzato. (Mit) 

Epicramhatario. (Lett.) E-pi-gram-matà-ri-o. {Sm. Lo stesso che Épi- 

. grammista. V. ] Salvia, disc. a. </<?5. I loro capei canuti possono 
dirsi a ragione col Greco epigrammatario ÌTfiypx,a/x.xroiroiós , non 
essere senno ma peli. ■ — •■ • ■ — . . 

Epigrammatico. (Lclt.) E pi-grain-mà-ti-co. Add. m. Appartenente ad 
epigramma , a> Che è sul fare degli epigrammi. Lai. epigrammaticu». 
Gr. eiriyfia.p,p.a.Tii(.ós. (A) 

Epigrammatista. (Lett) E-pi-gram-ma-tì-sta. [Sm. Lo stesso che Epigram- 
mista. V.] Salvin. disc. 2. 2-jfi Le vacanze, solite darsi ai lettori del 
caldo tempo, sono appellate elegantemente la l egge del la slate . dice 
il notissimo Scazzonle dell' epigrammatista 1 a lrooT~E^^S4. U n tal 
premio viene dall' epigrammatista accompagnato con questo distico. 

Epicrammatografia. * (Lett.) E-pi-gram-mato-gra-fia. Sf. V. G. Lat. 
cpigrammatographia. ( Da epigramma, atos epigramma, e graphe 
scritto.) Descrizione o 'notizia delle iscrizioni antiche incise sulle pie- 
tre , su i marmi e su i \bronzi. Propriamente però è Descrizione o 
regola di comporre epigrammi. (Aq) 

EPiGRAMMATOGRAFo.*(Lett.) E pi-gram-ma-tò-gra-fo. Sm. V. G. Lo slesso 
che Epigrammista, V. Lat. epigramnialograpbus. (Aq) 

1 — * Aggiunto anche delta Poesia epigrammatica. Toscanel. Berg. (N) 

Epigrammetto. (Lett.) E-pi-gram-mét-lo. Sm.dim. di Epigramma. Bemb. 
(A) Cas. Leti. Guati. 2j'3. Ma fra quelli è ui> epigrammetto in 
laude di quel mio trattatello prefato, che io non 1' aveva piò 
sentito ec. (B) 

Epigrammista. (Lett.) E-pi-gram-mì-sta. [Sm. Scrittore, Componitore di 
epigrammi. [ — , Epigrammatista, Epigrammatario, Epigraramalo- 
grafo, sin. Lat. epigrammista, conditor epigrammatum , epigram- 
matuiK scriptor.] Òr. ìxiypa.p.fx.a.ro-voiós.- Salvia. Pros. Tose. i. 3ny. 
E mirabile il delirioamoroso poetico presso un antico epigrammista latino. 

Epila. * (Geog.) L-pi-ia. •c'iVtó di Spagna nelt' Aragona. (G) 

Epilaide, * E-pi-là-i-dc. N. pi: f. (Può significare in gr. sovvertitore, 
popolarissimo, o propiziissimo ; da epi sopra , e da laio o leo io di- 
sciolgo, sovverto, laodes popolare, ed ilao io son propizio.) — Figlia 
di Tesilo. (Mit) 

Epilarchia. * (Miiit.) E-pi-lar-chi-a. Sf V. G. Lat. epilarchia. ( Da 
epi sopra, ile squadra, e arche comando.) Squadrone composto di due 
schiere , torme , ed ordini , ossia di centoventiquallro cavalli. (Aq) 

Epilemia. * (Lett) E-pi-le-mì-a. Sf. V. G. Lat. epiloemia. (Da epi su, e 
limos peste. ) Poemi che si cantavano quando infieriva la peste o 
quando si calmava. (Aq) 

Eph-enia. * (Lett.) E-pi-le-nì-a. Sf V. G. Lai. epilenia. (Da epi su , e 
lenos vasca del Jorchio.) Festa greca in onore di Bacco, nella aitale 
dispulavasi a chi avesse pigiata una maggiore quantità di grappoli. 



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EP1LENI0 

.Fin anche un Ballo pantomimico de Greci , ne/ ^uule imitavano ciò 
che si Ja nel premere le uve. (Aq) (Mil) 
Epilenio. * (Lett.) E-pi-lè-ui-o. Sm. V. G. Lai. epilene. (V. epilenia.) 
Canto de' vendemmiatori in lode di Bacco eh' era accompagnato dal 
flauto. (Aq) (Mit) 
Epilessia. (Meci.) É-pi-len-sì-a [<y/7] V. A. V. e di' Epilessia. Volg. 
Mes. Olio di pepe ec. vale all' epilessìa , cioè al inai maestro ed alla 
sciatica. M. Aldobr. P. N- 161. Cantra doglie di capo ed epilensia 
sia messo un poco del sugo suo caldo per lo naso. Tes. Pov. P. S. 
cap. 7. A guarire della epilensìa , cioè male caduco , togli lo corno 
polverizzalo , e bevilo. 
Epilehtico. (Med.) E-pi-lèn-ti-co. [Add. e sm.] V. A. V. e di' Epile- 
tico. Tes. Pov.^ P . S. cap. i. La carne del porco , ovvero di troja 
- "Scrofa ," che nasce solo nel primo parto , sana loepilentico. E appres- 
so : Quando lo epilentico cade , u ccidi un cane, e dagli Io fiele cal- 
do , e guarirà. E appresso: Ed uno anticb""epilentico fu cosi guarito. 
Epilessia. (Med.) E-pi-les-sì-a. [Sf. f. G. Malattia cerebrale , primiti- 
va o secondaria , che si manifèsta per accessi più o meno vicini, nei 
quali vi ha perdita di cognizione e movimenti convulsivi de' muscoli. 
Detto anche Bruito male, Mal benedetto, Il benedetto, Morbo co- 
miziale , Morbo erculeo , Morbo sacro, ] Mal caduco , Mal maestro, 
ec. —, Epilcnsia , sin. Lai. epilepsia, morbus berculeus , morbus co- 
mitialis , [ morbus sacer. ] Gr. sir<Xi)>|//#. (Dal gr. epi sopra, e lepsìs 
presa , aflérramento. ) Folg. Mes.La cura di questa malattia è molto 
vicirfa a quella dell'epilessia. E altrove: Pillole, delle quali niuna è 
più gagliarda per Io mal maestro , cioè per 1' epilessia. 
EntETico. (Med.) E-pi-lè-ti-co. [Add. e sm. PI. Epiletichi, Epitetici , 
Appartenente ad epilessia , ] Che patisce di epilessia. — , Epilentico, 
Epilettico , sin. Lai. cpilepticus. Gr. ìirtT&er&ós. 
2 — * (Farm.) Agg. di Rimedio che combatte V epilessia- (Van) 
Epiletti. * (Milit.) E-pi-lèt-ti. Sm. ff. G. Lai. epilecti. (Da epi sopra, 
e lecleon verb. di lego io raccolgo, raduno.) Pedoni e cavalieri negli 
eserciti romani, che volonlarii e per amichia accompagnavano il 
Console nelle spedizioni e gli prestavano in qualità di guardie un fe- 
dele servizio. (Aq) 
Epilettica. * (Med.) E-pi-lèt-ti-ca. Add. e sf. V. G. Lai. epileclica.(V. 
epilessia.) Specie di febbre quotidiana che ad ogni accesso riproduce 
un attacco d' epitissia., e specie di terzana , i cui accessi $,0110 ac- 
comjmgnati da convulsioni e privazione di sensi. (Aq) 
Epilettico. (Med.) E-pi-lèt-ti-co. Add. e sm. V. G. Lo slesso che Epi- 
lettico. F. (Aq) (Van) (Min) 
Epilobio. * (Boi.) E-pi-lò-bi-o. Sm. V. G. Lai. epilobium. (Da epi su, 
e lobos baccello.) Genere di piante erbacee nell' ottantina monoginia, 
famiglia delle onagrariere , con fiori, epigini polipetali; così denomi- 
nate dal foro frullo , che è una lunghissima casella in forma di bac- 
cello a quattro logge, e piena di ssmi piumosi ed attaccali ad una pia- 
cenLfu Muearc^^ xeiitrate. Vol qarm. detta c-rba d^ sant ' Antonio. fA ciYN) 
EpVlogamekto, E-pi-lo^-TiiéiPtoTfo/w. / . G- Lo slesso che ] lipilogìTzione. 

f. Fi: Giorni. Pred. R. Ve ne farò un breve cpilogamento. 
Epilogaste, * E-pi-lo-gàn-te. Par/, eh Epilogare. Che epiloga, F.direg (0) 
Epilogare, E-pi-lo-gà-re. [ /III] Fare epilogo [delle cose delle, Com- 
pendiare, Recapilolare. ^.Riepilogare.] Lai. perorare, compendifaccre. 
Gr. hefktfm. ( Dal gr. epi sopra, e lego io raccolgo.) Lib. Mascalc. Or 
qui nel fine del trattato epilogherò tutte le infermitadi de' cavalli. 
Epilogato, E-pi-lo-gà-to. Add. m. da Epilogare. Lai, in epilomen, in 
compendium redactus. Gr. ì.<i a.Y.i^a.ì.a.iv'àiU. Dani. Conv.35. Secondo- 
che nel libro dell'aggregazion, delle stelle epilogata si truova.» Segner. 
Mann. Api: s.6. 3. Le mostruosità di tutti e tre questi generi già 
spiegati, non è gran cosa, che si ritrnovino epilogate ("unite e com- 
pendiale) in te solo. E Die. 3o. 2. Secondo i tanti precetti epilo- 
gatici in quel della carità. (V) 
Epilogatila , E-pi-lo-ga-tù-ra. [Sf. V. A. V. e di' Epilogazione. V.] 
Lib. Pred. Più del dovere mi stendo nella epilogatura. 
pilogazione, E-pi-lo-ga-zió-ne. Sf. L'atto di epigolare e lo stesso e- 
pilogo. — , Epilogatili-» , Epilogamelo , sin. Znt.peroratio, epilo: 
cohctusiA 'Gr. ùnx.y.t<$a\atatrts. Fi: Giord.Pred. Per epilogaziQJKrcfello 
mio ragionamento mi conviene dire ec. 
Epilogamo.* (Filos.) E-pi-lo-gì-smo. Sm. V. G. Zo^pllogismus. (Da 
epi su, e logismos raziocinio, pensiero, che^^n da logos parola, 
ragione.) Vocabolo di varii significati: lesiti dodo di acquistar co- 
gnizioni , fondato sulla ragione e sulcpdscnso unanime degli uomini. 
2° Ragione evidente modo dintgtonarc , in cui si pongono per 
principio cose evidenti , perpteff passare , senza perderle di mira a 
quelle che, sebbene ssnsjbit^sono alquanto oscure ; 3° Ragionamento 
che, come E analgyiimo, ha per iscopo le cose oscure e nascoste. (Aq) 
Epilogo. (Rcy^Eq)i-lo-go. [ Sm. V. G. La perorazione o l ultima parte 
del discorso n trattato che contiene ordinariamente una recapilola- 
zione delle materie principali già esposte; sommario, compendio ri- 
ili-etto, sunto , epitome , riconto, soprarragionamento. /^.Compendio] 
Lni.cpilogus.Gr. sV<\oyo;.(V. epilogare.) Pass. 0S2. Alla line del trat- 
tato , quasi per modo d* un epilogo , ricogliendo in brieve quello che 
sopra lungamente è scritto. 
Epimachia. * (Lctt.) E-pi-macbì-a. Sf. V. G. Lai. epimachia- (Da epi 
su , e macke guerra.) Alleanza in cui le parli si obbligavano ad 
assistersi reciprocamente nel caso d' invasione. (An) 
Epihaco , * E-pi-ma-co. N-.pr. m. Lat. -Epimacus. ( 

madie 
E 



EP101NE 



7 l 



i»opra.) Nome dato dagli antichi a diverse piante che non si elevano 
mollo dalla terra. Altri botanici han dato lo slesso nome ad un ge- 
nere di piante a fiori polipetali , della letrandia monoginia , famiglia 
delle barberidee, le quali non hanno alcuna analogia colle piante de- 
gli antichi. Landin. Maltiol. Berg. (Aq) (N) 
Epimelbti. * (Arche.) E-pi-me-lè-ti. Add. e sm. pi. V. G. Lai. epirne- 
leti. (Da epi sopra , e melele. cura, onde epimeletes curatore.) Nome 
di quattro tra i ministri del tempio di Eleusi scelti dal popolo per 
assistere nelle sue funzioni il re de' sacrifica, ed aver cura delle cose 
sacre. Erano i primi due presi tra' cittadini a" Atene , il terzo dagli 
Eumolpidi , ed il quarto dai Cerici. (Aq) 

Epimelida. *(Agr.) E-pi-mè-li-da.^pyorta di nespolo. Maltiol.Berg. (N) 

Epimelide, * E-pi-mè-li-de. N. pr. m. (Da epimeles diligenza, ed idos 

aspetto : Aspetto d' uom diligente.) — Fondatore di Corone. (Mit) 
Epimelide. * (Agr.) Sf. Lo stesso che Azzeruolo. A". (Dal gr. epi sopra, e 
melis , idos melo; e vale frutto ch'è su di un albero simile al melo.) 
Baruff.diz. R. elide. (N) 

Epimelidi. * (Mit.) E-pi-mè-Ii-di. Ninfe che presedevano alla cura delle 
mandre. ( V. epimeleti e meliadi. ) (Mit) 

Epi.melio. * (Mit.) E-pi-mè-lio. Soprannome di Mercurio, come pro- 
tettore delle mandre. ( Dal gr. epimelia diligenza. V. epimeled.) (Mit) 

Epimeme , * E-pi-mè-ne. ZV. pi: m. ( Dal gr. epimenìo mi sdegno sopra, 
che vien da epi sopra , e menos ita ; ovvero da epimeno io son per- 
manente.) — Uno de'cospiralori contro la vita di Alessandro. (Mit) 

Epimekide,* E-pi-mè-ni-de. N.pr.m. Lat. Epimenidcs. (N. patr. di Epi- 
mene.) — Unode'setle savii della Grecia, di cui si disse che avesse 
dormil o cinquant' ann i cn pi jnui. ( B ) ( M il) ■ ' " 

EpuTenieV* (Arche.) E-pi-mè-ni-e. Sin. f^. G. Coù chiamavano gli 
Ateniesi i sacrijicii che ad, ogni novilunio facevano alle loro divinità 
pel bene dello stato. In altri lunghi della Grecia davasi questo nome 
ad una certa provvisione , che dislribuivasi a' servi ogni mese. ( Da 
epi sopra., e mene luna, onde men mese.) (Mit) (Van) 

Epiheteo, * E-pi-mè-te-o, Epifrone. JS. pr. m.tat. Epimeteus. (Dal gr. epi 
sopra, e melis consiglio.) — Figlio di Giapeto e fratello di Prome- 
teo. (B) (Mit) 

Epimetide.*(MÌI.) E-pj-raè-ti-de.Jopran. di Pura, fgh'a diEpimeteo.^lh) 

Epijietkico. * (Lett.) E-pi-raè-tri-co. Add. m. P. G. Lai. epimetricus. 
(Da epi sopra, e mclvoii misura, metro. ) E pitelo che si dàdpoemi che 
narrano , dipingono , ragionano od inducono i personaggi a parlare, 
l'ali sono i poemi epici», od eroici , le odi , le elegie. (Aq) 

Epimetho. * (Arche.) E-pi-me-tro. Sm. V. G. Lat. cpimetrum. ( V. 
epinietrico.) Sovrimposta di vino, di frumento , ec. , che gli esallori 
delle contribuzioni esigevano pel trasporto delle derrate a Roma , 
pagandosi le imposte in natura. (Aq) 

Epimilio. * (Mus.) E-pi nii-Ii-o. Sin. f. G. Lai. epimylion. ( Da ep i 
sopra , e myle macina. ) Canzone de' mu gnai, (Van) ■"* 

Ewmmkhzio, * E-pimmènzi-o! iV. pi: m. ZaTEpigmenthicus. (Dal 
lat. pigmentum ornamento rettoria) , bu gia , ing anno y hpllprjn. ) (RI 

Epimoke. (Rctt.) E-pi-mo-ue. [Sf] Figura rello)'lVU'7~~che consiste in 
un allungamento di parole , o piuttosto replica della medesima par- 
ticella.] Lat. opinione. Gr. ìifi^ovri. (Da epi sopra, e meno io ri- 
mango , onde mone dimora.) Demetr. Segn. lop.Iia figura nominata 
epimone, la qual consiste in un all ungamento di parole maggioj rjfctla 
cosa, molto gioverebbe per la veemenza. ^*^^*^ . " ~ 

Episal.* (Geog). E-pi-nàl. Lat.E[Vnr.Ai.mn.Cildi Fr^jìet^tip.de' P'osgi.^G) 

Epinefelo. * (Med.) E-pi-nc-fe-lo. Sm. V. G^-£o7.epinephelus. (Uà epi 
su , e nephe/e nebbia. ) Nebbietta che^ aj-gesi sull' orin a. (Aq) 

2 — * (Zool.) Genere di pesci ehejtmno gli occhi coperti da una 
membrana. (Aq) ^^"^ 

Epinicie. * (Arche.) E-pi^ni^rJì-e. Add. e sf. pi. Lat. epiniciae. (Da epi 
su , e nke v'Moris^^fSacrificii di ringraziamento agli Dei per una 
riportala vflAfffia. (Aq) 

Episic]p»^jCctt.) E-pi-ni-ci-o. iSm] V. G. Sorta di poesia per vittoria 
tata. Lat. cpiuicium. Gr. Udtihiov. (Da epi sopra ,• e nice vit- 
toria.) » Pallav. Ist. Conc. -i 11. Pubblicarono varie relazioni di questa 
zuffa ; le quali pajono epinicii di trionfo. (Pe) Adim. Piad. Sotto il 
velo d'epinicio , o verso vittoriale. (B) 

2—* Trovasi usato dal Magalotti per Epicedio, ma erroneamente. Magai. 
lett. 11. Consideri V. P. . . • se v' è vcrsilicatorello , che abbia un 
po' di straccio di cicisbea , alla quale morendo o il micino o il cani- 
no , o la passerina, non faccia subito l'epinicio. (N) 

Epinictide. * (Lett.) E-pi-ni-cti-de. Sf F. G. Giornale^ della n olte_ 






( Da epi sopra , e 



madie pugna , onde epimachos espugnabile, od alleato in guerra.)(B) 
pimase. * (Med.) E-pi-ma-iic. Add. m. V. G- Epiteto che datsi agli 
insensati che divengono furiosi ne'4cro accessi di follìa. (Da epi 
sopra , e mania furore. ) ''Van) 

Epimede , * E-pi-mè-de. N.pr. m. ( Da epi sopra , e niedo io ho cura.) 
— Uno de.' sacerdoti Dattili idei. (Mil) 

Epicedio. * (Bot.) E-pi-inè-di-o. Sm. Lat. epimedium. ( Contrazione del 
Ltl. cpimenidium, dal gr. epi sopra, e meno io rimango; Che rimane 



Giornale voluto da Sinesio, in cui si racconlano Tsogni.{\ .epiiiitu de. 
Salvin.Disc. 2.f36\L'cpinictidi, olrogliairr^tre~giornali notturni, che 
contenessero di mano in mano i sogni e I' osservazioai loro. (N) 

Epinittide, (Med.) E-pi-nit-tt-de. Sf. usato per lo più nel pi. P~. G. 
Lat. epinyctis. (Da epi sopra, e nfx , nyetos notte.) Eruzione di 
pustole livide, rosse o biancastre che si sviluppano sulla pelle durante 
la notte , e scompajono nel giorno. — , Albosi , sin. (A) (A.O) 

Epinoziose. * (Anal.) E-pi-no-/.ió-ne. Sf V. G. Lai. epinotio. ( Da epi 
sopra , e noìos dorso. ) Così grecamente dicono alcuni la scapula , 
ossia omoplata. (A. O.) 

Epiochefo.* (Mit.) E-pi-ò-che-ro. Soprannome di Apollo , che ha la ma- 
no dolce, ola cui mano addolcisce. (Da epios m'ile, e chir inano.)(Mil) 

Epioco, * E-pi-o-co. N. pr. m. ( Da epi sopra, e hochos cocchio. ) — 
Figlio di Licurgo. (Mit) 

Epiodia. * (Arche") E-pi-ouli-a. Sf V. G. Lai. epiodia.( Da epi sopra, 
e ode canto.) Canzone de Gre^primauiefunei-alii chiamavasi anche 
Nenia. (Mil) * -~ "~ — ■ " 

Epiodone. *(Zool.) E-pi-ò-di-uc. Sm.V- G.Lal. epiodon. (Da epi sopra, 
e odus, odonlos dente. ) Specie di cetacei colla mascella superiore 
fornita di parecchi denti ottusi e colla inferiore senza denti. (Aq) 

Epioke , * E-pi-ó-ne.- ZV. pr. f. (Dal gr. epion iwuente. ) — Moglie di 
Escutapio e madre di Macaone, (Mitj 



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EPIPAROSISMO 



EPISCENIO 



1 



7 *,«» -in r- •• o' . m « c„f fi fa* cnimroxvsmus. Epin.oocot.ico. * (Anat.) E-pi-pto-o-còdi-co. Sm. V. G. Terzo epiploo', 

EriPAROS.SMO. *(Med.) E-l^;™;^;™^ picara A/ peritene» XWmA«« lungo la parie ascendente del 

( Da cp, sopra , e pafoxYsmos parossismo.) Replicalo accesso veement rj^ ^ ^, ^ ^_^ ^ ^ ^r^ dMo ^^ ^ 

di febbre nel giorno medesimo. IMI «nJaactis ( Da eoi testùio.CDa epiploon epipto», e co/o,, intestino di questo nome.) (A.O.) 

Ep.PATT.nE. * (Boi.) E-p.-paM.de cS/. V. «. j^W J* a J Ep.PLO0O A st R 0COUC0.*(K^ È-pi-plo-o-ga-st.o-cò l,-co..ym. V.G.Grande 

su , e parto* concreto. ) Ce»,,-, A pfafl» fJ U g^™^ e / a epiploo ; piegatura del peritoneo che si attacca da una parte alla 

faglia delle orchidee con una )f^iulErtdaseivZi ' (Aq) cohèsùl dell' arco del colon , dall' altra alla grande curvatura del 

larghe eross.fogl^tl.stinle ventricolo , e che discende più 'o meno in basso sopra la massa de- 

Ep.pech.de. (Anat) E-pi-pe-cb«fe. Sf. V £■ Jjf£ < ] P« c «^ - . . ( Da , fc ' ; |oo tór venli . iC0 | , e colon inte- 

'/«sopr*, e pecAy* gomito.) 2?.^ S V IJ >_ J 1 

Ep.pedonetria. (Mat.) E-pjpe-do-jne-tn-a.^ £. G. te «TjJ«g Epipi-oogastVoepatico. • (Anat.) Epi-plo-o-ga-stro-e-pà-ti-co. Sm. V. G. 

ina. ( Da ep« sopra , pedon suolo, e metto f^^lMfifi* "" p,, co/o f „,W TO . p^mra A/ ^A« 1W afte « «tende dato «cw U m 

tere che sì appoggiano su di una slessa ^V^pSdUs. ( Da tn, s , eMa / e Ve/ fegato, dal collo" d Ala vescichetta della cistifellea, dal 

Ei'.PETALO.'(Bot.) h-pi-pe-ta-lo. Add. m. f- O. Lai. epipeiaius. i u* ^ j„. ..„„/ 5„„. .•!..• „.;,./ ^,'„r,„<,,„„ nlln marniti curvatura del 



mm sopra , e petaton foglia , lamina , e per estensione corolla. ) Ag- 
eruttilo di Imre , i cui stami sono attaccati sopra la corolla. (Aq; 

Epipicmo.* (Chir.) E-pi-pig-mo. Sm.V.G.Lai. epipigraa. ( Da ept sopra, 
e pi letica greca; poiché questo istru.nento era fatto, come un p gre- 
co rovesciato. ) Istromento dileguo descritto da Orilusio,chesia. 
doperai per ridurre le lussazioni decornerò.—, E pipoma, sm. (A O.) 

Epip'rgide. * (Arche.) E-pi-pir-gi-de. Sf. F. G. Lai. cpipyrg.des (Da 
eoi sopra , e pyrgos torre.) Statua colossale di tre corpi , dagH A- 
teniesiinnalzataad Ecate,came allusiva alle tre forme di questa dea.(Aq) 

Epiplasma. • (Farm.) E-pi-plà-stha. Sm. F. G. Lai. ep.plasma ( Da 
evi sopra , e plasma fattura. ) Lo stesso che Cataplasma. V. (Aq) 

Ep.pleros,.' (Mcd.) E-pi-plè-ro-si. Sf. V. G. Lai. epipleros.s. ( Da epi 
su, e plerosis riempimento.) Dicesi cosi la pienezza e distensione delle 
arterie. (Aq) , „ Z* n T 

Epiplobiibokockle. * (Chir.) E-pi-plo-hu-bo-no-ce-le. Sm. V. O. Lai. 
epiplobuboaocele. ( Daeplipoon epiploo , bubon inguine, e cefo tumore.) 
Ernia formata dall' epiploo uscito per fanello inguinale. (Aq> 

Ep.PLoc E LE.-(Cliir.) E-pi-plo-cè-le. Sm.F. G. Lati epiplocele.» (Da epi- 
ploon epiploo, e cete tumore.) Ernia formata dalla discesa dell e- 
piploo tiell' anguinaglia o nello scroto. (Aq) _'____ 

Ep.plocirsoj.falo 1 . * (Chir.) E-pi-plo-cir-sòn-fa-Io. Sm. V. G. Lai. cpi- 
plocirsomphalus. (Da epiploon epiploo , cirsos varice , e omphalos 
ombellico. ) Ernia dell' otnbellico formta dall' usala dell epiploo , e 
complicata con varici. (A*]) . .^T 

Epiploustocele. * (Chir.) E-pi-plo-ci-sto-cc-le. c?m.^G^&frtre|>iplocy. 
stocele.(Da epytWi epiploo, cyimvesacaj^e^*" ernia.) Erma della 
vescica complicala coli' epiploceie.~{l\y^r 
SwpIÓeSatoiifalo. * (Chir.) E-pi-plo-e-ma-ton-fa-lo. Sm. F. ^. La. e- 
piplohematomphalus. (Da epip/ooft epiploo, hema sangue, e ow/»Au/o« 
ombellico.) Fmw dell' ombeUico formata dall' usala dell epiploo, con 
raccolta di sangue. (Aq) . ^ „ _ 

Epiploempionfalo. * (Chir.) E-pi-plo-em-pi-òn-fa-lo. òm. r. Cr. Lai. 



trasversale uni /egaio, uat tmw t*< n.n mvi^.....» «^»» v.-» r , ■■■•- 

fuscello de' vasi epatici e dal diafragma , alla piccola curvatura del 
'ventricolo, dall' inserzione dell'esofago sino all'origine del duodeno. 
( Da epiploon epiploo^ gasler ventricolo , e hepar fégato. ) (A.O.) 

Epiploogasirosplekico. * (Anat.) E-pi-plo-o-ga-stro-splè-ni-eo. Sm. F.G. 
Piegatura del peritoneo che trovasi tra la faccia concava della milza 
e del ventricolo, dal suo orifizio dell' esolhgo sin presso alla maggiore 
curvatura : ricetta i vasi brevi nell' intervallo delle due sue lamine. 
(Da eniploon epiploo, gasler ventricolo, e splen milza. ) (A. O.) 

Epiploon. * (Anat.) E-piplo-on. Sm. Lo stesso cAc Epiploo. f.(A. 0.) 

Epiplopneumatonfalo. * (Chir.) E-pi-plo-pneu-.ma-tùn-fa-lo. Sm. f. G. 
Lat. epiplopi<euniatomphalus. ( Da epiploon epiploo , pnevma aria , e 
omphalos ombellico.) Ernia ombelicale formata dall' usata dell' epi- 
ploo e da aria. (Aq) 

Epiplosarcosfalo. * (Chir.) E-pi-plo-sar-còn-fa-lo.òVw. A^.G. Lat. epiplo- 
sarco.nphalus. (Da epiploon epiploo, sarx , sarcos carne, e omphalos 
ombellico.) Specie di esomfalo formato da ljl smloo e complicato con 
un escrescenza aTìfrtrne- (Aq) _>*** r ^ " r . U' 'w' m "*^ 

Epiploscheocele. * (Chir.) E-pi-plcv^be-o-cé-le. Sm. K. G. Lat. epi- 
ploscheocele. ( Da epiploon&pì\>\oo , ■■«">■'■"" s^roto-e cp^p tu^re. 
ernia.) Ernia nello spato , formata per la caduta dell epiploo. (Aq) 

Epiplovagisale. V(Gh1r?) E-pi'-plo-va-gi-nà-le. Sm. Lat. epiplovag'.ualis. 
(Dal qxjjipiplòoii epiploo , e dal lat. vagina vagina.) Erma formatti 
vagina per discesa dell' epiploo., (Aq). 
Ipiplovar.confalo. * (Chir.) E-pi-plo-va-ri-còn-fa-lo. , Sm. Lat. epiplo- 
vancomphalus. ( Da epiploon epiploo , omphalos ombe lieo, e dal I.it. 
varix varice.) Ernia ombelicale, formala per .l'usata dell'ep/ptoo e com- 
plicala con varici. (Aq) . 

Epipod.o, * E-pi-pò-d.-o. N- pr. m. Lat. Epipod.us. (Dal gr . epi sopra, 
e pus, podos piede: Chi nasce con un piede suil altro.) (B) 

Epipola, * E-pì-po-la. ZV. pr. f. (Dal gr. epi sopra, e poleo io mi ver- 
so, io dimoro ; onde epipoks nella sommità.) — Figha di Trac/none 
lapidala da' Greci innanzi a Trcja. (Mit) 



\ 



,;;/) E-pi-plo-em-pi-òn-fa-Io. Sm V. G. Lai. "^'*^£%Z^f7r^U 

epiploempyomphalus. ( Da epiploon epiploo , en dentro pjron pus «*™» ^™^J ml|a «jjrfde.) ilforfo!rf. ^^„ Z ,o„ e .(A.O.) 

e amplialo* ombellico. ) Bmm AH' ombellico formata dall usatadel- E ^^ l ^^^^. Vl : Collina e quartiere dell'amica SiracusaJMit) 

V epiploo con raccolta di pus. (Aq) Epipolla * CMit ì E-pi-pòl-la. Sceranno me di Cerere presso i Lacede- 

Ep.ploenterocele. « (Chir.) E-pi-plo-en.te.ro-cè-lc..SV». T. G. Lo stesso Hpipolw. (MO.J JS P o - q ^ c jma Mjt) 

cAe Enteroepiplocele. f. ( Da «p«/,too« epiploo , enteron intestino , e Ep ? p ™ fc J™£j g^J^i Xd »■ K G. £.«««> cA, Epipigmo.^. 

cele tumore.) (Aq) ■ vf v r T nt etiinlonhlososis (Da e P>- sopra, e poma coperchio.) (A. 0.) • _ m 

Ep.PLOFLo&os..'(Med.) E p.-plo-flò-go-s.. Sf. V. G. Lat. epiplopblogosis. V r r, r E-pi-pom-pèn-ti-ca. Sf.F.G.Lat. epinompen- 

(Da epiploonl epiploo ,' e phlogosis inBammazionc. ) Infiammazione I^pohpwtica. ^^^ p P omp a.) Ca^o», p.r ?M afcA« «,/«,ntf«.(Aq) 

dell'epiploo. (Aq) 



EP^t:. MAn^-^plplà-i-de. oy Fi G Lai. epiplois. ( Da -* 
p/oo» epiploo. ) Ramar dell' arteria celiaca , la quale spuntando dal 
lato dritto dell' interna tunica dell' omento , dicest Destra ; se dall e- 
stremila inferiore della splenica procede alla stessa tunica , chiamasi 
Postica; e se vedesi assegnata alla più bassa e sinistra parte di quello, 

vien delta Sinistra. (Aq) ..... r , c rv r T „i »™ 
Ep.ploidronfalo. * (Chir.) E-p.-plo-.-dron-fa-lo. Sm. V. G. Lat. eoi- 
plohyd. omphalos. (Da epiploon epiploo, braor acqua , e omphalos 
v , j m- C •?_..".. i„„ mn ,r. all' nmhehro dulia caduta dell epiploo , 



delle vespe, i quali si aisungunnu f ,a . w. "..-.*. -- — - •-- - 

abiuzionsjuadbasta un punto d'appoggio, e la cui materia somiglia ita 

cartone eccellente che resiste alle più violenti e pili copiose piogge. (Aq) 

Epiponzia. * (Mit.) E-pi-pòn-zi-a. Soprannome di renere , perche naia 

dal mare. ( Dal gr. epi sopra , e pontos mare. ) (MU) , 

Epirnuzio. * (Mit.)E-pir-nù-zi-o.cVop,fln. di Giove presso , Cretesi : (Ma) 
EpiRQCiGeog.) E-pì-ro rj«.£a«.Epirum.Controrfa tfW/a (.«« *«W ^„|9, 
«ranW^LJa Tessaglia e C Acarnania. Erano sue ■ provinole T+, 
Tesprozia.TTlaWid c. la Caonia e la Dolopia. Oggi gj tcoms^o/i A 
/' Alta Albania. (G) " ,„„_:„ /pn 



plohyd. omphalos. (Da epiploon epiploo, /r/ior acqua , e- gj 1 Ep.ROTA , * E-pi-'iò-ta. ^^rf. pr. com. Dell'Epiro. (B) " . ^i 

ombellico. ) fihua foriBO&i ali ombellico dalla caduta dell epiploo , g bota ^ ^P E . pir . re . a . ^ ^ G. L«i. epirroea. (Da epi su, e rAeo 

co,, raccolta d-acau^m ]0 ^^ d'u^re i nU „^oMeco«o»«aa, Ma /,-, 

■^^«Fiffoì^ EpSr.(Le'tt.) C | q .r-rè- ma . *, F. G. te epirrhem, (Da e.isu, 

/Lora to lCI » fl /^, oA, »e«te« nella regione superiore e mediadel- E ^X„ m paiola.) Parte Afl'a«t«ca ««««/«. , .«« cui il coro vo/gen- 

iaddomine , e sotto gl'integumenti ed anche nella cavila del basso e ^agf spettatori dava toro utili avvertimenti, o riprendeva ecen. 

EpT/l^falo. * (Chir.) E-pi-plo-li-pòn-fado. Sm. V. G. /*->£ ^S *d£fe tf^n»* ^^- & £ a r. epirrhoea. Lo « W o cAa 

l.pomphalus. (Da ^i>/oo« epiploo, W pinguedine, e ompholos ™ 0E - V (A. O ) , .^_ . 

BL)W omWtóafc /ormala Atf w«£a deli epiploo e com- *J"*~. £Jft E-pi-sàr-ca. J*. ^. G. La/. episarca.-( Da ^i su, 

n/tcota con materia pinguedinosa. (Aq) ^ p " ^ carnc . j /c / ro/ ,ài„ universale o spargimento di umor. 

Ep^plomerocele. *(Chir.) E-p.; P b-me-ro-ce-Ie. Sm V. G. £*■ 'W ^ ^pelle e la sostanza cellulare , senza penetrare quest ultima , 

merocele. ( Da epiploon epiploo, meros coscia , e cele ern.a. ) E, ma tra* P ^ masarca . (Aq) 

dell'epiploo attraverso t'arcata crurale. (Aq) Fpkcafie * (Arche.) E-pi-scà-fi-e. c?/T P Z. £af. episcaphiae. (Da epi su, 

EpTplonfalo. (Chir.) E-pi-plón-fado. Sm V G Lat. ep.plompha us. ^f^ vhe \ AX ^A Feste solile celebrarsi in Rodi, o per implorare 

7£ epiploon epiploo e omphalos ombellico ) Ernia dell ombellico °"W%£ atiom \ per la proprietà del commercio o per vittorie 



\ stesso che Epiplonfalo. F. (Aq) 

Epiplonfrassia. * (Med.) E-pi-ploa-fras-si-a. ^ V.G. te epiplom. 

Tphraxis. ( Da epipfooR epiploo , e pAroi.o .0 chiudo. ) Ostruzione 

WrconoC A molte fasce pinguedinose , che cuoprono altrettante 
krterieevene unite insieme. Chiamasi anche Omento e popolarmente 
Reticella , Pannicolo , Zirbo.*— , Epiploon , sin. (Da epi sopra , e 
pteo io fluttuo.) (A) 






rDa ^e i, e «anc scena.) i^«te «nate celebrarsi in Ispana per 
conserlareJbrseJa memoria di quegli antichissimi tempi in cui le 
S eìecajparmeeranoje^uazioue degli uomini.J M l " .* 

ir ,!lT«,n'( Arche ì E-pT-scè-ni-o.